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Febbraio 2018

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▲▲▲ ▲ LIVORNOnonstop 20 quiz La storia delle nostre strade ...a spasso per la città dallo Stradario Storico di Livorno, antico, moderno e illustrato di Beppe Leonardini e Corrado Nocerino (Editrice Nuova Fortezza, Livorno). Via Andrea Giovannetti - Da via Cosimo Del Fante a piazza della Repubblica. Fu così nomata dopo il 1846 per ricordare il Sindaco Andrea Giovannetti che resse tale carica dal 1877 al 1879. Prima si chiamò via dell’Arena Labronica che si trovava sull’area dell’attuale Mercato Centrale fino al 1847. Vicolo della Pergola - Da via Paoli a via dell’Origine. E’ strada a fondo cieco, così denominata posteriormente al 1870. Proverbi livornesi ✔ Pancia piena vol riposo. ✔ Più che morì ‘un si pole. ✔ Vestito di seta o di velluto è sempre un villano fottuto. ✔ Sull’erba molle tutti ci si puliscono i piedi. ✔ L’olio di gomiti e pulisce ar meglio. ✔ Facile fa ir finocchio cor culo di vell’altri. ✔ Voglia di lavora’ sartami addosso, ma fammi lavora’ meno ‘e posso. ✔ Piccino un lo senti, grosso ti fa male. Se trovi degli errori in questo giornale, tieni presente che sono stati messi di proposito. Abbiamo cercato di soddisfare tutti, anche coloro che sono sempre alla ricerca di errori! QUIZ A PUNTEGGIO PER SAGGIARE LA TUA LIVORNESITÀ LIVORNESE DOC O ALL’ACQUA DI ROSE? Scoprilo rispondendo a queste domande; quindi controlla punteggio e valutazione: 1 In quale anno venne inaugurata la nuova Stazione ferroviaria? A 1911 B 1894 C 1925 2 A B C 3 A B C 4 A B C Quale acqua di maggiore efficacia era considerata tra quelle dei Bagni termali della salute? Preziosa Corsia Vittoria ... e quale era la più diuretica? Preziosa Sovrana Corallo Quale Palazzo ospitò Giuseppe Mazzini nel suo terzo e ultimo viaggio a Livorno? Squilloni Rosselli Caprilli Quale era l’originaria destinazione dell’Ospedale Militare? 5 9 A B C A B C A B C Panificio Militare Caserma fanteria Deposito mezzi In quale Chiesa è posta una lapide che ricorda la figura del donatore Tommaso Inghirami, cavaliere di S. Stefano? SS. Pietro e Paolo S. Sebastiano Madonna Il vecchio toponimo Riseccoli cosa stava a indicare? Antica osteria Corso d’acqua Campo sportivo In quale anno fu fondato il quotidiano “Il Telegrafo”? A 1892 B 1877 C 1904 In quale via nacque il letterato e patriota Carlo Bini? RISPOSTE: 1 (A), 2 (C), 3 (C), 4 (B), 5 (A), 6 (C), 7 (B), 8 (B), 9 (B), 10 (B), 11 (C), 12 (B) Meno di 2 risposte corrette: ...all’acqua di rose - Da 3 a 6 risposte corrette: ...sui generis Da 7 a 10 risposte corrette: alla moda - Nessun errore: LIVORNESE DOC honoris causa Quiz visivo e di orientamento a conferma del tuo grado di livornesità Che razza di livornese sei? ...di SCOGLIO, di FORAVIA o... PISANO? Qui a fianco c'è la foto di una strada della tua città. Sai riconoscere di quale via si tratta? Se rispondi ESATTAMENTE significa che sei un... livornese di scoglio! Se rispondi CONFONDENDO la via con altra della stessa zona, significa che sei un... livornese di foravia, Se NON RIESCI A CAPACITARTI di quale via si tratta, allora significa che... sei un pisano! Per la risposta, vedi pag. 23 6 7 8 Grado di difficoltà: A B C 10 A B C 11 A B C 12 Via della Coroncina Via delle Galere Via Garibaldi Di fronte a quale chiesa si trova l’Oratorio di S. Antonio da Padova? Sant’Andrea San Matteo Santa Caterina In quale quartiere si trova via Carlo Pigli? Borgo Cappuccini Fabbricotti Sorgenti Di che classe è l’attuale portiere del Livorno Luca Mazzoni? A 1979 B 1984 C 1988

