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8 months ago

CRIMINI VAT

Ed ora due parole sul

Ed ora due parole sul neo papa Bergoglio. La mia prima impressione è che sia un ottimo comunicatore, con quella sua dialettica accattivante e quella faccia da santerellino che piace a tanta gente. Però bisognerebbe che fosse sincero (prerogativa che manca ai clericali) e dicesse, a quei babbei che lo stanno ad ascoltare, che nel suo Paese d’origine, l’Argentina, probabilmente non metterà più piede perché è malvisto da gran parte della popolazione in quanto a fine anni ’70, quando lui era Vescovo in qual Paese, non si attivò mai per contrastare la dilagante piaga della pedofilia clericale. Inoltre è letteralmente odiato dalle famiglie dei Desaparecidos che lo hanno incolpato di non aver fatto nulla per impedire che, sempre negli anni ’70, venissero trucidate 30.000 persone ritenute contrarie al regime totalitario di Rafael Videla. Se la Chiesa cattolica non fosse così potente da influenzare i politici, dopo la caduta del regime fascista, Bergoglio probabilmente sarebbe stato incriminato con l’accusa di omessa denuncia e collaborazionismo. ****** Di fronte alla grande massa di extracomunitari disperati che quasi ogni giorno sbarcano sulle coste siciliane, papa Bergoglio, tanto per salvare la faccia, ha invitato tutte le parrocchie, le comunità religiose e i monasteri di tutta Europa (circa 130.000) ad ospitare ciascuna una famiglia di profughi. Risultato: dopo un paio di mesi dall’appello del Papa sembra che i parroci che hanno accolto, solo temporaneamente, i rifugiati siano ~ 218 ~

pochissimi. Ciò significa che, some al solito, i tonaconi ecclesiastici a parole sono a difesa degli umili e dei bisognosi, ma con i fatti si tirano indietro e trovano mille scuse alquanto banali e puerili. Ecco alcune risposte a chi chiedeva loro asilo: “Non ho abbastanza spazio”, oppure “Occorre il permesso della Prefettura”, “Non abbiamo ancora risolto il problema organizzativo” e via di questo passo. Un giornalista ha chiesto ad un parroco altoatesino il perché non avesse voluto accogliere una famiglia di profughi iracheni e quest’ultimo gli ha risposto: “Il Papa può dire quel che vuole, ma io non accolgo nessuno. Ditegli che i profughi li ospiti lui in Vaticano”. Ad un altro giornalista è stato risposto così: “Non ce la facciamo ad arrivare a fine mese, come possiamo aiutare gli altri?”. L’aiuto parroco della chiesa di San Vito al Giambellino di Milano, don Luigi, ha spiegato ad un profugo che “Le parole di papa Francesco sull’accoglienza dei rifugiati, più che a noi uomini di Chiesa, che già facciamo tanto per i bisognosi, sono rivolte provocatoriamente al mondo della politica, l’unico che ha gli strumenti per affrontare il problema, tutto il resto è pura demagogia”. Ma c’è di più, per vedere se i preti avessero obbedito all’appello del Papa, il cronista de Il Giornale, Nino Materi si è travestito da profugo con addosso una coperta, ai piedi le infradito e si è seduto sul sagrato della chiesa di San Girolamo a Milano. Dopo un po’ una donna lo ha invitato a chiedere aiuto al parroco che ha definito “persona di cuore”, ma il cancello dell’oratorio era chiuso e gli veniva detto che il sacerdote non era in sede. Si è rivolto allora alla parrocchia di San Leone Magno, sempre a Milano, dove una monaca gli ha risposto di non avere ricevuto alcuna disposizione dai suoi superiori, quindi poteva andarsene. Allora ha cercato di accedere al Duomo, ma lì le guardie non lo hanno fatto neppure entrare. Poi si è recato alla chiesa di S. Francesco ed il prete lo ha allontanato dicendogli che al massimo poteva dargli qualche abito usato e, anche volendo, non aveva posto. Stessa scena in altre tre chiese, due in zona Fiera e una a Lampugnano. Le porte delle chiese di Milano sono chiuse per gli immigrati, altro che accoglienza! E pensare che il cardinale milanese Angelo Scola era stato tra i primi a dire che le sue chiese avrebbero aperto le porte ai migranti! Voglio riportare anche le considerazioni taglienti di don Filippo di Giacomo, sacerdote editorialista e vaticanista, che ha così commentato l’invito fatto dal Papa alle parrocchie: “Se anche le Congregazioni vaticane affidassero qualche appartamento ai profughi non sarebbe male. Sono detentori di patrimoni immobiliari cospicui in Italia e all’estero e non mi stupisce che ad oggi non abbiano fatto nemmeno un gesto; ho sentito solo prediche edificanti”. ~ 219 ~

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