Views
5 months ago

Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

110 monet “il mio

110 monet “il mio giardino è l’opera più bella che io abbia mai creato” a cura di Marina Novelli … asserisce Claude monet riferendosi al suo reale giardino della casa di Giverny e, quando si accede nell’ala Brasini del Complesso del Vittoriano, si ha l’impressione di essere davvero immersi nel turbinio dei suoi delicati e poetici colori…colori di un magnifico giardino di cui sembra possibile coglierne anche la fragranza! ma cerchiamo di, passo dopo passo, ripercorrere la sua vita per sapere come e quando monet è arrivato a Giverny. Egli nasce a parigi il 14 novembre del 1840 ed inizia la sua carriera di artista all’età di quindici anni in normandia, nelle vie di le Havre, cimentandosi in disegni e caricature che ritraggono la borghesia francese, dandy e pittoresche donne normanne nei loro tipici abiti, soffermando la sua attenzione più sulle silhouettes e sugli atteggiamenti, che sui particolari fisionomici. nella mostra sono infatti esposti i fogli eseguiti tra il 1855 e 1859 e che rappresentano le prime opere conosciute dell’artista. Si notano infatti diverse caricature di personaggi del mondo dell’arte apparse sulla stampa nazionale dell’epoca, tra cui quelle del grande fotografo e caricaturista nadar. Grazie all’interessamento del suo connazionale lucienne Boudeme egli sarà presto introdotto nel mondo della pittura en plein air proprio sulle coste normanne ed all’età di vent’anni entra all’académie Suisse di parigi, dove conosce Camille pisarro e solo dopo due anni incontra Frédéric Bazille, pierre auguste Renoir ed alfred Sisley…i fondatori del gruppo “impressionista”. allo scoppio della guerra franco prussiana, insieme alla famiglia si rifugia a londra, dove si immerge nello studio delle opere della scuola inglese.

Un redditiere da un gesso di Cuquemelle J. F. Fleury-Husson detto “Champefleury” Vecchia normanna Michel Monet con maglia blu Ritratto di Michel Monet con berretto a ponpon Ritratto di Michel Monet neonato l’impatto con Constable e Turner lo influenzano per un approfondito studio sulla luce, sui “riflessi” della luce sull’acqua, sul fenomeno della rifrazione, diffrazione e dissolvenze che estrinsecherà nelle successive opere impressioniste e che ci consentono di tuffarci nella sua arte. nel 1871 inoltre, dopo una visita nei paesi Bassi, afferma che i paesaggi olandesi sono di una luminosità incomparabile. Il 1872 vede realizzata la sua tela più celebre “Impressione – levar del Sole” che verrà esposta in occasione della prima mostra del gruppo impressionista a parigi. nel 1877 dà inizio alla serie di vedute della Gare Saint lazar, esposte nella successiva terza mostra impressionista, partecipando inoltre a diverse collettive del gruppo, ma solo il 7 Giugno 1880 inaugura la sua prima personale negli ambìti locali della rivista la Vie moderne, ed intorno a quegli stessi anni, egli dipinge anche una serie di ritratti che hanno per soggetto i componenti della sua famiglia…ritratti definiti “pietre preziose” in quanto testimonianza di rilievo del suo periodo da ritrattista, alcuni dei quali elegantemente esposti in mostra. Dopo questa fase però lo vediamo discostarsi totalmente dalla descrizione visiva dei dettagli del soggetto per concentrarsi, anima e corpo, sull’interpetrazione del paesaggio, eliminando la presenza umana quasi del tutto, ma immergendosi nella rappresentazione della natura, espressa con rapide, vivaci e fluide pennellate, senza lasciarsi tentare dall’insidia della ricerca dei dettagli nella composizione. per la prima volta nel 1883, monet si trasferisce in un modesto casolare a Giverny, non interrompendo però i suoi numerosi viaggi alla scoperta di paesaggi, scorci, scenari e luoghi sempre differenti. lo vediamo visitare con Renoir la Costa mediterranea da marsiglia fino a Genova e, successivamente sulla riviera ligure…ma la visita a Belin è per lui provvidenziale in quanto incontra il suo amico e stimato critico d’arte Gustav Geffroy. Riesce, nel 1890, ad acquistare l’ambìta casa di Giverny quando, insieme alla sua seconda moglie alissia, si immerge totalmente nella cura delle sue due passioni: la pittura ed il giardinaggio. ne consegue un giardino straripante di vegetazione e fiori dai mille colori. Originale e pittoresco il ponte giapponese, così come lo stagno, fonte di ispirazione nelle fredde e umide giornate invernali. In seguito, tra il 1899 ed il 1901 soggiorna di

Art&trA Rivista Giu/Lug 2018
Art&trA Rivista Feb/Mar 2018
Art&trA Rivista Feb/Mar 2017
Art&trA Rivista Apr/Mag 2018
Art&trA Ottobre e Novembre 2016
Art&trA Dicembre 2016/Gennaio 2017
Scarica la rivista - Associazione Culturale Arte a Livorno
rivista arte e cultura di savona e fuori porta - Villa Cambiaso
TUTTA L'ARTE DA VEDERE IN - Il Giornale dell'Arte
rivista arte e cultura di savona e fuori porta - Villa Cambiaso
SARA CAMPESAN BEN ORMENESE - Studio d'Arte GR
01 OK.qxd - Emmi srl
Exibart.onpaper 25 - Eventi artistici in Italia
mostre, eventi, personaggi e istituzioni supplemento di Arte e Critica ...
Cafoscari Rivista universitaria di cultura - Università Ca