CRIMINI VAT

biblioteca1966

I crimini

del Vaticano


Luca Bandelli è nato a Firenze il 2 gennaio 1948.

Indignato dai recenti casi di cronaca riguardanti la

pedofilia clericale, ha sentito il bisogno di approfondire

questo argomento e di documentarsi sulle tante malefatte

della Chiesa cattolica nell’arco della sua lunga storia. Dopo

aver trascritto i principali avvenimenti li ha dati alle stampe,

così nel 2009 ha pubblicato “I peccati del Vaticano”, edito

da Edizioni Libreria Croce, che è stato molto apprezzato

perché assai incisivo, irriverente e a tratti anche ironico e

beffardo.

In seguito a nuovi ed importanti avvenimenti recentemente

verificatisi inerenti alcuni argomenti trattati, ha

pubblicato la seguente ristampa aggiornata e ampliata in

diverse parti, cosicché ne è scaturito un saggio riccamente

illustrato che si distingue per il linguaggio schietto e facilmente

comprensibile, pertanto si rivela un compendio di

facile uso e consultazione che offre a un lettore non a

conoscenza dell’argomento ottimi spunti, ben documentati,

per comprendere la storia della Chiesa cattolica da un punto

di vista oggettivo e fattuale.


Luca Bandelli

I CRIMINI

DEL VATICANO

Duemila anni di malefatte ai danni

della povera gente

3° edizione rivista e ampliata

~ 1 ~


Impaginato e stampato in proprio:

Luca Bandelli - Fiesole

luca.bandelli@alice.it

~ 2 ~


Le notizie riportate sul seguente testo sono tutte documentate

e nessuna è frutto della fantasia dell’autore.

Solo le “considerazioni” sono strettamente personali.

~ 3 ~


~ 4 ~


PREFAZIONE

Ultimamente sono stati scritti molti libri critici riguardanti il Vaticano

e la sua lunga storia; scrittori autorevoli hanno esaminato a fondo la vita

di questo piccolo Stato e dei tanti personaggi che circolano dentro le sue

mura mettendo così a nudo i retroscena di un apparato fatto di intrighi e

corruzione, dove imperano il malcostume, le clientele e le raccomandazioni

e dove gli interessi materiali prevalgono sulla morale evangelica.

Questo saggio vuole riassumere alcuni fatti più clamorosi che, nel

corso dei secoli, hanno messo in cattiva luce la Chiesa cattolica ed hanno

contribuito al suo lento ma inesorabile declino.

~ 5 ~


COS’E’ LA CHIESA CATTOLICA

La Chiesa cattolica e tutti gli alti prelati che ne tirano le redini hanno

avuto in passato, ed in parte hanno tuttora, un immenso carisma sui

popoli di mezzo mondo. Per secoli hanno irreggimentato grandi masse

popolari indottrinandole verso una morale di fratellanza, di umiltà e di

abnegazione e facendole sperare in una ricompensa ultraterrena; nel

frattempo hanno accumulato ingenti capitali (in seguito vedremo in che

modo) con i quali hanno impiantato un imponente apparato in grado di

estendere sempre più il proprio potere ed il proprio dominio.

Ancora oggi la Chiesa cattolica continua a godere di grande prestigio e

considerazione da parte di quasi tutti i governi del mondo (probabilmente

perché, trattandosi di una potenza economica non indifferente, fa comodo

a tutti tenersela amica) mentre questo prestigio si è notevolmente

affievolito nei confronti della gente comune, gran parte della quale sta

diventando sempre più agnostica e distaccata dalle pratiche liturgiche.

Anche coloro che continuano a praticare il culto in maniera sistematica e

collaborano ai cerimoniali cristiani lo fanno più per tradizione, usanza ed

opportunismo che per cieca fede.

In una situazione di questo genere c’è sempre più crisi di vocazioni

quindi la Santa Sede per tenere in piedi l’immenso apparato di cui è

formata (diocesi, parrocchie, seminari e tutti i vari ordini religiosi) penso

che in futuro sia costretta a rinnovarsi come ha fatto in passato la Chiesa

anglicana, ad esempio concedendo il matrimonio ai preti, il sacerdozio

alle donne ed altro; inoltre sarà costretta sempre più ad attingere “mano

d’opera” dal grande serbatoio dei Paesi esteri a cominciare dall’America

Latina. Quando anche questo serbatoio sarà esaurito forse avverrà il

collasso definitivo dell’ideologia cattolica.

Fatta questa breve considerazione, vediamo ora più nel dettaglio cos’è

e cosa rappresenta la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo.

La Chiesa cattolica, unica monarchia assoluta sopravvissuta al

medioevo, con i suoi 130.000 clericali (preti, frati, monache, vescovi e

cardinali) che operano nel nostro Paese è una potente organizzazione

ideologica che, dietro la parvenza di “salvatori delle anime”, lotta con

ogni mezzo, dalla corruzione della “spintarella” per il posto di lavoro

alle scomuniche e maledizioni (ricordare il 1949 quando scomunicarono

tutti coloro che alle elezioni votavano per i partiti di

sinistra che erano i difensori delle classi sociali più povere, invece di

scomunicare i ricchi ed i potenti come dice il Vangelo), per asservire

il popolo conservandolo nell’ignoranza e nella superstizione, al fine di

~ 6 ~


difendere gli interessi dei

capitalisti e quelli della

potenza finanziaria vaticana.

Il suo piano iniziale è

stato semplice: attingere

da svariate religioni precedenti

per creare un calderone

di credenze, prima

fra tutte la vita eterna, in

modo da attirare un po’

tutti, scegliere un povero

cristo qualsiasi come testimonial,

impadronirsi del

potere politico e fare un

completo lavaggio del cervello

alle masse popolari

facendo leva sulla naturale

paura della morte e sull’istintivo

bisogno di spiritualità.

Poi ha messo su

un imponente apparato

clericale (preti, frati, parrocchie

ecc.), ha svilito il

ruolo della donna e della

Manifesto di scomunica del 1949.

sessualità, ha imposto la

cieca fede su dei dogmi infondati e, con il rifiuto della scienza, della

cultura e del progresso, ha sfornato una genia di automi manovrabili

a piacimento e pronti a seguire in maniera acritica e senza obiezioni,

pena severe condanne, i dettami delle gerarchie ecclesiastiche.

Fatto questo è stato facile incamerare enormi ricchezze attraverso

donazioni, lasciti, speculazioni, guerre ed intrallazzi di ogni genere e

diventare così una fra le maggiori potenze dell’intero pianeta.¹

Qualcuno potrà forse pensare che una considerazione di questo genere

debba essere alquanto esagerata o non del tutto veritiera, ma basta aver

letto la storia o più semplicemente aver seguito ed esaminato gli avve-

______________

¹ Tutto questo è stato possibile anche perché la guida della Chiesa è stata quasi sempre in

mano a persone ambiziose, spregiudicate, scaltre e affariste, le quali hanno sempre

sfruttato le debolezze e l’ignoranza del popolo anche per trarne un beneficio personale:

prestigio, potere e ricchezze (più avanti vedremo alcune testimonianze).

~ 7 ~


nimenti che si sono verificati negli ultimi

decenni per rendersi perfettamente conto che

abbiamo di fronte un vero e proprio esercito di

reazionari e oscurantisti a tempo pieno,

gente machiavellica, amorale e disposta a

tutto pur di mantenere i propri privilegi ed

il proprio dominio. Del resto fu lo stesso cardinale Joseph Ratzinger ad

esprimere una solenne quanto inattesa autocritica che conferma lo stato di

degrado morale cui è giunta Santa Romana Chiesa; ciò avvenne il 25

marzo del 2005, allorché sostituì papa Carol Wojtyla agonizzante,

durante la celebrazione della Via Crucis del Venerdì Santo. Ecco le sue

parole: «…quante volte la Sua parola (di Gesù) viene distorta e abusata!

Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta

sporcizia c’è nella Chiesa e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio,

dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta

autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della

riconciliazione, nel quale Egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre

cadute!....Signore, spesso la Tua Chiesa ci sembra una barca che sta per

affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel Tuo

campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così

sporchi della Tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli!

Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i

nostri grandi gesti. Abbi pietà della Tua Chiesa: anche all’interno di essa,

Adamo cade sempre di nuovo…».

~ 8 ~

Sergio Staino.


LA CHIESA CATTOLICA NEI TEMPI ANTICHI

Per molti secoli il comportamento pubblico e la condotta privata di

gran parte dell’umanità sono stati influenzati dagli insegnamenti della

religione e dai dettami del clero; contemporaneamente però la stessa sede

della cristianità, Roma, è stata teatro di intrighi e dissolutezze i cui

protagonisti erano spesso proprio quanti sedevano sul Soglio Pontificio.

Infatti parecchi Papi sono arrivati a macchiarsi di ogni genere di colpe e,

mentre davano mostra di pubbliche virtù, insediavano le loro amanti in

Vaticano e promuovevano ad alti incarichi i loro figli illegittimi noti,

nell’ambito della Chiesa, come “nipoti”. Per secoli hanno continuato a

vendere le cariche religiose al miglior offerente e per essere ordinato

vescovo bastava pagare, non era necessario neppure essere preti.

Ci sono stati Papi omosessuali che hanno nominato cardinali i propri

amanti, un Papa gestiva un postribolo a due passi dal Palazzo del

Laterano, altri hanno incamerato fondi tassando le prostitute di Roma ed

anche le orge non erano sconosciute nei palazzi pontifici. Uno storico del

1600 enumerò i Papi che furono avvelenatori, assassini, fornicatori,

pedofili, beoni, simoniaci, libertini, giocatori d’azzardo, negromanti,

adoratori del diavolo, atei e dedicò un’intera sezione a coloro che si

resero colpevoli d’incesto.

Riporto un solo esempio su tutti tanto per far capire

che razza di luogo di perdizione fosse il Vaticano nel

medioevo: papa Giovanni 12° (Ottaviano Tuscolo) sedé

sul Soglio Pontificio dal 955 al 964 ed il cronista

Benedetto di Socrate ci informa che fu accusato di

gestire San Pietro come un bordello; era un insaziabile

bisessuale e durante il suo pontificato commise molti

atroci crimini. Re Ottone 1° di Sassonia istituì in

Vaticano un processo contro di lui e le accuse a suo

carico furono le più infamanti: «…aver praticato

l’incesto con due sorelle, aver giocato a dadi invocando Papa Giovanni 12°

il diavolo acciocché lo assistesse, aver nominato per

denaro vescovi-bambini, aver stuprato più di una vergine e aver

trasformato il Sacro Palazzo in un serraglio, aver giaciuto con una

sgualdrina già amante del padre, con una certa Regina Madre, con una

vedova di nome Anna e con la propria nipote, aver messo gli occhi sul

suo padre confessore, esser andato a caccia pubblicamente, essersi mosso

sempre armato, aver incendiato abitazioni e danneggiato finestre nella

notte…». Inoltre era risaputo che avesse stretto un patto con il diavolo

~ 9 ~


indando alla salute di Satana, che avesse praticato l’incesto con sua

madre, violato le sacre vergini, cioè le monache e che avesse commesso i

reati di omicidio, spergiuro, sacrilegio e blasfemia.

Fu processato in contumacia, poi fu deposto.

Ma non dobbiamo pensare che

papa Giovanni 12° sia stato un’eccezione

poiché papa Alessandro 6°

(Rodrigo Borgia) che sedé sul trono

dal 1492 al 1503 e l’antipapa Giovanni

23° (Baldassarre Cossa) che

governò il Vaticano dal 1410 al 1415

si comportarono in modo addirittura

peggiore ed il colmo è che, nonostante

le scelleratezze commesse, la salma di

quest’ultimo fu sepolta nientemeno

che nel battistero di Firenze.

A tal proposito gli storici ci fanno

sapere che oltre il 60% dei Papi che

governarono lo Stato della Chiesa

durante il periodo medievale (e

anche oltre) commisero reati anche

molto gravi.¹

Finora ho accennato alle malefatte

N.Cawthorne "La vita sessuale dei Papi" - Pan. personali commesse dai vari Pontefici

romani, ma in passato ben altre

atrocità furono perpetrate dai diabolici regnanti vaticani, quasi sempre ai

danni della povera gente. Eccone alcune:

Il Paganesimo antico

In tutte le religioni del mondo, nel momento in cui divennero

“culto di Stato”, i centri di potere furono conquistati da individui

scaltri, spregiudicati e intolleranti verso gli oppositori, pronti a

sfruttare fede e slancio mistico al solo scopo di acquistare autorità e

ricchezza. Nel cristianesimo primitivo accadde la stessa cosa: durante

l’Impero Romano, dopo che fu ammesso ufficialmente il culto cristiano

_____________

¹ Anche Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia, collocò i papi del suo tempo

all’inferno: Niccolò 3°, Bonifacio 8° e Clemente 5°. Inoltre paragonò la Chiesa ad una

prostituta per colpa dei peccati di simonia che erano stati commessi.

~ 10 ~


con decreto dell’imperatore Costantino del 313, i

sacerdoti cristiani, spinti dai vari Papi e Imperatori

dell’epoca, cominciarono a contraccambiare le persecuzioni

che fino ad allora avevano subìto da parte

delle autorità romane, sopprimendo i sacerdoti pagani e

tutti coloro che non intendevano convertirsi alla nuova

religione, demolendo e saccheggiando i loro luoghi di

culto, le immagini sacre, i monumenti, le biblioteche e

tutto quanto era di loro appartenenza.

Nel 364 venne sancita la pena di morte per chi

praticava riti pagani e nei successivi 200 anni furono Busto di Germanico

perseguitati ed uccisi un numero incalcolabile di fedeli vandalizzato dai cristiani

che non erano di religione puramente cristiana; pochi che vi hanno inciso una

anni più tardi (380) l’imperatore Flavio Teodosio, con croce sulla fronte.

un editto, dichiarò il cristianesimo unica religione

dell’Impero Romano vietando così ogni altra fede pena severe punizioni;

inoltre autorizzò il vescovo di Milano, Ambrogio (poi fatto santo) a

distruggere tutti i templi pagani e costruire chiese cristiane sulle loro

fondamenta. I grandi monumenti distrutti in tutto l’Impero romano furono

diverse centinaia, ecco i più celebri secondo i cronisti dell’epoca: il

tempio di Odessa (Ucraina), il santuario di Esculapio nell’Egea, il tempio

di Afrodite a Golgota in Palestina, i templi di Afaca nel Libano, i templi

del Monte Athos in Grecia, il santuario di Eliopoli in Egitto, il tempio di

Asclepio in Cilicia (Turchia), tutti i

monumenti, gli altari e i templi di

Atene, Olympia ed altre città greche,

il tempio di Zeus ad Apamea (Siria),

il tempio di Apollo a Didyma

(Turchia), il tempio di Theandrites a

Zoara (Giordania), tutti i templi di

Palmira (Siria), l’oracolo di Dionisio

a Vesai, distrutto nell’anno 400 su

ordine del vescovo Nicetas. Ad

Alessandria venne distrutto il tempio

di Dio Seraphide e la famosissima

biblioteca considerata la più grande

e ricca del mondo antico ed uno dei

principali poli culturali ellenistici.

Inoltre nel 401 fu raso al suolo per

ordine di Giovanni Crisostomo, arci-

Il tempio di Apollo a Didyma.

~ 11 ~


vescovo di Costantinopoli, anche il meraviglioso tempio di Artemide ad

Efeso (Turchia) considerato il più grande edificio del mondo antico ed

una delle sette meraviglie. Tanti altri vennero profanati e trasformati in

bordelli, case da gioco, stalle o in chiese cristiane. Sacerdoti cristiani

come Marco di Aretusa e Cirillo di Eliopoli vennero persino celebrati

come benemeriti “distruttori di templi”. Nella seconda metà del quarto

secolo venne data alle fiamme anche la ricchissima biblioteca di

Antiochia (Turchia) distruggendo così un immenso patrimonio culturale.

In quel periodo nel clero cattolico erano già penetrate la corruzione e

la bramosia di ricchezza e di potere cosicché, dal 400 in avanti, sorsero

un po’ in tutto l’Impero vari movimenti religiosi antagonisti, più o meno

ascetici (rinunciavano ad ogni bene terreno e ad ogni ricchezza a favore

della purezza dello spirito) che quindi si distaccavano dalla cristianità

ortodossa; tutti vennero perseguitati dai vari Imperatori e Papi dell’epoca

perché essi non volevano che si diffondessero ideologie in contrasto con

la loro. Questi furono i movimenti più importanti:

- I Manichei, setta religiosa sorta nell’ambiente

dell’Impero Persiano verso la fine

del 3° secolo che fondava elementi cristiani con

altri zoroastriani e buddisti. Insediatisi anche in

occidente, i Manichei alla fine del 4° secolo

vennero perseguitati dai Cristiani a cominciare

da Sant’Agostino quindi, all’inizio del 500,

vennero annientati.

- I Messaliani, aderivano ad una confessione

cristiana diffusa nel 4° secolo in Mesopotamia,

Siria e Anatolia. Essi credevano nell’impurità

dell’anima e che solo la continua preghiera

poteva salvare l’essere umano dal peccato;

furono sterminati completamente.

Sant'Agostino combatte l'eresia

manichea.

- I Priscilliani, seguaci del vescovo spagnolo

Priscilliano, nacquero in Spagna nel 4° secolo

ed ebbero un rapido sviluppo anche in Provenza

e Aquitania (Francia del sud); erano contrari all’unione fra la Chiesa e

l’Impero e predicavano contro la corruzione e l’arricchimento delle

gerarchie dominanti. Gli aderenti al movimento furono perseguitati e

Priscilliano fu giustiziato insieme a sei suoi seguaci a Treviri (Germania)

nel 385 su ordine dell’imperatore Magno Massimo, dopo essere stato

denunciato da alcuni vescovi spagnoli.

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- Gli Ariani, sorti ad Alessandria d’Egitto nel 4° secolo, negavano la

divinità di Gesù quindi furono combattuti aspramente da Sant’Agostino.

- Gli Apollinari, sorsero in Siria nel 4° secolo e seguivano una dottrina

simile all’Arianesimo, pertanto vennero dispersi.

- I Donatisti, facevano parte di un movimento nato e sviluppato in

Nordafrica nel 4° secolo ed assunse una dimensione rivoluzionaria con

rivendicazioni sociali come la cancellazione dei debiti, il terrorismo nei

confronti dei padroni terrieri ecc. Essi furono aspramente combattuti dai

Papi e da Sant’Agostino.

- I Monofisisti, sorsero nel 5° secolo in un

monastero di Costantinopoli; essi negavano l’attribuzione

a Cristo della natura umana sostenendo che

egli avesse solo quella divina. Questa dottrina fu

condannata dal 4° Concilio Ecumenico di Calcedonia

(453), ma è tuttora seguita dalla Chiesa Copta

d’Abissinia nonché dai Giacobiti di Siria.

- I Nestoriani, si svilupparono a Costantinopoli nel

5° secolo ed erano in contrasto con i cristiani per

quanto riguarda la natura di Gesù e della Madonna.

Questo movimento, che ebbe grande diffusione in Asia, San Cirillo.

fu combattuto duramente da San Cirillo d’Alessandria

d’Egitto e venne condannato dal Concilio di Efeso nel 431.

- I Pauliciani, sorti in Armenia nel 7° secolo, non riconoscevano alcuni

punti del Vecchio Testamento quindi furono giudicati eretici e

perseguitati fino all’estinzione.

- I Bogomili, nati nel 10° secolo in Bulgaria come derivazione dei

Pauliciani, si svilupparono anche in Serbia e Bosnia; oltre a praticare un

severo ascetismo ed essere vegetariani, avevano diversi punti in contrasto

con la dottrina cristiana come il rifiuto delle immagini sacre a cominciare

dalla croce, di ogni culto esteriore, dei sacramenti, di quasi tutto l’Antico

Testamento e di ogni forma di struttura ecclesiastica. Nel 12° e il 13°

secolo furono a lungo perseguitati, poi furono annientati dai regnanti

locali su sollecitazione di papa Innocenzo 3° e del patriarca di

Costantinopoli, Arsenio.

- Gli Eretici di Monforte, erano una setta religiosa guidata da un certo

Gerardo che, nell’11° secolo, operava dal Castello di Monforte (Asti).

Facevano vita spartana caratterizzata dal rifiuto di ogni proprietà, del

matrimonio, della sessualità ed erano vegetariani. Inoltre rifiutavano i

sacramenti ed ambivano ad una morte violenta in quanto ritenevano che

ciò avrebbe permesso loro una sorta di purificazione. Nel 1028 il vescovo

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di Milano, Ariberto d’Intimiano fece espugnare il castello e gli Eretici

furono condotti a Milano dove vennero messi al rogo.

Tanto per fare un ulteriore esempio dell’inaudita crudeltà e ferocia del

Clero cattolico nel medioevo, nel 1233 a Verona furono arsi vivi 60

cittadini fra uomini e donne con l’accusa di eresia. Essi facevano parte di

un movimento ereticale detto Patarini sorto a Milano nell’11° secolo, che

praticava un rigoroso ascetismo e contestava l’opulenza, la corruzione e

la simonia delle alte gerarchie ecclesiastiche.

Qualche decennio più tardi, sempre a Verona, vennero bruciati altri

166 Patarini; ecco come si svolsero i fatti secondo la descrizione fattaci

da Tullio Lenotti nel suo Arena di Verona: «…non si può tacere lo

spettacolo triste ed impressionante che offrì l’Arena il 13 febbraio 1278.

Nel secolo XIII l’eresia era molto diffusa, ed anche in Verona gli eretici

erano abbastanza numerosi. Ma dove l’eresia ebbe maggiormente presa

fu a Sirmione sul Lago di Garda; colà nel 1273 trovasi persino un

vescovo degli eretici di nome Bernardo Olbia. Nel 1276 Alberto della

Scala, il vescovo di Verona fra’ Timido e l’inquisitore Buonaccolsi

mossero con una schiera di armati contro Sirmione, entrandovi il 12

novembre. Vi catturarono 166 eretici, fra uomini e donne e li condussero

a Verona da Mastino che li fece chiudere in carcere.

Dopo la morte di Mastino (1277) e sotto il capitanato

di Alberto, quei prigionieri furono condannati al rogo

su sentenza di fra’ Filippo, figlio del Buonaccolsi,

dell’ordine dei minori, inquisitori della marca

Trevigiana. Il 13 febbraio 1278, tratti dal carcere

furono condotti nell’anfiteatro dove ebbe luogo il loro

supplizio».

Altri gruppi di Patarini vennero combattuti dai

cattolici in altre città italiane fra le quali Firenze. In

questa città nel 1244 avvennero violenti scontri fra i

Cavalieri di Santa Maria, milizia istituita dal

predicatore domenicano Pietro da Verona (poi

diventato San Pietro Martire) e gruppi di Patarini e si

conclusero con l’annientamento di questi ultimi. In

Piazza Croce al Trebbio e in Piazza Santa Felìcita

La colonna del Trebbio.

esistono tuttora delle colonne erette nel 14° secolo in

memoria di quelle feroci battaglie.

Nei primi secoli dell’era cristiana vennero barbaramente uccisi, perché

non aderirono alla nuova religione, anche personaggi colti e famosi come

~ 14 ~


il filosofo politeista Sopatro (inizio 4° secolo); il filosofo Simonides

venne bruciato vivo nel 370; nello stesso anno venne decapitato il

filosofo Maximus di Efeso per la sua fede religiosa in contrasto con

quella romana; sempre in quell’anno vennero uccisi ad Antiochia i

sacerdoti Hilarius, Patricius e l’ex governatore Fidustius perché ostili alla

conversione. L’oratore Libanio fu condannato perché accusato di

praticare magia e nel 415 ad

Alessandria d’Egitto la popolazione

cristiana, animata dal vescovo

Cirillo, massacrò la scienziata

e filosofa Ipazia; i resti del

suo corpo vennero bruciati nella

piazza della città insieme a tutti i

suoi libri. Verso la fine del 5°

secolo vennero giustiziati anche il

medico Jacobus ed il filosofo

Gessius sempre per motivi religiosi,

mentre il predicatore cri-

stiano Conon ed i suoi seguaci

sterminarono gli ultimi pagani

dell’isola Imbros nel Mar Egeo.

Tanti altri subirono la stessa sorte oppure furono torturati o imprigionati.

Inoltre c’è da aggiungere che nel 782 l’imperatore Carlo Magno, in

accordo con i governanti clericali, fece tagliare la testa a 4500 Sassoni

che non volevano convertirsi al cristianesimo.

Le Crociate

Ma la crudeltà e l’intolleranza delle alte gerarchie ecclesiastiche verso

coloro che non si professavano cristiani erano appena cominciate poiché

qualche secolo più tardi vennero commessi alcuni fra i più atroci crimini

della storia dell’umanità. Basta pensare alle Crociate; con il pretesto di

liberare la Terra Santa dagli “infedeli” islamici, i vari Papi dell’epoca

organizzarono ben 9 spedizioni armate (dal 1096 al 1270) capeggiate da

nobili e sovrani di mezza Europa. I veri motivi furono la conquista e la

colonizzazione dei Paesi medio orientali occupati dagli arabi e, in 175

anni di cruente guerre, vennero massacrati diversi milioni di persone

innocenti di entrambi gli schieramenti.

La prima Crociata fu bandita da papa Urbano 2° nel Concilio di

Clermont del 1095 dove chiamò a raccolta tutta la cristianità, con il motto

«Dio lo vuole», per la “guerra santa” contro l’Islam; nel 1099 venne

~ 15 ~

Ipazia viene giustiziata.


conquistata Gerusalemme e gran

parte delle città circostanti, ma il

prezzo pagato fu altissimo poiché

salvarono la pelle solo il 20% di

coloro che erano partiti. In quella

prima crociata persero la vita

diverse centinaia di migliaia di

persone tra Cristiani, Ebrei e

Musulmani, uomini, donne e

bambini ed il cronista cristiano

Eckehard di Aura ci fa sapere che

«…l’estate successiva dell’anno

1100 in tutta la Palestina l’aria era Papa Urbano 2° bandisce la prima Crociata.

appestata di lezzo dei cadaveri; di

stragi siffatte nessuno aveva mai visto o

udito l’uguale tra i pagani…».

Negli anni successivi i turchi passarono

al contrattacco e riconquistarono alcuni

territori persi, pertanto partirono dall’Europa,

a intervalli più o meno lunghi,

altre otto spedizioni armate bandite, di volta

in volta, dai Pontefici in carica: papa

Eugenio 3°, papa Clemente 3°, papa

Innocenzo 3°, papa Onorio 3°, papa Gregorio

9° e papa Innocenzo 4°.

Dopo alterne vicende il risultato finale fu

la perdita, da parte dei cristiani, di tutti i

territori conquistati che tornarono in mano

turca e la morte o il ferimento di una

quantità incalcolabile di persone (alcuni

cronisti parlano di oltre 10 milioni di vittime

fra soldati e civili di tutte le età).

Altre “spedizioni punitive” volute ed

organizzate dalla Chiesa cattolica furono

quelle contro gli Albigesi, seguaci di una

setta religiosa di origine catara diffusasi nella Francia meridionale nel 12°

secolo. Essi seguivano uno stile di vita fondato sulla povertà, umiltà e

carità e ripugnavano la ricchezza ed il possesso di beni; inoltre

disconoscevano la Chiesa romana ed alcuni suoi cardini ideologici come

la divinità di Cristo, la verità dell’Antico Testamento e la dottrina della

Anno 1204 - 4° Crociata. La conquista

di Costantinopoli da parte dei crociati

guidati da Baldovino 9° delle Fiandre.

~ 16 ~


creazione. Nel 1170 a Saint Felix de

Caraman gli Albigesi si diedero

un’organizzazione territoriale diocesana e

papa Innocenzo 3°, di fronte al pericolo

dell’affermarsi di una nuova Chiesa

cristiana occidentale, nel 1209 ordinò una

crociata contro di essi e, dopo una lunga e

sanguinosa guerra durata 20 anni, riuscì a

sterminarli quasi completamente (in un

solo anno ne furono uccisi oltre 20.000).

Piccoli gruppi di Albigesi sopravvissero in

aree isolate, ma furono perseguitati dal

clero cattolico fino alla fine del 14° secolo

mediante l’Inquisizione, quindi furono

annientati.

Altri eretici invisi e combattuti dalla

Chiesa romana furono i seguaci di Pietro

Valdo (Valdesi). Facevano parte di una corrente protestante molto simile

agli Albigesi che sorse anch’essa in Francia (nei pressi di Lione) nel 12°

secolo fra i ceti più umili della società e si diffuse velocemente in quasi

tutta l’Europa, Italia compresa. Vivevano di elemosine ed andavano in

giro a predicare la povertà e la carità come al tempo dei primi cristiani.

Inoltre rifiutavano i sacramenti della Chiesa cattolica, negavano la

validità della messa, il purgatorio e respingevano il culto dei santi e dei

morti. Per questi motivi nel 1184 furono scomunicati da papa Lucio 3°,

ma continuarono ugualmente la loro opera di proselitismo pertanto papa

Innocenzo 3°, all’inizio del 13° secolo, bandì una crociata armata contro

di loro che ne ridusse notevolmente il numero. I Valdesi rimasti

continuarono ad essere perseguitati fino a tutto il 16° secolo, dopodiché

scomparvero quasi completamente. Nell’anno 1561 alcune comunità

Valdesi che risiedevano in Calabria a San Sisto, Guardia, e Montalto da

circa 200 anni, iniziarono a professare la loro fede liberamente e a

predicare la loro dottrina in pubblico; fu l’inizio della loro fine poiché fu

intimato loro di rinnegare la propria fede e convertirsi al cattolicesimo. Al

loro rifiuto ci fu un intervento armato da parte dei regnanti spagnoli

stanziati a Napoli i quali, spronati dai governanti vaticani, sterminarono

diverse centinaia di protestanti.

Altre persecuzioni ed eccidi da parte della Chiesa cattolica si ebbero

all’inizio del 1300 quando essa contribuì ad arrestare e torturare i

Cavalieri Templari (potentissimo ordine cavalleresco cristiano risalente al

~ 17 ~

San Domenico fa bruciare le opere degli

Albigesi.


tempo delle Crociate in Terra Santa) con l’accusa di sodomia, eresia e

idolatria; in realtà voleva impossessarsi del loro immenso patrimonio

acquisito attraverso donazioni o conquistato con le armi in pugno e il 12

maggio 1310 vennero condannati a morte 54 di essi e furono arsi vivi

nelle vicinanze di Parigi. Quattro anni dopo finì sul rogo anche il gran

maestro dei Templari Jacques de Molay insieme al suo compagno

Geoffrey de Charney.

Qualche decennio più tardi la Chiesa romana si rese responsabile di

uno sterminio di massa ancor più feroce del precedente: era l’anno 1377,

la città di Cesena venne coinvolta nella cosiddetta Guerra degli Otto

Santi promossa dalla Repubblica di Firenze contro lo Stato Pontificio.

Per impedire che la città romagnola passasse dalla parte dei fiorentini, il

cardinale Roberto di Ginevra, soprannominato dalle cronache locali “il

boia di Cesena”, commissionò alle milizie mercenarie bretoni (fedeli a

papa Gregorio 11°) una vera e propria epurazione della città, che venne

saccheggiata e rasa al suolo (il fatto è passato alla storia col nome di

Sacco dei Bretoni). I cronisti del tempo riferiscono che si trattò un

massacro generalizzato di cittadini che terminò con 4.000 morti e

altrettanti deportati.

Ma gli eccidi di massa da parte di Santa Romana Chiesa non erano

ancora terminati, infatti una quarantina di anni dopo venne presa di mira

un’altra setta ereticale: gli Hussiti. Essi appartenevano ad un movimento

riformatore sorto in Boemia (Cechia) all’inizio del 15° secolo fra la

popolazione più povera che mal sopportava l’avidità delle gerarchie

ecclesiastiche ed il loro comportamento dissoluto. Il movimento assunse

anche una connotazione rivoluzionaria poiché non riteneva giusto che più

di un terzo dei terreni fosse di proprietà della Chiesa. Tutto questo

generò alcune ribellioni contadine, cosicché nel 1415 il loro capo Jan

Hus, che aveva preso posizioni molto critiche nei

confronti dello strapotere ecclesiastico e sull’infallibilità

del Pontefice, venne arrestato e

barbaramente arso sul rogo. Ciò diede origine a

dei moti di ribellione popolare e la risposta dei

sovrani di Boemia e di papa Martino 5° furono

alcune crociate armate contro di essi (dal 1420 al

1430), dopodiché le due fazioni trovarono un

accordo, ma le cruente guerre costarono la vita a

migliaia di persone.

Un altro gruppo che subì continue persecuzioni

fu quello degli Anabattisti di Moravia detti

Jan Hus viene arso sul rogo.

~ 18 ~


Hutteriti (16° secolo) che praticavano e predicavano la comunanza dei

beni. Il loro capo, Jakob Hutter fu torturato e arso vivo a Innsbruck nel

1536 con l’accusa di apostasia (rifiuto di qualsiasi religione).

Non dobbiamo dimenticare inoltre che verso la metà del 14° secolo

ebbe inizio il colonialismo europeo verso il continente africano; il primo

popolo a farne le spese furono i circa 80.000 indigeni che abitavano nelle

Isole Canarie, i Guanci; costoro vennero prima soggiogati dagli uomini di

una spedizione italo-portoghese guidata da don Luis de la Cerva su ordine

di papa Clemente 6°, poi, nell’arco di 150 anni, furono totalmente

sterminati. In seguito molti altri popoli che risiedevano in quel continente

vennero sopraffatti, schiavizzati e costretti alla conversione forzata dai

colonialisti europei e dal clero cattolico.

Fra le forme di eresia più detestate e combattute dalle alte gerarchie

cattoliche medievali, ci fu la stregoneria.

Agli occhi della Chiesa le

streghe erano donne (e a volte uomini)

peccatrici che avevano ceduto

alle lusinghe del Diavolo per

sete di potere ed erano in grado di

fare malefizi e sortilegi, quindi erano

fuori dalla grazia divina. In realtà

si trattava generalmente di donne

innocenti, appartenenti ad ogni

estrazione sociale, per lo più vedove,

prostitute, levatrici o guaritrici;

queste ultime operavano in un

tempo in cui decotti ed infusi a base

di piante risultavano non meno

efficaci e sicure di medicine e me-

dici tradizionali; d’altra parte la popolazione, essenzialmente rurale, non

aveva altra possibilità per curarsi che ricorrere ai loro rimedi meno

costosi di quelli in uso. Spesso veniva considerata strega anche chi possedeva

gatti neri, aveva i capelli rossi, o un neo nell’iride dell’occhio (il

cosiddetto “segno del Diavolo”). Soltanto una piccola minoranza di esse

poteva essere realmente annoverata fra i veri e propri criminali.

Fin dai primi secoli dell’era cristiana le streghe furono perseguitate ed

uccise e nel 1484 papa Innocenzo 8° emanò la bolla Summis desiderantes

affectibus che autorizzava a procedere più energicamente contro di esse

mediante arresti, processi, torture e condanne a morte; inoltre venivano

~ 19 ~

Il rogo di una strega.


confiscati tutti i beni della famiglia. Ebbe inizio così in tutta Europa una

spietata “caccia alle streghe”, massacri compiuti contro tutte quelle donne

anche solo sospettate di praticare stregoneria e magia; nel frattempo però

la stessa Chiesa cattolica, mentre condannava le cerimonie stregonesche,

eseguiva riti analoghi come la celebrazione della messa,

immagini sacre, idoli, acqua santa, candele benedette, rosari, reliquie

ecc. che sussistono ancora oggi nonostante i divieti della Bibbia. Ecco

alcuni di questi divieti biblici e, fra parentesi, i libri, i capitoli ed i versetti

di riferimento: “Non fare sculture né immagine alcuna di ciò che è lassù

nel cielo…non adorare tali cose” (Esodo 20/4 e 5) – “…gli idolatri non

erediteranno il regno di Dio” (1° lettera ai Corinzi 6/9 e 10).

In Italia si ebbero veri e propri stermini di gruppo per la maggior parte

nell’Italia Settentrionale e in Toscana; i più famosi e documentati

avvennero nei paesi delle valli alpine come Edolo e Cemmo in

Valcamonica, Cavalese in Val di Fiemme, Triora (Imperia), Mirandola

(Modena), Pieveragno (Cuneo) e in alcuni paesi della

Valtellina fra i quali Bormio.

Alcuni storici fra i quali Brian Levack, hanno

calcolato che i processi per stregoneria documentati

dalla fine del 15° secolo alla fine del 17° in tutta

Europa siano stati circa 110.000 metà dei quali svolti

in Germania e che le esecuzioni capitali siano state

circa 60.000, ma altri studiosi affermano che i

processi e le condanne a morte siano state dieci volte

più numerose a causa delle innumerevoli sentenze

processuali andate perse nei secoli oppure

volontariamente bruciate per disperderne le tracce e

anche perché molte esecuzioni furono sommarie e

quindi non vennero registrate.

L’ultima strega condannata a morte in Europa

risulta essere stata Anna Göldi, uccisa nel 1782 a

Glarona in Svizzera.

Un’altra violenta crociata bandita dai clericali cattolici si ebbe nella

seconda metà del 16° secolo contro i protestanti francesi di tendenza

calvinista detti Ugonotti. Essi affermavano che la Chiesa aveva bisogno

di una radicale epurazione a cominciare dal Papa che rappresentava un

sovrano del potere temporale che governava come tiranno sulle cose

divine; inoltre dicevano che la liturgia, i santi, i pellegrinaggi, le

preghiere e la gerarchia della Chiesa cattolica non fornissero alcun aiuto

~ 20 ~


per la salvezza dell’anima, ma ciò

si potesse raggiungere solo con una

vita pia, devota e fatta di opere di

bene in ottemperanza agli insegnamenti

biblici. La Chiesa romana

organizzò contro di essi ben otto

guerre (dal 1562 al 1593) che si

conclusero con circa 70.000 morti.

E’ rimasto famoso il Massacro

della notte di San Bartolomeo

avvenuto a Parigi nella notte fra il

23 e il 24 agosto 1572 in cui migliaia

di protestanti furono uccisi a

tradimento dai rivali cattolici. E’

stato calcolato che le vittime di

La strage degli Ugonotti.

quella carneficina furono circa

2.000 a Parigi e oltre 10.000, fra uomini, donne e bambini, nel resto della

Francia. Per ricordare quell’evento, papa Gregorio 13° fece coniare una

medaglia con la propria effige e commissionò al pittore Giorgio Vasari

una serie di affreschi raffiguranti il massacro, tuttora presenti nella Sala

Regia dei Palazzi vaticani. Che Papa criminale!

Medaglia di papa Gregorio 13° con impresso: “UGONOTTORUM STRAGES 1572”

~ 21 ~


Ed ancora: fra il 1568 e il 1648 in Olanda ci fu la cosiddetta Guerra

degli 80 anni che vide opporsi ai cattolici spagnoli, che in quel periodo

dominavano da tiranni i Paesi Bassi, gli olandesi che lottavano per

l’indipendenza di quelle terre i quali erano di religione prevalentemente

calvinista¹. I regnanti spagnoli, in accordo col tribunale dell’Inquisizione

che aveva dichiarato eretici i ribelli olandesi, intrapresero una lunga lotta

armata contro di essi che culminò con l’annegamento di 5.000 protestanti

nelle vicinanze della cittadina di Emden.

Ma non è finita: fra il 1618 e il 1648 ci fu la famigerata Guerra dei 30

anni che coinvolse tutte le maggiori potenze europee; gli scontri opposero

i seguaci tedeschi della riforma protestante ai connazionali cattolici,

entrambi appoggiati da potenze esterne. Furono scontri terrificanti senza

esclusione di colpi, il poeta storico tedesco Friedrich Schiller ci fa sapere

che «…in una chiesa furono trovate 50 donne decapitate e bambini che

ancora succhiavano il latte dal petto dello loro madri senza vita». Un altro

esempio dell’inaudita ferocia dei clericali cattolici durante quel conflitto

ci viene dalla Valtellina: la notte fra il 18 e il 19 luglio del 1620 si

verificò il cosiddetto Sacro macello di Valtellina durante il quale quasi

tutti gli abitanti di fede protestante di Tirano, Teglio e Sondrio vennero

trucidati o bruciati vivi dalle milizie cattoliche (morirono circa 600

persone fra donne, uomini e bambini). La Guerra dei 30 anni fu tra le

guerre più distruttive della storia europea poiché ridusse la popolazione

del continente del 20%, calo dovuto anche alle carestie, alle epidemie, ai

saccheggi e alle devastazioni che ne conseguirono.

Altre crociate minori bandite dai clericali cattolici contro gli eretici e

gl’infedeli si verificarono in altre parti d’Europa e tutte ebbero come

epilogo una lunga fila di morti e feriti.

L’Inquisizione

I clericali cattolici commisero altri atroci crimini in tutta Europa dal

13° al 17° secolo durante la lotta spietata contro l’ebraismo, l’islamismo,

il protestantesimo e l’eresia in generale; per ben 500 anni usarono

strumenti come:

L’Inquisizione, istituzione fondata nel 1184 durante il Concilio di

Verona presieduto da papa Lucio 3°, il cui scopo era indagare e punire,

mediante un apposito tribunale denominato Sant’Uffizio, i sostenitori di

________________

¹ Il Calvinismo fu un movimento sorto in Svizzera all’inizio del 16° secolo ad opera

dell’umanista e teologo francese Giovanni Calvino il quale fu, insieme a Martin Lutero, il

massimo riformatore religioso del cristianesimo europeo.

~ 22 ~


teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica. Il Papa stabilì il

principio che si potesse formulare un’accusa contro qualcuno ed iniziare

un processo a suo carico sulla base di semplici sospetti o delazioni ed

anche in assenza di testimoni attendibili. Nel 1252 papa Innocenzo 4°

rincarò la dose: emise la bolla Ad Extirpanda con la quale diede piena

autonomia agli inquisitori e li autorizzò ad avvalersi di qualsiasi

strumento per estorcere la confessione, fra cui la tortura. Ma la cosa che

fa più indignare è che questo papa criminale, dopo la sua morte, venne

sepolto nel duomo di Napoli e sulla tomba c’è un’iscrizione che inizia

così: “Hic superis dignus, requiescit papa benignus…”.

L’Inquisizione ha permesso per secoli alla Chiesa di imprigionare,

torturare ed uccidere tutti coloro che non condividevano le sue idee

dogmatiche ed anche coloro che, per un motivo qualsiasi, non rientravano

nelle loro grazie. L’Inquisizione è stata formalmente abolita dal Vaticano

solo nel 1834.

Il Sant’Uffizio, tribunale supremo e inappellabile istituito nel 1542

da papa Paolo 3°, composto da vescovi ed altri prelati con il compito di

difendere l’integrità della fede ed esaminare e proscrivere le false

dottrine.

L’Indice dei libri proibiti, un elenco di pubblicazioni vietate dalla

Chiesa cattolica, redatto nel 1558 dal Sant’Uffizio, mediante il quale

vennero perseguiti gli studi scientifici e filosofici in quanto ritenuti

anticristiani, con conseguente impoverimento della cultura e dello spirito

di ricerca (questo argomento sarà approfondito più avanti).

Gli inquisitori cattolici non

ebbero pietà per nessuno, perfino

il grande scienziato Galileo

Galilei fu incarcerato perché si

azzardò a scrivere che era la

terra a girare intorno al sole e

non viceversa come affermavano

le Sacre Scritture. Tanti

altri subirono atroci tormenti,

ecco alcuni nomi passati alla

storia:

- Tanchelmo di Brabante,

Pietro di Bruis, Enrico di Galilei davanti al tribunale dell'Inquisizione.

Losanna; vissero nella prima

metà del 12° secolo, il primo era olandese, gli altri due francesi e

andavano in giro a predicare contro i sacramenti, contro i riti della Chiesa

~ 23 ~


e contro la ricchezza e la corruzione dei clericali. Pietro avversava anche

l’adorazione della croce in quanto era stata lo strumento di morte di

Gesù ed i cristiani avrebbero dovuto odiarla anziché venerarla¹.

Furono tutti e tre uccisi dagli ecclesiastici cattolici.

- Arnaldo da Brescia, fu un frate agostiniano riformatore politico e

religioso che predicò contro la corruzione e la mondanità del clero; il suo

programma di riforma si può così riassumere: rifiuto del potere temporale

del Papa cioè del potere assoluto che esercitava come capo di Stato,

rinuncia della Chiesa alla ricchezza ed il suo ritorno alla povertà

evangelica, non validità dei sacramenti amministrati da un clero non

degno e la confessione praticata tra fedeli e non dai sacerdoti. Per queste

sue prese di posizione venne perseguitato dalla Chiesa romana e papa

Adriano 4° lo fece arrestare; fu condannato dal tribunale ecclesiastico

all’impiccagione dopodiché fu arso a Roma dell’anno 1155. Le sue ceneri

vennero gettate nel Tevere affinché non divenissero

oggetto di venerazione da parte dei suoi seguaci.

- Ruggero Bacone, frate francescano inglese, fu uno

dei maggiori pensatori del 13° secolo. Studiò a Oxford e

Parigi e fu soprannominato Doctor Mirabilis per le sue

intuizioni in campo scientifico-sperimentale e tecnologico

(fece scoperte in campo ottico e astronomico,

descrisse molte invenzioni meccaniche, segnalò gli

errori del calendario Giuliano, la composizione della

polvere da sparo e tanto altro) pertanto è da considerare

un precursore di Leonardo da Vinci, Galilei e Newton.

Iniziò anche a scrivere alcune opere che dovevano

costituire una specie di enciclopedia del sapere scien-

Ruggero Bacone.

_______________

¹ A pensarci bene aveva pienamente ragione. Se, per pura ipotesi, Gesù fosse morto

impiccato oppure decapitato anziché crocifisso, ve lo immaginereste oggi rappresentato

penzoloni ad una corda o, peggio ancora, senza la testa? Roba da rabbrividire. Ciò

testimonia quanto siano grotteschi e macabri certi riti cristiani.

La stessa cosa si può dire per quelle persone che portano al collo una catenina con

appesa la croce: è un’usanza assurda e un controsenso; è come se un genitore con un figlio

morto in un incidente di motorino, andasse in giro con al collo un ciclomotore in

miniatura. Nessuno farebbe mai una cosa del genere perché sicuramente i motorini

sarebbero detestati e non verrebbero certo portati al collo.

Un altro paradosso è quello di consacrare molte chiese col nome “Santa Croce”;

sarebbe più logico denominarle “Maledetta Croce”, ma i clericali cattolici in fatto di

contraddizioni sono imbattibili.

~ 24 ~


tifico, poi venne imprigionato per oltre 10 anni dall’Ordine francescano

con l’accusa di alchimia e stregoneria, ma anche per le sue proteste

contro l’ignoranza, l’immoralità e la corruzione del clero. Morì nel 1292.

- Jacopone da Todi, considerato uno dei più illustri poeti italiani del

medioevo, faceva parte di una corrente di frati francescani detti Spirituali

che si attenevano all’insegnamento di San Francesco d’Assisi ed

ambivano ad una Chiesa povera e al servizio dei più bisognosi. Per questo

erano invisi da papa Bonifacio 8° che li scomunicò poi, nel 1298, fece

incatenare Jacopone in un tetro sotterraneo di un convento a Todi. Morì

dopo pochi anni.

- Gherardino Segalelli, fu un predicatore e fondatore nel 1260 del

movimento degli Apostolici ispirato alla preghiera, alla povertà e

all’assistenza di malati e bisognosi. I suoi concetti cardine erano i

seguenti: abbattimento della gerarchia ecclesiastica, ritorno della Chiesa

alle sue origini di umiltà e povertà, organizzazione di una società paritaria

di mutuo e reciproco aiuto, di comunione dei beni e di parità di diritti fra

uomo e donna, libertà. Fu incarcerato e processato dall’inquisitore

cattolico Manfredo di Parma e il 18 luglio 1300 fu arso sul rogo a Parma

con l’accusa di eresia insieme ad altri apostolici.

- Fra’ Dolcino, fu un seguace di Segalelli e dopo la morte di

quest’ultimo continuò la sua opera di predica e di proselitismo. Papa

Clemente 5° diede ordine di annientare

il suo movimento e nel 1307, dopo una

lunga lotta, i dolciniani vennero sopraffatti;

fra’ Dolcino fu torturato ed

arso vivo a Vercelli insieme ai suoi

seguaci.

- Giovanna D’Arco, eroina nazionale

francese, riunificò il proprio Paese contribuendo

a risollevarne le sorti durante

la guerra dei cent’anni guidando vittoriosamente

le armate francesi contro

quelle inglesi. Fu catturata e venduta ai

suoi nemici, così il tribunale ecclesiastico

la processò e la condannò al

rogo. Fu arsa viva il 30 maggio 1431

con l’accusa di eresia e stregoneria.

- Il frate domenicano e politico Girolamo

Savonarola, predicò a Firenze contro

la corruzione morale, il malcostume,

~ 25 ~

Giovanna D'Arco sul rogo.


la prepotenza e lo sfarzo

dei governanti fiorentini

e della Corte

Pontificia del 15° secolo.

La Repubblica fiorentina,

secondo il suo

disegno, doveva diventare

un modello di comunità

cristiana perfetta,

la vita di ogni cittadino

doveva essere

improntata sull’austerità

e su un’autentica e

pura religiosità, priva

di ogni forma di lusso

Il rogo di Savonarola a Firenze.

e di vanità. Il 7 febbraio

1497 organizzò il

“falò delle vanità” nel quale, con spirito di fanatismo medievale, vennero

dati alle fiamme molti oggetti d’arte, dipinti dal contenuto paganeggiante,

gioielli, suppellettili preziose, vestiti lussuosi, con incalcolabile danno per

l’arte e la cultura fiorentina rinascimentale. A causa di queste sue prese di

posizione, papa Alessandro 6° prima lo scomunicò, poi lo dichiarò eretico

e il tribunale lo condannò a morte. Fu prima torturato, poi impiccato e

bruciato in Piazza della Signoria a Firenze il 23 maggio 1498 insieme a

due suoi seguaci, fra’ Domenico Buonvicini e fra’ Silvestro Maruffi.

- Una fine analoga toccò al riformatore ed umanista spagnolo Michele

Serveto: in possesso di una cultura classica sconfinata fu anche filosofo,

teologo, geografo, matematico, astrologo e, laureatosi in medicina, fece

un’importante scoperta sulla circolazione sanguigna. Nel 1553 pubblicò il

libro La restaurazione del Cristianesimo che fu ritenuto eretico sia dai

cattolici che dai calvinisti perché conteneva tesi contrarie al dogma della

Trinità e profetizzava la fine del regno dell’Anticristo (il Papa); Serveto

fu arrestato e processato dai calvinisti che lo condannarono a morte; fu

bruciato vivo a Ginevra il 27/10/1553 insieme ai propri libri.

- Pietro Carnesecchi, nacque a Firenze nel 1508; umanista ed

ecclesiastico di viva intelligenza e larga cultura non fece mistero delle

proprie tendenze riformiste nell’ambito della Chiesa poiché divenne

membro attivo del movimento degli Evangelici (per loro l’unica fonte da

seguire erano i Vangeli ed ogni altra dottrina che non era scritta nella

Bibbia non avrebbe dovuto far parte del cristianesimo per cui respinge-

~ 26 ~


vano molti insegnamenti che i cattolici avevano aggiunto nei secoli

passati). Fu arrestato per ordine di papa Pio 5° e processato con l’accusa

di eresia; fu torturato più volte, poi fu decapitato e bruciato a Roma il

primo ottobre 1567.

- Giordano Bruno, filosofo, umanista,

scrittore e frate domenicano di Nola

(Napoli). Formulò alcune teorie in campo

scientifico prendendo spunto da vari

studiosi fra cui Nicola Cusano e Nicolò

Copernico e definì l’universo eterno,

infinito, senza un centro e fatto di infiniti

mondi “della stessa specie della Terra”;

inoltre abbracciò la teoria eliocentrica con

la terra che ruotava intorno a sé stessa e

intorno al sole. Nel campo spirituale

negava la creazione divina dell’uomo e

l’immortalità dell’anima, inoltre considerava

la religione come un insieme di

superstizioni costruite ad uso e consumo Giordano Bruno sul rogo.

dei popoli, pertanto l’essere umano doveva

“ripudiare ogni religione e vivere secondo la sola massima che comanda

di non fare agli altri quel che non vorremmo fosse fatto a noi stessi”. Per

queste sue prese di posizione, manifestate attraverso diverse sue opere, fu

accusato di manifestazioni di libero pensiero quindi di eresia perciò fu

condannato a morte dal Tribunale dell’Inquisizione; fu arso vivo a Roma,

in Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600 e le ceneri vennero gettate nel

Tevere¹.

- Il religioso scrittore, poeta e filosofo calabrese Tommaso Campanella

(1568-1639), predicò i suoi ideali di unità, giustizia e pace fra gli

uomini. La sua opera più famosa la scrisse nel 1623, La città del sole in

cui sognava una felice e pacifica repubblica universale retta su princìpi di

giustizia naturale. Fu imprigionato e torturato più volte per eresia.

_______________

¹ Una curiosità: nel 1889 fu eretto a Roma un monumento in ricordo del grande filosofo.

La Chiesa romana, invece di recitare il “mea culpa” per essere stata responsabile del

barbaro assassinio di un povero innocente, si oppose fermamente all’installazione della

statua e l’allora papa Leone 13°, che aveva addirittura minacciato di lasciare la capitale,

considerò quell’atto una provocazione e rimase un intero giorno inginocchiato davanti alla

statua di San Pietro, pregando contro quella che considerava una lotta alla religione

cattolica.

~ 27 ~


- Un altro personaggio famoso avversato dalla Chiesa di Roma e

messo al bando come eretico nel 1518, fu il teologo tedesco Martin

Lutero che nel 1517 fondò la Riforma protestante e pose le basi per una

Chiesa distaccata da quella romana. Fu contrario alla vendita delle

indulgenze, negò il primato del Papa, l’infallibilità dei Concili e dichiarò

le Sacre Scritture l’unica fonte da seguire per salvare l’anima. Nel 1520

papa Leone 10° emanò una bolla con la quale criticava alcune sue tesi e

Lutero rispose pubblicando un opuscolo durissimo nel quale definiva il

Papa “Anticristo”. L’anno successivo fu scomunicato, poi dichiarato

eretico, ma non fu condannato grazie soprattutto alla protezione da parte

del principe di Sassonia Federico 3°. .

Ma tutte queste brutalità commesse dagli

inquisitori romani non sono niente in confronto a

quelle perpetrate dal Clero spagnolo: l’11 febbraio

1482 fu eletto capo dell’Inquisizione di Siviglia il

frate domenicano Tomas de Torquemada il quale si

fece subito notare per lo zelo e la grande passione

con cui esercitava le proprie funzioni. Dal febbraio

1482 al marzo 1484 a Siviglia furono mandate al

rogo 2.000 persone e 17.000 subirono penitenze che

andavano dalle multe alle confische dei beni, agli

imprigionamenti limitati o perpetui, agli esili, alle

deportazioni, alle privazioni di impiego, alla morte

civile, alle torture varie. In poco più di 15 anni di

onnipotenza Torquemada divenne uno dei

Tomas de Torquemada.

personaggi più atroci e spietati della storia; ecco

infatti il bilancio delle vittime dell’Inquisizione

sotto il suo comando secondo le testimonianze di alcuni storici fra i quali

il colto ecclesiastico spagnolo Juan Antonio Llorente: 10.280 bruciati vivi

e 97.000 penitenziati, cioè torturati, condannati all’ergastolo (molti di

questi morirono di stenti nelle carceri del Sant’Uffizio), esiliati e mandati

in rovina; senza contare poi le centinaia di migliaia di Mori (Musulmani

spagnoli) e gli 800.000 Ebrei cacciati dalla Spagna dopo aver confiscato i

loro beni.

Tanto per riassumere le ferree leggi della Chiesa cattolica nel

medioevo, si può affermare che ogni qualvolta qualcuno osava

schierarsi dalla parte del popolo oppresso oppure metteva in

discussione le sue dottrine dogmatiche e autoritarie, veniva bollato

per eretico quindi veniva perseguitato o ucciso.

~ 28 ~


Quantificare l’entità del massacro è praticamente impossibile in

quanto è stata persa la traccia di moltissimi processi a causa di incendi,

saccheggi e distruzioni varie, comunque alcuni studiosi hanno calcolato

che in tutta Europa, in 5 secoli di Inquisizione, furono processati circa

2.000.000 di eretici dei quali ben 1.200.000 morirono sotto tortura o

messi al rogo.

In questo modo la Chiesa cattolica si è resa responsabile di uno dei

più grandi stermini di massa della storia dell’umanità.

Alcune curiosità: dal 1796 al 1870, anno in cui cessò di esistere lo

Stato Pontificio, furono eseguite in questo Stato ben 528 esecuzioni (in

media una ogni 51 giorni) tutte documentate nei particolari, i cui metodi

erano i seguenti: impiccagione, decapitazione e mazzolatura; certe volte i

cadaveri venivano addirittura squartati oppure, dopo la forca, venivano

tagliate testa e braccia ed esposte

al pubblico. Da tener presente che

le suddette brutali esecuzioni

venivano effettuate anche per

reati non molto gravi come il

furto o l’aggressione a scopo di

rapina; faccio un esempio: il

09/02/1801 fu impiccato e

squartato in Piazza del Popolo a

Roma, un certo Teodoro Cacciona,

“reo di aver rubato a un

ferraiolo un paio di stivali e 12

scudi”. L’ultima esecuzione capitale

avvenne il 09/07/1870 a

Palestrina, dove fu decapitato un

certo Agatino Bellomo.

Da notare poi che la pena di

morte nello Stato Vaticano è

stata legale fino all’agosto del

1969, tuttavia venne rimossa

dalla legge fondamentale solo il

12 febbraio del 2001, questo a

dimostrazione di quanto siano

conservatori e antiprogressisti i

suoi governanti.

Il boia vaticano Giovanni Bugatti (Mastro Titta)

mostra alla folla la testa femminile recisa.

~ 29 ~


Alcuni metodi di tortura medievali:

Viene estorta la confessione con lo stiramento.

Il rogo.

La tortura con l'acqua.

~ 30 ~


La ruota sul fuoco.

Viene registrata la confessione.

In molte città italiane fra le quali Roma, Matera, Volterra (Pisa),

Castello di Mazzè (Torino), San Gimignano (Siena), Repubblica di San

Marino ed altre, esistono interessanti musei nei quali sono esposti antichi

strumenti di tortura usati nei secoli passati.

Gogna. Collare chiodato. Pera orale.

~ 31 ~


I Conquistadores

La brutalità dei governanti cattolici e la loro sete espansionistica non

cessarono certo con le Crociate e con l’Inquisizione infatti, alla fine del

15° secolo, allorché gli spregiudicati navigatori spagnoli salparono con le

navi alla scoperta del Nuovo Mondo con lo scopo di esplorare e

colonizzare quelle terre sconosciute, sui vascelli erano sempre presenti

alcuni rappresentanti ecclesiastici, per lo più frati cattolici; costoro

sostennero e parteciparono attivamente a tutte le crudeli imprese dei

vari condottieri spagnoli contribuendo così a sterminare o

schiavizzare interi popoli di indios

per potersi impadronire delle loro

terre e delle loro ricchezze e nello

stesso tempo espandere il cristianesimo

ed evangelizzare gl’infedeli.

Iniziò Cristoforo Colombo che

appena sbarcò nel 1492 sulla prima

isola abitata nel Mare dei Caraibi,

fece imprigionare e deportare sei

indigeni ed espresse la volontà di

offrirli come schiavi ai cattolici re di

Spagna. Esso scrisse: «…debbono

servire da bravi servitori e schiavi…si

possono facilmente convertire

alla fede cristiana, giacché mi

sembra che non abbiano religione

alcuna»¹.

_______________

¹ D’altronde la tradizione schiavista della Chiesa è di lunga data. Nella Bibbia, Dio la

permette sempre: “Quanto allo schiavo e alla schiava che avrete in proprietà, potrete

prenderli dalle nazioni vicine. Ne potrete comprare anche dagli stranieri che vivono in

mezzo a voi.” (Levitico 25/44-45) – “Quelli che vivono sotto il giogo della schiavitù,

trattino con ogni rispetto i loro padroni” (1° lettera a Timoteo 6/1).

Anche nel medioevo la schiavitù era divinamente permessa dagli alti prelati vaticani:

nel 1179 il Terzo Concilio Lateranense condannò alla schiavitù i collaborazionisti dei

Saraceni; nel 1226 fu legittimata da papa Gregorio 9°; nel 1454 papa Niccolò 5° la

autorizzò con la Bolla Romanus Pontifex nei confronti dei Saraceni e dei prigionieri fatti

dall’esercito portoghese; e ancora, il 20 giugno 1866 il Sant’Uffizio di Pio 9° emanò

un’Istituzione che recitava: “La schiavitù, considerata nella sua natura fondamentale, non

è del tutto contraria alla legge naturale e divina…Non è contrario alla legge divina che

uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o regalato”.

~ 32 ~


L’anno successivo i conquistatori iberici iniziarono la colonizzazione

dell’isola Hispaniola che era abitata da circa 250.000 Taino, una pacifica

popolazione dedita alla raccolta e alla caccia. Costoro vennero decimati

in pochi anni dai sanguinari condottieri spagnoli: una parte morì in

battaglia, altri vennero schiavizzati o torturati barbaramente, mentre

moltissimi furono sterminati dalle malattie trasmesse dagli spagnoli in

principal modo il vaiolo; molte donne vennero stuprate. Ecco la cronaca

di un testimone oculare: «Furono uccisi tanti indigeni da non potersi

contare, dappertutto, sparsi per la regione, si vedevano innumerevoli

cadaveri di indiani; il fetore era penetrante e pestilenziale».

Nel 1511 gli spagnoli, guidati dal condottiero Diego Velazquez de

Cuellar, invasero l’isola di Cuba che era abitata da circa 100.000 indiani

Taino e Ciboney. Dopo sanguinosi combattimenti gli indigeni vennero

sopraffatti, trucidati e i superstiti

vennero schiavizzati; il

loro capo Hatuey fu catturato

e condannato a morire

sul rogo. Un testimone dell’epoca

ci racconta che quando

lo legarono al patibolo un

frate francescano tentò di

convertirlo al cristianesimo e

di battezzarlo affinché la sua

anima potesse salire al cielo

anziché precipitare nella

perdizione. Hatuey ribatté che

se il cielo era il luogo riservato

ai cristiani, lui pre-

feriva andare all’inferno.

Alcuni anni dopo venne

esplorato il Centro e il Sudamerica da parte dei Conquinstadores Hernan

Cortes, Francisco Pizarro, Francisco de Montejo ed altri.

Il primo esplorò il Messico nel 1519 e quando entrò in

contatto col popolo degli Aztechi governato dall’imperatore

Montezuma 2°, dapprima ebbe rapporti amichevoli

con loro, ma l’anno successivo, allorché decise di

impadronirsi di tutti i loro territori, ebbero inizio violenti

scontri armati che, dopo alterne vicende, si conclusero

con il completo sterminio della civiltà azteca. Vennero

rase al suolo tutte le città, i loro imponenti templi e sac-

Hernan Cortes.

~ 33 ~

Il rogo di Hatuey.


cheggiate tutte le ricchezze; inoltre gli indigeni superstiti furono ridotti in

schiavitù e costretti a lavorare nei terreni appena occupati. Moltissimi

morirono contagiati dal vaiolo ed altre malattie contratte dagli spagnoli.

Francisco Pizarro sbarcò nel 1531 sulle coste occidentali

del Sudamerica, territori questi che facevano

parte del potente impero degli Inca. Il condottiero spagnolo

entrò subito in conflitto con essi e, grazie alla supremazia

tecnologica (armi da fuoco e cavalleria) nel 1533 ebbe la

meglio sugli indigeni. Così venne fatto prigioniero il loro

capo Atahualpa il quale offrì agli spagnoli enormi

ricchezze in cambio della vita ma costoro, dopo essersi

impossessati dei tesori (oro, argento ed altro), decisero di

Francisco Pizarro. giustiziarlo. Il frate domenicano Vicente de Valverde gli

fece capire che se si fosse convertito al cattolicesimo e si

fosse fatto battezzare la sua pena sarebbe stata commutata: lo avrebbero

ucciso, ma non bruciato sul rogo come stabilito. Poiché la religione Inca

aborriva la distruzione del cadavere che si riteneva non avrebbe permesso

di conseguire l’immortalità, la proposta trovò l’immediata adesione del

condannato; Atahualpa venne così battezzato e, invece di essere bruciato,

venne giustiziato nel luglio 1533 mediante garrota (strumento che

provoca la morte per strangolamento). In seguito ci furono altre violente

battaglie e nel novembre dello stesso anno gli spagnoli riuscirono a

conquistare la capitale Cuzco; l’esercito incaico, composto da ben 40.000

uomini, venne sopraffatto e massacrato ed i superstiti si dispersero sulle

montagne. Anche gli Inca, come gli Aztechi, contrassero il vaiolo che li

decimò ulteriormente.

