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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

100 Donatella marraoni:

100 Donatella marraoni: di Valentina D’Ignazi “La mia Arte parla di Donne, narra una storia, tutti quei messaggi che la donna manda al mondo per trovare una posizione nella vita e nei confronti dell’uomo che ha scelto” Il caos, l’oblio… la sensualità che avvolge i tormenti dell’anima, la visione indecente e astratta di un mondo prettamente femminile…Questo è l’affascinante ritratto di Donatella marraoni, una delle più originali artiste contemporanee. nasce a Foligno nel 1972 ed inizia il suo affascinante viaggio nel mondo dell’arte nel 1995 quando suo padre la iscrive di nascosto all’accademia di belle arti di perugia, pregandola subito dopo di dare l’esame di ammissione da privatista. nonostante Donatella avesse sempre disegnato e dipinto nella sua infanzia, non avrebbe mai pensato che suo padre la indirizzasse in un futuro così incerto, astratto ed incompreso come quello dell’arte. nonostante i limiti razionali dettati dalle scelte intraprese, Donatella supera l’esame di ammissione e si diploma subito dopo tre anni nel 1998 con il massimo dei voti. nello stesso anno si trasferisce a londra e ci rimane fino al 2003 assorbendo correnti e movimenti artistici del luogo; scelta impulsiva per crescere artisticamente e mettersi costantemente alla prova. per dieci anni cerca di incastrare la pittura con un suo nuovo impiego nel settore commerciale anche se, di notte, si rifugia a dipingere nelle gallerie di Wimbledon.

“in nome di mio padre” Una vita serena, per certi aspetti realizzata, fino a quando una bruttissima malattia le porterà via nel 2007 quel faro che le ha sempre illuminato la strada, il suo vero ed unico sostenitore: suo padre. Donatella cambia così la sua visione di vita, stringe nel petto quel dolore troppo forte da accettare, fino a quando proprio da esso ne trae la forza per realizzare quel sogno condiviso, con la determinazione di affermarsi come artista per rendere e- terno quel nome che le ha dato negli anni amore e vita. la scelta di dedicarsi nell’arte a tempo pieno la porterà ad abbandonare definitivamente il suo lavoro nel settore commerciale nel 2013. Inizia così a credere fermamente nelle sue opere iniziando ad esporle in prestigiose gallerie private e sedi pubbliche ottenendo da subito importanti riconoscimenti e consensi della critica specializzata. nel marzo del 2014 ottiene dal direttore della Galleria Selenograd e critico d’arte nella città di mosca, il riconoscimento come artista che ha suscitato maggiore interesse da parte del pubblico. a suo padre furono dedicate le sue prime opere, missive e non dipinte: “lettere di caffè”, dove l’artista racconta di se e si apre intimamente a lui mostrandogli quell’amore viscerale che vive solo negli occhi fieri di un figlio. proprio grazie a lui, la cui vita era scandita fra lavoro in cantiere e dalle poche ore trascorse in casa con le sue tre figlie, Donatella ha trovato gli strumenti per definire la sua visione artistica. nascono cosi una serie di “muri ciechi”, opere realizzate con un ampio uso di cemento ed altri materiali edili, manipolati e stesi in strati spessi e rugosi. la genesi delle sue creazioni ha origine da quello che lei definisce “caos”…da quella scintilla di essenza che è la continuazione introversa della sua ricerca spirituale, che esplode infine in una astrazione mirata ad imprigionare una sensualità

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