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CRIMINI VAT

a capire il motivo che

a capire il motivo che indusse Alì Agca a compiere quel gesto; d’altra parte il giudice Rosario Priore, nell’inchiesta sull’attentato al Papa, affermò che il Vaticano non ha mai neppure minimamente collaborato alle indagini, anzi…. Perché la Santa Sede non ha mai voluto conoscere o riferire il movente di quel sangue versato sul sagrato di San Pietro? Chissà… 1983 - Il Papa visita Agca in carcere. I sequestri di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi Mirella Gregori, 16 anni, fu sequestrata a Roma il 7 maggio 1983; stessa sorte toccò poco dopo ad Emanuela Orlandi, 15 anni, figlia di un funzionario del Vaticano, scomparsa il 22 giugno dello stesso anno. Subito dopo la sparizione delle due ragazze ci furono vari comunicati da parte dei presunti sequestratori che dissero di appartenere al Fronte Anticristiano Turkesh (sedicente organizzazione turca di estrema destra) e chiesero, in cambio del dissequestro delle due giovani, la liberazione dell’attentatore di papa Wojtyla, Ali Agca, che si trovava in carcere. Dopo alcuni mesi, però, continuarono ad arrivare altri messaggi da parte dei sequestratori, che insospettirono i magistrati italiani perché questi ultimi, al contrario dei precedenti, erano molto forbiti e dettagliati, tanto da far commentare all’avvocato Egidio: «…i terroristi hanno qualcuno molto in alto nelle gerarchie vaticane…». Così cominciò a prendere piede il sospetto che nel sequestro di Mirella ed Emanuela fosse coinvolto lo stesso Vaticano per un’atavica lotta di potere interna alle Sacre Mura dove, da sempre, si scontrano due fazioni, entrambe di tipo massonico, una legata alla massoneria bianca dell’Opus Dei, l’altra alla componente più laica e affarista. La magistratura italiana continuò ad indagare a lungo e accuratamente sul caso, essendosi verificate le sparizioni sul territorio italiano, e constatò che l’omertà e i depistaggi della Santa Sede rendessero impossibile arrivare alla verità che, come spesso era accaduto in questi Il manifesto segnaletico di Gregori. ~ 196 ~

fatti criminosi, doveva essere ricercata proprio all’interno della Città del Vaticano. Anche in passato i magistrati si erano trovati arresi nei casi in cui era coinvolta la Santa Sede: nel caso del crac Ambrosiano (con lo Ior che riciclava i soldi della mafia e di associazioni criminali attraverso spericolate operazioni dei banchieri Sindona, Calvi e Marcinkus), e nel caso dell’attentato a papa Wojtyla. Ambedue le volte la magistratura non aveva ricevuto alcuna collaborazione dalla Chiesa, che aveva Il manifesto di Orlandi. sempre negato, insabbiato, nascosto. La stessa cosa era accaduta nel caso Gregori-Orlandi: dopo anni di indagini da parte di vari magistrati, alla fine degli anni novanta il sostituto procuratore Malerba dichiarò: «…non risulta agevole comprendere le ragioni delle autorità vaticane, l’estremo riserbo tenuto da queste blocca le indagini…». Infatti il magistrato Adele Rando aveva chiesto l’autorizzazione a procedere contro il sovrintendente della polizia vaticana Raul Bonarelli, che risultava persona informata dei fatti e responsabile di alcuni reati contestati dalle autorità italiane sul caso Orlandi, così emise una rogatoria internazionale all’Ufficio competente dell’Avvocatura della Camera dei Deputati (rogatoria necessaria nel caso in cui un Paese debba perseguire in giudizio un cittadino straniero). Il responsabile di tale Ufficio presso il Parlamento italiano era il dottor Gianluigi Marrone il quale doveva trasmettere gli atti al Giudice unico dello Stato estero, in questo caso della Città del Vaticano. Ebbene, sapete chi era il giudice unico della Città del Vaticano? Gianluigi Marrone stesso che, chiaramente, rifiutò la rogatoria a sé stesso. Conflitto di interessi? Nel nostro Paese non ci fa più caso nessuno. Altra particolarità da non sottovalutare: a capo della segreteria del dottor Marrone sapete chi c’era? Natalina Orlandi, sorella di Emanuela Orlandi. A queste condizioni come facevano i giudici a lavorare serenamente? Impossibile. E così, a tutt’oggi, non si sa che fine abbiano fatto le due ragazze scomparse: forse vittime di un “festino” in Vaticano finito male, modello “caso Montesi”? ¹ Chissà… In ogni caso la Santa Sede ha fatto di tutto per far cadere il silenzio più completo sulla vicenda e di Mirella ed Emanuela, dal giorno della scomparsa, non si è saputo più nulla. ____________ ¹ Avvenne a Roma nel 1953. ~ 197 ~

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