Cortes distrugge le città Azteche.

Pizarro fa prigioniero l'imperatore Atahualpa.

~ 34 ~


Analoga sorte toccò alle varie tribù Maya che occupavano lo Yucatan

ed il Guatemala; dopo vari tentativi di occupazione di quei territori da

parte degli spagnoli, nel 1527 Francisco de Montejo iniziò una lenta ma

inesorabile invasione che durò una ventina di anni durante i quali ci

furono scontri durissimi con ingenti perdite da entrambi gli schieramenti.

Alla fine gli spagnoli ebbero la meglio e gli indigeni superstiti furono

oppressi, schiavizzati e obbligati alla conversione al cattolicesimo. Alcuni

anni più tardi le città Maya vennero saccheggiate dagli invasori ed il

padre francescano Diego de Landa volle effettuare la completa

distruzione etnica di quel popolo. Per

sconfiggere l’idolatria dei Maya superstiti

utilizzò strumenti come la tortura,

l’omicidio e la distruzione totale di tutto

ciò che potesse essere tramandato. Così “in

nome di Dio e dell’evangelizzazione”

furono ridotti in cenere migliaia di

immagini di culto e idoli di diverse forme

e dimensioni; furono distrutte le grandi

pietre utilizzate come altari, piccole pietre

lavorate, terrecotte e codici con geroglifici.

Arrivò persino a fare un gigantesco rogo

dove vennero bruciate tonnellate di libri,

che lui considerava “opera del demonio”,

che illustravano la civiltà Maya in tutti i

suoi aspetti: la storia, la cultura e le

tradizioni secolari di un intero popolo

vennero così distrutti in pochi minuti.

Il Landa nel 1566 scrisse il libro Relaciones de la cosas de Yucatan

per testimoniare le avventure che aveva vissuto in quei Paesi perciò è

stato il primo e più importante cronista della civiltà Maya. Paradossalmente

è proprio grazie a lui che oggi sappiamo molte cose sulla cultura

di quel popolo, sui costumi variopinti usati per vestirsi, sulle loro usanze,

sulle costruzioni imponenti che svettavano nella giungla e tanto altro

ancora. Ha descritto anche, in maniera obiettiva e con impressionante

realismo, le atrocità commesse dagli spagnoli verso gli sventurati indios e

quelle da lui stesso compiute senza che provasse alcun senso di pietà.

Quel libro è una fonte importante di notizie che squarciano il velo oscuro

che per secoli ha avvolto il territorio dello Yucatan.

A conferma del fatto che le alte gerarchie ecclesiastiche fossero

~ 35 ~

Diego de Landa fa distruggere i libri dei

Maya.


perfettamente a conoscenza degli atroci crimini perpetrati dai

Conquistadores del Nuovo Mondo, esiste tuttora conservato il documento

Requerimiento, redatto dai regnanti spagnoli nel 1512 su concessione del

Papa; era una dichiarazione di sovranità che in pratica autorizzava gli

invasori ad impadronirsi dei territori in nome e per conto dei sovrani

spagnoli, a ridurre gli indios in schiavitù e a sterminarli. Il documento

veniva letto in lingua spagnola dal conquistatore di turno in presenza dei

capi delle tribù indigene (senza che questi potessero comprenderlo poiché

non esistevano interpreti) e, in parte, recitava così: «…ed egli (Dio)

ordinò a San Pietro di collocare in Roma la sua sede, come il luogo più

adatto a governare il mondo, ma gli permise anche di avere la propria

sede in ogni altra parte del mondo e di governare e giudicare tutti i

Cristiani, Mori, Ebrei, Gentili e ogni altra setta. Questo uomo venne

chiamato Papa cioè a dire Padre grande e meraviglioso e governatore

degli uomini…Uno di questi Pontefici che succedette a San Pietro come

signore del mondo fece dono di queste isole e terra ferma al sopra

menzionato Re e Regina e ai loro successori con tutto ciò che in questi

territori si trova…Così le loro altezze sono Re e Signori di queste isole e

terre di terraferma in virtù di questa donazione…voi siete tenuti a

riconoscere la Chiesa come governante e superiore del mondo intero e il

Papa e in suo nome il Re e la Regina Donna Giovanna come superiori e

signori di queste isole e di questa terra ferma in virtù della detta

donazione…Se voi non accetterete queste condizioni io vi dichiaro che,

con l’aiuto di Dio, noi faremo ingresso con la forza nel vostro Paese e vi

faremo guerra in tutti i modi che potremo e vi assoggetteremo al giogo e

all’obbedienza della Chiesa e delle loro Altezze. Vi prenderemo le vostre

mogli e figli e ne faremo degli schiavi e come tali li venderemo e vi

prenderemo i vostri beni e vi faremo tutto il male e i danni che possiamo

come a vassalli che non obbediscono e rifiutano di riconoscere il loro

Signore… e dichiariamo che i morti e le perdite che da questo

deriveranno sono vostra colpa e non delle loro Altezze o nostre, né dei

cavalieri che vengono con noi…».

Nessun Papa dell’epoca si oppose ai genocidi perpetrati dai

conquistatori spagnoli e non fu condannata nemmeno la Tratta degli

schiavi che ebbe inizio, sempre nei primi anni del 16° secolo, fra

l’Africa ed il Nuovo Continente. Solo papa Paolo 3° condannò questo

brutale traffico di esseri umani, con una bolla datata 1537. Ciononostante

lo schiavismo continuò ancora a lungo tant’è vero che a metà del 17°

secolo i missionari Domenicani ed i Gesuiti disponevano in Africa di

enormi proprietà terriere e di manodopera composta da schiavi neri.

~ 36 ~


Inoltre la Compagnia di Gesù

possedeva una quantità di schiavi

tale da impressionare perfino i

regnanti portoghesi e una propria

flotta adibita esclusivamente al loro

trasporto.

Alcuni studiosi hanno calcolato

che prima dell’arrivo in Centro e

Sudamerica dei condottieri spagnoli,

queste terre fossero abitate da circa

60 milioni di indigeni e solo un

secolo più tardi il loro numero fosse

ridotto a 2 milioni di unità a causa

delle guerre e delle malattie importate dagli europei.

Anche in questo caso, come quello dell’Inquisizione e delle

Crociate, i clericali cattolici sono da ritenersi corresponsabili di uno

dei più grandi genocidi mai avvenuti.

Ma se qualcuno pensa che la Chiesa cattolica si sia macchiata di atroci

crimini solo nel lontano passato si sbaglia, poiché anche negli ultimi

decenni ci sono state stragi alle quali hanno partecipato clericali cattolici.

Sebbene i mass media abbiano cercato di nascondere certi avvenimenti

compromettenti per il Vaticano, siamo venuti a conoscenza che nel

conflitto etnico scoppiato nel piccolo stato africano del Ruanda nel 1994

(la popolazione è a maggioranza cattolica) molti clericali cattolici

parteciparono attivamente alla guerra di sterminio dell’etnia Tutsi

(Watussi) da parte dei Hutu. In soli tre mesi di conflitto si ebbero quasi in

milione di morti e, recentemente, il Tribunale Penale Internazionale con

sede a L’Aia ha condannato all’ergastolo, con l’accusa di genocidio e

sterminio, il parroco vicario cattolico Athanase Seromba di Nyange il

quale, dinanzi alla Corte, confessò i reati commessi e non dimostrò alcun

segno di pentimento. Con lui furono condannati anche molti frati e suore

per aver partecipato allo sterminio. I giudici del tribunale accertarono che

ci furono membri del clero che, a costo della loro vita, nascosero e

salvarono centinaia di perseguitati, tuttavia la

maggioranza della Chiesa ufficiale parteggiava per

i dittatori criminali Hutu a cominciare dal vescovo

Augustin Misago che, secondo l’accusa, partecipò

attivamente a riunioni ad alto livello in cui

venivano organizzati i massacri. Inoltre spedì

personalmente dozzine di bambini in età scolare verso

Monsignor Misago.

~ 37 ~

Il trasporto degli schiavi dall'Africa al Nuovo

Mondo.


la morte mettendoli nelle mani di bande di miliziani estremisti Hutu.

Costui, che fu giudicato da un tribunale ruandese, fu assolto dalle accuse

per mancanza di prove, ma la stampa locale riferì che sicuramente

c’erano state forti pressioni diplomatiche per il suo rilascio da parte del

Vaticano.

Il razzismo contro gli Ebrei

Le persecuzioni degli Ebrei da parte dei cristiani cominciarono già

nel 4° secolo allorché questi ultimi iniziarono ad incendiare le

sinagoghe ed altri luoghi di culto, poi il Concilio di Toledo del 694

decretò la riduzione degli “infedeli” in schiavitù, ordinò la confisca

dei loro averi ed il battesimo coatto dei loro bambini. Chi si ribellava

veniva soppresso.

Nel 1096, all’inizio della prima crociata,

furono uccisi in tutta Europa circa 10.000

Ebrei, le città più colpite furono quelle del

Centroeuropa che subirono anche saccheggi

da parte dei crociati cattolici. In Germania, a

Worms, furono uccisi 500 Ebrei, a Magonza

mille, altri a Metz, Treviri, Colonia,

Ratisbona, Neuss, Wevelinghofen, Xanten.

Quando i crociati arrivarono a Praga fecero

un vero e proprio massacro contro gli

“anticristiani” uccidendone qualche migliaio.

Durante le successive crociate vennero

uccisi Ebrei francesi nelle città di Ham,

Sully, Carentan e Rameru, poi ci fu il

saccheggio e lo sterminio di intere comunità

ebraiche stabilitesi in Inghilterra a Londra,

Canterbury, Northampton, Lincoln,

Cambridge ed altre città, con un numero

imprecisato di vittime.

Finite le crociate gli Ebrei che abitavano

nei Paesi cattolici continuarono ad essere

perseguitati ed uccisi; essi vivevano

un’esistenza sempre più disumana, erano

scherniti, umiliati, torturati o messi al rogo

per un nonnulla poiché la Santa Inquisizione

aveva decretato che dovevano essere considerati eretici e in quanto tali

dovevano essere oppressi.

D. Kertzer - I Papi contro gli Ebrei, il

ruolo del Vaticano nell'ascesa

dell'antisemitismo moderno - Rizzoli.

~ 38 ~


Con il 4° Concilio Lateranense del 1215, papa Innocenzo 3° impose a

tutti gli Ebrei che risiedevano nei Paesi cristiani di portare un

contrassegno di stoffa ben visibile cucito sul proprio abito affinché

fossero ben riconoscibili; alle donne era imposto un velo giallo che

oltretutto era il contrassegno delle prostitute. Ma queste restrizioni non

furono niente rispetto ai fatti che si andavano verificando poiché i cronisti

dell’epoca ci fanno sapere che dalla fine del 13° secolo alla fine del 14°

in tutta Europa ci furono persecuzioni e stermini: in Boemia nel 1290

furono espulsi o uccisi 10.000 Ebrei; in Baviera, Austria e Polonia nel

1337 ci furono migliaia di vittime; a Basilea e Strasburgo nel 1348 furono

bruciati sul rogo 2.000 persone; l’anno successivo in quasi tutte le città

della Germania vennero soppressi tutti i cittadini di fede ebraica; nel 1389

a Praga gli Ebrei macellati furono 3.000, mentre nel 1391 nella città

spagnola di Siviglia e in Andalusia, sotto la guida dell’arcivescovo

Martinez, ne vennero soppressi circa 4.000 ed altri 25.000 vennero

venduti come schiavi.

Nel 1555 papa Paolo 4° volle

peggiorare le condizioni di vita delle

comunità ebraiche che vivevano nello

Stato Pontificio ed emanò la bolla Cum

nimis absurdum contro gli “insolenti”

Ebrei definiti deicidi che osavano vivere

in mezzo ai cristiani; così istituì due

ghetti, a Roma e ad Ancona, denominati

“Serraglio degli Ebrei”. Quello di Roma

era un territorio di poco più di un ettaro

situato nel rione Sant’Angelo lungo il

corso del Tevere, con misere casupole che

in caso di piena del fiume venivano

completamente allagate. Era delimitato da

un muro di recinzione con due porte di

accesso e vi abitavano circa 2.000

persone. Oltre all’obbligo di risiedere

all’interno del muro, gli Ebrei dovevano

continuare a portare un distintivo che li Il ghetto di Roma verso la metà del 1800.

rendesse identificabili; venne proibito loro

di possedere immobili, di esercitare qualunque commercio ad eccezione

di quello degli stracci e dei vestiti usati e molte altre limitazioni. Paolo 4°

istigò anche i regnanti di altri Stati affinché anche loro segregassero gli

Ebrei, così dal 16° al 18° secolo in quasi tutti i grandi e piccoli centri

~ 39 ~


della penisola (e anche al di fuori) furono istituiti dei ghetti simili a quello

di Roma.

Nel 1569 papa Pio 5° emanò una bolla che prescriveva l’espulsione

degli Ebrei da tutte le terre dello Stato Pontificio escluso quelli che

abitavano nei ghetti; in seguito papa Gregorio 13° nel 1577 istituì nel

serraglio di Roma le cosiddette “prediche coatte”, ovvero prediche

conversionistiche alle quali gli Ebrei erano obbligati ad assistere ogni

sabato. Molte furono le conversioni strappate con la forza ed i bambini

“rapiti” o “comprati” venivano battezzati ed istruiti al cattolicesimo

poiché era proprio questo il sistema più rapido e sicuro adottato dalle

perverse menti vaticane per convertire gli Ebrei; del resto nel 4° Concilio

di Toledo fu decretato che «….i figli battezzati dai giudei, affinché non

vengano travolti dagli errori dei genitori, siano separati dalla

vicinanza di quelli e siano affidati ai monasteri o ai cristiani affinché

ne traggano giovamento nei costumi e nella fede…».

I cronisti dell’epoca ci fanno sapere che fra il 1636 e il 1790 a Roma si

verificarono 2432 conversioni forzate e 196 fra il 1813 e il 1869. Ecco un

esempio ben documentato: Giosuè Ascarelli, rabbino capo di Roma dal

1600, venne segregato con tutta la sua famiglia per 43 giorni nella Casa

dei catecumeni; esso e sua moglie Debora, nonostante le sofferenze,

rifiutarono la conversione e vennero liberati, ma i loro quattro figli,

Camilla di 12 anni, Belluccio di 8, Giuda di 6 e Marcello di 4, vennero

costretti a convertirsi e furono sottratti ai genitori che non rividero più.

Col trascorrere degli anni la popolazione del ghetto di Roma aumentò

notevolmente, il muro di cinta fu ampliato, ci fu un

po’ più di tolleranza verso di essi e certe limitazioni

furono tolte. Nel 1656 l’epidemia di peste che colpì

Roma falcidiò 1.800 Ebrei su 4.000, ma all’inizio

del 18° secolo la popolazione era nuovamente

aumentata arrivando a contare 7.000 unità. Ma il

relativo benessere durò poco perché il 5 aprile del

1775 papa Pio 6° emanò un infamante Editto sopra

gli Ebrei facendo piombare il ghetto in un vero e

proprio stato di polizia: venne revocata qualsiasi

patente di commercio e si ebbe il ripristino di pene

Papa Pio 6°

severissime con la “galera e la confisca di tutti i

beni ed altro beneplacito” per gli uomini e “tratti di

corda, esilio ed altre pene più gravi” per le donne.

Tutto finì nel 1798: con l’arrivo dell’esercito napoleonico a Roma, fu

deposto papa Pio 6° e si spalancarono le porte del ghetto in nome della

~ 40 ~


libertà giacobina, ma finita la breve Repubblica Romana, dopo alterne

vicende, nel 1846 in Vaticano si insediò papa Pio 9° il quale ripristinò

l‘isolamento con balzelli e antichi divieti.

Il ghetto era ormai un quartiere in disfacimento e solo il 20 settembre

1870, con l’annessione di Roma al Regno d’Italia, si ebbe l’apertura

definitiva del Serraglio degli Ebrei che venne poi abbattuto.

La condanna della cultura

La Chiesa cattolica fin dal medioevo ha sempre dimostrato una

sorta di ostinata avversione nei confronti della scienza e della cultura

in generale probabilmente perché si era resa conto che più il popolo

restava ignorante, più diventava pecorone quindi facilmente

indottrinabile e si rassegnava più facilmente a subire le ingiustizie e

le angherie dei potenti; questo permetteva ai machiavellici

personaggi che guidavano la Chiesa, sempre in combutta con i vari

regnanti dell’epoca, di arricchirsi sempre più e di spadroneggiare in

mezzo mondo.

All’inizio del 16° secolo gli oscurantisti governanti vaticani cominciarono

a prendere di mira ogni forma di innovazione scientifica che

ritenevano potesse ledere in qualche modo la propria supremazia e ad

accettare solo quanto era in linea con le Sacre Scritture.

In seguito all’invenzione della stampa da parte di Gutenberg e quindi

alla crescente diffusione di testi stampati, il 5° Concilio Lateranense del

1515 stabilì la censura preventiva di tutti i libri imponendo l’Imprimatur,

condizione essenziale affinché i libri potessero circolare, ma papa Paolo

4°, di fronte all’incremento di testi

clandestini, decise di condannarne la lettura

con l’accusa di essere mezzi di diffusione

delle eresie; così nel 1558 fece pubblicare

l’Indice dei Libri Proibiti nel quale

venivano segnalate tutte le opere che la

Chiesa cattolica non riteneva coerenti con i

propri princìpi. Fu una repressione crudele

poiché l’Indice valeva come condanna alla

cultura a favore dell’ignoranza, che restava

il modo migliore per garantirsi la cieca

fiducia del popolo verso i propri insegnamenti.

Ben 117 furono gli scrittori che finirono

all’Indice fra i quali il sommo Dante

~ 41 ~


Alighieri per il De Monarchia (il Poeta aveva preso posizioni che

contrastavano con i dogmi clericali); ci fu persino la condanna di 45

edizioni clandestine de La Bibbia scritta non in latino, ma in volgare e

senza annotazioni perché non ritenuta conforme alla dottrina cattolica¹.

Furono inoltre censurate molte opere di autori svizzeri e tedeschi e fu

proibita la pubblicazione di libri scritti in volgare che potessero essere

letti da un maggior numero di persone, diversamente da quelli in latino;

lo scopo era quello di contrastare la stampa di qualsiasi scrittura che non

fosse all’insegna del cattolicesimo.

Nel 1616 fu bandita l’opera dell’astronomo polacco

Nicolò Copernico De rivolutionibus orbium coelestium

perché in netto contrasto con la dottrina biblica che

considerava la terra immobile al centro dell’universo

con tutti gli astri che le ruotavano attorno; nel 1632 ci

fu la condanna del grande scienziato Galileo Galilei

che l’anno precedente aveva pubblicato il libro

Dialogo sopra i due massimi sistemi nel quale

dimostrava la fondatezza del sistema copernicano

contro quello tolemaico. Galilei fu condannato prima

al carcere, poi all’isolamento cioè al domicilio coatto

per tutta la vita (fu riabilitato dalla Chiesa solo il 31

ottobre 1992. I prelati vaticani giustificano tutt’oggi

tale condanna affermando che i giudici ecclesiastici

dell’epoca l’avevano emessa in “buona fede” perché

ritenevano che l’adozione della teoria copernicana

potesse minare la tradizione biblica. In effetti era così,

ma la buona fede non c’entra niente; il fatto di aver

condannato una persona solo perché aveva espresso la propria opinione

su una nozione puramente scientifica (e vera) anche se contraria ai dogmi

della Chiesa, significa essere dei veri e propri criminali).

______________

¹ Già nel 1229 il Concilio di Tolosa aveva proibito ai laici di possedere e leggere La

Bibbia specialmente quella scritta in lingua volgare, consentendone lo studio solo ai

clericali. Infatti il canone 14 del Sinodo recitava: «Proibiamo che qualsiasi laico possieda

i libri del Vecchio e Nuovo Testamento tradotti in lingua volgare. Se una persona pia lo

desidera, può avere un salterio o un breviario, ma in nessun caso dovrà possedere i libri

sopra menzionati tradotti in lingua romanza». Tutto questo perché la Chiesa temeva che

se il popolo avesse conosciuto a fondo gli scritti biblici, si sarebbe reso conto che il

Vecchio Testamento è pieno di atrocità commesse in nome di Dio, e il Nuovo

Testamento, che narra prevalentemente la vita e la predicazione di Gesù, è in netto

contrasto con i vari cerimoniali cattolici e con il comportamento degli stessi clericali,

che non rispettano l’umiltà e l’altruismo predicato nei vangeli.

~ 42 ~


Un altro scienziato illustre non riconosciuto dalla Chiesa fu Charles

Darwin poiché pubblicò nel 1859 l’opera L’origine delle specie nella

quale sosteneva che gruppi di organismi di una

stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo

attraverso un processo di selezione naturale; la sua

teoria, in sostanza, rifiutava il creazionismo che

riteneva tutti gli esseri viventi creati da Dio,

perfetti ed immutabili. Per Darwin anche l’essere

umano sarebbe il risultato di un lungo e lento

cambiamento evolutivo, pertanto la teoria

evoluzionistica venne messa al bando in quanto

era in netto contrasto con le Sacre Scritture ed

allontanava gli uomini dalla fede religiosa.

Charles Darwin.

Molti altri personaggi illustri dal 16° al 20°

secolo subirono la censura della Chiesa romana,

fra questi figurano i poeti Giovanni Boccaccio,

Jean de La Fontaine, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo,

Giacomo Leopardi, Antonio Fogazzaro, Gabriele

D’Annunzio; i narratori Francois Rabelais, Michel de

Montaigne, Stendhal, Alexandre Dumas, Emile Zola,

Andrè Gide, Alberto Moravia, nonché i filosofi Erasmo

da Rotterdam, Francesco Guicciardini, Francesco

Bacone, Renè Descartes (Cartesio), Blaise Pascal, John

Locke, Montesquieu, David Hume, Immanuel Kant,

Karl Marx, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Jean

Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Antonio Spinosa,

Voltaire, Denis Diderot, Cesare Beccaria, Jean Rousseau

ed altri illuministi dell’epoca.

L’Indice fu formalmente soppresso solo nel 1966, ma tutt’oggi i libri

proibiti dalla Chiesa sono oltre 60.000 e continuano ad essere regolarmente

indicati nelle recensioni di vari giornali cattolici.

Nel 16° secolo gli antiprogressisti governanti vaticani cominciarono

ad avversare anche gli spettacoli teatrali in quanto ritenuti rappresentazioni

scenografiche della scrittura; vennero censurate le commedie

di Plauto, Terenzio e Machiavelli e ne fece le spese anche il grande

commediografo francese Molière.

Anche l’avvento del cinematografo, all’inizio del 20° secolo, non fu

ben accolto dai clericali cattolici in quanto i film, secondo un’enciclica

papale, non dovevano servire solo a passare il tempo, ma dovevano

illuminare gli spettatori e indirizzarli al bene.

~ 43 ~

Giacomo Leopardi.


Sempre all’inizio del 1900 si ebbero i primi programmi radiofonici

che vennero subito bollati come “voce di Satana”; solo nel 1931, allorché

Radio Vaticana cominciò a trasmettere in proprio, il nuovo strumento di

comunicazione venne benedetto da papa Pio 11°.

Dopo aver constatato le innumerevoli atrocità commesse dai regnanti

vaticani, è doverosa una considerazione: per quale motivo la Chiesa

cattolica in passato ha usato tanta crudeltà e violenza contro coloro

che considerava nemici, invece di usare il “perdono” come è

menzionato in alcuni passi del Vangelo? Forse perché in molti punti

del Vecchio Testamento c’è scritto che una persona che contravviene

alle leggi del Signore deve essere punita con la condanna a morte ed i

seguaci del cristianesimo hanno applicato alla lettera questi dettami

della Bibbia. Chissà!

Elenco qui di seguito alcuni passi del Vecchio Testamento che fanno

riferimento alla pena capitale.

Doveva essere condannato a morte:

- Chi percuoteva un uomo fino a farlo morire (Esodo 21/12 – Levitico

24/17 – Numeri 35/16-21 – Deuteronomio 19/11-12).

- Chi tramava contro il suo prossimo per ucciderlo con l’inganno (Esodo

21/14).

- Chi percuoteva suo padre e sua madre (Esodo 21/15).

- Chi rapiva una persona sia per venderla che per tenerla (Esodo 21/16).

- Chi malediceva il proprio padre e la propria madre (Esodo 21/17 –

Levitico 20/9 – Vangelo San Marco 7/10).

- Chi si accoppiava con una bestia - ambedue - (Esodo 22/18 – Levitico

20/15).

- Chi venerava altri Dei (Esodo 22/19 – Deuter. 17/2-7).

- Chi lavorava nel giorno di sabato (Esodo 31/14-15 – Numeri

15/32-36).

- Chi affliggeva vedove ed orfani (Esodo 22/21-23).

- Chi sacrificava qualche suo figlio a Moloch (Dio pagano venerato dai

Cananei) – (Levitico 20/2).

- Un uomo che commetteva adulterio con una donna sposata - ambedue -

(Levitico 20/10 – Deuter. 22/22).

- Chi giaceva con la moglie di suo padre (Levitico 20/11).

- Chi giaceva con la propria nuora - ambedue - (Levitico 20/12).

- Un uomo che giaceva con un altro uomo - ambedue - (Levitico 20/13).

- Chi sposava sia la figlia che la madre - tutti e tre - (Levitico 20/14).

~ 44 ~


- Chi vedeva la nudità della propria sorella ed essa vedeva la nudità di lui

- ambedue - (Levitico 20/17).

- Chi giaceva con una donna che aveva i suoi corsi e scopriva la sua

nudità - ambedue - (Levitico 20/18).

- Chi evocava gli spiriti dei morti o faceva l’indovino (Levitico 20/27).

- La figlia di un sacerdote che si prostituiva (Levitico 21/9).

- Chi bestemmiava il nome del Signore (Levitico 24/16).

- Chi era votato come anatema (Levitico 27/29).

- Un profeta che riferiva cose che Dio non aveva detto (Deuter. 18/20).

- Una donna che dichiarava di essere vergine e non lo era (Deuteronomio

22/20-21).

- Un uomo e una donna vergine già fidanzata che si accoppiavano -

- ambedue - (Deuter. 22/23-25).

- Chi violava la legge di Mosè sulla deposizione di 2 o 3 testimoni

(Lettera agli Ebrei 10/28).

Inoltre era d’obbligo la legge del taglione: “Occhio per occhio, dente

per dente” cioè chi faceva del male al prossimo doveva essere trattato in

ugual misura (Esodo 21/23-25 – Levitico 24/19-20 – Deuter. 19/21).

Da notare che i metodi di esecuzione di cui fa riferimento il Vecchio

Testamento erano i seguenti: lapidazione (morte attraverso il lancio di

pietre), rogo, spada, lancia, freccia.

Per me sono da considerare spietati criminali sia chi ha “decretato”

quelle punizioni così estreme ed assurde (per i fedeli cattolici è

stato Dio in quanto il Vecchio Testamento è stato ispirato da Lui),

che i rappresentanti della Chiesa che le hanno applicate per tanto

tempo.

Lapidazione.

~ 45 ~


~ 46 ~


~ 47 ~


LA BIBBIA

Risulta essere il libro più diffuso e

tradotto al mondo (2400 lingue), ma non è

il più letto. Da un’indagine Eurisko del

2008 risulta che pochissime persone lo

abbiano letto completamente (l’uno per

mille, in pratica solo i clericali) e solo il

14% degli intervistati ha risposto a facili

domande sul suo contenuto. Questo

significa che è un testo che non attira

perché ritenuto arcaico, sorpassato, irreale,

pesante e noioso; anche i credenti preferiscono

ascoltare le omelie, le prediche e

seguire in Tv le trasmissioni religiose,

piuttosto che trascorrere il proprio tempo

sul cosiddetto Libro Sacro.

Ma facciamo una obiettiva analisi su

cos’è e cosa rappresenta questo testo tanto

famoso: è uno dei libri più violenti,

sanguinari e assurdi che siano mai stati scritti nella storia

dell’umanità; infatti, pagina dopo pagina, si susseguono un numero

impressionante di omicidi, stragi, stupri, torture, vendette, guerre e

per giunta quasi tutte volute da Dio¹. Un Dio che risulta essere

dispotico, geloso, vendicativo, che ama e odia, sceglie e rimprovera,

agisce come un insensato e che si compiace della strage, della rapina,

dei misfatti. E così, tutta la storia del cristianesimo è scandita dalla

violenza e dal sangue. A tal proposito lo scrittore portoghese Josè

Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, considera la Bibbia

come «un catalogo della cattiveria umana; è stata scritta dall’uomo

che ha creato un Dio malvagio per giustificare le proprie cattiverie».

Non si sa con precisione quando sia stata scritta, né con certezza chi

siano stati gli autori materiali e neppure come fosse stata concepita in

origine, ciononostante la Chiesa cattolica considera il testo “Parola di Dio

in linguaggio umano” e per questo l’opera è nota anche come Sacra

Scrittura.

________________

¹ Il verbo uccidere è presente ben 539 volte nella Bibbia (Ed. Cei - 1974).

~ 48 ~


E’ formata da una raccolta eterogenea degli scritti più

disparati, durante un arco di tempo plurisecolare (dal

1300 a.C. al 200 d.C.) e molti di essi sono sicuramente

stati preceduti da una tradizione orale trascritta solo in

un secondo momento, un po’ come l’Odissea, attribuita

ad Omero, ma tramandata oralmente da aedi e rapsodi

(cantori, poeti e attori). E’ anche provato che alcuni testi

hanno subito innumerevoli manipolazioni nel corso dei

secoli, cioè traduzioni arbitrarie e di comodo secondo le

necessità dottrinali dell’epoca.

E’ divisa in due parti: Antico e Nuovo testamento. L’Antico, scritto

prima dell’avvento di Gesù, è composto da 46 libri scritti per lo più in

lingua ebraica antica salvo alcune parti in aramaico e greco. A partire dal

primo secolo alcuni di questi libri sono stati disconosciuti dagli israeliti di

lingua ebraica, inoltre i cattolici, in seguito al concilio di Trento del 1563,

hanno aggiunto altri dieci libri detti deuterocanonici che vengono però

respinti dai protestanti perché considerati apocrifi, cioè falsi. Questo

conferma l’estrema discrezionalità degli scritti biblici, pertanto la

maggior parte di essi sono del tutto soggettivi e arbitrari. Se ne può

dedurre che di racconti realmente accaduti ce ne siano pochi e che

una buona parte degli avvenimenti citati nella Bibbia sia frutto della

fantasia degli autori.

Il primo libro dell’Antico Testamento è la Genesi e contiene racconti

sulla creazione del mondo e dell’uomo, sul peccato originale, sul diluvio

universale, sulla storia del popolo ebraico

ed altro. Sono racconti talmente assurdi ed

infantili che anche il bambino più ingenuo

stenta a credere che le cose siano andate

così. Eppure il clero continua ad affermare

la loro autenticità, nonostante che tutto il

mondo scientifico abbia formulato teorie

completamente diverse, quasi tutte suffragate

da prove.

Per risalire all’anno della creazione del

mondo, dobbiamo leggere quanto ha scritto

l’evangelista Luca; egli fa un elenco delle

77 generazioni trascorse dal primo uomo,

Adamo, fino a Gesù (3/23-38), ebbene,

considerando che, sempre secondo gli

scritti biblici, molti di quei discendenti

~ 49 ~

Antico manoscritto

biblico.


camparono diverse centinaia di anni¹ (Genesi 5/3-32), è stato calcolato

che dalla creazione del mondo, fino alla nascita di Gesù siano trascorsi

4004 anni. Vediamo ora, più nel dettaglio, quand’è avvenuta la creazione

per altre confessioni religiose:

- Come abbiamo detto, per i cattolici creazionisti la nascita del mondo

è avvenuta nel 4004 a.C. ed esattamente domenica 23 ottobre alle

ore 12 (?) data calcolata nel 1654 dall’arcivescovo anglicano James

Ussher.

- Per gli Ebrei la creazione è avvenuta il 29 marzo o il 22 settembre

del 3760 a.C.

- I Testimoni di Geova stabiliscono la data del 4026 a.C.

- La Chiesa Ortodossa pone la data della creazione il 1° settembre

5509 a.C.

- Eusebio di Cesarea, vescovo e scrittore greco, uno dei padri della

Chiesa, nel 3° secolo calcolò la data del 5199 a.C.

- Per gli antichi popoli Maya il mondo ebbe inizio il 29 novembre del

18490 a.C.

- Gli Induisti Purana fanno risalire la creazione a 155 miliardi di anni

fa (?).

- Per i Buddisti e New Age l’universo esiste da sempre, senza inizio né

fine, ma la terra e gli altri oggetti celesti hanno inizio e fine.

E la scienza moderna come si pronuncia? Tutti gli scienziati sono

concordi nello stabilire l’età della terra in 4 miliardi e 600 milioni di

anni e l’età dell’universo in 13,8 miliardi di anni.

Chi avrà ragione?

E’ del tutto evidente che questi racconti biblici sono pure leggende e

nemmeno tanto originali in quanto si ritrovano sotto forme analoghe in

diverse religioni dell’Oriente, penetrate poi nella mitologia del popolo

ebraico durante il suo esilio in Babilonia o comunque sotto il dominio di

quella nazione a partire dal 6° secolo a.C., e sono state poi scopiazzate

dai primi cristiani. Un esempio classico ci viene dalle vicende del

patriarca Noè, costruttore dell’Arca su cui si sarebbero salvate la specie

umana e tutti gli animali ai tempi del diluvio universale. Fermo restando

che non esiste alcuna traccia geologica di tale avvenimento, la leggenda è

di origine ittito-babilonese, scritta su tavolette mesopotamiche con

_____________

¹ Il record lo detiene Matusalemme con 969 anni di vita (Genesi 5/27) - è assurdo - ma

anche Noè non scherzò essendo vissuto 950 anni (Genesi 9/28), ne aveva 600 quando si

verificò il diluvio (Genesi 7/6).

~ 50 ~


caratteri cuneiformi, di gran lunga anteriori alla Bibbia.

L’Antico Testamento narra anche la storia dei popoli con cui gli

israeliti vennero a contatto, la vita e l’economia della società ebraica e le

sue leggi, dei Profeti che parlavano in nome di Dio, di insegnamenti su

come comportarsi, composizioni poetiche, canti, proverbi ecc.

Diversamente dalla tradizione ebraica, che attribuisce parte dell’Antico

Testamento alla dettatura letterale di Dio a Mosè, per la

tradizione cristiana la scrittura materiale della Bibbia sarebbe stata opera

umana “ispirata” dallo Spirito Santo (?) pertanto ha Dio come autore e

come tale è stata trasmessa alla Chiesa.

Il Nuovo Testamento contiene, nei Vangeli canonici attribuiti a

Matteo, Marco, Luca e Giovanni, quattro versioni diverse e spesso

contraddittorie della vita di Gesù, della sua predicazione e delle origini

del cristianesimo. E’ composto da 27 libri scritti in lingua greca e fu

soltanto a partire dalla fine del 2° secolo che entrò a far parte delle “Sacre

Scritture” in quanto, fino ad allora, vigeva soprattutto la tradizione orale

che si era andata articolando in mille rielaborazioni diverse e

contraddittorie, e anche dopo il tentativo di codificazione, le più disparate

versioni continuavano a pullulare tanto che Teodoreto, vescovo di Ciro,

nel secolo 5° lamentava che nella sua diocesi circolassero ancora più di

200 vangeli “non canonici”¹. Questo è uno dei motivi per i quali i

critici ritengono che ci sia ben poco di vero su quanto è scritto nei

Vangeli e che molti fatti realmente avvenuti siano poi stati trascritti

in maniera distorta e fantasiosa; tuttavia ritengono che sia possibile che

a quell’epoca, in Medio Oriente, sia vissuto un

Maestro ebreo chiamato Gesù e che fu crocifisso

dai romani perché predicava una nuova religione

______________

¹ In effetti esistono tuttora innumerevoli scritti non

riconosciuti dalla Chiesa cattolica perché ritenuti non

realistici, denominati Vangeli apocrifi; molti di questi narrano

episodi alternativi della vita di Gesù, della Madonna e degli

Apostoli. Eccone due esempi: Il Vangelo di un certo

Tommaso narra l’infanzia di Gesù che viene rappresentato

come un bimbo capriccioso, irascibile e vendicativo tanto da

usare i suoi poteri miracolosi per vendicarsi di altri bimbi, di

maestri e vicini di casa, facendoli morire o diventare ciechi o

storpi. – Nel Vangelo di Giuda, Gesù è descritto come un

maestro e rivelatore di sapienza e non un salvatore che muore

per i peccati degli uomini.

~ 51 ~


(del resto, oppositori politici ce ne dovevano essere molti), ma di qui a

dire che costui sia stato mandato sulla terra da un Dio (natura divina),

abbia fatto dei miracoli e poi sia morto e resuscitato, questo per i critici è

pura fantasia. Del resto anche i primi cristiani stessi non gli attribuirono

una natura divina, questa gli fu attribuita pian piano come evidenzia il

confronto fra il Vangelo di Marco, nel quale Gesù è rappresentato come

“figlio dell’uomo” (2/10 - 2/28 - 8/31 - 8/38 - 9/9 - 9/12 - 9/30 - 10/33 -

10/45 - 13/26 - 14/21 - 14/41 - 14/62) o “Re dei Giudei” (15/2 - 15/9 -

15/12 - 15/18 - 15/26) e quello posteriore di Giovanni. Gesù è inoltre

raffigurato come uomo d’azione, un esorcista, un guaritore, e da qui ad

essere etichettato come operatore di miracoli il passo è breve.

Altri dubbi sulla reale esistenza di Gesù nascono dal fatto che le prime

notizie su di lui risalgono alla metà del 1° secolo e si trovano nelle

Lettere di Paolo, che sono precedenti ai Vangeli. Si tratta dunque di

testimonianze da parte di una persona che dichiaratamente non ha mai

incontrato colui di cui predica. Anche tutti i personaggi biblici che

hanno menzionato Gesù, a cominciare dai quattro evangelisti,

Matteo, Marco, Luca e Giovanni, lo hanno fatto per sentito dire, ma

nessuno lo ha mai conosciuto personalmente. Anche nei documenti

storici contemporanei o poco successivi alla sua epoca, di lui non si parla

mai; solo fra la fine del 1° secolo e l’inizio del 2° quattro storici, Flavio

Giuseppe, Plinio il Giovane, Svetonio e Tacito, ne fanno qualche vago

riferimento, ma sempre per sentito dire. Tutto ciò è sufficiente a provare

l’esistenza di Gesù? I cattolici affermano di si, ma allora con lo stesso

metro di giudizio l’Iliade, l’Odissea e altri poemi epici, dimostrerebbero

l’esistenza dei personaggi e delle divinità greche che giustamente nessun

cristiano sarebbe disposto ad accettare come reali.

Un altro dubbio sulla reale esistenza di Gesù nasce anche dal fatto che

gli Ebrei non ci credano: loro stanno ancora aspettando il Messia che

dovrà salvarli… Chi ha ragione?

C’è inoltre da dire che all’interno degli stessi Vangeli esistono

evidenti incongruenze su alcuni dati fondamentali della vita di Gesù:

1) Data di nascita: prima del 4° secolo ne erano elencate almeno

quattro: 28 marzo, 18 o 19 aprile, 29 maggio. Dopo fu fissata il 25

dicembre, mentre in Oriente usavano celebrarla il 6 gennaio. Ancora più

incerto l’anno: l’inizio dell’era volgare (nascita di Gesù) fu stabilito nel

6° secolo dal monaco Dionigi il Piccolo, ignaro delle contraddizioni in

cui era incorso il testo dell’evangelista Matteo a cui si riferiva; il

contrasto con i dati storici è stridente: l’evangelista Matteo scrisse che

Gesù nacque a Betlemme al tempo di Re Erode (2/1-3) e che quest’ultimo

~ 52 ~


chiese ai Re Magi notizie sul

bambinello neonato poiché anch’esso

intendeva conoscerlo e adorarlo (2/7-8),

poi seguono altre vicende: la fuga in

Egitto (2/15), la Strage degli Innocenti

(2/16) ecc. (da notare che nessuno

storico dell’epoca ha riportato tale

avvenimento cioè una strage di

bambini), mentre si sa per certo che

Erode morì nell’anno 750 di Roma,

cioè 4 anni prima dell’ipotetica nascita

Re Erode con i Re Magi.

di Gesù – E ancora: l’evangelista Luca parla di un censimento romano

avvenuto nei giorni della nascita di Gesù (2/1-7) mentre le cronache

dell’epoca fanno risalire l’avvenimento all’anno 6 d.C., censimento

voluto dal nuovo governatore Quirino – L’evangelista Matteo indica che i

Re Magi, nel loro cammino verso Betlemme, seguirono una stella (2/1-

12) ma nell’anno zero, secondo precisi calcoli astronomici, non ci furono

passaggi di comete ad illuminare il loro tragitto.

2) Riguardo alla vita di Gesù gli stessi Vangeli sono scarsi di notizie

peraltro poco attendibili. Anche le fonti di origine pagana ed ebraica,

analizzate alla luce di una seria critica, si sono rivelate inconcludenti o

addirittura interpolate da mano

cristiana. Per quanto riguarda i

miracoli attribuitigli, o sono frutto di

pura fantasia degli autori degli scritti

(per farlo apparire un personaggio

soprannaturale) oppure il soggetto in

questione può essere stato un abile

prestigiatore ed aver ingannato la

gente con le sue magie; del resto

illusionisti ce ne dovevano essere

anche a quell’epoca poiché in un

Gesù ridà la vista ad un cieco. passo del Vecchio Testamento si

può leggere: “Mosè ed Aronne

andarono dal Faraone ed eseguirono ciò che il Signore aveva loro

comandato: Aronne gettò il proprio bastone davanti al Faraone e ai suoi

servi e il bastone divenne un serpente, allora il Faraone convocò i suoi

sapienti, gli incantatori e i maghi d’Egitto e anch’essi, con le loro magie,

fecero la stessa cosa, ciascuno gettò il proprio bastone ed essi divennero

serpenti, ma il bastone di Aronne inghiottì i bastoni dei maghi” (Esodo

7/10-12).

~ 53 ~


Che Gesù fosse un semplice imbroglione e non un miracoloso lo si

desume anche dal fatto che nemmeno i Giudei ritenevano convincenti i

suoi prodigi; nel Vangelo di Giovanni (12/37) si può leggere: “Sebbene

avesse compiuto tanti segni davanti a loro, i Giudei non credevano in

lui”. E curiosamente i più scettici erano proprio coloro che lo conoscevano

bene e cioè i suoi concittadini di Nazareth, di fronte ai quali il

Gesù-mago “Non poté operare molti miracoli a causa della loro

incredulità” (Matteo 13/58). E’ come dire che abboccano meglio i

creduloni e si abbindolano meglio gli sconosciuti.

Una curiosità: fra i tanti miracoli attribuitigli, alcuni sono addirittura

assurdi, come quello di seccare una pianta di fico solo perché “colpevole”

di non avere frutti fuori stagione. Ecco cosa scrisse l’Evangelista Marco:

(11/12-14) “La mattina seguente, mentre uscivano da Betania, (Gesù)

ebbe fame e, avendo visto da lontano un fico che aveva delle foglie, si

avvicinò per vedere se si trovasse qualcosa ma, arrivato vicino, non vide

altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. Allora disse:

Nessuno possa più mangiare i tuoi frutti. E i discepoli lo udirono”. –

(11/20-21) “La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle

radici; allora Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro guarda, il fico che hai

maledetto si è seccato”. (Questo miracolo, oltre che assurdo è anche

malvagio nei riguardi delle piante).

Un inciso: Gesù viene rappresentato dalla Chiesa come un predicatore

tranquillo e bonario, ma se leggiamo alcuni passi dei Vangeli ci

accorgiamo che certe volte diventa furioso e violento, come nell’episodio

della cacciata dei mercanti dal tempio: (Matteo, 21/12-13) “Gesù entrò

poi nel tempio e scacciò tutti quelli che trovò a comprare e vendere;

rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie

dei venditori di colombe e disse loro: La mia

casa sarà casa di preghiera, ma voi ne avete

fatto una spelonca di ladri”. Oppure quando,

preso dall’ira, frusta dei commercianti e getta

a terra il loro denaro (Giovanni 2/14-16).

3) Come già per la nascita, neanche per la

morte di Gesù ci sono testimonianze storiche:

l’unico dato che si può ricavare dai racconti

biblici, è che essa sarebbe avvenuta “sotto

Ponzio Pilato” e dunque fra il 26 e il 36 d.C.

Gli evangelisti raccontano che subito prima

della morte di Gesù “Il sole si eclissò e si fece

buio su tutta la terra da mezzogiorno alle tre”

Gesù rovescia i tavoli.

~ 54 ~


(Luca 23/44-45). Poi “Il velo del tempio si squarciò in due parti da cima a

fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti

corpi di santi risuscitarono” (Matteo 27/51-52). (Premesso che le eclissi

solari durano al massimo sette minuti, c’è da rilevare che, in base a

precisi calcoli astronomici, non ci fu nessuna eclisse in quella regione, né

tantomeno terremoti poiché le cronache dell’epoca non ne parlano).

4) Resurrezione di Gesù: i racconti del sepolcro vuoto sono considerati

dalla critica come espedienti narrativi senza i quali sarebbe caduta tutta

l’impalcatura della nuova religione, basata appunto sull’ascesa in cielo

dell’anima dopo la morte (di Gesù e di tutti noi). Lo stesso Paolo di Tarso

mette in dubbio l’avvenuta resurrezione di Gesù e lascia intendere che si

tratta solo un’esigenza di fede: (Prima lettera ai Corinzi 15/12-14) “Se si

predica che Cristo è risuscitato da morte, perché alcuni di voi dicono che

non esiste la resurrezione dei morti? Ma se non c’è resurrezione dei

morti, neanche Cristo è risuscitato”.

Per concludere: anche volendo ammettere che Gesù sia realmente

esistito, lo si può definire un predicatore rivoluzionario, un

sovversivo e forse un guaritore di malattie psicosomatiche. Tutto il

resto è leggenda.

All’inizio del capitolo ho accennato che la Bibbia è un libro pieno di

atrocità e di punizioni sproporzionate rispetto ai peccati commessi, quasi

sempre volute da Dio. A questo punto faccio un elenco degli avvenimenti

più significativi che caratterizzano le assurdità degli scritti biblici:

(Genesi 1/1-31) – Nel primo capitolo della Genesi Dio creò, in sei

giorni, tutto quanto c’era da creare. “In principio creò il cielo e la terra,

questa era una massa senza forma e vuota; le tenebre ricoprivano l’abisso

e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio”. Il primo giorno creò la luce, il

giorno e la notte; il secondo giorno creò il cielo e le acque; il terno giorno

creò la terra (asciutta) e i mari, poi sulla terra fece crescere la

vegetazione; il quarto giorno creò il sole, la luna e le stelle; il quinto

giorno creò i pesci e gli uccelli; il sesto giorno creò

tutti gli animali terrestri: “Produca la terra animali

viventi secondo la loro specie: animali domestici,

rettili, bestie selvagge della terra, secondo la loro

specie”. (E i microbi perché non li prese in

considerazione? Una dimenticanza oppure perché

gli autori del testo biblico non sapevano della loro

esistenza? Sicuramente la seconda ipotesi è quella

giusta). Poi Iddio creò l’uomo e la donna a sua im-

~ 55 ~

Icona della creazione.


magine e somiglianza (Genesi 1/27)¹ e disse loro di proliferare,

moltiplicarsi e dominare il mondo e tutti gli animali. Poi disse che il loro

cibo sarebbe stato l’erba e la frutta (se ne deduce che li creò vegetariani;

solo dopo il Diluvio permetterà loro di diventare carnivori: “Quanto si

muove e ha vita vi servirà di cibo” - Genesi 9/3 - In realtà l’essere umano

è sempre stato onnivoro).

(Genesi 2/1-25) – Il secondo capitolo della Genesi racconta che Dio

santificò il settimo giorno perché l’opera era terminata, poi narra

nuovamente la creazione dell’uomo e della donna, ma li creò

separatamente rispetto a quanto scritto nel paragrafo precedente: “Il

Signore formò l’uomo dalla polvere della terra e alitò nelle sue narici un

soffio vitale e l’uomo divenne persona vivente”. Poi mise l’uomo nel

giardino di Eden, ad oriente (nella Mesopotamia) e vi piantò alberi e

frutti, poi disse all’uomo di coltivarlo e custodirlo, ma gli impedì di

mangiare i frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male,

altrimenti sarebbe morto.

Siccome l’uomo era solo, Dio volle dargli un “aiuto simile a lui”, ma

fra tutti gli animali non c’era nessuno che gli fosse degno, allora Dio fece

addormentare Adamo e, durante il sonno, gli staccò una costola e con

essa formò la donna. Quando Adamo la vide, esclamò: “Questa è osso

delle mie ossa e carne della mia carne! Questa sarà chiamata donna

perché è stata tratta dall’uomo”. - bella riflessione! - (Oggi nessuna

persona sana di mente crede effettivamente che il mondo sia stato

creato in sei giorni e che la donna da una costola dell’uomo, tuttavia i

clericali cattolici continuano a sostenerlo e predicarlo. C’è da

chiedersi: costoro sono tarati mentali o in malafede? Io credo che la

maggior parte di essi appartenga alla seconda categoria)².

(Genesi 3/1-19) – “Il serpente era il più astuto fra gli animali creati.

(strano! I rettili non hanno molta intelligenza) Egli chiese alla Donna

(Eva): E’ vero che Dio vi ha detto di non mangiare il frutto del

giardino?” (Un serpente che parla! Sembra di leggere una favola di

Esopo). Poi Adamo ed Eva, istigati dal serpente, disobbedirono a Dio e

_________________

¹ E qui c’è una contraddizione in quanto nel catechismo della chiesa cattolica c’è scritto

che “Dio non ha corpo come noi, ma è purissimo Spirito” (Vangelo di Giovanni 4/24).

² Nel 2002 i tradizionalisti delle Sinagoghe Unite del Giudaismo Conservatore, che

rappresentano un milione e mezzo di Ebrei degli Stati Uniti, in un commento ufficiale

intitolato Etz Hayim (L’albero della vita), avanzarono seri dubbi sull’autenticità dei fatti e

sui personaggi citati nel Vecchio Testamento.

~ 56 ~


mangiarono il frutto proibito commettendo il

primo peccato, dopodiché Dio li cacciò dal

Paradiso Terrestre, maledisse il serpente e lo

costrinse a strisciare (perché, prima camminava?)

e a mangiare polvere per sempre. Poi si rivolse

alla donna dicendole che d’ora in poi avrebbe

dovuto vivere nella sofferenza, partorire con

dolore e che sarebbe stata dominata dal marito

(bel maschilista!); quindi maledisse la terra (che

egli stesso aveva creato) e disse ad Adamo che

avrebbe dovuto vivere di pene, tribolare per tutta

la vita e che, dopo la morte, sarebbe tornato

polvere. (Questa fu la prima severa punizione che Dio inflisse agli esseri

umani; ma non avrebbe dovuto solo redarguirli e dar loro una seconda

possibilità? Del resto non erano recidivi).

(Genesi 4/1-15) – Adamo ed Eva ebbero due

figli maschi: Caino e Abele i quali fecero delle

offerte a Dio e costui gradì quelle di Abele e

snobbò quelle di Caino (atteggiamento

discriminatorio). Quest’ultimo rimase amareggiato

dal comportamento di Dio e, preso

dall’ira, uccise suo fratello. Allora Dio lo

maledisse (questa è la terza volta che maledice

qualcuno) e lo cacciò: “Quando coltiverai il

terreno esso non ti darà più i suoi frutti, sarai

errabondo e fuggiasco sulla terra”. Caino

ribatté che quel castigo era insopportabile per

Caino uccide Abele. lui e che chiunque lo avesse incontrato lo

avrebbe ucciso. (Ma chi è il “chiunque” dal

momento che sulla terra c’erano solo Adamo, Eva e Caino?). Comunque

sia, Dio forse si pentì della troppo severa punizione inflittagli e sentenziò

che chiunque avesse ucciso Caino sarebbe stato punito sette volte tanto

(che significa sette volte tanto?); poi gli mise addosso un segno di

riconoscimento affinché chi lo avesse incontrato non lo uccidesse. (Caino

quindi fu il primo assassino protetto da Dio. Che racconto ridicolo!).

(Genesi 4/17) – “Caino conobbe sua moglie e diede alla luce Enoc”.

(Siccome Adamo ed Eva, dopo la morte di Abele, ebbero un altro figlio

maschio di nome Set, Caino con chi si accoppiò per generare Enoc?

Evidentemente con una delle sue sorelle avute in seguito: (Genesi 5/4)

“Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni (?) e generò

~ 57 ~


figli e figlie” - In ogni caso si trattò di un rapporto incestuoso). Poi Enoc

ebbe dei discendenti (non si sa avuti da chi) fra i quali Lamec, che ebbe

due mogli: Ada e Zilla (4/19) – Costui fu il primo bigamo della storia

biblica, ma ce ne furono altri: Abramo, Giacobbe, Esaù ed altri, avevano

tutti più di una moglie: (1°Re 11/3) “Salomone aveva 700 mogli e 300

concubine” (?) – (2° Samuele 12/8) Il profeta Natan parla con Davide e

gli riferisce che il Signore ha detto: “…ti ho dato la casa del tuo padrone,

ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone…” – (Deuter. 21/15-

17) “Se un uomo ha due mogli, una amata e l’altra meno amata e

ambedue gli danno dei figli…”. Come si legge nella Bibbia, la poligamia

era permessa da Dio, allora perché la Chiesa non l’ha mai tollerata?

(Genesi 6/5-7) – Dio, vedendo che gli uomini sulla terra erano

diventati tutti malvagi, decise di sterminarli: “Distruggerò dalla faccia

della terra l’uomo da me formato insieme agli animali, rettili, uccelli,

poiché mi pento di averli fatti”. (Ma gli animali che colpa avevano?). E

qui è dimostrato che Dio commise il suo primo grave errore, avendo

considerato l’umanità un progetto fallito.

(Genesi 6/13-22) – Dio ordinò a Noè di costruire una nave chiusa

(arca) a tre piani delle seguenti dimensioni: cubiti 300 x 50 x 30 di

altezza (mt. 135 x 22 x 13). “Farò venire un diluvio per distruggere ogni

carne che ha alito di vita, tutto ciò che è sulla terra morirà”. Poi gli disse

di farvi entrare i suoi familiari e una coppia di tutti gli animali della terra

affinché, passato il diluvio, potessero riprodursi. (Oggi sappiamo che

esistono dai due ai quattro milioni di specie di animali, di cui quattro

quinti sono insetti; sarebbe curioso sapere come fece Noè a reperire tutti

quegli esseri viventi, a cominciare da quelli presenti solo in altri

continenti, senza contare poi tutte le provviste alimentari necessarie alla

loro sopravvivenza: carne e vegetali di ogni tipo. Inoltre una coppia per

ogni specie non è garanzia di sopravvivenza perché le probabilità di

morte degli animali sono molto elevate ed una singola coppia di genitori

non basta a conservare in vita una specie. Per non parlare poi delle specie

vegetali: anche molte piante infatti sarebbero morte durante il diluvio,

ma Dio non si dimostrò un buon naturalista, poiché non le prese

nemmeno in considerazione. Inoltre dovrebbero spiegarmi come fece, un

uomo da solo, a costruire una nave di quelle dimensioni e ad infilarci

dentro tutti quegli animali, molti dei quali sono antagonisti fra loro).

(Genesi 7/12-24) – “Piovve a dirotto sulla terra per quaranta giorni e

quaranta notti”. - “E le acque crebbero sempre più sulla terra e tutte le

montagne furono coperte. - Le acque coprirono i monti di 15 cubiti (quasi

7 metri) e tutti gli esseri che erano sulla terra furono sterminati, uomini,

~ 58 ~


animali domestici e fiere, rettili e uccelli;

scampò solo Noè e quelli che erano con lui

nell’arca. Le acque rimasero alte sulla terra

per 150 giorni”. (Una bella carneficina,

non vi pare? Paragonato a Dio, Hitler è

stato un semplice dilettante. Poi c’è da dire

che dal punto di vista geografico ci

dobbiamo immaginare il livello del mare

salito di quasi nove chilometri per ricoprire

anche l’Everest; la quantità di acqua

necessaria per aumentare in questa misura

il livello del mare è di tre volte e mezzo la quantità totale delle acque

della terra. Com’è possibile?).

(Genesi 8/3-20) – “Le acque andarono ritraendosi sulla terra e dopo

150 giorni si abbassarono”. (Dove andò a finire tutta quell’acqua?). “Il

giorno 17 del settimo mese l’arca si fermò sulle montagne dell’Ararat, le

acque scesero ancora fino al decimo mese e il primo giorno del decimo

mese apparvero le cime dei monti”. (E qui c’è una contraddizione: se

l’arca si era posata culla cima dell’Ararat è evidente che una parte della

terra era all’asciutto). Poi Noè fece uscire un corvo che tornò indietro

perché le acque non erano ancora prosciugate, quindi mandò fuori una

colomba che tornò anch’essa indietro. Dopo sette giorni rimandò fuori la

colomba che tornò con una foglia fresca di ulivo nel becco. (Sarebbe

interessante sapere come fece un ulivo a rimanere in vita. In realtà le

piante terrestri, sommerse a lungo da uno strato di acqua marina,

muoiono né più e né meno come gli animali). Comunque sia, Noè aspettò

ancora sette giorni e mandò fuori di nuovo la colomba che non tornò più

indietro, questo significava che la terra era asciutta. Così Noè uscì

dall’arca insieme alla sua famiglia e a tutti gli animali, che ripopolarono

la terra. Poi Noè eresse un altare al Signore e come offerta bruciò

sull’altare ogni specie di animale puro e di uccelli puri. (Per puri vanno

intesi quelli domestici). – Dopo questa barbara azione, come fecero a

riprodursi gli animali sacrificati a Dio?

(Genesi 8/21) – “Dio odorò quella soave fragranza e pensò: Non

maledirò più la terra a causa dell’uomo perché l’istinto del cuore umano

è malvagio fino dall’adolescenza, non colpirò più ogni essere vivente

come ho fatto”. (E qui Dio non mantenne la promessa in quanto poco

tempo dopo rase al suolo le città di Sodoma e Gomorra e sterminò tutti i

loro abitanti poiché essi erano empi e corrotti - Genesi 19/24-26).

(Genesi 9/3) - Dio disse a Noè: “Ogni cosa che si muove e che ha vita,

~ 59 ~


sarà cibo per voi”. (Per la prima volta Dio consente agli uomini di

mangiare carne, in realtà lo hanno sempre fatto).

(Genesi 9/6) – Quindi sentenziò: “Chiunque spargerà il sangue

dell’uomo, avrà il proprio sangue sparso dall’uomo”. (Con questa frase

Dio ammise la vendetta e non condannò il vendicatore. Frase che, in

seguito, è stata usata dalla Chiesa cattolica per giustificare la pena

capitale).

(Genesi 11/4-8) – Gli uomini dissero:

“Costruiamoci una città e una torre con la cima al

cielo, questo sarà un segno di unione per non essere

dispersi sulla faccia della terra”. Ma il Signore se ne

accorse e commentò: “Essi sono un popolo solo ed

hanno tutti uno stesso linguaggio: questo è l’inizio

delle loro imprese; niente ormai gl’impedirà di

portare a termine tutto ciò che hanno in mente di

fare. Ebbene, scendiamo e confondiamo il loro

linguaggio affinché non si capiscano gli uni con gli

altri. Così il Signore li disperse sulla faccia di tutta la

terra ed essi cessarono di costruire la città alla quale

fu dato il nome di Babele”. (E con ciò Dio distrusse

l’unità del genere umano dando inizio a rancori,

sopraffazioni e guerre. Bel pacifista!).

(Genesi 14/10-16) – “La valle di Siddim era piena di pozzi di bitume e

i re di Sodoma e di Gomorra furono messi in fuga (da 4 popoli avversari)

e vi caddero dentro; coloro che poterono salvarsi fuggirono ai monti. I

vincitori presero tutte le ricchezze delle due città e tutte le vettovaglie, poi

rapirono anche Lot, nipote di Abramo, con tutti i suoi beni” – “Quando

Abramo seppe del rapimento del nipote armò 318 suoi servi e piombò su

di loro, li vinse, li inseguì, riconquistò il bottino e liberò Lot”.

(Genesi 15/9) – “Il Signore gli disse (ad Abramo): Prendimi una

vitella di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una

tortora e una colomba. Egli prese tutti questi animali, li divise nel mezzo

e pose ciascuna metà di fronte all’altra”. (Riti tribali simili a questo di cui

sono protagonisti degli animali ce ne sono moltissimi nella Bibbia; sono

sempre voluti da Dio il quale non dimostra nessuna pietà per gli animali).

(Genesi 16/1-11) – La moglie di Abramo, Sarai, non poteva avere

figli, quindi suggerì al proprio marito di accoppiarsi con la loro serva

egiziana, Agar, per avere da lei degli eredi. Così avvenne, ma in seguito

Sarai cominciò a maltrattare la serva; allora questa fuggì, ma un angelo

del Signore la raggiunse e le disse: “Ritorna dalla tua padrona e restale

~ 60 ~


sottomessa. Il figlio che porti in te lo chiamerai Ismaele…”. (In questo

paragrafo, e in altri, Dio tollera il concubinato).

(Genesi 17/10-12) – Dio fece un patto con Abramo: “Ogni maschio

fra voi sia circonciso all’età di otto giorni, sia quello nato in casa che

quello comprato con denaro da qualsiasi forestiero”. (E così fu fatto,

senza tener conto del dolore subito dal neonato e del pericolo di

infezioni).

(Genesi 19/24-26) – I

cittadini di Sodoma e di

Gomorra erano empi e

corrotti: “Allora il Signore

fece piovere sulle due città

zolfo e fuoco e distrusse

quelle città, tutti gli abitanti

e ogni germinazione del

suolo”. (Perché anche il

suolo? Inoltre: i bambini che colpa avevano?). In precedenza Dio aveva

avvertito Lot di fuggire sui monti con la propria moglie e le figlie per non

essere travolti, e di non voltarsi indietro. Così fecero, ma la moglie di Lot

si voltò a guardare e fu trasformata in una statua di sale (?). (Anche in

questo caso Dio operò una carneficina indiscriminata).

(Genesi 19/30-38) – Lot andò a vivere in una grotta di montagna

insieme alle due figlie. Costoro volevano della prole ma, non essendoci

uomini nei dintorni, decisero di accoppiarsi con il proprio padre: la sera

lo fecero ubriacare e, senza che lui se ne accorgesse, ebbero un rapporto

sessuale con esso. Così le due giovani divennero mamme ed i rispettivi

figli vennero chiamati Moab e Ben-Ammi. (E questo fu un altro rapporto

incestuoso tollerato da Dio).

(Genesi 22/1-13) – Iddio volle

mettere alla prova Abramo e gli disse:

“Prendi tuo figlio Isacco, portalo sul

monte che ti indicherò, uccidilo e

brucialo”. Abramo ubbidì e a malincuore,

ma rispettoso degli ordini di Dio,

andò sul monte con suo figlio, costruì un

altare, ci mise sopra della legna e sopra

suo figlio; impugnò il coltello e stava

per scannarlo, ma apparve un angelo che

lo frenò e gli disse: “Non uccidere

Isacco, ora so che temi Iddio perché

~ 61 ~


non hai rifiutato tuo figlio”. Abramo acconsentì, poi vide lì vicino un

montone, lo prese e lo offrì in olocausto al posto del figlio. (In questo

caso Dio dimostrò di essere estremamente sadico; e poi: perché Iddio

andava temuto? E ancora: il povero montone che c’entrava in tutta questa

faccenda?).

