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IL BOLLETTINO - Gemeindebrief CCPM (März-marzo - Juni-giugno 2018) - PACE & RICONCILIAZIONE - FRIEDEN & VERSÖHNUNG (WEB)

La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale lasciò una terribile eredità di violenza. Per cinque lunghi anni , migliaia di combatmehrfach dekorierter deutscher Soldat, erlebte dieses Gefühl der völligen Ohnmacht. Im März 1918 wurde eine von Junger angeführte Truppe, während sie sich der Front näherten, von einem Artillerieangriff getroffen: 63 von 150 Soldaten wurden dabei getötet. Junger entfernte sich, völlig verstört, vom Explosionsort und brach vor den Überlebenden in Tränen aus: was ein momentaner totaler Nervenzusammenbruch war.Ein solcher Bombardierungsschock wurde zu einer Pathologie, die den Militärärzten der im Konflikt verwickelten Armeen sehr gut bekannt war. Viele Überlebende litten an permanenten nervlichen und körperlichen Schäden. Neben den Bombardierungen trugen auch die miserablen Lebensbedingungen in den Schützengraben dazu bei, den Lebensmut der Truppen zu entmutigen: der Schlamm, die Feuchtigkeit, die Kälte und die tiefe Desolation der Kampffelder, die durch den ständigen Beschuss der Artillerie erschüttert wurden. Die menschlichen Verluste waren sehr hoch und wurden, außer durch die benutzten zerstörerischen Kriegsmittel, auch durch die Unfähigkeit und Gefühllosigkeit der befehlenden Generäle vergrößert. Die Schlacht bei Verdun (Aktion „Gericht“) – von Februar bis Dezember 1916 – war das beste Beispiel für den „Materialkampf“ und zeigte die Verwendung einer umfangreichen Schwerartillerie von Seiten der deutschen Wehrmacht auf einem dafür relativ kleinen Kampfgebiet. Die Kosten dieser Schlacht waren, in nur zehn Monaten Kampfzeit, ca. 460 000 Tote von Seiten Frankreichs und 270 000 Tote von Seiten Deutschlands. Es war somit der Kampf mit der höchsten Zahl der Gefallenen im Vergleich zu der Ausdehnung des Kampffeldes. Ein sinnloser Kampf in dem „sinnlosesten“ aller Kriege. Man glaubt, dass sich der Verlust an Menschenleben sowohl unter den Soldaten als auch unter den Zivilbevölkerungen auf ungefähr 15 Millionen beläuft. ger fu raggiunta da un colpo di artiglieria mentre avanzava in direzione del fronte: 63 uomini su 150 rimasero uccisi. Junger si allontanò dal luogo dell’esplosione in preda al terrore, poi crollò e scoppiò a piangere davanti ai superstiti: un momentaneo crollo totale del sistema nervoso. Lo “shock da bombardamento” divenne una patologia molto nota ai medici militari degli eserciti coinvolti nel conflitto. Molti superstiti rimasero permanentemente menomati nel sistema nervoso, oltre che nel fisico, dopo la guerra. Oltre i bombardamenti a deprimere lo spirito degli uomini erano le miserabili condizioni di vita nelle trincee: il fango, l'umidità, il freddo e la profonda desolazione del campo di battaglia sconvolto dal tiro delle artiglierie. Le perdite umane furono altissime, alimentate, oltre che dai mezzi bellici distruttivi impiegati, anche dalla incapacità e insensibilità dei generali comandanti. La battaglia di Verdun (Operazione “Gericht”) – febbraio-dicembre 1916 – fu la “battaglia di materiali” per eccellenza, che vide l’ impiego di un poderoso parco di artiglieria pesante ( da parte dell’esercito germanico) su un campo di battaglia di limitata estensione . Costò circa 460.000 perdite ai francesi e 270.000 perdite ai tedeschi in soli dieci mesi di combattimento. Fu la battaglia con il più alto numero di caduti in rapporto all’estensione del campo di battaglia. Una battaglia “inutile” della più “inutile” di tutte le guerre. Nel complesso si calcola che la totalità delle vittime del primo conflitto mondiale , sia militari che civili, si aggiri sui 15 milioni di morti.

