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8 months ago

A RITROSO SCRIVENDO

uno dei collaboratori

uno dei collaboratori paragonava il Duce a Cesare o lo promuoveva «principe dei filosofi», Arnaldo lo richiamava all’ordine ricordando che i toni apologetici, in un giornale che apparteneva al destinatario di quegli elogi, non erano opportuni. Mussolini fu duramente colpito dalla sua improvvisa scomparsa e sfogò il dolore, come avrebbe fatto qualche anno dopo per la morte del figlio Bruno, scrivendo un breve libro, «Vita di Arnaldo», che apparve nel 1932. Sappiamo grazie a quelle pagine che Benito telefonava ad Arnaldo ogni sera per commentare l’ultima edizione del Popolo d’Italia, preparare quella del giorno seguente, scambiare notizie. Alla domanda implicita nella sua lettera — se la morte di Arnaldo abbia avuto una influenza negativa sulla politica di Mussolini — rispondo, caro Alberti, che il culto della personalità e il trionfalismo del regime negli anni seguenti dipendono, secondo Renzo De Felice, da altri fattori. È vero tuttavia, sempre secondo De Felice, che la morte di Arnaldo «rese pressoché totale la solitudine umana di Mussolini e contribuì ad esasperare la sua tendenza psicologica a diffidare di tutti, a sentirsi circondato da collaboratori fragili e insicuri e, quindi, a considerarsi sempre più il motore e il controllore di tutto, il capo che doveva tutto fare e tutto accentrare». Sergio Romano Corriere della Sera (12 maggio 2011) 24

Lettere al Corriere PERPLESSITÀ L’Europa e l’Onu Caro Romano, il premier Berlusconi ha affermato: «l’Europa sia cosa concreta o meglio dividerci» e credo siano in molti a pensarla alla stessa maniera. l’Europa, fin tanto che si tratta di sfornare leggi e regole, funziona, ma manca quando accadono emergenze come quella delle migrazioni di massa. Le migrazioni ci distolgono poi da quello che ritengo essere il vero problema: l’incapacità dell’Onu di intervenire nei singoli Paesi da dove i migranti fuggono. Solo per questo sarebbe da valutare di uscire proprio dall’Onu! Mario Taliani, Noceto (Pr) Quando un Paese è deluso da una istituzione di cui è membro, tende spesso a dimenticare i vantaggi di cui le è debitore. Se ne ricorda, generalmente, dopo averla abbandonata. Sergio Romano Corriere della Sera (15 aprile 2011) 25

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