(Genesi 30/1-21) – Rachele, moglie di Giacobbe, era sterile, allora

disse al proprio marito di accoppiarsi con la loro serva, Bala, per

concepire un figlio. Così avvenne e il bimbo fu chiamato Dan; poi nacque

un altro figlio, Neftali. La sorella di Rachele, Lia, aveva quattro figli, ne

voleva altri, ma non potendo più concepirne, decise di far accoppiare la

propria serva, Zelfa, con Giacobbe; così essa poté avere altri due figli:

Gad e Aser. In seguito Lia si accoppiò anch’essa con Giacobbe ed ebbe

altri tre figli, Issacar, Zabulon e Dina. (Che puttanaio!).

Di avvenimenti simili a questo è pieno il libro della Genesi, per

esempio: Giacobbe, nipote di Isacco, ebbe due mogli che erano fra loro

sorelle (29/16-30), e ancora: Ruben, figlio di Giacobbe, andò a letto con

Bila, concubina di suo padre (35/22), inoltre: Giuda, anch’esso figlio di

Giacobbe, ebbe due figlie dalla propria nuora (38/12-30). Ma Dio di

queste cose non se ne preoccupò, tutt’intento com’era a maledire e

sterminare le città di Sodoma e Gomorra, i cui abitanti non credo che

fossero tanto peggiori dei sopracitati patriarchi e dei loro familiari.

(Genesi 34/1-31) – Dina era figlia di Giacobbe e Lia; il capo di quella

regione era Hemor e suo figlio Sichem si innamorò di Dina e voleva

sposarla, quindi la rapì e la violentò. Allora Hemor andò a parlare con

Giacobbe e con i suoi figli cercando di accomodare le cose, ma costoro

non intendevano dare la propria figlia in sposa perché Sichem non era

stato circonciso; avrebbero accettato solo a patto che ogni figlio maschio

della città si fosse fatto circoncidere, solo così si sarebbero imparentati e

avrebbero fatto un solo popolo. E così avvenne, tutti furono circoncisi,

ma dopo tre giorni due dei figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di

Dina, entrarono in città armati di spada e uccisero a tradimento tutti i

maschi compreso Hemor e Sichem, poi ripresero sua sorella Dina e

fuggirono. Questo perché sua sorella era stata disonorata. Poi gli altri figli

di Giacobbe entrarono a loro volta in città e la saccheggiarono,

prelevarono tutto il bestiame e fecero schiavi tutti i bambini e le donne.

(Un pugno di uomini distrusse un’intera città, solo nei fumetti avvengono

queste cose!).

(Genesi 37/1-36) – Tra i tanti figli di Giacobbe, c’era Giuseppe, il

quale era il figlio prediletto in quanto era stato concepito quando il padre

era già vecchio. Questo ed altri motivi, avevano fatto ingelosire gli altri

~ 62 ~


fratelli che cominciarono anche ad

odiarlo a tal punto che, prima lo

gettarono in un pozzo senza acqua,

poi decisero di venderlo a dei

carovanieri in transito verso l’Egitto.

Costoro a loro volta lo vendettero

ad un ufficiale delle guardie

del Faraone.

(Genesi 38/1-10) – Un altro figlio di Giacobbe si chiamava Giuda, si

sposò ed ebbe tre figli. Il primogenito di nome Er si sposò a sua volta con

una donna di nome Tamar, ma costui “era spiacevole agli occhi del

Signore e il Signore lo fece morire”. Allora Giuda disse al secondogenito,

Onan, di accoppiarsi con Tamar per darle un figlio a nome di suo fratello

e assicurarle una discendenza, ma costui non volle saperne ed evitò di

mettere in cinta la cognata Tamar, disperdendo ogni volta il proprio seme.

“Ciò dispiacque al Signore e fece morire anche lui”. (La Bibbia non

spiega mai il motivo per cui Dio odia così tanto la gente da farla

morire, ma la cosa più triste è che i cattolici non cercano mai di

spiegarlo; lo ignorano semplicemente).

Negli ultimi capitoli della Genesi sono raccontati ancora avvenimenti

simili ai precedenti che potremmo definire di cronaca rosa, ma ora

passiamo ad esaminare il secondo libro dell’Antico Testamento: l’Esodo,

i cui protagonisti sono Mosè, Dio e il Faraone. Siccome gli Ebrei che

vivevano in Egitto erano diventati schiavi, Dio volle infliggere severe

punizioni al popolo egiziano (le cosiddette “piaghe d’Egitto”) per due

motivi: convincere il Faraone a liberare dalla schiavitù tutti gli Ebrei, e

dimostrare la propria assoluta grandezza agli occhi degli egiziani. Ma

prima vediamo chi era davvero Mosè, l’uomo prediletto dal Signore:

(Esodo 2/11-13 – 3/10) – “Trascorse del tempo, Mosè si era fatto

grande e uscì per andare a trovare i suoi fratelli (Gli Ebrei che erano

schiavizzati dagli Egiziani); conobbe i loro duri lavori e vide un egiziano

percuotere un ebreo, uno dei suoi fratelli. Egli allora si voltò di qua e di là

e, visto che non c’era nessuno, uccise l’egiziano,

poi lo nascose nella sabbia”. Allora Mosè fuggì a

Madian dove gli apparve il Signore che, invece di

punirlo per l’omicidio commesso, gli disse:

“Vieni, ti manderò dal Faraone e farai uscire

dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele”. (E così

un assassino divenne l’uomo prediletto da Dio).

~ 63 ~


(Esodo 7/15 – 8/11) – Dio disse a Mosè di andare dal Faraone e di

riferirgli che se non avesse lasciato libero il popolo ebraico, lui stesso

avrebbe duramente punito tutto il popolo egiziano. Mosè ubbidì ma il

Faraone non accettò la proposta, allora Dio comandò a Mosè: “Digli a

tuo fratello Aronne di prendere il suo bastone e di percuotere le acque

degli egiziani, i fiumi, i canali, gli stagni e ogni serbatoio d’acqua ed

esse diventeranno sangue, così ci sarà sangue per tutto l’Egitto, persino

nei vasi di legno e di pietra”. Così fu fatto, le acque diventarono sangue, i

pesci del Nilo morirono, sicché il fiume puzzava e gli Egiziani, non

potendo bere l’acqua, scavarono nuovi pozzi.

Di nuovo il Signore decise di infliggere un’altra dura punizione al

popolo egiziano; chiamò Mosè e gli disse di andare dal Faraone e

riferirgli queste parole: “Lascia libero il mio popolo affinché mi possa

servire¹, se non lo farai il Signore farà venire un’invasione di rane che

entreranno nella tua casa, nella tua camera, nel tuo letto, in casa dei tuoi

servi, fra il popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie”. Il Faraone non

accettò e così ci fu l’invasione di rane. Poi il Faraone, pentito, disse a

Mosè di pregare il Signore perché facesse allontanare le rane e lui

avrebbe liberato il suo popolo. Dio esaudì la richiesta di Mosè, così le

rane morirono e imputridirono emanando gran fetore. Ma il Faraone ci

ripensò e non mantenne la parola data.

(Esodo 8/12 – 11/10) – Allora il Signore disse a Mosè: “Di’ ad

Aronne di prendere il suo bastone e con esso percuotere la polvere della

terra, così essa diventerà zanzare per tutto il paese d’Egitto” Così fu

fatto e ci fu l’invasione delle zanzare, ma il Faraone non cedette. Ancora

una volta Dio ordinò a Mosè di riferire al Faraone che se non avesse

liberato il suo popolo, lui avrebbe mandato uno sciame di tafani per

invadere le sue case e tutto il suolo del popolo egiziano, e siccome lui era

il sovrano Signore di questo Paese, avrebbe risparmiato dall’invasione dei

tafani le terre del popolo ebraico. E così avvenne, molte terre furono

danneggiate dai tafani e ancora una volta il Faraone promise la libertà

agli Ebrei, ma ciò non avvenne. Poi Dio mandò altre “piaghe”: la moria

di bestiame, le ulcere con pustole, la grandine, l’invasione delle

cavallette, il buio completo

____________

¹ Sembra che Dio ambisse alla

libertà del popolo ebraico non per

una questione di giustizia, ma

perché voleva essere da esso

servito.

~ 64 ~


per tre giorni ed infine la morte di ogni primogenito: “Verso mezzanotte

il Signore percosse tutti i primogeniti d’Egitto, dal primogenito del

Faraone, al primogenito del prigioniero in carcere e tutti i primogeniti

degli animali….e vi fu un grande lamento in Egitto, perché non c’era casa

dove non ci fosse un morto”. Solo i primogeniti del popolo ebraico non

furono uccisi. (Ma perché tanta crudeltà? Non sarebbe stato meglio se

avesse fatto un solo miracolo cioè convincere il Faraone a liberare il

popolo ebraico, invece di far soffrire ed uccidere tanti uomini ed

animali?).

(Esodo 13/1-10) – Finalmente gli Ebrei poterono lasciare l’Egitto e

appena giunti nella propria patria Dio volle essere ricompensato per

averli liberati, quindi comandò a Mosè: “Consacra a me ogni

primogenito, a me appartiene ogni primo nato tra i figli d’Israele, sia

degli uomini che degli animali”. (E così le stragi continuarono).

(Esodo 14/1-31) – Dio volle sterminare l’esercito egiziano, così fece

in modo che esso inseguisse il popolo ebraico, guidato da Mosè, durante

l’esodo verso la Palestina. Quando questi arrivarono sulla riva del Mar

Rosso, Dio fece un miracolo: le acque del mare si aprirono e permisero il

passaggio del popolo ebraico

sull’altra sponda; l’esercito egiziano

fece altrettanto, ma prima

che arrivasse sull'altra riva, Dio

fece richiudere il mare che si

rovesciò su di esso facendo

annegare gli inseguitori: “Le

acque ritornarono e sommersero

i carri e i cavalieri di tutto

l’esercito del Faraone e non ne

scampò nemmeno uno”. (Come

fecero gli Egiziani a procurarsi gli

animali per inseguire gli Ebrei dal

momento che Dio, con la quinta piaga, glie li aveva fatti morire tutti?).

(Esodo 17/9-13) – Durante il loro cammino verso la Palestina, gli

Ebrei furono aggrediti dalla tribù degli Amaleciti, ma Mosè riuscì a

sconfiggerli e i nemici “furono passati fil di spada”.

(Esodo 19/12) – Dio disse a Mosè: “Non dovete salire al monte

(Sinai) né toccarne la base, chi toccherà il monte sarà fatto morire”.

(Esodo 20/5) – Il Signore dettò a Mosè i comandamenti; uno

ordinava: “Non adorare tali cose (idoli, immagini) né devi servirli perché

io, il Signore Iddio tuo, sono un Dio geloso (e qui confessa una sua

~ 65 ~


debolezza) che punisco la colpa dei padri nei figli

fino alla terza e quarta generazione di coloro che

mi odiano”. (Frase ripetuta anche nel libro

Deuteronomio 5/9) - E questa sarebbe giustizia?

Da notare anche che la Chiesa non ha riportato

questo comandamento nel decalogo moderno.

(Esodo 20/13) – Un altro comandamento

recitava: “Non uccidere”, ma già nel capitolo

successivo (Esodo 21/12-25) Dio ordinò di

Mosè con i comandamenti. uccidere per ben sei volte: “Chi percuote un uomo

da farlo morire sia messo a morte…Se uno trama

contro il suo prossimo per ucciderlo con l’inganno, lo trarrai anche dal

mio altare per farlo morire. Colui che percuote suo padre o sua madre

sia messo a morte. Chi rapisce una persona, sia per venderla, sia per

tenerla, sia messo a morte. Chi maledice il proprio padre e la propria

madre sia messo a morte…Se uno percuote il suo servo o la sua serva col

bastone, sì che egli muoia sotto la mano, sia severamente punito, ma se

sopravvive un giorno o due, non sia punito perché è suo denaro”. Ora

arriva il bello: “Se durante una lite ne segue un danno tu richiederai vita

per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per

piede, ustione per ustione, ferita per ferita, lividura per lividura”.

(Questa è la cosiddetta legge del taglione adottata solo dai popoli

estremamente barbari; e pensare che è proprio scritta nella Bibbia!

Questa legge è ribadita anche nei libri Levit.24/19-20 e Deuter. 19/19.21).

(Esodo 20/15) – L’ottavo comandamento dettato da Dio era “Non

rubare”, e dovrebbe comprendere anche i saccheggi e le razzie ma, come

abbiamo già visto e come vedremo in seguito, queste attività erano

perfettamente ammesse quando a compierle erano gli Ebrei verso i loro

nemici, era ad essi che non si doveva farle.

(Esodo 20/17) – Il decimo era “Non desiderare la casa del tuo

prossimo, né la sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo

bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. Da

notare che la moglie è solo seconda in ordine di importanza dopo la casa.

Nessun cenno ai mariti, visto che per gli Ebrei le donne non avevano

proprietà, ma erano proprietà; infatti potevano essere ripudiate a piacere

dai mariti: “Se un uomo è sposato e non gli piace più la propria moglie

perché trova in lei qualcosa di vergognoso, la mandi via dalla casa”

(Deuteronomio 24/1). Oggi la Chiesa ha spezzato il decimo comandamento

in due, aggiungendo come suo nono: “Non desiderare la

donna d’altri” al femminile; ciò fa supporre che le donne possano

~ 66 ~


liberamente desiderare l’uomo di altre senza commettere peccato. Per

evitare questo squilibrato maschilismo bastava che scrivessero: “Non

desiderare il coniuge d’altri” e sarebbe stato tutto chiaro.

(Esodo 20/23-26) – Dio disse a Mosè: “Non fate accanto a me né Dei

d’argento, né Dei d’oro: mi farai invece un altare di terra sul quale mi

offrirai i tuoi olocausti e i tuoi sacrifici di ringraziamento, le tue pecore e

i tuoi buoi. In qualunque luogo io vorrò che sia ricordato il mio nome,

verrò da te e ti benedirò. E se mi farai un altare di pietra, non

fabbricarlo con pietre scalpellate perché quando avrai alzato sopra di

esse il tuo ferro, tu le avrai profanate. Non salire per gradini al mio

altare, affinché non si scopra sopra di esso la tua nudità”. (Questi

racconti biblici sono talmente assurdi che sembrano scritti da qualcuno in

preda ai fumi dell’alcol).

(Esodo 21/1-6) – Dio disse: “Se tu comprerai un servo ebreo ti servirà

per sei anni, ma al settimo anno se ne andrà libero senza pagar

nulla….Se il servo non vorrà andarsene libero, il padrone lo farà

comparire davanti a Dio, poi lo farà avvicinare alla porta e gli forerà

l’orecchio con una lesina, e costui gli sarà servo per sempre”. (Dio, oltre

che carnefice, dimostra di essere anche schiavista).

(Esodo 21/28) – “Se un bue colpisce un uomo o una donna e muoiono,

il bue si lapidi e la sua carne non si mangi e il padrone del bue sia

assolto” – (21/32) “Se un bue cozza un servo o una serva, il proprietario

del bue paghi 30 sicli d’argento al loro padrone e il bue sia lapidato”.

(Povera bestia!)

(Esodo 22/18-29) – “Chi giace con una bestia sia messo a morte. (Ma

che razza di depravati c’erano a quell’epoca?). Chi fa dei sacrifici ad altri

Dei fuorché al Signore solo, sia messo a morte…Non affliggere nessuna

vedova e nessun orfano, se lo farai egli griderà a me (Dio) ed io

ascolterò il suo grido, l’ira mia s’accenderà ed io vi ucciderò di spada,

sicché le mogli vostre saranno vedove ed i vostri figli orfani… Il

primogenito dei tuoi figli lo darai a me, lo stesso farai del primogenito

delle tue vacche e delle tue pecore”. (E qui ci starebbe bene un

bell’applauso beffardo).

(Esodo 25/1-40 – 26/1-27 – 27/1-21 – 28/1-43) – Dio impartì una

lunga serie di ordini a Mosè affinché facesse delle offerte, dei sacrifici,

dei riti e costruisse altari, tabernacoli, paramenti sacri ed altro; tutti ordini

ben precisi e con dettagliate misure. Inoltre gli disse di costruire un’arca

lunga due cubiti e mezzo (110 cm.) tutta rivestita d’oro puro dentro e

fuori, oltre a vari fregi e oggetti sempre d’oro. (Come avrà fatto Mosè a

reperire tutto quell’oro?). Tutto questo perché Dio voleva essere

~ 67 ~


continuamente venerato ed o-

sannato dal popolo d’Israele. (Che

megalomane!). Poi impartì altri

ordini a Mosè su come fare dei

sacrifici al fine di consacrare suo

fratello Aronne e i propri figli:

(29/1-46 – 30/1-38) “Scanna il

montone, prendi il suo sangue e

spargilo sopra e intorno all’altare.

Taglia il montone in quattro pezzi,

lava le interiora e le gambe e

mettile sull’altare coi pezzi e con la

testa e brucia tutto quanto il

montone sopra l’altare facendone

Mosè fa i sacrifici a Dio.

esaltare il profumo: è un olocausto

al Signore, è un odore soave,

un’offerta fatta col fuoco al Signore. Prendi poi un altro montone,

Aronne e i suoi figli posino le mani sopra il suo capo, scanna quindi il

montone, prendi un po’ del suo sangue e mettilo sul lobo dell’orecchio

destro di Aronne e sul lobo dell’orecchio destro dei suoi figli, sopra il

pollice della loro mano destra e sopra il dito grosso del loro piede

destro, poi spargi il sangue sopra e intorno all’altare…” eccetera

eccetera – Tutto questo alla faccia degli animalisti – (Se il lettore legge

dal testo biblico i capitoli sopra citati, si renderà conto di quanto siano

ridicoli e assurdi tutti gli ordini impartiti a Mosè e si accorgerà che Dio si

dimostrò di una pignoleria unica, al di fuori di ogni logica e

ragionevolezza).

(Esodo 31/12-15 e 35/2) – Il Signore disse ancora a Mosè: “Si lavori

durante sei giorni, ma il settimo giorno è il sabato del riposo consacrato

al Signore: chiunque lavorerà il giorno di sabato, sia messo a morte” ¹

(Esodo 32/9-14) – Dio disse a Mosè di voler distruggere il popolo

israelita perché questo si era comportato male. Mosè cercò di dissuaderlo:

“Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del

male al tuo popolo”. E così il Signore ascoltò il consiglio di Mosè e

rinunciò a colpire gli israeliti. (Mosè, un semplice mortale, si dimostrò

più saggio di Dio. Roba da matti!).

______________

¹ In realtà il sabato restò giorno di riposo fino all’anno 321, allorché l’imperatore

Costantino lo sostituì con la domenica per onorare la resurrezione di Gesù. Questa nuova

usanza fu poi continuata dalla Chiesa cattolica.

~ 68 ~


(Esodo 32/27) – Mosè disse ai figli di Levi: “Ha

detto il Signore che ciascuno di voi si metta la spada

al fianco, andate nell’accampamento e ognuno uccida

il fratello, l’amico, il parente. I figli di Levi agirono

secondo il comando di Mosè e quel giorno morirono

circa tremila uomini del popolo”.

(Esodo 32/35) – “Il Signore percosse il popolo

(d’Israele) perché aveva fatto il vitello fabbricato da Aronne”. (Avevano

fabbricato un idolo d’oro per adorarlo).

(Esodo 34/13-26) – Dio comandò a Mosè di non fare alleanza con i

popoli con cui sarebbe venuto a contatto: “Abbattete i loro altari,

spezzate i loro cippi e tagliate i loro pali sacri che rappresentano i loro

Dei. Non devi adorare altro Dio perché il Signore si chiama Geloso; egli

è un Dio geloso”…” Nessuno venga davanti a me a mani vuote”…”Le

primizie dei primi frutti della tua terra le porterai nella Casa del

Signore”. (Qui Dio, oltre che violento, ribadisce di essere geloso. Un

difetto non di poco conto per un Essere “perfettissimo” come si legge nel

Catechismo della Dottrina cristiana).

(Esodo 34/28) – “Mosè rimase col Signore (sul Monte Sinai) 40 giorni

e 40 notti senza mangiar pane e senza bere acqua e il Signore scrisse sulle

tavole i dieci comandamenti”. (Dovrebbero spiegarci come fece Mosè a

resistere a un digiuno tanto prolungato).

(Levitico 11/6 e Deuteronomio 14/7) – Il Signore impartì a Mosè

disposizioni su quali animali potessero e non potessero mangiare: ”La

lepre perché rumina ma non ha l’unghia divisa, è da considerarsi

immonda”. (Errore! La lepre non è un ruminante). Fra gli uccelli Dio

inserì anche i pipistrelli, che non sono uccelli, bensì mammiferi (Levitico

11/19 e Deuter. 14/18). Poi proibì di mangiare gli insetti alati che

camminavano su quattro piedi (Levitico 11/20) - (Altro errore in quanto

gli insetti hanno tutti sei piedi).

(Levitico 12/1-7) – Il Signore parlò a Mosè dicendo che quando una

donna partoriva un figlio era impura per molti giorni e non doveva

toccare alcun oggetto sacro, dopodiché avrebbe dovuto portare al

sacerdote un agnello di un anno per l’olocausto e un colombo o una

tortora per il sacrificio in espiazione del peccato. (Ma di quale peccato

parla?) – (15/19) Poi disse ancora: “Quando una donna avrà il suo

flusso (mestruale) sarà impura per sette giorni, chiunque la tocchi sarà

impuro fino a sera come pure chi tocca qualsiasi oggetto su cui ella si sia

seduta, lavi le sue vesti e se stesso con l’acqua, e sia impuro fino a

sera”. (Ma di quale impurità si tratta?).

~ 69 ~


(Levitico 19/18) – Dio dettò a Mosè alcune regole di vita: “Non

serbare rancore contro i figli del tuo popolo, ma ama il tuo prossimo

come te stesso. Io sono il Signore”. (E’ difficile capire come questa

regola possa andare d’accordo con la legge del taglione e con la pena di

morte, evocate in più occasioni dallo stesso Dio).

(Levitico 20/9-21) – In questo capitolo sono elencati i reati contro la

famiglia per i quali Dio ordina di applicare la pena di morte. Non li citerò

in quanto sono già menzionati nel capitolo precedente di questo testo: La

condanna della cultura.

(Levitico 21/16-21) – Dio disse a Mosè: “Nessuno che abbia un difetto

fisico dovrà prestare servizio dinanzi a Dio, (cioè diventare sacerdote) né

un guercio, né uno zoppo, né un mutilato, né chi abbia un’escrescenza o

una storpiatura ai piedi o alle mani, o un gobbo, un nano, uno affetto da

albugine (macchia nell’occhio), o da scabbia o da erpete (affezione

cutanea), o da ernia, può avvicinarsi a offrire sacrifici al Signore”.

(Levitico 22/18) – E ancora: “Quando qualcuno vuol fare un’offerta

in olocausto al Signore, per essere gradito, dovrà presentare un animale

maschio senza alcun difetto scelto fra

bovi, pecore o capre”. (Poveri animali!).

(Numeri 15/32-36) – I figli di Israele

incontrarono nel deserto un uomo che

raccoglieva legna nel giorno di sabato;

lo condussero davanti a Mosè per

giudicarlo. Il Signore disse a Mosè:

“Muoia lapidato da tutta l’assemblea”.

E così fu fatto. (Povero disgraziato!).

(Numeri 21/2-3) – “Israele fece un

voto al Signore e disse: Se tu mi metti

nelle mani questo popolo (i Cananei), le

loro città saranno da me sterminate. Il Signore ascoltò la voce di Israele

e gli diede nelle mani i Cananei che Israele distrusse completamente

insieme alle loro città”.

(Numeri 22/28) – “Ma il Signore aprì la bocca all’asina ed essa disse a

Balaam: Che ti ho fatto perché tu mi percuota per la terza volta?”.

(Questo è il secondo caso biblico in cui un animale parla).

(Numeri 31/1-18) – “Dio ordinò a Mosè: Compi la vendetta dei figli di

Israele contro i Madianiti”. E così dodicimila uomini marciarono contro

Madian e uccisero tutti i maschi, fecero prigioniere le donne e i bambini e

depredarono il bestiame e tutti i loro beni, poi incendiarono le loro città e

condussero a Mosè i prigionieri e il bottino di guerra. Mosè allora fece

~ 70 ~


uccidere anche tutti i bambini maschi e tutte le donne non vergini, fece

salvare solo quelle vergini che lasciò ai figli di Israele. (Chiamalo fesso!).

(Deuteronomio 13/7-18 e 17/2-7) – “Se una qualsiasi persona

cercasse di convincerti ad adorare altri Dei invece di me, tu non dargli

ascolto e uccidila”. (Questa frase Dio la ripete spesso, sembra quasi una

sua ossessione).

(Deuter. 20/10-14) – “Quando stai per assediare una

città, proponi prima la pace, se non viene accettata uccidi

tutti i maschi, ma le donne, i bambini, il bestiame e il bottino

portalo via con te e goditelo. E’ il Signore che te lo ha dato”.

(Deuter. 21/18-21) – “Se uno ha un figlio caparbio e

ribelle che non obbedisce alla voce dei genitori sia lapidato

fino alla morte”. (Alla faccia degli Educatori d’Infanzia).

(Deuter. 21/22-23) – “Se uno ha commesso un delitto che

merita la morte e tu lo hai appeso ad un albero, seppelliscilo il

giorno stesso perché appeso è una maledizione di Dio”.

(Deuter. 22/13-21) – “Se un uomo

sposa una donna e lei non è vergine, gli

anziani della città dovranno accertarsene

e, se lei era vergine, il marito dovrà essere

castigato e pagare cento sicli d’argento al

padre della donna, ma se lei non era

vergine, allora lei sia lapidata fino alla

morte da tutta la gente della città”.

(Deuter. 22/23-29) – “Se una fanciulla

vergine, ma fidanzata viene violentata in

città, devono essere messi a morte sia il

violentatore che la vittima: si presume che

lei fosse consenziente, perché altrimenti

avrebbe potuto gridare. Se invece la

violenza avviene in aperta campagna,

deve essere lapidato solo il violentatore. Se però la donna non è fidanzata

e il violentatore viene colto in flagrante, allora questi deve riparare

sposando la donna e pagando al padre di lei 50 sicli d’argento”. (Ciò

significa che il crimine non era la violenza sessuale, invariata in tutti e tre

i casi, ma l’offesa all’onore e al buon costume. Questo ci ricorda molto la

legge sul “delitto d’onore” esistente in Italia fino a pochi decenni fa).

(Deuter. 23/1-3) – “Nessuno sposi la moglie del proprio padre, né

sollevi il mantello paterno. (Ma che c. significa?). Non entrerà nella

comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato (?) e nemmeno

~ 71 ~


il bastardo e nessuno dei suoi fino alla decima generazione”. (Ma che

colpa hanno tutti questi discendenti?)

(Deuter. 24/16) – “Non si facciano morire i padri per colpa dei figli,

né si mettano a morte i figli per colpa dei padri; ciascuno sia fatto morire

per il proprio peccato”. (Ciò è in contraddizione con quanto Dio dice

nell’Esodo 20/5 “…punisco la colpa dei padri nei figli fino alla terza e

quarta generazione”).

(Deuter. 25/2) – “Se colui che ha torto merita di essere picchiato, il

giudice lo faccia stendere per terra e picchiare in sua presenza con un

numero di colpi proporzionati alla gravità della sua colpa”.

(Deuter. 25/11-12) – “Se due uomini litigano e la moglie di uno si

avvicinerà per liberare il proprio marito da chi lo percuote e stenderà la

mano e prenderà costui per le sue parti vergognose, mozzale la mano: il

tuo occhio non la perdoni”.

(Deuter. 28/15-68) – E qui siamo alla follia - Dio disse che chi non

avesse ubbidito alla sua voce e non avesse messo in pratica tutti i suoi

comandamenti, sarebbe stato raggiunto dalle

seguenti maledizioni: “Tu sarai maledetto in

città e nei campi, sarà maledetto il tuo paniere e

la tua madia, maledetto sarà il frutto del tuo

ventre e il frutto della tua terra, maledetti i nati

delle tue mucche e quelli del tuo gregge. Sarai

maledetto quando entri e quando esci. Io

manderò contro di te la maledizione, lo

scompiglio e la minaccia in ogni cosa a cui tu

metterai mano e che farai, finché tu sia distrutto

e ben presto annientato per la malvagità delle

tue azioni (senti chi parla!) per avermi

abbandonato. Ti farò attaccare la peste finché

essa non ti abbia eliminato dal paese nel quale

stai per andare a prendere possesso. Ti colpirò

con la consunzione, con la febbre, l’infiammazione,

col bruciore, con la siccità, col

carbonchio e la ruggine che ti perseguiteranno fino alla morte. Il cielo

sopra di te sarà di rame e la terra sarà come il ferro. Manderò pioggia di

sabbia e di polvere che cadrà su di te finché ti distruggerà”. (Per non

dilungarmi troppo, termino qui l’elenco dei castighi che Dio intendeva

mandare a chi non lo avesse ubbidito, voglio però precisare che l’elenco

delle maledizioni è ancora molto lungo poiché complessivamente ne

comprende circa 70. Sembra scritto da un pazzo che sta delirando).

~ 72 ~


(Deuter. 34/10) – Viene raccontata la morte di Mosè che si conclude

con: “Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè col quale Dio

parlava faccia a faccia”. (Si può dedurre che i successivi profeti non

udissero una voce reale, ma immaginaria; erano cioè degli schizofrenici).

(Giosuè 6/2) – “Disse il Signore a Giosuè: Ecco, io dò in tuo potere

Gerico e il suo re” – (6/21) Il popolo ebraico conquistò la città di Gerico

“e sterminò tutto ciò che vi era nella città: uomini e donne, fanciulli e

vecchi, persino buoi, pecore ed asini, tutto fu passato a fil di spada” –

(6/24) “Poi incendiarono la città con tutto ciò che essa conteneva tranne

l’oro, l’argento, i vasi di rame e di ferro che misero nel tesoro della casa

del Signore”.

(Giosuè 8/1) – “Il Signore disse a Giosuè: Non temere e non

abbatterti, prendi con te tutti i guerrieri e vai contro Ai, io ti metto in

mano il re di Ai, il suo popolo, la città e tutta la regione. Tu farai ad Ai e

al suo re come hai fatto al re e alla città di Gerico, tuttavia potete

prendere per voi il bottino e il bestiame” – (8/22-29) “I soldati di Ai si

trovarono chiusi in mezzo agli Israeliti e furono sconfitti e non se ne

salvò nemmeno uno. Anche il re di Ai fu preso vivo e presentato a

Giosuè. Poi l’esercito israelita uccise tutti i cittadini di Ai, gli abitanti

delle campagne e chi era scappato nel deserto. Il numero delle vittime fu

di 12.000 persone. Giosuè non abbassò la mano che brandiva il

giavellotto fino a che non furono sterminati tutti gli abitanti di Ai. Gli

Israeliti trattennero per sé solo il bestiame e il bottino della città come

aveva comandato il Signore. Poi Giosuè incendiò la città e la ridusse in

un cumulo di macerie che sussistono tutt’oggi. Il re di Ai fu sospeso a un

palo fino a sera, poi il cadavere fu gettato all’ingresso della porta della

città e lo ricoprirono di pietre che esistono tuttora”.

(Giosuè 10/11) – “Mentre quelli fuggivano (il popolo degli Amorrei) il

Signore fece cadere su di loro dal cielo fitte pietre e ne morirono assai più

a causa della grandinata di pietre, che non per la spada degli israeliti”.

(Qui Dio si comporta da vigliacco perché infierisce su della gente che sta

scappando).

(Giosuè 10/12-13) – “Giosuè si rivolse al Signore: Sole, fermati su

Gabaon e tu luna, sulla Valle di Aialon. E il sole e la luna si fermarono

per quasi un giorno finché il popolo (degli Israeliti) non si vendicò

dei nemici”. (Innanzi tutto è la terra e non il sole che avrebbe dovuto

fermarsi, poi è una cosa assolutamente impossibile. E chi ci crede!).

(Giosuè 10/26) – “Quindi Giosuè, dopo averli trafitti e uccisi (i Re

degli Amorrei) li fece sospendere a cinque pali dove stettero

penzoloni fino a sera”.

~ 73 ~


(Giosuè 10/40) – “Così Giosuè batté tutto il Paese: le montagne, il

Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciò alcun

superstite e votò allo sterminio ogni essere che respira, come aveva

comandato il Signore, Dio d’Israele”.

(Giosuè 11/1-14) – Alcuni popoli nemici di Israele si coalizzarono per

fargli guerra, “…allora il Signore disse a Giosuè: Non temerli, domani a

quest’ora io li mostrerò tutti trafitti davanti a Israele, taglierai i garretti

ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri. Giosuè li raggiunse,

piombò su di loro e li sconfisse senza lasciare neppure un superstite”. Al

ritorno Giosuè andò nella città di Asor, la incendiò e uccise tutti i suoi

abitanti e il loro re. Poi andò nelle altre città nemiche e passò a fil di

spada i loro capi. – (11/21-23) “Giosuè si mosse per eliminare gli

Anachiti dalle montagne, li sterminò tutti e si impadronì di tutta la

regione come aveva detto il Signore a Mosè”.

(Giudici 1/1-19) – Dopo la morte di Giosuè, Dio incaricò Giuda di

prendere il suo posto e di combattere i Cananei e i Farezei, che vennero

sconfitti. Poi l’esercito di Giuda marciò verso

Gerusalemme che fu incendiata, poi vennero

uccisi tutti i suoi abitanti.

(Giudici 4/21) – “Giaele, moglie di Eber,

preso un piolo di tenda e impugnato un

martello, si avvicinò cautamente a Sisara che

dormiva e gli piantò il piolo nella tempia. Egli

si agitò convulsamente fra le sue ginocchia,

perdette le forze e spirò”.

(Giudici 7/20-22) – Durante la notte,

Gedeone si infiltrò nel campo dei nemici e,

quando i trecento israeliti si lanciarono all’attacco, il Signore fece

rivolgere in tutto l’esercito nemico le spade degli uni contro gli altri che

si uccisero a vicenda. I pochi sopravvissuti si dettero alla fuga.

(Giudici 11/30-40) – Iefte fece un voto al Signore e gli disse: “Se mi

farai vincere contro gli Ammoniti, io sacrificherò a te la persona che

uscirà per prima dalla porta di casa mia”. Dio lo fece vincere e quando

Iefte tornò a casa la prima persona che incontrò fu la propria unica figlia;

così dovette bruciarla ed offrirla al Signore. (Perché Dio non gli bloccò la

mano come aveva fatto con Abramo?).

(1° Samuele 14/13-14) – “I Filistei intendevano fuggire, ma Gionata li

atterrò e il suo scudiero li finì. Questa strage fu di circa venti uomini...”

(1° Samuele 15/10-11) – “Allora il Signore disse a Samuele: Mi pento

di aver costituito re Saul perché mi ha abbandonato e non ha eseguito i

~ 74 ~


miei ordini”. (E’ la terza volta che Dio si pente delle proprie azioni; un

comportamento alquanto singolare per un Dio considerato dalla Chiesa

onnipotente e onnisciente).

(1° Samuele 17/46-53) – David si

rivolse a Golia e gli disse: “Oggi il

Signore ti darà nelle mie mani, ti

colpirò, ti staccherò la testa dal busto

e darò il cadavere tuo e quello dei

Filistei agli uccelli e alle bestie

selvatiche”. E così accadde, dopodiché

i Filistei fuggirono, ma molti vennero

uccisi nella fuga dagli Israeliti i quali

saccheggiarono anche il loro accampamento.

(1° Samuele 25/38) – “Dieci giorni

dopo il Signore colpì Nabal ed egli morì”.

(2° Samuele 6/7) – “L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo

percosse per la sua colpa ed egli morì all’istante presso l’Arca di Dio”.

(2° Samuele 21/1-9) – Re Saul uccise dei Gabaoniti e costoro, per

pareggiare il conto, vollero che gli venissero consegnati sette figli del Re

per impiccarli. Così fu fatto, le ossa dei cadaveri vennero sepolte in un

sepolcro di Zela “dopodiché Dio si dimostrò placato”. (Lui spesso si

placava solo dopo una barbarie. Che sadico!).

(2° Samuele 24/15) – “Il Signore mandò in Israele la peste e morirono

fra il popolo settantamila persone”.

(1° Re 18/40) – “Allora Elia ordinò loro: Prendete i profeti di Baal,

non ne scampi nemmeno uno. Ed essi li presero, poi Elia li fece scendere

presso il torrente Cison e li sgozzò”.

(2° Re 1/10) – “Elia rispose al capo dei cinquanta uomini: Se io sono

un uomo di Dio, discenda il fuoco dal cielo, divori te e i tuoi cinquanta

uomini. E il fuoco discese dal cielo e divorò lui e i suoi uomini”.

(2° Re 2/23-24) – “Mentre Eliseo camminava per strada, alcuni

ragazzetti si burlarono di lui dicendo: Vieni su calvo! Allora lui li

maledisse in nome del Signore, così uscirono dal bosco due orse che

sbranarono 42 di quei ragazzi”. (Una strage per una semplice offesa).

(2° Re 19/35) – “Quella notte stessa l’angelo del Signore venne nel

campo degli Assiri e uccise 185.000 uomini. Quando al mattino i

superstiti si svegliarono non videro che cadaveri”.

(2° Re 23/19-20) – Giosia abbattè tutti i templi di Samaria e trucidò

sugli altari tutti i sacerdoti di questa città.

~ 75 ~


(2° Cronache 4/2) – “Salomone fece la vasca di metallo fuso del

diametro di 10 cubiti, rotonda. Ci voleva una corda di 30 cubiti per

cingerla”. (Se la Bibbia fosse davvero un’opera ispirata da Dio, lui

avrebbe dovuto comunicare agli amanuensi dell’epoca che la corda

doveva essere lunga 31,4 cubiti. Perché non lo ha fatto?).

(2° Cronache 13/17) – “Abia e il suo popolo inflissero loro una grave

sconfitta; fra gli Israeliti morirono 500.000 uomini valorosi”.

(2° Cronache 14/11-14) – “Il Signore colpì gli Etiopi di fronte ad Asa

e a Giuda, poi questi scapparono, ma Asa li inseguì fino a Gherar e li

sterminò tutti di fronte al Signore”. Poi vennero saccheggiate tutte le città

e fu fatta razzia delle bestie.

(2° Cronache 36/17-19) – “Allora il Signore fece marciare contro di

loro (gl’infedeli) Nabucodonosor, re dei Caldei, che uccise di spada i

giovani nel santuario senza risparmiare nessuno, né il giovanetto, né la

vergine, né il vecchio, né la donna dai capelli bianchi. Dio li diede tutti

nelle mani di Nabucodonosor il quale portò in Babilonia tutti gli oggetti

del tempio e tutti i tesori. Poi incendiarono il tempio di Dio, demolirono

le mura di Gerusalemme e bruciarono tutte le case signorili e gli oggetti

preziosi. Infine il Re deportò in esilio tutti gli scampati alla di spada che

divennero suoi schiavi”.

(Esdra 1/9-11) – “Ecco l’inventario degli oggetti: 30 bacinelle d’oro,

1.000 bacinelle d’argento, 29 coltelli, 30 coppe d’oro, 410 coppe

d’argento e 1.000 altri utensili. Tutti gli oggetti d’oro e d’argento erano

5.400”. (In realtà gli oggetti d’oro e d’argento elencati sono 1.470 e

complessivamente sono 2.499. Nella Bibbia sono sbagliati persino

semplici calcoli aritmetici).

(Esdra 2/8-28) – In questo capitolo sono elencati il numero degli

abitanti d’Israele. Lo stesso elenco è riportato anche nel libro di Neemia

(7/13-32), ma i numeri sono discordanti: figli di Zattu: 945 (845), figli di

Azgad: 1.222 (2.322), figli di Adin: 454 (655), figli di Casum: 223 (328),

figli di Betel e Ai: 223 (123). (Questo è uno degl’innumerevoli casi di

contraddizioni bibliche).

(Tobia 1/15) – “Quando Salmanassar morì, gli successe suo figlio

Sennacherib”. (Questa è una delle tante falsità storiche, poiché successore

di Salmanassar 5°, fu Sargon 2°).

(Tobia 5/6) – “Ci sono due giorni di cammino da Ecbatana a Rage.

Rage è sulle montagne ed Ecbatana è in pianura”. (Altra falsità storica:

sia Ecbatana che Rage sono entrambe in altura e distano da 10 a 20 giorni

di cammino).

(Ester 8/12r) – “Sappiate che le lettere spedite da Aman sono annullate

~76 ~


e per punizione di questa sua scelleratezza Aman, e tutta la sua

famiglia, sono stati appesi ad un palo davanti alle porte di Susa:

giusto castigo datogli velocemente da Dio, Signore di tutti gli eventi”.

(Ester 9/5-16) – “I Giudei uccisero di spada tutti i loro nemici, fu un

massacro. Nella sola città di Susa i Giudei uccisero 500 uomini e dieci

figli di Aman, ma non saccheggiarono niente….l’indomani i dieci

cadaveri vennero appesi ad un palo e i Giudei uccisero altri 300

uomini…gli altri Giudei che abitavano nelle province del regno, si

radunarono e uccisero 75.000 dei loro persecutori, ma non si diedero al

saccheggio”.

(Giuditta 1/1) – “Nabucodonosor regnava sugli Assiri nella

grande città di Ninive…” (E’ falso. Nabucodonosor regnò dal 604

al 562 a.C. sui Babilonesi, non sugli Assiri e al suo tempo Ninive

era già stata distrutta).

(Giuditta 13/6-16) – Giuditta prese la scimitarra del re assiro

Oloferne, quindi afferrò la testa di lui per la chioma e disse:

“Dammi forza Signore d’Israele in questo momento”, poi lo colpì

due volte al collo e gli staccò la testa, che consegnò alla sua

ancella che la mise nella bisaccia dei viveri. Poi la mostrarono al

popolo dicendo: “Ecco la testa di Oloferne, Dio lo ha colpito per

mano di donna, viva il Signore che mi ha protetta”.

(2° Maccabei 7/1-41) – E’ la storia di sette fratelli che vennero

mutilati, scorticati ed arrostiti vivi insieme alla propria madre, perché si

rifiutavano di mangiare carni suine proibite dalle loro leggi. (Che azioni

efferate!).

(Giobbe 40/25-32 e 41/1-26) – Dio parla con Giobbe e gli descrive un

terribile mostro marino di straordinaria forza, chiamato Leviatano, dal

quale esce fuoco dalla bocca e fumo dalle narici. (Solo nelle favole

esistono animali come questo).

(Salmi 21/9-11) – “Raggiunga la tua mano tutti i tuoi nemici -

Raggiunga la tua destra chiunque ti odia - Ne farai una fornace ardente -

Dio li divorerà col fuoco del suo sdegno - Sterminerai dalla terra la loro

prole - La loro stirpe di mezzo agli uomini”.

(Salmi 37/37) – “Osserva l’uomo retto perché il suo futuro sarà la pace

- Ma i peccatori saranno distrutti - La fine degli empi sarà lo sterminio”.

(Salmi 66/10-12) – “Dio, tu ci hai messi alla prova, ci hai passati al

crogiuolo come l’argento, ci hai fatti cadere in un agguato, ci hai messo

un grave peso sul dorso, ci hai messo sotto il piede dei nemici, ci hai fatto

passare per il fuoco e l’acqua, ma poi ci hai tratti in salvo”. (Qui viene

ammesso che è Dio, e non il Diavolo, a tenderci agguati, indurci in

~ 77 ~


tentazione e metterci continuamente alla prova; sembra quasi che si

diverta a farci star male. Ciò è puro sadismo).

(Sapienza 3/16-19) – “I figli degli adulteri non giungeranno a maturità

- La loro discendenza sarà sterminata - Anche se vivranno a lungo non

godranno nessuna stima - E la loro vecchiaia sarà senza onore - Se

muoiono presto non avranno speranza né consolazione nel giorno del

giudizio - Poiché acerba è la fine di una generazione malvagia”. (Ma

perché infliggere pene così severe verso persone che in fondo non

avevano nessuna colpa?).

(Ecclesiastico o Siracide 5/7) – “Non aspettare a convertirti al Signore,

né rimandare di giorno in giorno, poiché improvvisa arriverà la sua ira e

il giorno del castigo tu sarai annientato”.

(Eccles. 10/13-14) – “A chi si abbandona al peccato Dio gli tormenta

il cuore con delusioni e lo flagella fino alla distruzione”.

(Eccles. 25/12) – “Qualunque ferita ma non la ferita del cuore,

qualunque cattiveria, ma non la cattiveria della donna” – (25/18) “Ogni

malizia è piccola di fronte alla malignità della donna: che lei abbia la

sorte del peccatore” – (25/24) “Dalla donna ha avuto inizio il peccato e

per colpa sua tutti moriamo”. (Alla faccia del femminismo).

(Eccles. 33/25-29) – “Foraggio bastone e pesi per l’asino, pane,

disciplina e lavoro per il servo. Imponi al servo di

lavorare e non avrai molestie, se lo lasci senza

lavoro cercherà di fuggire. Giogo e briglie piegano

il collo al giumento, per lo schiavo cattivo torture

e flagelli. Occupalo in lavori a lui convenienti e se

non obbedisce stringi i suoi ceppi”. (Schiavista!)

(Eccles. 40/8-10) – “Per i peccatori sette volte

di più: morte, sangue, litigi, spada, oppressioni,

fame, calamità, flagelli; tutto questo è stato

creato per i malvagi e fu per colpa loro che venne

il diluvio”.

(Eccles. 41/9) – “Guai a voi, uomini empi,

venendo al mondo siete nati per la maledizione e

quando morrete riceverete l’eredità dei maledetti”.

(Eccles. 45/19) – “Il Signore vide, se ne indignò e furono annientati

nel furore della sua ira (gli abitanti di Datan e Abiron). Contro di loro

compì prodigi e li consumò col fuoco della sua fiamma”.

(Isaia 13/9) – “Ecco il giorno del Signore, viene tremendo nella sua ira

e implacabile nella sua collera, per ridurre la terra in un deserto, per

sterminare i peccatori”.

~ 78 ~


(Isaia 14/22-23) – “Insorgerò contro di loro, parola del Signore degli

eserciti, (appellativo alquanto appropriato, dal momento che si divertiva a

distruggere tutto) cancellerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la

stirpe. La ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante e la spazzerò

con la scopa della distruzione”.

(Isaia 66/24) – Dice il Signore: “Uscendo vedranno i cadaveri degli

uomini che si sono ribellati contro di me, il loro verme non morirà, il

loro fuoco non si spengerà e saranno per tutti uno spettacolo orrendo”.

(Geremia 4/27) – “Ecco quanto dice il Signore: Tutto il paese sarà

devastato, io compirò uno sterminio, perciò la terra sarà in lutto e i cieli

si oscureranno”.

(Geremia 7/20) – “Così parla il Signore: Ecco, la mia collera e il mio

furore si scatenerà su questo paese, sugli uomini e sugli animali, sugli

alberi dei campi e sui frutti della terra, esso brucerà e non si spegnerà”.

(Geremia 11/22-23) – “Così dice il Signore degli eserciti: Io li colpirò,

i suoi giovani periranno di spada, i loro figli e le loro figlie morranno di

fame e di loro non rimarrà alcun superstite perché manderò la punizione

agli uomini di Anatot nell’anno del loro castigo”.

(Geremia 20/4) – “Perché così dice il Signore: Ecco, io darò in preda

al terrore te e tutti i tuoi cari, essi cadranno per la spada dei

loro nemici e i tuoi occhi lo vedranno…”

(Geremia 21/5-7) – Dio disse: “Io stesso combatterò contro

di voi con tutta la mia forza, con ira, furore e grande sdegno.

Colpirò gli abitanti di Gerusalemme, uomini e animali, con

un’orribile peste, così morranno; poi abbandonerò Sedecia, re

di Giuda, i suoi ministri, gli abitanti scampati alla peste, alla

spada e alla fame, nelle mani di Nabucodonosor, re di

Babilonia e nelle mani dei loro nemici in balia a quelli che ne

vogliono la morte, perché siano passati a fil di spada senza

riguardo, senza pietà e senza misericordia”.

(Lamentazioni 2/2-7) – “Il Signore ha distrutto senza pietà

tutte le dimore di Giacobbe, ha abbattuto col suo furore le fortezze della

figlia di Giuda, ha prostrato a terra e profanato il suo regno e i suoi capi,

con la sua ira ha infranto la potenza d’Israele…” e via dicendo.

(Lamentaz. 3/42-45) – “Abbiamo peccato, siamo stati ribelli e tu non

ci hai perdonati - Ti sei armato di ira e ci hai perseguitati e uccisi senza

pietà - Ti sei avvolto in una nube affinché non ti giungesse la nostra

preghiera - Tu ci hai ridotti a spazzatura e rifiuti in mezzo ai popoli”.

(Ezechiele 5/11-17) – “Te lo giuro, dice il Signore (in riferimento al

popolo), poiché tu hai profanato il mio santuario con nefandezze e con

~ 79 ~


cose abominevoli, anch’io raderò tutto senza misericordia e senza pietà.

Un terzo dei tuoi abitanti morrà di peste e perirà di fame in mezzo a te,

un terzo cadrà di spada nei tuoi dintorni e l’altro terzo lo disperderò a

tutti i venti e sguainerò la spada dietro di loro. Sfogherò la mia ira,

sazierò su di loro il mio furore e mi vendicherò…ti ridurrò in un deserto,

ti infamerò dinanzi alle nazioni circostanti e agli occhi dei passanti, sarai

un obbrobrio e un vituperio, un esempio e un orrore per le genti che ti

circondano quando in mezzo a te farò giustizia con sdegno e furore, con

terribile vendetta. Io, il Signore, ho parlato. Quando scoccherò contro di

voi le terribili saette delle fame, che faranno strage perché le lancerò

proprio per distruggervi, e aumenterò la fame contro di voi, vi toglierò le

riserve di viveri. Manderò contro di voi la fame e le bestie feroci che

distruggeranno i tuoi figli, poi passeranno in mezzo a te la peste e la

strage e farò piombare sopra di te la spada. Io, il Signore, ho parlato”.

(Sembra un discorso fatto da uno schizofrenico astioso).

(Ezechiele 8/18) – “Ma anch’io (ancora Dio) agirò con furore. Verso

di loro non avrò né pietà, né compassione: manderanno alte grida ai miei

orecchi, ma non li ascolterò”. (Qui Dio si comporta da vero cinico).

(Ezechiele 9/5-7) – “Dio disse agli altri uomini: Andate in città e

colpite, il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia; vecchi,

giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo

sterminio…profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i cortili”. E

così fu fatto.

(Ezechiele 13/13-14) – “Perciò, dice il Signore, con ira scatenerò un

uragano e cadrà una pioggia torrenziale, nel mio furore per la

distruzione cadrà una grandine eccezionale. Abbatterò il muro che avete

intonacato di fango, lo atterrerò e le sue fondamenta rimarranno

scoperte. Cadrà e voi morrete sotto le macerie. Saprete allora che io

sono il Signore”.

(Ezechiele 14/12-13) – “Il Signore mi disse: Figlio d’uomo, se un

paese pecca contro di me e diviene infedele, io stendo la mano contro di

lui e gli tolgo i viveri e mando in quella terra la fame che ne stermini

uomini e bestie…” E via di questo passo.

(Ezechiele 21/6 -10) – “Il Signore disse: Riferisci

al paese d’Israele queste parole: Così parla il Signore

Dio: Eccomi contro di te, sguainerò la spada e

ucciderò in te il giusto e il peccatore…così tutti

sapranno che io, il Signore, ho tratto la mia spada dal

fodero e non vi rientrerà” – (21/14-16) “Così dice il

Signore: Spada, spada aguzza e affilata, aguzza per

~ 80 ~


scannare, affilata per lampeggiare. Fu fatta affilare per essere

impugnata, è stata aguzzata per darla in mano a un massacratore”.

(Ezechiele 28/23) – “Manderò nella città di Sidone la peste, e il

sangue scorrerà nelle strade: cadranno da ogni parte i trafitti di spada e

conosceranno che io sono il Signore”

(Ezechiele 29/1-6) – Dio si rivolse a Ezechiele dicendogli: “Dì al

faraone d’Egitto che io, il Signore, ti metterò dei ganci alle

mascelle…poi getterò nel deserto te e tutti i pesci dei tuoi fiumi, cadrai in

mezzo ai campi e non sarai né raccolto, né sepolto perché io ti darò in

pasto alle bestie selvatiche e agli uccelli dei cielo, così tutti gli egiziani

sapranno che io sono il Signore” ecc. ecc. – (30/22) Il Signore disse

ancora a Ezechiele: “Dì al Faraone che gli spezzerò tutte e due le

braccia, sia quello sano che quello che ha rotto e gli farò cadere la spada

di mano” ecc. ecc. (le maledizioni continuano a lungo anche nel capitolo

32).

(Ezechiele 33/27-28) – “Così parla i Signore: Fai sapere agli abitanti

di Israele che vivono fra le rovine che periranno di spada, i contadini li

darò in cibo alle belve, quelli che stanno nelle fortezze e nelle caverne

moriranno di peste. Ridurrò la terra ad una solitudine desolata…”.

(Ezechiele 35/1-4) – “Il Signore mi disse: Volgiti verso il Monte Seir e

digli che lo trasformerò in un luogo deserto, ridurrò in macerie le sue

città e farò di lui una terra desolata…” (seguono molte altre maledizioni.

Qui Dio ordinò di parlare con una montagna; qualcuno avrebbe dovuto

suggerirgli di farsi vedere da un buon psichiatra).

(Ezechiele 38/18-23) – Dio disse: “Quando Gog arriverà a Israele, ci

sarà un grande sconvolgimento in quella terra: dinanzi a me tremeranno

i pesci, gli uccelli, gli animali della campagna, tutti i rettili e ogni uomo

vivente sulla terra. I monti crolleranno e ogni muro rovinerà al suolo.

Contro Gog manderò ogni genere di terrore, i suoi soldati si uccideranno

a vicenda. Farò giustizia con la peste e col sangue, manderò una pioggia

torrenziale e grandine, fuoco e zolfo su di lui, sulle sue truppe e sui

popoli a lui alleati. Così mostrerò la mia grandezza e la mia santità, sarò

conosciuto da molti popoli e sapranno che sono io il Signore. (Cioè il

personaggio mitologico più delinquente e sanguinario mai inventato

dall’uomo).

(Amos 1/3-15 e 2/1-16) – “Così parla il Signore: A causa delle tre

scellerataggini, anzi delle quattro (?) di Damasco...io appiccherò il fuoco

alla casa di Azael e divorerà i palazzi di Ben-Adad. Io spezzerò le sbarre

di Damasco e sterminerò gli abitanti di Bicat-Aven…Io incendierò le

mura di Gaza e ridurrò in cenere i suoi palazzi, sterminerò gli abitanti di

~ 81 ~


Azoto”….. Poi Dio dice di incendiare le mura Tiro, di bruciare Teman e i

palazzi di Bosra, poi di dar fuoco a Rabbat, di bruciare Moab e la città di

Keriot, Giuda e la città di Gerusalemme, ecc. ecc. (Di fronte a lui

l’imperatore Nerone ci appare come un semplice pivellino).

(Amos 9/1-3) – “Vidi il Signore che diceva: Percuoti il capitello, cada

la volta e rompa le teste a tutti, i sopravvissuti li ucciderò di spada.

Nessuno potrà salvarsi. Ovunque loro fuggano io li raggiungerò e li

sterminerò”.

(Giona 1/4-15) – “Dio scatenò sul mare una grande tempesta e la nave

stava per affondare…i marinai implorarono il Signore, poi gettarono

Giona in mare e questo si calmò” – (2/1-11) “Il Signore fece sì che un

grosso pesce inghiottisse Giona, il quale restò nel suo ventre tre giorni e

tre notti durante i quali pregò il Signore…Il Signore comandò al pesce e

questo rigettò Giona sulla spiaggia”. (Sembra di leggere il libro di

Pinocchio).

(Malachia 2/1-3) – “Questa ammonizione è per voi sacerdoti: Se non

mi ascolterete e non mi glorificherete, disse il Signore degli eserciti,

maledirò voi e le vostre benedizioni, anzi le ho già maledette perché

nessuno fra voi se le prende a cuore. Io spezzerò il vostro braccio e

spanderò sulla vostra faccia escrementi, gli escrementi delle vittime delle

vostre solennità e vi spazzerò via con quelli”. (Eppoi i clericali, durante

le omelie, parlano sempre di “Dio misericordioso”. A giudicare da

quello che c’è scritto nella Bibbia, sembra più un Dio della guerra e

della vendetta, che della misericordia).

(Vangelo di Matteo 1/16) – “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di

Maria, dalla quale è nato Gesù, detto Cristo”. (Questa affermazione è in

contraddizione con quanto scrisse

l’evangelista Luca riguardo alla paternità

di Giuseppe: “Gesù aveva circa 30 anni

quando iniziò il suo ministero ed era

figlio, come si credeva, di Giuseppe,

figlio di Eli…” e via via tutti gli altri

discendenti (Vangelo di Luca 3/23).

(Vangelo di Matteo 2/13-14) – “Partiti

che furono (i re Magi) un angelo del

Signore apparve in sogno a Giuseppe e

gli disse: Alzati, prendi il bambino e sua

madre, fuggi in Egitto e restaci finché

non ti avvertirò, perché Erode cercherà il

bambino per ucciderlo”. Così fu fatto ed

La fuga in Egitto.

~ 82 ~


Erode, vedendosi deluso dai Magi, si

irritò e fece uccidere tutti i bambini di

Betlemme dai due anni in giù. (C’è da

chiedersi: Perché Dio fece salvare solo il

proprio figlio e non avvertì anche gli

altri padri e madri per impedire la Strage

degli Innocenti? E’ come se uno avesse

notizia dell’arrivo di un maremoto ed

avvertisse solo i propri parenti!).

(Vangelo di Matteo 5/38) – Gesù

disse agli apostoli: “E’ stato detto:

La Strage degli Innocenti.

Occhio per occhio, dente per dente, ma

io vi dico che se uno vi percuote la guancia destra porgetegli anche

l’altra”. (Innanzi tutto Gesù avrebbe dovuto dire: “Mio padre Iddio ha

detto: Occhio per occhio…”. Poi, oggi è quasi impossibile trovare

qualcuno che metta in pratica questo dettame biblico: provate a

tamponare l’auto di un prete per vedere la sua reazione!).

(Vangelo di Matteo 10/34-36) – Gesù disse ancora: “Non crediate che

io sia venuto a portare pace sulla terra, sono venuto a portare la spada.

(In questa frase sembra di risentire suo padre). Son venuto a dividere il

figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera e i nemici

dell’uomo saranno i suoi familiari. (Gesù viene rappresentato dalla

Chiesa cattolica come un predicatore di pace e d’amore; a leggere i

sopracitati versetti sembrerebbe più un fomentatore di odio).

(Vangelo di Matteo 13/54-56) – “…la gente diceva (in riferimento a

Gesù): Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si

chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le

sue sorelle non sono tutte fra noi?”. (Da ciò si deduce che Maria, oltre a

Gesù avuto per opera divina (?), abbia avuto anche altri figli concepiti in

maniera umanamente sessuale. La Chiesa però lo nega, o meglio, non ne

parla, e dichiara che Maria è sempre stata vergine; punto e basta. Bella

risposta! Per quanto riguarda la venuta al mondo di Gesù, alla luce delle

conoscenze scientifiche di oggi, potremmo dire che possa essersi trattato

di fecondazione eterologa da parte dello Spirito Santo di un ovulo di

Maria; in questo caso Gesù sarebbe un semidio. Oppure che il

concepimento possa essere avvenuto per l’impianto di un ovulo già

fecondato, quindi Giuseppe sarebbe un padre putativo e Maria sarebbe

una madre surrogata che si è limitata a dare l’utero in affitto. Da dove poi

provenisse il materiale genetico di Gesù non si sa, ma certo non è stato

prodotto in maniera naturale: più che un Organismo Geneticamente

~ 83 ~


Modificato, egli sarebbe allora un esempio di Vita Artificiale. Che

stronzate!).

(Vangelo di Matteo 16/21-23) – Gesù comunicò ai suoi discepoli che

presto lui sarebbe stato ucciso, ma Pietro protestò dicendo: “Signore,

questo non ti accadrà mai”. Allora Gesù lo

rimproverò inveendo: “Lungi da me, Satana, tu

mi sei di scandalo perché non pensi secondo Dio,

ma secondo gli uomini”.

(Vangelo di Matteo 26/14-50) – L’apostolo

Giuda Iscariota, per trenta monete d’argento,

accettò di tradire Gesù e di consegnarlo ai sommi

sacerdoti affinché lo uccidessero. Così gli diede

un bacio e la folla lo arrestò. (Una riflessione:

perché Gesù non impedì a Giuda di tradirlo?

Probabilmente preferì morire perché era

Il bacio di Giuda (Giotto).

ambizioso di passare alla storia ed essere

venerato come una vittima innocente).

(Vangelo di Matteo 27/3-5) – “Allora Giuda il traditore, vedendo che

Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai

sommi sacerdoti dicendo: Ho peccato perché ho tradito del sangue

innocente…poi, gettate le monete nel tempio, andò ad impiccarsi”. (E qui

c’è una contraddizione perché negli Atti degli Apostoli (1/18) si legge:

“Giuda comprò un pezzo di terreno con i proventi del suo delitto poi,

cadendo in avanti, si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue

viscere”).

(Vangelo di Matteo 26/34-35) – “Gesù disse a Pietro: In verità ti dico

che questa notte, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte. Pietro

rispose: Anche se io dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Ma questa

promessa non venne mantenuta poiché, poco tempo dopo, rinnegò tre

volte Gesù: (Matteo 26/69-75) – (Come si può vedere l’apostolo Pietro

non fu proprio un santerellino: prima fu severamente redarguito da Gesù,

poi non mantenne la promessa fatta a Gesù stesso e lo rinnegò, quindi

staccò un orecchio a un servo con un colpo di spada - Giovanni 18/10 -

infine fece cadere stecchiti due coniugi solo perché non avevano versato

alla comunità l’intero ricavato della vendita di un loro podere - Atti degli

Apostoli 5/1-11 . Dopo questo comportamento criminoso di Pietro, cosa

fece Gesù? Lo nominò capo della Chiesa cattolica, quindi divenne il

primo Papa: “Tu sei Pietro, e su questa mia pietra edificherò la mia

Chiesa” - Matteo 16/13-20 - anche se poi si tratta di pura leggenda in

quanto, non solo non ci sono testimonianze di nessun genere, nemmeno

~ 84 ~


ibliche, sul suo pontificato, ma ce ne sono di contrarie: nella Lettera ai

Romani 16/1-16 - scritta da Paolo ai cristiani di Roma, esso saluta per

nome una trentina di esponenti della comunità cristiana romana, ma fra

questi non c’è Pietro. Inoltre il vescovo Ireneo, nel 200, fece un elenco

dei Papi romani, nel quale non figurava Pietro. Anche

in una Costituzione Apostolica del 270 l’apostolo

Pietro non fu menzionato).

(Vangelo di Marco 6/22-28) – Il re Erode si

invaghì della principessa Salomè e le disse:

“Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò”. Costei

rispose: “Voglio la testa di Giovanni Battista in un

vassoio”. Così Erode comandò di decapitare Giovanni

e di consegnare la testa alla ragazza.

(Vangelo di Luca 6/20) – “Allora egli (Gesù),

alzando gli occhi verso i suoi discepoli, disse: Beati

voi, che siete poveri, perché vostro è il regno di Dio”.

(Una valutazione: Il decimo comandamento proibisce

di non desiderare i beni altrui, cioè chi è povero sia

contento di esserlo e non invidi il ricco. Alla luce di questo dettame mi

chiedo perché la Chiesa e tanti clericali non sono affatto poveri e per

giunta di braccio corto?).

(Vangelo di Luca 12/47-48) – Gesù, parlando con Pietro, disse: “Un

servo che, conoscendo la volontà del padrone, non agisce secondo il

volere di lui, sarà aspramente flagellato, mentre colui che non conosce la

sua volontà, ma agisce in modo da meritare delle percosse, ne riceverà

un numero minore”. (Ma sempre percosse sono!).

(Vangelo di Luca 18/24-25) – “Quando Gesù lo vide disse: Quant’è

difficile, per coloro che posseggono ricchezze, entrare nel regno di Dio; è

più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un

ricco entrare nel regno di Dio”. (Personalmente non conosco alcun

clericale che possa considerarsi povero, questo vuol dire che anche loro

rischiano grosso!)

(Vangelo di Giovanni 20/11-12) – “Maria piangeva, si chinò verso il

sepolcro e vide due angeli vestiti di bianco” . Questo avvenimento è stato

riportato anche dagli altri tre evangelisti, ma in modo diverso.

