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7 months ago

CRIMINI VAT

tanto da far diventare

tanto da far diventare il Vaticano di gran lunga lo Stato più ricco del mondo, avendo oggi un Pil pro capite stimato in 407.000 euro (l’Italia ne ha 30.000). Oggi il Vaticano e la Chiesa cattolica, oltre ad accrescere e tutelare i propri investimenti economici, continuano anche a difendere gli interessi della borghesia imperialista mondiale; anche se con metodi più raffinati rispetto al passato, li protegge sia ideologicamente (con il pretesto della vita eterna inducono gli esseri umani alla rassegnazione, al fatalismo e all’irrazionalità formando una mentalità acritica e addormentando le coscienze), che materialmente (diventando una fra le più importanti potenze finanziarie della terra). I suoi tentacoli mirano ad accrescere i profitti come farebbe una qualsiasi industria multinazionale infatti, secondo alcuni recenti studi, nelle sue tesorerie affluiscono ogni anno oltre 5 miliardi di euro fra sovvenzioni, donazioni e turismo religioso, oltre agli ingenti guadagni realizzati con gli investimenti dell’immenso patrimonio mobiliare ed immobiliare che possiede in mezzo mondo. Il Vaticano è anche il maggior capitalista latifondista del mondo occidentale, in Italia possiede 738.000 ettari di terreni, in Francia 500.000, nel Regno Unito 100.000, in Germania 330.000; altri in Spagna e Portogallo, milioni di ettari in America Latina (dati non recenti). Ulteriori immensi guadagni li realizza con i suoi alberghi, ospedali, case editrici, scuole, stabilimenti industriali ecc. Ha rappresentanti in consigli di amministrazione di molte banche, società finanziarie ed è comproprietario di società straniere che operano in Italia. Altri introiti giungono al Vaticano con gli affitti, infatti il patrimonio immobiliare della Chiesa è composto, oltre che da chiese, basiliche, monasteri, abbazie, conventi, santuari, eremi, cappelle ecc., anche da una miriade di fabbricati di ogni genere che gli fruttano cospicui guadagni provenienti da tali locazioni. Il 7 gennaio 1977 il giornale L’Europeo pubblicò un’inchiesta-censimento dal titolo Vaticano S.p.A. dalla quale risultava che il 25% degli immobili del centro di Roma erano di proprietà del Vaticano ed avevano un valore Palazzo dei Convertendi, uno dei tanti edifici romani di proprietà del Vaticano. ~ 96 ~

praticamente incalcolabile. Nel programma televisivo Report del 30 maggio 2010 è stato annunciato che il valore di tali immobili, gestiti dal Ministero vaticano Propaganda Fide, è di circa 8 miliardi di euro; il tutto naturalmente esente da tasse. Inoltre nella trasmissione televisiva Anno zero del 17 maggio 2008 sono stati citati dati e cifre che indicavano che il Vaticano, attraverso società ed enti religiosi di vario tipo, è titolare del 22% dell’intero patrimonio immobiliare italiano; solo nella città di Bologna possiede 3.000 immobili fra appartamenti e negozi. Sempre nella stessa trasmissione è stato riferito che, in particolare a Roma, la Santa Sede ha trasformato alcuni ex conventi in alberghi; questi vengono denominati “casa di accoglienza” così da avere agevolazioni fiscali come l’esenzione dell’Ici. In altri casi il Vaticano ha alzato i canoni di affitto degli immobili di sua proprietà a cifre improponibili per molte famiglie, oppure ha iniziato a sfrattare gli inquilini per vendere tali immobili a compagnie alberghiere o società immobiliari e realizzare così enormi guadagni. Sono stati sfrattati e gettati in mezzo alla strada perfino inquilini paraplegici ed altri con situazioni economiche disagiate. E poi ci vengono a fare tanti bei discorsi sulla famiglia e sui valori cristiani. Ma mi facciano il piacere! Avrebbe detto Totò. Oltre al patrimonio immobiliare descritto, la Santa Sede possiede un patrimonio mobiliare altrettanto cospicuo che viene gestito dalla sua banca interna, l’Istituto per le Opere di Religione (Ior)¹. Si tratta di un patrimonio stimato di oltre 5 miliardi di euro dei quali circa 300 milioni investiti in titoli Usa; funziona come un fondo chiuso e ai suoi clienti garantisce interessi medi annui superiori al 12%. Tutto questo capitale frutta al Vaticano ingenti guadagni, ma altri importanti introiti giungono nelle casse della Santa Sede dalla vendita dei biglietti dei musei, dalla stampa dei francobolli e pubblicazioni varie, dai lasciti, dalle elemosine e dalle donazioni. A tal proposito nei secoli passati il Vaticano ha sfruttato l’ignoranza e la credulità della gente facendole credere che donando una certa somma di denaro o dei beni alla Chiesa, i donatori avrebbero scontato i propri peccati fino a guadagnarsi il paradiso; così le cosiddette indulgenze divennero un vero e proprio commercio con vere e proprie tariffe. Ancora oggi le donazioni dei fedeli (denari, titoli, case, terreni ecc.), che vengono raccolte dall’Obolo di San Pietro, fruttano alle casse vaticane quasi 60 milioni di euro l’anno (nel ______________ ¹ Questo argomento sarà approfondito nel prossimo capitolo. ~ 97 ~

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