Views
10 months ago

ON AIR 1

6 Malpensa, oltre ai

6 Malpensa, oltre ai lavoratori aeroportuali tutti in possesso del tesserino di riconoscimento, oltre ai passeggeri frettolosi e non, esiste un’altra categoria di persone: quella rappresentata dai frequentatori abituali del Terminal. C’è chi (addirittura) ci abita e chi trova qualcosa da fare per sbarcare il lunario: magari offrendo un servizio taxi abusivo, oppure “gestendo” i carrelli a disposizione dei passeggeri, o magari adoperandosi come facchini o, ancora, fornendo un servizio immediato di traduzione linguistica. Dove si trovano? Solitamente si appostano nelle stesse zone: al Terminal 1 ognuno di loro ha il proprio posto. Invisibili (ma neanche così tanto) che sono sotto gli occhi di tutti: marocchini molti di essi, ma anche cinesi, bengalesi e anche qualche nostro connazionale. Gente che sa benissimo come muoversi senza farsi notare e che spesso si dilegua appena inizia un controllo. Non mancano momenti di tensione quando qualche addetto aereoportuale si confronta con loro: la loro sfrontatezza è rafforzata dalla certezza dell’impunità e così, pur collezionando fogli di via dalla polizia, come fossero bollini della spesa, si ritrovano nuovamente – come nulla fosse - sempre al loro “posto di combattimento”. Ognuno di loro, a detta delle Autorità competenti, è stato regolarmente controllato e registrato. Recentemente sulla pagina Facebook “Sei di Malpensa se...” qualcuno ha condiviso diverse foto, in cui venivano mostrate le condizioni di alcuni bagni occupati dagli “invisibili”, ( c’era un lavello che poteva sembrare quello di una qualsiasi casa: pieno di tutti i prodotti per l’igiene, dopobarba e deodorante compresi, vestiti appesi ad asciugare ecc..) con conseguente reazione ed aggressione verbale all’autore, per essersi permesso di pubblicare lo stato delle cose in un bagno pubblico di Malpensa. Può anche capitare che una persona che lavori alle dipendenze di un’agenzia di autonoleggio al piano arrivi del Terminal 1, possa rimanere vittima, suo malgrado, di una vera e propria disavventura. Durante l’utilizzo dei servizi igienici, si è infortunata in modo serio a causa del cedimento della controsoffittatura, appesantita dai bagagli di alcuni “carrellisti” che, abusivamente, utilizzavano quel vano per lasciare i loro oggetti personali, borsoni e trolley compresi. La ragazza ha sporto denuncia ai carabinieri di Malpensa, per poi essere costretta a una dolorosa e lunga riabilitazione dopo che le è stato diagnosticato un trauma alla rachide cervicale. Agli arrivi, alla solita colonna da anni, la signora Emilietta invece la fa da padrona: gentile con tutti, ma solo se non si commette l’errore di appoggiarsi nei pressi della sua postazione.

E’ successo diverse volte ad incauti passeggeri di sedersi nei pressi della “Emilietta’s area” vedendosi poi, loro malgrado, costretti ad incredibili discussioni con la nostra signora da Malpensa: ignari che quella panca Le fosse riservata. Poi c’è anche Anna, un’altra donna italiana, che passa dal piano zero alla stazione dei treni, trascinando due carrelli pieni di bagagli e inveendo contro tutti: con diversi TSO alle spalle, vaga senza meta, camminando avanti e indietro trascorrendo così le sue giornate aeroportuali. Poi c’è Tommaso, il vietnamita che vive in stazione, cittadino italiano e invalido alla ricerca di un lavoro noi che a Malpensa, ci lavoriamo regolarmente ogni giorno. Noi dipendenti, ci troviamo quindi a dover fare i conti con queste persone e con le situazioni che si vengono a creare e con cui, nostro malgrado, dobbiamo rapportarci. Bisogna far cadere il muro di silenzio che s’innalza ogni giorno davanti a questi scenari. Siamo davanti a situazioni reiterate. Poniamo una semplice domanda: “è giusto che questa realtà quotidiana risulti accettabile e venga considerata normale?” In un luogo sensibile come l’Aeroporto, dove il tema Malpensa: (soprav)vivere in un Open Space Foto di Valeria Fontana per riscattarsi da una vita passata molto difficile (vedi On Air numero 2). E come dimenticare Pasqualino Sette Bellezze, sorpreso diverse volte a rubare alcolici nei diversi bar di Malpensa importunando altresì passeggeri ed addetti aeroportuali e che può vantare numerose denunce alle spalle e di cui da diverse tempo non si hanno più notizie? Tanti i casi simili, di persone che per un motivo o l’altro, sono capitolate in aeroporto, a vivere o sopravvivere, arrangiandosi in bilico e sul filo della legalità, sotto l’occhio vigile e attento degli Organi Competenti e lo sguardo triste e rassegnato di tutti della sicurezza e non solo, è considerato una priorità, ci si domanda come noi dipendenti aeroportuali siamo tutelati e rispettati come lavoratori che, ogni giorno, in maniera regolare prestano la propria attività all’interno del Terminal. E’ arrivato il momento di denunciare ogni singolo episodio di degrado o pericolo che ci troviamo di fronte, durante il nostro turno di lavoro. Se avete storie o episodi da raccontare, la redazione di On Air è a vostra disposizione. Emanuela Doggi 7

Numero 110 - Anno XIX, Gennaio/Febbraio 2011 - Club Plein Air BdS
MANmagazine Bus Italia 1/2014
n°1 febbraio 2012 - CGIL REGGIO EMILIA
ARPA - Rivista digitale sulle nuove tendenze culturali del ... - ARPANet
Anno 1 – Numero 13 – Settembre 2010 - Il Giullare
BRILLANTE LAUREATO OFFRESI - Matt Manent - On the Road
bollettino nuove acquisizioni n. 18 p r i m a v e r a 2 0 1 2
Il computer a scuola: prime esperienze - Associazione Italiana ...
a_sud_europa_anno-8_n-44
Le ore “ufficiali” di lavoro diminuiranno, ma in realtà ... - Focus
Scarica la versione in PDF - API Verona
xx leghe 2011 IIb 1-50 23-01-2011 22:31 Pagina 1 - Isole nella Rete
anno 20 n° 1/2 2011 - Peoplecaring.telecomitalia.it - Telecom Italia
Magazine della n.1 Federazione Italiana gen/feb 2011 di ... - Fidal
(febbraio 2009) anno 9 numero 1 - Comune di Senigallia
Leggi l'intero giornale in formato .pdf (circa 1 Mb) - Diocesi di ...
Campo de' fiori 69 nuovo:1-52.qxd.qxd