L’evangelista Matteo scrisse che era un solo angelo (28/2-4) – La

versione dell’evangelista Marco invece riporta che si trattava di un

giovane (16/5) – L’evangelista Luca ci fa sapere che apparvero due

uomini (24/4). Queste quattro differenti versioni, ci fanno capire che si

tratta di racconti tramandati oralmente e trascritti molti anni dopo, perciò

~ 85 ~


hanno subìto sostanziali modifiche. Veridicità: pressoché nulla.

(Atti degli Apostoli 3/1.10 – 9/32.35 – 9/36.41) – In questi capitoli

Pietro fa miracoli a ripetizione in nome di Gesù: prima ridà l’uso delle

gambe ad un mendicante che era storpio dalla nascita, poi fa camminare

un paralitico di nome Enea, quindi risuscita una donna di nome Tabità.

(Questi fatti evidenziano che non era solo Gesù a dispensare miracoli, ma

anche Pietro ne era capace. Si trattò di un caso di trasmissione di poteri

paranormali da Gesù a Pietro, oppure anche quest'ultimo conosceva l’arte

illusionistica? Giudicate voi).

(Lettera ai romani 1/28-32) – E’ una lettera di

Paolo di Tarso indirizzata ai cristiani di Roma. In

questi versetti Paolo fece alcune considerazioni sugli

omosessuali: “…essi commettono ciò che è indegno,

colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di

malvagità, di cupidigia, di malizia, di invidia, di

omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità, diffamatori,

maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi,

fanfaroni, ingegnosi del male, ribelli ai genitori,

insensati, sleali, senza cuore, senza miseri-

San Paolo.

cordia…gli autori di tali cose meritano la morte…”

(Dopo queste affermazioni potremmo dichiarare

Paolo, Re degli omofobi).

(Lettera ai romani 3/10-23) – Qui Paolo mise in risalto la cattiveria

degli uomini: “Non c’è nessun giusto, non c’è sapiente, non c’è chi

cerchi Dio, tutti hanno traviato e si son pervertiti, non c’è chi compia il

bene…tramano inganni con la loro lingua…strage e rovina è sul loro

cammino e la via della pace non conoscono…tutto il mondo sia

riconosciuto colpevole di fronte a Dio…Ma ora si è manifestata la

giustizia di Dio che si ottiene mediante la fede in Gesù”. (In sostanza, il

peccato trascina l’umanità verso il buio della morte e l’unica salvezza è la

fede in Cristo redentore. In questa desolante prospettiva di Paolo, non si

comprende il motivo per il quale Dio abbia creato gli uomini solo per

tormentarli).

(1° Lett. Corinzi 7/15) – Paolo scrisse ancora: “Se un coniuge non

credente vuol separarsi dall’altro, si separi…” (Perché allora la Chiesa

cattolica si è tanto accanita contro la legge sul divorzio?).

(1° Lett. Corinzi 11/3-10) – Poi disse: “Voglio che sappiate che di

ogni uomo il capo è Cristo e capo della donna è l’uomo e capo di Cristo

è Dio…L’uomo non deve coprirsi il capo perché egli è immagine e gloria

di Dio, la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non è l’uomo che

~ 86 ~


deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato dalla

donna, ma la donna dall’uomo. Per questo la donna deve portare sul

capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli”.

(1° Lett. Corinzi 14/34-35) – Quindi: “Come in tutte le comunità di

fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso

parlare; stiano invece sottomesse come dice anche la legge. Se vogliono

imparare qualcosa interroghino a casa i loro mariti, perché è indecoroso

per una donna parlare in assemblea”.

(Lett. agli Efesini 6/5) – Lettera scritta da Paolo ai cristiani di Efeso:

“Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e

tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo…”.

(Lett. ai Colossesi 3/18-22) – Anch’essa di Paolo: “Voi mogli, state

sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi mariti amate le

vostre mogli e non inaspritevi con esse”…“Voi servi siate docili in tutto

con i vostri padroni terreni”. – (Lettera agli Efesini 5/22-23) “Le mogli

siano sottomesse ai mariti come al Signore, il marito infatti è il capo

della moglie”.

(1° Lett. a Timoteo 2/11-15) – Anch’essa scritta da Paolo: “La donna

impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna

di insegnare, né di dettare

legge all’uomo; piuttosto se ne

stia in atteggiamento tranquillo,

perché prima è stato formato

Adamo e poi Eva; e non fu

Adamo a essere ingannato, ma

fu la donna che, ingannata, si

rese colpevole di trasgressione.

Essa potrà essere salvata

partorendo figli, a condizione di

perseverare nella fede, nella

carità e nella santificazione,

con modestia”. (Paolo, oltre che

omofobo e schiavista, si manifestò

anche gran maschilista anzi,

il Re dei maschilisti. – Dopo

tutte queste prese di posizione

Contadino kosovaro che applica alla lettera i dettami

biblici.

di Paolo, cosa fecero i capoccioni della Chiesa cattolica? Lo dichiararono

Santo. Mi sembra giusto!).

(1° Lett. a Timoteo 3/2-4) – Paolo scrisse a Timoteo: “Bisogna che il

Vescovo sia irreprensibile, sposato una sola volta, sobrio, prudente…

~ 87 ~


sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni

dignità”. (Questo prova che i Padri della Chiesa fossero favorevoli al

matrimonio dei clericali, tant’è vero che fra i Papi del primo millennio

una dozzina erano figli di sacerdoti, e quattro addirittura figli di altri Papi.

Perché allora, nei secoli successivi, le massime gerarchie ecclesiastiche

imposero il celibato a tutti gli uomini di chiesa, contravvenendo così ai

dettami biblici?).

(1° Lett. a Timoteo 6/1) – Paolo disse ancora: “Coloro che si trovano

sotto il giogo della schiavitù, trattino con ogni rispetto i loro padroni

affinché non venga maledetto il nome di Dio e della sua dottrina”.

(1° Lett. di Giovanni 4/16) – E’ uno scritto indirizzato ai pagani

convertiti al cristianesimo. L’evangelista li informa che “Dio è amore”.

Sarebbe stato opportuno che qualcuno di quegli ex pagani avesse chiesto

a Giovanni come si potesse conciliare quella bella frase con tutte le

brutalità commesse dal Dio del Vecchio Testamento: distruzione

dell’intera umanità mediante il diluvio, distruzione di Sodoma e

Gomorra, del popolo dei Cananei e tante altre atrocità.

(Apocalisse) – Libro attribuito a Giovanni, scritto con lo scopo di

incoraggiare i fedeli dell’epoca a resistere alle persecuzioni delle autorità

romane. In questo testo s’incontrano personaggi fantastici e situazioni di

ogni genere: spiriti benigni e maligni, animali giganteschi e mitologici,

eventi catastrofici, mostri, sogni e visioni, giochi escatologici di numeri,

di enigmi umani, città ed edifici futuribili e tanto altro. L’autore afferma

che ciò che ha scritto è il frutto di una rivelazione divina. A me sembra

che più che rivelazione divina si tratti di pure allucinazioni. Leggere per

giudicare.

Voglio evidenziare una curiosità su ciò che è scritto in quest’ultimo

libro riguardo alla fine dell’universo. Siccome la gente dell’epoca

credeva che le stelle fossero tante fiammelle appese ad una sfera celeste,

ecco come si immaginavano la fine: (Apocalisse 6/13-14) “Le stelle del

cielo caddero sulla terra come quando un fico, sbattuto dal vento, lascia

cadere i frutti acerbi; il cielo si ritirò come un rotolo che si riavvolge e i

monti e le isole furono smosse dal loro posto”. E’ un racconto talmente

puerile che può andar bene solo per bimbi dell’asilo infantile e non oltre,

poiché già uno scolaro delle elementari stenta a credere che l’universo

possa finire così.

A questo punto non voglio dilungarmi oltre, anche se di avvenimenti

simili a quelli citati ce ne sarebbero ancora molti da trascrivere, in ogni

caso, come abbiamo visto, si tratta di una tale sequenza di orrori che il

solo fatto di attribuirli direttamente o indirettamente a un Dio, rivela

~ 88 ~


l’assurdità di quella che viene definita Sacra Scrittura e delle confessioni

che ad essa si richiamano.

******

Frasi inerenti la Bibbia:

Nella Bibbia Dio non fece mai una previsione del futuro o un

annuncio di qualcosa che gli uomini di quell’epoca non sapessero già.

Bastava che dicesse: “In futuro le armi da fuoco prenderanno il posto

delle spade”, oppure: “Il sole è una delle tante stelle del cielo e la terra gli

gira intorno”. Questa sarebbe già stata una prova della sua reale esistenza

e onniscienza, invece niente di tutto questo è avvenuto. Stando così le

cose, come fanno i clericali ad affermare

con categorica certezza l’esistenza di

Dio? Loro dicono che ci vuole fede, il

che vuol dire portare il cervello all’ammasso.

(l’autore del testo).

I clericali e i devoti credono in un

libro in cui ci sono animali parlanti,

mostri marini, maghi, streghe, demoni,

personaggi alati che svolazzano nei cieli,

bastoni che si trasformano in serpenti,

cibo che cade dal cielo, tizi che camminano

sull’acqua e tante storie magiche,

assurde e primitive, poi dicono che

noi atei abbiamo bisogno di aiuto. (Dan

Baker).

Tu puoi citare cento riferimenti per mostrare che Dio biblico è

sanguinario, tiranno, vendicativo e ingiusto. I clericali scoveranno due o

tre versi che dicono che “Dio è amore”, così loro dichiareranno

categoricamente che tu prendi le cose al di fuori del contesto. (D. Barker).

Volete essere religiosi? Non leggete la Bibbia. Volete rispettare la

religione? Non fate come coloro che la predicano. (Laurent Angliviel).

Dio è davvero un pessimo scrittore: il suo romanzo è stato letto da

pochissima gente, infatti è più facile trovare un cristiano che abbia letto

Harry Potter, piuttosto di uno che conosca a fondo la Bibbia. (F. Avella).

~ 89 ~


“La Bibbia è una raccolta di invenzioni”

- “L’esodo in Egitto da

parte degli israeliti non è mai avveavvenuto”

- “La conquista di Israele

è una leggenda”. Frasi scritte dal

prof. Ze’ev Herzog, docente di archeologia

all’Università di Tel

Aviv e gran ricercatore. (Notizie

apparse sui quotidiani La Repubblica

e Il Messaggero del 29/10/1999).

Se la Bibbia fosse un’opera ispirata da un Dio, dovrebbe essere

affascinante, corretta, coerente, veritiera, giusta e parlare solo d’amore;

come mai invece trabocca di violenza, atrocità, contraddizioni, assurdità

scientifiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e

bruttezze letterarie? (Piergiorgio Odifreddi).

C’è una Bibbia in quello scaffale lassù, ma la tengo vicina a Voltaire:

veleno e antidoto. (Bertrand Russell).

La Bibbia è stata interpretata dalla Chiesa per giustificare delle

pratiche orrende come la schiavitù, la pena di morte, il massacro di

prigionieri di guerra, l’assassinio di povere donne credute streghe; inoltre

per scoraggiare lo studio di tante verità scientifiche ritenute dannose.

(Steve Allen).

La Bibbia contiene elementi che sono scientificamente sbagliati e

moralmente ripugnanti. Nessuna persona sensata, ragionevole e obiettiva

può pensare che questa sia stata dettata da un Essere divino. (Bernard J.

Bamberger).

Il mezzo più potente che ha in mano l’ateismo è proprio la Bibbia.

(Isaac Asimov).

Se oggi un uomo volesse seguire gl’insegnamenti del Vecchio

Testamento, sarebbe un criminale; se volesse seguire gl’insegnamenti del

Nuovo, sarebbe un pazzo. (Robert Green Ingersoll).

Alcune persone sono preoccupate da quei passi biblici che non

capiscono, io invece sono preoccupato per quelli che capisco. (M. Twain)

~ 90 ~


Quand’ero piccolo mio padre mi costringeva a leggere la Bibbia,

andare a messa e a frequentare i preti perché voleva che non diventassi

cattolico. (Daniele Luttazzi).

I clericali affermano che il Dio della Bibbia appare si, violento, ma

bisogna conoscere il contesto… Qualunque sia il contesto, uno che uccide

volontariamente migliaia di persone è sempre e comunque uno spietato

assassino. O no! (l’autore del testo).

La Bibbia è molto interessante: contiene poesie, favole argute, buoni

princìpi morali, ma soprattutto contiene un numero indescrivibile di

atrocità e di menzogne. (Mark Twain).

Il Dio dell’Antico Testamento è sicuramente il personaggio più

perfido di tutta la letteratura mondiale: geloso e fiero di esserlo, è un

castigamatti, meschino, iniquo e spietato, sanguinario, istigatore della

pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida,

genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno

secondo il suo capriccio. Coloro che si riconoscono in lui fin

dall’infanzia, hanno finito per non accorgersi più di quanto siano acritici

e pecoroni. (Richard Dawkins).

Dopo aver esaminato a fondo la Bibbia sono oltremodo convinto che i

gravi dilemmi etici ed esistenziali siano gestiti meglio da Shakespeare,

Tolstoj, Schiller, Dostoevskij, Eliot, piuttosto che nei racconti mitici di

morale della Bibbia. (Christopher Hitchens).

Se la Bibbia prova l’esistenza di Dio, allora i fumetti proverebbero

l’esistenza di Nembo Kid. (anonimo).

Uno dei molti errori della

Genesi (il più tragico) è stato

l’inversione fra soggetto ed

oggetto nel capitolo 1, versetti

26 e 27: “Dio creò l’uomo a

sua immagine e somiglianza”,

che andrebbe invece letto

“l’uomo creò Dio a sua

immagine e somiglianza”.

(Ludwig Feuerbach).

~ 91 ~


Lettera ad una dottoressa.

La dottoressa Laura Schlessinger è una famosa giornalista radiofonica

statunitense . Attualmente lavora in una radio cattolica e dispensa consigli

a chi le telefona su come ci si deve comportare per vivere una vita da

vero cristiano. Qualche tempo fa affermò che “l’Omosessualità è una

vergogna e non può essere tollerata in alcun caso proprio perché lo

dice la Bibbia” (Levitico 18/22) “Non avrai con un maschio relazioni

come si hanno con una donna: è abominio”.

Qualche giorno dopo un assiduo ascoltatore del suo programma le

spedì questa lettera per avere da lei alcuni chiarimenti:

Gentile dottoressa Schlessinger,

Le scrivo per ringraziarLa del suo lavoro educativo sulle leggi del

Signore. Ho imparato molto dal suo programma e cerco di dividere tale

conoscenza con altre persone. Adesso, quando qualcuno tenta di

difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel

Levitico 18/22 è affermato che ciò è un abominio cioè una vergogna,

quindi non deve essere in alcun modo tollerato; punto e basta.

Avrei però bisogno da Lei di alcuni consigli riguardo ad altre leggi

bibliche e come applicarle:

- Ho una figlia quindicenne e vorrei venderla come schiava come

sancisce Esodo 21/7, quale potrebbe essere un buon prezzo di vendita?

- Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale che ho in giardino,

so dalle Sacre Scritture che ciò produce un piacevole profumo al Signore

(Levitico 1/1-9). Il problema nasce con i miei vicini di casa che non

sopportano quell’odore troppo intenso. Cosa devo fare? Devo forse

percuoterli?

- Mio fratello ha un figlio di 12 anni che è ribelle e non vuole obbedire

ai genitori. Io gli ho consigliato di farlo uccidere a sassate com’è scritto

nel libro Deuteronomio 21/18-21, ma lui non se la sente di fare questo

gesto. Cosa gli consiglia di fare?

- Poco tempo fa un mio parente ha commesso adulterio con una donna

sposata; ha avuto alcune critiche da parte di conoscenti ed amici, ma non

ha subìto alcuna condanna. Ciò non mi sembra giusto perché il Levitico

20/10 e il Deuteronomio 22/22 affermano chiaramente che dovrebbero

essere messi a morte ambedue. Perché al giorno d’oggi non vengono

applicate le leggi del Signore?

- Nel mio palazzo risiede un giovane che spesso bestemmia il nome di

Dio e della Madonna; come mi devo comportare? Devo consegnarlo alla

Polizia affinché lo condannino a morte come sancito nel Levitico 24/16?

~ 92 ~


E se loro non lo facessero, dovrei ucciderlo io personalmente?

- Nel Levitico 25/44 c’è scritto che potrei possedere degli schiavi, sia

maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.

Un mio amico afferma che ciò si può fare con i filippini, ma non con i

francesi. Può aiutarmi a capire meglio? Perché non posso possedere

schiavi francesi?

- Un mio vicino insiste per lavorare il sabato. Esodo 31/12-15 e 35/2

dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente

obbligato ad ucciderlo personalmente? Con quale strumento?

- Nel libro Esodo 35/3 c’è scritto che non posso accendere il fuoco nel

giorno di sabato. Il riscaldamento della mia abitazione funziona a gas, il

sabato posso usarlo oppure anche quello non è consentito? In questo caso

come devo fare per scaldare la mia abitazione?

- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è

una vergogna (Levitico 11/10), lo è meno dell’omosessualità. Io non sono

d’accordo con lui, può illuminarci sulla questione?

- Nel Levitico 21/20 c’è scritto che non posso avvicinarmi all’altare di

Dio se ho dei difetti di vista. Io sono un po’ presbite e uso gli occhiali per

leggere. Le chiedo: la mia vista deve essere per forza 10 decimi, o c’è

qualche scappatoia alla questione?

- Molti dei miei amici usano radersi i capelli compresi quelli vicino

alle tempie. Io ho detto loro di non farlo perché ciò è espressamente

vietato dalla Bibbia (Levitico 19/27) ma loro perseverano. Cosa mi

consiglia di fare? Devo percuoterli con un bastone, metterli a morte

oppure quale altra pena?

- Un mio conoscente recentemente ha avuto un figlio maschio, ma non

intende in alcun modo farlo circoncidere. In questo modo contravviene

alla legge che Dio impartì ad Abramo e che è scritta nella Genesi 17/10-

12. A cosa può andare incontro se non rispetta questo dettame biblico?

- Mio zio possiede una fattoria ed ha piantato due diversi tipi di

ortaggi nello stesso campo violando così la legge del Signore espressa nel

Levitico 19/19; anche sua moglie ha violato lo stesso passo perché usa

indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone-acrilico). E’ proprio

necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città

per lapidarli come prescrivono le Sacre Scritture, oppure potrei più

semplicemente dar loro fuoco mentre dormono, come simpaticamente è

consigliato nel Levitico 20/14 per le persone che giacciono con i

consanguinei?

- Un giorno, non potendo personalmente partecipare ad un’assemblea

condominiale, mia moglie si prestò per andare al mio posto, ma io le dissi

~ 93 ~


che la sua presenza non sarebbe stata gradita in quanto le donne nelle

assemblee non possono assolutamente parlare, come scrisse Paolo di

Tarso nella Prima lettera ai Corinzi 14/34-35. Se si dovesse verificare

nuovamente una situazione del genere, cosa devo fare? Devo

assolutamente rinunciare alla presenza della nostra famiglia in assemblea,

oppure c’è qualche altra soluzione?

- Un mio amico vorrebbe avere dei figli, ma sua moglie è sterile. Lui

potrebbe accoppiarsi con una propria amica e metterla in cinta, in modo

da avere da lei dei discendenti, così come fece Abramo che si accoppiò

con la propria serva? (Genesi 16/1-11). Il problema è che la moglie del

mio amico non è troppo d’accordo. Come può fare?

- Il Vecchio Testamento narra che Matusalemme campò ben 969 anni

(Genesi 5/27). Secondo Lei qual è stata la causa della sua longevità? Uno

stile di vita sano con una dieta ben equilibrata, oppure si è trattato di un

fattore genetico?

- Ieri, nella scuola frequentata da mio figlio, l’insegnante di scienze ha

detto che l’età della terra è di 4,6 miliardi di anni, mentre noi tutti

sappiamo bene che la terra è stata creata nel 4004 a.C. (come scrisse

l’arcivescovo James Ussler). Com’è possibile che nessuno faccia

qualcosa per evitare che nelle scuole pubbliche vengano divulgate certe

assurdità? Io penso che certi insegnanti dovrebbero essere messi al rogo

come veniva fatto nei tempi passati agli eretici. Lei cosa ne pensa?

- Un’ultima domanda: ero in auto e sono stato tamponato da un vettura

che mi seguiva. Il conducente si è scusato, ha riconosciuto il proprio torto

ed ha proposto di compilare il Cid da presentare alla Compagnia

Assicurativa. Io ho ribattuto che questo comportamento non era previsto

dalle leggi bibliche poiché nei Libri Esodo 21/23-25 – Levitico 24/19-20

e Deuteronomio 19/21 c’è chiaramente scritto che si debba

contraccambiare un danno ricevuto con uno uguale (occhio per occhio,

dente per dente). A questo punto Le chiedo: io devo a mia volta

tamponare la sua auto? Però non è facile fare un danno di uguale entità.

Come mi devo comportare?

Poiché voglio restare sulla la retta via del Signore e seguire tutti i suoi

insegnamenti, La prego gentilmente di soddisfare questi miei dubbi.

Nell’occasione La ringrazio e La saluto cordialmente.

******

~ 94 ~


LE FINANZE VATICANE

Il papato cominciò ad accumulare

ricchezze e possedimenti fin dai primi

secoli dell’era cristiana e già nel 7° secolo

era diventato il maggior proprietario

terriero italiano. Nel 781 Carlo Magno

formalizzò i confini dello Stato della

Chiesa che arrivò a comprendere quasi

tutta l’Italia centrale e parte di quella

settentrionale. Tutto questo nonostante

che i primi cristiani volessero una Chiesa

umile, povera e al servizio del popolo.

Tali ricchezze aumentarono sempre

più durante tutto il medioevo e nell’età

moderna, dopodiché, con la presa di

Roma da parte dei Savoia nel 1870,

decadde lo Stato Pontificio e cessò il

potere temporale dei Papi. L’allora papa

Pio 9°, isolato in Vaticano, incaricò un

diacono-affarista, Giacomo Antonelli, di

ricreare una banca per risollevare le sorti

economiche del nuovo Stato Vaticano

espropriato di gran parte dei propri beni e poteri. Furono così istituiti

l’Obolo di San Pietro, che raccoglieva le molteplici offerte e le donazioni

dei fedeli, ed il Banco di Roma, che incamerava ed investiva tutti i

capitali del Vaticano; risorse così in breve tempo il potere economico

della Chiesa cattolica.

Nel 1965, durante il Concilio Vaticano 2°, monsignor Giacomo

Lercaro, cardinale innovatore della Chiesa romana, resosi conto che le

finanze vaticane erano cresciute a dismisura e che solo una piccola parte

di esse erano destinate alle opere caritatevoli, promosse, insieme ad altri

39 vescovi, un documento che reclamava una Chiesa serva e povera; ecco

le sue parole «…non possederemo a nostro nome beni immobili né

mobili, né conto in banca e se fosse necessario venirne in possesso

metteremo tutto a nome della diocesi o di opere sociali e caritatevoli…».

Ma nonostante i bei propositi di monsignor Lercaro, i politicanti

vaticani continuarono ad investire i capitali in ogni settore economico,

senza alcun pregiudizio ed in maniera alquanto spregiudicata; così è stato

tutto un crescendo di speculazioni ed intrallazzi al limite della legalità

~ 95 ~


tanto da far diventare il Vaticano di gran lunga lo Stato più ricco del

mondo, avendo oggi un Pil pro capite stimato in 407.000 euro (l’Italia ne

ha 30.000).

Oggi il Vaticano e la Chiesa cattolica, oltre ad accrescere e

tutelare i propri investimenti economici, continuano anche a

difendere gli interessi della borghesia imperialista mondiale; anche se

con metodi più raffinati rispetto al passato, li protegge sia

ideologicamente (con il pretesto della vita eterna inducono gli esseri

umani alla rassegnazione, al fatalismo e all’irrazionalità formando

una mentalità acritica e addormentando le coscienze), che

materialmente (diventando una fra le più importanti potenze

finanziarie della terra).

I suoi tentacoli mirano ad accrescere i profitti come farebbe una

qualsiasi industria multinazionale infatti, secondo alcuni recenti studi,

nelle sue tesorerie affluiscono ogni anno oltre 5 miliardi di euro fra

sovvenzioni, donazioni e turismo religioso, oltre agli ingenti guadagni

realizzati con gli investimenti dell’immenso patrimonio mobiliare ed

immobiliare che possiede in mezzo mondo.

Il Vaticano è anche il maggior capitalista latifondista del mondo

occidentale, in Italia possiede 738.000 ettari di terreni, in Francia

500.000, nel Regno Unito 100.000, in Germania 330.000; altri in Spagna

e Portogallo, milioni di ettari in America Latina (dati non recenti).

Ulteriori immensi guadagni li realizza con i suoi alberghi, ospedali, case

editrici, scuole, stabilimenti industriali ecc. Ha rappresentanti in consigli

di amministrazione di molte banche, società finanziarie ed è

comproprietario di società straniere che operano in Italia.

Altri introiti giungono al Vaticano con gli affitti, infatti il patrimonio

immobiliare della Chiesa è composto, oltre che da chiese, basiliche,

monasteri, abbazie, conventi, santuari,

eremi, cappelle ecc., anche da una

miriade di fabbricati di ogni genere

che gli fruttano cospicui guadagni

provenienti da tali locazioni. Il 7

gennaio 1977 il giornale L’Europeo

pubblicò un’inchiesta-censimento dal

titolo Vaticano S.p.A. dalla quale

risultava che il 25% degli immobili

del centro di Roma erano di proprietà

del Vaticano ed avevano un valore

Palazzo dei Convertendi, uno dei tanti edifici

romani di proprietà del Vaticano.

~ 96 ~


praticamente incalcolabile. Nel programma televisivo Report del 30

maggio 2010 è stato annunciato che il valore di tali immobili, gestiti dal

Ministero vaticano Propaganda Fide, è di circa 8 miliardi di euro; il tutto

naturalmente esente da tasse. Inoltre nella trasmissione televisiva Anno

zero del 17 maggio 2008 sono stati citati dati e cifre che indicavano che il

Vaticano, attraverso società ed enti religiosi di vario tipo, è titolare del

22% dell’intero patrimonio immobiliare italiano; solo nella città di

Bologna possiede 3.000 immobili fra appartamenti e negozi. Sempre

nella stessa trasmissione è stato riferito che, in particolare a Roma, la

Santa Sede ha trasformato alcuni ex conventi in alberghi; questi vengono

denominati “casa di accoglienza” così da avere agevolazioni fiscali come

l’esenzione dell’Ici. In altri casi il Vaticano ha alzato i canoni di affitto

degli immobili di sua proprietà a cifre improponibili per molte famiglie,

oppure ha iniziato a sfrattare gli inquilini per vendere tali immobili a

compagnie alberghiere o società immobiliari e realizzare così enormi

guadagni. Sono stati sfrattati e gettati in mezzo alla strada perfino

inquilini paraplegici ed altri con situazioni economiche disagiate.

E poi ci vengono a fare tanti bei discorsi sulla famiglia e sui valori

cristiani. Ma mi facciano il piacere! Avrebbe detto Totò.

Oltre al patrimonio immobiliare descritto, la Santa Sede possiede un

patrimonio mobiliare altrettanto cospicuo che viene gestito dalla sua

banca interna, l’Istituto per le Opere di Religione (Ior)¹. Si tratta di un

patrimonio stimato di oltre 5 miliardi di euro dei quali circa 300 milioni

investiti in titoli Usa; funziona come un fondo chiuso e ai suoi clienti

garantisce interessi medi annui superiori al 12%.

Tutto questo capitale frutta al Vaticano ingenti guadagni, ma altri

importanti introiti giungono nelle casse della Santa Sede dalla vendita dei

biglietti dei musei, dalla stampa dei francobolli e pubblicazioni varie, dai

lasciti, dalle elemosine e dalle donazioni. A tal proposito nei secoli

passati il Vaticano ha sfruttato l’ignoranza e la credulità della gente

facendole credere che donando una certa somma di denaro o dei beni alla

Chiesa, i donatori avrebbero scontato i propri peccati fino a guadagnarsi

il paradiso; così le cosiddette indulgenze divennero un vero e proprio

commercio con vere e proprie tariffe. Ancora oggi le donazioni dei fedeli

(denari, titoli, case, terreni ecc.), che vengono raccolte dall’Obolo di San

Pietro, fruttano alle casse vaticane quasi 60 milioni di euro l’anno (nel

______________

¹ Questo argomento sarà approfondito nel prossimo capitolo.

~ 97 ~


2008 sono stati 58 milioni, ma da alcuni anni sono in calo)¹.

Altri ingenti guadagni sono realizzati dalla Chiesa romana quando due

sposi chiedono l’annullamento del proprio matrimonio presso il

Tribunale della Sacra Rota. Si tratta di diverse centinaia di annullamenti

ogni anno ad un prezzo che va da 1.500 a 5.000 euro ciascuno (alcune

fonti riportano tariffe molto più alte che possono arrivare a 45.000 euro).

Al fine di accumulare sempre più lauti profitti il Vaticano specula su

tutto, sui sentimenti della gente, sull’ignoranza e sulla superstizione;

faccio un esempio: in occasione dell’Anno Santo del 2000 c’è stato un

vero e proprio sfruttamento finanziario dei fedeli da parte della Chiesa

poiché nei tanti negozi di sua proprietà venivano venduti una miriade di

oggetti legati al quel ”sacro evento”, tutti a prezzi altissimi, come un

inginocchiatoio smontabile in legno “devotion” al prezzo di 700.000 lire

(362 euro), pagnotte di “pane dei poveri” del costo di 10.000 lire (5,20

euro) al chilo, la “penna del Giubileo” accompagnata da un servizio da

scrivania simile a quello usato dal Papa, al prezzo di 18 milioni di lire

(9.296 euro) e così via.

Un altro classico esempio dell’ignobile speculazione messa in atto dai

clericali cattolici è dato dai pellegrinaggi che sistematicamente vengono

indirizzati verso basiliche, santuari, eremi e monasteri costruiti, in tempi

più o meno remoti, in tutta Europa e in America Latina. In questi luoghi

vengono messi in vendita una miriade di oggetti, dai souvenirs, alle

cartoline, alle immagini sacre, ai gadgets, ai liquori, alle magliette, ai

generi alimentari, ai prodotti pseudomedicamentosi ecc.; così i pellegrini

vanno, vedono, hanno la momentanea sensazione di stare meglio e

intanto comprano e rimpolpano le casse vaticane. E’ la cosiddetta

Industria del pellegrino che riesce a muovere 40 milioni di persone

l’anno con un giro di affari di 4 miliardi di euro, tutti soldi sottratti alla

gente con l’inganno come ad esempio la grande massa di fedeli attirati a

Torino per vedere la “sacra” sindone; questa gente, in realtà, altro non

vede che un lenzuolo con impressa un’immagine realizzata con una

tecnica abbastanza comune da un artigiano del medioevo² (nel 1988 gli

scienziati l’hanno sottoposta all’esame del carbonio 14 ed hanno

accertato che il tessuto di lino che compone il lenzuolo è databile fra il

1260 e il 1390).

________________

¹ Per me le indulgenze dovrebbero essere considerate dei veri e propri raggiri ai danni di

persone ingenue, quindi dovrebbero essere elementi costitutivi del reato di truffa (art.

640 cod. pen.). Purtroppo non è così.

² Dal libro “E l’uomo creò la sindone” di Vittorio Pesce Delfino - Ed. Dedalo.

~ 98 ~


La Sindone di Torino.

Anche il saio di San

Francesco, custodito nella

Chiesa di Santa Croce a

Firenze, nel 2007 è stato

sottoposto all’esame del

radiocarbonio e gli scienziati

hanno stabilito che il tessuto

risale ad un periodo compreso

fra la fine del 1200 e quella

del 1300 (San Francesco morì Il saio di San Francesco.

nel 1226)¹.

Moltissime altre reliquie come chiodi della

crocifissione, legni della croce, spine della

corona, tuniche, prepuzi, cordoni ombelicali,

suppellettili varie e cento altri oggetti vengono

custoditi in chiese e santuari di tutto il mondo

cristiano e vengono spacciati per autentici così da

essere venerati dai credenti². In questo modo la

Chiesa si assicura continui flussi di fedeli e

pellegrini che rafforzano la propria fede e

procurano ingenti guadagni che impinguano la

tesoreria vaticana.

Per me dovrebbero vergognarsi ad ingannare

così la povera gente!

_______________

¹ A proposito di San Francesco, voglio dire due parole su questo personaggio tanto amato

dai fedeli. Nel 1939 la Chiesa cattolica lo ha proclamato patrono d’Italia per la sua grande

umiltà e per lo spirito di abnegazione dimostrati durante la sua vita. Anche ammesso che

ciò corrisponda al vero, dovrebbero anche dire che il “poverello di Assisi” nel 1219 andò

in Egitto al seguito della 5° Crociata inneggiando alla “guerra giusta”, pur deplorandone

gli eccessi. Secondo la testimonianza di un suo discepolo, don Illuminato da Rieti, egli

disse al sultano saraceno: “I cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le

vostre terre e combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate per

allontanare dalla religione di Lui quanti più uomini potete”. E uno che ha pronunciato

queste parole è da proclamare santo e addirittura patrono d’Italia? Credo proprio di no.

² Chi volesse approfondire l’argomento può consultare il “Dizionario critico delle

reliquie e delle immagini miracolose” di Collin de Plancy - Edizione Newton Compton -

Roma - 1982.

~ 99 ~


Tutti questi enormi capitali di cui lo Stato Vaticano dispone vengono

investiti in vari modi: una parte serve per il sostentamento del clero (circa

32.000 sacerdoti), un’altra parte viene impiegata nel settore della

produzione spirituale cioè della letteratura religiosa formata da libri,

giornali, riviste, enciclopedie, opuscoli, immagini sacre ecc., un’altra

parte ancora è investita nel campo della produzione materiale cioè in

settori come l’industria petrolifera, edile, alimentare, chimica, dei

trasporti, dell’abbigliamento dei cosmetici e così via. Il Vaticano pur di

guadagnare investe i propri capitali perfino in industrie che vanno contro

la sua stessa etica, come la produzione di armi, contraccettivi ed altro¹.

Solo una piccolissima parte del proprio capitale viene investita nei

cosiddetti “interventi caritatevoli”.

Ciononostante la Santa Sede, come vedremo più avanti, gode di

privilegi inauditi a cominciare dall’esenzione fiscale sui titoli azionari, su

quasi tutti i beni immobili, sulle retribuzioni, sulle donazioni ecc. Sotto

certi aspetti lo Stato Vaticano è un vero e proprio paradiso fiscale dove

viene commercializzato un po’ di tutto infatti, chi conosce la “strada

giusta”, può acquistare addirittura prodotti vietati dalla legge italiana

come ad esempio certi farmaci dopanti.

Ma la cosa curiosa è che a possedere tali ricchezze e a non pagarci

sopra neppure le tasse, siano proprio coloro che dicono di ispirarsi agli

insegnamenti di Gesù il quale predicava: “Beati voi poveri, perché vostro

è il regno di Dio” (Vangelo di Luca 6/20) e “Rendete a Cesare quel che è

di Cesare…” (Vangelo di Matteo 22/21). I clericali dovrebbero anche

ricordarsi che Gesù arrivò perfino a fare un miracolo pur di pagare le

tasse dovute (Matteo 17/24-27), ma a loro queste cose non interessano.

Come abbiamo visto la Chiesa dei poveri, come usa definirla il

Papa, è tale in quanto sulla povertà altrui ha costruito e sviluppato le

proprie fortune ed è pronta a difenderle con ogni mezzo.

Ma i clericali non dovrebbero seguire per primi la dottrina

evangelica che dice di non arricchirsi e di essere umili? Io sono

fermamente convinto che se esistesse, per assurdo, un aldilà, la

maggior parte dei clericali, a cominciare dai vari Papi, andrebbe

dritta all’inferno, non fosse altro per la grande quantità di bugie

dette durante tutta la loro vita ecclesiastica.

____________

¹ Recentemente la banca cattolica tedesca Pax Bank ha fatto investimenti per 580.000

euro in azioni della Bae Systems, società inglese produttrice di armi e munizioni belliche;

160.000 euro nella pillola contraccettiva Wyeth, ed ha partecipazioni in società produttrici

di tabacco.

~ 100 ~


Ma la Santa Sede non è mai sazia e, come se tutti questi incommensurabili

profitti non le bastassero, riceve anche agevolazioni dallo Stato italiano per un

ammontare dai 5 ai 10 miliardi di euro l’anno, suddivisi fra finanziamenti diretti

dello Stato e degli Enti locali e mancato gettito fiscale¹; questo vuol dire che dal

1984 (anno della stipula dell’ultimo Concordato) ad oggi, i nostri governanti

hanno “regalato” alla Stato papalino la stratosferica cifra di 200 miliardi di euro

(ma potrebbero essere anche molti di più) la maggioranza dei quali sono serviti

ad arricchire le casse vaticane. Se il nostro Stato avesse impiegato tale cifra

per realizzare opere di pubblica utilità come ospedali, scuole, assistenza agli

anziani e disabili, ricerca scientifica, pensioni ecc., oggi staremmo tutti un

po’ meglio.

Ma torniamo ad analizzare le agevolazioni ricevute dalla Chiesa: per

quanto riguarda il mancato gettito fiscale la voce più eclatante è data

dall’esenzione dell’Ici su tutti gli immobili di enti ed associazioni

religiose, che in Italia sono quasi 60.000. A tal proposito nel 2005 il

parlamento italiano approvò una legge che esentò dal pagamento dell’Ici

tutti gli edifici in cui si svolgano “attività di natura non esclusivamente

commerciale”; bastava allora che all’interno di ospedali, case di cura,

alberghi, ostelli, centri culturali ecc. ci fosse una cappella, perché la

destinazione dell’uso commerciale risultasse santificata e tale da essere

esente dall’Ici. E così accade che immobili di proprietà di enti religiosi,

apparentemente “senza fine di lucro”, si trasformino in alberghi a quattro

stelle destinati al turismo legato alla fede. Tutto quanto senza pagare un

centesimo di tasse ed in barba all’onestà ed alla correttezza che i clericali

predicano da secoli.

Per quanto menzionato il mancato gettito fiscale allo Stato italiano è di circa

800 milioni di euro l’anno, 60 dei quali mancano al solo Comune di Roma.

Sempre a proposito di Ici, nell’ottobre 2010 la Commissione Europea

di Bruxelles ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’Italia riguardo

proprio all’esenzione dell’Ici sui beni ecclesiastici. L’indagine servirà a

verificare se effettivamente questa agevolazione è un aiuto di Stato non

compatibile con le norme europee sul funzionamento del mercato unico.

Attendiamo i risultati dell’inchiesta, ma sono dell’opinione che se anche

venisse eliminata tale agevolazione fiscale, Governo e Santa Sede

troverebbero il verso di introdurne un’altra simile per far quadrare i conti.

Fino ad oggi è sempre stato così.

______________

¹ Taluni esperti hanno stimato l’ammontare di queste agevolazioni addirittura a 12

miliardi di euro l’anno, del resto è oltremodo difficile stimare l’esatto valore dell’enorme

capitale di proprietà dello Stato Vaticano.

~ 101 ~


Poi c’è l’esenzione dal pagamento dell’Imposta di Registro sulle

donazioni e dell’imposta sui redditi (Irpef, Irap, Ires) la quale “costa”

ogni anno allo Stato italiano altri 500 milioni di euro; quindi l’elusione

fiscale nel settore turistico (sui proventi non pagano né imposte, né tasse)

stimata in 600 milioni di euro l’anno. A tal proposito c’è da specificare

che con il turismo religioso la Santa Sede specula in maniera vergognosa

ed infame su delle povere persone ingenue poiché le

illude che, recandosi in pellegrinaggio nei vari santuari,

possano risolvere i propri problemi psicofisici; inoltre le

varie associazioni cattoliche che si occupano dei viaggi

fra le quali l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana

Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali)

guadagnano dal 200 al 300% su ogni persona trasportata.

Per quanto riguarda invece i finanziamenti diretti dello

Stato italiano e degli Enti locali, spicca il miliardo di euro

l’anno incamerato dalla tesoreria vaticana con i contributi Irpef 8‰ che i

contribuenti italiani, mediante la denuncia dei redditi, hanno deciso di

devolvere alla Chiesa cattolica (nel 2009 l’incasso è stato 1 miliardo e 9

milioni di euro), ma la cosa ancor più ingiusta è che la quota dell’8‰ di

coloro che non fanno nessuna scelta (il 55% dei contribuenti) viene

distribuita in misura proporzionale alle preferenze espresse dagli altri, per

cui la Chiesa cattolica riesce a recuperare l’85% dell’intero gettito,

nonostante che abbia ricevuto solo il 35% delle preferenze. Ma non è

finita, circa il 30% della quota che i contribuenti devolvono allo Stato,

viene da questo destinata alla ristrutturazione di beni culturali di proprietà

della stessa Chiesa cattolica; un esempio: nel 2009 lo Stato italiano ha

devoluto gran parte della quota dell’8‰ (14 milioni di euro) alla

ristrutturazione di chiese ed altri immobili ecclesiastici danneggiati dal

terremoto in Abruzzo, tutte opere che avrebbero dovuto essere finanziate

dalla Chiesa attraverso il fondo “edilizia di culto”, appositamente istituito

per questo scopo ed alimentato dal suo 8‰. Alla luce di quanto sopra

mi viene da pensare che se un contribuente non volesse che una parte

dei propri contributi andasse in alcun modo alla Chiesa cattolica,

dovrebbe scegliere una delle altre Chiese, invece dello Stato.

Ma la cosa più scandalosa si verificò nel luglio 1996 allorché il

ministro per la Solidarietà Sociale Livia Turco propose che la quota

dell’8‰ destinata allo Stato venisse impiegata in concreti programmi a

favore dell’infanzia svantaggiata, un’apprezzabile proposta che suscitò la

sdegnata reazione di Attilio Nicora, esponente della Conferenza

Episcopale Italiana, il quale dichiarò che l’impegno dello Stato italiano

~ 102 ~


doveva essere quello di evitare ogni forma di concorrenza non corretta

nei confronti della Chiesa. Una concorrenza che la Cei temeva soprattutto

perché una più oculata gestione della propria quota dell’8‰ da parte

dello Stato, avrebbe potuto convincere molti contribuenti a devolvere ad

esso parte dei fondi normalmente destinati alla Chiesa. Dopo questo

intervento il progetto fu accantonato.

A proposito di concorrenza, i clericali cattolici spesso sono intolleranti

ed ostili verso tutto ciò che essi ritengono possa ledere i propri interessi;

faccio qualche esempio: nel gennaio 2011 il parroco di Vigonza (Padova)

don Cornelio Bosso, ha messo in guardia i fedeli esortandoli a non dare

soldi ai mendicanti fuori dalla chiesa. Probabilmente erano diminuite le

proprie entrate da elemosine, pertanto considerava gli accattoni dei

concorrenti da eliminare. Un altro esempio ci viene dall’arcivescovo di

Firenze, monsignor Giuseppe Betori il quale recentemente ha affermato

che i Musulmani che abitano nel capoluogo toscano, che hanno chiesto al

Comune il permesso di costruire, a proprie spese, una moschea in città,

dovrebbero continuare a pregare in piccoli luoghi di culto all’interno di

edifici (una specie di ghettizzazione) invece di erigere una vera e propria

moschea; probabilmente monsignor Betori ritiene che una bella chiesa

musulmana possa apparire troppo attraente e accattivante, quindi una

sorta di concorrente nei confronti delle chiese cristiane. Andrebbe fatto

notare a mons. Betori che nei tempi

passati i clericali cattolici hanno eretto

grandi cattedrali, tuttora esistenti, in

moltissime città arabe dove la stragrande

maggioranza degli abitanti è di fede

musulmana: Tunisi, Algeri, Rabat ecc.

ecc., quindi non vedo perché i musulmani

fiorentini non debbano avere anch’essi

una bella moschea in cui pregare. Per

giunta i dati del 2012 rivelano che nel

solo comune di Firenze risiedono ben

20.000 musulmani cioè il 5,3% della

popolazione; perché negare a questa gente

un decente luogo di culto?

Ma torniamo all’8‰; per pubblicizzare questa donazione la Chiesa

cattolica, negli ultimi anni, fa trasmettere in TV spot con immagini

ingannatrici relative a persone povere, disagiate e missionari ai quali quei

soldi sembrerebbero destinati, mentre invece gran parte di quel denaro

finisce nelle tasche della Santa Sede che li impiega per mantenere in piedi

~ 103 ~

Algeri - La basilica cattolica "Nostra

Signora d'Africa” - 1872.


la propria struttura; infatti solo il 20% del

totale viene devoluto nelle cosiddette

opere caritatevoli.

A proposito di opere caritatevoli i

clericali cattolici a parole si dimostrano

sempre magnanimi e generosi verso il

prossimo specialmente se questo è indigente,

ma a fatti è tutta un’altra musica;

ecco un paio di esempi: qualche anno

addietro a Roma ci furono alcune giornate con temperature estremamente

rigide; in quell’occasione fu rivolto un appello alle parrocchie della città

affinché accogliessero alcuni “senzatetto” che si trovavano in situazione

di estremo disagio¹; ebbene, solo 4 o 5 di esse (su 337) si dichiararono

disponibili a dar protezione ai poveri indigenti. – In tutta Italia i preti che

donano il sangue sembra che siano circa 300 su 32.000 (dati non

ufficiali), cioè lo 0,9% del totale, quindi sono molto al di sotto della

media nazionale che è del 2,9%. Questo la dice lunga su come i

tonaconi cattolici stravolgano la sedicente missione di benefattori dei

poveri e dei bisognosi, per svolgere quella di benefattori di sé stessi.

Un ulteriore scandaloso privilegio di cui beneficia la Santa Sede è la

sovvenzione che lo Stato italiano concede alle scuole private, la

stragrande maggioranza delle quali è gestita dalla Chiesa cattolica. Tanto

per fare un esempio, nel 2005 l’ammontare dei contributi alle scuole non

statali è stato di 527 milioni di euro e questo in barba all’articolo 33 della

Costituzione della Repubblica Italiana che recita: «Enti e privati hanno il

diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo

Stato». Ciò accade nonostante che una recente indagine effettuata

dall’Ocse-Pisa denominata Programme for international student

assessment abbia evidenziato che nelle scuole private italiane si insegni

peggio che in quelle pubbliche poiché, analizzando le competenze dei

quindicenni, è stato scoperto che i ragazzi che frequentano le scuole

pubbliche sono più preparati di quelli delle private.

Poi ci sono i “buoni scuola”, contributi statali concessi a tutte le

famiglie senza alcun limite di reddito, che hanno figli che frequentano

scuole private; inoltre una sessantina di milioni l’anno vengono concessi

per finanziare le Università private cattoliche il cui personale docente e

_____________

¹ Parlando dei senzatetto, mi è venuto in mente che qualche giorno fa è ventilata la notizia che molti

cardinali vaticani abitano in appartamenti lussuosi e grandissimi. Fra i privilegiati ci sarebbe anche il

cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato di papa Benedetto 16°, che sembra si sia fatto

ristrutturare il proprio superattico di oltre 350 mq., con i soldi della Fondazione Bambino Gesù,

destinati all’ospedale pediatrico omonimo. Chissà cosa avranno pensato i tanti senzatetto romani

quando hanno appreso questa notizia.

~ 104 ~


non docente e gli studenti considerano l’aborto e l’eutanasia come crimini

e ritengono inaccettabile sia l’uso della diagnostica prenatale con fini di

interruzione della gravidanza, che la ricerca sugli embrioni; inoltre

asseriscono che “la procreazione umana dipende esclusivamente da leggi

iscritte dal Creatore nell’essere stesso dell’uomo e della donna”. E questa

la chiamano Università!

Altri finanziamenti sono elargiti dallo Stato italiano agli Istituti di

Sanità gestiti da istituzioni cattoliche (ospedali, case di cura

convenzionate, orfanotrofi, consultori medici ecc.); inoltre lo Stato si

accolla anche le spese dei vari “assistenti religiosi” negli ospedali

pubblici nonché quelle dei cappellani militari che sono equiparati, nel

trattamento economico, agli Ufficiali dell’Esercito, della Marina e

dell’Aeronautica. L’ammontare complessivo di tutte queste spese,

comprensivo dei contributi alle scuole private, si aggira intorno ai 700

milioni di euro l’anno; ma non è finita, lo Stato italiano si sobbarca anche

l’onere degli stipendi dei 22.000 insegnanti di religione cattolica presenti

nelle scuole pubbliche, che dal 2003 sono diventati dipendenti statali, ma

il paradosso più evidente è che costoro sono formati ed indicati

dall’autorità religiosa, ma retribuiti da quella statale; il costo è di circa

650 milioni di euro l’anno.

Come se tutte queste regalie non bastassero ad impinguare le casse

vaticane, la Chiesa cattolica riceve dallo Stato italiano ulteriori

finanziamenti in occasione dei Grandi Eventi come il Giubileo, il Raduno

di Loreto ecc. per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni

di euro; faccio un esempio: in occasione del Giubileo del 2000 lo Stato

italiano contribuì alla realizzazione di un mega parcheggio sotterraneo nel

terreno del Vaticano a due passi da San Pietro, sborsando l’astronomica

cifra di 40 miliardi di lire (20 milioni di euro); per giunta durante i lavori

venne distrutta un’antica villa romana. Ma c’è di più, qualche anno fa lo

Stato italiano dispensò contributi (un milione di euro) anche per il

potenziamento di emittenti radiofoniche nazionali a carattere

comunitario, guarda caso le uniche due emittenti che rispondevano ai

requisiti richiesti erano Radio Padania Libera (emittente della Lega

Nord) e Radio Maria (emittente del Vaticano). A proposito di Radio

Maria, nei primi anni del 2000 ci fu un’energica protesta da parte dei

cittadini della zona di Cesano (Roma) che risiedevano nelle vicinanze

delle antenne vaticane, perché queste emanavano onde elettromagnetiche

con una potenza molto superiore ai limiti consentiti dalla legge italiana,

provocando pericolo di malattie come tumori e leucemie, oltre ad

interferire con i telefoni, i citofoni, i fax ed i computer. Secondo i dati

~ 105 ~


dell’Agenzia Sanitaria del Lazio

l’aumento dei casi di leucemia, in

quell’area, era del 600% pertanto

fu aperta un’inchiesta e la magistratura

italiana, dopo aver indagato,

condannò i responsabili di

Manifestazione contro la radio vaticana. Radio Vaticana al risarcimento dei

danni alle parti lese.

Negli ultimi anni, poi, siamo venuti a conoscenza di altre agevolazioni

di cui gode lo Stato Vaticano come lo sconto sull’energia elettrica

prelevata dalla rete Enel, l’esenzione dall’Imposta di Consumo e

l’Addizionale Regionale sull’utilizzo di gas metano e, ancora più

clamoroso, l’utilizzo gratuito di tutta l’acqua potabile di cui ha bisogno

(circa 5 milioni di mc. l’anno) la maggior parte della quale viene

utilizzata per irrigare i megagalattici giardini vaticani (circa 30 ettari di

terreno); non solo, la Santa Sede non paga nemmeno il servizio di

depurazione e smaltimento delle proprie acque di scarico, pertanto il

costo di questi servizi si riversa completamente sui cittadini romani. Ma

ancor più riprovevole è il fatto che nel 2004 il governo italiano stanziò

quasi 30 milioni di euro per dotare lo Stato Vaticano di un proprio

sistema di depurazione.

Come è stato menzionato in precedenza la Santa Sede evade

legalmente allo Stato italiano una decina di miliardi di euro l’anno,

importo che va a gravare sulle tasse di ogni cittadino italiano, pertanto è

stato calcolato che senza questo ladrocinio autorizzato i contribuenti

italiani troverebbero notevolmente diminuito il proprio carico fiscale.

Fin qui ho elencato i vantaggi economici concessi alla Santa Sede

dallo Stato italiano, ma ci sono altri privilegi beneficiati dalla Chiesa

cattolica molto importanti dal punto di vista propagandistico e ideologico;

infatti i mass media italiani sono completamente asserviti al Pontefice

romano e a tutto il suo entourage e non mi è mai capitato di sentire una

critica o un disappunto nei suoi confronti. La televisione pubblica, quella

privata ed i giornali concedono ampi spazi al Santo Padre ogni qualvolta

appare in pubblico, dalla messa domenicale alle dirette televisive in

occasione delle feste cristiane (Natale, Pasqua ecc.), per finire ai lunghi

servizi dedicatigli tutte le volte che si sposta al di fuori del Vaticano,

servizi per giunta per nulla obiettivi in quanto sono quasi sempre esenti

da critiche; infatti se qualcuno si azzarda a criticare o esprimere pareri

poco ortodossi viene subito punito, come accadde nel luglio del 2009 al

~ 106 ~


vaticanista del Tg3 Roberto Balducci allorché si azzardò a dire che “…ad

ascoltare il Papa sono rimasti solo quattro gatti…”; per questo motivo i dirigenti

Rai lo rimossero dal suo incarico, questo a dimostrazione del fatto che ai

giornalisti è preclusa ogni forma di biasimo e devono sempre mantenere

espressioni altamente reverenziali nei confronti delle alte cariche vaticane e di

tutto il mondo clericale.

Nessun personaggio politico di nessuna nazione europea (e forse anche

del mondo) ha una così ampia presenza in una televisione pubblica, come il

Papa e questa è una vera ingiustizia se non altro verso le altre religioni le quali

avrebbero a loro volta diritto ai propri “spazi pubblicitari”.

Ultimamente (gennaio 2016) la Rai ha addirittura stipulato un accordo con il

Vaticano “per promuovere la presenza della Sede Apostolica nel campo

mediatico internazionale” pertanto saranno mandati in onda tutti gli eventi di

papa Francesco, dalle udienze, alle prediche, alle celebrazioni varie e quant’altro;

in pratica ce lo ritroveremo fra i piedi tutti i giorni in tutti i telegiornali di tutte

le più importanti reti televisive e radiofoniche italiane e per giunta senza che

nessuno possa contraddirlo. In questo modo il nostro Paese si avvicina a

diventare un vero e proprio Stato confessionale. Che squallore! Abbiamo

toccato il fondo!

Altri privilegi arrivano alla Chiesa cattolica dalla scuola pubblica

italiana e questo per me non dovrebbe accadere poiché uno stato laico

come il nostro non dovrebbe permettere l’insegnamento di una materia

come la religione, che altro non è che una delle tante forme di

superstizione. Allora dovrebbero insegnare anche l’astrologia, lo

spiritismo, la divinazione, la cartomanzia, il malocchio e mille altre

credenze irrazionali. C’è anche da dire che chi a scuola decide di non

avvalersi di tale insegnamento ad esempio gli atei, gli agnostici, i facenti

parte di altre religioni ecc. è quasi sempre discriminato in quanto le

cosiddette materie alternative, che dovrebbero sostituire la religione

cattolica, non vengono quasi mai insegnate a dovere. In alcuni casi gli

studenti, in quell’ora, vengono abbandonati a sé stessi senza ricevere

alcun supporto didattico e nel caso in cui uno studente, ad esempio di

fede islamica, facesse richiesta di ricevere un insegnamento di tale

religione, ciò non gli verrebbe concesso, anche se ne avrebbe tutto il

diritto morale, in quanto la scuola non ha a disposizione docenti di tale

materia e ciò vìola il principio paritario fra studenti.

Anche l’allestimento del presepe nelle scuole elementari

e l’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche e in altri

luoghi pubblici non dovrebbero essere consentiti, se non

altro perché sono forme discriminatorie verso gli atei e

verso i credenti in altre religioni, i quali potrebbero a

loro volta rivendicare il diritto di praticare i loro riti di

~ 107 ~


culto ed affiggere sui muri l’immagine del proprio credo religioso.

Per di più viene anche violato l’articolo 8 della Costituzione Italiana che

recita: «Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla

legge…». A conferma di ciò, nel novembre 2009 la Corte Suprema del

parlamento europeo di Strasburgo ha invitato il Governo italiano a far

togliere il crocifisso dalle aule scolastiche poiché questo vìola il diritto

delle minoranze religiose e perché è un’ingerenza dello Stato nella libertà

di pensiero, di coscienza e di religione di studenti e docenti. La sentenza

della Corte è stata la seguente: «Lo Stato deve astenersi dall’imporre,

anche indirettamente, un credo soprattutto in settori delicati come quello

della scolarizzazione, dove il potere dello Stato si impone nei confronti di

persone che mancano ancora di capacità critica».

Vedremo come si concluderà questa vicenda, ma sono convinto che

Governo Italiano e Stato Vaticano troveranno una scappatoia per aggirare

l’ostacolo europeo ed il crocifisso resterà dov’è ancora per molti anni.

Ma come si pronunciano i clericali cattolici su

quest’argomento? Essi affermano che il crocifisso non debba

essere tolto perché è il simbolo delle nostre origini cristiane.

Qualcuno però dovrebbe ricordar loro che le nostre origini

non sono cristiane, ma pagane poiché discendiamo dagli

antichi romani i quali erano politeisti quindi, con questo

principio, dovremmo appendere al muro il simbolo di Giove,

padre di tutti gli Dei, e non di Cristo che è “venuto” dopo.

Anche in questo caso i tonaconi vaticani distorcono la

realtà storica e, quel che è peggio, nessuno ha il coraggio di

Il Dio Giove. contraddirli.

Come abbiamo potuto fin qui constatare lo Stato italiano

“sovvenziona” la Santa Sede per un importo di circa 10.000 milioni

di euro l’anno; a questo punto nasce spontanea una domanda: perché

la nostra Nazione, che è in perenne crisi economica (vedi i continui

tagli alla sanità, alla scuola pubblica, alle pensioni, alla ricerca

scientifica ecc.), continua

ad elargire sussidi ad uno

Stato estero come il Vaticano

che è considerato il

più ricco del mondo? Credo

che questa sia una delle

più grandi ingiustizie della

nostra società.

~ 108 ~


L’ISTITUTO PER LE OPERE DI RELIGIONE

(IOR)

Lo Ior è una banca vaticana fondata nel 1887 da papa Leone 13° con

l’intento di raccogliere ed incamerare le innumerevoli offerte e donazioni

fatte dai fedeli.

Nel 1929, a seguito dei Patti Lateranensi, lo Stato italiano versò

all’Istituto bancario, come risarcimento per la perdita dei territori

pontifici, la bellezza di 750 milioni di lire più un miliardo in titoli di stato

(legge 810 – annesso B – art. 1), oltre a concedergli l’esenzione dalle

tasse, dai dazi sulle merci importate e tante altre agevolazioni.

A partire dagli anni ´30 la gestione dello Ior

fu affidata al banchiere Bernardino Nogara,

che la fece diventare in breve tempo una vera e

propria banca il cui scopo era quello di

investire il sempre più consistente capitale

vaticano in modo che questo avesse il maggior

rendimento possibile, quindi operare investimenti

liberi da qualsiasi vincolo morale o

religioso in ogni settore ed in ogni parte del

mondo.

Cominciarono così speculazioni monetarie

di ogni genere compreso l’acquisto di azioni di

società che svolgevano attività in netto

contrasto con l’insegnamento cattolico come la

produzione di armi, di contraccettivi ed altro;

durante il periodo fascista, infatti, una fabbrica

di munizioni acquisita da Nogara per il Vaticano, rifornì l’esercito di

Mussolini durante la campagna d’Etiopia del 1935.

Nel corso del 2° conflitto mondiale il Vaticano, essendosi dichiarato

neutrale, poté trattare tranquillamente affari con la Germania di Hitler,

offrì convenienti sbocchi bancari al fascismo italiano, all’aristocrazia e

alla mafia poi, nell’immediato dopoguerra, fece lauti guadagni

contribuendo a far scomparire buona parte dell’oro della Croazia e quello

sottratto dai nazisti alle vittime dell’Olocausto. Negli anni successivi alla

guerra lo Ior fece altre importanti speculazioni incamerando grossi

capitali dalle famiglie agiate che volevano trasferire le proprie fortune

all’estero per pagare meno tasse. Ebbe anche legami con tutte le più

importanti banche mondiali ed iniziò a fare grossi investimenti in ogni

~ 109 ~

Bernardino Nogara.


settore dell’attività economica senza pregiudizio alcuno¹.

Dal 1971 la banca vaticana fu presieduta e diretta da monsignor Paul

Marcinkus, soprannominato “banchiere di

Dio” il quale continuò ad operare sui

mercati internazionali in maniera altrettanto

spregiudicata seguitando la combutta

con organizzazioni e personaggi fra i

più intrallazzatori ed intriganti che ci

fossero in giro (ne parlerò più avanti in un

altro capitolo). Dopo un paio di anni

vennero alla luce le prime irregolarità ed

imbrogli (di cui si è avuto notizia) che

riguardavano un caso di riciclaggio di

denaro ed obbligazioni false che partiva

dalla mafia newyorkese ed approdava in

Vaticano, per un totale di 950 milioni di

dollari. Le indagini furono condotte dal

Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti

e dal Distretto Sud di New York ed il

presidente dello Ior Marcinkus fu a lungo

interrogato ma venne assolto per insufficienza

di prove.

Monsignor Marcinkus.

Nei primi anni ´80, poi, l’Istituto fu

riconosciuto dalla magistratura italiana

come il maggior responsabile del fallimento del Banco Ambrosiano di

Roberto Calvi², poiché risultò coinvolto in un intreccio tra Vaticano,

_______________

¹ Oggi la differenza più importante fra una comune banca e lo Ior consiste nel fatto che i

clienti di quest’ultimo possono essere solo esponenti del mondo ecclesiastico compresi i

dipendenti del Vaticano, dei vari ordini religiosi ed i benefattori; inoltre l’Istituto non è

tenuto a pubblicare né il bilancio, né un consuntivo delle proprie attività e nemmeno a

dare informazioni pubbliche a clienti e a terzi. Tutto è segreto. I suoi clienti possono far

circolare i capitali verso qualsiasi banca estera senza che ci sia alcun controllo e non

pagano nessuna tassa sugli utili percepiti; da notare poi che lo Ior è l’unica banca del

mondo a non aderire alle norme antiriciclaggio sulla trasparenza dei conti e per questo si

presta benissimo ad intrallazzi, raggiri e speculazioni di ogni genere.

² Il Banco Ambrosiano nacque nel 1893 come istituto bancario cattolico. Dagli anni ’70

fino al crac del 1983 fu il maggiore strumento nazionale di riciclaggio di denaro sporco

proveniente dalla mafia, dalla loggia segreta P2, dai servizi segreti deviati, dai traffici

illeciti di faccendieri, dai politici.

~ 110 ~


massoneria, mafia, servizi segreti, riciclaggio di denaro sporco, traffico di

armi per la guerra alle Isole Falkland, finanziamenti al governo

dittatoriale di Somoza in Nicaragua e al sindacato cattolico polacco

Solidarnosc. Fu accertato che lo Ior “rubò” 1.800 miliardi di lire (930

milioni di euro) mediante intricati e loschi giri di valuta e alle banche

creditrici ne restituì, un poco alla volta, soltanto 250 attingendoli in gran

parte dai proventi derivati dall’Anno Santo straordinario che papa Carol

Wojtyla proclamò nel 1983 appositamente per questo scopo¹. Il maggior

responsabile di tutta questa faccenda fu considerato monsignor

Marcinkus che, invece di essere subito radiato e scomunicato, fu fino

all’ultimo difeso dalla combriccola vaticana ed il Papa gli rimproverò

solo di aver “peccato di ingenuinità”.

Nel febbraio 1987 il tribunale di Milano emise un mandato di cattura

contro di lui per le gravi responsabilità dello Ior nel crac Ambrosiano, ma

il “banchiere di Dio” riuscì ad evitare il processo poiché si appellò

all’immunità diplomatica sancita dall’articolo 11 dei Patti Lateranensi

che recita: «Gli enti centrali della Chiesa sono esenti da ogni ingerenza

da parte dello Stato italiano». E così la fece franca.

Grazie all’appoggio di Carol Wojtyla, Marcinkus trascorse un altro

paio di anni al vertice dello Ior dopodiché, nel 1997, preferì trasferirsi

nella sua vecchia diocesi di Chicago. L’Arcivescovo di questa città lo

accolse a braccia aperte acclamandolo ed osannandolo; ecco alcune sue

frasi: «… siamo orgogliosi di ricevere uno straordinario uomo di

chiesa….ha servito con grande dedizione il Vaticano…». Che spudorato!

