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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

14 Natalia Goncharova,

14 Natalia Goncharova, “Ciclista”, olio su tela, 1913, ©State Russian Museum, St. Petersburg posizione non oggettiva. Suprematismo” del 1910 presente in mostra, e Sofia Dymschyz-Tolstaya, della quale sono in mostra tre opere fondamentali. Il 19 dicembre 1915 si inaugurò a pietrogrado la mostra che segnò la svolta storica di quel periodo effervescente. Fu intitolata “010” e vi esposero malevich e Tatlin, i due massimi esponenti dell’avanguardia russa. nato vicino a Kiev da genitori russo-polacchi, malevich incominciò come pittore post impressionista; dopo un periodo neo primitivo - la Goncharova esercitò grande influenza su di lui - passò a uno stile che egli definì a-logico. meno di due anni prima dell’ottobre ‘17 Kazimir malevich aveva proclamato la supremazia della pura sensibilità su ogni realismo. la mostra è arricchita da foto storiche, video d’epoca. Eccezionalmente esposte le riproduzioni dei costumi di scena realizzati da malevich per lo spettacolo teatrale “Vittoria sul Sole”, in cui comparve per la prima volta l’idea del famoso “Quadrato nero”. Fu attraverso l’astrattismo di “Vittoria sul Sole” che malevich raggiunse la totale non oggettività: “avendo disperatamente cercato di liberare l’arte dal mondo oggettivo - dichiarò - trovai rifugio nella forma del quadrato”. Era nato il suprematismo. la teoria di malevich ebbe diversi seguaci, alcuni dei quali conosciuti durante l’insegnamento, cui lo chiamò marc Chagall che nel 1917 era stato nominato commissario dell’arte per la regione di Vitebsk, dove aveva fondato un museo d’arte moderna e una accademia di Belle arti, di cui era diventato direttore. ma i metodi di insegnamento e i rigidi precetti del nascente suprematismo entrano prestissimo in contrasto con il lirismo di Chagall, testimoniato in mostra dal magnifico “promenade” del 1917-1918. Tra le opere più belle e conosciute della mostra, questo dipinto di Chagall vede al centro della scena il pittore che tiene per mano la moglie Bella mentre vola leggiadra per aria. nell'altra mano tiene un uccellino come simbolo della loro simbiosi con la natura. alle loro spalle è raffigurata la città natale dei due, Vitebsk, dove vivevano all'epoca (siamo nel 1917). altro famosissimo scontro di malevich fu quello con Tatlin. Tatlin e i suoi seguaci incitavano gli artisti a dedicarsi a un’attività utile alla società, applicandosi alla pubblicità, composizione tipografica, architettura, produzione industriale. Sotto questo aspetto si può dire che Tatlin è stato un pioniere dell’industrial design. Il costruttivismo ottenne in questi campi risultati positivi. I fratelli naum Gabo e anton pevsner, nell’agosto 1920, firmarono il manifesto del realismo, chiamando così la loro versione del costruttivismo per sottolineare il profondo legame con la realtà politica. Gabo sosteneva che

Marc Chagall, “Promenade”, olio su tela, 1917, ©State Russian Museum, St. Petersburg l’arte possiede un suo valore assoluto, indipendentemente dal tipo di società. la rivoluzione aveva generato due opposte fazioni, da un lato gli artisti che seguirono i due capofila malevich e Tatlin, dall’altro gli artisti del ritorno all’ordine e all’accessibile linguaggio figurativo. Con queste opere iniziava il cammino all’indietro dell’avanguardia, prima dimenticata, poi perseguitata. Era ormai alle porte il realismo socialista. Tra i suoi maggiori rappresentanti ricordiamo Isaak Brodsky, e Vasilij Kuptsov. Il realismo socialista venne decretato dall’associazione degli artisti proletari nei primi anni Trenta come unica forma d’arte accettata, differente da quella di artisti che rimasero fedeli al figurativismo ed al realismo negli anni delle avanguardie, come per esempio Valentin Serov, di cui in mostra il “Ritratto della ballerina Ida Rubinstein” del 1910 o Zinaida Serebrjakova presente in mostra con il magnifico “Bania” del 1913 e Ilya mashkov, allievo di Serov, presente con “pani. natura morta2 del 1912. Eventi sconvolgenti si erano susseguiti da quando nel 1930 era stata chiusa a mosca la mostra di malevich, così come tutte le altre mostre d’avanguardia. lenin era morto, Stalin avanzava come testimoniato in mostra dal suo ritratto del 1936 di pavel Filonov. Il trionfo del neo-verismo sovietico apriva le porte a un’arte paternalistica, in cui al rifiuto di ogni modernismo volto a rinnovare il linguaggio delle arti, corrispondeva l’accettazione del più vieto illustrazionismo. Durante la mostra la città di Bologna è arricchita da un ricco programma di appuntamenti cui parteciperanno, in primis, l’Università degli Studi di Bologna e le principali istituzioni culturali cittadine. l’esposizione e i temi, che implicitamente propone, sono sviluppati in tutta la città da istituzioni, associazioni, commercio e realtà produttive, per attivare e valorizzare il territorio medesimo. Call center e acquisto biglietti, dettagli su orari e tariffe www.mostrarevolutija.it info@mostrarevolutija.it Tel. +39 051.71.68.808 (Lun – Ven 8.30 - 18.00 // Sab 9.00 - 13.00)

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