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CRIMINI VAT

Come ho accennato

Come ho accennato all’inizio del capitolo, papa Giovanni Paolo 2° si distinse anche per le gite di piacere, per l’attività sportiva e per il divertimento che usava fare prima che gli iniziassero certi malanni. Nel 1980 si fece costruire nel parco di Castelgandolfo una lussuosa piscina personale per praticare il nuoto, del costo di circa 500 milioni di lire (258.000 euro), ma non si accontentò: dal 1984 in poi cominciò a fare ogni anno delle vere e proprie vacanze in montagna, con tanto di escursioni e sciate. Iniziò con le nevi dell’Adamello nel Trentino, poi venne l’escursione sul Monte Bopianco, quindi il Gran Paradiso in Val d’Aosta, poi le Dolomiti. Molti furono i consensi, altrettante le perplessità Il Pontefice mentre scia sulle nevi dell'Adamello e durante un'escursione sul Monte Bianco. e le critiche; fra queste ultime emblematica fu quella del parroco di Santo Stefano in Via Tor Fiscale, una zona di baraccati di Roma, il quale rispose così ad un giornalista che chiedeva il suo parere: «…qui di queste cose non parla nessuno, ci sono 2000 baraccati e due preti, tutta gente che vive nel suo mondo, che non ha fiducia in niente e in nessuno, che non crede nell’autorità né politica, né religiosa. Più che i preti veri e propri noi facciamo gli assistenti sociali, dobbiamo pensare ai problemi della casa, delle malattie, dei bambini; non abbiamo il tempo per pensare alle ~ 152 ~

gite del Papa; se vuol venire a trovarci noi siamo qui, ma deve pensarci da solo, non saremo certo noi a chiederglielo…». Come abbiamo visto Carol Wojtyla usava recarsi, servito e riverito, a frescheggiare fra le lussureggianti montagne alpine fregandosene altamente dei tre milioni di famiglie italiane (dato Istat) che non potevano permettersi neppure una settimana di vacanza. E pensare che tanti vorrebbero farlo passare come un modello di umiltà ed altruismo. Che impudenza! Sempre a proposito di gite e viaggi, il Papa polacco è stato il primo Pontefice della storia ad aver girato in lungo e in largo tutto il globo, oltre ad aver visitato tutte le regioni d’Italia; ha messo piede in ben 128 Stati esteri alcuni dei quali non a maggioranza cattolica ma non ha mai donato loro nemmeno una lira per cercare di sollevare economicamente certe popolazioni più povere; anzi, ovunque si recasse, sia in Italia che all’estero, sempre inanellato e con al seguito una corte degna di un regnante medievale, le amministrazioni pubbliche, anche se erano fortemente in- 1988 - Visita di papa Wojtyla in Africa. debitate, davano il via ad una corsa frenetica di abbellimento e di cosmesi delle città spesso con opere voluttuarie ed effimere; in questo modo lui ha solo contribuito ad impoverire ulteriormente i Paesi visitati. Riporto qualche esempio di viaggi che Wojtyla ha fatto in Italia, tanto per far capire le esagerate spese che si accollarono molti amministratori pubblici pur di fare la loro “bella figura”: La visita del Papa a Genova nel settembre 1985 costò alla Regione Liguria 250 milioni di lire (129.000 euro), al Comune di Genova 500 milioni (258.000 euro) e alla Curia Vescovile 300 milioni (155.000 euro). Altri 800 milioni (413.000 euro) furono raccolti dai fedeli per costruire un nuovo edificio e per sistemare un santuario; ulteriori soldi furono sborsati dalle banche del luogo. La Calabria, una delle regioni più povere d’Italia dove spesso mancano i fondi anche per le spese di prima necessità come la sanità e la scuola, fu fra le più generose nell’accoglienza del Papa; il Comune di ~ 153 ~

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