Ma gli ambigui ed oscuri affari della famigerata banca vaticana non si

arrestarono con le dimissioni dell’emerito Monsignore, poiché nel 1994 il

pool di Milano “mani pulite” la tirò di nuovo in ballo in quanto risultò

coinvolta nella maxitangente Enimont; secondo gl’inquirenti nelle casse

dello Ior transitarono circa 110 miliardi di lire (57 milioni di euro) in

Cct destinati al pagamento di tangenti ad esponenti politici.

Qualche tempo dopo l’Istituto vaticano fu coinvolto anche

nell’inchiesta che ebbe per protagonista il banchiere italo-svizzero

Francesco Pacini Battaglia artefice di una ragnatela di tangenti, traffici di

valuta e titoli azionari, ma la Santa Sede preferì non rispondere alla

rogatoria richiesta dal pool di Milano ed anche questa volta riuscì a

sgabellarsela.

_____________

¹ L’Anno Santo viene celebrato ogni 25 anni, l’ultimo era stato nel 1975 e il successivo

sarebbe dovuto avvenire nell’anno 2000.

~ 111 ~


Più recentemente lo Ior è stato menzionato dall’ex amministratore

della Banca Popolare Italiana Gianpiero Fiorani il quale, nel 2007, ha

rivelato ai magistrati milanesi del coinvolgimento della banca vaticana

nello scandalo denominato “Bancopoli” (versamenti in nero affluiti nelle

casse vaticane).

Un altro scandalo avvenuto negli ultimi anni di cui è stata protagonista

la banca vaticana è quello denominato “Calciopoli”; secondo i magistrati

romani i “fondi neri” della società di mediazione Gea World provenienti

da operazioni di calciomercato, sarebbero tuttora custoditi nella banca

vaticana. Inoltre nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il

“tesoretto” personale del dirigente calcistico Luciano Moggi, stimato in

150 milioni di euro.

All’inizio del 2010 lo Ior è risultato coinvolto anche nello scandalo

sugli appalti del G8 in cui sono risultati implicati anche diversi uomini

politici di spicco; Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore

dei Lavori Pubblici, aveva aperto dei conti correnti presso la banca

vaticana su cui sembra che siano affluite le tangenti pagate da diversi

imprenditori coinvolti nello scandalo. Le indagini sono tuttora in corso.

Ed ancora, nel maggio del 2010 la Procura di Roma ha aperto

un’inchiesta sui rapporti sospetti fra lo Ior ed altre 10 banche fra cui

Unicredit, Intesa San Paolo e Banca del

Fucino; si tratta di operazioni da milioni

di euro intercorse fra questi Istituti e lo

Ior sotto forma di assegni dagli estremi

non chiari. Sempre in merito alla stessa

inchiesta, nel settembre dello stesso

anno, su segnalazione della Banca

d’Italia, la Procura di Roma ha sequestrato

23 milioni di euro depositati su un

conto del Credito Artigiano di Roma ed

ha iscritto nel registro degli indagati

l’attuale presidente dello Ior, Ettore

Gotti Tedeschi e il direttore Paolo

Cipriani, con l’accusa di violazione alle norme antiriciclaggio.

In tutti questi casi le indagini dei magistrati, come già accaduto in

passato, sono destinate ad arenarsi poiché rogatorie e verifiche sono

impossibili a causa del veto del Vaticano; la sua natura formalmente

estera impedisce alla magistratura italiana di indagare fino in fondo, così

tutto svanirà come una bolla di sapone e gli affaristi vaticani resteranno

ancora una volta impuniti.

~ 112 ~


Ultimamente però (dicembre 2010) qualcosa sembra essere cambiato:

l’Unione Europea e la Banca d’Italia hanno pressato energicamente la

Banca vaticana affinché si adegui alle normative europee per quanto

riguarda la prevenzione alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro sporco

proveniente da attività criminose come il finanziamento del terrorismo.

Papa Ratzinger, almeno in questo, si è detto disponibile al cambiamento

di rotta della Banca vaticana, nonostante abbia trovato molta resistenza da

parte di un nutrito gruppo di porporati superconservatori.

Staremo a vedere se questa nuova normativa verrà pienamente attuata

oppure se gli intrallazzatori vaticani escogiteranno qualche scappatoia per

aggirare l’ostacolo e continuare così i loro traffici illegali. Non sarebbe la

prima volta.

E questa la fanno passare come la Chiesa dei poveri, degli umili e

degli onesti. A me sembra sempre più un tempio abitato da mercanti

senza scrupoli dediti al potere temporale più che alla spiritualità.

~ 113 ~

Alfredo Chiàppori.


L’OPUS DEI

L’Opus Dei (Opera di Dio) è la più

potente e misteriosa organizzazione

cattolica mondiale. Molto simile alla

massoneria per gli ideali dei suoi

affiliati e per la segretezza che li

contraddistingue, fu fondata in Spagna

nel 1928 dal sacerdote Josemaria

Escrivà de Balaguer insieme ad alcuni

laici spagnoli con lo scopo di contribuire

al rinvigorimento della Chiesa e combattere

la “scristianizzazione” della società

europea causata dalla crescente

diffusione delle idee comuniste.

Attualmente è presente in 90 nazioni

diverse ed è guidata da circa 1900

clericali cattolici affiancati da circa

85.000 collaboratori laici per lo più

molto facoltosi. I seguaci italiani sono

circa 5.000 dei quali 1.000 solo a Roma.

Costoro ricevono un completo lavaggio

mentale, sono esortati ad una muta obbedienza, a sopportare la

persecuzione e le sofferenze come Gesù morto in croce (spesso devono

autoflagellarsi) e a mantenere il segreto di appartenenza all’organizzazione

(da qui l’accusa mossa negli anni ’80 dalla magistratura

italiana di essere una società segreta).

Ecco il racconto fatto nel 1986 da una donna di Roma che, dopo aver

trascorso la trafila dell’ammissione, lasciò sconvolta il club religioso:

«…una tenebrosa trappola di sadismo e masochismo avvolta in una

miscela di fascino e coercizione…».

Nel corso degli anni l’Opus Dei è riuscita ad accumulare un ingente

capitale attraverso donazioni e lasciti dei propri affiliati ed oggi gestisce

università e collegi in tutto il mondo ed i suoi esponenti sono penetrati nel

giornalismo, nelle stazioni radiofoniche e televisive, nella finanza, nelle

banche ecc. In Italia può vantare un gettito annuo di oltre 25 milioni di

euro oltre a possedere un ingente patrimonio immobiliare. L’Opus Dei

gestisce questo immenso patrimonio mediante società ausiliarie che

spesso operano nell’ombra (infatti il suo nome non appare mai): la Rui,

che gestisce dei collegi universitari, l’Elis, a cui fanno capo centinaia di

~ 114 ~


istituti di formazione professionale, la Faes che gestisce scuole private e

tante altre. Il bello è che spesso certe organizzazioni ricevono addirittura

dei finanziamenti regionali.

Questa tenebrosa organizzazione etichettata come Santa mafia o

Polipo di Dio o Chiesa ombra qualche decennio fa fu tirata in ballo in

occasione di scandali come il crac del Banco Ambrosiano e per il suo

coinvolgimento nel regime fascista spagnolo durante la dittatura di

Franco (alcuni suoi affiliati avevano fatto parte di quel governo); qualche

anno più tardi si aggiunse anche l’accusa dei suoi passati legami con il

governo militare fascista di Pinochet in Cile, d’intesa con la Cia.

A metà degli anni ´80 la magistratura italiana indagò sul suo stato di

“segretezza” quindi illegalità ma, non potendo approfondire le indagini

perché osteggiata dai politicanti vaticani, archiviò l’inchiesta nonostante

che l’articolo 18 della Costituzione Italiana sancisca: «Sono proibite le

associazioni segrete…».

Nonostante tutte queste vicissitudini papa Carol Wojtyla, invece di

cercare di far luce sulla controversa situazione in cui si trovava

l’Organizzazione ed eventualmente punire i responsabili, in ogni

circostanza la difese e la protesse a prescindere da eventuali colpevolezze;

nel maggio del 1986 addirittura la rivalutò allorché decise di

consacrare in San Pietro, con una solenne cerimonia, 74 nuovi sacerdoti,

31 dei quali appartenenti proprio alla prelatura dell’Opus Dei.

Non si vergognava proprio di niente!

La cerimonia di consacrazione di 74 sacerdoti.

~ 115 ~


PADRE PIO

Il giornalista Mario Guarino, dopo una

lunga e minuziosa indagine tutta documentata

sulla vita del frate di Pietrelcina, nel 1999 ha

pubblicato il libro Santo impostore – Controstoria

di padre Pio dal quale traggo un breve

riassunto.

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione,

nato a Pietrelcina (Benevento) nel 1887, è stato

uno dei più grandi marpioni clericali che la

Chiesa abbia annoverato nei secoli.

Indisciplinato, ribelle, furbacchione ed isterico,

fin da giovane usò vari stratagemmi ed inganni

per ridurre al minimo la sua preparazione al

sacerdozio tanto da farsi esonerare agli esami di

ammissione al corso di teologia; in seguito,

durante la sua permanenza nei vari conventi di

Morcone, Pianisi, Serracapriola, Montefusco e

S.Maria a Monte, non sopportando la rigida vita

monastica, usava fingersi gravemente ammalato

(andava in estasi, aveva visioni, si autoflagellava)

per fare ritorno alla propria casa natale dove, per incanto, gli

scomparivano tutti i mali (psicosomatici). Poi tornava in convento e di

nuovo a casa (per 6 anni consecutivi) tanto che fra i colleghi serpeggiava

lo scontento a causa dei continui privilegi riservatigli. Nel frattempo

diceva di essere assediato da fenomeni soprannaturali, aveva apparizioni

angeliche, parlava con Dio, con Gesù e con la Madonna ma, più spesso,

aveva a che fare con Satana che gli appariva sotto varie forme e col quale

ingaggiava furibonde risse dalle quali usciva malconcio, sanguinante, ma

vittorioso. Sovente era soggetto anche ad incontrollati attacchi isterici.

Il 18 luglio 1909 divenne diacono e il 10 agosto

1910, a soli 23 anni, fu nominato sacerdote dopo aver

ottenuto una dispensa speciale sempre per motivi di

salute (sebbene il regolamento prevedesse che l’ordinazione

non potesse avvenire prima dei 24 anni).

Poco dopo tornò nel suo paese natale e, mentre era

assorto in contemplazione, gli comparvero per opera

divina le famose stigmate, ma subito dopo scomparvero

per poi riapparire in forma invisibile (!?). Così la gente

~ 116 ~ Padre Pio da giovane.


del posto cominciò a considerarlo un Santo e ad attribuirgli anche dei

miracoli.

Nel novembre del 1915 fu chiamato a prestare il servizio militare, ma

ottenne una licenza di convalescenza di un anno per motivi di salute.

Così ricominciò a fare la spola fra casa e convento poi, nell’estate del

1916, chiese di essere trasferito nello sperduto eremo di Santa Maria delle

Grazie a San Giovanni Rotondo, sul Gargano; qui ricominciò ad avere

visioni e riprese la sua feroce

lotta contro il Demonio, ma nel

dicembre dello stesso anno fu

richiamato alle armi poiché stava

infuriando la prima guerra

mondiale. Siccome non aveva

nessuna intenzione di servire la

patria, mentre gli altri giovani

frati del convento erano tutti

arruolati al fronte, si finse di

nuovo gravemente ammalato,

così ebbe altre due licenze di Il convento nei primi anni del secolo scorso.

convalescenza poi, con qualche

altra energica raccomandazione, il 16 marzo 1918 fu definitivamente

esonerato dal servizio militare sebbene a parole si fosse espresso a favore

della guerra. Ecco le sue dichiarazioni: «…noi siamo tutti chiamati a

compiere il penoso dovere rappresentato dalla guerra...dobbiamo fare tutti

il nostro dovere...dobbiamo cooperare al bene comune e renderci propizia

la misericordia del Signore…».

Il 1918 fu l’anno più sensazionale per padre Pio poiché, secondo il

racconto da lui stesso fatto ad un proprio

superiore, il 5 agosto gli apparve un

personaggio celeste che gli trafisse l’anima

con una lunga lamina infuocata; ciò gli

provocò un acutissimo dolore che durò due

giorni, ma non era finita perché il 20 settembre

fu sorpreso da un torpore simile ad un dolce

sonno durante il quale gli apparve un

personaggio simile al primo ma con mani,

piedi e costato che gli grondavano sangue.

Quando si svegliò dal torpore si accorse di

avere anch’esso mani, piedi e costato traforati

e sanguinanti: erano le stigmate.

Padre Pio con le stigmate.

~ 117 ~


La notizia si diffuse, così dai paesi vicini cominciò ad accorrere gente

ed iniziò un continuo viavai di persone desiderose di vedere il frate

“prodigio”; accorse al convento anche il medico di fiducia dei cappuccini

nonché sindaco di San Giovanni Rotondo, dottor Angelo Merla il quale,

dopo aver esaminato le mani del frate, formulò una diagnosi sospesa fra

medicina e magia: “fenomeno criptogenetico”. La notizia si propagò in

tutta Italia dando il via ad un crescente flusso di pellegrini desiderosi di

incontrarsi con il frate stigmatizzato.

Nel maggio 1919 i responsabili dell’Ordine dei cappuccini, anche per

sedare sospetti e polemiche, ordinarono che le piaghe sul corpo di padre

Pio venissero sottoposte ad un più attento esame medico; la visita fu

affidata al primario dell’ospedale di Barletta professor Luigi Romanelli il

quale concluse: «Per me queste ferite non sono classificabili fra le ferite

comuni, sia che siano d’origine infetta, sia che siano traumatiche». Una

diagnosi evasiva che venne arbitrariamente interpretata come un sigillo

scientifico ad un evento “miracoloso”.

La sensazionale notizia si diffuse rapidamente oltre che in Italia anche

all’estero per mezzo dei giornali, uno dei quali, Il Giornale d’Italia del

01/06/1919, riportò anche l’evento che il frate stigmatizzato aveva

compiuto un miracolo: il 30 maggio si era recato al convento un soldato

ferito gravemente ad un piede e giudicato dai medici incurabile; padre Pio

lo benedisse con la mano e, istantaneamente, il milite si trovò guarito.

Letta la notizia sul giornale, il medico napoletano

Vincenzo Tangaro si recò al convento in forma

privata, si incontrò con padre Pio ed ebbe cura di

osservare le mani e la cella del frate. Tornato a Napoli,

pubblicò un articolo su Il Mattino dove scrisse: «Le

stigmate sono superficiali e presentano un alone del

colore caratteristico della tintura di iodio….nella

cella ho notato una bottiglia di acido fenico

commerciale nero che, secondo il padre guardiano,

padre Pio userebbe per attutire, a scopo di umiltà, il

suo odore di santità».

Intanto a Santa Maria delle Grazie la situazione

stava degenerando nell’isteria collettiva: gente accalcata

in lunghe file per potersi confessare col frate,

La mano di Padre Pio. con attese che duravano anche più giorni, fedeli che

entravano nel convento scavalcando le finestre, malati

e storpi che si arrampicavano fino all’eremo per implorare la grazia…

C’era chi sosteneva di essere stato miracolato, malati che si dicevano

~ 118 ~


guariti, moribondi che si dichiaravano rinati, torme di fedeli in trance al

cospetto di quel santo cappuccino che veniva accreditato capace di fare

miracoli a ripetizione.

Tutto questo, oltre a creare problemi di ordine pubblico, contrastava

nettamente con la dottrina monastica pertanto il Sant’Uffizio, dietro

ordine del Vaticano il quale aveva cominciato ad avversare il frate

ritenendolo una specie di stregone pagano, lo fece visitare in più

circostanze da illustri medici; ecco le diagnosi: nel luglio 1919 il

professor Amico Bignami, luminare di patologia medica all’Università di

Roma, a proposito delle stigmate scrisse: «…possiamo pensare che le

lesioni descritte siano cominciate come prodotti patologici (necrosi

multipla della cute) e siano state completate, forse incoscientemente per

un fenomeno di suggestione, con un mezzo chimico, per esempio tintura

di iodio». Nell’aprile 1920 padre Agostino Gemelli, medico e psicologo,

fondatore delle Università cattoliche di Milano e Roma, scrisse: «Padre

Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello

psicopatico….le ferite che ha sul corpo con carattere distruttivo dei

tessuti, sono tipiche della patologia isterica…un ammalato si procura le

lesioni da sé…». Il 3 luglio del 1922 monsignor Pasquale Gagliardi, dopo

aver visitato il frate, riferì direttamente a papa Pio 11° che, secondo lui, le

stigmate erano provocate da tintura di iodio e acido nitrico¹.

Ma nonostante questi verdetti, il fanatismo religioso e la credulità

popolare avevano già preso il sopravvento pertanto, al convento,

aumentava sempre più il via vai di pellegrini devoti a padre Pio; la fede in

Dio era come soppiantata dall’idolatria per il frate santo e iniziava un

commercio illegale di oggetti a lui appartenenti: bende sanguinolente

delle presunte stigmate, pezzi del suo saio, pezzi del cordone ecc.;

aumentava anche, in maniera vertiginosa, l’afflusso di denaro che i fedeli

da tutta Italia e dall’estero inviavano al Santone a scopo propiziatorio.

Tutto questo aveva poco a che fare con l’ordine, il raccoglimento e la

riservatezza della vita francescana in un convento di clausura, ma padre

Pio si sentiva già un personaggio famoso e, come ogni capo carismatico

che si rispetti, organizzò intorno a sé una ristretta cerchia di fedelissimi

_____________

¹ Che padre Pio fosse un autentico imbroglione fu confermato anche da uno dei suoi

fedelissimi, Francesco Morcaldi il quale, il 21 maggio del 1963 nell’ambito di un

processo per diffamazione, confessò in tribunale a Roma che le stigmate del frate erano da

lui stesso provocate con acido nitrico e acqua di colonia. Inoltre anche l’illustre psichiatra

Luigi Cancrini, negli anni ’60, firmò una perizia su padre Pio definendolo «persona con

gravi disturbi della personalità».

~ 119 ~


e loschi personaggi fra i quali il gerarca fascista

Francesco Morcaldi e l’avventuriero senza

scrupoli Emanuele Brunatto. Costoro coadiuvarono

il frate durante tutta la sua lunga

carriera.

Tutta questa notorietà del frate e quello che

Padre Pio con Morcaldi.

ruotava intorno al convento di Santa Maria

delle Grazie creò del malumore e delle critiche da

parte di un nutrito gruppo di cittadini di San

Giovanni Rotondo i quali inviarono un esposto

presso il questore di Foggia per lamentare il

mercimonio paganeggiante sorto intorno al

convento e per denunciare quella che definivano

una truffa ai danni della povera gente credulona.

Anche l’arcivescovo di Manfredonia, monsignor

Pasquale Gagliardi, considerato il più acerrimo

avversario di padre Pio, denunciò al Vaticano i

traffici illegali che giravano intorno all’eremo che

ormai, più che un convento, aveva assunto

l’aspetto di un mercato nell’ora di punta.

Stando così le cose il Sant’Uffizio scrisse al Emanuele Brunatto.

frate di Pietrelcina severi richiami all’ordine,

all’obbedienza e al rigore (nel giugno 1922, il 31 maggio 1923 e il 24

luglio 1924), inoltre invitò i suoi fedeli a non idolatrarlo perché costui

non aveva niente di miracoloso, ma al convento continuò tutto come

prima; allora venne ordinato al frate di trasferirsi in un monastero presso

Ancona, ma ci fu un’energica protesta dei suoi fedeli capeggiati dai fidi

Brunatto e Morcaldi (quest’ultimo, nel frattempo, era diventato podestà

del Comune di San Giovanni Rotondo) e, anche questa volta, non ci

furono cambiamenti.

Così padre Pio iniziò una battaglia a suon di ricatti contro i suoi

agguerriti avversari foggiani e di Manfredonia e anche contro il Vaticano

stesso che, secondo lui, non faceva nulla per metterli a tacere. Anche il

gruppo di cittadini di San Giovanni Rotondo continuava a denunciare le

malefatte che venivano perpetrate al convento; allora i fidi Morcaldi e

Brunatto iniziarono un sapiente lavoro di spionaggio e ricatti verso i suoi

avversari, ma non riuscirono a calmare le acque.

Nel frattempo Santa Maria delle Grazie divenne sempre più meta di

pellegrinaggio sfrenato dove vorticava un tumultuoso e incontrollato

fiume di denaro; padre Pio fu attorniato da “pie donne” che dormivano

~ 120 ~


nel convento e circolava la voce che usasse anche profumarsi….

Pressato ancora dal clero di Manfredonia e da quello foggiano, il

Sant’Uffizio decise di porre fine a quella che sembrava una guerra fra

bande rivali e, nell’aprile 1928, inviò monsignor Giuseppe Bruno al

convento per un’accurata ispezione; la relazione del clericale fu

impressionante: «…al convento di Santa Maria delle Grazie regna un

grave disordine morale: corruzione, ruberie, ricatti, simonia, peccati

della carne, odi e vendette…». Nel verbale si leggeva anche che padre

Pio aveva rapporti sessuali un paio di volte alla settimana «Bis

hebdomada copulabat cum muliebre».

A questo punto (marzo 1929) il frate di Pietrelcina fu nuovamente

sollecitato dal Sant’Uffizio a trasferirsi, ma il provvedimento venne

sospeso a causa di una nuova protesta inscenata dai fedeli; allora il

Sant’Uffizio, accertato che le cose al convento non erano cambiate, nel

maggio 1931 ordinò all’indisciplinato frate di cessare ogni attività con i

fedeli compresa la celebrazione della messa, gli fu più volte imposto il

trasferimento in altro convento, ma ciò rimase senza esito, fu osteggiato e

bollato per “impostore e indemoniato”. Queste restrizioni, in parte non

rispettate, durarono poco perché i fidi Brunatto e Morcaldi passarono al

contrattacco e cominciarono a ricattare più energicamente il Vaticano,

prima con l’Operazione candelabri (1931) con la quale minacciarono di

pubblicare un fascicolo dove erano documentati i misfatti del clero

foggiano e la connivente passività del Vaticano, poi (1932) minacciando

di pubblicare il dossier scandalistico Gli anticristo nella Chiesa di Cristo

contro le gerarchie Vaticane.

Questi ricatti ebbero l’esito sperato e nel 1933 padre Pio fu pian piano

riabilitato a svolgere le sue funzioni sacerdotali, ma in maniera

parsimoniosa e senza platealità. Però la situazione all’esterno e all’interno

del convento tornò ad essere la negazione dei dettami francescani e il

Vaticano, ormai sotto ricatto, da allora in avanti si limitò a rivolgergli

semplici richiami e ammonimenti periodici.

Così il Santo di Pietrelcina, in barba alle restrizioni impostegli, a metà

degli anni ´30 sfrecciava per le strade di San Giovanni Rotondo a bordo

di una Balilla grigia, alla ricerca dei terreni sui quali edificare un

imponente ospedale non lontano dal convento. I lavori iniziarono nel

1941 dopo che l’avventuriero Brunatto ebbe racimolato 300 milioni di

lire (155.000 euro), parte di padre Pio e parte suoi, ricevuti forse per aver

partecipato attivamente come collaborazionista dei nazisti al governo di

Vicky (per questo reato fu condannato e imprigionato a Marsiglia). Nel

1943 altri 250 milioni di lire (129.000 euro) furono stanziati dall’Unrra

~ 121 ~


(futura Onu) per finanziare

l’ospedale che era già in

costruzione.

Nell’immediato dopoguerra

l’afflusso di pellegrini al

convento di Santa Maria delle

Grazie era aumentato a tal

punto che nei dintorni di questo

Il convento nei primi anni '50.

sorsero numerose costruzioni,

alberghi, ristoranti, negozi ed

altro; padre Pio non aveva certo diminuito la sua notorietà ed appariva

sempre più come un frate showman, celebrava, confessava,

sermoneggiava, dispensava miracoli e spesso appariva platealmente

ieratico, a volte anche iracondo e autoritario; non gli mancava nemmeno

l’intolleranza specialmente verso le donne che entravano in chiesa con le

gonne corte fino al ginocchio. Questo suo finto perbenismo lo rendeva

estremamente ipocrita in quanto la sua vita era costellata da

comportamenti nettamente contrari alla buona morale e al buon costume.

Il 5 maggio 1956 fu inaugurato

l’ospedale che venne denominato

Casa sollievo della sofferenza ed

il frate chiese ed ottenne da papa

Pio 12° che tutto quanto fosse

affidato alla congregazione Tof di

Santa Maria delle Grazie della

quale egli stesso risultava amministratore.

Così poteva mano- Il grandioso ospedale di Padre Pio.

vrare questo immenso patrimonio

senza esserne proprietario di fatto (era così stato raggirato l’ostacolo del

voto di povertà che fa ogni frate). Il nuovo ospedale divenne subito

miracoloso perché portò al convento

nuovo afflusso di pellegrini e con

loro nuovo denaro e nuove donazioni,

lasciti, contributi e offerte di

ogni tipo; e padre Pio divenne

sempre più famoso, venerato ed

osannato.

Nel 1959 venne realizzata anche

una nuova e più grande chiesa di

fianco a quella esistente.

La vecchia chiesa (a sinistra) e la nuova.

~ 122 ~


Alla fine degli anni ´50 il frate miracoloso fu coinvolto, anche se

marginalmente, in un nuovo scandalo, quello del bancarottiere

Giambattista Giuffrè, per questo motivo, ed anche perché pressato dai

superiori cappuccini, il 30 luglio 1960 il nuovo pontefice Giovanni 23°,

che non credeva affatto nella santità del frate, mandò monsignor Carlo

Maccari nel convento di Santa Maria delle Grazie per una nuova

ispezione. Secondo il resoconto del prelato la situazione al convento di

padre Pio era anche peggiore di quella denunciata da monsignor Bruno

nel 1928: l’esterno dell’eremo aveva assunto aspetti intollerabili per

platealità ed estensione, c’era un sordido commercio di pezzuole

insanguinate spacciate per frammenti di bende delle stigmate del Santo

(pezzetti di stoffa imbevuti di sangue di pollo), i frati andavano tutti a

giro in auto ed avevano iniziato numerose e spericolate operazioni

immobiliari nel circondario. All’interno del convento si combattevano

continue lotte intestine, contrasti e scontri fra frati, ricatti e vendette;

inoltre stazionavano perennemente gruppi di devote…

Consapevole della gravità dei fatti narrati nella relazione del Maccari,

padre Pio cercò di ammansire la Santa Sede e redasse un testamento dove

lasciava tutti i suoi beni, compreso l’ospedale,

al Vaticano; inoltre il fido Brunatto cercò di

intimidire i vertici della Chiesa di Roma con

minacce e ricatti, ma tutto questo non bastò,

infatti il Sant’Uffizio impartì una solenne

punizione all’indisciplinato frate e nel

gennaio 1961 gli proibì perentoriamente di

celebrare matrimoni, battesimi, avere liberi

contatti con i fedeli, confessare determinate

persone, intrattenersi da solo con donne nel

convento, impiegare più di mezz’ora per

celebrare la messa e trattenere i penitenti in

confessionale per più di 3 minuti. Inoltre il

convento passò alle dirette dipendenze del

Sant’Uffizio, padre Pio fu estromesso da

superiore e venne nominato al suo posto

padre Rosario Aliminusa.

Oltre a questo la Santa Sede si appropriò

giuridicamente di tutti i beni del frate Padre Pio nel proprio confessionale.

compreso l’ospedale; a questo punto (1962)

l’avventuriero Brunatto passò al contrattacco e presentò nientemeno che

all’Onu un dossier col quale denunciava che i diritti e la dignità del

~ 123 ~


cappuccino erano stati offesi e umiliati.

Nel giugno 1963 morì papa Giovanni 23° e salì al trono Paolo 6°;

questi, più pragmatico e meno fiscale del precedente, decise di chiudere il

contenzioso facendo firmare a padre Pio un testamento (maggio 1964) nel

quale nominava la Santa Sede erede universale di tutti i suoi beni mobili

ed immobili; il frate firmò anche una dichiarazione pubblica, riportata

anche sui giornali, nella quale era scritto: «…contrariamente a ciò che si

legge sulla stampa, affermo di non subire costrizione e persecuzione

dalle autorità ecclesiastiche...trovo nei miei superiori comprensione,

conforto e protezione…godo di libertà nel mio ministero né so di avere

nemici e persecutori…». Si chiudeva così una lunga diatriba durata oltre

40 anni e dalla quale uscivano vittoriosi sia il Vaticano per l’eredità

ricevuta, che il frate di Pietrelcina per la grande fama acquisita.

Negli ultimi anni di vita padre Pio ebbe parecchi acciacchi e malanni

e ogni volta che si ristabiliva diceva di essere stato a sua volta miracolato.

Morì il 23 settembre 1968 e subito dopo il decesso si sparse la voce che

gli erano scomparse, per miracolo, le stigmate; il corpo fu esposto al

pubblico per 4 giorni con alle mani dei mezzi guanti di lana e ai piedi le

calze.

Molti pensavano che con la morte del frate

miracoloso sarebbero finiti gli scandali al

convento di San Giovanni Rotondo, ma dovettero

ricredersi, infatti a metà degli anni ´90 il

supermanager della Casa sollievo della sofferenza,

monsignor Riccardo Ruotolo, fu accusato

dalla magistratura italiana di falso e truffa insieme

ad altri 7 importanti personaggi del posto, avendo

costruito il poliambulatorio Casa del pellegrino

infermo in zona boschiva quindi in violazione

delle norme urbanistiche. Il 13/03/1995 ci fu la

sentenza e monsignor Ruotolo se la cavò con una

semplice ammenda di 35 milioni di lire (18.000

euro). Uno scandalo nello scandalo!

Ma non è finita perché, sempre negli anni ´90,

la Corte dei Conti rilevò una truffa perpetrata fra

Mons. Riccardo Ruotolo. l’Ospedale di padre Pio e la Regione Puglia:

quest’ultima infatti rimborsava sempre in ritardo

all’Ospedale i soldi delle prestazioni effettuate in convenzione con il

Servizio Sanitario Nazionale, facendo scattare interessi per 24 miliardi

~ 124 ~


di lire (12.400.000 euro). Dopo un lungo contenzioso il 15 aprile 1999 fu

trovato un accordo: l’Ospedale fece un energico sconto alla Regione e in

cambio ottenne la parificazione alle Aziende Ospedaliere del Servizio

Pubblico con tutti i benefici contributivi del caso.

In questi ultimi anni l’eremo di San Giovanni Rotondo si è

ulteriormente ampliato: nel 2004 è stata inaugurata una nuova grandiosa

chiesa in stile moderno in grado di contenere oltre 7.000 persone, sono

sorte scuole di vario tipo, ambulatori, nuovi ospedali, negozi, minimarket,

residenze varie ed altro ancora (tutto privato naturalmente). In tutto ciò

che viene venduto vi è l’immagine di padre Pio.

Il complesso di San Giovanni Rotondo come si presenta oggi: in alto la nuova imponente

chiesa, al centro le altre due chiese ed in basso l'ospedale.

Oggi il santuario è visitato da 7-8 milioni di persone l’anno ed ha un

giro di affari di 500 milioni di euro molti dei quali finiscono nelle casse

vaticane; per questo motivo papa Giovanni Paolo 2°, illustre devoto di

padre Pio, il 2 maggio 1999 lo beatificò e il 16 giugno 2002, a tempo di

record, lo santificò (nonostante che il Sant’Uffizio non abbia mai

~ 125 ~


evocato la condanna di impostore). Ciò rappresenta un omaggio

postumo doveroso, da parte di Santa Romana Chiesa, verso un frate

che è ormai un marchio dell’industria vaticana delle anime. Una

contraddizione che solo la biblica ipocrisia e l’opportunismo senza

scrupoli della Santa Sede sono in grado di sopportare grazie ad un

fatturato milionario.

La Chiesa di Roma, ridotta ad una vera e propria “industria degli

ingenui e creduloni”, è ormai votata al Dio denaro e dunque il

business le ha consentito di trasformare un impostore in un santo.

Del resto il solo vero miracolo del frate con le stigmate fantasma è

stato ed è quello affaristico: un giro di denaro enorme con le

diramazioni più impensabili, il cui epicentro è San Giovanni Rotondo

e la regia è in Vaticano; tutt’intorno, un corollario di intrighi,

maneggi e scandali.

******

Sul settimanale cattolico Famiglia Cristiana n° 17 del 27 aprile del

2008 è apparsa la biografia molto concisa di padre Pio. Ne riporto qui di

seguito i fatti più importanti (trascritti alla lettera) e, sebbene non sia

spiegato il motivo di certe prese di posizione da parte del Sant’Uffizio,

sono sufficienti a confermare che gli avvenimenti descritti dal giornalista

Mario Guarino, e da me riassunti, non sono frutto di fantasia o

maldicenza, ma rispecchiano la realtà dei fatti:

1909 - In primavera torna a Pietrelcina per motivi di salute, che lo

costringeranno più volte a fare rientro nella sua casa nativa fino al

febbraio 1916….

1910 - Il 22 gennaio scrive al padre provinciale, pregandolo di chiedere

alla Santa Sede la dispensa per anticipare l’ordinazione sacerdotale, che

il 1° luglio successivo verrà concessa dalla Sacra Congregazione per i

religiosi….L’8 settembre appaiono per la prima volta le stimmate;

successivamente continuerà a sentire episodicamente l’acutissimo dolore

delle piaghe, ma senza manifestazioni esterne.

1912 - Il 23 agosto sente il cuore come trapassato da un dardo di fuoco.

1915 - Il 6 novembre è chiamato alle armi, ma per motivi di salute

ottiene, il 18 dicembre, la licenza di convalescenza di un anno.

~ 126 ~


1916 - Il 18 dicembre rientra al corpo militare di Napoli, ricevendo, il 30

dicembre, una nuova licenza di sei mesi.

1917 - Il 4 settembre viene dichiarato idoneo al servizio militare, ma il 5

novembre ottiene altri quattro mesi di convalescenza.

1918 - Il 16 marzo ottiene il definitivo esonero dal servizio militare. Il 5

agosto un personaggio celeste lo trafigge nell’anima: è il fenomeno della

trasverberazione, che dura fino al mattino del 7 agosto. Il 20 settembre il

medesimo personaggio gli appare con mani, piedi e costato sanguinanti:

subito dopo, anche Padre Pio si ritrova sul corpo le stimmate della

passione di Cristo.

1919 - Il 9 maggio un giornale pubblica la prima notizia relativa alle

stimmate di Padre Pio. Fra maggio e ottobre il cappuccino viene

separatamente visitato dai medici Luigi Romanelli, Amico Bignami e

Giorgio Festa, che esprimono pareri contrastanti tra loro.

1920 - Il 18 aprile giunge a San Giovanni Rotondo padre Agostino

Gemelli, che però non è autorizzato a vedere le stimmate. Ciononostante,

il giorno dopo scrive un rapporto per il Sant’Uffizio, dando un giudizio

negativo sul frate.

1922 - Il 2 giugno il Sant’Uffizio chiede al ministro generale dei

Cappuccini di mettere ordine nel convento di San Giovanni Rotondo e

di “stare in osservazione” intorno a Padre Pio, al quale viene vietata

qualsiasi relazione, anche epistolare, con padre Benedetto.

1923 - Il 31 maggio il Sant’Uffizio afferma “non constare della

soprannaturalità dei fatti attribuiti a Padre Pio ed esorta i fedeli a

conformarsi nel loro modo di agire a questa dichiarazione”. Fra luglio e

agosto la voce che Padre Pio verrà spostato in un altro convento spinge i

fedeli a organizzare contestazioni, tanto da costringere il Sant’Uffizio a

differire il provvedimento.

1924 - Il 24 luglio di quest’anno un provvedimento emanato dal

Sant’Uffizio ammonisce i fedeli “di astenersi dal mantenere qualunque

relazione, sia pure epistolare, a scopo di devozione con Padre Pio”.

1929 - Il 13 marzo il Sant’Uffizio sollecita nuovamente il trasferimento di

~ 127 ~


Padre Pio. Il 15 aprile successivo, in seguito alle proteste inscenate dai

fedeli, il provvedimento in questione viene sospeso.

1931 - Il 13 maggio il Sant’Uffizio ordina che Padre Pio, a partire

dall’11 giugno, non celebri più la Santa Messa in pubblico, e

contemporaneamente smetta di confessare i fedeli.

1933 – Il 16 luglio Padre Pio viene autorizzato a celebrare nuovamente

dinanzi ai fedeli.

1960 – Dal 30 luglio al 17 settembre ha luogo la Visita apostolica di

monsignor Carlo Maccari, per disposizione del Sant’Uffizio. Il 5

novembre Maccari consegna al Sant’Uffizio il frutto di tale lavoro: una

relazione di 208 pagine, più due cartelle di documenti.

1961 – Il 31 gennaio il Sant’Uffizio emana una serie di provvedimenti nei

riguardi di Padre Pio, fra cui il divieto di ricevere donne da solo nel

parlatorio del convento.

1964 – Il 30 gennaio il cardinale Ottaviani, responsabile del

Sant’Uffizio, comunica ai Superiori dei Cappuccini che Paolo VI ha

disposto “che Padre Pio svolga il suo ministero in piena libertà”. L’11

maggio Padre Pio firma il testamento con cui nomina la Santa Sede

erede di ogni sua proprietà.

1983 – Il 20 marzo, dopo un intervento personale di Giovanni Paolo II

per sbloccare le perplessità all’interno del Sant’Uffizio, viene aperto il

processo diocesano sulla vita e le virtù di Padre Pio, che si concluderà il

21 gennaio 1990.

1997 – Il 18 dicembre papa Wojtyla firma il decreto sulle virtù eroiche di

Padre Pio, dichiarandolo venerabile.

1999 – Il 2 maggio Padre Pio viene proclamato beato.

2002 – Il 16 giugno Padre Pio viene proclamato santo.

******

~ 128 ~


CONNIVENZA ED APPOGGIO AI GOVERNI

FASCISTI E NAZISTI DI TUTTO IL MONDO

«Il Vaticano era a conoscenza degli atroci

crimini perpetrati dai nazisti durante la 2°

guerra mondiale compresi quelli avvenuti nei

campi di sterminio, ma ha sempre finto di

non sapere». A svelare questa notizia è stato

un documento del 1947 del Dipartimento di

Stato Americano il quale aggiunge che

nell’immediato dopoguerra il Vaticano, con a

capo papa Pio 12° (Eugenio Pacelli), diede

protezione dentro le proprie mura a molti

criminali nazisti e fascisti responsabili di atroci

delitti. La Santa Sede mise in piedi una vera e

propria organizzazione con ramificazioni in

altri continenti, denominata Odessa e capeggiata

dal vescovo austriaco Alois Hudal

con lo scopo di portare all’estero i capitali

Papa Pio 12°

trafugati alle vittime dell’Olocausto e di far

fuggire verso l’America Latina ed in particolar

modo verso l’Argentina governata dal dittatore filofascista Juan Peron, i

rifugiati hitleriani fornendo loro false carte di identità della Croce Rossa

Internazionale e documenti della Caritas. Fra il 1947 e il 1952 riuscirono

così ad espatriare migliaia di gerarchi nazisti fra i quali anche molti

criminali di guerra; ecco alcuni nomi passati alla storia:

- Franz Stangl, ufficiale delle SS e comandante

del campo di sterminio di Sobibor e successivamente

di quello di Treblinka, fu ritenuto responsabile dello

sterminio di 900.000 persone; riuscì ad espatriare

prima in Siria con un passaporto diplomatico della

Croce Rossa fornitogli dal vescovo Hudal, poi in

Brasile;

- Gustav Wagner, braccio destro di Stangl al

campo di concentramento di Sobibor, fu soprannominato

“Lupo” per il suo sadismo ed efferatezza

dimostrata nei confronti dei reclusi che uccideva con

le proprie mani; anch’esso fuggì in Brasile con

l’aiuto di Hudal;

~ 129 ~

Gustav Wagner.


- Walter Rauff, feroce criminale capo delle SS del Norditalia, fu

l’ideatore dei cosiddetti “camion della morte” (i gas di scarico degli

automezzi erano convogliati all’interno del vano passeggeri stracolmo di

deportati) per mezzo dei quali furono sterminati dai 100.000 ai 150.000

prigionieri. Fu anche ritenuto responsabile della deportazione di centinaia

di civili milanesi verso i campi di sterminio poi, nell’immediato

dopoguerra, agì per conto dei servizi segreti americani sotto la copertura

di un’organizzazione di aiuto ai rifugiati gestita dal Vaticano; così dal

1945 al 1949 fece espatriare clandestinamente verso

asili sicuri oltre 5.000 fra agenti della Gestapo ed

SS, poi egli stesso si rifugiò in Cile;

- Adolf Eichmann, esperto di questioni ebraiche,

fu il responsabile e coordinatore delle deportazioni

di massa di migliaia di Ebrei verso il lager di

Auschwitz quindi uno dei principali esecutori

materiali dell’Olocausto; nel 1950 il vescovo Hudal

gli fornì una nuova identità, quella del profugo

croato Richard Klement e lo fece rifugiare a Genova

dove fu nascosto in un monastero sotto il controllo

caritatevole dell’arcivescovo Giuseppe Siri; in

seguito, Eichmann, fuggì in Argentina;

- Alois Brunner, profondo antisemita e assistente

Adolf Eichmann. di Eichmann che lo definì il suo “uomo migliore”,

fu comandante del campo di concentramento di

Drancy; fu accusato di essere il responsabile dello sterminio nelle camere

a gas di oltre 140.000 Ebrei. Autorità vaticane lo fecero fuggire in Siria

sotto falso nome;

- Joseph Mengele, medico ed ufficiale nazista, fu soprannominato

L’Angelo della morte poiché nel campo di concentramento di Auschwitz

sterminò migliaia di Ebrei utilizzandoli come cavie umane per i propri

esperimenti indicibili volti a ricercare il gene per la creazione di una pura

e sacra razza ariana. Con l’avvicinarsi della sconfitta tedesca, Mengele

scappò in Sudamerica sotto falso nome (Gregor Helmut) grazie ad un

passaporto diplomatico gentilmente fornitogli dal Vaticano;

- Ferenc Vajta, criminale di guerra ungherese autore di spietati eccidi

di massa; il Vaticano lo fece espatriare a Bogotà (Colombia), dove

divenne insegnante di economia;

- Erich Priebke, capitano delle SS e braccio destro del comandante

della Gestapo di Roma Kappler, partecipò alla pianificazione e

realizzazione della strage delle Fosse Ardeatine a Roma dove vennero

~ 130 ~


fucilate 335 persone, in gran parte civili ed Ebrei, come atto di

rappresaglia a seguito dell’uccisione di 33 soldati tedeschi da parte dei

partigiani; a fine guerra si imbarcò a Genova diretto in Argentina con un

passaporto della Croce Rossa Internazionale fornitogli da esponenti

clericali;

- Klaus Barbie, ufficiale tedesco soprannominato Il

boia di Lione fu comandante della Gestapo nella città

francese e si distinse per la deportazione di centinaia di

Ebrei nei campi di sterminio nazisti e per le torture e

soppressioni di altrettanti patrioti francesi. Nel 1951

s’imbarcò per l’Argentina (dopo aver assunto il nome

di Klaus Altman) con l’aiuto di autorità clericali che gli

fornirono un permesso di espatrio rilasciato dalla Croce

Rossa Internazionale; da qui andò in Bolivia dove

collaborò per molti anni con i governi dittatoriali più

sanguinari che quel Paese avesse mai conosciuto;

Klaus Barbie.

- Kops Reinhardt, capo dei Servizi Segreti del Terzo

Reich e responsabile della morte di 800.000 Ebrei, fuggì anch’esso in

Argentina con la protezione di autorità vaticane;

- Ante Pavelic, croato filo nazista, fondatore del movimento

nazionalista croato degli Ustascia che basava la propria ideologia sulla

difesa dell’etnia croata. Nel 1941 divenne capo dello Stato Indipendente

di Croazia e fu calcolato che sotto il suo regime, dal 1941 al 1945,

vennero impiccati, fucilati o bruciati nel lager di Jasenovac oltre 700.000

serbi fra ortodossi, ebrei, zingari e comunisti. Comandante di

quell’infame campo di prigionia, giudicato peggiore di quelli nazisti in

quanto lì i condannati venivano bruciati vivi, fu per un certo tempo il

frate francescano Miroslav Filipovic denominato “Sorella morte” che,

insieme ad altri monaci francescani muniti di mitraglietta, contribuì alla

pulizia etnica della Croazia; tutto questo, naturalmente, sotto il tacito

consenso della Santa Sede che era a conoscenza dei fatti, e degli alti

prelati croati fra i quali l’arcivescovo Alojzi Stepinac. Pavelic nel 1945

riuscì a fuggire con l’aiuto del Vaticano prima in Austria, poi a Roma,

quindi in Argentina;

- Max Simon, comandante della 16° Panzerdivision delle SS, fu il

maggior responsabile dell’infame eccidio di Sant’Anna di Stazzema

(Lucca) del 12/08/1944 dove, durante un rastrellamento nazista, vennero

fucilate e poi bruciate 560 persone innocenti in gran parte bambini, donne

ed anziani. Fu considerato anche corresponsabile della strage di

Marzabotto (Bologna) che avvenne tra il 29 settembre ed il 5 ottobre

~ 131 ~


dello stesso anno, durante la quale vennero trucidati 1830

civili inermi di ogni età. Simon, nell’immediato

dopoguerra fu catturato, processato e condannato

all’ergastolo, ma nel 1954 fu messo in libertà anche per

merito dell’arcivescovo di Colonia Josef Frings.

Altri famigerati criminali sgattaiolati all’estero grazie

all’organizzazione Odessa furono:

- Gerhard Bohne, medico nazista che operò nel

castello di Hartheim come responsabile del programma di Max Simon.

eutanasia per lo sterminio degli handicappati;

- Eduard Roschmann, comandante del campo di

sterminio di Riga in Lettonia dove erano internati migliaia

di Ebrei. La durezza delle condizioni di vita dei detenuti

ed il sadismo delle esecuzioni gli fecero guadagnare il

titolo di “Macellaio di Riga”; sotto il suo comando

vennero trucidati circa 35.000 prigionieri. Fuggì in

Argentina dove assunse il nome di Federico Wegener;

- Joseph Schwammberger, comandante del ghetto di

Neribka in Polonia dove erano internati molti soldati

italiani;

- Hernan Von Alvensleben, responsabile in Polonia

della morte di almeno 80.000 persone;

- Bilanovic Sakic, a lungo responsabile del campo di

concentramento di Jasenovac in Croazia.

Un documento argentino con E tanti altri.

la falsa identità di Roschmann.

Che il Vaticano fosse in combutta con il

nazismo lo si può rilevare anche dal fatto

che il nunzio papale di Berlino era

l’arcivescovo Cesare Orsenigo, notoriamente

antisemita e simpatizzante nazista

poiché in più di un’occasione elogiò il

Führer e partecipò a celebrazioni e

ricorrenze

organizzate

dal regime.

L'arcivescovo Orsenigo celebra il

compleanno di Hitler. Le

celebrazioni, iniziate da papa Pio

12°, si trasformarono in un rituale.

Ma il

Vaticano, prima, durante e dopo il secondo

conflitto mondiale non diede collaborazione

e sostegno solo ai nazisti tedeschi, poiché eb-

Porporati salutano Hitler.

~ 132 ~


Alcuni prelati e ufficiali spagnoli durante la

dittatura franchista.

be ottimi rapporti anche con il

regime fascista spagnolo

guidato dal generale Francisco

Franco, infatti il 1° aprile del

1939 papa Pio 12° inviò un

telegramma al generale Franco

con la propria benedizione poi,

il 16 aprile, gli trasmise un

caloroso radiomessaggio di

complimenti per la vittoria

fascista in Spagna; inoltre nel 1951 fra Vaticano e Spagna venne stipulata

una vera e propria convenzione di amicizia e di aiuto reciproco. Da tener

presente che nell’ottobre 2007 la Chiesa spagnola e quella romana, forse

per nostalgia di quei tempi passati, beatificarono ben 498 fascisti

spagnoli, religiosi e laici che, secondo i vescovi, furono perseguitati

durante la guerra civile spagnola

negli anni 1934-37.

Negli anni ´30 e ´40 la Santa

Sede strinse eccellenti rapporti di

amicizia e collaborazione anche

con il governo fascista portoghese

guidato dal dittatore Antonio

Salazar. Nel 1940, infatti, venne

siglato un concordato che sanciva

una forte cooperazione fra i due

Paesi.

Anche in Italia ci fu una stretta

collusione fra lo Stato Vaticano ed

il regime fascista di Mussolini:

innanzi tutto nel 1929 papa Pio 11°

stipulò un accordo con il governo

italiano guidato dal Duce (Patti Volantino del 1937 con didascalia.

Lateranensi) che stabiliva e proteggeva

i diritti della Chiesa romana e le

concedeva ampi privilegi, in secondo

luogo la Santa Sede non contestò mai i

crimini commessi dal regime fascista

durante tutto il ventennio, si limitò

soltanto a tenere una linea moderata e

neutrale.

11/02/1929 - Mussolini mentre firma i

Patti Lateranensi.

~ 133 ~


A seguito degli avvenimenti

sopra descritti si può concludere

che il Vaticano, durante il

ventesimo secolo, ha contribuito

in maniera determinante

all’instaurazione di interi regimi

totalitari degli anni venti, trenta

e quaranta sostenendoli fin dal

loro inizio. E’ stato un decisivo

sostenitore di Mussolini, Hitler,

Franco e Pavelic ed in particolare

il Duce ed il Führer

salirono al potere anche grazie

ai voti dei deputati cattolici;

anche in Spagna il colpo di

Sacerdoti e soldati croati salutano. stato del dittatore Franco ricevette

il pieno consenso e

l’appoggio del Vaticano. In tal modo la Santa Romana Chiesa si è

resa corresponsabile della morte di circa 60 milioni di persone,

compresi milioni di cattolici, avvenuta durante la 2° guerra

mondiale.

.

Ma le alte gerarchie vaticane, nel secolo scorso, non appoggiarono

solo i regimi dittatoriali europei, ma anche quelli africani ed americani.

Ecco alcuni esempi:

Dagli anni ’50 fino a tutti gli anni ‘80 la Repubblica Sudafricana fu

governata da un regime totalitario di estrema destra dove vigeva

l’Apartheid, una politica di segregazione razziale istituita dal governo di

etnia bianca a scapito del popolo nero, che ricordava le leggi razziali

hitleriane. Moltissime organizzazioni mondiali, fra le quali l’Associazione

Generale dell’Onu e l’Associazione Non fate più prestiti al

Sudafrica invitarono governi e società di tutto il mondo al boicottaggio

economico verso questo Stato allo scopo di isolarlo e indurlo verso la

democrazia. Si mobilitarono anche i tre premi Nobel per la pace,

Desmond Tutu, vescovo anglicano di Johannesburg, premio Nobel nel

1984; Albert Luthuli, presidente dell’African National Congress, premio

Nobel nel 1961 e Martin Luther King, pastore battista, premio Nobel nel

1964. Anche costoro invitarono società e governi a togliere i propri

investimenti economici dal Sudafrica poiché questi servivano solo a

sostenere il sistema razziale più vergognoso del mondo.

~ 134 ~


Desmond Tutu. Albert Luthuli. Martin Luther King.

Nonostante questi appelli molte grandi imprese fecero importanti

operazioni finanziarie in Sudafrica, fra queste figurava anche il Banco di

Roma per la Svizzera (che in pratica era di proprietà dello Ior); tra il 1982

e il 1992 questa banca fece un programma di investimento in quel Paese

per 171 milioni di dollari, tutti soldi che contribuirono a mantenere il

popolo nero nelle più atroci condizioni di vita.

Un altro classico esempio del connubio che esisteva fra Vaticano e

governi totalitari di estrema destra ci viene dal Sudamerica; negli anni

‘60, ‘70 e ‘80 la maggior parte delle nazioni di questo continente era

governata da feroci dittature militari: in Brasile tiranneggiava Joao

Battista de Oliveira Figueredo, in Bolivia spadroneggiava il generale

Hugo Banzer, l’Uruguay era governato da vari despoti ultimo dei quali

Gregorio Alvarez, mentre in Paraguay il dittatore di turno era il generale

Alfredo Stroessner. Ebbene, le alte gerarchie ecclesiastiche strinsero

sempre, con quei tiranni, ottimi rapporti di amicizia e solidarietà.

Ma il massimo della vergogna e spudoratezza il Vaticano la esibì nei

rapporti con l’Argentina; dal 1976 al 1979 in quel Paese furono fatti

scomparire dalle milizie governative circa 30.000 persone, i cosiddetti

Desaparecidos (sindacalisti,

giornalisti, operai, professori,

studenti, contadini, donne,

bambini ecc.) molti dei quali

con passaporto italiano. Tale

feroce repressione del governo

fascista guidato dal generale

Rafael Videla non risparmiò

nessun oppositore politico poiché

la polizia di Buenos Aires

“prelevava” intere famiglie,

bambini e vecchi compresi e le

~ 135 ~

Manifestazione di protesta a Buenos Aires contro il

governo Videla.


In molte città argentine vengono esposte le foto delle

persone scomparse.

uccideva dopo averle

torturate con metodi molto

vicini a quelli medievali.

Un’epurazione che non

aveva niente da invidiare a

quella effettuata dai nazisti

durante la seconda guerra

mondiale.

Furono uccisi anche

alcuni clericali democratici,

come monsignor Enrique

Angeletti, vescovo di La Rioja e monsignor Carlos Ponce de Leon,

vescovo di San Nicolas, che si schierarono apertamente in difesa dei

poveri e degli oppressi denunciando le atrocità del regime di Videla,

mentre la maggior parte del clero argentino si basava sull’idea che il

genocidio fosse necessario perché era un atto patriottico, che i morti non

soffrissero e che anche la Bibbia sostenesse che «si deve eliminare l’erba

cattiva dai campi di grano». Alcuni clericali parteciparono addirittura in

Le foto di alcuni "Desaparecidos" di origine italiana.

prima persona a torture ed assassini come i cappellani militari don

Sanchez Abelenda e don Christian Von Wernich. Quest’ultimo fu

arrestato ed incarcerato nel 2003 per crimini contro l’umanità e

condannato all’ergastolo nel 2007 dal tribunale di La Plata perché

giudicato colpevole del sequestro di 42 persone, 32 delle quali vennero

torturate e 7 uccise.

In seguito a tutti questi avvenimenti ci furono molte proteste verso il

governo di Buenos Aires da parte di politici ed associazioni di mezzo

mondo; a Roma il sostituto procuratore Antonio Marini aprì un’inchiesta

ipotizzando i reati di strage, omicidio plurimo e sequestro di persona

contro i responsabili argentini e favoreggiamento e omissioni di atti di

ufficio nei confronti dei funzionari e diplomatici italiani a Buenos Aires.

Il comportamento dei governanti argentini fu talmente efferato contro

~ 136 ~


le opposizioni democratiche di quel Paese, che il 20 giugno 2007 la Corte

di Assise di Roma si pronunciò contro i responsabili dello sterminio di

migliaia di persone avvenuto durante la dittatura militare del governo

capeggiato da Videla. Ecco il succo della sentenza: «Genocidio, il

peggior massacro della storia argentina, nato nel contesto della

guerra fredda, con l’appoggio diplomatico degli Stati Uniti e nel

silenzio della Chiesa cattolica».

Nonostante che questi atroci misfatti fossero stati

condannati dalla maggior parte dei governi mondiali,

il sommo pontefice Carol Wojtyla non intervenne

mai nella faccenda e fece sempre finta di non sapere,

sebbene avesse ricevuto comunicazioni ed appelli da

parte di personaggi famosi come il premio Nobel per

la pace nel 1980 Adolfo Perez Esquivel, il quale gli

consegnò personalmente l’elenco dei bambini

Desaparecidos scomparsi. Altre petizioni il Papa le

ricevette dalla Lega internazionale per i diritti e la

liberazione dei popoli affinché intervenisse verso le

autorità governative di Buenos Aires, ma egli non

mosse un dito. Non solo, non volle nemmeno Adolfo Perez Esquivel.

ricevere in colloquio i parenti delle vittime argentine

che intendevano esortarlo ad interessarsi della vicenda.

A non dare peso al dolore e alle denunce di tanta gente disperata non

fu solo il Papa, ma anche buona parte del clero argentino; monsignor

Desiderio Collino, vescovo di Lomas de Zamora, dichiarò: «…in guerra è

difficile usare metodi puliti…»; monsignor Dante Sandrelli, vescovo

della provincia di Formosa ribadì: «…quando si hanno dei nemici è

naturale affrontarli in maniera decisa…» e l’arcivescovo di Buenos Aires,

in partenza per Roma, al quale venne chiesto se avrebbe

parlato al Papa della situazione dei diritti umani in

Argentina, rispose: «Noi di queste cose non dobbiamo

occuparci…».

Ma quella non fu l’unica circostanza in cui il Papa

polacco non volle alleviare le sofferenze di tanta povera

gente, infatti nel 1996 rifiutò un colloquio con la giovane

pacifista guatemalteca Rigoberta Menchù, premio nobel

per la pace nel 1992, la quale intendeva esporgli e cercare

una soluzione ai problemi inerenti le misere condizioni di

vita di taluni popoli centroamericani. Per questo suo

rifiuto, Giovanni Paolo 2° ricevette varie critiche da molti

Rigoberta Menchù.

~ 137 ~


esponenti progressisti internazionali.

Un’altra presa di posizione alquanto criticabile assunta dal Papa si

verificò nel 2000 allorché in Ruanda fu arrestato il vescovo Augustin

Misago (argomento trattato nel capitolo “Conquistadores”) perché

accusato di aver avuto un ruolo attivo nel genocidio in quel Paese.

Ebbene, anche in questo caso Wojtyla espresse subito la propria

solidarietà al vescovo prima ancora di conoscere i fatti; la sentenza

scagionò l’imputato dalle accuse e ciò provocò aspre critiche da parte dei

familiari delle vittime e di varie associazioni umanitarie. Il direttore

dell’Agenzia Stampa ruandese Rutazibwa dichiarò di essere sorpreso dal

verdetto considerata l’accuratezza di alcune accuse contro il prelato e che

sicuramente c’era stata una volontà politica di archiviare il caso.

Un altro avvenimento che ha evidenziato il completo disinteresse del

Papa nei confronti della povera gente si verificò sempre negli anni ’80,

allorché una parte del clero statunitense si schierò contro

l’amministrazione del presidente Ronald Reagan condannando la sua

politica di riarmo che andava a scapito delle classi

sociali più povere; inoltre le Commissioni per la

pace e la giustizia, organizzazioni popolari formate

da clericali e laici, decisero di mobilitare gli ingenti

capitali che la Chiesa americana possedeva nelle

industrie che producevano armi atomiche, dalla

General Electric alla AT & T, al fine di ostacolare e

rallentare la corsa al riarmo reaganiano. Ebbene,

Giovanni Paolo 2° richiamò tutti all’ordine con un

appello categorico: «La Chiesa non deve ingerire in Carol Wojtyla saluta Reagan.

questioni politiche…».

Anche la visita che il Pontefice fece nel 1987 in Cile, governato dal

dittatore fascista Augusto Pinochet, è un altro classico esempio di come

la politica portata avanti dalla Santa Sede andasse a braccetto con quella

dei più potenti governanti mondiali anche se

tiranni, non importava, purché tirassero

l’acqua al mulino del Vaticano. Infatti, anche

in quell’occasione, il sommo Pontefice non

invitò mai il generale Pinochet al rispetto dei

diritti umani, a porre fine alla dittatura e ad

una maggiore democrazia nel Paese come

avrebbe dovuto fare, cosa che invece

ampiamente ribadiva ogni qualvolta visitava

Paesi con governi altrettanto totalitari, ma di

Wojtyla con Pinochet.

~ 138 ~


sinistra come ad esempio la “sua” Polonia.

Come si vede per Carol Wojtyla c’erano le dittature buone e

quelle cattive, tutto dipendeva dai profitti che ne ricavava lo Stato

Vaticano.

Alfredo Chiappori, 09/01/1979.

~ 139 ~


Alfredo Chiappori, 16/01/1979.

~ 140 ~


Ma l’appoggio a certi regimi totalitari non si è verificato solo in

passato, ma continua tuttora: nel 2009 in Honduras è avvenuto un colpo

di stato ed ha preso il potere il politico Roberto Micheletti instaurando un

governo dittatoriale di destra disconosciuto da tutti i Paesi del mondo;

ebbene, i clericali di quel Paese, a cominciare dal cardinale Oscar

Maradiaga, hanno subito appoggiato tale governo pur essendo a

conoscenza che la Dea (antimafia statunitense) ha sostenuto che aerei

carichi di coca in volo verso gli Usa trovavano ospitalità nelle piste

honduregne aperte dal neo presidente Micheletti.

Come abbiamo visto la Santa Sede ha sempre

strinto alleanze con i governi repressivi e antipopolari

di mezzo mondo facendo finta di non vedere le

enormi ingiustizie e le atrocità che venivano

perpetrate ai danni della povera gente. Nello stesso

momento provvedeva a redarguire

tutti quegli ecclesiastici cattolici

che collaboravano con governi

popolari di sinistra; un esempio ci

viene da 5 preti che negli anni ’80

facevano parte del governo san-

Miguel D'Escoto. dinista nicaraguense (governo di

ispirazione socialista che difendeva

le classi sociali più povere): ebbene, due di questi

cinque preti, Miguel D’Escoto ed Ernesto Cardenal,

furono sospesi “a divinis” da Giovanni Paolo 2°

perché erano stati nominati rispettivamente ministro

degli esteri e della cultura nel governo popolare Ernesto Cardenal.

guidato da Daniel Ortega.

Dopo tutti questi fatti è evidente che papa Wojtyla e tutti gli alti prelati

vaticani, nutrivano una vera e propria simpatia verso personaggi di

estrema destra; lo si poté notare anche nell’aprile del 1985 allorché

ricevette in Vaticano il deputato razzista francese Jean Marie Le Pen ed il

segretario del Movimento Sociale Italiano (partito neofascista) Giorgio

Almirante ai quali disse: «…lottate contro l’aborto e contro la decadenza

dei valori morali in Europa…». E’ tutto dire!

Ma c’è di più, nel giugno del 1987 ricevette in Vaticano il presidente

austriaco Kurt Waldheim, ex ufficiale nazista responsabile di gravi

crimini durante la 2° guerra mondiale; il Pontefice ne esaltò le virtù di

uomo di pace e lo “assolse” (dai misfatti) suscitando non poche critiche

da parte dell’opinione pubblica mondiale.

~ 141 ~


Carol Wojtyla saluta Le Pen, Almirante e Waldheim.

Un’ulteriore prova dell’attrazione ed amicizia che Giovanni Paolo 2°

nutriva verso soggetti filofascisti e filonazisti si ebbe il 17 maggio 1992

allorché egli, con tutta la sua cricca, beatificò monsignor Escrivà de

Balaguer, fondatore dell’Opus Dei (morto nel 1975), non tenendo

minimamente conto di alcune testimonianze che lo ritraevano come

feroce antisemita, simpatizzante nazista (era stato amico e consigliere del

dittatore spagnolo Francisco Franco) e di pessimo carattere.

A questo punto avrei avuto voglia di chiedere al Papa: «Perché la

Chiesa cattolica, nei tempi passati, ha scomunicato i comunisti (ciò

avvenne il 01/07/1949), ma non ha mai scomunicato né i

fascisti, né ed i nazisti?».

Ma non è finita, oltre alla connivenza con certi regimi

totalitari, negli anni ´80 il Vaticano allacciò rapporti anche

con la famigerata banda della Magliana¹ ed in particolare con

il boss Enrico De Pedis, detto Renatino, il quale ebbe una

vita costellata da una serie di gravi reati, dall’associazione

per delinquere al traffico di droga, alla corruzione,

all’estorsione, alle rapine a mano armata, agli omicidi.

Secondo una recente testimonianza della ex convivente

Enrico De Pedis. Sabrina Minardi, De Pedis sarebbe stato implicato anche nel

rapimento di una giovane ragazza, Emanuela Orlandi,

avvenuto il 22 giugno 1983 presumibilmente su ordine di monsignor

Marcinkus (ne parlerò più dettagliatamente nel penultimo capitolo).

In quello stesso anno Renatino venne arrestato e fu condannato, ma

_________________

¹ Fu il più potente gruppo criminale che abbia mai operato a Roma; gli vennero attribuiti

legami con diverse organizzazioni quali la Camorra, la ´Ndrangheta, Cosa Nostra, la

Loggia P2 nonché con l’estrema destra eversiva ed i Servizi Segreti deviati.

