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10 months ago

CRIMINI VAT

Tutti questi enormi

Tutti questi enormi capitali di cui lo Stato Vaticano dispone vengono investiti in vari modi: una parte serve per il sostentamento del clero (circa 32.000 sacerdoti), un’altra parte viene impiegata nel settore della produzione spirituale cioè della letteratura religiosa formata da libri, giornali, riviste, enciclopedie, opuscoli, immagini sacre ecc., un’altra parte ancora è investita nel campo della produzione materiale cioè in settori come l’industria petrolifera, edile, alimentare, chimica, dei trasporti, dell’abbigliamento dei cosmetici e così via. Il Vaticano pur di guadagnare investe i propri capitali perfino in industrie che vanno contro la sua stessa etica, come la produzione di armi, contraccettivi ed altro¹. Solo una piccolissima parte del proprio capitale viene investita nei cosiddetti “interventi caritatevoli”. Ciononostante la Santa Sede, come vedremo più avanti, gode di privilegi inauditi a cominciare dall’esenzione fiscale sui titoli azionari, su quasi tutti i beni immobili, sulle retribuzioni, sulle donazioni ecc. Sotto certi aspetti lo Stato Vaticano è un vero e proprio paradiso fiscale dove viene commercializzato un po’ di tutto infatti, chi conosce la “strada giusta”, può acquistare addirittura prodotti vietati dalla legge italiana come ad esempio certi farmaci dopanti. Ma la cosa curiosa è che a possedere tali ricchezze e a non pagarci sopra neppure le tasse, siano proprio coloro che dicono di ispirarsi agli insegnamenti di Gesù il quale predicava: “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Vangelo di Luca 6/20) e “Rendete a Cesare quel che è di Cesare…” (Vangelo di Matteo 22/21). I clericali dovrebbero anche ricordarsi che Gesù arrivò perfino a fare un miracolo pur di pagare le tasse dovute (Matteo 17/24-27), ma a loro queste cose non interessano. Come abbiamo visto la Chiesa dei poveri, come usa definirla il Papa, è tale in quanto sulla povertà altrui ha costruito e sviluppato le proprie fortune ed è pronta a difenderle con ogni mezzo. Ma i clericali non dovrebbero seguire per primi la dottrina evangelica che dice di non arricchirsi e di essere umili? Io sono fermamente convinto che se esistesse, per assurdo, un aldilà, la maggior parte dei clericali, a cominciare dai vari Papi, andrebbe dritta all’inferno, non fosse altro per la grande quantità di bugie dette durante tutta la loro vita ecclesiastica. ____________ ¹ Recentemente la banca cattolica tedesca Pax Bank ha fatto investimenti per 580.000 euro in azioni della Bae Systems, società inglese produttrice di armi e munizioni belliche; 160.000 euro nella pillola contraccettiva Wyeth, ed ha partecipazioni in società produttrici di tabacco. ~ 100 ~

Ma la Santa Sede non è mai sazia e, come se tutti questi incommensurabili profitti non le bastassero, riceve anche agevolazioni dallo Stato italiano per un ammontare dai 5 ai 10 miliardi di euro l’anno, suddivisi fra finanziamenti diretti dello Stato e degli Enti locali e mancato gettito fiscale¹; questo vuol dire che dal 1984 (anno della stipula dell’ultimo Concordato) ad oggi, i nostri governanti hanno “regalato” alla Stato papalino la stratosferica cifra di 200 miliardi di euro (ma potrebbero essere anche molti di più) la maggioranza dei quali sono serviti ad arricchire le casse vaticane. Se il nostro Stato avesse impiegato tale cifra per realizzare opere di pubblica utilità come ospedali, scuole, assistenza agli anziani e disabili, ricerca scientifica, pensioni ecc., oggi staremmo tutti un po’ meglio. Ma torniamo ad analizzare le agevolazioni ricevute dalla Chiesa: per quanto riguarda il mancato gettito fiscale la voce più eclatante è data dall’esenzione dell’Ici su tutti gli immobili di enti ed associazioni religiose, che in Italia sono quasi 60.000. A tal proposito nel 2005 il parlamento italiano approvò una legge che esentò dal pagamento dell’Ici tutti gli edifici in cui si svolgano “attività di natura non esclusivamente commerciale”; bastava allora che all’interno di ospedali, case di cura, alberghi, ostelli, centri culturali ecc. ci fosse una cappella, perché la destinazione dell’uso commerciale risultasse santificata e tale da essere esente dall’Ici. E così accade che immobili di proprietà di enti religiosi, apparentemente “senza fine di lucro”, si trasformino in alberghi a quattro stelle destinati al turismo legato alla fede. Tutto quanto senza pagare un centesimo di tasse ed in barba all’onestà ed alla correttezza che i clericali predicano da secoli. Per quanto menzionato il mancato gettito fiscale allo Stato italiano è di circa 800 milioni di euro l’anno, 60 dei quali mancano al solo Comune di Roma. Sempre a proposito di Ici, nell’ottobre 2010 la Commissione Europea di Bruxelles ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’Italia riguardo proprio all’esenzione dell’Ici sui beni ecclesiastici. L’indagine servirà a verificare se effettivamente questa agevolazione è un aiuto di Stato non compatibile con le norme europee sul funzionamento del mercato unico. Attendiamo i risultati dell’inchiesta, ma sono dell’opinione che se anche venisse eliminata tale agevolazione fiscale, Governo e Santa Sede troverebbero il verso di introdurne un’altra simile per far quadrare i conti. Fino ad oggi è sempre stato così. ______________ ¹ Taluni esperti hanno stimato l’ammontare di queste agevolazioni addirittura a 12 miliardi di euro l’anno, del resto è oltremodo difficile stimare l’esatto valore dell’enorme capitale di proprietà dello Stato Vaticano. ~ 101 ~

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