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Cronaca Eugubina-n. 138

pag 12 “Il simbolo

pag 12 “Il simbolo della rigenerazione della città potrebbe essere Piazza 40 Martiri” Leopoldo Freyrie ha presentato in Commissione il masterplan frutto del progetto “L’ Oro di Gubbio” GUBBIO - In Sala Consiliare a Palazzo Pretorio, si è svolta la riunione della Seconda Commissione, durante la quale l’architetto Leopoldo Freyrie ha presentato il masterplan frutto del progetto “L’Oro di Gubbio. Strategie di rigenerazione urbana”. “La città di Gubbio - ha esordito Freyrie - è una delle prime città italiane che si dota di una strategia di rigenerazione urbana, che non è uno strumento urbanistico, ma lavora assieme allo strumento urbanistico. La differenza è che la strategia di rigenerazione urbana tenta di tenere insieme diversi aspetti di cui l’urbanistica è uno fondamentale, ma c’è l’aspetto culturale, economico, turistico, sociale per cui la strategia ha l’ambizione di avere una visione generale”. ù Freyrie ha poi proseguito illustrando gli elementi su cui vale la pena investire: “Prima di tutto parliamo delle vocazioni che sono già presenti sul territorio eugubino su cui vale la pena ragionare e far diventare gli assi portanti della rigenerazione. Alcuni esempi sono le Porte di Gubbio che devono tornare a svolgere la loro funzione nell’ambito della distribuzione degli accessi del traffico e controllo della sicurezza. Poi ci sono degli elementi naturalistici e culturali all’interno della città che vanno consolidati, penso ad una vera e propria cittadella dello sport che è abbastanza compatta come localizzazione, ma è difficilmente riconoscibile. E poi c’è la questione dei percorsi. E’ emerso un uso intenso delle automobili per varie ragioni, tuttavia sono emerse anche altre problematiche. Ci sono dei percorsi brevi che sono impossibili da fare a piedi. Bisognerebbe ricostruire una rete di questi sentieri, ricomporre diversi percorsi urbani che darebbero modo anche di alleggerire Approfondimento Leopoldo Freyrie e Filippo Stirati alcune criticità relative al traffico. Il simbolo della rigenerazione della città potrebbe essere Piazza Quaranta Martiri, come si è già detto l’ipotesi è quella di organizzare un concorso internazionale, un’operazione importante che potrebbe dare visibilità a Gubbio e che in sei mesi potrebbe dar vita ad un progetto concreto. Un concorso che coinvolgerebbe il problema dei parcheggi, la rivalorizzazione di alcuni luoghi, come l’accesso ai tre ponti, l’ex Ospedale e quindi il sagrato della Chiesa di San Francesco. Un altro argomento è quello di via Benedetto Croce e via Leonardo da Vinci. Via Benedetto Croce è un luogo che sembra la strada di un piccolo distretto industriale che divide due zone residenziali, invece dobbiamo fare in modo che torni ad essere un luogo adeguato partendo dalla questione della chiusura cieca della strada. Per via Leonardo da Vinci, in particolare la zona via Venata si ha la necessità di fare interventi anche piccoli per reintegrare parti di Gubbio, qui il tema è quello di riconnettere alcuni territori, un esempio è anche quello della nuova Chiesa di Madonna del Ponte che al momento sembra La Seconda Commissione come slegata dall’urbanistica della zona”. Le frazioni eugubine L’architetto Freyrie ha pure affrontato il tema del riuso: “Parlando di riuso, nella frazione di Ponte D’Assi, abbiamo innanzitutto notato che è uno di quei luoghi nel quale non sono stati costruiti luoghi pubblici. L’ex fornace, anche se è proprietà di un privato, grazie anche alla sua posizione potrebbe essere l’occasione affinché Ponte D’Assi abbia il suo luogo identitario e di aggregazione”. Ex Mattatoio e palestra di San Pietro “Altri riusi noti sono quelli del Mattatoio e della palestra di San Pietro. - ha concluso Freyrie - Per il Mattatoio abbiamo ipotizzato, visti la presenza del Sentiero Francescano e il turismo legato a San Francesco, la possibilità di diventare un luogo di ospitalità, di conferenza, ricerca legati a San Francescano. Sulla palestra di San Pietro, in base alle dimensioni della struttura, abbiamo pensato che potrebbe essere utilizzata per attività associative, sportive, per una ludoteca o per la produzione biologica eugubina”. Ilaria Stirati

