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Febbraio 2018

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▲▲▲ ▲ LIVORNOnonstop 16 scuola “Viaggio tra le scuole pubbliche livornesi”: 5ª puntata L’Istituto Tecnico Nautico Le tradizioni marinaresche di Livorno affondano nella notte dei tempi, cioè quando era un piccolo villaggio di pescatori, ma se si parla di scuola il discorso cambia profondamente. Tralasciando, per comodità di ragionamento, le scuole militari come i Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, risale al 1755 il primo reclutamento organizzato per gli equipaggi della Marina Mercantile Toscana (si trattava di mozzi), grazie all’opera indefessa del marchese Carlo Ginori (1702-1757), che volle creare un vivaio per la rinnovata marina toscana accogliendo giovani abbandonati che dormivano sui gradini delle chiese o nei cimiteri. L’idea del Ginori, che morì di lì a poco, fu ripresa dai governatori della Casa Pia del Refugio, nata nel 1757, che crearono a loro spese una vera Scuola di Nautica, nel 1763, confidando che Francesco II, primo granduca lorenese, assumesse gli oneri del mantenimento. Ma così non fu e la scuola venne chiusa. Sarà la Conversazione dei Flori- di Luciano Canessa di ad aprire una seconda Scuola di Nautica, l’11.11. 1797, presso la Casa Pia del Refugio, ma anch’essa durerà pochi anni. Fece seguito quella voluta da Napoleone, funzionante presso la scuola dei Barnabiti, in veste laicizzata, poi, quando la scuola di San Sebastiano venne smembrata con la riforma scolastica di Leopoldo II per diventare Liceo Ginnasio, il corso di nautica fu inserito nella più ampia Scuola Tecnica, nel 1858, ma si dissolse con la fine del granducato stesso. Il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, creato dal Cavour, istituì a Livorno una scuola nautica che aprì i battenti il 28.1.1861 in via Marradi, angolo via Calzabigi, salvo trasferirsi l’anno dopo in via della Pace (oggi via E. Rossi) nell’edificio del Liceo. Due anni dopo nacque l’Istituto Nautico attuale o meglio l’Istituto Reale di Marina Mercantile, dopo una lunga diatriba tra il Comune di Livorno che voleva, come Firenze, un Istituto Tecnico completo di tutti gli indirizzi di studio e il Ministero che per ragioni di bilancio non poteva concederlo. Alla fine il Comune dovette alzare bandiera bianca e in data Allievi della Scuola di Nautica in esercitazione sugli scali del Refugio. 13.12.1863 il ministro sottopose alla firma del re l’istituzione di una scuola per intraprendere la carriera di “capitano o costruttore o meccanico nella marina mercantile” (oggi la scuola rilascia i titoli di studio di aspirante al comando di navi mercantili e di aspirante alla direzione di macchine di navi mercantili). Il nuovo Istituto incorporò ovviamente la scuola nautica nata in via Marradi. Il primo preside fu Antonio Ronna che decise saggiamente di aprire la scuola l’anno dopo nel 1864/65 con 35 iscritti, trovando sede in due stanze de Il Paradisino, in via di Crocetta, in Venezia, del quale si ricordano – scrive il Donnini – l’indecenza e l’immondizia. Il novello Istituto trasmigrò, poco dopo, in corso Amedeo (1867/ I due leoni di Palazzo Squilloni 68 e 1868/69), ma nel frattempo era morto il Ronna (settembre 1866) che fu sostituito da Pietro Noto Badge, preside che si è preferito nascondere, sia da parte del Donnini, sia del Ministero, ma del quale chi scrive scoprì le malefatte. Sì, perché il Badge, preside burbero e autoritario tanto da inimicarsi tutti, una volta nominato dal Comune di Livorno quale direttore del corso amministrativo, intascò le tasse comunali omettendo di versarle. Quando il fattaccio venne fuori scoppiò uno scandalo ed il Badge, che in una memoria di ventisette pagine non riuscì a giustificarsi, fu allontanato da Livorno e sostituito dal bravo Dino Carina al quale si devono la nascita della sezione commerciale (1869), della sezione fisico-matematica (1871) e della sezione industriale (1873/ 74). Le tre sezioni nacquero come costola dell’Istituto di Marina Mercantile che cominciò a chiamarsi Istituto Tecnico e Nautico. Intanto la scuola potè occupare, dopo due anni in corso Amedeo, i locali di Palazzo Granducale in piazza Grande dal febbraio-marzo 1871. La attribuzione del nome del navigatore fiorentino “Amerigo Vespucci” risale al periodo giugno 1882-novembre 1884. Fu quarto preside (e non terzo come risulta dall’elenco del Ministero!) il prof. ▲