Der Erste Weltkrieg hinterließ ein schreckliches Erbe an Gewalttaten. Fünf lange Jahre standen die Soldaten in direktem Kontakt mit der Massenzerstörung. Diese „Gewöhnung an den Tod „zeichnete die Seele vieler Männer, die sich oft nicht mehr in das normale Zivilleben einordnen konnten. Diese Kriegsveteranen bildeten später den Kern der paramilitärischen Miliz, (die Freikorps in Deutschland und die faschistischen Gruppen in Italien), die im Europa der Nachkriegszeit ein Bild des Zivilkriegs schürten. Die Friedensverträge von 1918 waren „katastrophal“. Deutschland, das in vier langen Kriegsjahren seine besonderen Resistenzfähigkeiten gegenüber einer numerisch weit überlegenden Gruppe von Feinden gezeigt hatte, wurde ein „Bestrafungsfrieden“ auferlegt (Vertrag von Versailles), der u.a. umfangreiche Reparationszahlungen für die Kriegsschäden (ca. 132 Milliarden Goldmark) vorsah. Das Gefühl der Demütigung und die große wirtschaftliche Krise, die sich in den Jahren nach dem Krieg entwickelte, verursachte eine schwere Wirtschafts- und Sozialkrise und bereitete den Weg für den Erfolg der Nationalsozialisten vor. Eine weitere Folge des ersten Weltkrieges war die Auflösung des Kaiserreiches Österreich–Ungarn, die von nur wenigen nationalistischen Weisen einiger Völker dieser Monarchie gefordert wurde. Diese Teilung wurde schließlich zu einem weiteren Faktor für die ständige Instabilität in Europa. Die „vermeintlichen“ Sieger des großen Krieges (Großbritannien, Frankreich und Italien) hatten sehr hohe Kriegsverschuldungen bei den amerikanischen Banken, die zu einer großen Verarmung führten, und eine hohe Inflationsrate und das Ansteigen der Arbeitslosigkeit in der Nachkriegszeit verursachten. tenti erano stati a diretto contatto con il massacro di massa. Questa “assuefazione alla morte” segnò l'anima di molti uomini che non riuscirono piu' ad abituarsi alla vita civile. I veterani di guerra costituirono il nucleo di milizie paramilitari (i Freikorps in Germania e le squadre fasciste in Italia) che alimentarono un quadro di guerre civili in Europa nel periodo postbellico. I trattati di pace del 1918 furono “fallimentari”. Alla Germania (che aveva dimostrato eccezionali doti di resistenza e di abilità nel tenere testa per quattro lunghi anni di guerra a nemici numericamente molto superiori) fu imposta una pace “punitiva” (trattato di Versailles) che prevedeva, tra l’altro, un colossale risarcimento danni di guerra (circa 132 miliardi di marchi d’oro). Il sentimento di umiliazione e la grave crisi economica che si abbatte’ sul paese negli anni successivi alla guerra causò una grave crisi economica e sociale e aprì la strada alla affermazione del nazionalsocialismo. La dissoluzione dell’impero Austro-Ungarico (altra conseguenza della prima guerra mondiale), auspicata dai poco saggi nazionalisti di alcuni popoli della monarchia, divenne un altro fattore di instabilità permanente in Europa. I “presunti” vincitori europei della grande guerra (Gran Bretagna, Francia e Italia) contrassero enormi debiti di guerra con le banche statunitensi, con conseguente impoverimento ed aumento dell’inflazione e della disoccupazione nel dopoguerra. La Gran Bretagna, economicamente dissanguata, perse il suo ruolo di “potenza globale” in favore degli Stati Uniti d'America. L’Italia (che era entrata in guerra nonostante la maggioranza del popolo e del parlamento italiano fos-

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