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PADRE PIO Il giornalista

PADRE PIO Il giornalista Mario Guarino, dopo una lunga e minuziosa indagine tutta documentata sulla vita del frate di Pietrelcina, nel 1999 ha pubblicato il libro Santo impostore – Controstoria di padre Pio dal quale traggo un breve riassunto. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina (Benevento) nel 1887, è stato uno dei più grandi marpioni clericali che la Chiesa abbia annoverato nei secoli. Indisciplinato, ribelle, furbacchione ed isterico, fin da giovane usò vari stratagemmi ed inganni per ridurre al minimo la sua preparazione al sacerdozio tanto da farsi esonerare agli esami di ammissione al corso di teologia; in seguito, durante la sua permanenza nei vari conventi di Morcone, Pianisi, Serracapriola, Montefusco e S.Maria a Monte, non sopportando la rigida vita monastica, usava fingersi gravemente ammalato (andava in estasi, aveva visioni, si autoflagellava) per fare ritorno alla propria casa natale dove, per incanto, gli scomparivano tutti i mali (psicosomatici). Poi tornava in convento e di nuovo a casa (per 6 anni consecutivi) tanto che fra i colleghi serpeggiava lo scontento a causa dei continui privilegi riservatigli. Nel frattempo diceva di essere assediato da fenomeni soprannaturali, aveva apparizioni angeliche, parlava con Dio, con Gesù e con la Madonna ma, più spesso, aveva a che fare con Satana che gli appariva sotto varie forme e col quale ingaggiava furibonde risse dalle quali usciva malconcio, sanguinante, ma vittorioso. Sovente era soggetto anche ad incontrollati attacchi isterici. Il 18 luglio 1909 divenne diacono e il 10 agosto 1910, a soli 23 anni, fu nominato sacerdote dopo aver ottenuto una dispensa speciale sempre per motivi di salute (sebbene il regolamento prevedesse che l’ordinazione non potesse avvenire prima dei 24 anni). Poco dopo tornò nel suo paese natale e, mentre era assorto in contemplazione, gli comparvero per opera divina le famose stigmate, ma subito dopo scomparvero per poi riapparire in forma invisibile (!?). Così la gente ~ 116 ~ Padre Pio da giovane.

del posto cominciò a considerarlo un Santo e ad attribuirgli anche dei miracoli. Nel novembre del 1915 fu chiamato a prestare il servizio militare, ma ottenne una licenza di convalescenza di un anno per motivi di salute. Così ricominciò a fare la spola fra casa e convento poi, nell’estate del 1916, chiese di essere trasferito nello sperduto eremo di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, sul Gargano; qui ricominciò ad avere visioni e riprese la sua feroce lotta contro il Demonio, ma nel dicembre dello stesso anno fu richiamato alle armi poiché stava infuriando la prima guerra mondiale. Siccome non aveva nessuna intenzione di servire la patria, mentre gli altri giovani frati del convento erano tutti arruolati al fronte, si finse di nuovo gravemente ammalato, così ebbe altre due licenze di Il convento nei primi anni del secolo scorso. convalescenza poi, con qualche altra energica raccomandazione, il 16 marzo 1918 fu definitivamente esonerato dal servizio militare sebbene a parole si fosse espresso a favore della guerra. Ecco le sue dichiarazioni: «…noi siamo tutti chiamati a compiere il penoso dovere rappresentato dalla guerra...dobbiamo fare tutti il nostro dovere...dobbiamo cooperare al bene comune e renderci propizia la misericordia del Signore…». Il 1918 fu l’anno più sensazionale per padre Pio poiché, secondo il racconto da lui stesso fatto ad un proprio superiore, il 5 agosto gli apparve un personaggio celeste che gli trafisse l’anima con una lunga lamina infuocata; ciò gli provocò un acutissimo dolore che durò due giorni, ma non era finita perché il 20 settembre fu sorpreso da un torpore simile ad un dolce sonno durante il quale gli apparve un personaggio simile al primo ma con mani, piedi e costato che gli grondavano sangue. Quando si svegliò dal torpore si accorse di avere anch’esso mani, piedi e costato traforati e sanguinanti: erano le stigmate. Padre Pio con le stigmate. ~ 117 ~

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