~ 142 ~


dopo pochi anni di reclusione tornò in libertà e

continuò a delinquere, dopodiché il 2 febbraio

1990 fu ucciso a Roma in un regolamento di

conti fra componenti della stessa banda.

Dopo la sua morte gli alti prelati vaticani,

forse per riconoscenza verso il noto gangster per

La tomba di De Pedis chissà quali favori

ricevuti (monsignor

Piero Vergari il 6 marzo 1990 ne

attestò lo status di “grande benefattore” e

non parlò mai dei misfatti da lui commessi)

lo fecero addirittura seppellire nella

cripta della basilica di Sant’Apollinare a

Roma, un privilegio che, secondo il diritto

canonico, spetta soltanto ai Papi, ai

cardinali e ai vescovi diocesani.

Questo avvenimento ci mostra ancora

una volta che i politicanti vaticani sono

completamente privi di quella morale

cristiana che tanto predicano alla gente

poiché, quando ci sono in gioco i propri L'attestato di mons. Vergari.

interessi, non hanno scrupoli ad entrare

in combutta anche con i peggiori criminali e a farli persino diventare

santi. Che massa di svergognati!

Come abbiamo potuto appurare la Chiesa romana spesso e

volentieri ha avuto ottimi rapporti anche con organizzazioni criminali

come la mafia; a questo proposito se qualcuno volesse approfondire

l’argomento, può leggere il libro edito recentemente da Baldini, Castoldi,

Dalai Editore dal titolo I preti e i mafiosi, storia dei

rapporti tra mafie e Chiesa cattolica. E’ stato scritto da

Isaia Sales, uno fra i più lucidi studiosi dei fenomeni

mafiosi, docente di storia della criminalità organizzata

nel mezzogiorno d’Italia. La tesi di fondo è la seguente:

la Chiesa non ha mai alzato un argine né dottrinale,

né teologico, né morale contro il proliferare delle

mafie, ne ha anzi tollerato, quando non fiancheggiato,

il radicamento, avendo entrambe gli stessi

princìpi in materia di morale sessuale e in politica,

dove l’anticomunismo è pressoché identico.

~ 143 ~


PAPA GIOVANNI PAOLO 2° - Carol Wojtyla

Carol Wojtyla salì al trono il 16 ottobre del

1978; figura carismatica con atteggiamenti

fortemente anticomunisti, la sua maggiore ambizione

era quella di portare la Polonia ed altri

Paesi vicini fuori dal blocco sovietico e ci riuscì.

E’ considerato dalla Chiesa stessa il più grande

evangelizzatore della storia e colui che ha

accelerato il processo di caduta dei regimi

comunisti in Europa orientale. Tutto vero, però,

come abbiamo visto in precedenza e come

vedremo in seguito, fu un Pontefice estremamente

conservatore, autoritario ed intollerante verso le

critiche, per alcuni ebbe addirittura tendenze

antisemite. Gli piacevano la platealità e il divismo

e non disdegnava piaceri e svaghi

mondani; inoltre, durante il suo

pontificato, si verificarono in Vaticano grossi scandali ed

egli ebbe critiche a non finire. Tutte cose, queste, che

contrastano nettamente con la dottrina cristiana.

Per quanto riguarda il suo antisemitismo questo fu

denunciato dal governo e dai mass media israeliani

allorché nell’anno 2000 egli beatificò, insieme a papa

Giovanni 23° (il Papa buono), anche papa Pio 9°. Ecco il

commento del ministro del governo israeliano Michael

Melchior: «Siamo profondamente rammaricati per il fatto

che il Vaticano abbia legato la beatificazione di Giovanni Michael Melchior.

23° a quella di Pio 9°; papa Giovanni fu un giusto fra le

Nazioni, Pio 9° invece era notoriamente un antisemita che giunse a

ordinare perfino il sequestro di un bambino ebreo di 6 anni per crescerlo

come cristiano contro la volontà dei suoi genitori. La

beatificazione di un simile Pontefice può essere interpretata

in Israele, e in tutto il mondo ebraico, come l’accettazione

dell’infame pratica delle conversioni forzate».

Il quotidiano Jerusalem Post rincarò la dose: «Pio 9° fu

l’ultimo Papa a confinare gli Ebrei nel ghetto. Fu un Papa

crudele, arrogante, infido e le condizioni di vita degli Ebrei,

durante il suo papato, possono essere paragonate a quelle

degli Ebrei nella Germania nazista degli anni ´30».

Papa Pio 9°

~ 144 ~


Come ho accennato all’inizio del capitolo, papa Giovanni Paolo 2° fu

autoritario ed intollerante e lo dimostrò in moltissime circostanze,

specialmente negli anni ’80, quando se la prese con tutti

quei prelati che, stanchi del suo autoritarismo,

iniziarono a contestare la sua linea politica giudicata

troppo conservatrice; ecco alcuni dei casi più eclatanti:

Il sacerdote-teologo genovese Giovanni Baget Bozzo

fu eletto, nel 1984, deputato al parlamento europeo nelle

liste del Partito Socialista Italiano e per questo motivo il

Papa polacco lo sospese a divinis.

L’8 maggio 1985 richiamò all’obbedienza l’ordine

dei frati francescani con una lettera che si poteva

riassumere così: più autorità e meno fraternità, prudenza perfino nel

seguire la strada della povertà, tornare a pregare la Madonna piuttosto che

battersi fra gli uomini per la giustizia.

Nel novembre del 1986 furono redarguiti

anche molti vescovi statunitensi guidati

dall’arcivescovo di Seattle Raymond

Hunthausen il quale aveva preso posizioni a

favore degli omosessuali cattolici, a favore

della sterilizzazione volontaria e si batteva per

poter somministrare la prima comunione ai

bambini senza bisogno della confessione;

Raymond Hunthausen. inoltre lottava per lo smantellamento degli

armamenti nucleari nel mondo.

Sempre in quegli anni ci fu la severa condanna da parte della Chiesa

romana di un documento presentato dai vescovi latino-americani dal

titolo Teologia della Liberazione; era un invito ai teologi affinché si

adoperassero per liberare i poveri da ogni tipo di oppressione.

Nell’articolo 3 del documento era scritto: «La liberazione è un tema

congeniale alla fede. La nascita delle teologie della liberazione viene da

questo. Privilegiare il riscatto dei poveri e degli oppressi è legittimo».

Nel 1981 Sua Santità Giovanni Paolo 2° promulgò una nuova

enciclica, Laborem exercens, sulla questione femminile; in pratica

condannava l’emancipazione della donna e la invitava a tornare ad essere

l’angelo del focolare: «…è necessario che le donne svolgano pienamente

le loro funzioni secondo l’indole ed esse propria che è quella di madre e

sposa...l’abbandono forzato di tali impegni per un compito retribuito

fuori dalla casa è scorretto…».

Ma le encicliche del Pontefice polacco non erano finite perché nel

~ 145 ~

Giovanni Baget Bozzo.


1993 ne promulgò un’altra, Veritatis splendor, indirizzata ai vescovi di

tutto il mondo. Era, in pratica, un nuovo insegnamento etico della Chiesa

sui rapporti sessuali, che aboliva ogni forma di dissenso teologico, pena

la scomunica e promulgava nuove leggi che si potevano così riassumere:

In particolare il primo punto “NO alla contraccezione” vietava l’uso

del profilattico anche in caso di prevenzione contro l’Aids. Inoltre il 3

novembre 1990 il Papa fece un appello a tutti i farmacisti italiani affinché

non vendessero anticoncezionali e questo fu, per molti, un’ingerenza

intollerabile nella vita politica italiana. Anche per questo motivo il

suddetto documento fu contestato da protestanti, anglicani e comunità di

base che dichiararono: «Giovanni Paolo 2° è un papa antimodernista».

Ma vediamo di capire il vero motivo che induce i clericali cattolici ad

essere così ostinatamente avversi ad ogni tipo di anticoncezionale: io

credo che essi partano dal principio che gli anticoncezionali riducono

notevolmente il numero delle nascite quindi le famiglie, essendo meno

numerose, di conseguenza sono meno povere e questo per la Chiesa è

un danno in quanto è proprio la povertà e l’ignoranza che tendono a

far avvicinare le persone ad essa. In secondo luogo anche perché se

due genitori hanno un solo figlio è poco probabile che lo inducano a

farsi prete a differenza di quando le famiglie ne avevano molti e

tendevano ad avvicinarne qualcuno al seminario.

Ma torniamo al Papa, come abbiamo visto molto spesso assunse

posizioni decisamente rigide nei confronti di taluni dissidenti, in molte

~ 146 ~


circostanze invece, quando c’erano veramente dei motivi

per redarguire certi ecclesiastici dimostratisi troppo

impulsivi, Wojtyla non lo fece; riporto solo un paio di

esempi, ma ce ne sono decine, verificatisi alla fine degli

anni ´80: il cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di

Genova, dichiarò apertamente che l’Aids era una malattia

mandata da Dio per castigare gli uomini; questa presa di

posizione scatenò severe critiche da parte di molti teologi Il cardinale Siri.

e medici che ravvisarono un giudizio ingiusto e

criminalizzante. Il parroco di Giussano (Milano) don Agostino Cerri ebbe

la strampalata idea di suonare le campane a morto ogni volta che nella

clinica del Paese venivano effettuati degli aborti e per questo fu

condannato dalle autorità per disturbo della quiete pubblica. Ebbene, in

entrambi i casi Sua Santità Giovanni Paolo 2° tacque, probabilmente

perché condivideva il loro operato.

Anche il mondo della carta stampata subì un

duro colpo da parte del Santo Padre Carol Wojtyla,

infatti nel 1987 egli iniziò a censurare articoli

apparsi sulle principali riviste cattoliche mondiali

perché ritenuti non conformi ai dogmi della

Chiesa. Ne seguì una protesta scritta da parte dei

direttori di suddette riviste che rivendicarono il

diritto ad un’informazione più libera ed imparziale.

Quello stesso anno la Santa Sede passò al

setaccio molti altri documenti che vennero

biasimati o censurati perché ritenuti eretici; fra questi ci fu un libro

stilato, a scopo divulgativo, dai cattolici statunitensi che trattava

l’educazione sessuale; era destinato alle famiglie americane e più che

altro rivolto ai genitori perché affrontava anche il problema della

prevenzione dall’Aids. Gli fu negato l’Imprimatur.

Durante il suo pontificato papa Giovanni Paolo 2°, oltre che

intollerante, si dimostrò anche estremamente impiccione poiché spesso

interferì nella vita politica italiana facendosi promotore di vere e proprie

“crociate” contro leggi che non condivideva fra le quali, ad esempio,

quella sull’aborto. Infatti, in più occasioni, il Papa si mobilitò per cercare

di scardinare la legge 194 voluta dalla maggioranza del popolo italiano

nel 1978; arrivò addirittura ad indurre i partiti cattolici ad indire un

referendum per abrogarla (1981), ma la consultazione ebbe esito

negativo. Riuscì invece nel proprio intento nella “sua” Polonia poiché nel

~ 147 ~


1992 l’Ordine dei medici di questo Stato,

sicuramente dietro sua pressione, approvò

un documento che vietava l’interruzione

volontaria della gravidanza e stabiliva che

chi non si fosse adeguato avrebbe perso il

posto di lavoro.

Ma analizziamo un po’ più a fondo

questo argomento: Carol Wojtyla, e tutte

le gerarchie cattoliche, hanno sempre

affermato che l’aborto è una violenza

perché uccide un essere umano, e lo

Manifestazione contro la legge 194. condanna in quanto è contrario all’etica

cristiana anche se riguarda feti che

risultano malformati dopo un controllo clinico. In parte è vero, l’aborto è

sempre un dramma specialmente per la donna che lo subisce, ma prima

che venisse approvata a legge 194 esisteva comunque l’aborto

clandestino che era anche peggiore; cos’ha fatto la Chiesa per eliminarlo?

Si è sempre scagliata contro l’educazione sessuale nelle scuole, (anche

recentemente - gennaio 2011 - papa Ratzinger ha ribadito che

l’educazione sessuale nelle scuole sarebbe una minaccia alla fede), si è

opposta ad ogni tipo di anticoncezionale, e allora? Poi ci vengono a

raccontare che «quando un uomo mette il proprio seme in una donna

l’ha voluto Dio»; lo vuole Dio anche quando è uno stupratore a

mettere il proprio seme? La Chiesa cattolica e tutti gli anti-abortisti

sono lontani anni luce dalla realtà.

Il Santo Padre si intromise in maniera decisiva nella vita del popolo

italiano anche nel novembre del 1990 allorché si rivolse ai farmacisti

italiani invitandoli a non vendere anticoncezionali ed altri prodotti il cui

effetto fosse l’interruzione della gravidanza.

Tutte queste intromissioni del Papa nella vita privata dei cittadini

italiani, oltre che inopportune, furono in netta contraddizione con la vita

privata di tutti i clericali: costoro non possono (in teoria) fare sesso, ma

pretendono di dirci come dobbiamo farlo noi; non hanno figli, ma

vogliono spiegarci come dobbiamo educare i nostri; non hanno

famiglia, ma si permettono di insegnarci a gestirne i rapporti. Ma

perché non pensano di più agli affari loro?

Carol Wojtyla ingerì energicamente nelle questioni politiche del

nostro Stato in molte altre circostanze, per esempio ogni qualvolta il

popolo italiano era chiamato alle urne per eleggere i propri rappresentanti

lui, per mezzo dei suoi collaboratori, dava indicazioni ai cattolici, in

~ 148 ~


maniera più o meno implicita, su quali partiti e quali candidati dovevano

far confluire i voti. E’ come se i politici italiani, quando in Vaticano si

tengono le votazioni per eleggere un nuovo Pontefice, interferissero in

favore di questo o di quel candidato; sicuramente i porporati vaticani non

lo permetterebbero.

Sia ben chiaro, il capo di uno Stato ha tutto il diritto di esprimere la

propria opinione sulle scelte politiche di un altro Stato, ma dovrebbe

limitarsi a questo e non mobilitare una parte dei cittadini (i cattolici) ed

aizzarli contro le decisioni prese dal parlamento italiano; questa è

un’ingerenza che nessun altro capo

di Stato si azzarderebbe mai a fare,

perciò sarebbe stato opportuno che

qualcuno avesse detto, a chiare

lettere, a Carol Wojtyla: «Perché

non si adopera per eliminare il

lordume che pervade l’interno

del Vaticano e buona parte del

clero cattolico, invece di ingerire

così energicamente nei fatti

politici italiani?».

A rendere pubblico il modo autoritario, antiprogressista ed intollerante

di Giovanni Paolo 2° ci pensò anche uno dei più prestigiosi teologi

esistenti, lo svizzero Hans Kung il quale, nel 2005, scrisse un articolo,

pubblicato in Italia ed in Germania, estremamente critico nei confronti

del Pontefice polacco: Wojtyla, il papa che ha fallito (Corriere della

Sera). Eccone i punti più salienti: «…la politica estera di Giovanni Paolo

2° ha preteso da tutto il mondo conversione, riforma,

dialogo però, in tutta contraddizione, la sua politica

interna ha puntato alla restaurazione dello status quo

ante Concilium, a impedire le riforme, al rifiuto del

dialogo intra-ecclesiastico ed al dominio assoluto di

Roma. Questo Pontefice ha più volte dichiarato la

sua fedeltà al Concilio, per poi tradirlo nei fatti

attraverso la sua politica interna. I termini conciliari

come aggiornamento, dialogo, collegialità e

apertura ecumenica sono stati sostituiti da parole

quali restaurazione, magistero, obbedienza, riromanizzazione.

Il criterio per la nomina dei vescovi

non è affatto lo spirito del Vangelo e l’apertura

Il teologo Hans Kung.

~ 149 ~


mentale pastorale, bensì la fedeltà assoluta verso condotta romana. I

sostenitori del Papa tra i vescovi di lingua tedesca come Meisner, Dyba,

Haas, Groer e Krenn sono solo gli sbagli più eclatanti di questa politica

pastorale devastante, la quale fa pericolosamente scivolare in basso il

livello morale ed intellettuale dell’episcopato; un episcopato reso ancor

più mediocre, rigido, conservatore e servile, è forse l’ipoteca più pesante

di questo lunghissimo Pontificato». Inoltre: «Giovanni Paolo 2° predica i

diritti degli uomini all’esterno ma li ha negati all’interno, cioè ai vescovi,

ai teologi e soprattutto alle donne. Il Vaticano, da sempre nemico

convinto dei diritti dell’uomo, tutt’oggi continua ad immischiarsi nella

politica europea e a non sottoscrivere la Dichiarazione dei Diritti

dell’Uomo del Consiglio d’Europa: troppi canoni del diritto ecclesiastico

romano, assolutistico e medievale, dovrebbero prima essere

modificati…».

Hans Kung contestò inoltre l’elevato numero di canonizzazioni di

santi durante il pontificato del Papa polacco e soprattutto la

canonizzazione di alcuni personaggi equivoci come papa Pio 9°, Escrivà

de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, ed altri.

Sempre in questo articolo Kung ritornò sullo stato della teologia nella

chiesa cattolica: «…come Pio 12° fece perseguitare i più importanti

teologi del suo tempo, allo stesso modo si comportano Giovanni Paolo 2°

e il suo Grande Inquisitore Ratzinger con Schillebeeckx, Balasuriya,

Boff, Bulanyi, Curran, Fox, Drewermann e anche il vescovo di Evreux,

Gaillot e l’arcivescovo di Seattle, Huntington. Nella vita pubblica

mancano oggi intellettuali e teologi cattolici della levatura della

generazione del Concilio. Questo è il risultato di un clima di sospetto che

circonda i pensatori critici di questo Pontificato. I vescovi si sentono

governatori romani invece che servitori del popolo della Chiesa e troppi

teologi scrivono in modo conformista oppure tacciono…».

Inoltre Kung affrontò il problema molto delicato del dialogo fra i

cattolici e le chiese protestanti ed ortodosse: «…Giovanni Paolo 2° elogia

spesso e volentieri gli ecumenici, ma al tempo stesso ha pesantemente

compromesso i rapporti con le Chiese ortodosse e con quelle riformiste

ed evita il riconoscimento dei suoi funzionari e dell’eucarestia. Il Papa

avrebbe dovuto consentire, come suggerito in molti modi dalle

commissioni di studio ecumeniche e come praticato direttamente da tanti

parroci, le messe e l’eucarestia nelle Chiese non cattoliche e l’ospitalità

eucaristica. Avrebbe anche dovuto ridurre l’eccessivo potere esercitato

dalla Chiesa romana nei confronti delle Chiese dell’Est e delle Chiese

riformiste e avrebbe dovuto rinunciare all’insediamento dei Vescovi

~ 150 ~


omano-cattolici nelle zone delle Chiese russo-ortodosse. Avrebbe potuto,

ma non ha voluto; ha voluto invece mantenere e ampliare il sistema di

potere romano. La politica di potere e di prestigio del Vaticano è stata

mascherata da discorsi ecumenici pronunciati dalla finestra di Piazza San

Pietro, da gesti vuoti e da una giovialità del Papa e dei suoi cardinali che

cela in realtà il desiderio di sottomissione della Chiesa dell’Est sotto il

primato romano e il ritorno dei protestanti alla casa paterna romanocattolica.

In pratica Carol Wojtyla ha cercato il dialogo con le religioni

del mondo, ma contemporaneamente ha disprezzato le religioni non

cristiane definendole “forme deficitarie di fede”…». Il teologo svizzero,

inoltre, rimproverò al Papa di non rispettare la separazione tra Stato e

Chiesa e accusò il Vaticano di fare pressioni su Parlamento Europeo

specialmente su temi sensibili come l’aborto, la gravidanza, la

fecondazione artificiale, l’eutanasia e l’omosessualità. Per giunta non

perdonò alla Chiesa romana i propri scandali finanziari e la sua

corruzione interna.

Espresse molte critiche anche nei confronti della “spettacolarizzazione”

della figura papale: «…la figura di Giovanni Paolo 2° fu

indubbiamente molto apprezzata anche dai giovani, mobilitati dai

movimenti come Comunione e Liberazione, Opus Dei e Legionari di

Cristo, che tuttavia sono acritici, amano la star, ma spesso ignorano i reali

contenuti dei suoi messaggi…».

Come si può notare Hans Kung espresse un giudizio profondamente

negativo nei confronti di Carol Wojtyla, giudizio che si può così

sintetizzare: «…per la Chiesa cattolica questo Pontificato si è rivelato

un disastro…Contro tutte le intenzioni del Concilio Vaticano 2°, si è

restaurato un apparato di potere medievale caratterizzato da tratti

totalitari, ciò a causa di una politica personale e dottrinale tanto

astuta quanto spietata: i vescovi sono stati uniformati, i padri

spirituali sovraccaricati, i teologi dotati di museruola, i laici privati

dei diritti, le donne discriminate, le iniziative popolari dei sinodi

nazionali e delle chiese ignorati. E poi ancora scandali sessuali, divieti

di discussione, dominio liturgico, divieto di predica per teologi laici,

esortazione alla denuncia, impedimento dell’eucarestia…La grande

credibilità della Chiesa cattolica, cioè quella ottenuta da Giovanni

23° e dal Concilio Vaticano 2°, ha lasciato il posto a una vera e

propria crisi della speranza. Questo è il risultato della profonda

tragicità personale di questo Papa e la sua idea cattolica di stampo

polacco (medievale, controriformista e antimoderna) l’ha ha voluta

portare anche nel resto del mondo cattolico…».

~ 151 ~


Come ho accennato all’inizio del capitolo, papa Giovanni Paolo 2° si

distinse anche per le gite di piacere, per l’attività sportiva e per il

divertimento che usava fare prima che gli iniziassero certi malanni. Nel

1980 si fece costruire nel parco di Castelgandolfo una lussuosa piscina

personale per praticare il nuoto, del costo di circa 500 milioni di lire

(258.000 euro), ma non si accontentò: dal 1984 in poi cominciò a fare

ogni anno delle vere e proprie vacanze in montagna, con tanto di

escursioni e sciate. Iniziò con le nevi dell’Adamello nel Trentino, poi

venne l’escursione sul Monte Bopianco, quindi il Gran Paradiso in Val

d’Aosta, poi le Dolomiti. Molti furono i consensi, altrettante le perplessità

Il Pontefice mentre scia sulle nevi dell'Adamello e durante un'escursione sul Monte Bianco.

e le critiche; fra queste ultime emblematica fu quella del parroco di Santo

Stefano in Via Tor Fiscale, una zona di baraccati di Roma, il quale

rispose così ad un giornalista che chiedeva il suo parere: «…qui di queste

cose non parla nessuno, ci sono 2000 baraccati e due preti, tutta gente che

vive nel suo mondo, che non ha fiducia in niente e in nessuno, che non

crede nell’autorità né politica, né religiosa. Più che i preti veri e propri

noi facciamo gli assistenti sociali, dobbiamo pensare ai problemi della

casa, delle malattie, dei bambini; non abbiamo il tempo per pensare alle

~ 152 ~


gite del Papa; se vuol venire a trovarci noi siamo qui, ma deve pensarci

da solo, non saremo certo noi a chiederglielo…».

Come abbiamo visto Carol Wojtyla usava recarsi, servito e riverito,

a frescheggiare fra le lussureggianti montagne alpine fregandosene

altamente dei tre milioni di famiglie italiane (dato Istat) che non

potevano permettersi neppure una settimana di vacanza. E pensare

che tanti vorrebbero farlo passare come un modello di umiltà ed

altruismo. Che impudenza!

Sempre a proposito di gite e viaggi, il Papa polacco è stato il primo

Pontefice della storia ad aver girato in lungo e in largo tutto il globo, oltre

ad aver visitato tutte le regioni

d’Italia; ha messo piede in ben

128 Stati esteri alcuni dei quali

non a maggioranza cattolica ma

non ha mai donato loro

nemmeno una lira per cercare di

sollevare economicamente certe

popolazioni più povere; anzi,

ovunque si recasse, sia in Italia

che all’estero, sempre inanellato

e con al seguito una corte degna

di un regnante medievale, le

amministrazioni pubbliche, anche

se erano fortemente in- 1988 - Visita di papa Wojtyla in Africa.

debitate, davano il via ad una

corsa frenetica di abbellimento e di cosmesi delle città spesso con opere

voluttuarie ed effimere; in questo modo lui ha solo contribuito ad

impoverire ulteriormente i Paesi visitati.

Riporto qualche esempio di viaggi che Wojtyla ha fatto in Italia, tanto

per far capire le esagerate spese che si accollarono molti amministratori

pubblici pur di fare la loro “bella figura”:

La visita del Papa a Genova nel settembre 1985 costò alla Regione

Liguria 250 milioni di lire (129.000 euro), al Comune di Genova 500

milioni (258.000 euro) e alla Curia Vescovile 300 milioni (155.000 euro).

Altri 800 milioni (413.000 euro) furono raccolti dai fedeli per costruire

un nuovo edificio e per sistemare un santuario; ulteriori soldi furono

sborsati dalle banche del luogo.

La Calabria, una delle regioni più povere d’Italia dove spesso

mancano i fondi anche per le spese di prima necessità come la sanità e la

scuola, fu fra le più generose nell’accoglienza del Papa; il Comune di

~ 153 ~


Catanzaro, dove Carol

Wojtyla nell’ottobre 1984

sostò appena 6 ore, sborsò

circa 600 milioni di lire

(310.000 euro) molti dei

quali vennero spesi per

scenografie di contorno e

regali al Papa. Per esempio

15 milioni (7.700 euro) se

ne andarono per stampare

1984 - Wojtyla in Calabria.

200.000 cartoncini a colori

con la scritta “Viva il Papa

– Il Papa a Catanzaro” ed altri 25 milioni (12.900 euro) per un rosario in

oro che il Sindaco donò al Pontefice. Il comune di Reggio Calabria non

volle essere da meno e regalò all’illustre visitatore una targa d’oro,

argento ed agata del valore di 15 milioni di lire (7.700 euro); il Comune

di Crotone invece lo omaggiò di una pala d’altare in argento del costo di

10 milioni di lire (5.200 euro).

Negli Abruzzi il Papa andò 4 volte, viaggi lampo, ma ogni volta fu un

salasso per le comunità locali; la visita del 30/08/1981, in occasione

dell’inaugurazione del traforo del Gran Sasso, costò al Comune e alla

Provincia dell’Aquila 150 milioni di lire (77.000 euro). Altri 350 milioni

(180.000 euro) furono sborsati da banche ed enti vari. Una curiosità: la

provincia dell’Aquila fece coniare alcune monete d’oro che donò alla

Santa Sede e dicono che questa gliele rispedì indietro perché non erano

d’oro massiccio, ma solo laccate.

A Teramo, mezza giornata di pellegrinaggio nel giugno 1985 costò al

Comune e alla Provincia circa 200 milioni di lire (103.000 euro) senza

contare che, per l’occasione, alcune imprese locali restaurarono

gratuitamente a proprie spese un lussuoso appartamento in cui il Papa

riposò solo mezz’ora.

Anche alcuni grossi Comuni si dimostrarono altrettanto munifici ad

esempio Milano, in occasione della visita del maggio 1983, sborsò ben

368.280.000 lire (190.000 euro) per il riordino cittadino e per gli addobbi

rituali.

Anche lo Stato italiano dovette sobbarcarsi, in occasione di ogni

viaggio, ingenti spese per consentire al Papa di spostarsi: aerei ed

elicotteri dell’Aeronautica Militare messi gratuitamente a disposizione

dalla Presidenza del Consiglio; il costo? 6.500.000 lire (3.400 euro) per

ogni ora di volo; 3.500.000 lire (1.800 euro) costava invece un’ora di

~ 154 ~


elicottero. In più, spese accessorie non indifferenti fra le quali

l’organizzazione dei servizi d’ordine e di sicurezza che implicavano

spesso lo spostamento di specialisti da Roma, alle

città visitate dal Papa.

Ma non tutti, per fortuna, erano d’accordo

sull’enorme sperpero di denaro che si verificava

durante queste visite, ad esempio il vescovo di

Udine Alfredo Battisti bloccò un invito al Papa

appena seppe che il costo dell’operazione si

aggirava sui 3 miliardi di lire (1.550.000 euro); il

parroco di Basagliapenta (Udine), don Antonio

Bellina rincarò la dose: «…spendere 3 miliardi di

lire per inaugurare il duomo di Gemona, ricostruito

dopo il terremoto, è un’assurdità dato che c’è

ancora tanta gente che vive nelle baracche e tanti

Don Antonio Bellina.

giovani sono ancora disoccupati».

Come abbiano visto, tutti questi spostamenti di

papa Wojtyla più che un’opera di evangelizzazione furono un vero e

proprio schiaffo alla miseria perché dissiparono un’enorme quantità di

denaro pubblico, quindi anche nostro, che sarebbe potuto servire a

migliorare le condizioni di vita di tanta gente bisognosa.

Ma voglio chiudere il capitolo sui viaggi del Papa polacco con una

considerazione sul tema della pace, così cara al Pontefice che la

menzionava ogni qualvolta si recava in pellegrinaggio da qualche parte.

Una cosa è certa: la pace tanto nominata da Giovanni Paolo 2° non

era, in realtà, la fine delle guerre imperialiste e colonialiste poiché

queste fanno comodo al Vaticano in quanto accrescono i capitali che

questo ha investito in industrie che producono armamenti; il Papa

agognava piuttosto la fine dei conflitti di classe cioè la fine della lotta

dei popoli oppressi contro gli oppressori e la loro definitiva

rassegnazione ad accettare lo sfruttamento capitalista. Questo voleva

veramente Wojtyla; del resto è ampiamente dimostrato dai fatti enunciati

in precedenza.

E concludo dicendo che per voler veramente la pace occorre

rimuovere le cause che generano i conflitti cioè le grandi

disuguaglianze sociali, lo sfruttamento, le ingiustizie, la miseria, i

privilegi, ma non a parole come fa il clero, bensì con i fatti.

A questo punto abbiamo appurato che il Santo Padre Giovanni Paolo

2° ha combinato diverse malefatte durante il suo pontificato, ma in

~ 155 ~


Vaticano, a distanza di pochi anni dalla sua morte, hanno già parlato di

beatificazione (ciò dovrebbe avvenire in primavera 2011 con una solenne

cerimonia che richiamerà migliaia di fedeli e quindi enormi guadagni).

Stando così le cose e visti i precedenti di padre Pio, di monsignor Escrivà

de Balaguer, di monsignor Marcinkus e di Pio 9°, mi viene da pensare

che più un alto prelato sta lontano dai canoni evangelici, più in fretta

viene messo sugli altari.

Solo nello Stato Vaticano possono succedere queste cose!

La cosiddetta papamobile (Mercedes-Benz 230 G). E’ una delle tante auto

usante dal Papa per i suoi spostamenti. Il costo? Circa 250.000 euro. Alla

faccia della gente che non può permettersi nemmeno un motorino. Il Papa

ha a sua disposizione una decina di auto, se volesse davvero essere

generoso, le venderebbe tutte ed il ricavato lo donerebbe ai poveri. Penso

che in questo modo riuscirebbe a sfamare per un anno intero tutti i 5.000

baraccati romani.

~ 156 ~


PAPA BENEDETTO 16° - Joseph Ratzinger

La politica conservatrice ed oscurantista

della Chiesa di Roma non è finita con la morte

di papa Giovanni Paolo 2° poiché gli alti

porporati vaticani hanno eletto, il 19 aprile 2005

come suo successore, il tedesco bavarese Joseph

Ratzinger.

Da giovane fece parte della gioventù nazista,

inoltre egli stesso racconta di aver avuto grande

ammirazione per l’arcivescovo di Monaco

Michael Von Faulhaber pur essendo stato,

quest’ultimo, filo hitleriano in quanto sostenne

il Führer dall’inizio alla fine del suo dominio;

del resto, sia la Chiesa cattolica tedesca che la

Santa Sede, prima favorirono ed avallarono

l’avvento del regime nazista, poi lo legittimarono

stipulando il Concordato.

Quand’era cardinale, Ratzinger era il braccio

destro di papa Wojtyla, aveva mille incarichi

(era una specie di “polipo” al vertice della Curia romana) e condivideva

totalmente il suo tipo di politica fatta di intolleranza e di

antiprogressismo. Come il suo predecessore, era dichiaratamente

contrario ad ogni forma di rinnovamento della Chiesa, ad esempio era

avverso al divorzio, all’aborto, alle unioni civili, alle nozze gay,

all’eutanasia, al testamento biologico, al matrimonio dei clericali ed al

sacerdozio femminile; inoltre si pronunciò anche sulla bioetica, ponendo

il proprio veto alla contraccezione, alla clonazione umana, al

congelamento di embrioni, alla fecondazione assistita, alla diagnosi

prenatale, alla pillola del giorno dopo, all’utilizzo di cellule staminali

embrionali ed altro. Si dimostrò inoltre intollerante verso tutti coloro che

dissentivano dalla sua linea politica.

Riporto qui di seguito alcuni esempi che fanno capire come la politica

portata avanti da Joseph Ratzinger non sia stata certo di fratellanza, unità

e dialogo fra i popoli come avrebbe dovuto essere, ma piuttosto

d’intolleranza e divisione.

Nell’anno 2000 (era ancora cardinale) dichiarò perentoriamente la

preminenza e superiorità della Chiesa cattolica rispetto alle altre Chiese

cristiane, poi redasse un documento, Dominus Jesus, che inviò alle

Conferenze episcopali, col quale invitava a non utilizzare il termine

~ 157 ~


“Chiese sorelle” riferito alle Chiese protestanti, ortodosse e anglicane.

Questa presa di posizione provocò polemiche a non finire da parte di

molti teologi di varie religioni; ecco il commento del già citato teologo

svizzero Hans Kung: «La dichiarazione del cardinale Ratzinger è un

miscuglio di arretratezza medievale e mania di grandezza…». In Belgio,

53 teologi cattolici firmarono un documento che

deplorava il tono ed i contenuti della dichiarazione

Dominus Jesus, accusandola di andare contro lo spirito

del Concilio Vaticano 2° e di dare l’immagine di una

Chiesa cattolica ripiegata su certezze immobili e

riaffermate con un tono autoritario che si credeva

appartenere al passato. Il teologo brasiliano Leonardo

Boff accusò Ratzinger di aver vestito i panni di

“sterminatore del futuro dell’ecumenismo” e parlò del

Vaticano come di un “sistema ferreo, implacabile, crudele

e senza pietà”. Queste ed altre dichiarazioni procurarono

a Boff severe sanzioni da parte del Sant’Uffizio pertanto,

nel 1992, egli decise di rinunciare definitivamente al

Il teologo Leonardo Boff.

sacerdozio e si autoproclamò laico.

Un altro esempio di intolleranza dell’ex nazista Ratzinger si ebbe nel

1986 quando egli si dichiarò contrario agli incontri interreligiosi come

quello di Assisi; a suo parere c’era il rischio che tali incontri generassero

nell’opinione pubblica l’idea che il cristianesimo fosse una religione al

pari di tutte le altre, che Cristo fosse l’equivalente occidentale di quello

che sono Maometto nel mondo islamico, Budda e Confucio in Oriente

ecc., e che quindi una religione valesse l’altra.

In altre circostanze il cardinale bavarese dimostrò di amministrare la

giustizia e la disciplina in termini elastici, discrezionali ed opportunistici

a seconda delle convenienze, ad esempio nel luglio 2001 redarguì

l’arcivescovo ribelle africano Emmanuel Milingo il quale aveva solida

fama di esorcista e guaritore ed inoltre si era sposato con la coreana Sung

Ryae Sung. Ratzinger lo convinse a rivedere le proprie posizioni e lo

perdonò riportandolo “all’ovile”. Invece con altre centinaia di sacerdoti

colpevoli solo di essersi sposati, fu meno tollerante, riducendoli subito

allo stato laicale e cacciandoli dalla Chiesa.

Ed ancora, nel giugno 2002 il vescovo argentino Romulo Braschi

attribuì l’ordinazione sacerdotale a sette donne cattoliche; due mesi dopo

il cardinale Ratzinger scomunicò le donne che, per nulla pentite della

propria azione, dichiararono: «…è vero, abbiamo infranto il codice di

diritto canonico che vieta l’ordinazione delle donne, ma l’articolo del

~ 158 ~


Codice è un’offesa contro l’uguaglianza tra uomo e donna

proclamata da Dio».

Nello stesso anno Ratzinger si occupò di alcune questioni riguardanti

l’impegno ed il comportamento dei cattolici nella vita politica, quindi il

24 novembre redasse un documento dove intimava ai parlamentari

cattolici di non cedere ad alcun compromesso su temi come l’aborto,

l’eutanasia, l’omosessualità e la bioetica.

Sempre nei primi anni del 2000 il porporato bavarese

si comportò da vero inquisitore poiché condannò il libro

Woman at the Altar, ne vietò la diffusione e pretese la

distruzione delle copie destinate agli Stati Uniti

d’America; il libro era stato scritto dalla teologa inglese

suor Lavinia Byrne e sosteneva argomenti in favore del

sacerdozio femminile. La religiosa rifiutò di ritrattare

quanto aveva scritto e, piuttosto che rinunciare ad

esprimere le proprie idee, lasciò la tonaca dopo 35 anni e

commentò: «…la pressione dell’ex Sant’Uffizio è

intollerabile, in Vaticano usano tecniche degne

dell’Inquisizione…».

Nel 2001 il teologo moralista spagnolo Marciano Vidal

pubblicò un’opera da titolo Moral de actitudes dove

affrontava, con aperture di buonsenso, tematiche come

contraccezione, omosessualità, masturbazione, fecondazione

artificiale e aborto terapeutico. Anche in questo caso il

cardinale tedesco impose a Vidal di correggere l’opera ed

attenersi alle normative cattoliche.

Lavinia Byrne.

Non accettò invece la censura ratzingeriana il sacerdotescrittore

australiano Paul Collins autore del libro Papal

power, nel quale aveva messo in dubbio l’infallibilità papale; rifiutò di

sottomettersi ai voleri delle alte cariche vaticane e si dimise dall’Ordine

dei Missionari di cui faceva parte.

Sempre nel 2001 il cardinale Ratzinger si occupò dei frequenti abusi

sessuali dei sacerdoti a danno dei minori (questo argomento è trattato nel

capitolo successivo); tante belle parole di condanna, ma nei fatti era tutta

un’altra musica. Emblematico fu il caso del sacerdote messicano Marcial

Degollado; costui era stato denunciato per continuati abusi sessuali su

una trentina di giovani seminaristi spesso minorenni, inoltre era stato

riconosciuto dalla magistratura eterosessuale, sembra che avesse avuto

una figlia nata da un rapporto con una sua amante fissa e per giunta

dicono che facesse anche uso di droghe (è morto nel 2008); ebbene, per

~ 159 ~

Don Vidal.


tutte queste nefandezze commesse, le alte gerarchie

ecclesiastiche, a cominciare dal cardinale Ratzinger e

da papa Wojtyla, non avevano mai preso alcun

provvedimento contro il Degollado e le numerose

denunce a suo carico giacevano insabbiate presso l’ex

Sant’Uffizio. La motivazione di questa eccessiva

tolleranza da parte dei dirigenti vaticani si può

Marcial Degollado. probabilmente ricondurre al fatto che il Degollado era

stato il fondatore della comunità Legionari di Cristo,

la quale rappresentava per il Vaticano una potenza di denaro, vocazioni

ed efficientismo non indifferente; infatti, nell’anno 2000, la Comunità

vantava un bilancio superiore perfino a quello dell’Opus Dei

(ultimamente siamo anche venuti a conoscenza che nella comunità

Legionari di Cristo militano diversi personaggi riconducibili all’estrema

destra).

Qualche anno dopo, Ratzinger prese di mira le persone transessuali;

doveva essere preclusa loro la possibilità di entrare nel mondo

ecclesiastico e, nel caso già vi fossero, dovevano essere espulsi dagli

Ordini cui appartenevano. Poi toccò agli omosessuali; in maniera

categorica il futuro Papa disse no alle unioni gay poiché la famiglia

doveva essere esclusivamente eterosessuale cioè formata dalla donnasposa-madre

complementare all’uomo patriarca; inoltre invitò i politici

cattolici ad opporsi strenuamente a legislazioni favorevoli alle unioni

omosessuali. Questo provocò la reazione di vari gruppi di omosessuali fra

i quali il movimento cattolico Noi siamo Chiesa, che in un comunicato

affermò che gl’inquisitori vaticani contrastavano più energicamente

l’omosessualità piuttosto che alcune piaghe sociali come la mafia, la

corruzione, il traffico di armi e di droga, l’inquinamento ambientale,

l’arricchimento sproporzionato di certi personaggi, il lavoro nero e le

dittature.

Sempre a proposito di omosessuali, nel 2009 l’emerito professor

Magnus Enquist, docente e ricercatore di etologia all’Università di

Stoccolma, ha affermato che chi pensa che le coppie gay non debbano

essere riconosciute perché sono contro natura si sbaglia, poiché esistono

almeno 1500 specie animali che hanno comportamenti omosessuali:

conigli, capre, cavalli, maiali, iene, leoni, montoni, giraffe, bisonti,

scimmie bonobo, trichechi, delfini, balene, alcuni uccelli, e persino insetti

(libellule), e tanti altri. Io aggiungerei che contro natura sono proprio i

clericali cattolici poiché essi, in nome di un’insensata fede religiosa,

rinunciano a piaceri del tutto naturali come i divertimenti, il sesso, la

~ 160 ~


famiglia, i figli.

Ma nel 2001 il cardinale bavarese superò ogni limite di decenza

approvando un vecchio documento emesso da papa Giovanni 23° nel

1962, il Crimen Sollicitationis, nel quale era scritto che la Chiesa

cattolica doveva abbuiare il più possibile qualsiasi reato inerente abusi

sessuali verso minori commessi dai clericali (questo argomento è

approfondito più avanti in un altro capitolo).

Queste furono le prese di posizione di Joseph Ratzinger quand’era

luogotenente di Giovanni Paolo 2°, da quando invece è stato nominato

capo supremo della Chiesa cattolica si è apparentemente ammansito, ha

assunto toni e atteggiamenti più pacati, ma la sua linea politica è rimasta

la stessa: intransigente su tutto e complessivamente simile a quella del

suo predecessore.

Ecco alcune sue prese di posizione che gli hanno procurato aspre

critiche: nel settembre del 2006, dalla cattedra dell’università di

Ratisbona, pronunciò una frase con la quale si riferiva vagamente alla

violenza della religione musulmana; quella frase, a torto o a ragione, fece

infuriare tutto il mondo islamico poiché venne considerata da questo

altamente offensiva e provocatoria. Ed ancora, nell’ottobre 2008, in

occasione del 50° anniversario della morte di papa Pio 12° (il Pontefice

che era stato in carica durante la 2° guerra mondiale), espresse

pubblicamente l’intenzione di beatificarlo poiché, a suo parere, «…non ci

fu nessun silenzio di Pio 12° verso l’Olocausto ed il nazismo…». Peccato

però che il mondo ebraico la pensi in tutt’altro modo.

Sempre riguardo alle persecuzioni degli Ebrei, nel

febbraio 2009 egli decise di riammettere nella Chiesa lo

scomunicato vescovo lefevriano Richard Williamson,

pur sapendo che l’anziano prelato era uno dei teorici del

negazionismo avendo pubblicamente affermato che le

camere a gas nei campi di sterminio nazisti non erano

mai esistite. Ciò provocò sdegno e ripugnanza nelle

comunità ebraiche; il Ministro degli Esteri israeliano

dichiarò pubblicamente: «La riammissione di un

vescovo negazionista da parte della Santa Sede

rappresenta un’offesa agli Ebrei, in Israele e in tutto il

mondo, oltre che alla memoria delle vittime e dei Richard Williamson.

sopravvissuti all’Olocausto».

Ed ora qualche esempio delle tante contraddizioni

che dice Benedetto 16° durante le prediche che va facendo per il mondo:

~ 161 ~


sovente afferma che la violenza è in contrasto con la natura di Dio e

dell’anima, quindi deve essere ripudiata. Purtroppo questa bella frase

contrasta con un dato di fatto: Ratzinger, in veste di capo dello Stato

Vaticano, non ha mai firmato la moratoria contro i Paesi che

puniscono con la pena di morte il “reato” di omosessualità.

Il Sommo Pontefice è stato macroscopicamente incoerente anche

quando ha affermato che in molte nazioni del mondo esistono muri che

dividono i popoli ed è necessario che vengano abbattuti al più presto.

Belle parole, però forse si è dimenticato che lo Stato Vaticano, di cui lui è

il regnante supremo, è l’unica nazione al mondo quasi interamente

circondata da mura alte parecchi metri e gli stranieri possono accedere

solo in Piazza San Pietro, il restante territorio è visitabile solo a

pagamento (e nemmeno tutto). Cosa aspetta ad aprire le porte e

permettere a tutti il libero ingresso?

Ma non è finita, nell’ottobre 2010 l’ex nazista Joseph Ratzinger si è

schierato pubblicamente contro misteriosi “poteri occulti” che

minacciano il mondo, riferendosi alle grandi potenze economiche che ha

definito “false divinità”; parole sante, ma bisognerebbe che qualcuno gli

ricordasse che tutto il Vaticano è un grande potere occulto a cominciare

dallo Ior e dall’Opus Dei, per finire ai grandi intrallazzi e scandali

avvenuti dentro le Sacre Mura e rimasti misteriosamente senza una

risposta (più avanti ne leggeremo qualcuno).

Un’altra considerazione da fare su papa Ratzinger (ed anche su papa

Wojtyla) riguarda gli inviti che periodicamente rivolge ai governanti dei

cosiddetti Paesi ricchi affinché aiutino economicamente i popoli più

poveri in quanto questi sono le vittime di un mondo ingiusto e con troppe

disuguaglianze. Questo è vero, ma perché la Santa Sede, tanto per dare il

buon esempio, non comincia a disfarsi di una parte dell’immenso tesoro

che possiede in Vaticano (secondo l’archeologo Rodolfo Lanciani si tratta

di 3.000 Kg. d’oro e 30.000 Kg. d’argento) oltre alle reliquie ed arredi

sacri di ogni tipo custoditi nel Sacrario Apostolico, tutti oggetti di grande

valore che le sono stati regalati nell’arco dei secoli? Potrebbe donare i

soldi del ricavato ai Paesi poveri e servirebbero a sfamare una buona

parte dell’umanità indigente. Ed ancora, perché non ospita i terremotati

d’Abruzzo nei propri innumerevoli palazzi adibiti a seminari ormai quasi

vuoti, invece di mandare i vari Monsignori, adorni di catene d’oro, a

commiserare quella povera gente che ha perso tutto? Oppure: perché non

accoglie in Vaticano i tanti barboni e baraccati di Roma e li fa sedere alla

mensa insieme ai Cardinali? Non ci pensa nemmeno; ecco invece cos’ha

ideato papa Ratzinger per far sì che la Chiesa cattolica appaia, all’occhio

~ 162 ~


della gente, generosa e magnanima: nel luglio 2009 la Conferenza

Episcopale Italiana, in accordo con la Banca Intesa San Paolo, ha istituito

il Prestito della Speranza per le famiglie in difficoltà economica, ricavato

dalle offerte dei fedeli nelle parrocchie. E’ previsto un contributo

massimo di 500 euro mensili per un anno, rinnovabile per ulteriori 12

mesi a seconda delle situazioni, ed è stabilito che chi riceve il prestito

debba pagare un tasso di interesse non superiore al 4,5%; a questo punto

dov’è la generosità della Chiesa? Sembra più un’operazione di usura dal

momento che i soldi prestati sono frutto di offerte e come tali dovrebbero

essere regalati e non prestati per essere oggetto di restituzione, per di più

con l’aggiunta di interessi.

Anche in questo caso la Chiesa cattolica non si è smentita: resta

un’organizzazione il cui scopo principale è quello di guadagnare il

più possibile, in qualsiasi circostanza e con qualsiasi mezzo, lecito o

illecito.

Bell’esempio di altruismo!

~ 163 ~


PAPA FRANCESCO 1° – Jorge Mario Bergoglio

Ho aggiunto questo capitolo nel 2013,

poco tempo dopo l’elezione del nuovo papa

Jorge Mario Bergoglio, perché ho sentito il

dovere di far conoscere ai lettori la figura di

questo pontefice argentino e per sfatare le

notizie riportate dai mass media che parlano

di un papa veramente innovativo e più vicino

alla gente bisognosa.

Ha assunto il nome di Francesco perché, a

suo dire, intende essere umile come Francesco

d’Assisi e vuole una Chiesa “povera per i

poveri”. Vedremo se rispetterà la promessa;

io non ci credo. Volete sapere il perché?

Innanzi tutto paragonarsi a Francesco

d’Assisi è un impegno oltremodo gravoso

poiché significherebbe condurre una vita

semplice, umile, rinunciare a tutti i privilegi,

donare tutto quello che possiede di personale

e tutti i capitali del Vaticano ai bisognosi, in

pratica condurre una vita da baraccato. Ci credete voi che papa Bergoglio

voglia arrivare a fare questo? Tanto per cominciare nella sua prima uscita

pubblica in Piazza San Pietro ha voluto salutare la folla a bordo di una

papamobile Mercedes G500 nuova fiammante (probabilmente regalatagli

dalla nota casa automobilistica tedesca),

poi lo abbiamo visto su di

una Wolkswagen Phaeton, quindi su

una Ford Focus C307. Queste sono

tutte auto che costano parecchie

decine di migliaia di euro ciascuna,

allora mi chiedo che attinenza possa

avere questo Papa con Francesco

d’Assisi; che io sappia il “poverello”

andava in giro a piedi o al massimo

sopra ad un ciuchino e non cavalcava

certo un cavallo purosangue e nemmeno

si faceva trasportare su di una

portantina dorata.

Un altro motivo che mi fa pensare che questo Papa non sia innovativo

~ 164 ~


e progressista come dicono, sono alcune sue prese di posizione su temi

come l’aborto, l’eutanasia, le pratiche anticoncezionali e le unioni gay.

Ebbene, egli è sempre stato in accordo con le posizioni ufficiali della

Chiesa invitando preti e laici ad opporsi strenuamente a queste

innovazioni e ritenendo i movimenti politici ad esse favorevoli,

espressione di “cultura di morte e perversione”. Conclusione: in questi

pochi mesi di pontificato il suo comportamento si può paragonare a

quello di Papa Wojtyla: populista, plateale, ipocrita e conservatore.

Andiamo avanti: è stato eletto sul Soglio Pontificio il 13 marzo 2013

dopo le dimissioni di papa Ratzinger, dimissioni forse indotte da

pressioni provenienti da alti esponenti vaticani, in quanto costui non era

ritenuto sufficientemente comunicativo e popolare.

Riguardo al passato di papa Bergoglio, ho cercato notizie alternative a

quelle riportate dai mass media i quali, come sempre, acclamano ed

osannano ogni Pontefice e si guardano bene dal far conoscere alla gente

qualche sua pecca, ancorché minima. Così ho letto alcuni libri fra i quali I

peccati del Papa argentino scritto dai Discepoli di Verit๠che ci fanno

sapere che quando lui risiedeva in Argentina ed era Superiore Provinciale

dei Gesuiti negli anni della dittatura militare (1976 - 1983), non proferì

parola contro la giunta militare responsabile di una sanguinosa

repressione durata sette anni, durante la quale vennero torturate ed

uccise diverse migliaia di oppositori al regine (i Desaparecidos), tra cui

alcuni clericali.

In questo libro è inoltre riportato che Jorge Bergoglio, sia da vescovo

ausiliare, che da arcivescovo di Buenos Aires, non denunciò mai la

dilagante piaga della pedofilia sacerdotale nel suo Paese, né mai si

attivò per contrastarla, anzi, arrivò al punto di manifestare indulgenza

verso un sacerdote condannato per pedofilia e dimostrò solidarietà verso

un vescovo che si era dimesso per uno scandalo di omosessualità. Del

resto lo stesso Bergoglio, quand’era cardinale, confessò: “Ho commesso

molti errori…oggi chiedo perdono a tutti dei peccati e delle offese che ho

realmente commesso”. E così con poche parole se la cavò.

______________

¹ Sono un gruppo di ecclesiastici e laici del Vaticano che hanno ritenuto di non poter più

sopportare le false notizie confezionate e diffuse dalla Santa Sede e dai mass media.

Hanno scritto altri libri per far conoscere le malefatte degli alti prelati vaticani e

smascherare gli intrighi e le corruzioni del clero cattolico. Ecco alcuni titoli: Intrigo

papale: faide di potere in Vaticano per la successione di Benedetto 16° – Il vicario di Sua

Santità: il ventennio di potere del cardinale Ruini – Segreto Pontificio: i crimini sessuali

nella Chiesa, nascosti da papa Wojtyla e dal cardinale-prefetto Ratzinger – All’ombra del

Papa infermo: tutte le malefatte vaticane sotto il papato di Giovanni Paolo 2°.

~ 165 ~


Un altro personaggio autorevole che conosce a fondo il

passato del neo papa sudamericano, è l’intellettuale, scrittore

e giornalista argentino Horacio Verbitsky, uno dei massimi

esponenti del movimento argentino per la difesa dei diritti

umani. Appena Jorge Bergoglio fu eletto Pontefice egli

dichiarò alla stampa: “Ho i documenti che provano che

Bergoglio collaborò con i dittatori argentini durante la

dittatura; le carte che ho trovato nell’archivio del Ministero H. Verbitsky

degli Esteri non lasciano dubbi. Da parte sua nessuna

richiesta di perdono, solo ambiguità. La sua elezione è una disgrazia per

l’Argentina e tutto il Sudamerica”.

Nel 2006 Verbitsky scrisse il libro L’isola del silenzio nel quale

affermava che padre Bergoglio lo si poteva considerare un populista di

destra; inoltre sosteneva che nel 1976, poco prima del colpo di stato in

Argentina, il futuro Papa era Superiore Provinciale della Compagnia di

Gesù e chiese a due gesuiti, Orlando Yorio e Francisco Jalics, assertori

della “sovversiva” Teologia della Liberazione, di cessare la loro missione

di aiuto a tante persone disagiate che abitavano nelle baraccopoli. Al loro

rifiuto Bergoglio reagì duramente, prima li espulse dall’Ordine, poi fece

pressione all’allora Arcivescovo di Buenos Aires, per far toglier loro

l’autorizzazione

ad officiare la

messa. Poco dopo

il colpo di

stato i due gesuiti

furono sequestrati,

detenuti

e torturati

dalle milizie governative;

dopo

sei mesi furono

liberati ed essi

raccontarono

che fu Bergoglio

il responsabile

del loro

sequestro in

quanto, cac-

Uno dei documenti che provano la responsabilità di Bergoglio

nell'arresto dei due frati.

~ 166 ~

ciandoli dalla

Compagnia e


scomunicandoli, tolse loro la protezione ecclesiastica facendoli così

finire nelle liste nere dei militari. Dissero anche che la loro espulsione

dall’Ordine rappresentò una sorta di via libera per i golpisti in quanto il

nuovo governo dittatoriale non gradiva questo genere di attività, cioè

l’aiuto ai baraccati i quali erano ritenuti potenziali oppositori politici.

Bergoglio si difese dicendo che lui si comportò così pensando di

proteggere i frati e metterli al sicuro, ma i documenti in mano al

giornalista testimoniano che il futuro Papa non solo aveva tolto la

protezione ai due sacerdoti, ma li aveva anche denunciati alle autorità

militari per le loro “attività sovversive” in quanto “sospettati di avere

contatti con i guerriglieri”.

Il giornalista Verbitsky evidenzia anche altre malefatte commesse da

Bergoglio durante il periodo dittatoriale argentino; infatti ci fa sapere che

il suo nome spuntò anche in due processi riguardanti un furto di

neonati appartenuti a donne oppositrici al regime, poi fatte sparire

dai militari. I parenti testimoniarono di essersi rivolti al sacerdote

chiedendogli disperatamente aiuto e la risposta sarebbe stata quella di

lasciar perdere perché i piccoli stavano bene in qualche altra famiglia.

Un altro punto a discapito dell’ex arcivescovo di Buenos Aires è

quello di non essere amato dall’Associazione Madri di Plaza de Mayo

che è formata da madri dei Desaparecidos. Questa è un’ulteriore

conferma della sua approvazione alla politica dittatoriale del governo

argentino e del suo coinvolgimento degli orrendi crimini che furono

perpetrati in quel Paese.

Vediamo ora quel che hanno scritto alcuni autorevoli giornali esteri

subito dopo l’elezione di papa Francesco 1°: il New York Times ricorda le

accuse di connivenza che ebbe Bergoglio con il regime militare

argentino: “…è stato accusato di essere a conoscenza degli abusi della

sporca guerra e di non aver fatto abbastanza per fermarli mentre

trentamila persone sparivano, venivano torturate o uccise dalla dittatura”.

Il Times inglese titola: “L’amico dei poveri che era anche a suo agio con i

dittatori”. Un quotidiano tedesco ricorda gli anni bui della Chiesa

argentina nel periodo dittatoriale. E così via.

Così abbiamo appurato che papa Francesco 1° non è certo stato uno

stinco di santo come vorrebbero farci credere, ciononostante in quattro e

quattr’otto è stato eletto Papa. Ciò in barba a chi credeva che ci sarebbe

stato un reale cambiamento nella politica della Santa Sede. Che illusi!

******

~ 167 ~


GLI SCANDALI DEL CLERO

Il comportamento delinquenziale dei rappresentanti clericali è

rimasto generalmente sommerso per tanti anni grazie sia all’omertà e

al silenzio del Vaticano, che ai governanti italiani i quali hanno

sempre fatto finta di non sapere e di non vedere le molte malefatte

dei personaggi ecclesiastici. Solo dopo l’ultimo dopoguerra si sono

avute notizie di esponenti cattolici incastrati dalle forze dell’ordine per

aver commesso gravi reati; farne un elenco dettagliato sarebbe troppo

lungo, mi limito a ricordare che negli ultimi decenni, nel nostro Paese,

sono finiti sotto inchiesta una moltitudine di clericali fra preti, suore,

monsignori, vescovi e cardinali, tutti condannati perché responsabili dei

peggiori crimini che l’essere umano sia in grado di perpetrare: truffa

aggravata, associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico

internazionale di droga e di opere d’arte, simonia, concorso in illecito

guadagno, riciclaggio di denaro sporco, ricettazione, millantato credito,

esportazione di valuta all’estero, appropriazione indebita aggravata,

tangenti, corruzione, abuso di credulità popolare, abbandono di malati,

circonvenzione di persone incapaci, maltrattamento di anziani, plagio,

stupro e sevizie, sequestro di persona, violenza sessuale, pedofilia e

pedopornografia, esorcismi con estorsione di denaro ed altri. Inoltre,

recentemente, si è venuti a conoscenza anche di una miriade di clericali

che, approfittando del proprio potere, praticano sesso con suore,

seminaristi e bambini; questa è una piaga che pervade da sempre il

mondo clericale.

Riporto solo alcuni casi più clamorosi dei quali si sono interessati

anche alcuni mass media, senza dilungarmi troppo sugli sviluppi delle

varie inchieste che ne sono seguite (a proposito di mass media ci tengo a

precisare che nel nostro Paese i mezzi di comunicazione normalmente

adottano un modello di informazione enfatico e trionfalistico quando

parlano del Papa o di altri clericali, quando invece questi ultimi sono

gli artefici di malefatte o scandali, i giornalisti cercano di

minimizzare il più possibile i fatti e danno informazioni stringate e

prive di approfondimenti e di critiche. Che pennivendoli!):

Monsignor Edoardo Cippico, nel 1945 venne arrestato per contrabbando

e frode fiscale in quanto tentò di trafugare in Argentina parte del

tesoro che gli Ustascia croati, alleati dei fascisti, avevano nascosto in

Vaticano; fu condannato a 9 anni poi, in appello, venne prosciolto perché

lo fecero passare per un “ingenuo” raggirato da altre persone rimaste

sconosciute.

~ 168 ~


Don Bernardini.

Don Domenico Bernardini, prete esorcista, fu

arrestato nel marzo 1981 a Sezze (Latina) con l’accusa di

associazione per delinquere, plagio, truffa e violenza.

Maggio 1983, don Giuseppe Romano, parroco di

Ottaviano (Napoli) fu

arrestato perché imputato del

reato di associazione per

delinquere a sfondo mafioso.

Monsignor Bruno Foresti, vescovo di

Brescia, nel gennaio del 1986 fu bloccato

all’aeroporto di Milano per

Il mafioso don Romano.

esportazione di valuta all’estero.

Suor Aldina Marelli, la “postina della Camorra” fu

arrestata nel 1983 in un convento di Ercolano per associazione

di stampo mafioso.

Sempre nel 1983 scoppiò lo “scandalo dei

petroli” - contrabbando di petrolio con truffa allo

Stato di 2.000 miliardi di lire (oltre un miliardo di

euro) - Fra le tante persone coinvolte finirono

sotto inchiesta anche don Ernesto Quaglia, parroco di Cerano

(Novara), monsignor Donato De Bonis, allora segretario

dello Ior e braccio destro di monsignor Marcinkus, e

monsignor Simeone Duca, segretario degli Archivi Pontifici e

canonico della cattedrale romana de La Storta. Quest’ultimo

uscì dal carcere dopo aver pagato una cauzione di un miliardo di lire

(516.000 euro), ma poco dopo risultò coinvolto in un caso di riciclaggio

dei proventi derivati dai sequestri di persona ad opera delle cosche

calabresi (si salvò per grazia ricevuta…). In seguito monsignor Duca

venne condannato a 9 mesi di carcere per millantato credito - ricevette 30

milioni di lire (15.500 euro) per “addomesticare” un magistrato - ma in

Don Foresti.

Suor Aldina Marelli.

Don Quaglia, monsignor De Bonis e monsignor Duca.

~ 169 ~


appello venne assolto perché dichiarò che i soldi erano serviti a compiere

opere di beneficienza (?). Che gente ignobile!

1988, don Lorenzo Zorza, parroco della

chiesa romana di Sant’Agnese e nunzio

apostolico della Santa Sede presso l’Onu, fu

arrestato vicino a Bologna con l’accusa di

traffico internazionale di stupefacenti; durante il

processo emerse che Zorza, in precedenza, era

già stato condannato per contrabbando di opere

d’arte - due dipinti del Cinquecento valutati 200

milioni di lire (103.000 euro) - per il possesso di

74.000 dollari in banconote contraffatte e per

traffico di valuta del Banco Ambrosiano.

1984, don Giovanni Stilo di Africo (Reggio Calabria), fu arrestato

Don Zorza.

per associazione per delinquere di stampo mafioso.

Don Salvatore Papuglia fu arrestato a Muro Lucano (Potenza) nel

1986 con l’accusa di maltrattamento di anziani, circonvenzione di

persone incapaci, appropriazione indebita aggravata, truffa e falso.

A Latina, nel 1982, finì nel mirino degli investigatori il vescovo

Enrico Romolo Compagnone perché sospettato di concorso in truffa

aggravata ed illecito guadagno.

Finì nelle maglie della giustizia anche l’alto prelato Michele

Giordano, arcivescovo metropolitano di Napoli; nel 1998 fu accusato di

usura insieme ad alcuni imprenditori, e quattro anni dopo il porporato

venne nuovamente rinviato a giudizio per i reati di concorso in frode

fiscale e falso in bilancio (acquistò tre capannoni con i fondi della Curia a

prezzo inferiore a quello commerciale). Nel 2005, in seguito a questi

scandali, si dimise dal governo dell’arcidiocesi e venne nominato da papa

Benedetto 16° “amministratore apostolico”, qualifica oltremodo ridicola

visti i suoi precedenti giudiziari; ma non finì lì, l’anno successivo venne

addirittura nominato “arcivescovo emerito” di Napoli. La sfacciataggine

dei politicanti vaticani non ha proprio limiti!

Don Fedele Bisceglia, lo ricordate? Era un folcloristico fraticello

sessantanovenne fondatore dell’Oasi Francescana di Cosenza (un rifugio

per poveri con poliambulatorio medico); fu arrestato il 23 gennaio 2006

con l’accusa di violenza sessuale singola e di gruppo nei confronti di una

suora. E pensare che era solito fare il moralista imprecando nei salotti

televisivi contro il mal costume dilagante... Nel 2007 è stato espulso

dall’ordine dei frati minori cappuccini, ma non per tutte le denunce sulle

sue presunte violenze sessuali, bensì per alcuni suoi comportamenti poco

~ 170 ~


consoni all’abito che indossava, come essere un

ultras troppo accanito del Cosenza calcio. Che

schifosi!

Settembre 2007, don Cesare Lodeserto,

direttore del Centro per immigrati Regina Pacis

di San Foca di Melendugno (Lecce) fu

condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per i

reati di calunnia, violenza, minacce e sequestro di

persona nei confronti di alcune donne rumene e Don Fedele Bisceglia.

moldave ospiti del Centro; don Cesare aveva già

avuto problemi con la giustizia qualche anno prima.

