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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

120 Oscar Ulises Verde

120 Oscar Ulises Verde Tapia Dal 10 al 22 Febbraio 2018 esposizione presso la Società delle Belle Arti- Circolo degli Artisti- "Casa di Dante" Via Santa Margherita 1R, FIRENZE www.circoloartisticasadidante.com Dal 16 Febbraio 2018, mostra permanente, per donazione opere, presso Pinacoteca Civica "Monsignore A. Ricci" Via Ricci, 10 MONTE SAN MARTINO (MC)

i tesori del borgo Pale d'altare e altre meraviglie a monte San martino in esso racchiuso. Il luccichio del fondo dorato è interrotto dal prato fiorito e dalla siepe che introducono i primi elementi naturalistici di matrice rinascimentale. a destra della Vergine ci sono San michele arcangelo e San nicola di Bari, il primo è colto nell’atto di schiacciare sotto i suoi piedi il male rappresentato dal diavolo mentre giudica con la bilancia le anime dei morti, il secondo è raffigurato con il bastone pastorale, la mitra, il libro e le tre borse d’oro donate di nascosto, secondo quanto narrato nella legenda aurea, per soccorrere le figlie di un concittadino caduto in disgrazia. Seguono San Giovanni Battista e San. Biagio, dipinti eseguiti probabilmente da Vittore, il che si dedurrebbe dalla coloristica più incerta. Il precursore di Cristo è in piedi e regge il consueto filatterio che annuncia la venuta del messia: Ecce agnus Dei, Ecco l’agnello di Dio. la sua figura si distingue in modo preminente dal resto delle tavole del primo ordine in quanto il santo è circondato da un paesaggio roccioso fantastico sul cui sfondo si notano due alberi giustapposti, l’uno rigoglioso, l’altro secco, a indicare la rinascita dell’uomo attraverso il rito del battesimo. Il comparto centrale è sormontato dall’ima cura di Marilena Spataro Un piccolo borgo che domina l’alta valle del Tenna e il paesaggio dei monti azzurri che dai Sibillini arriva all’appennino maceratese. E che custodisce nelle sue chiese pregevolissime testimonianze artistiche che costituiscono il suo vanto. In particolare alcune pale d'altare, capolavori assoluti della pittura “gotico rinascimentale”, sono dei veri e propri tesori dell'arte. Monte San Martino è un piccolo paese di origini medievali, in provincia di macerata, posto a 600 metri di altezza dal mare, con poco più di 800 abitanti, tuttavia, ha una storia di ricchezza che nel medioevo e nel Rinascimento ha attratto nel suo territorio famiglie di antica nobiltà. E' un luogo dove le bellezze naturali, un paesaggio mozzafiato e alcune tipicità dell'agroalimentare esclusive delle sue campagne, come la mela rosa, si mescolano armoniosamente al gusto dell’arte e dell’architettura, un gusto che guarda alla sensibilità popolare svelando angoli che rimandano dritto alle splendide scenografie dei Crivelli. Quegli stessi Crivelli, di cui monte San martino può vantare la presenza, nell'antica chiesa di San martino, dedicata al Santo patrono, di alcune pregiatissime pale d'altare, tra cui spicca un bellissimo e commovente polittico, attribuito a una collaborazione matura tra i due fratelli, Carlo e Vittore Crivelli, noti pittori veneziani del '400, in particolar modo Carlo, formatosi alla bottega dei Vivarini e di Jacopo Bellini. Il polittico proveniente dalla soppressa chiesa di San michele arcangelo, è realizzato in tempera e oro su tavola (285x227 cm) ed è dedicato alla madonna in trono mentre adora il suo bambino dormiente placidamente adagiato sul-le sue ginocchia. l’esecuzione della tavola, che, specie in passato, fu da alcuni ritenuta esclusiva manifattura di Vittore, denuncia, comunque, la forte influenza dell’attività di Carlo sul fratello, ravvisabile nel fasto ornamentale dei decori sebbene la figura, replicata nella fattezza e nell’atteggiamento, manca del risalto plastico e dell’energia dei modelli. l’utilizzo dell’antico come ornamento erudito torna nell’architettura del trono e nell’inserimento di elementi floreali e vegetali con valore simbolico. In alto, tra le sponde del trono, si intravedono una mela che allude alla liberazione dal peccato originale e una pesca, frutto della salvezza nonché chiaro rimando alla trinità nelle tre parti che lo costituiscono: la polpa, il nocciolo e il seme

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