cronacaeugubina.it Cultura “Perchè il mondo capisca” storia dei soldati polacchi alleati a Gubbio Documentario di Elisa Neri e Giampaolo Pauselli su un’idea dell’ Associazione Amici di Polonia GUBBIO - Una platea commossa ha partecipato, sabato 3 febbraio, alla proiezione organizzata dall’ Associazione Amici di Polonia in Umbria, del primo lavoro di approfondimento sulla storia dei soldati polacchi arrivati a Gubbio al seguito del Generale Anders, le cui vite sono rimaste intimamente intrecciate a quelle degli eugubini e alle sorti della città umbra. Tutto ciò grazie anche al patrocinio e alla collaborazione dell’ Ambasciata della Repubblica di Polonia – Ufficio Consolare di Roma, presente nella persona della Console Dott.ssa Ewa Mamaj. Presenti in sala anche il Sindaco Prof. Filippo Stirati e la Presidente dell’ Associazione generale dei polacchi in Italia Dott.ssa Urszula Stefanska. Un affresco dai colori toccanti, che attraverso gli avvenimenti della grande storia dell’Europa e del mondo del XX° secolo, porta alla conoscenza di storie personali ed intime di alcuni di loro. “Perchè il mondo capisca” Dopo una pregevole introduzione storica tenuta dalla Professoressa Krystyna Jaworska, docente di letteratura polacca presso l’ Università di Torino e presidente dei polonisti Italiani, è stato proiettato il documentario dal titolo “Perché il mondo capisca” realizzato da Elisa Neri e Giampaolo Pauselli su un idea dell’ Associazione Amici di Polonia in Umbria, guidata dalla Presidente Dott.ssa Anna Stella Serena Lis. La necessità di documentare un capitolo tanto fondamentale quanto poco conosciuto della storia del ‘900, è sorta per dare giusta posizione e dignità a chi ha contribuito fattivamente alla costruzione delle democrazie moderne sulle ceneri dei totalitarismi e dell’emblematica pagina del secondo conflitto mondiale. La terra polacca è stata sempre oggetto di predazioni e spartizioni e dopo il primo conflitto mondiale l’ Unione Sovietica e la Germania nazista La proiezione si è tenuta alla Biblioteca Sperelliana davanti ad un folto pubblico pag 13 si sono trovate una di fronte all’ altra sulle rive opposte della Vistola. In quegli anni, come noto, Hitler occupò la Polonia verso est e l’ URSS tentava di espandersi verso ovest. Di qui la triste storia dei campi di concentramento nazisti e la deportazione nei gulag, agita da parte di Stalin, di un numero considerevole di polacchi. Scoppiata la miccia del secondo conflitto mondiale, grazie all’intervento di Churcill, i polacchi che avevano conosciuto i gulag furono liberati dallo stesso Stalin: in pochi tornarono in Patria, i più si arruolarono nel glorioso nascente esercito guidato da un eroe illuminato, il Generale Wladyslaw Anders. Il Secondo Corpo d’Armata polacco Per raggiungere l’ occidente, ancora occupato dai nazisti, il Secondo Corpo d’ Armata polacco attraversò il continente asiatico e africano, per sbarcare nel sud Italia ed iniziare quello che gli storici contemporanei definiscono l’inseguimento delle truppe germaniche. La grande storia ricorda la celeberrima battaglia di Montecassino e la liberazione di Ancona. Nel medesimo contesto si inserisce l’arrivo in Umbria del VII Reggimento Corazzato guidato dal Capitano Kawecki nella piccola città di Gubbio, dove rimase di stanza per circa due anni (1944-1946). In questo quadro generale si innesta il documentario prodotto dall’ Associazione Amici di Polonia in Umbria che, attraverso testimonianze dirette, documenti esclusivi, fotografie e ricordi familiari mette in luce le attività militari e gli studi dei soldati, i rapporti con le famiglie e le istituzioni, gli oltre 20 matrimoni misti, gli esili volontari o il ritorno in Patria dei giovani soldati polacchi sotto il regime sovietico. La grande storia, si sa, è composta non solo dalle azioni dei giganti, ma anche e soprattutto da tante piccole storie a volte tragiche, a volte felici, ma sempre importanti per la salvaguardia della memoria personale e collettiva. L’ evento è stato impreziosito dall’ omaggio musicale del virtuoso del violino M° Vadim Brodski, accompagnato al pianoforte dal M° Fausto Paffi. Foto Giampaolo Pauselli