▲▲▲ ▲ scuola 17 LIVORNOnonstop ▲ I diplomati Macchinisti dell’anno scolastico 1963-64 con il Prof. Domenico Spanò. Piero Donnini, il quale volle tracciare i primi passi compiuti dal novello istituto tacendo del tutto su Pietro Noto Badge. Donnini, che fu anche sindaco di Livorno, ebbe una dirigenza lunghissima, dalla morte del Carina, avvenuta nel 1872, fino al 5.3.1897. Oggi riposa al cimitero dei Lupi. Sotto la sua presidenza frequentarono la scuola Plinio Nomellini (Istituto Tecnico) e Costanzo Ciano. Quest’ultimo nel 1887/88 si iscrisse alla sezione macchinisti ma fu dichiarato respinto nella sessione autunnale. L’anno dopo si iscrisse alla sezione capitani di lungo corso ottenendo la promozione in 2ª classe nella sessione autunnale. In terza si ritirò il 28.2.1891, come certificano le firme del preside Donnini e del segretario Mazzanti. Non è rintracciabile il registro di esame dei privatisti di quell’anno per poter verificare se Costanzo Ciano (nel riquadro) si diplomò, comunque in tutte le pubblicazioni del ventennio fascista si trova scritto che si è diplomato al Nautico “A. Vespucci”. Così sarà, dobbiamo fidarci! Comunque va precisato che l’accesso all’Accademia Navale di Livorno, in quei primi anni di funzionamento, era molto elastico, perfino i giovanissimi potevano essere ammessi e infatti Manlio Garibaldi, nel 1886, vi entrò a 13 anni. Solo nel 1894 il limite fu portato a 19 anni e il titolo di studio richiesto divenne la licenza liceale o tecnica. In quel 1891 Ciano entrò in Accademia, a 15 anni, e ne uscì il 12.7.1896 a venti anni, quinto in graduatoria generale, come scrive Aldo Santini in “Costanzo Ciano, il ganascia del fascismo”. Al preside Donnini fecero seguito Gaetano Petrosemolo fino al 1913, quindi Giovanni Targioni Tozzetti (librettista di Cavalleria Rusticana insieme a Guido Menasci) nell’a.s. 1913/14, e Girolamo Occoferri nel periodo 1914-1920. In seguito al passaggio degli istituti nautici al Ministero della Marina, l’Istituto Nautico di Livorno si separò dagli altri indirizzi (commerciale, fisico-matematico, industriale) e andò ad occupare dall’a.s. 1919/20 i miserevoli locali di via Pollastrini, assumendo il nome di Alfredo Cappellini, l’eroe livornese di Lissa, a partire dal 4.11.1923. Era preside Paolo Cipelli che lo fu fino all’a.s. 1922/23. Il nome “Amerigo Vespucci” rimase alle altre sezioni di studio perché avevano il maggior numero di iscrizioni. Informo i ricercatori che i registri generali dei voti degli ex alunni del Nautico fino a questo periodo si trovano presso la segreteria del Vespucci, perciò chi volesse vedere i voti di Costanzo Ciano, o altri ex, non perda tempo ad andare al Cappellini. Alla fine di quel 1923 il Nautico si trasferì a Palazzo Squilloni in virtù dell’interessamento di Costanzo Ciano, presidente della Giunta di Vigilanza della scuola. All’ingresso, due leoni scolpiti nella pietra, uno a destra e l’altro a sinistra, divennero il simbolo della scuola, forse in origine toccati con mano dagli studenti per ricevere coraggio, ma ben presto palpati, con disinvoltura, ogni giorno come rito propiziatorio. Qui il Nautico rimase fino al trasferimento nella attuale sede di piazza Giovine Italia avvenuta l’1.10.1964, per effetto dell’opera instancabile del preside Domenico Spanò che diresse la scuola nell’a.s. 1941/42 e dal 1945/46 al 1974/75, allorché fu collocato in pensione per sopraggiunti limiti di età. Finalmente a cento anni dalla nascita, il Nautico di Livorno potè avere una bella nuova sede. Spanò riuscì ad ottenere dal Comune di Livorno anche l’accesso diretto al mare per i propri alunni attraverso un tunnel sotto gli scali Manzoni. Di quest’ultimo periodo si ricordano i professori Nesta, Chiappini, Belluomo, Umberto Barletta, Francesco Mumolo, Giorgio Fontanelli, Gian Franco Palmerini Morelli, Ubaldo Del Vita, Lucco, Lisco, Lupidi, ecc. Francesco Mumolo diresse anche la scuola dal 1975/76 al 1993/94. E gli alunni? In quegli anni cinquanta-sessanta, in una Livorno piena di speranze, la domanda più ricorrente degli alunni frequentanti il Cappellini era: “Perché non ci sono bimbe al Nautico?”. Questa domanda, oserei dire inquietante, appare anche in un giornaletto scolastico dell’epoca, Avanti tutta, dove accanto a tanti nomi di docenti appare anche quello di Nilo Rigagnoli, capo bidello, detto il Re dei bidelli. Un autentico personaggio, questi, che redarguiva gli studenti nei corridoi o nei bagni con tono perentorio, ma che potevi vedere anche impegnato a dare, gratuitamente, ripetizioni di lingua francese o di letteratura italiana prima di qualche temuta interrogazione in classe. Quante volte, durante un compito, gli studenti accusavano un’ impellente necessità fisiologica per uscire di classe e chiedere lumi a Nilo! A seguito degli accorpamenti scolastici, il Nautico fa oggi parte dell’ Istituto di Istruzione Superiore “Buontalenti-Cappellini- Orlando”. Riccardo Borraccini è l’attuale dirigente scolastico. Fonti: ricerche personali A.S.L, A.S.C.L. e Domenico Spanò “L’Istituto Tecnico Nautico “A.Cappellini” di Livorno (estratto da “La Canaviglia”).

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