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2 weeks ago

CRIMINI VAT

diretto da Georg

diretto da Georg Ratzinger, fratello maggiore di papa Benedetto 16°; costui, naturalmente, ha negato di essere a conoscenza degli abusi avvenuti, ha solo ammesso di aver contribuito a schiaffeggiare i ragazzi quando i risultati del coro non erano soddisfacenti. Ma non è tutto, ancora più sconcertante Georg e Joseph Ratzinger. è stata la notizia apparsa sul New York Times e confermata dal Washington Post che ha fatto subito il giro del mondo; il caso riguarda un sacerdote americano, don Lawrence Murphy, il quale aveva lavorato dal 1950 al 1977 in una scuola per ragazzi sordi nello Stato del Wisconsin ed avrebbe abusato di almeno 200 di essi. Secondo i documenti ecclesiastici venuti in possesso del giornale newyorchese, l’attuale papa Ratzinger, che a quell’epoca era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, ed il cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato Vaticano, erano a conoscenza degli abusi avvenuti nella scuola perché informati con due lettere datate 1996 inviate loro dall’arcivescovo di Milwaukee monsignor Rembert Weakland. Ebbene, padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, fu solo trasferito in segreto in altre parrocchie e scuole cattoliche del suo Stato. Dopo uno scandalo di questa portata qualsiasi uomo politico con un minimo di dignità avrebbe subito dato le dimissioni dal proprio incarico ed avrebbe chiesto umilmente “scusa” al mondo intero, oltre a rimborsare i danni alle povere vittime, invece Sua Santità nonché Eminenza Benedetto 16° non solo non ha fatto questo, ma ha avuto e continua ad avere il coraggio e la sfacciataggine di apparire in pubblico e di predicare ai fedeli la “buona novella del Signore”: rettitudine, onestà, sincerità ecc., tutte virtù queste che Lui e molti prelati cattolici non possiedono minimamente. Che svergognati! Sempre in Germania recentemente è finito sotto inchiesta un altro “pesce grosso” della Chiesa tedesca: si tratta del vescovo di Friburgo e presidente della Conferenza Episcopale Robert Zollitsch; secondo ~ 184 ~ Don Murphy (di fronte).

l’accusa, l’alto prelato nel 1987 avrebbe coperto un caso di pedofilia clericale avvenuto nella propria diocesi. Ancor più scandaloso è il fatto che attualmente monsignor Zollisch sieda al tavolo governativo contro gli abusi sui minori istituito dal cancelliere Angela Merkel. Che gente amorale! In seguito a questi ultimi avvenimenti lo stesso papa Ratzinger, vistosi chiamato in causa personalmente, è intervenuto pubblicamente annunciando: “…d’ora in poi sulla faccenda pedofilia verranno eliminate Monsignor Zollitsch. protezioni e reticenze…”. Pronunciando queste parole è come se avesse confessato che fino ad oggi la Chiesa cattolica è stata omertosa, falsa e ingannatrice; staremo a vedere se l’appello del Papa avrà i suoi frutti, ma io ne dubito. Sempre a proposito di violenze sessuali da parte dei clericali, recentemente siamo venuti a conoscenza di un fatto che supera ogni limite di decenza: il quotidiano inglese The Observer ha riportato la notizia che l’avvocato texano Daniel Shea, impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici, ha preso visione di un documento, Crimen Sollicitationis, custodito nell’Archivio Segreto Vaticano (periodicamente viene consentito l’accesso all’Archivio ai ricercatori ed agli storici qualificati), che contiene le istruzioni per tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa cattolica. Detto documento fu firmato, nel 1962, dall’allora papa Giovanni 23° e fu spedito a tutti i vescovi del mondo affinché ne prendessero atto e ne custodissero il segreto, pena la scomunica immediata. Il rapporto istruisce su come comportarsi nei confronti dei preti che adescano dal confessionale e che usano violenza contro minori e non c’è nessun accenno all’aiuto o al risarcimento delle vittime anzi, a queste doveva essere intimato il silenzio altrimenti sarebbero andate incontro a guai peggiori; in pratica tutto doveva rimanere all’interno della Chiesa e solo il Vaticano doveva svolgere le indagini e decidere sul da farsi, il che voleva dire fare in modo che gli episodi non degenerassero in scandali pubblici, senza tuttavia risolvere il problema di fondo, né punire i colpevoli. La cosa più riprovevole di questa vicenda, ha spiegato l’avvocato Shea, è che nel 2001 l’allora cardinale Joseph Ratzinger controfirmò il documento Crimen Sollicitationis ritenendolo ancora in vigore, anche se le gerarchie ecclesiastiche affermano il contrario. In seguito a questi eventi l’avvocato texano citò in giudizio il cardinale bavarese in quanto, avendo approvato quel documento, si era reso compartecipe ~ 185 ~

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