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1 week ago

CRIMINI VAT

Più recentemente lo Ior

Più recentemente lo Ior è stato menzionato dall’ex amministratore della Banca Popolare Italiana Gianpiero Fiorani il quale, nel 2007, ha rivelato ai magistrati milanesi del coinvolgimento della banca vaticana nello scandalo denominato “Bancopoli” (versamenti in nero affluiti nelle casse vaticane). Un altro scandalo avvenuto negli ultimi anni di cui è stata protagonista la banca vaticana è quello denominato “Calciopoli”; secondo i magistrati romani i “fondi neri” della società di mediazione Gea World provenienti da operazioni di calciomercato, sarebbero tuttora custoditi nella banca vaticana. Inoltre nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il “tesoretto” personale del dirigente calcistico Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. All’inizio del 2010 lo Ior è risultato coinvolto anche nello scandalo sugli appalti del G8 in cui sono risultati implicati anche diversi uomini politici di spicco; Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, aveva aperto dei conti correnti presso la banca vaticana su cui sembra che siano affluite le tangenti pagate da diversi imprenditori coinvolti nello scandalo. Le indagini sono tuttora in corso. Ed ancora, nel maggio del 2010 la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sui rapporti sospetti fra lo Ior ed altre 10 banche fra cui Unicredit, Intesa San Paolo e Banca del Fucino; si tratta di operazioni da milioni di euro intercorse fra questi Istituti e lo Ior sotto forma di assegni dagli estremi non chiari. Sempre in merito alla stessa inchiesta, nel settembre dello stesso anno, su segnalazione della Banca d’Italia, la Procura di Roma ha sequestrato 23 milioni di euro depositati su un conto del Credito Artigiano di Roma ed ha iscritto nel registro degli indagati l’attuale presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi e il direttore Paolo Cipriani, con l’accusa di violazione alle norme antiriciclaggio. In tutti questi casi le indagini dei magistrati, come già accaduto in passato, sono destinate ad arenarsi poiché rogatorie e verifiche sono impossibili a causa del veto del Vaticano; la sua natura formalmente estera impedisce alla magistratura italiana di indagare fino in fondo, così tutto svanirà come una bolla di sapone e gli affaristi vaticani resteranno ancora una volta impuniti. ~ 112 ~

Ultimamente però (dicembre 2010) qualcosa sembra essere cambiato: l’Unione Europea e la Banca d’Italia hanno pressato energicamente la Banca vaticana affinché si adegui alle normative europee per quanto riguarda la prevenzione alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro sporco proveniente da attività criminose come il finanziamento del terrorismo. Papa Ratzinger, almeno in questo, si è detto disponibile al cambiamento di rotta della Banca vaticana, nonostante abbia trovato molta resistenza da parte di un nutrito gruppo di porporati superconservatori. Staremo a vedere se questa nuova normativa verrà pienamente attuata oppure se gli intrallazzatori vaticani escogiteranno qualche scappatoia per aggirare l’ostacolo e continuare così i loro traffici illegali. Non sarebbe la prima volta. E questa la fanno passare come la Chiesa dei poveri, degli umili e degli onesti. A me sembra sempre più un tempio abitato da mercanti senza scrupoli dediti al potere temporale più che alla spiritualità. ~ 113 ~ Alfredo Chiàppori.

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