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A RITROSO SCRIVENDO

ungheresi, di una

ungheresi, di una percentuale dell’elettorato che si aggira intorno al 20%. Strappare quell’elettorato all’estrema destra è divenuta la maggiore preoccupazione degli altri partiti, soprattutto in elezioni dall’esito incerto e contestato. Quando si candidò alla presidenza della Repubblica nel 2007, Nicola Sarkozy cercò di togliere voti al Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen promettendo che avrebbe difeso l’identità francese; e ha mantenuto la promessa creando dopo la sua elezione un fumoso «ministero dell’Identità». In Germania la Cdu di Angela Merkel dorme sonni più tranquilli perché i partiti nazionalisti e xenofobi puzzano di nazismo e sono generalmente screditati. Ma anche nella Repubblica federale si è aperto un dibattito sulla necessità d’imporre agli immigrati i valori della Leit-Kultur, della cultura dominante. Il caso dell’Italia è particolarmente interessante. Da noi il partito che miete voti nei gruppi sociali più insicuri della società italiana è la Lega. Ma il partito di Umberto Bossi è forte soprattutto al Nord, vale a dire in regioni che hanno verso l’immigrazione un atteggiamento contradditorio. La percepiscono come fattore d’insicurezza, ma ne hanno bisogno per le loro fabbriche e le loro aziende agricole. Accade così che la Lega promuova leggi più rigorose per ostacolare l’immigrazione, ma sia anche disposta a legalizzare i clandestini: 700.000 all’epoca della Legge Bossi-Fini durante il secondo governo Berlusconi, 250.000 badanti dopo l’arrivo del leghista Roberto Maroni al ministero degli Interni. Sergio Romano Corriere della Sera (23 aprile 2010) 66

Lettere al Corriere II GUERRA MONDIALE La sconfitta di Hitler Caro Romano, mi piacerebbe conoscere la sua opinione sulla tesi secondo cui l’intervento dell’Italia «contribuì» in maniera determinante alla sconfitta della Germania. Il soccorso all’incapace alleato in Africa settentrionale e nei Balcani avrebbe infatti fatto aprire due fronti che non erano previsti da Hitler nel suo attacco alla Vecchia Europa. Ma soprattutto fecero perdere tempo e distogliere truppe nell’invasione alla Russia. Con anche un solo mese di anticipo e con meno impegni altrove i nazisti sarebbero arrivati a conquistare Mosca e i campi petroliferi di Baku prima dell’arrivo del generale inverno. Con i sovietici così in difficoltà Turchia e Giappone sarebbero forse intervenute anch’esse in Russia e sarebbero cambiate molte cose nel corso della guerra anche con gli Usa! Mario Taliani Noceto (Pr) Come risulta dal suo testamento, la tesi è totalmente condivisa da Hitler. Sergio Romano Corriere della Sera (20 aprile 2010) 67

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