Nello stesso anno a Cosenza don Alfredo Luberto, direttore di un

istituto che ospitava 200 disabili psichici, fu arrestato con l’accusa di

truffa, falso, appropriazione indebita ed associazione per delinquere.

Nel 2006 a Siena monsignor Giuseppe Acampa e l’arcivescovo

Antonio Buoncristiani furono accusati rispettivamente di truffa ed

estorsione.

Nel 2008 a Salerno don Generoso Santoro, presidente dell’Istituto

interdiocesano per il sostentamento del clero, fu condannato per truffa

aggravata.

Sempre nel 2008 la Guardia di Finanza di Salerno

sequestrò il Villaggio Angellara Home, ex colonia per

ragazzi poveri, trasformata in albergo a 5 stelle con i fondi

dell’8‰ e col contributo della Regione Campania. In

questa vicenda furono indagate per truffa aggravata ai

danni dello Stato, abusivismo edilizio ed abuso d’ufficio

tredici persone fra le quali l’arcivescovo di Salerno

monsignor Gerardo Pierro, il suo braccio destro don

Comincio Lanzara e l’economo diocesano monsignor

Angelo Rizzo. Monsignor Pierro reagì con notevole

veemenza contro la magistratura ed arrivò addirittura a

dire che l’avviso di garanzia era lo strumento moderno del

diavolo.

Monsignor Pierro.

Giugno 2010, nel registro degli indagati della

procura di Perugia sono finiti ultimamente l’ex ministro dei Trasporti

Pietro Lunardi, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e

l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, tutti indagati per corruzione e

reati finanziari relativamente ad alcune compravendite sospette di

immobili a Roma. Dovranno rispondere alla magistratura anche per

quanto riguarda i lavori di manutenzione di un palazzo romano di pro-

~ 171 ~


prietà dello Stato Vaticano e finanziato dallo Stato italiano; il palazzo fa

parte della società immobiliare vaticana Congregazione Propaganda Fide

di cui Sepe è stato il responsabile dal 2001 al 2006.

Ma forse il record di atti criminosi lo detiene don Pierino Gelmini,

fondatore della Comunità Incontro che si occupa dell’accoglienza e del

recupero di ragazzi emarginati e tossicodipendenti; nel 1969 fu accusato

dalla magistratura di Terni di emissione di

assegni a vuoto, truffa e bancarotta fraudolenta;

l’anno seguente fuggì nel Vietnam del Sud

dove venne denunciato per appropriazione

indebita, così nel 1971 fu costretto a tornare in

Italia dove scontò la pena di 4 anni di

reclusione per i reati commessi nel ´69 (in

carcere venne isolato per i suoi “comportamenti

promiscui”). Nel 1976 fu nuovamente arrestato

con l’accusa di corruzione (ricevette delle

“bustarelle”) e nel 2007 fu iscritto nel registro

degli indagati dai magistrati ternani per

violenze sessuali su 8 giovani, avvenute fra il

1999 e il 2004. Che persona ripugnante!

Don Gelmini.

In tutti questi casi il Vaticano, invece di condannare

esplicitamente i responsabili di questi gravi crimini e scomunicarli, si

è sempre chiuso dietro a un velo di omertà cercando il più possibile di

abbuiare i fatti; inoltre difficilmente i preti colpevoli sono stati

sospesi dalle celebrazioni religiose, tutt’al più sono stati trasferiti in

altra parrocchia.

******

Uno dei reati più gravi fra

quelli menzionati all’inizio del

capitolo è la pedofilia. Nel nostro

Paese, negli ultimi decenni,

sono venuti a galla una miriade

di casi piuttosto raccapriccianti

che hanno coinvolto il mondo

clericale, ma la Chiesa cattolica

ha sempre cercato di nasconderli

o minimizzarli. C’è da chiedersi:

~ 172 ~


la Santa Sede ha mai cercato di affrontare e risolvere seriamente il

problema dei preti pedofili? Io credo di NO; l’unico pensiero che

attanaglia le menti delle alte sfere vaticane è quello di riuscire a

salvare le apparenze di fronte all’opinione pubblica in modo che chi

ha fede non abbia difficoltà a credere alla loro versione dei fatti,

nonostante che certi abusi siano altamente lesivi verso i bambini che li

subiscono poiché possono lasciare traumi per tutta la vita.

Riporto alcuni esempi documentati dalla stampa (ma ne potrei

elencare qualche centinaio) senza soffermarmi sui particolari; da tener

presente che la stragrande maggioranza dei casi di abusi sessuali sui

minori restano nell’ombra perché le vittime non trovano il coraggio di

confessare i torti subiti.

Gennaio 1988, don Salvatore Manfredi, ex direttore dell’Istituto per

l’Assistenza ai Minori Stella Maris di Siponto (Foggia) fu condannato a 2

anni di reclusione per atti di libidine e violenza su minori, avvenuti nel

1985.

Roma, aprile 2006, don Marco Agostini,

parroco 43enne che svolgeva il suo ministero

nella parrocchia di San Benedetto a Pomezia

(Roma), fu arrestato con l’accusa di violenze

sessuali ai danni di minori a partire dal 1993;

secondo il Pubblico Ministero si trattava di

centinaia di abusi su ragazzini da 10 a 13

anni. Con lui furono indagati per

favoreggiamento anche l’ex parroco di

Pomezia, don Germano Agostini e l’attuale

parroco, don Ennio Di Gianpasquale. I

familiari di alcune vittime asserirono di aver

denunciato i fatti anche all’allora vescovo di

Albano, monsignor Agostino Vallini, il quale

avrebbe risposto: “…sono solo chiacchiere…”.

Don Agostini morì suicida nella propria

abitazione nell’agosto 2006 mentre era agli

arresti domiciliari, mentre monsignor Vallini è

stato recentemente nominato cardinale da papa

Benedetto 16°; ciò avvalora la mia teoria che

nel mondo clericale peggio uno si comporta,

più in fretta fa carriera.

1991, don Giuseppe Rassello, parroco napoletano di 49 anni, fu

condannato a 2 anni e un mese di reclusione per violenze sessuali su un

Monsignor Vallini con papa Ratzinger.

~ 173 ~

Don Agostini al momento dell'arresto.


minorenne; scontata la condanna si trasferì nella natale isola di Procida e

continuò a svolgere attività pastorale.

1995, il parroco siciliano don Tommaso Tarsia patteggiò un’accusa di

violenza sessuale nei confronti di un disabile che frequentava il centro di

accoglienza da lui diretto ad Agrigento. Non venne sospeso, ma trasferito

in una chiesa a Pianura presso Napoli dove venne arrestato per molestie

ripetute nei confronti di una bambina di 10 anni.

1999, don Patrizio fu condannato a 8 anni di carcere e ad una penale

di 50 milioni di lire (26.000 euro) per aver abusato di 5 ragazzini della

parrocchia di San Filippo Neri a Boccea (Roma); finì agli arresti

domiciliari in un Istituto religioso.

Nel gennaio del 2000 venne condannato a 6 anni e 6 mesi di

reclusione don Giorgio Mazzoccatto per violenza sessuale ai danni di

ragazzini di età compresa fra 7 e 12 anni. I fatti risalivano alla metà degli

anni ´90 quando don Giorgio era parroco di Arpinova (Foggia).

Attualmente continua a svolgere le sue funzioni in un’altra parrocchia

sempre in provincia di Foggia. Roba da non credere!

Don Marco Gamba, parroco di Chiusa San Michele (Torino), venne

condannato nel febbraio del 2000 a 4 anni e mezzo di reclusione per abusi

sessuali nei confronti di due chierichetti; fu anche trovato in possesso di

4.000 immagini pedo-pornografiche e di foto scattate a bambini

adolescenti frequentatori della sua parrocchia.

A Staggia San Prospero (Modena) il parroco 59enne Giorgio Govoni

fu accusato di far parte di una banda di pedofili che praticava violenze a

danno di minori anche nell’ambito di riti satanici che si svolgevano nei

pressi di un cimitero. La corte pronunciò 14 condanne fra 2 e 19 anni di

carcere; il pubblico ministero aveva chiesto per don Govoni una

condanna a 14 anni, ma non fu mai convalidata perché nel frattempo il

parroco era morto di infarto.

Nel gennaio del 2001 il tribunale di Chiavari condannò il parroco di

Santa Margherita Ligure, don Pino Carpi, al pagamento di 30 milioni di

lire (15.500 euro) per molestie ai danni di una ragazza di 14

anni; attualmente don Carpi esercita la sua professione nella

basilica di Santa Maria di Nazareth a Sestri Levante.

Don Renato Mariani, parroco di San Giuliano Milanese, il

26 giugno 2001 fu condannato a 4 anni di reclusione per

violenza sessuale su giovani, oltre a violenza privata ed

appropriazione indebita; attualmente il sacerdote è residente a

Garbagnate Milanese ed ha incarichi pastorali. Nientemeno!

Don Mariani. Il 27 maggio del 2003 un frate, ex insegnante in un istituto

~ 174 ~


privato di Milano, fu condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per

molestie sessuali ai danni di 5 bambine della scuola elementare.

Sempre nel 2003 venne arrestato don Bruno Tancredi, 59 anni,

parroco di Ponticelli (Teramo); l’accusa fu di violenza ai danni di due

minori, uno dei quali disabile, dell’età di 14 e 16 anni. Dopo un processo

con rito abbreviato, don Bruno fu condannato per il reato di pedofilia a 6

anni di reclusione, poi ridotti a 4 per patteggiamento.

Don Paolo Gardenal, ex parroco di Ceneda (Treviso), nel dicembre

2003 patteggiò la condanna a un anno e otto mesi di reclusione per

violenza sessuale su 4 ragazzi dodicenni.

Un anno e otto mesi più il pagamento di 45.000 euro per risarcimento

dei danni morali, è la condanna inflitta a don Roberto Volaterra, parroco

di Castagnole Piemonte (Torino), arrestato il 2 febbraio 2004 per violenza

sessuale nei confronti di una bambina di 13 anni che frequentava il suo

oratorio; attualmente Don Roberto è cappellano a Sant’Andrea a

Savigliano (Cuneo).

Una ventina di giorni dopo l’arresto del prete di Castagnole, venne

arrestato il parroco della chiesa di San Gioacchino di Colleferro (Roma),

don Paolo Pellegrini di 52 anni; l’accusa fu di violenza sessuale aggravata

su un minorenne, e le perquisizioni effettuate dagli investigatori

portarono alla luce filmati e foto molto compromettenti che don Paolo

custodiva in canonica. Fu processato con rito abbreviato e condannato a 6

anni di reclusione, più il pagamento di 60.000 euro per violenza sessuale

e istigazione all’uso di sostanze stupefacenti.

Don Roberto Mornati, sacerdote di Gavirate (Varese), fu condannato

nel 2004 a 3 anni e 4 mesi di reclusione per atti di pedofilia nei confronti

di 12 ragazzi del Paese; il prete poté godere di attenuanti sia per il

riconoscimento della seminfermità mentale, che per il risarcimento di

280.000 euro alle vittime. Il Mornati era giunto a Gavirate negli anni ´80,

trasferito dalla Curia, dopo aver già subito un processo per molestie.

Patteggiò la pena di 2 anni e 6 mesi don Felice Cini, condannato nel

luglio 2004 per aver molestato sessualmente alcuni bambini della

parrocchia di Arcille (Grosseto).

Sentite questa! Ricorse al patteggiamento anche don Bruno Puleo,

sacerdote condannato nel luglio 2004 a 2 anni e 6 mesi di reclusione per

abusi sessuali nei confronti di 7 ragazzi che frequentavano il seminario di

Agrigento. Una delle vittime degli abusi, Marco Marchese, attualmente

impegnato in numerose iniziative di lotta alla pedofilia, raccontò di aver

cominciato a subire violenze all’età di 12 anni, appena entrato in

seminario; le violenze si protrassero per 4 anni fino a quando il ragazzo

~ 175 ~


trovò la forza di andare a parlare con il vice-rettore del seminario, don

Silvano Castronovo e con il rettore, don Gaetano Montana i quali gli

risposero di stare tranquillo ed in silenzio. Marchese si rivolse allora (nel

novembre del 2000) al vescovo di Agrigento, monsignor Carmelo Ferraro

il quale non prese alcun provvedimento in merito;

nel frattempo don Bruno continuò ad abusare anche

di altri ragazzi. Allora Marchese fu costretto a

rivolgersi ad un avvocato dopodiché ricevette

l’offerta di 45.000 euro dalla Curia per ritirare la

denuncia, ma in risposta decise di presentare un

esposto alla Procura della Repubblica. A quel

punto monsignor Ferraro fece partire una contro

denuncia verso Marchese con richiesta di 200 mila

euro per i danni recati all’immagine e al prestigio

della Chiesa di Agrigento, richiesta che l’alto

prelato fu costretto a ritirare sotto la pressione

dell’opinione pubblica dopo la partecipazione di

Monsignor Ferraro. Marchese, nel dicembre del 2006, alla trasmissione

televisiva “Mi manda Rai Tre”. Che storia

vergognosa!

Ancora attraverso patteggiamento, nell’estate del 2004, fu condannato

a 3 anni di reclusione per pedofilia, padre Domenico Marcanti, 48 anni,

animatore del doposcuola alla scuola media dell’Istituto don Orione di

Alessandria.

Nell’ottobre del 2004 venne condannato a 3 anni e mezzo di

reclusione don Giorgio Barbacini per aver compiuto atti sessuali nei

confronti di un minorenne extracomunitario, con l’aggravante di averne

avuto la custodia e la tutela; i fatti risalgono al 2000 quando don Giorgio

era responsabile della comunità Migrantes di Savona, istituita dalla Curia

per tutelare i giovani extracomunitari con problemi di ambientamento.

Don Giorgio fu trasferito in un’altra diocesi, ma nei suoi confronti non è

mai stata avviata alcuna severa procedura ecclesiastica. Che porci!

Il parroco di Laglio (Como), don Mauro Stefanoni di 37 anni, fu

arrestato nel maggio del 2005 per aver abusato sessualmente di un

ragazzo di 14 anni affetto da un lieve ritardo mentale e per aver detenuto

materiale pedopornografico. Il giudice lo condannò a 8 anni di reclusione

e ad un risarcimento di 180.000 euro.

Sempre nel 2005 finì in manette don Renato Giaccardi, 42 anni,

sacerdote monregalese (Cuneo), con l’accusa di induzione alla

prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di una trentina di

~ 176 ~


minorenni di età compresa fra i 13 e i 17 anni, molti dei quali

extracomunitari. Secondo gli inquirenti le “prestazioni” dei ragazzi

venivano ricompensate dal sacerdote con biglietti cinematografici, gelati

e dolci; per ogni nuovo amico presentato, il premio era invece una

banconota da 10 euro.

Più di trenta, tra giovani e

giovanissimi, furono le vittime

di don Pierangelo Bertagna,

parroco quarantaquattrenne

dell’abbazia di Farneta

(Arezzo), arrestato l’11 luglio

del 2005; il parroco confessò

davanti ai giudici della procura

di Arezzo tutti i reati di

violenza sessuale segnalati

dalle famiglie dei bambini

della sua parrocchia, più altri

risalenti a periodi precedenti quando il Bertagna, originario del

Bresciano, non era ancora entrato in seminario.

1° ottobre 2003, la Corte d’appello di Torino confermò la condanna

inflitta in primo grado a don Luciano Michelotti, ex parroco di una

frazione di Vicoforte (Cuneo), per detenzione di materiale

pedopornografico con minori.

Nuoro: nell’aprile del 2004 patteggiò una condanna di 4.600 euro di

multa don Pietro Sabatini, 46 anni, rettore del seminario vescovile di

Lanusei (Nuoro), accusato di aver scaricato da Internet immagini a

contenuto pedopornografico.

Nel giugno 1998 don Giuliano Medori, parroco 59enne del viterbese,

fu arrestato per violenza sessuale continuata ed aggravata ai danni di una

ragazzina minorenne.

Don Donato Bono, parroco quarantaquattrenne di Sternatia (Lecce),

nel maggio 2006 fu trovato in auto con un ragazzo minorenne in

atteggiamenti osceni; fu fermato e messo agli arresti domiciliari durante i

quali si sarebbe adoperato per inquinare le prove a proprio carico facendo

pressione sul ragazzo e sui suoi genitori. Secondo i primi accertamenti i

giovani coinvolti alle attenzioni del sacerdote sarebbero una dozzina.

Sempre nel 2006 venne arrestato e poi condannato a 4 anni e 4

mesi di reclusione il prete 36enne, don Massimiliano Crocetti, con

l’accusa di tentata violenza sessuale su un ragazzo di 15 anni di Oriolo

Romano e su un tredicenne di Vetralla (Viterbo).

~ 177 ~

Don Bertagna.


Il missionario sardo don Marco

Dessì, 59 anni, nel maggio 2007 fu

accusato di pedofilia su tre ragazzini

nicaraguensi, e detenzione di

materiale pedopornografico. La

pena inflittagli del Gip di Parma fu

di 12 anni di carcere e 100.000 euro

di provvisionale da versare a ciascuna vittima.

Nel 2004 una ventina di fedeli fiorentini inviarono al

vescovo ausiliare monsignor Claudio Maniago una lettera con

la quale accusavano don Lelio Cantini, parroco 85enne della

parrocchia Regina della Pace di Firenze, di violenze sessuali,

psicologiche e plagio su minorenni di entrambi i sessi

avvenute fra il 1973 e il 1987. I fedeli non ottennero risposta

alla lettera, così nel 2006 inviarono una seconda denuncia al

vescovo titolare cardinale Ennio Antonelli, ma anche questa

cadde nel vuoto, allora decisero di inviare due

missive alla Santa Sede di Roma alle quali il

cardinale Camillo Ruini rispose che don Cantini era stato

allontanato dalla diocesi. Nel 2007 fu avviato un procedimento

canonico nei confronti di quest’ultimo e gli venne proibito di

confessare e di celebrare la messa in pubblico per 5 anni. Nel

giugno 2010 le vittime degli abusi stanno ancora chiedendo

giustizia poiché non c’è stato ancora un riconoscimento delle

proprie responsabilità da parte della Curia fiorentina; il

cardinale Antonelli ha lasciato la guida della Chiesa per limiti

di età ed il nuovo arcivescovo Giuseppe Betori ha confermato

Mons. Maniago.

Don Conti.

Don Marco Dessì.

Don Cantini.

nei suoi incarichi monsignor Maniago. Che gente esecrabile!

Il 30 giugno 2008 finì in carcere don Ruggero Conti,

parroco 55enne del quartiere romano di Selva Candida, con

l’accusa di violenza sessuale continuata ed aggravata su minorenni.

Secondo il Pubblico Ministero Francesco Scavo,

il sacerdote negli ultimi 10 anni avrebbe

ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue

cure attirandoli nella propria abitazione con

l’inganno. In seguito alla vicenda finì sotto

processo per favoreggiamento anche il vescovo

della diocesi di Santa Rufina, monsignor Gino

Reali per essere stato al corrente degli abusi di

don Conti e di aver taciuto. Che marmaglia!

~ 178 ~

Monsignor Reali.


24 luglio 2008, il parroco sessantenne di Lombardone (Torino), don

Pierpaolo Mologni, fu accusato di molestie continuate su minorenni della

sua parrocchia e di detenzione di materiale pedopornografico. Appena

scoppiò la notizia il parroco entrò in coma e fu trasportato all’ospedale di

Ivrea.

Gennaio 2009, decine di bambini sordomuti sarebbero stati violentati

nell’Istituto religioso Provolo di Verona; i fatti furono denunciati da 67

ex allievi con una lettera al settimanale l’Espresso e sarebbero durati una

trentina di anni, fino al 1984, coinvolgendo 25 religiosi. Le vittime

sarebbero state un centinaio, ma non possono più rivolgersi alla

magistratura perché i reati sono ormai caduti in prescrizione. Secondo le

vittime, alcuni autori degli abusi starebbero tutt’oggi prestando servizio

nell’Istituto; è stato chiesto al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe

Zenti il loro allontanamento, ma ciò non è avvenuto.

2008, don Andrea Agostini, sacerdote della Curia

di Bologna, è stato condannato in primo grado a 6 anni

e 10 mesi di reclusione ed al risarcimento di 28.000

euro per aver molestato, negli anni 2003-2004, alcune

bambine iscritte al suo asilo parrocchiale. All’epoca

dei fatti una maestra dell’asilo si era rivolta al vescovo,

monsignor Ernesto Vecchi, ma costui aveva risposto di

mettere a tacere ogni cosa, dopodiché ha continuato

fino all’ultimo a difendere l’imputato. Il prete inquisito

risulta nullatenente, pertanto non può risarcire le

vittime ed anche la Curia finora non ha mostrato

intenzione di intervenire, né tantomeno di chiedere

Monsignor Vecchi.

scusa alle famiglie. Nel 2010 don Agostini è stato

ridotto allo stato laicale.

Nel marzo 2009 la Corte di Cassazione ha prosciolto, per raggiunta

prescrizione del reato, don Giorgio Carli, parroco della chiesa Don Bosco

di Bolzano, accusato di aver abusato di una adolescente dal 1989 al 1994

(in appello era stato condannato a 7 anni e mezzo); dovrà solo risarcire la

sua “presunta” vittima con 760 mila euro. Considerato innocente dalla

sua diocesi, don Giorgio non ha subìto alcun procedimento canonico ed

ha continuato a svolgere la propria attività pastorale nelle valli dell’Alto

Adige. Che abietti!

Nel maggio dello stesso anno la sezione penale del tribunale di

Brescia ha condannato don Marco Baresi, parroco 38enne vicerettore del

seminario di Brescia, a 7 anni e 6 mesi di reclusione per pedofilia e

detenzione di materiale pedopornografico; il religioso era accusato di

~ 179 ~


abusi sessuali compiuti nel 2004 a carico di un giovane seminarista. Il

vescovo della Curia, monsignor Luciano Monari ed il vicario generale,

monsignor Francesco Beschi, espressero la loro piena solidarietà al prete

pedofilo. Che massa di gentaglia spregevole!

Maggio 2010, sei anni e otto mesi più 50.000 euro di provvisionale;

questa è la pena confermata dalla Corte di Cassazione a don Marco

Cerullo, vice parroco di Casal di Principe (Caserta) ed insegnante di

religione a Villa Literno, arrestato dai carabinieri in flagranza di reato il

19 dicembre 2007 mentre in auto stava abusando di un suo alunno di 11

anni. Fino ad oggi il sacerdote non ha pagato nemmeno un centesimo alla

vittima perché è nullatenente, inoltre il vescovo di Aversa, monsignor

Mario Milano, in tutto questo tempo non ha mai espresso una sola parola

di pietà nei confronti del bimbo violentato, si è solo preoccupato della

sorte di don Marco che ha definito “promettente teologo”. Che persone

infami!

Nel 2008 la Corte di Cassazione di Catanzaro condannò a due anni di

reclusione padre Uruegbe Kevin Chukwuka, nigeriano della parrocchia di

San Giacomo d’Acri (Cosenza), per aver abusato di una bambina di 9

anni durante il catechismo.

Nel novembre del 2009 la Chiesa ha riconosciuto colpevole

don Roberto Berti, parroco di Ginestra Fiorentina (Firenze), di

molestie sessuali e psicologiche su minori avvenute nei primi

anni ’90 in occasione di vacanze estive in montagna. A

distanza di molti anni qualcuna delle vittime aveva trovato il

coraggio di denunciare i fatti, così la Congregazione per la

Dottrina della Fede ha disposto l’allontanamento coatto del

parroco e l’esclusione da ogni attività pastorale per 8 anni.

Don Berti. Un altro fattaccio venuto alla luce ultimamente riguarda il

sacerdote Giuseppe Abbiati, ex parroco di Borgarello (Pavia).

Costui è stato condannato per abusi su due fratellini di 13 e 15 anni,

commessi nell’oratorio della parrocchia nell’ottobre 2004.

Siamo anche venuti a conoscenza, grazie alla trasmissione televisiva

Mi manda Rai Tre del 20 novembre 2009, che a Vallo della Lucania

(Salerno), presso l’asilo infantile Istituto Paolo 6°, alcune adolescenti

erano state ripetutamente molestate da tre suore mediante “giochi

erotici”; con questa accusa le tre religiose sono state rinviate a giudizio.

Ed ancora, il 29 dicembre del 2009 la polizia ha arrestato don Luciano

Massaferro, parroco quarantaquattrenne di due parrocchie ad Alassio

(Savona), con l’accusa di violenza sessuale su una bambina dodicenne.

Attualmente (dicembre 2010) il parroco si trova agli arresti domiciliari in

~ 180 ~


un istituto religioso in attesa del processo.

Un sacerdote di 73 anni della diocesi di Lodi, don Pezzini, è stato

arrestato nel maggio 2010 con l’accusa di pedofilia nei confronti di un

ragazzo di 13 anni. Nella sua abitazione gli investigatori avrebbero

trovato materiale pedopornografico.

Sempre nel 2010 un sacerdote di San Giorgio a Cremano (Napoli)

don D.M., è stato sorpreso dalla polizia stradale nella tangenziale a

Fuorigrotta mentre consumava un rapporto sessuale in compagnia di una

studentessa 15enne la quale ha confessato di non sapere che l’amante

fosse un parroco. Indignazione dei cittadini, mentre il commissario

regionale dei Verdi, Borrelli e Vincenza Calvi, dell’associazione Un patto

per la vita hanno affermato con sdegno che le alte cariche vaticane

preferivano allontanare da Napoli i parroci anticamorra come don

Aniello Manganiello, piuttosto che i preti corrotti o adescatori di

minorenni. Belle parole!

Ma questi atroci misfatti inerenti la pedofilia clericale non si sono

verificati soltanto in Italia, ma anche in molti altri Paesi, basti pensare al

grande scandalo scoppiato qualche anno fa negli Stati Uniti relativo agli

abusi sessuali compiuti sui minori a partire dal 2002; tale scandalo

coinvolse più di 4.000 sacerdoti su 45.000 ed i familiari delle vittime,

citati in giudizio, accusarono anche i vescovi di aver chiuso gli occhi e

persino di aver protetto i colpevoli. Le giovani vittime di queste crudeli

violenze, a differenza di ciò che succedeva in passato, avevano

finalmente trovato il coraggio di denunciare i loro stupratori, così questi

erano stati condannati e la Curia di cui facevano parte era stata costretta a

risarcire i danni morali alle famiglie. Uno degli avvocati di parte civile,

Jonathan Levy, dichiarò apertamente che «…il Vaticano è un porto

franco per truffatori, pedofili e per la corruzione finanziaria

internazionale…».

Un altro caso scoppiato recentemente negli Usa che val la pena di

citare riguarda il parroco irlandese don Andrew Ronan che negli anni ’60

aveva abusato di molti adolescenti; la Chiesa romana lo aveva

semplicemente trasferito, prima ad insegnare in una scuola di Chicago

(incarico a dir poco scandaloso visti i precedenti), poi a Portland

nell’Oregon dove aveva continuato a molestare altri minorenni. Così una

delle vittime, John V. Doe di Portland recentemente ha denunciato

l’accaduto alla magistratura e ne è nata un’azione legale contro don

Ronan e soprattutto (e questa è una novità) contro la Santa Sede perché

considerata corresponsabile degli abusi in quanto, pur essendone a

~ 181 ~


conoscenza, non aveva rimosso il reverendo dai propri incarichi.

Vedremo gli sviluppi di questa vicenda, ma sicuramente papa Ratzinger

troverà qualche escamotage per risolvere il problema dal punto di vista

penale anche se moralmente ha subìto un’ennesima batosta.

Riporto qui di seguito un altro esempio per far capire che razza di

gentaglia disonesta e amorale siano i governanti vaticani, sempre pronti a

trovare scappatoie per uscire indenni da situazioni

compromettenti: nel 2002 il cardinale Bernard Law,

responsabile della diocesi di Boston, fu accusato di

aver spostato da una parrocchia all’altra due sacerdoti

pedofili, John Geophan e Paul Shanley, per evitare che

fossero denunciati dalle vittime (in seguito furono

condannati al carcere). Ebbene, il cardinale Law fu

chiamato in Vaticano e nominato arciprete della diocesi

di Santa Maria Maggiore così, risiedendo nel Palazzo

Apostolico della Basilica papale, godeva del regime di

extraterritorialità, il che lo preservava da qualsiasi

eventuale procedimento giudiziario dovesse raggiungerlo

dagli Stati Uniti. Più tardi fu addirittura no-

Il cardinale Law. minato membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

E’ il massimo della sfrontatezza.

Ma il terremoto degli scandali sugli abusi sessuali sui minori non ha

scosso, negli ultimi anni, solo il clero statunitense, ma anche quello di

molte altre nazioni: in Irlanda i sacerdoti accusati di pedofilia sono stati

oltre 200, molti vescovi irlandesi sono arrivati perfino a stipulare una

speciale polizza assicurativa che copriva le violenze sui minori da parte

dei clericali. In Francia, nell’ultimo decennio, ci sono stati una

cinquantina di clericali condannati per stupro e molestie, altri sono tuttora

in attesa di giudizio, mentre in Australia, fra il 1993 e il 2002, i preti

condannati sono stati 51. Anche nel Regno Unito ci sono stati parecchi

casi di pedofilia il più eclatante dei quali si è verificato in Irlanda del

Nord, dove il sacerdote Brendan Smith fu arrestato nel 1994 in quanto, in

40 anni di attività pastorale, aveva abusato di oltre novanta minorenni

(forse è un record).

Anche in Brasile, nel 2006, scoppiò un clamoroso scandalo clericosessuale

che lasciò sconcertata l’opinione pubblica di quel Paese; fra i

casi più clamorosi ci fu quello del sacerdote Felix Barbosa Carreiro,

sorpreso in un’orgia di sesso e droga con 4 adolescenti adescati su

Internet. Vennero anche resi pubblici gli agghiaccianti diari tenuti da

~ 182 ~


Don Carreiro.

alcuni preti stupratori;

padre Tarcisio Tadeu

Spricigo aveva elaborato

un vero e proprio manuale

del prete pedofilo

con annotazioni sulle

proprie emozioni vissute

e le regole per restare

impunito, roba da fare

inorridire! In seguito a

questi eventi il Vaticano inviò in Brasile una

commissione per indagare sul caso: i

sacerdoti responsabili di cattiva condotta

sessuale risultarono essere 1.700 e sembrava

che il 50% di tutti i clericali del Paese non

mantenesse il voto di castità¹.

Altri casi analoghi a quelli sopra descritti

si sono verificati, negli ultimi anni, anche in

Paesi come il Cile, la Nigeria, la Croazia,

l’Austria, il Messico (tristemente famoso è

stato il caso del sacerdote Degollado trattato

nel capitolo precedente), l’Australia (qui

sembra che i clericali coinvolti siano stati migliaia), il Canada (molte

diocesi di questo Paese, nel 2008, dichiararono bancarotta dovendo far

fronte a risarcimenti di 79 milioni di dollari per gli abusi su minori

avvenuti nelle scuole cattoliche), la Germania ed altri.

A proposito degli scandali avvenuti in Germania, nell’aprile 2010 i

mass media ci hanno informato di alcuni raccapriccianti avvenimenti che

hanno lasciato letteralmente sconcertata l’opinione pubblica mondiale: fra

il 1958 e il 1973 furono commessi abusi sessuali nell’ambito del famoso

coro di voci bianche dei ragazzi di Ratisbona, all’epoca in cui esso era

_____________

¹ E c’è da crederci perché anche un uomo di Chiesa come don Stefano Federici, grande

studioso, plurilaureato ed impegnato in problematiche come la disabilità, la tossicodipendenza,

l’omosessualità e la pedofilia, nel luglio del 2000, in un’intervista alla

trasmissione televisiva Sciuscià dedicata al Gay Pride di Roma, affermò che egli stesso da

piccolo fu vittima per molti anni di abuso sessuale da parte di un suo parente e che le

statistiche rivelano che più del 60% di preti e monache hanno orientamento

omosessuale. Per queste sue dichiarazioni, don Federici fu severamente punito da parte

delle autorità ecclesiastiche.

~ 183 ~

La copertina del settimanale brasiliano

"Istoè" nel quale era pubblicata l'inchiesta sui

casi di pedofilia dei preti brasiliani.


diretto da Georg Ratzinger, fratello maggiore

di papa Benedetto 16°; costui, naturalmente,

ha negato di essere a conoscenza

degli abusi avvenuti, ha solo

ammesso di aver contribuito a schiaffeggiare

i ragazzi quando i risultati del

coro non erano soddisfacenti.

Ma non è tutto, ancora più sconcertante

Georg e Joseph Ratzinger. è stata la notizia apparsa sul New York

Times e confermata dal Washington Post

che ha fatto subito il giro del mondo; il caso riguarda un sacerdote

americano, don Lawrence Murphy, il quale aveva lavorato dal 1950 al

1977 in una scuola per ragazzi sordi nello Stato del Wisconsin ed avrebbe

abusato di almeno 200 di essi. Secondo i documenti ecclesiastici venuti in

possesso del giornale newyorchese, l’attuale papa Ratzinger, che a

quell’epoca era a capo della

Congregazione per la Dottrina della

Fede, ed il cardinale Tarcisio

Bertone, oggi segretario di Stato

Vaticano, erano a conoscenza degli

abusi avvenuti nella scuola perché

informati con due lettere datate 1996

inviate loro dall’arcivescovo di

Milwaukee monsignor Rembert

Weakland. Ebbene, padre Murphy

non ricevette mai punizioni o

sanzioni, fu solo trasferito in segreto

in altre parrocchie e scuole cattoliche del suo Stato.

Dopo uno scandalo di questa portata qualsiasi uomo politico con

un minimo di dignità avrebbe subito dato le dimissioni dal proprio

incarico ed avrebbe chiesto umilmente “scusa” al mondo intero, oltre

a rimborsare i danni alle povere vittime, invece Sua Santità nonché

Eminenza Benedetto 16° non solo non ha fatto questo, ma ha avuto e

continua ad avere il coraggio e la sfacciataggine di apparire in

pubblico e di predicare ai fedeli la “buona novella del Signore”:

rettitudine, onestà, sincerità ecc., tutte virtù queste che Lui e molti

prelati cattolici non possiedono minimamente. Che svergognati!

Sempre in Germania recentemente è finito sotto inchiesta un altro

“pesce grosso” della Chiesa tedesca: si tratta del vescovo di Friburgo e

presidente della Conferenza Episcopale Robert Zollitsch; secondo

~ 184 ~

Don Murphy (di fronte).


l’accusa, l’alto prelato nel 1987 avrebbe coperto un caso

di pedofilia clericale avvenuto nella propria diocesi.

Ancor più scandaloso è il fatto che attualmente

monsignor Zollisch sieda al tavolo governativo contro

gli abusi sui minori istituito dal cancelliere Angela

Merkel. Che gente amorale!

In seguito a questi ultimi avvenimenti lo stesso papa

Ratzinger, vistosi chiamato in causa personalmente, è

intervenuto pubblicamente annunciando: “…d’ora in

poi sulla faccenda pedofilia verranno eliminate Monsignor Zollitsch.

protezioni e reticenze…”. Pronunciando queste parole

è come se avesse confessato che fino ad oggi la Chiesa cattolica è stata

omertosa, falsa e ingannatrice; staremo a vedere se l’appello del Papa

avrà i suoi frutti, ma io ne dubito.

Sempre a proposito di violenze sessuali da parte dei clericali,

recentemente siamo venuti a conoscenza di un fatto che supera ogni

limite di decenza: il quotidiano inglese The Observer ha riportato la

notizia che l’avvocato texano Daniel Shea, impegnato in una serie di casi

di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici, ha preso visione di un

documento, Crimen Sollicitationis, custodito nell’Archivio Segreto

Vaticano (periodicamente viene consentito l’accesso all’Archivio ai

ricercatori ed agli storici qualificati), che contiene le istruzioni per tenere

ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa cattolica.

Detto documento fu firmato, nel 1962, dall’allora papa Giovanni 23° e fu

spedito a tutti i vescovi del mondo affinché ne prendessero atto e ne

custodissero il segreto, pena la scomunica immediata. Il rapporto istruisce

su come comportarsi nei confronti dei preti che adescano dal

confessionale e che usano violenza contro minori e non c’è nessun

accenno all’aiuto o al risarcimento delle vittime anzi, a queste doveva

essere intimato il silenzio altrimenti sarebbero andate incontro a guai

peggiori; in pratica tutto doveva rimanere all’interno della Chiesa e solo il

Vaticano doveva svolgere le indagini e decidere sul da farsi, il che voleva

dire fare in modo che gli episodi non degenerassero in scandali pubblici,

senza tuttavia risolvere il problema di fondo, né punire i colpevoli.

La cosa più riprovevole di questa vicenda, ha spiegato l’avvocato

Shea, è che nel 2001 l’allora cardinale Joseph Ratzinger controfirmò

il documento Crimen Sollicitationis ritenendolo ancora in vigore,

anche se le gerarchie ecclesiastiche affermano il contrario. In seguito a

questi eventi l’avvocato texano citò in giudizio il cardinale bavarese in

quanto, avendo approvato quel documento, si era reso compartecipe

~ 185 ~


di un complotto per coprire le molestie sessuali contro tanti giovani

da parte dei clericali. Nel frattempo Ratzinger è divenuto Papa pertanto

riuscirà, come sempre, a farla franca; infatti il vice ministro della giustizia

statunitense Peter Keisler ha dichiarato che papa Benedetto 16° gode di

immunità in quanto Capo di Stato e comunque un procedimento contro di

esso sarebbe incompatibile con gli interessi della politica estera degli

Stati Uniti.

Il documento "Crimen Sollicitationis" usato

dal Vaticano per coprire i preti pedofili.

~ 186 ~


+- Altre due denunce, papa Ratzinger se l’è beccate recentemente da

parte di due avvocati tedesco-bavaresi, Christian Sailer e Gert J.Hetzel, e

dall’avvocato britannico Geoffrey Robertson, giurista di fama mondiale,

membro del Justice Council delle Nazioni Unite, i quali hanno presentato

un documento al Procuratore della Corte Penale Internazionale dell’Aia,

col quale accusano il Papa di crimini contro l’umanità. Secondo i tre

avvocati il Sommo Pontefice sarebbe responsabile: 1) Di mantenere in

atto un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo cattolico che

soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive (il castigo

dell’inferno ecc.) – 2) Di proibire l’uso del preservativo anche quando

esiste il serio pericolo di infezione da Hiv-Aids. – 3) Di aver istituito e

mantenuto in atto un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali

commessi da preti cattolici.

Sicuramente certe denunce lasceranno il tempo che trovano, però

dimostrano che al giorno d’oggi sempre più persone sentono la

necessità di ribellarsi ai soprusi e all’arroganza del clero cattolico e

che non sono più disposte a sopportare in silenzio tutte le sue

malefatte.

Gianfalco – Giannelli.

Altan.

~ 187 ~


Viste tutte queste atrocità commesse dai rappresentanti della Chiesa

cattolica, sono doverose alcune considerazioni:

L’omertà dei clericali cattolici verso i preti pedofili e la solita

negazione dell’evidenza, impediscono a questi preti di essere curati,

supportati da psicologi, studiati maggiormente affinché si possa tentare di

prevenire il continuo ripetersi di questi fenomeni; evidentemente le alte

gerarchie ecclesiastiche preferiscono dei preti pedofili che continuano a

mietere vittime innocenti, piuttosto che riconoscere pubblicamente queste

gravi colpe che rovinerebbero la propria immagine e allontanerebbero

sempre più i fedeli dalle parrocchie.

Per quanto tempo ancora i mass media ed i Governi continueranno a

mantenere quest’atteggiamento di solidarietà e protezione verso il

Vaticano, permettendogli di restare impunito anche di fronte ai reati più

efferati? Inoltre, è mai possibile che il nostro Stato continui a concedergli

regalie ed agevolazioni nonostante le malefatte perpetrate dai clericali e

nonostante la crisi economica che attanaglia il nostro Paese?

Visti e considerati questi terrificanti crimini compiuti nell’arco dei

secoli dai clericali cattolici, mi chiedo se è mai possibile che nessun Papa

abbia mai sentito il bisogno di abrogare la sentenza emessa nel lontano

1075 da papa Gregorio 7° con il documento Dictatus papae che recita:

«La Chiesa di Roma non ha mai sbagliato né mai sbaglierà come è

scritto nelle Sacre Scritture». Per mantenere ancora oggi in vigore

questo dettame, dopo tutte le empietà e nefandezze commesse,

bisogna avere una faccia tosta e spudoratezza tali che non hanno

uguali in nessun altro personaggio politico mondiale.

Alla luce degli eventi fin qui menzionati, qualcuno potrebbe obiettare

che però ci sono anche certi clericali che hanno fatto e fanno tuttora molte

azioni buone e degne del massimo rispetto ed ammirazione. E’ vero, per

lo più si tratta di missionari, suore o preti illuminati che, mossi da un vero

spirito altruistico ed umanitario, si adoperano per alleviare le sofferenze

di tanti bisognosi; sporadicamente anche qualche “pezzo grosso” risulta

essere particolarmente magnanimo e progressista, però dobbiamo stare

attenti che, certe volte, dietro tale apparente altruismo c’è un tornaconto

economico o di altra natura.

Mi risulta inoltre che i clericali che aiutano i bisognosi lo facciano

sempre attingendo i fondi dalle elemosine e donazioni dei fedeli,

quindi con i soldi altrui e mai mettendo mano al proprio portafoglio.

Infatti non si è mai sentito dire che un Papa, un cardinale o un

qualsiasi altro clericale abbia donato ai poveri qualcosa di personale:

~ 188 ~


soldi, mobili, immobili ecc.,

quando va bene donano la

roba degli altri. In altre

parole, si fanno belli al sole di

luglio. Bella generosità!

Questo, secondo me, sta a

significare che oggi sempre

meno persone credono nell’aldilà

e in tutte quelle nonovelle

che ci sono state

inculcate fin da piccoli (anche

se tanti non lo dicono

apertamente) e tanto meno ci

crede la stragrande maggioranza

dei clericali, visto il

loro comportamento ipocrita,

fazioso e incoerente.

******

~ 189 ~


CASI IRRISOLTI ALL’OMBRA DI SAN PIETRO

Nel secolo appena trascorso si verificarono, fra le Sacre Mura leonine,

una miriade di avvenimenti sconcertanti, delitti, intrighi, congiure e

spionaggi che non hanno, a tutt’oggi, una risposta chiara e convincente e

che fanno pensare che la Santa Sede sia stracolma di personaggi che

niente hanno a che fare con l’insegnamento di quelle che definiscono

Sacre Scritture, ma che pensano solo al potere, al prestigio e agli

sporchi interessi della potenza finanziaria vaticana.

Riporto qui di seguito alcuni fra gli avvenimenti più eclatanti e che

hanno suscitato maggior scalpore.

Il caso delle navi affondate

Il 27 settembre 1915, all’inizio della

prima guerra mondiale, saltò in aria, nel

porto di Brindisi, la nave da guerra

italiana Benedetto Brin; perirono 421

persone e la causa fu un sabotaggio. Nello

stesso anno fu affondato anche l’incrociatore

Giuseppe Garibaldi, colpito da

un sommergibile non identificato. Il 2

agosto dell’anno successivo finì affondata

nel porto di Taranto, sempre per sabotaggio,

la nave da battaglia Leonardo da

Vinci dove perirono 249 marinai. La stessa sorte la subì, l’11 dicembre

1916, la Regina Margherita, affondata vicino alla costa albanese in

circostanze misteriose; bilancio: 674 morti.

Il governo italiano aprì un’inchiesta che portò

gli inquirenti dritti in Vaticano e fu scoperto che

questo era diventato un covo di spie sia tedesche

che inglesi; le prime erano guidate da monsignor

Rudolf Gerlach, ciambellano e confidente di papa

Benedetto 15°, che aveva l’incarico di contrabbandare

informazioni di stato alla Germania in

cambio di denaro, le seconde erano guidate dal

cardinale britannico Aidan Gasquet, agente non

ufficiale degli alleati. Altre spie risultarono essere:

Weber Alois, primo cameriere del cardinale Van

Rossum e due guardie svizzere che fungevano da

~ 190 ~

La nave Benedetto Brin.


corrieri, il maggiore Hirschbul e il comandante delle

guardie, Giulio Repond.

Nel 1917 mons. Gerlach venne scoperto dai

servizi segreti italiani e fu processato; il Vaticano

fece di tutto per difenderlo dalle accuse di

tradimento, ma non riuscì nell’intento ed egli fu

condannato all’ergastolo; Gerlach riuscì comunque a

riparare in Svizzera dove si sposò nel 1926 dopo aver Papa Benedetto 15°

buttato la tonaca alle ortiche.

Quella brutta storia fu chiusa con alcune fucilazioni ed una serie di

ergastoli, ma i veri responsabili di quelle tremende stragi non furono mai

trovati e quindi restarono impuniti.

La morte di papa Pio 11°

Il 10 febbraio 1939, alla vigilia della seconda guerra

mondiale morì, in maniera ritenuta da alcuni

misteriosa, il pontefice Pio 11° (Achille Ratti).

Eletto Papa nel 1922 egli fu, fin dall’inizio e per

molti anni, favorevole all’avvento del fascismo e del

nazismo, considerati un eccellente baluardo contro il

comunismo e contro la modernità laica e liberale.

Alla luce della documentazione emersa nel 2007

dall’Archivio Segreto Vaticano¹ si evince che negli

ultimi anni di vita il Pontefice aveva deciso di rompere

gli accordi con le due dittature e per questo aveva

preparato un discorso da pronunciare di fronte

all’episcopato italiano in occasione del decennale del Concordato; si

trattava di una denuncia del pericolo che rappresentavano i due disumani

regimi totalitari e di una severa condanna dell’antisemitismo. Guarda

caso papa Ratti morì proprio il giorno prima di pronunciare quel discorso,

e la Curia vaticana ed in particolare il cardinale Eugenio Pacelli, suo

Segretario di Stato e futuro successore al Soglio Pontificio col nome di

Pio 12°, impedirono che quel proclama venisse reso pubblico.

Dopo la morte di papa Ratti vennero distrutti tutti i documenti inerenti

quelle dichiarazioni ed il Vaticano poté continuare così la sua politica di

collaborazione con le due spietate dittature.

______________

¹ Per approfondire l’argomento: Emma Fattorini – Pio 11°, Hitler e Mussolini - La

solitudine di un Papa – Einaudi – 2007.

~ 191 ~


La morte di papa Giovanni Paolo 1°

Papa Giovanni Paolo 1° (Albino Luciani) salì

sul Soglio Pontificio il 26 agosto 1978 e morì, in

circostanze misteriose, il 28 settembre dello

stesso anno dopo appena 33 giorni di

pontificato.

Appena eletto, papa Luciani espresse subito

la volontà di rinnovare la Chiesa cattolica

abolendo lo sfarzo da corte monarchica nella

cerimonia di incoronazione e rifiutando di

indossare la tiara; inoltre abolì la sedia gestatoria

ed il trono al momento della messa, tutte cose

che furono reintrodotte dopo la sua morte.

Fin dai primi giorni di pontificato Giovanni

Paolo 1°, al contrario dei Pontefici che lo

precedettero, mostrò idee decisamente pro-

gressiste in molti ambiti: innanzi tutto espresse subito la necessità di un

ritorno della Chiesa ad una povertà evangelica affermando di voler

procedere ad una profonda revisione della presenza del Vaticano nei

mercati finanziari mondiali, gestione in quegli anni affidata a monsignor

Marcinkus, capo dello Ior, e di voler devolvere ai Paesi poveri l'1% degli

introiti del clero. Secondo papa Luciani, infatti, «…lo Ior deve essere

integralmente riformato…la Chiesa non deve avere potere, né possedere

ricchezze....il mondo deve sapere le finalità dello Ior, come vengono

raccolti i denari e come vengono spesi; si deve arrivare alla

trasparenza...». Dimostrò anche di voler impedire sia l’ingerenza della

Chiesa negli affari economici internazionali, che ogni gestione

speculativa dei propri beni. A dimostrazione di ciò, pochi giorni prima di

morire convocò i principali responsabili delle finanze vaticane per

verificare personalmente come venissero gestiti gli introiti curiali.

Come si capisce dal titolo dell'enciclica che avrebbe voluto pubblicare:

I poveri e la povertà nel mondo, papa Luciani si dimostrò da subito molto

sensibile anche al tema della povertà del Sud del mondo, sottolineando

l'inutile opulenza dei Paesi occidentali, senza risparmiare la stessa

Chiesa, che avrebbe voluto più vicina agli ideali di carità cristiana come

nel primo cristianesimo. Parlò anche della questione sociale e

dell’importanza di dare la “giusta mercede” ai lavoratori.

Manifestò idee innovative e riformiste anche in merito ad una nuova

organizzazione della Curia prospettando nuove nomine cardinalizie di

vescovi dell'Africa, dell'Asia e delle Americhe, e facendo intendere che

~ 192 ~


nessun ecclesiastico avrebbe più dovuto far parte della massoneria¹.

Inoltre mostrò una certa apertura nei confronti della questione degli

anticoncezionali e della contraccezione; in occasione di un Convegno

delle Nazioni Unite sul tema della sovrappopolazione mondiale,

manifestò idee molto progressiste parlando di “maternità responsabile” ed

appoggiando, a determinate condizioni, l'uso degli anticoncezionali; tali

commenti furono oggetto di censura da parte dell'Osservatore Romano,

che non li pubblicò mai.

Dopo la sua morte, la versione ufficiale divulgata

dalla Santa Sede fu «infarto miocardico acuto», ma poco

dopo iniziarono a serpeggiare alcune ipotesi, alternative

a quella ufficiale, su cosa fosse effettivamente accaduto

la notte del 28 settembre. Alcuni scrittori, fra i quali il

giornalista investigativo britannico David Yallop²,

ipotizzarono un omicidio a sfondo politico ad opera di

alcuni cardinali che si opponevano agli interventi di

riforma programmati da papa Luciani, in particolare

quella dello Ior gestito da Marcinkus.

Fin dai primi giorni di pontificato

infatti papa Luciani si era reso conto di essere circondato da

molti loschi personaggi e faccendieri spregiudicati che

contrastavano con i suoi ideali e formavano una catena di

corruzione ed intrighi di ogni genere all’interno e

all’esterno del Vaticano: monsignor Paul Marcinkus,

presidente dello Ior; il cardinale Jean Marie Villot,

segretario di Stato Vaticano; il banchiere Roberto Calvi,

presidente del Banco Ambrosiano; il finanziere siciliano

Michele Sindona³, colluso coi poteri mafiosi italoamericani;

il cardinale John Cody, odiato despota della

Il cardinale Villot.

diocesi di Chicago; Licio Gelli, venerabile maestro della

_______________

¹ La Massoneria è una confraternita iniziatica il cui scopo principale è il perfezionamento

dell’individuo.

² David Yallop è l’autore del libro “In nome di Dio, la morte di papa Luciani” -

Tullio Pironti Editore - 1984.

³ Sindona fu incarcerato nel 1986 per bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano) e per

l’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli; risultò anche essere in contatto con la

massoneria, con ambienti mafiosi, con il Vaticano ed essere affiliato alla loggia segreta P2

di Licio Gelli.

~ 193 ~


Loggia massonica P2¹ ed altri politici corrotti. Sicuramente

papa Giovanni Paolo 1° intendeva rivoluzionare i vertici

della Santa Sede rimuovendo dai propri incarichi questi

machiavellici politicanti i quali, sentendosi minacciati,

probabilmente decisero di farlo fuori al più presto; questa

tesi fu confermata anche dal memoriale di un

pentito di Cosa Nostra, Vincenzo Calcara.

I principali indizi che lasciarono pensare

che il Pontefice fosse stato assassinato tramite

avvelenamento furono:

- L’infarto del miocardio, sebbene sia una patologia che

può sopraggiungere improvvisamente anche

in una persona sana, lascia segni visibili di

Il banchiere Calvi.

sofferenza su chi lo subisce, segni che

nessuno riscontrò in papa Luciani.

- Dalla camera del Papa scomparvero

misteriosamente tutti i suoi oggetti personali: gli occhiali

le pantofole, il flacone delle medicine che prendeva

regolarmente contro l’ipertensione ed i

fogli degli appunti che aveva scritto

qualche giorno prima di morire.

- Il Papa fu imbalsamato il più in

fretta possibile senza che gli venisse fatta

né l’autopsia, né un prelievo di sangue per verificare le

cause della morte; in particolare l’autopsia, che avrebbe

potuto fugare ogni dubbio sulle cause del decesso, venne

richiesta a gran voce sia dalla stampa italiana che da una

parte del clero, ma il Collegio Cardinalizio la respinse,

Il cardinale Cody.

limitandosi a comunicare che il Pontefice era deceduto

per infarto miocardico acuto.

Il finanziere Sindona.

Il piduista Gelli.

______________

¹ La P2 (Propaganda 2) era una loggia segreta eversiva di destra nata per reclutare nuovi

adepti alla causa massonica con evidenti fini di sovversione dell’assetto sociale, politico

e istituzionale italiano. Il suo ”capo” Licio Gelli fu condannato nel 1985 a 12 anni di

carcere per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti di

tre magistrati milanesi, calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di

depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna e bancarotta fraudolenta (Banco

Ambrosiano).

~ 194 ~


La morte di Roberto Calvi e Michele Sindona

Il 18 giugno 1982 venne ritrovato

impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a

Londra il presidente del Banco Ambrosiano

Roberto Calvi. Dopo lunghe indagini fu

stabilito che Calvi, in precedenza coinvolto

nello scandalo Ior-Banco Ambrosiano, prima

fu assassinato, poi fu finto il suicidio.

Anche Michele Sindona, implicato a sua Il Ponte dei Frati Neri.

volta nel crac Ambrosiano, subì una brutta

fine: il 22 marzo 1986 morì nella propria cella del supercarcere di

Voghera dove era rinchiuso per omicidio e bancarotta fraudolenta, dopo

aver bevuto una tazza di caffè avvelenato col cianuro.

Né il pontefice Carol Wojtyla, né monsignor Marcinkus spesero

mai una sola parola di cordoglio per la morte violenta di coloro che,

per molti anni, avevano operato sui mercati finanziari internazionali

sempre in società ed in combutta con gli economisti vaticani.

Nemmeno la stampa vaticana pubblicò mai alcun commento in

merito alle misteriose morti dei due finanzieri.

L’attentato a papa Giovanni Paolo 2°

Il 13 maggio del 1981, in

Piazza San Pietro, il turco

Mehmet Alì Agca sparò contro

Giovanni Paolo 2° alcuni colpi

di pistola ferendolo gravemente;

interrogato in varie

circostanze, l’attentatore cambiò

più volte la propria

versione dei fatti: all’inizio

confessò che si trattava di

iniziativa individuale (per en-

trare nella storia), poi parlò di Papa Wojtyla un attimo prima dell'attentato. (Sull’estrema

sinistra si nota la mano dell’attentatore).

complicità con vescovi e

cardinali all’interno del Vaticano

(questi non sopportavano un Papa polacco perché sarebbe stato in

grado di cambiare la politica della Santa Sede), infine pista bulgara

orchestrata dai servizi segreti sovietici (per impedire a Wojtyla di

sconvolgere gli equilibri politici mondiali) ed in seguito altre versioni.

Sta di fatto che a tutt’oggi la magistratura italiana non è ancora riuscita

~ 195 ~


a capire il motivo che indusse Alì Agca a

compiere quel gesto; d’altra parte il giudice

Rosario Priore, nell’inchiesta sull’attentato

al Papa, affermò che il Vaticano non ha

mai neppure minimamente collaborato

alle indagini, anzi….

Perché la Santa Sede non ha mai voluto

conoscere o riferire il movente di quel

sangue versato sul sagrato di San Pietro?

Chissà…

1983 - Il Papa visita Agca in carcere.

I sequestri di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi

Mirella Gregori, 16 anni, fu sequestrata a Roma il 7

maggio 1983; stessa sorte toccò poco dopo ad

Emanuela Orlandi, 15 anni, figlia di un funzionario del

Vaticano, scomparsa il 22 giugno dello stesso anno.

Subito dopo la sparizione delle due ragazze ci

furono vari comunicati da parte dei presunti

sequestratori che dissero di appartenere al Fronte

Anticristiano Turkesh (sedicente organizzazione turca

di estrema destra) e chiesero, in cambio del

dissequestro delle due giovani, la liberazione dell’attentatore

di papa Wojtyla, Ali Agca, che si trovava

in carcere.

Dopo alcuni mesi, però, continuarono ad arrivare

altri messaggi da parte dei sequestratori, che

insospettirono i magistrati italiani perché questi ultimi,

al contrario dei precedenti, erano molto forbiti e

dettagliati, tanto da far commentare all’avvocato

Egidio: «…i terroristi hanno qualcuno molto in alto

nelle gerarchie vaticane…». Così cominciò a prendere piede il sospetto

che nel sequestro di Mirella ed Emanuela fosse coinvolto lo stesso

Vaticano per un’atavica lotta di potere interna alle Sacre Mura dove, da

sempre, si scontrano due fazioni, entrambe di tipo massonico, una legata

alla massoneria bianca dell’Opus Dei, l’altra alla componente più laica e

affarista.

La magistratura italiana continuò ad indagare a lungo e accuratamente

sul caso, essendosi verificate le sparizioni sul territorio italiano, e

constatò che l’omertà e i depistaggi della Santa Sede rendessero

impossibile arrivare alla verità che, come spesso era accaduto in questi

Il manifesto segnaletico di

Gregori.

~ 196 ~


fatti criminosi, doveva essere ricercata proprio

all’interno della Città del Vaticano. Anche in

passato i magistrati si erano trovati arresi nei casi in

cui era coinvolta la Santa Sede: nel caso del crac

Ambrosiano (con lo Ior che riciclava i soldi della

mafia e di associazioni criminali attraverso spericolate

operazioni dei banchieri Sindona, Calvi e

Marcinkus), e nel caso dell’attentato a papa Wojtyla.

Ambedue le volte la magistratura non aveva ricevuto

alcuna collaborazione dalla Chiesa, che aveva Il manifesto di Orlandi.

sempre negato, insabbiato, nascosto.

La stessa cosa era accaduta nel caso Gregori-Orlandi: dopo anni di

indagini da parte di vari magistrati, alla fine degli anni novanta il sostituto

procuratore Malerba dichiarò: «…non risulta agevole comprendere le

ragioni delle autorità vaticane, l’estremo riserbo tenuto da queste

blocca le indagini…». Infatti il magistrato Adele Rando aveva chiesto

l’autorizzazione a procedere contro il sovrintendente della polizia

vaticana Raul Bonarelli, che risultava persona informata dei fatti e

responsabile di alcuni reati contestati dalle autorità italiane sul caso

Orlandi, così emise una rogatoria internazionale all’Ufficio competente

dell’Avvocatura della Camera dei Deputati (rogatoria necessaria nel caso

in cui un Paese debba perseguire in giudizio un cittadino straniero). Il

responsabile di tale Ufficio presso il Parlamento italiano era il dottor

Gianluigi Marrone il quale doveva trasmettere gli atti al Giudice unico

dello Stato estero, in questo caso della Città del Vaticano. Ebbene, sapete

chi era il giudice unico della Città del Vaticano? Gianluigi Marrone

stesso che, chiaramente, rifiutò la rogatoria a sé stesso. Conflitto di

interessi? Nel nostro Paese non ci fa più caso nessuno. Altra particolarità

da non sottovalutare: a capo della segreteria del dottor Marrone sapete chi

c’era? Natalina Orlandi, sorella di Emanuela Orlandi. A queste condizioni

come facevano i giudici a lavorare serenamente? Impossibile.

E così, a tutt’oggi, non si sa che fine abbiano fatto le due ragazze

scomparse: forse vittime di un “festino” in Vaticano finito male, modello

“caso Montesi”? ¹ Chissà…

In ogni caso la Santa Sede ha fatto di tutto per far cadere il

silenzio più completo sulla vicenda e di Mirella ed Emanuela, dal

giorno della scomparsa, non si è saputo più nulla.

____________

¹ Avvenne a Roma nel 1953.

~ 197 ~


Recentemente (novembre 2010) il Procuratore della Repubblica, dr.

Giancarlo Capaldo, ha riaperto le indagini sul caso Orlandi ed ha

affermato che c’è una stretta relazione fra la sepoltura di Enrico De Pedis

nella basilica di Sant’Apollinare ed il mistero della scomparsa di

Emanuela Orlandi. Speriamo che questa volta riescano a far luce su

questo triste avvenimento e a smascherarne i responsabili, ma non sarà

facile.

Il triplice delitto della guardia svizzera

La sera del 4 maggio 1998, dentro le Sacre Mura

vaticane, furono trovati i cadaveri di tre persone uccise

a colpi di pistola: il comandante della guardia svizzera

vaticana Alois Estermann, sua moglie Gladys Meza

Romero ed il vicecaporale Cédric Tornay. Dopo sole

tre ore dalla scoperta dei cadaveri il portavoce della

stampa vaticana, Joaquin Navarro-Valls, fornì la

versione ufficiale dei fatti: “raptus di follia” del

vicecaporale Tornay il quale, prima avrebbe ucciso con

la propria pistola di ordinanza i coniugi Estermann, poi

si sarebbe suicidato.

Benché non fosse ancora disponibile alcun elemento

investigativo, i vertici della Santa Sede avevano già

stabilito che l’autore della strage era il vicecaporale

Tornay e in un comunicato ufficiale, Navarro-Valls riferì: «…il Vaticano

ha la certezza morale che i fatti si sono svolti così…». Questa repentina e

fantasiosa versione dei fatti ottenne il sigillo, 36 ore dopo, da papa

Giovanni Paolo 2° il quale, davanti ai fedeli in Piazza San Pietro, pregò il

Signore Onnipotente di “accogliere accanto a sé nella pace” le anime di

Alois e Gladys Estermann, mentre invocò “misericordia” per l’omicidasuicida

designato Cédric Tornay. Neppure il sommo Pontefice avvertì il

bisogno di attendere almeno le risultanze dell’inchiesta.

In seguito venne precisato dalle autorità vaticane che

Tornay avrebbe ucciso i due coniugi per vendicarsi di

alcuni torti subiti da parte di Estermann, tra i quali una

medaglia negata e continue vessazioni a cui esso era

sottoposto.

Molti fatti che seguirono la strage fecero però pensare

che le cose non fossero andate come dichiarato dalle

autorità vaticane: innanzi tutto la scena del delitto non

venne sigillata e quando arrivò sul posto il giudice

Alois Estermann.

Gladys Meza Romero.

~ 198 ~


Gianluigi Marrone, constatò che decine di persone si

aggiravano fra i cadaveri; inoltre costui si accorse

che diversi elementi di prova portanti erano stati

rimossi o spostati e che mani ignote avevano già

provveduto a perquisire sia l’appartamento e

l’ufficio di Estermann, che l’alloggio di Tornay.

Fu anche impedito, da parte delle autorità

vaticane, che le autopsie dei cadaveri venissero

effettuate all’esterno dello Stato papalino, inoltre i

risultati delle indagini investigative, affidate al

Corpo di Vigilanza vaticano, non vennero mai resi

noti, così come segreti restarono i risultati balistici e Cedric Tornay.

autoptici. Segrete anche le testimonianze raccolte e

perfino l’identità dei testimoni.

A un certo momento saltò fuori una lettera che Tornay avrebbe scritto

a sua madre un’ora e mezza prima di attuare il suo disegno di vendetta

verso il proprio comandante e che lui stesso avrebbe consegnato ad un

commilitone; tale lettera, nella quale egli spiegava i motivi del terribile

gesto che stava per compiere, secondo il Vaticano sarebbe la prova della

colpevolezza del vicecaporale, però ne esistono due versioni con evidenti

incongruenze e, alla luce di perizie indipendenti, palesemente

contraffatte. Infatti, come si può conciliare un “raptus di follia” con una

lettera scritta qualche ora prima del “raptus” stesso, che configurerebbe

un vero e proprio delitto premeditato?

Ma non è finita: il vicecaporale Tornay risultava essere di sana salute

mentale, anche se un po’ esuberante e poco incline alla disciplina, inoltre

sembra che avesse deciso di lasciare il Vaticano poiché l’ambiente gli

stava creando dei problemi. Comunque tutto faceva pensare che la

versione rilasciata dalle autorità vaticane fosse un’enorme falsità; era di

questo avviso anche la madre di Tornay, signora Muguette Baudat la

quale, dopo aver fatto trasferire la salma del figlio in Svizzera, fece

eseguire da alcuni periti un’indagine dei fatti accaduti ed una seconda

autopsia sul cadavere; questa fu eseguita dall’Istituto di Medicina Legale

di Losanna ed il resoconto degli esperti fu il seguente:

- E’ strano il fatto che quella sera nessuno abbia udito gli spari.

