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11 months ago

CRIMINI VAT

1992 l’Ordine dei

1992 l’Ordine dei medici di questo Stato, sicuramente dietro sua pressione, approvò un documento che vietava l’interruzione volontaria della gravidanza e stabiliva che chi non si fosse adeguato avrebbe perso il posto di lavoro. Ma analizziamo un po’ più a fondo questo argomento: Carol Wojtyla, e tutte le gerarchie cattoliche, hanno sempre affermato che l’aborto è una violenza perché uccide un essere umano, e lo Manifestazione contro la legge 194. condanna in quanto è contrario all’etica cristiana anche se riguarda feti che risultano malformati dopo un controllo clinico. In parte è vero, l’aborto è sempre un dramma specialmente per la donna che lo subisce, ma prima che venisse approvata a legge 194 esisteva comunque l’aborto clandestino che era anche peggiore; cos’ha fatto la Chiesa per eliminarlo? Si è sempre scagliata contro l’educazione sessuale nelle scuole, (anche recentemente - gennaio 2011 - papa Ratzinger ha ribadito che l’educazione sessuale nelle scuole sarebbe una minaccia alla fede), si è opposta ad ogni tipo di anticoncezionale, e allora? Poi ci vengono a raccontare che «quando un uomo mette il proprio seme in una donna l’ha voluto Dio»; lo vuole Dio anche quando è uno stupratore a mettere il proprio seme? La Chiesa cattolica e tutti gli anti-abortisti sono lontani anni luce dalla realtà. Il Santo Padre si intromise in maniera decisiva nella vita del popolo italiano anche nel novembre del 1990 allorché si rivolse ai farmacisti italiani invitandoli a non vendere anticoncezionali ed altri prodotti il cui effetto fosse l’interruzione della gravidanza. Tutte queste intromissioni del Papa nella vita privata dei cittadini italiani, oltre che inopportune, furono in netta contraddizione con la vita privata di tutti i clericali: costoro non possono (in teoria) fare sesso, ma pretendono di dirci come dobbiamo farlo noi; non hanno figli, ma vogliono spiegarci come dobbiamo educare i nostri; non hanno famiglia, ma si permettono di insegnarci a gestirne i rapporti. Ma perché non pensano di più agli affari loro? Carol Wojtyla ingerì energicamente nelle questioni politiche del nostro Stato in molte altre circostanze, per esempio ogni qualvolta il popolo italiano era chiamato alle urne per eleggere i propri rappresentanti lui, per mezzo dei suoi collaboratori, dava indicazioni ai cattolici, in ~ 148 ~

maniera più o meno implicita, su quali partiti e quali candidati dovevano far confluire i voti. E’ come se i politici italiani, quando in Vaticano si tengono le votazioni per eleggere un nuovo Pontefice, interferissero in favore di questo o di quel candidato; sicuramente i porporati vaticani non lo permetterebbero. Sia ben chiaro, il capo di uno Stato ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione sulle scelte politiche di un altro Stato, ma dovrebbe limitarsi a questo e non mobilitare una parte dei cittadini (i cattolici) ed aizzarli contro le decisioni prese dal parlamento italiano; questa è un’ingerenza che nessun altro capo di Stato si azzarderebbe mai a fare, perciò sarebbe stato opportuno che qualcuno avesse detto, a chiare lettere, a Carol Wojtyla: «Perché non si adopera per eliminare il lordume che pervade l’interno del Vaticano e buona parte del clero cattolico, invece di ingerire così energicamente nei fatti politici italiani?». A rendere pubblico il modo autoritario, antiprogressista ed intollerante di Giovanni Paolo 2° ci pensò anche uno dei più prestigiosi teologi esistenti, lo svizzero Hans Kung il quale, nel 2005, scrisse un articolo, pubblicato in Italia ed in Germania, estremamente critico nei confronti del Pontefice polacco: Wojtyla, il papa che ha fallito (Corriere della Sera). Eccone i punti più salienti: «…la politica estera di Giovanni Paolo 2° ha preteso da tutto il mondo conversione, riforma, dialogo però, in tutta contraddizione, la sua politica interna ha puntato alla restaurazione dello status quo ante Concilium, a impedire le riforme, al rifiuto del dialogo intra-ecclesiastico ed al dominio assoluto di Roma. Questo Pontefice ha più volte dichiarato la sua fedeltà al Concilio, per poi tradirlo nei fatti attraverso la sua politica interna. I termini conciliari come aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica sono stati sostituiti da parole quali restaurazione, magistero, obbedienza, riromanizzazione. Il criterio per la nomina dei vescovi non è affatto lo spirito del Vangelo e l’apertura Il teologo Hans Kung. ~ 149 ~

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