▲▲▲ ▲ editoria 21 LIVORNOnonstop Il genocidio ad opera dell’Impero ottomano tra il 1915 e il 1916 causò circa 1,5 milioni di morti Il brutale eccidio degli Armeni Fino a tutto il 17 febbraio, in via della Madonna nella Chiesa degli Armeni, è visibile la mostra fotografica Metz Yeghern (Il Grande Male): con queste parole gli Armeni definiscono l’eccidio di un milione e mezzo di armeni da parte dell’Impero ottomano tra il 1915 e il 1916. Gli Armeni furono il primo popolo al di fuori della Palestina a convertirsi al cristianesimo. La mostra è possibile grazie alle foto scattate all’epoca da parte di Armin T. Wegner, sottotenente del Corpo sanitario tedesco distaccato in quegli anni presso la Sesta Armata Ottomana. I turchi risolsero di eliminare i cattolici armeni dal loro paese e in buona parte ci riuscirono. Attualmente l’Armenia è un piccolo paese di 28.800 km2 (Italia 301.340), con circa tre milioni di abitanti. L’attuale Armenia è uno stato resosi indipendente con la caduta dell’URSS nel 1991 e confina con la Turchia, la Georgia, l’Azerbaigian e di Giovanni Giorgetti l’Iran. L’Italia è una delle principali culle del cattolicesimo di rito armeno, con il Monastero di San Lazzaro degli Armeni a Venezia ed il Pontificio Collegio Armeno di Roma ed ospita una chiesa apostolica a Milano e una sede vescovile in Sicilia. Un notevole arricchimento della mostra sono state due conferenze, alle quali ha presenziato anche l’assessore alla cultura Francesco Belais, tenute dal dott. Massimo Sanacore e dall’arch. Riccardo Ciorli rispettivamente: Gli armeni nella città delle Nazioni e I simboli della religiosità armena a Livorno. Una terza conferenza si svolgerà lunedì 12 febbraio, ore 18, da parte del prof. Giangiacomo Panessa, dal tema: Aspetti storico-culturali della cristianità orientale a Livorno. La notevole presenza di pubblico ha evidenziato quanto forte sia il desiderio delle persone di riscoprire le proprie radici. La chiesa degli Armeni rappresenta un tassello di questo mosaico. La via della Madonna, ove si trova ciò che rimane della Chiesa degli Armeni, è sede anche della Chiesa dei Greci Uniti e della Chiesa della Madonna A questo proposito riportiamo fedelmente quanto scritto in Wikipedia, l’enciclopedia libera: “Via della Madonna è una strada di Livorno. Per la presenza di ben tre chiese nazionali, punto di riferimento delle comunità greca, olandese-alemanna, francese, portoghese, corsa e armena, essa è stata definita un unicum storico-religioso europeo, ovvero un simbolo del cosmopolitismo che, grazie alla politica illuminata dei granduchi medicei, caratterizzò la città di Livorno per oltre tre secoli. Le origini della via risalgono alla seconda metà del Cinquecento, con l’urbanizzazione della città pentagonale ideata da Bernardo Buontalenti. Caratterizzata da un andamento ortogonale al decumano costituito dalla via Ferdinanda, la strada si inseriva nella maglia viaria regolare che caratterizzava la città-fortezza di Livorno. All’inizio del Seicento lungo la strada sorgevano già la chiesa della Madonna (1607, di fianco al preesistente oratorio dei Santi Cosma e Damiano, oggi scomparso) e quella della Santissima Il pubblico presente alla conferenza di Massimo Sanacore, qui introdotto dall’assessore Francesco Belais. La locandina della mostra. Annunziata (1601). La prima divenne il punto di riferimento delle comunità francese, olandese-alemanna, corsa e portoghese; all’interno furono infatti innalzati i relativi altari nazionali, spesso utilizzati come veri e propri sepolcreti dalle stesse comunità, nell’ambito del culto cattolico. La seconda invece fu affidata ai numerosi greci cattolici di rito orientale e nel tempo fu dotata di una notevole iconostasi. Un secolo più tardi, nel 1714, fu inaugurata la chiesa di San Gregorio, voluta dalla ricca nazione armena e anch’essa utilizzata come luogo per il seppellimento di molti connazionali. Di fianco alla chiesa della Madonna esisteva anche la preesistente chiesetta dei Santi Cosimo e Damiano, la quale fu in seguito trasformata in ufficio postale. Al contempo, con lo smantellamento di parte della vicina Fortezza Nuova e l’ampliamento del quartiere della Venezia Nuova, la strada fu estesa verso il nuovo accrescimento, superando il vicino fossato mediante il ponte di San Giovanni Nepomuceno. In questo tratto sorse il Palazzo Milanesi (scomparso dopo la seconda guerra mondiale) e il convento gesuita (poi divenuto l’odierno Palazzo di Giustizia e dove, all’inizio dell’Ottocento, si trovava la cappella della ▲

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