- Perché Tornay quella sera aveva con sé la propria pistola di ordinanza

visto che aveva terminato il servizio alle ore 19?

- Il vicecaporale fu trovato morto in posizione bocconi con la pistola

sotto al proprio corpo; siccome morì per un colpo esploso in bocca, il

~ 199 ~


corpo sarebbe dovuto cadere all’indietro e la pistola sarebbe dovuta

finire più lontano.

- Secondo la versione vaticana la pistola esplose 5 colpi: due verso il

comandante, uno verso sua moglie Romero, il quarto servì al suicidio

di Tornay ed il quinto? La Santa Sede non lo ha mai riferito; si

potrebbe desumere che sia servito ad un ipotetico sicario per far

risultare la mano del vicecaporale positiva all’esame del guanto di

paraffina.

- Il cellulare di Tornay fu restituito alla madre disabilitato; chi lo aveva

manomesso e perché?

- Il foro di uscita del proiettile nel cranio di Tornay non era compatibile

con l’arma in sua dotazione perché era di calibro diverso.

- L’autopsia rivelò anche che alcuni segni indicavano che, prima di

morire, Tornay ricevette un colpo sopra l’orecchio sinistro.

Sempre più convinta che il proprio figlio Cédric fosse stato vittima di

una diabolica macchinazione, la signora Baudat scrisse una prima

supplica al Papa il 18 settembre 1998 ed una seconda l’8 luglio 1999 con

le quali chiedeva al sommo pontefice Giovanni Paolo 2°, con tono umile

e sommesso, di conoscere la verità dei fatti accaduti, ma non ricevette

alcuna risposta.

Il 6 ottobre 1998 i legali della signora Baudat inoltrarono istanza al

Tribunale Vaticano per accedere agli atti giudiziari, ma fu loro negato

l’accesso; quei documenti, mai pubblicati nella loro forma integrale,

furono solo riassunti, qualche tempo dopo, in un bollettino vaticano il

quale, colmo di omissioni e carente di certezze, non conteneva prove di

colpevolezza del Tornay, le ipotizzava solamente.

La Signora Baudat non ha mai potuto appurare la verità sulla

morte del figlio perché davanti al Vaticano non si può ricorrere alle

disposizioni della Convenzione Europea (poiché questo non ha mai

firmato l’articolo 6 della Convenzione sul Diritto ad un processo

equo), quindi nessuno può contestare in alcuna sede una decisione

presa dalla giustizia vaticana; in questo modo la Santa Sede si è

messa al riparo da qualsiasi ingerenza giudiziaria venga dall’esterno,

tutto questo in contraddizione con quanto va predicando nel mondo:

giustizia, equità, trasparenza, verità.

Il giudice Marrone dispose l’archiviazione del caso il 5 febbraio 1999

e da allora la Santa Sede esercita tutto il suo potere di pressione e di

influenza, sui mass media italiani ed internazionali, affinché sulla strage

del 4 maggio 1998 venga mantenuto il più rigoroso silenzio, sigillato

dall’oblio del tempo.

~ 200 ~


LA FEDE RELIGIOSA

Le prime forme di culto e credenze nel soprannaturale ebbero origine

nel cervello degli uomini preistorici molte migliaia di anni fa; tutti quei

fenomeni naturali che non riuscivano a spiegarsi (tuoni, fulmini,

tempeste, inondazioni, siccità, bizzarrie climatiche, carestie, raccolti più o

meno abbondanti, malattie, e tanti altri) venivano attribuiti a degli Esseri

invisibili con poteri soprannaturali (gli Dei) che governavano il mondo

dall’alto. Quando avveniva qualche calamità, immaginavano che questa

fosse opera degli Dei perché si erano incolleriti con gli uomini, se invece

accadeva qualche avvenimento piacevole, gli Dei erano stati benevoli; in

ogni caso essi dovevano essere sempre venerati perché riconosciuti co-

me superiori. Così cominciarono a rivolgere ad essi degli atti rituali come

preghiere, canti, balli e sacrifici: generalmente venivano ad essi dedicati

degli oggetti, animali o esseri umani (di solito giovani donne) che

dovevano servire a placare la loro ira, a ottenere qualche beneficio o

semplicemente in segno di devozione. Cominciarono anche ad

immaginare che ci fosse una vita dopo la morte e ciò servì ad alleviare le

sofferenze quotidiane e a far loro superare meglio le avversità della vita

(fame, malattie, paure ecc.). Infatti il pensiero di un aldilà, generalmente

più bello e confortevole, era una sorta di analgesico psicologico che

fungeva da effetto placebo.

Tutto ciò veniva tramandato di generazione in generazione, in questo

modo nacquero i miti e le leggende che, in forme analoghe, si ripetono

tuttora nelle religioni moderne. Un esempio classico è dato dalla

celebrazione della messa e di tutti i cerimoniali cattolici; questi non

~ 201 ~


sono altro che forme di devozione verso Entità superiori che fanno

solo parte di antiche leggende.

Al giorno d’oggi però, essendo quasi completamente scomparsi

quei presupposti che hanno originato tali credenze cioè la grande

ignoranza, la paura, gli stenti ed altri, gli esseri umani non dovrebbero

sentire più la necessità di credere negli esseri soprannaturali,

nell’aldilà e in tutto il resto e coloro che riescono a farne a

meno, nonostante che la Chiesa e la famiglia glie li abbiano inculcati

fin da piccoli, credo che abbiano fatto un grandissimo salto evolutivo.

A tal proposito racconto brevemente un fatto di cui sono stato

testimone e che, secondo me, dimostra che oggi chi crede in un’Entità

superiore sia alquanto retrivo ed ottuso: Un giorno un mio collega

d’ufficio, ritenuto da molti un po’ pazzoide per il suo comportamento

stravagante, ci sbalordì con una risposta alquanto azzeccata; costui era

simpatizzante del Partito Democristiano e grande stimatore dell’allora

presidente Giulio Andreotti; spesso usava alzare la cornetta telefonica,

comporre un numero e far finta di dialogare con il suddetto Presidente.

Un giorno un collega gli chiese se fosse diventato matto ad agire in quel

modo ed esso rispose: «C’è tanta gente che va in chiesa a parlare con Dio,

che non si sa se esista, ed io sarei matto a parlare con Andreotti. Per lo

meno Andreotti esiste!». Riflettete gente, riflettete!

In effetti, visto con gli occhi di un ateo, un vero credente (non un

opportunista che va in chiesa solo per tradizione o per accattivarsi la

simpatia del parroco) appare come una persona psicologicamente

infantile e bisognosa di uno psichiatra, paragonabile insomma ad uno

che credesse nella Befana. Del resto se uno continua a credere nonostante

che il darwinismo abbia ampiamente dimostrato che l’uomo

non è stato creato così com’è, ma è un animale che si è evoluto nel

corso dei millenni, vuol dire che nel suo cervello qualcosa non funzio-

~ 202 ~

L'evoluzione dell'uomo.


na. Penso anche che un vero credente sia simile ad un tossicodipendente,

cioè a una persona psicologicamente debole che per

vivere abbia bisogno di una razione quotidiana di droga. I credenti

ribattono che la vita terrena non avrebbe senso se non ci fosse un aldilà in

cui credere e noi rispondiamo che la vita è una sola e merita di essere

vissuta nel miglior modo possibile, con un occhio di riguardo verso i

ceti più bisognosi e cercando di contribuire al progresso

dell’umanità. Se poi uno ha dei figli il suo patrimonio genetico sarà

trasmesso a loro, così una parte di sé continuerà a vivere, e così via. Se

poi uno lascia all’umanità qualcosa di importante, lui resterà nella storia e

sarà ricordato per sempre. Vi sembra poco? Qualcuno ha detto: “Nessuno

muore veramente finché vive nella memoria degli altri". Condivido.

******

Sempre riguardo alla fede religiosa c’è da rilevare che fin dal medio

evo alcune menti più perspicaci si erano già rese conto di quanto fosse

irrazionale credere in un essere soprannaturale che governava tutto;

infatti, se leggiamo alcuni versetti ereticali lombardi del 12° secolo,

notiamo che già a quell’epoca alcuni avevano intuito che quanto veniva

predicato dai clericali riguardo alla creazione e a tutto il resto, era tutta

un’assurda montatura pensata a sommo studio per soggiogare il

popolo ed arricchire la Chiesa¹.

Ecco i versetti: (tratti da “Le commedie di Dario Fo” - Einaudi).

Di poi che Dio sapeva, avanti lo crearlo,

che per un sol peccato l’uom si saria perduto,

con tutto che poteva, volendolo, salvarlo,

creandolo più forte, più santo e provveduto.

Di poi che Dio sapeva che si saria tradito,

_____________

¹ Siccome il popolo soggiogato andava tenuto sotto controllo affinché non si ribellasse, i

clericali cattolici già dai primi secoli dell’era cristiana istituirono i cosiddetti sacramenti

fra i quali spiccano la confessione e la benedizione delle case (che sussistono tuttora).

Con il pretesto di rimettere in grazia di Dio coloro che avevano “peccato”, si facevano

raccontare segretamente i loro comportamenti anche più intimi, cosicché venivano a

conoscenza di tutto e di tutti. Ritenevano anche che fosse necessario rendersi conto di

persona di come la gente vivesse anche dal lato economico così, con la scusa di benedire

le famiglie, poterono entrare in tutte le case, bracare e nello stesso tempo questuare. In

questo modo avevano completato l’opera diventando una sorta di “agenti segreti al

servizio del Vaticano” e certe volte anche al servizio della polizia poiché diventavano

vere e proprie spie.

~ 203 ~


così d’esser punito: crear non lo doveva;

crear non ci doveva per esser giudicati,

salvati o inabissati secondo li peccati

da Lui già preveduti, a noi già destinati.

Di poi che Dio conosce, avanti il farci nati,

se in terra sarem santi oppure scellerati,

perché far recitare a ognuno sta commedia dicendo:

“va a soggetto”, che invece è già stampato?

Che sia perché a star solo nel cielo s’è annoiato?

S’è messo a far l’autore per non morir d’inedia?

Perché far recitare a ognuno sta commedia?

Al giorno d’oggi i suddetti versetti potremmo sostituirli con la

seguente storiella:

Un qualunque ingegnere che si accorgesse, fin dal primo

collaudo, d’aver sbagliato la progettazione di una macchina,

provvederebbe subito ad accantonarla per dar vita ad un

modello diverso, più rispondente alle esigenze di un corretto

funzionamento ovvero alle proprie ambiziose aspettative.

L’Ingegnere Supremo invece, pur constatando i difetti

strutturali del “prototipo uomo” da Lui creato, lo ha messo

ugualmente in produzione; è stato più volte sul punto di

toglierlo dal mercato a causa del disastroso esito, ma

altrettante volte non s’è arreso all’evidenza e ci ha ripensato

ostinandosi a diffonderlo sull’intero pianeta. Tutto ciò con un

aggravante essenziale: al contrario dell’ingegnere qualunque,

quello Supremo sapeva in forte anticipo, persino sul primo

abbozzo al tecnigrafo, che ne sarebbe scaturito un prodotto

fallimentare. E allora perché lo ha fatto?

******

Oltre alle considerazioni di cui sopra, voglio approfondire l’argomento

con alcune riflessioni: se lo Stato avesse veramente a cuore la salute

mentale dei propri cittadini, non dovrebbe permettere ai clericali di

predicare false credenze come l’esistenza di esseri soprannaturali, di

un’altra vita dopo la morte, del paradiso e inferno ed altre. Ciò dovrebbe

costituire reato di “induzione alla credulità popolare, plagio e

circonvenzione di persone che, potremmo definire, facilmente

~ 204 ~


manipolabili”. Qualcuno potrebbe confutare che i clericali inducono sì a

partecipare alle cerimonie religiose, ad ascoltare le prediche e a fare delle

donazioni alla Chiesa, ma non obbligano la gente a farlo, quindi ciò è

moralmente legittimo; per me invece non è affatto legittimo ingannare

le persone ingenue promettendo loro il paradiso, se seguiranno i

rituali cattolici, e minacciandole di andare all’inferno se non lo

faranno; tutto questo naturalmente con lo scopo principale di

ricevere donazioni e lasciti per mantenere in piedi l’imponente

apparato di cui è formata la ricchissima Chiesa romana.

Un’altra osservazione che ritengo interessante è la seguente: se

domandi a della gente comune cosa ne pensa dei credenti che vanno alla

messa e assistono alle funzioni religiose, molti rispondono che sono

persone di tutto rispetto e che vanno ammirate per la loro fede cattolica.

Se poi alle stesse persone chiedi cosa ne pensano della danza della

pioggia che effettuavano certe tribù indigene nordamericane, allo scopo

di propiziare la caduta della pioggia nei momenti di siccità, loro

rispondono che si trattava di riti selvaggi praticati da tribù primitive

estremamente ignoranti e che certe cerimonie sicuramente non avevano

alcuna influenza sulle precipitazioni atmosferiche. Inoltre ritengono che

chi effettuava certi riti fosse da commiserare per la sua patetica ignoranza.

A questo punto c’è da chiedersi: c’è davvero differenza fra chi va

alla messa ad invocare un Dio, e chi fa la danza della pioggia

invocando qualche Entità superiore? Io non ne vedo se non per il tipo

di rituale: i primi stanno in un ambiente chiuso e pregano sommessamente,

i secondi fanno una sorta di danza all’aperto cantando in coro.

Ambedue invocano Entità astratte che non hanno mai visto e non hanno

mai accertato i reali benefici ricevuti.

Fedeli in preghiera.

Danza della pioggia.

~ 205 ~


Un discorso analogo lo si può fare per quanto riguarda i preti. Per

molte persone sono predicatori con il compito di avvicinare il popolo alla

Chiesa e indirizzarlo verso la salvezza dell’anima cioè verso il paradiso

(del quale nessuno ha mai riscontrato l’esistenza). Se poi chiedi loro cosa

ne pensano dei medium e delle sedute spiritiche, ti rispondono che essi

sono solo degli imbroglioni che sostengono di entrare in contatto con

l’anima dei morti cioè con Esseri soprannaturali, ma che non sono affatto

credibili. Anche in questo caso, come il precedente, io non vedo una

differenza sostanziale fra un prete e un medium poiché sia l’uno che

l’altro sostengono di poter operare come intermediari fra gli esseri

umani e gli Spiriti cioè esseri immateriali che fanno solo parte della

leggenda. In realtà ambedue sono solo “venditori di fumo”, però per

molta gente i primi sono uomini di Chiesa, quindi credibili, i secondi

sono dei ciarlatani da non prendere in considerazione. Quant’è strana la

mente umana!

Prete che celebra la messa.

Seduta spiritica.

Stando così le cose c’è da chiedersi: com’è possibile che molta gente

si comporti in maniera così irrazionale, cioè che creda a ciò che

raccontano i preti e non creda invece a ciò che dicono i medium? Il

motivo è semplice: tutto dipende dal tipo di educazione che ciascuno

ha ricevuto fino da piccolo. Siccome il cervello dei bambini è oltremo-

~ 206 ~


do ricettivo e plasmabile, il costante inculcare nelle loro menti la

credenza religiosa, fa sì che questa rimanga impressa come un

marchio indelebile difficile da rimuovere nell’età adulta. E questo

lo sanno bene i clericali, i quali fanno di tutto affinché i genitori

avvicinino alla Chiesa i loro figli fin dalla più tenera età.

******

Religione o scienza?

Tutte le religioni sono fondate su dottrine astratte, inconfutabili e sulla

cieca fede. Non ammettono ingerenze e dubbi di nessun tipo, si deve

credere, punto e basta¹. Ciò ha portato spesso i fedeli a comportamenti

irrazionali e illogici che, in talune circostanze, sono sfociati nel fanatismo

e nell’intolleranza verso chi non la pensava come loro. E’ il caso delle

guerre di religione: ce ne sono state in passato, ce ne sono tuttora e ce ne

saranno anche in futuro; finché ci saranno le religioni, ci saranno

guerre di religione, mentre invece non ci sono mai state guerre di

scienza, né ce ne saranno mai, perché gli scienziati fanno uso della

ragione, del dibattito, dello scambio di idee, delle prove e sono sempre

pronti a rivedere le proprie tesi.

In effetti, mentre le religioni sono ottuse e indiscutibili, la scienza è

aperta ai cambiamenti, è un processo autocorrettivo e gli scienziati

cambiano le proprie idee sulla base di nuove prove e di ragionamenti più

convincenti. Viva la scienza!

******

Un giorno incontrai un amico che non vedevo da anni e mi confidò

che si era convertito alla religione buddista. Io gli feci sapere che ero ateo

e lui, un po’ meravigliato, mi chiese: “Com’è possibile che tu non creda

in qualcosa?” – “In qualcosa credo anch’io”, risposi, “Credo nella

______________

¹ I clericali pretendono che si debba credere in Dio solo con la cieca fede e senza far uso

della ragione; ma con questo principio chiunque potrebbe far credere agli altri qualsiasi

cosa, per esempio che un asino possa volare. Senza usare la ragione e senza le prove che

lo attestino, diventa impossibile a chiunque confutare un fatto del genere. Allora loro la

mettono sul platonico: le “prove” dell’esistenza di Dio stanno nella bellezza di un cielo

stellato, nell’armonia della natura, nell’amore, nel dono della vita e via di questo passo.

Ma quando accade una sciagura e muoiono decine di bambini innocenti, Dio dove si

trova? E’ forse in pausa caffè?

~ 207 ~


scienza, nei ragionamenti logici, nelle prove. Credo in qualsiasi cosa,

non importa quanto pazza e ridicola, purché sostenuta da prove;

comunque, più una cosa è ridicola e pazza, più solide e sicure devono

essere le prove che la sostengono”. Mi guardò con un’espressione fra

l’allibito e il riflessivo, poi ci salutammo.

******

Mi capitò di parlare con un prete e gli rivolsi questa domanda: “Se lei

dovesse scegliere, quale di queste due soluzioni preferirebbe? Un mondo

così com’è ora, cioè pieno di ingiustizie, di guerre, di gente che soffre,

però con una Chiesa cattolica seguita da tanti fedeli, oppure un mondo

pacifico, fraterno, senza ingiustizie né povertà, ma completamente ateo?”.

Restò qualche secondo pensieroso, poi se ne andò senza rispondermi.

******

…l’uomo nasce ateo. Il bambino, appena partorito, è ateo. L’umanità

nasce atea. E’ in base ad un processo potente e incalzante di

catechizzazione indotto dagli uomini-stregoni, che si diventa poi

“credenti” a questa o a quella bancarella dei pataccari che vendono agli

sprovveduti le religioni. Il bambino se lo metti in una sinagoga diverrà di

religione ebraica, se lo metti in una scuola coranica diverrà islamico, se lo

metti in un monastero tibetano diverrà buddista, se lo metti nella

parrocchia cattolica diverrà cattolico. Per i cattolici ci pensano i pretistregoni

che sono gli agenti commerciali della Chiesa cattolica al pari dei

venditori porta a porta di aspirapolvere, senza offendere questa categoria

di lavoratori, considerato che l’aspirapolvere almeno è un attrezzo utile.

L’arma più subdola e più letale usata dai preti-stregoni cattolici è

certamente la “fede”, la peggiore di tutte le droghe. La fede viene

somministrata lecitamente attraverso la parola dell’indottrinamento

continuo e martellante al malcapitato di turno. La fede-droga viene

spacciata in dosi più o meno massicce nelle chiese, nei gruppi di

preghiera, nei catechismi, nelle scuole e in molte altre “drogherie” e ogni

“drogato di fede” a sua volta diventa egli stesso spacciatore della fededroga

venendo incoraggiato a fare altrettanto. La fede-droga è una piaga

sociale apparentemente invisibile ed innocua, ma che in realtà crea

assuefazione portando stordimento alla ragione. Una volta drogati,

non è facile uscirne, non ci sono entità da pregare, non servono riti né

digiuni e nemmeno penitenze e fustigazioni. Serve solo un pizzico di

~ 208 ~


capacità critica, un minimo di intelligenza e di raziocinio, una punta

di orgoglio per non accettare di passare da sprovveduti e da imbecilli.

(Ennio Montesi).

******

Un giorno un Tizio si rivolse ad un prete e

gli disse di essere convinto che esistesse

realmente Superman; quest’ultimo gli chiese se

avesse bevuto o fumato qualcosa di forte, lui

rispose di no, allora il clericale gli consigliò di

rivolgersi ad uno psichiatra poiché Superman

era solo un personaggio immaginario nato

dalla fantasia di Siegel e Shunter. - “Io dovrei

rivolgermi ad uno psichiatra? Allora anche voi

preti dovreste fare altrettanto, dal momento che

dite continuamente che esiste Dio. Certo, io

non ho le prove che esista Superman, ma

nemmeno voi preti avete le prove dell’esistenza

di Dio”. Allora il prete rispose che

l’esistenza di Dio è provata dai libri che

compongono la Bibbia. A questo punto Tizio

ribatté che anche Superman, oltre ad avere

poteri soprannaturali come Dio, è raccontato in una quantità enorme di

fumetti i quali per giunta sono di gran lunga più letti della Bibbia. A

questa risposta il clericale aggrottò le sopracciglia e se ne andò irritato.

******

Confessione di un ex prete pentito. (Don Giuseppe P.).

“Decisi di farmi prete poiché era sempre meglio che lavorare. La paga

era buona e il posto era sicuro, più tutto quello che riuscivo a tirare su dai

fedeli, ma poi non ce la feci più a continuare a raccontare idiozie alla

gente e provai vergogna e mi sentii in colpa come se li stessi truffando

e derubando sia dei soldi, che della loro vita”.

******

Molti psicologi affermano che la religione è una vera e propria droga

psicofisica dannosa alla salute dell’organismo. Siccome i clericali sono

gli spacciatori di questa droga, dovremmo essere profondamente indignati

~ 209 ~


del fatto che quasi tutti i politici del mondo agevolino in vario modo le

tante confessioni religiose, agevolando di conseguenza lo spaccio di

questa droga. E’ probabile che ciò avvenga perché la religione viene

considerata dai politici una sorta di sedativo delle masse popolari

che, una volta drogate, hanno meno senso critico, si ribellano meno

facilmente ai soprusi quindi sono più facilmente manipolabili.

******

La Messa domenicale ed altri riti cattolici trasmessi dalle varie

Televisioni, a molta gente sembrano una cosa ovvia, scontata e fatta a fin

di bene, ma certi rituali, visti con gli occhi di un ateo, sono un’onta,

un oltraggio, un’induzione alla superstizione, un insulto alla ragione.

Se la Rai volesse proprio continuare a trasmetterli (altrimenti il Vaticano

e molti cattolici si risentirebbero), dovrebbe anche trasmettere in

contemporanea, su un altro

canale, un programma dedicato

all’ateismo nel quale

si possa predicare il pensiero

razionale e i danni

causati dalla credenza religiosa.

Per di più anche agli

altri credi religiosi, ebraismo,

islamismo, buddismo,

induismo ecc., avrebbero il

diritto di fare la predica in

Tv ai loro fedeli, quindi: o

tutti, o nessuno.

******

Se qualcuno proponesse di insegnare a scuola delle materie come

l’astrologia, lo spiritismo, il malocchio ed altre superstizioni simili,

verrebbe deriso, ridicolizzato e fatto passare per squilibrato. Se invece

viene insegnata la religione cattolica, allora è tutto normale e nessuno si

ribella. Ciò avviene perché siamo stati costretti fin da piccoli a

frequentare la chiesa con tutti i suoi cerimoniali e a prendere per vere

certe credenze, quindi siamo disposti ad accettare l’insegnamento di certi

riti e tradizioni anche nell’età più adulta. Se invece nell’età infantile ci

avessero costretti a frequentare gli astrologi, le sedute spiritiche la lettura

~ 210 ~


della mano ecc., da adulti avremmo continuato a praticare quelle

tradizioni senza pensare alla religione. Questo significa che gl’insegnamenti

che riceviamo da piccoli, anche se strani, assurdi, innaturali e

contro ogni logica come la religione, spesso continuano ad essere seguiti

anche nell’età adulta, quindi chi frequenta la chiesa, non lo fa perché è

religioso di natura, ma perché non riesce a rimuovere il martellante

indottrinamento ricevuto nell’età infantile.

******

Generalmente i clericali usano attribuire a Dio tutte le cose belle del

mondo: l’amore, la natura ecc., mentre non lo criticano per le cose brutte

che esistono, come l’egoismo, le ingiustizie, le guerre, le malattie ecc.

Delle cose brutte incolpano l’uomo con la favola del peccato originale.

In pratica è come se un giudice ti dicesse che devi andare in galera per

omicidio solo perché un tuo lontano parente, vissuto secoli fa, ha ucciso

un uomo, ed è questo che ha fatto Dio, cioè si è inviperito con il primo

uomo e per punirlo ha punito tutta la sua discendenza. Ma come fanno i

credenti ad accettare una sentenza come questa? Eppure essi sono sempre

pronti ad incolpare loro stessi quando recitano il confiteor dicendo “mea

culpa, mea culpa, mea maxima culpa”.

******

Se un giorno una persona dicesse di

aver visto la dea Minerva, tutti la

prenderebbero per squilibrata mentale,

se invece qualcuno dice che gli è

apparsa la Madonna, molti gli credono e

parlano di miracolo. La realtà dei fatti è

che niente rende la Madonna più

reale della dea Minerva. Entrambe

sono figure immaginarie create dalla

mente umana. Inoltre coloro che

dicono di essere cattolici, se fossero

vissuti duemila anni fa avrebbero

creduto nella dea Minerva con la

stessa convinzione con la quale oggi

credono nella Madonna.

******

~ 211 ~

La Dea Minerva.


Mi è capitato di sentire in Tv un clericale elogiare il popolo italiano

dicendo che è molto cattolico. Quanto c’è di vero in quest’affermazione?

Vediamo: le statistiche ci dicono che circa l’80% degli italiani intervistati

dichiara di essere cattolico, però solo il 35% dei contribuenti fiscali

devolve il proprio 8‰ alla Chiesa cattolica, i restanti lo devolvono allo

Stato italiano, oppure ad altre Chiese, oppure si astengono non facendo

nessuna scelta. Questo significa che la maggior parte del popolo

italiano è cattolico solo a parole, ma con i fatti è scettico nei confronti

della Chiesa cattolica, oppure è contrario ad essa.

******

Se un qualsiasi credente si rivolgesse ad un prete dicendogli che gli è

venuto un dubbio sull’esistenza di Dio, sicuramente quest’ultimo gli

risponderebbe che dovrebbe avere più fede, quindi pregare affinché la

fede, attraverso la preghiera, si rafforzi così che il dubbio svanisca. E’

come dire di pregare in qualcosa di cui si dubita che esista, affinché ci si

creda. E’ il concetto più bizzarro e ridicolo che è in grado di

elaborare la mente umana.

******

Cappellani militari.

Sebbene i clericali dicano spesso

che detestano le guerre e le armi, in

Italia ci sono quasi 200 preti che fanno

parte delle Forze Armate Italiane e,

affiancati ad esse, partecipano a

missioni in ogni parte del mondo

fornendo, dicono loro, assistenza

spirituale. Sacerdoti, tutti con i gradi di

ufficiali cioè tenenti, capitani, colonnelli

e possono addirittura diventare

generali (sarei curioso di sapere come

avviene il loro avanzamento di grado).

Costoro hanno diritto a retribuzioni

dorate, indennità di ogni tipo, auto blu,

avanzamenti automatici di carriera e

una serie di benefici assai lontani

dall’idea della Chiesa povera, tanto sbandierata dalle alte gerarchie

ecclesiastiche. Tanto per fare un esempio, l’arcivescovo Santo Marcianò,

~ 212 ~


che è equiparato ad un generale di Corpo

d’Armata, può contare su uno stipendio lordo

di 124.000 euro l’anno. Per di più i cappellani

militari sono addirittura privilegiati rispetto

agli altri militari di pari grado, perché possono

andare in pensione in anticipo rispetto ad essi;

per esempio, il cardinale Angelo Bagnasco ha

prestato il proprio servizio presso le Forze

Armate per soli 3 anni, con il grado di

Generale di Corpo d’Armata ed ora percepisce

un vitalizio di 4.000 euro al mese netti. Questi

preti-soldato superprivilegiati una volta tornati

a casa, se lo vorranno, potranno tornare a

celebrare le funzioni religiose regolarmente,

però dovranno fare i conti con un problema di

coscienza in più: con quale faccia presentarsi

sull’altare davanti ai fedeli e comunicare loro il messaggio evangelico

di pace dopo aver indossato una tonaca con le stellette? Ma a loro la

faccia tosta non manca. Volete sapere quanto costano allo Stato italiano

questi 200 preti-militari (io li chiamerei parassiti, sanguisughe,

approfittatori, mangiapane a tradimento e centro altri appellativi simili)

fra stipendi, pensioni e mantenimento dei loro uffici? Quasi 20 milioni di

euro l’anno. Amen.

******

Lo Stato Vaticano è uno Stato dittatoriale

governato a regime di rigido totalitarismo assoluto

che vìola tutti i requisiti principali e inviolabili che

rappresentano la base della Democrazia, dell’Uguaglianza,

della Libertà e dei Diritti Umani; requisiti

riconosciuti ed applicati in tutti i Paesi democratici

ed inseriti come pilastri fondamentali nelle proprie

Carte Costituzionali. Le sue leggi sono un’offesa

alla democrazia, alla dignità dell’uomo e ai suoi

diritti inconfutabili. Vediamo perché: - Nello Stato

Vaticano non sono ammessi partiti politici, non c’è

un Parlamento eletto dai cittadini, non c’è un Governo

eletto dal Parlamento, non esiste la pluralità

né culturale né religiosa, non è ammessa la libertà

~ 213 ~

L'arcivescovo Angelo Bagnasco

con le stellette.


di espressione né di informazione, non esiste la libertà sessuale, non

esiste la libertà di contrarre il matrimonio e di costituire una famiglia, non

è ammessa la procreazione di bambini e bambine, non c’è uguaglianza fra

uomini e donne. Qualcuno potrebbe obiettare che è la religione cattolica

ad imporre tutto questo. Ebbene, la religione, qualunque essa sia, non

deve violare i diritti fondamentali degli esseri umani che sono sanciti

dalla Convenzione Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti

dell’Uomo. Ma allo Stato Vaticano è permesso tutto. (Tratto dal libro di

Ennio Montesi: Il Vaticano ha invaso l’Italia - Termidoro Edizioni).

******

Se qualcuno pensa che il continuo e martellante

indottrinamento religioso alcune volte non rechi danni

psichici permanenti agli esseri umani, osservate come

sono ridotti certi frati e monache che vivono in conventi,

monasteri ed abbazie varie. Dopo essere stati per tanti

anni plagiati dai loro superiori, spesso ci appaiono con

le mani giunte, il capo chino e la faccia inebetita. Altro

che pii e devoti, quelli fanno pena! Giunti a quel livello

di stordimento, credo che nessuno psicoterapeuta sarebbe

più in grado di riportarli alla ragione. Se esistesse

una vera giustizia, i loro plagiatori, a cominciare

dalle alte sfere vaticane, sarebbero da condannare

per crimini contro l’umanità.

******

Nonostante l’Illuminismo e la sempre crescente importanza che viene

data alla scienza, viviamo in un mondo ancora succube del bigottismo

religioso. Ancora oggi in alcuni Paesi è prevista la pena di morte per gli

atei e le forme di superstizione sono ben radicate un po’ ovunque. In

Europa va un po’ meglio, ma i giovani studenti non credenti sono

discriminati se scelgono di non frequentare le lezioni di religione

cattolica. Insomma, non sarebbe ora di ambire ad un mondo più razionale

nel quale non ci siano più guerre sacre, discriminazioni e crudeltà basate

su Entità astratte? Non sarebbe arrivato il momento di vivere in un Paese

veramente laico, nel quale la religione sia considerata una questione

strettamente personale e non qualcosa su cui fare delle leggi? Spetta a

noi atei diffondere un po’ di ragione e senso critico in questo mondo

~ 214 ~


ancora succube dell’ignoranza.

In passato un libro come questo non sarebbe mai stato diffuso perché

la Chiesa lo avrebbe censurato e l’autore sarebbe andato sul rogo. Oggi

abbiamo la possibilità di diffondere il nostro pensiero e di contribuire

al cambiamento della società e lo dobbiamo fare, sia per migliorare il

futuro dei nostri figli, che per onorate tutti coloro che in passato

hanno perso la vita nel tentativo di dare valore alla libertà di

pensiero. Viva l’ateismo!

******

Negli ultimi anni molti canali televisivi fanno a gara a chi manda in

onda programmi con più personaggi clericali possibili. Costoro ci

appaiono in telefilm, sceneggiati,

programmi di intrattenimento,

ecc.: “Padre Castell”,

“Don Matteo”, “Che

Dio ci aiuti”, “Padre Pio” ed

altri, e sono sempre rappresentati

come dei benefattori,

gente onesta, magnanima, coscienziosa

e mai nella veste di

ipocriti e sempre pronti a

spillare denaro alla gente

come sarebbe più realistico

che venissero rappresentati.

Oltre a ciò, vengono trasmessi

sempre più programmi

che trattano argomenti clericali come le reliquie, le apparizioni

miracolose, i martiri cristiani, la Bibbia ecc. Questi temi potrebbero anche

essere di un certo interesse se fossero esposti da persone obiettive e

imparziali, invece sono sempre commentati da pseudo esperti di storia

che espongono i fatti da un punto di vista sacerdotale. Come se ciò non

bastasse, sempre più spesso gente del clero è presente in trasmissioni

radiotelevisive in qualità di opinionisti in vari settori: politici, finanziari,

di costume, di attualità, ecc. Molto saltuariamente si può anche tollerare

la presenza di un prete in un programma, ma quando ciò si verifica spesso

significa che c’è una chiara intenzione da parte della Rai (e dei

governanti) di fare della “propaganda” a favore della Chiesa

cattolica e questo non è giusto. Tutto ciò potrebbe dipendere dal fatto

~ 215 ~


che i clericali sono consapevoli di aver perso ultimamente molta

credibilità da parte dei cittadini comuni, così spingono i politici affinché

venga loro concessa della “pubblicità” (gratis) per cercare di riacquistare

consensi. Vorrei chiedere ai dirigenti Rai e ai politici: perché almeno una

volta non viene mandato in onda un documentario che metta in evidenza

tutte le malefatte del clero cattolico nel corso dei secoli? Ciò viene

saltuariamente fatto per i regimi dittatoriali fascisti, nazisti e comunisti,

mentre il “regime” clericale vaticano, che ne ha combinate di tutti i

colori, non viene mai toccato. Vi sembra giusto? Leccapiedi!

******

Uno degli istinti più forti e, nello stesso tempo, piacevoli che abbiamo,

è senza dubbio quello sessuale. I preti cattolici, dovendo reprimere del

tutto questo istinto, possono arrivare al punto di perdere il controllo

diventando pedofili, infatti non è un caso che molti preti abusino di

minori; ciò è il risultato della repressione di un istinto che non può essere

eliminato, fa parte di noi, andare contro la nostra stessa natura può

portare alla perdita del controllo della nostra mente e la pedofilia è una

delle tante malattie che possono colpirci. Non si capisce perché la Chiesa

cattolica si ostini a mantenere in vigore un regolamento così contrario alla

natura. Vediamo come sono andate le cose: norme di castità sessuale

furono stabilite a partire del 4° secolo, ma non per questo i preti

cessarono di essere mariti, amanti e padri. Ad esempio, tra i Papi del

primo millennio una dozzina erano figli di sacerdoti, e quattro addirittura

erano figli di altri Papi: Innocenzo 1° era figlio di Anastasio 1°; Silverio

era figlio di Ormisda e Anastasio 3° e Giovanni 11° erano figli di Sergio

3°. Le abitudini ad avere una famiglia erano tanto radicate nella Chiesa,

che quando papa Gregorio 7° nel 1074 emanò un primo decreto di

celibato, il clero europeo si ribellò, tuttavia la castità sessuale fu sempre

ribadita dai vari Concili. Oggi la Chiesa Cattolica occidentale,

mantenendo in vigore questa regola, risulta isolata da tutte le altre Chiese

Cristiane, sia da quelle Protestanti, che da quelle Ortodosse e Cattoliche

Orientali, le quali permettono l’ordinazione a uomini sposati. In questo

modo i dirigenti vaticani, continuando a reprimere e soggiogare i

giovani che si danno al sacerdozio, dimostrano di avere menti

diaboliche e perverse ed altrettanto perversi sono tutti i clericali che

accettano passivamente questo regolamento.

******

~ 216 ~


Se poteste alleviare le sofferenze di tante persone, vi tirereste indietro?

Spesso, quando si verifica una calamità naturale, i soccorritori si

precipitano sul posto per salvare la vita e portare sollievo a tanti

sconosciuti. È quindi naturale chiedersi: “cosa aspetta Dio ad eliminare il

Diavolo, che causa tante sofferenze agli esseri umani?”. Eppure nella

Bibbia c’è chiaramente scritto che “Dio è amore” 1° lettera di Giovanni

4/8-16).

******

Recentemente papa Benedetto 16°

ha ribadito che tutto il mondo cattolico

si dovrebbe mobilitare per impedire

che vengano approvate leggi a favore

delle unioni civili, dell’eutanasia e del

testamento biologico, della clonazione

umana e del congelamento embrionale,

della fecondazione assistita, della

diagnosi prenatale, dell’utilizzo di

cellule staminali embrionali ed altro

ancora. In particolare si è soffermato su un tema di attualità come

l’eutanasia: “…tutta la società, mediante le sue istituzioni sanitarie e

civili, è chiamata a rispettare la vita e la dignità del malato grave e del

morente…”. Vediamo come stanno le cose: l’eutanasia rappresenta il

diritto di scegliere per la propria vita, non esiste nulla di più umano del

rispettare una scelta estrema fatta da una persona sofferente e

consapevole del proprio destino. A tutti coloro che sono contrari

all’eutanasia rispondiamo che è stato Dio a darci il libero arbitrio. Se Dio

ci ha creati dandoci la possibilità di scegliere con la nostra testa cosa fare,

limitare le scelte altrui significa andare contro il volere di quel Dio di cui

loro vanno tanto fieri. Certo, chi si suicida andrà all’inferno, ma i credenti

dovrebbero limitarsi a dirlo e basta, non dovrebbero limitare le scelte

altrui con proclami e ingerenze sulle discussioni dei politici italiani. Se ai

credenti piacciono tanto le imposizioni, che le facciano per la loro

vita cominciando con l’imporsi di non mangiare carne il venerdì, non

fare sesso prima del matrimonio, andare a messa tutte le domeniche,

pregare appena alzati da letto, prima dei pasti, prima di coricarsi

ecc. ecc. Fanno tanto i devoti quando si tratta della vita altrui, ma

quando devono seguire loro le regole di Dio sono molto elastici, non è

vero? Quanta ipocrisia!

******

~ 217 ~


Ed ora due parole sul neo papa Bergoglio. La mia prima impressione è

che sia un ottimo comunicatore, con quella sua dialettica accattivante e

quella faccia da santerellino che piace a tanta gente. Però bisognerebbe

che fosse sincero (prerogativa che manca ai clericali) e dicesse, a quei

babbei che lo stanno ad ascoltare, che nel suo Paese d’origine,

l’Argentina, probabilmente non metterà più piede perché è malvisto

da gran parte della popolazione in quanto a fine anni ’70, quando lui

era Vescovo in qual Paese, non si attivò mai per contrastare la dilagante

piaga della pedofilia clericale. Inoltre è letteralmente odiato dalle

famiglie dei Desaparecidos che lo hanno incolpato di non aver fatto nulla

per impedire che, sempre negli anni ’70, venissero trucidate 30.000

persone ritenute contrarie al regime totalitario di Rafael Videla.

Se la Chiesa cattolica non fosse così potente da influenzare i politici,

dopo la caduta del regime fascista, Bergoglio probabilmente sarebbe stato

incriminato con l’accusa di omessa denuncia e collaborazionismo.

******

Di fronte alla grande massa di extracomunitari disperati che quasi ogni

giorno sbarcano sulle coste siciliane, papa Bergoglio, tanto per salvare la

faccia, ha invitato tutte le parrocchie, le comunità religiose e i monasteri

di tutta Europa (circa 130.000) ad ospitare ciascuna una famiglia di

profughi. Risultato: dopo un paio di mesi dall’appello del Papa sembra

che i parroci che hanno accolto, solo temporaneamente, i rifugiati siano

~ 218 ~


pochissimi. Ciò significa che, some al solito, i tonaconi ecclesiastici a

parole sono a difesa degli umili e dei bisognosi, ma con i fatti si tirano

indietro e trovano mille scuse alquanto banali e puerili. Ecco alcune

risposte a chi chiedeva loro asilo: “Non ho abbastanza spazio”, oppure

“Occorre il permesso della Prefettura”, “Non abbiamo ancora risolto il

problema organizzativo” e via di questo passo. Un giornalista ha chiesto

ad un parroco altoatesino il perché non avesse voluto accogliere una

famiglia di profughi iracheni e quest’ultimo gli ha risposto: “Il Papa può

dire quel che vuole, ma io non accolgo nessuno. Ditegli che i profughi li

ospiti lui in Vaticano”. Ad un altro giornalista è stato risposto così: “Non

ce la facciamo ad arrivare a fine mese, come possiamo aiutare gli altri?”.

L’aiuto parroco della chiesa di San Vito al Giambellino di Milano, don

Luigi, ha spiegato ad un profugo che “Le parole di papa Francesco

sull’accoglienza dei rifugiati, più che a noi uomini di Chiesa, che già

facciamo tanto per i bisognosi, sono rivolte provocatoriamente al mondo

della politica, l’unico che ha gli strumenti per affrontare il problema, tutto

il resto è pura demagogia”. Ma c’è di più, per vedere se i preti avessero

obbedito all’appello del Papa, il cronista de Il Giornale, Nino Materi si è

travestito da profugo con addosso una coperta, ai piedi le infradito e si è

seduto sul sagrato della chiesa di San Girolamo a Milano. Dopo un po’

una donna lo ha invitato a chiedere aiuto al parroco che ha definito

“persona di cuore”, ma il cancello dell’oratorio era chiuso e gli veniva

detto che il sacerdote non era in sede. Si è rivolto allora alla parrocchia di

San Leone Magno, sempre a Milano, dove una monaca gli ha risposto di

non avere ricevuto alcuna disposizione dai suoi superiori, quindi poteva

andarsene. Allora ha cercato di accedere al Duomo, ma lì le guardie non

lo hanno fatto neppure entrare. Poi si è recato alla chiesa di S. Francesco

ed il prete lo ha allontanato dicendogli che al massimo poteva dargli

qualche abito usato e, anche volendo, non aveva posto. Stessa scena in

altre tre chiese, due in zona Fiera e una a Lampugnano. Le porte delle

chiese di Milano sono chiuse per gli immigrati, altro che accoglienza! E

pensare che il cardinale milanese Angelo Scola era stato tra i primi a

dire che le sue chiese avrebbero aperto le porte ai migranti!

Voglio riportare anche le considerazioni taglienti di don Filippo di

Giacomo, sacerdote editorialista e vaticanista, che ha così commentato

l’invito fatto dal Papa alle parrocchie: “Se anche le Congregazioni

vaticane affidassero qualche appartamento ai profughi non sarebbe male.

Sono detentori di patrimoni immobiliari cospicui in Italia e all’estero e

non mi stupisce che ad oggi non abbiano fatto nemmeno un gesto; ho

sentito solo prediche edificanti”.

~ 219 ~


Tanto per concludere l’argomento, mi

permetto una considerazione personale: Il

Papa vuole dare l’impressione di essere molto

interessato all’accoglienza dei profughi nel

nostro Paese (che è l’Italia). Ma perché lui

non ospita una certa quantità di famiglie

nel “suo Paese”, cioè nella Città del

Vaticano, che è piena di locali semivuoti?

E’ anche risaputo che quasi tutti i cardinali

vivono in appartamenti grandissimi (dai 100

ai 400 mq.), compreso quello dove abita lui,

perché non li dividono con i rifugiati?

Nient’affatto, a loro piace stare tranquilli e lasciare ai cittadini italiani

tutti i problemi che una grande massa di persone indigenti

comportano. E’ come dire “essere generosi con i soldi degli altri”.

******

Perché molti preti, pur essendo a conoscenza che nella Chiesa c’è

corruzione, ingiustizie, malcostume e che il tenore di vita di molti

porporati è alquanto agiato e in netto contrasto con quanto loro predicano,

non gettano via la tonaca e si mettono a fare opere di bene privatamente?

Se una persona è onesta e moralmente integra e si accorge che nel

sodalizio in cui essa milita c’è del marcio, generalmente muove delle

critiche, poi si dissocia e se ne va. I preti invece sono quasi tutti acritici,

pecoroni e seguono le direttive impartite dai loro superiori senza battere

ciglio. Perché? Io penso che non si tratti di devozione verso il cattolicesimo

come vorrebbero farci credere, ma credo che loro siano una

massa di ipocriti opportunisti e che pensino che tutto sommato il

“mestiere” che svolgono non sia poi tanto male, quindi ingoiano il

rospo e tirano a campare.

******

Tra le innumerevoli idiozie che le religioni inculcano nelle fragili

menti di coloro che credono nell’esistenza di un qualche Dio spicca, in

modo particolare, quella secondo cui pregare per un malato può indurre la

divinità invocata a farlo guarire. Che un credente ammalato possa trarre

qualche beneficio dal pregare per sé stesso non dovrebbe sorprendere

nessuno, visto che l’autosuggestione e l’effetto placebo, senza bisogno di

~ 220 ~


tirare in ballo cristi e madonne, possono egregiamente spiegare l’efficacia

di quel tipo di preghiera “egoistica”. Nello stesso modo si potrebbe anche

spiegare un eventuale miglioramento di ammalati credenti che sanno che

i famigliari pregano per loro. Però sconfina palesemente nella demenza la

tesi secondo cui le preghiere a distanza per dei malati sconosciuti ed

all’oscuro di queste, possano favorevolmente influire sulla guarigione di

quei tizi. Eppure negli Stati Uniti c’è chi, forte probabilmente del potente

appoggio politico ed economico della destra religiosa integralista, è

riuscito a far pubblicare su Archives of Internal Medicine, autorevole

rivista medica americana, uno studio “scientifico” che dimostrerebbe

l’efficacia, peraltro assai modesta, di quel tipo di preghiera “altruistica”.

Sulla base dei loro risultati, gli autori di quello studio concludono che “la

preghiera può essere un’efficace aggiunta alla cura medica standard”

ma, forse per non sprofondare del tutto nel ridicolo, ammettono che “la

casualità resta una possibile spiegazione” di quel misero 10% di migliori

risultati clinici riscontrato in quei pazienti per i quali, a loro insaputa, un

gruppo di credenti aveva pregato quotidianamente per quattro settimane.

******

Don Giovanni Cavalcoli, conduttore di Radio Maria, ha affermato che

il terremoto che ha colpito Amatrice e la costa orientale dell’Abruzzo è

stato causato dal castigo divino, tipo quello di Sodoma e Gomorra, perché

è stata approvata la legge sulle unioni civili. Se fosse così, perché il

Padreterno, quando manda i terremoti per castigare gli esseri umani

che hanno peccato, ammazza un monte di gente anche innocente,

compresi tanti bambini? Inoltre, perché fa cadere anche le chiese?

Personalmente penso che il terremoto di Amatrice sia dovuto alla Costa

Adriatica che si vuole allontanare da quello schifo che è il Vaticano.

(anonimo).

~ 221 ~


Mi capitò di entrare nella chiesa del mio paese durante la celebrazione

della messa. Erano presenti una trentina di persone fra le quali un giovane

venticinquenne paraplegico dalla nascita, su una carrozzina. Ebbene, ad

un certo punto della cerimonia esso recitò, insieme agli altri pecoroni, il

“mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa”. Ma vi rendete conto

che tipo di indottrinamento forzato è stato praticato a quel giovane

sventurato? Gli hanno inculcato nella testa che noi tutti abbiamo una

colpa da scontare (quella del peccato originale) e costui, battendosi il

petto, recitava sommessamente quella frase. Ma quale colpa ha da espiare

quel povero disgraziato? Se c’è qualcuno che deve espiare delle colpe,

questi sono coloro che gli hanno fatto il completo lavaggio del

cervello e lo hanno intontito a tal punto da renderlo del tutto acritico,

irrazionale e incapace di pensare autonomamente.

******

Se un extraterrestre volasse a bassa quota sopra gli insediamenti umani

e non conoscesse le nostre usanze, noterebbe che in moltissimi paesi e

città ci sono una o più case molto più grandi delle altre. Certamente

penserebbe che quegli edifici siano le abitazioni di alcuni individui

enormi, dieci volte più grandi del resto della popolazione. In effetti le

case degli Dei cioè le chiese, i templi, le cattedrali ecc. sono dei fabbricati

apparentemente costruiti

per dei giganti, ma se il visitatore

spaziale approfondisse

la sua esplorazione,

avrebbe la sorpresa di scoprire

che quei giganti non

sono mai in casa; i loro

seguaci si recano spesso a

trovarli e si inchinano davanti

alle loro immagini

con atti di sottomissione,

ma essi sono invisibili e

solo le loro voci scampananti

si possono udire al

di sopra dei tetti.

Quella umana è davvero una specie dotata di grande immaginazione!

******

~ 222 ~


Ed ora una riflessione su un fenomeno sociale

molto attuale e in continua espansione: l’accattonaggio.

Le nostre città negli ultimi anni sono invase

da una moltitudine di zingari, africani, gente di varia

origine ed etnia che si improvvisano lavavetri, suonatori

ambulanti, venditori abusivi di oggetti vari

ecc.; tutta gente che questua per sbarcare il lunario. E’

giusto o sbagliato aiutarli facendo loro l’elemosina? Premesso che la

Chiesa cattolica generalmente è favorevole alle offerte fatte ai bisognosi,

personalmente non ritengo giusto questo metodo di aiuto per i seguenti

motivi: è noto che una buona parte di questi mendicanti sono sfruttati da

racket organizzati, come accade per la prostituzione, per il caporalato e

altre odiose forme di sfruttamento di soggetti deboli. Gli stranieri senza

permesso di soggiorno, i profughi, sono assolutamente esposti al pericolo

di cadere preda di queste organizzazioni dalle quali diventa difficile

uscire. A questi si aggiunge un’altra più ristretta categoria di mendicanti

come i falsi poveri, i fannulloni, i cosiddetti punkabbestia, gli squilibrati

mentali ecc. Quindi, se da un lato fare la carità a tutti questi questuanti

può farci sentire meglio in quanto può servire a farli andare avanti (anche

se per molti di loro dev’essere umiliante vivere di elemosine), dall’altro

lato contribuisce ad alimentare il racket e a perpetuare la loro schiavitù.

Inoltre non si fa che sostenere ed incentivare uno stile di vita sbagliato e

degradante quindi, anziché fare la carità alla singola persona, sarebbe

meglio aiutare le iniziative della comunità (quando esistono) con

strumenti legittimi e programmi mirati.

Un altro motivo che mi induce a non fare l’elemosina a questa gente,

non è il fatto di essere insensibile alla povertà (io sto male nel vedere

tante persone indigenti), ma ritengo che vadano aiutate attraverso

l’intervento dei vari Stati europei con politiche sociali, con interventi

globali, (meglio se fatti nei loro Paesi d’origine in modo che essi non

siano costretti ad emigrare)¹, non con un euro fuggevolmente donato dai

singoli cittadini. La solidarietà, l’inclusione, l’assistenza (anziché la

carità) devono essere un pilastro della cultura dei popoli civili quindi

oggetto di un’azione comune complessiva, programmata e realizzata in

maniera trasparente, solidale, continuativa ed efficace, affinché si possa

debellare pian piano questa piaga sociale.

___________________

¹ A tal proposito va ricordato che il fattore principale che determina l’espatrio di tanta

gente, è la povertà, la quale è causata anche dall’alto tasso di natalità di quei Paesi. Perché

le religione cattolica continua a proibire a quella gente di adoperare i contraccettivi?

******

~ 223 ~


Generalmente i clericali sostengono che l’etica cattolica possiede un

pregio che i laici non hanno, cioè la spinta alla carità. Affermano anche

che senza di essa nella società mancherebbe solidarietà fra la gente e

quindi sarebbero più diffusi il crimine, la povertà e la solitudine. In realtà

non esiste alcuna evidenza a sostegno di queste tesi. Laddove la religione

è poco praticata ed il numero dei non credenti è molto alto, la moralità e

la solidarietà non crollano affatto. Prendiamo ad esempio le nazioni

europee con la più alta percentuale di atei: la Francia, la Repubblica

Ceca, la Svezia, l’Olanda ed altri. Chi può onestamente affermare che

siano delle nazioni e delle società eticamente peggiori di quella italiana?

Chi può onestamente dire che un tempo, quando le società erano

dominate dalla religione, gl’individui fossero eticamente migliori? Chi

può obiettivamente affermare che gli atei e gli agnostici abbiano comportamenti

sociali più detestabili dei credenti?

In realtà il problema della solidarietà laica è che è meno visibile di

quella religiosa: o perché i non credenti preferiscono che venga praticata

attraverso la pubblica amministrazione, o perché preferiscono mischiarsi

con gli altri senza crearsi la propria associazione-ghetto. Come ha scritto

Daniel C. Dennett, «I non credenti prendono sul serio il loro impegno

civile proprio perché non confidano nel fatto che Dio salverà l’umanità

dalle sue follie».

******

Tutti gli uomini di chiesa dicono che le religioni uniscono i popoli, ma

è dimostrato che non riescono ad unire nessuno, nemmeno i loro

seguaci, anzi creano apartheid e discriminazione, da cui nascono

rivalità e competizione anche tra loro stesse (vedi le continue guerre

tuttora in atto: in Medio Oriente, ebrei contro musulmani e cristiani; in

Nigeria, cattolici contro islamici; nei Paesi Balcanici, cristiani ortodossi

contro cristiani cattolici e musulmani; i fondamentalisti islamici dell’Isis

contro tutti i cristiani occidentali, e tante altre). Basta pensare che nel

mondo ci sono 30.547 religioni diverse fra dottrine filosofiche, credenze,

sette e culti tribali (fonte Eurispes - Il Corriere della Sera - del

18/01/2006)¹, e tutte quante ritengono di avere certezze e verità assolute;

inoltre ognuna ha delle proprie regole che sono vere e proprie leggi che i

______________

¹ L’Enciclopedia delle Religioni - Garzanti, riporta che la sola religione Cristiana si

suddivide in almeno 55 culti diversi: Cattolici, Ortodossi, Anglicani, Luterani, Valdesi,

Calvinisti, Testimoni di Geova, Avventisti, Pentecostali, Mormoni, Quaccheri, Copti,

Anabattisti, e tanti altri.

~ 224 ~


credenti devono rispettare per essere

considerati tali. Per di più ogni religione

insegna cose molto diverse dalle

altre, quindi comportarsi bene seguendo

i dettami di una determinata religione

sicuramente significa comportarsi

male per quello che predica un’altra.

Se, per assurdo, una di queste religioni

fosse vera, significherebbe che tutti i

credenti delle altre avrebbero vissuto

una vita sbagliata. A questo punto anche

una persona di scarsa intelligenza dovrebbe fare questa riflessione:

“E’ alquanto strano pensare che la mia religione sia la sola giusta e che

tutte le altre siano solo superstizioni. E’ mai possibile che gli altri 5

miliardi di persone che credono in altre religioni, siano un branco di

creduloni ignoranti, e che io sia un genio?”. Tutto ciò dovrebbe indurla a

pensare che tutte quante le religioni siano delle falsità, delle pure

invenzioni eseguite a sommo studio da uomini furbacchioni allo

scopo di sedare e intimorire il popolo, al fine di sfruttarlo per

arricchirsi e spadroneggiare (la storia ce lo insegna).

Questi ragionamenti mi sembrano assai elementari, non c’è bisogno di

essere un genio per farli, eppure tanti credenti, a cominciare dagli uomini

di Chiesa (quei pochi che credono veramente) non ci riescono. Il motivo?

Credo che dipenda dal martellante indottrinamento che hanno

ricevuto e che ha loro inibito la ragione e li ha resi acritici e incapaci

di vedere oltre il proprio naso; in pratica è come se vivessero con i

paraocchi. Addirittura la maggior parte di essi si rifiuta a priori di

ascoltare altre campane, di leggere qualcosa di alternativo alle loro

credenze e, anche se qualcuno cerca di farli ragionare esponendo

considerazioni sensate e prove contrarie alle loro tesi, i loro cervelli

restano ermetici e fossilizzati sulle proprie idee. Per certi versi non più

simili ad una scimmia che a un essere umano. Fanno compassione!

******

Ed ora una sensazionale notizia apparsa il 14/08/2013 sul quotidiano

inglese The Independent che sicuramente lascerà di stucco la maggior

parte delle persone che ne verranno a conoscenza ed in particolar modo

quelle religiose: “Le persone atee sono più intelligenti di quelle

religiose”. A rivelare la notizia è stata un’équipe di ricercatori scientifici

~ 225 ~


dell’Università di Rochester (New York) che ha raccolto i risultati di vari

studi al termine dei quali è stata trovata una forte correlazione fra

intelligenza e fede religiosa. Lo studio si intitola “The Relation Between

Intelligence and Religiosity: A Meta-Analysis and Some Proposed

Explanations” ed è stato guidato dal professor Miron Zuckerman. Per i

ricercatori la correlazione tra IQ (quoziente di intelligenza) e fede inizia

dall’infanzia e si conclude durante la vecchiaia. Le ricerche si sono svolte

nell’arco di ben 90 anni e sono state effettuate

nelle Università su migliaia e migliaia di cavie

umane. La più antica è iniziata nel 1921 ed è

proseguita per decine di anni su 1500 persone che

da piccoli avevano il quoziente intellettivo molto

elevato (superiore a 135 “bambini superdotati”).

Questi bambini fin da piccoli avevano mostrato di

essere poco attratti dalla religione, poi crescendo

sono stati continuamente seguiti fino all’età adulta

e continuavano a mostrare un più basso, molto più

basso livello di credenza religiosa rispetto a quelli

con un’intelligenza media. I ricercatori hanno

concluso che “I bambini dotati di un maggior

acume, man mano che crescono si allontanano dalla fede e questo

processo si protrae fino alla vecchiaia, cioè gli anziani con

intelligenza sopra la media continuano a definirsi non credenti”.

Questa ricerca ribadisce i risultati di un altro

studio svolto nel 2008 da Richard Lynn

dell’Università di Ulster (Irlanda del Nord). Lo

scienziato Lynn infatti aveva sostenuto che l’élite

intellettuale britannica fosse per la maggioranza

atea e che il declino delle religioni in Occidente

sia avvenuto contemporaneamente ad un aumento

delle facoltà intellettive.

La tesi di fondo di tutte queste ricerche è stata

la seguente: «I fedeli hanno un cervello meno

“allenato” rispetto a quello degli atei perché le

religioni, fondandosi su teorie astratte e

inconfutabili, non abituano il cervello di chi le

segue a ragionare, ad analizzare gli avvenimenti, a criticare, perciò il

loro cervello rimane un po’ “atrofizzato”. Per questo motivo le

religioni non attraggono le persone più intelligenti le quali sono più

interessate ai ragionamenti logici, alle innovazioni, alla conoscenza

~ 226 ~


dei fatti e alla loro comprensione, alla ricerca e al miglioramento».

Questa notizia, com’è ovvio, ha scatenato opinioni discordanti. Alcuni

critici hanno fatto notare che innanzi tutto i ricercatori dovrebbero

chiarire cosa loro intendano per intelligenza. Questi ultimi hanno

precisato che considerano l’intelligenza come “l’abilità a ragionare, avere

capacità deduttive, risolvere problemi, capire idee complesse, imparare

velocemente e apprendere dall’esperienza”.

Sicuramente ciascuno resterà della propria opinione, tuttavia notizie

come questa non fanno che inorgoglire i miscredenti e li fanno

camminare sempre più a testa alta. (Notizia riportata anche su Internet).

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Ecco un’altra interessante notizia (che ho aggiunto recentemente) che

può destare stupore ed incredulità a molte persone credenti, ma che a noi

persone razionali fa molto piacere e ci rende orgogliosi del nostro

pensiero ateo: sabato 7 novembre 2015 su la Repubblica è apparso un

articolo firmato dalla giornalista Agnese Ananasso che riportava la

seguente notizia: “La generosità e l’altruismo non si imparano grazie

alla fede e alla religione” e concludeva specificando che “I bambini

educati all'ateismo sarebbero più magnanimi e meno egoisti rispetto

a quelli cresciuti seguendo i dettami della Chiesa”. A dare questa

lettura è stato un accurato studio pubblicato sulla rivista

scientifica statunitense Current Biology, condotto su un campione di

1.170 bambini d'età compresa tra i 5 e i 12 anni, di sei Paesi diversi:

Canada, Cina, Giordania, Stati Uniti, Turchia e Sudafrica. Lo scopo della

ricerca, guidata dal neuroscienziato Jean Decety del Dipartimento di

psicologia dell'Università di Chicago, era quello di misurare se e come la

religione incidesse sui comportamenti cosiddetti "prosociali", ossia volti

al bene degli altri senza attendersi una ricompensa. I bambini sono stati

divisi in tre gruppi: figli di genitori cristiani, figli di genitori musulmani e

figli di genitori non credenti, poi sono stati eseguiti una serie di test atti a

valutare la loro empatia cioè la capacità di capire lo stato d’animo altrui

(mettersi nei panni dell’altro) e la sensibilità dei bambini di fronte a

situazioni di rapporti umani con il prossimo nonché la loro reazione di

fronte alla prepotenza e all'ingiustizia. Queste prove hanno evidenziato

che i figli di genitori cristiani e musulmani erano più individualisti,

vendicativi e rigorosi sulle pene da infliggere a chi sbagliava, rispetto

ai figli di genitori atei i quali si sono dimostrati più altruisti, più

generosi e più tolleranti. Il prof. Decety ha affermato che «la religione

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può incoraggiare le persone ad agire male perché esse pensano di

aver già fatto qualcosa di "buono" in un altro momento, come

pregare. Questo atteggiamento si chiama "moral licensing" (autorizzazione

morale) ed è un pregiudizio inconscio. I giovani non

riescono a capire che un tipo di comportamento del genere non è

compatibile con ciò che imparano frequentando la Chiesa» e conclude

dicendo che «Specialmente negli Stati Uniti è praticamente impossibile

per chi si dichiara non credente accedere a cariche di potere, soprattutto

se elettive, perché immediatamente nasce il sospetto di essere immorali o

amorali, ma stando ai risultati di questa ricerca sarebbe proprio il

contrario» e cerca di dare, insieme ai colleghi, una spiegazione ai

comportamenti riscontrati «Il bambino religioso è come se si creasse

una sorta di alibi, una “licenza morale”, per cui già il fatto di seguire

i dettami di una religione sia di per sé indice di bontà, autorizzandolo

così inconsciamente a un maggiore egoismo nella vita di tutti i giorni,

nei piccoli gesti quotidiani».

Probabilmente la Fondazione americana John Templeton (di

ispirazione cristiana) che ha finanziato lo studio non si aspettava un

risultato del genere cioè che la religiosità influisse negativamente sul

comportamento dei giovani. "I dati rimettono in discussione il fatto

che la religione sarebbe vitale per lo sviluppo morale", concludono i

ricercatori, e supportano l'idea che “la secolarizzazione (cioè l’allontanamento

della società da schemi e tradizioni cattoliche) in fatto di morale

non diminuisce il livello di bontà umana anzi, è tutto il contrario".

(Notizia riportata anche su Internet).

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CONCLUSIONE

Come abbiamo visto la Chiesa cattolica di misfatti, nell’arco dei

secoli, ne ha compiuti tanti e continuerà a compierne anche in futuro

per lo meno fino a quando avrà potere, denari e seguaci disposti ad

assecondarla.

Dopo secoli di dominio e spadroneggiamento in mezzo mondo

però sta per giungere al capolinea poiché sempre meno gente è

disposta a seguire la sua dottrina dogmatica e menzognera (le chiese

sempre più vuote ne sono la testimonianza)¹; questa dottrina di per sé

può sembrare efficace per formare un’umanità più fraterna e più

giusta (credere ciecamente, essere onesti ed altruisti per poi essere

rico