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6 months ago

1_CDF_La Storia_17.01.2018

Nella legislatura

Nella legislatura svizzera paradossalmente non è previsto il caso della liquidazione illegittima del secondo pilastro. Definisce solamente la libertà di scelta tra la liquidazione del capitale e la rendita mensile. Solo nel caso di insolvenza dell'istituto di previdenza è previsto un indennizzo degli assicurati da parte di un’apposita Fondazione ma non in casi di liquidazione illegittima. Il vuoto legislativo porta a sentenze contraddittorie nei successivi processi. Si crea l'assurda situazione che il tribunale federale non perseguita eventuali negligenze nella gestione dei fondi previdenziali rendendo superfluo costose misure di sicurezza. Le casse pensioni che stabiliscono su propria iniziativa misure di sicurezze come l‘obbligo della firma del coniuge oppure l‘ autenticazione della firma risultano cosi penalizzate. Ma la battaglia in questo senso non è stata vana perché le casse pensioni dopo la causa del CDF non accettano più richieste di trasferimenti a terzi. I trasferimenti dei capitali sono ora trasferiti solamente su conti intestati all’ assicurato. 3.2.3 Processo Civile contro INCA Svizzera Durante il convegno “L’ Italia, i parlamentari eletti all’ Estero e i problemi dei migranti” svolto nel 03/2010 a Dietikon, cittadina alla periferia di Zurigo, partecipano anche i membri del CDF, in presenza del sindaco, diversi parlamentari svizzeri e i parlamentari italiani eletti all’estero, Sen. Micheloni e On. Narducci. Durante il convegno i parlamentari italiani di fronte ai rappresentanti elvetici promettono di adoperarsi presso il Ministero degli Esteri per un sussidio rivolto all’assistenza legale del CDF. Da sinistra a destra: Michele Schiavone ( Segretario nazionale PD Svizzera, membro Comites San Gallo e CGIE), Aldo Gullo (Presidente ACLI Dietikon), On. Franco Narducci (PD e Patronato ACLI), Giangi Cretti (Presidente FUSIE, membro Comites Zurigo e CGIE e Direttivo FCLIS), Sen. Claudio Micheloni (PD, Patronato EPASA/CNA e Presidente FCLIS), Paolo Tebaldi (Direttivo FCLIS). Riuniti il 22 marzo 2010 nella sala del Consiglio comunale di Dietikon. 18

In pratica si applica la Circolare n.6 del 2001 del Ministero degli Affari Esteri che regola i sussidi da devolvere agli italiani residenti all' estero in stato di indigenza. Un diritto che ai cittadini lesi aspetterebbe di principio perché senza una pensione si finisce inesorabilmente nel vortice della precarietà. Il Consolato generale di Zurigo devolve cosi su iniziativa dei parlamentari i predisposti sussidi ma solo ai cittadini lesi residenti in Svizzera. La circolare non prevede sussidi per cittadini rimpatriati in Italia e per cittadini di altra nazionalità da quella italiana. Il sussidio è rimasto un fatto eccezionale malgrado la situazione finanziaria dei cittadini lesi degeneri di anno in anno. Nella maggior parte dei casi i sussidi sono stati offerti al CDF con la richiesta di adoperarsi per una causa civile Nel 07/2010 è incaricata dal CDF un'avvocato per valutare la migliore causa per potere recuperare il maltolto e decide di fare causa contro l’INCA in Svizzera. L'avvocato decide di essere affiancato da altri avvocati per far fronte alla enorme mole di lavoro. Il CDF raccoglie e prepara i fascicoli e s’incarica delle traduzioni. In Svizzera non è prevista la causa comune. I mezzi messi a disposizione non sono sufficienti per tutte le causa legali. Si è obbligati a scegliere dei casi pilota. Aggrava la situazione che INCA dopo ogni sentenza vinta va in appello e allunga i tempi processuali pagando una cauzione di oltre CHF 100'000. Le cause si protraggono fino al 2013 e i mezzi non sono sufficienti nemmeno per portare a termine i casi pilota. Il CDF organizza cosi eventi per raccogliere fondi dove presenta un proprio libro sull’ emigrazione italiana scritto appositamente. In più si interpella d’urgenza e direttamente il Consolato Generale di Zurigo e l’Ambasciata italiana a Berna che corrispondono un sussidio d’urgenza. Finalmente nel 06.2013 il tribunale federale in ultima istanza ribadisce la condanna definitiva per responsabilità oggettiva dell'INCA al risarcimento dei capitali pensionistici più gli interessi e tutte le spese procedurali e un’indennizzo per il danno morale. Ma questa dichiara fallimento nel 10.2013 e chiude tutta la struttura in Svizzera per riaprirla poco dopo sotto nuovo nome. Le autorità e i rappresentanti per gli italiani all' estero rimangono muti. 19

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