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Febbraio 2018

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▲▲▲ ▲ LIVORNOnonstop 18 attualità 17 Febbraio: Giornata Mondiale del gatto ‘Malattia’ gatto Amo scrivere di gatti: filastrocche, racconti e storie. Ho rilasciato perfino interviste, pubblicato e vinto premi. È una vena creativa inesauribile, un unico cruccio, quello di non avere abbastanza tempo per studiare a fondo i loro comportamenti. I gatti insegnano, non mediano e amano con dedizione i loro umani. I gatti non parlano, ma di Stefania D’Echabur capiscono il nostro linguaggio, sicuramente conoscono l’italiano. Con altrettanta sicurezza credo che noi non conosciamo la loro. I felini comprendono le nostre emozioni: decifrano se siamo allegri o tristi, affranti o malati, desiderosi della loro compagnia o se è il caso di ritirarsi. Sanno. Sanno più di quanto noi crediamo. Avete mai osservato dall’esterno un gruppo di persone che parlano dei loro mici? Di primo impatto: un gruppo di folli! L’argomento è appetibile al pari o forse più del gossip. Particolari, aneddoti, curiosità: per chi assiste e non ne ha, sembriamo tanti invasati, sì, mi includo pure io, però appena qualcuno si converte alla malattia “gatto”, si apre uno scenario e un mondo dove tutto diventa comprensibile all’istante. Ogni gatto ha il suo carattere. Ogni gatto ha il suo “timbro” di voce. Ogni gatto che entra in una casa sa perfettamente cosa è andato a fare ed è consapevole che non poteva essere altrove. I libri e i romanzi sui gatti sono sinceri, hanno il potere di calmare ogni stato d’animo e riconciliare col mondo. Sei mesi fa ho conosciuto un gattino… mi ha raccontato la sua storia. Mi chiamo Rubino, il mio nome primario era Ruggine, poi si è convertito in Angiolo, ma siccome il nome era poco musicale, la scelta è andata su Cherubino, poi, quando finalmente sembrava che la mia tata fosse convinta, ha deciso che sarei stato Rubino, rosso come il mio pelo e prezioso come la pietra. In realtà non sono nemmeno di pelo rosso, ma bensì un bel ▲

▲▲▲ ▲ attualità 19 LIVORNOnonstop nocciola, colori simili alla mia umana. Rubino mi si addice parecchio anche per un altro motivo: sono un piccolo ladro. Rubo di tutto. Dallo sformato di cavolfiore alla passata di piselli, ogni cosa commestibile per me è un invito per sperimentare nuovi sapori. Vado pazzo per l’acqua… voi capirete, sono nato in una colonia di gatti dove la mattina ci rincorrevamo tra dei rami ed un ruscello. A pochi metri dalla nostra casa, invece c’era tanta, ma tanta acqua. La notte nel silenzio andavo coi miei fratelli a vedere quella grande palla di luce che si specchiava nel mare, dice che si chiama così quell’acqua salata. Era bello e per la meraviglia restavamo a bocca aperta. Poi è arrivata lei. Le ho leccato le mani, è bellissima! Sembra una Principessa! Lei mi impartisce un sacco di ordini, a dire il vero però, lo fa per la mia educazione e in compenso mi inonda di baci, carezze e tanto amore. Insieme a lei, abita lui. A dirla tutta il primo giorno non è che gli stessi tanto simpatico, ma la mattina dopo la notte, ha iniziato a chiamarmi polpetta e sono iniziate delle lotte, lo devo dire, non potrei avere per i giochi compagno migliore! Lui è come un grande orso umano, mi coccola come pochi sanno fare. ▲ In questa casa tutto è in ordine. Ho buon cibo e considerazione. Unico neo, non posso fare pipì nell’acquaio e nemmeno nel lavandino. Sono allegro, giocherellone e chiunque viene a farmi visita dice che metto di buon umore. La tristezza non fa per me! Ogni tanto la mia tata fa tre piccoli giorni di letargo, dorme tanto come una piccola tartaruga, io la guardo come fossi un Bodycat, la sua “picco- Se è vero che è tempo di Carnevale e non bisogna prendersela se si resta vittime di qualche divertente intrallazzo perché, come dice un famoso detto popolare, “A Carnevale ogni scherzo vale”, non era certo così a metà dell’800 quando i divieti e le limitazioni erano un vero e proprio deterrente per la popolazione. Nel manifesto fatto appendere dalla R. Questura di Livorno nel gennaio del 1869, per evitare pene o addirittura l’arresto, si invitavano in pratica i cittadini a tenere un atteggiamento corretto ed entro le linee. Fa sorridere e riflettere anche leggere, in stampatello, “VIETATO IL GETTO DI CONFETTI” (chissà se si trattava di qualche decina, centinaia o migliaia dei gustosi dolcetti, considerato anche il costo degli stessi). Oggi, è tutta un’altra storia.... la” guardia del corpo pelosa. Anche se mi piace tanto dormire tutto spalmato su di lei in quei giorni non dormo, l’accarezzo e le do tante leccatine, voglio che sappia che sono pazzo di lei e può contare sempre su di me. Ecco, questa è la mia storia, sono arrivato in questa casa perché in mezzo a troppo silenzio c’era bisogno di brio e un po’ di confusione. E poi… scusate la supponen- za, sapete cosa fanno due tati e un gatto? Una famiglia! Firmato, Rubino Miao Polpetta. L’autore della foto pubblicata nel numero scorso a corredo dell’articolo “Livorno, Arte in corsia” è Simone Lanari. Vietato il getto di confetti! Questo il testo del manifesto: SI DETERMINA QUANTO APPRESSO: 1 - È vietato alle persone facienti uso di Maschera o semplicemente travestite di introdursi nelle altrui abitazioni, senza l’espresso consenso di chi le abita. 2 - Sono vietate le maschere mostruose, offendenti il buon costume o che colle loro allusioni possono provocare disordini. 3 - Le persone Mascherate o travestite non possono portare armi, bastoni, od istrumenti atti ad offendere, usare fuochi d’artifizio o materiali combustibili, proferire discorsi o parole indecenti, recare soprusi e molestie ad altrui. 4 - È obbligo delle Maschere scuoprirsi il volto ad ogni richiesta di Ufficiali ed Agenti di Pubblica Sicurezza. 5 - Tanto alle Maschere quanto in occasione di Corsi di Carrozze, è vietato a chiunque il GETTO DI CONFETTI, O DI ALTRA COSA QUALUNQUE che possa recare danno o molestia. 6 - I contravventori verranno allontanati dai pubblici luoghi; saranno passibili delle pene di polizia ed anco arrestati nel caso di disordini. Livorno, li 22 Gennaio 1869 Firmato: Il Questore (L. Mazzi)

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