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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

58 L'Eterno e il Tempo

58 L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio Musei di San Domenico di Forlì Dal 10 Febbraio al 17 Giugno 2018 di marilena Spataro ludovico Carracci, “Conversione di Saulo” (part.), 1587-88, olio su tela. Bologna, pinacoteca nazionale Un percorso e- spositivo, quello dell'Eterno e il Tempo tra michelangelo e Caravaggio, che documenta uno dei momenti più alti e affascinanti della storia occidentale. Gli anni che idealmente intercorrono tra il Sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della Riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento (1545- 1563); tra il Giudizio universale di michelangelo (1541) e il Sidereus nuncius di Galileo (1610), rappresentano l'avvio della nostra modernità. Tra l’ultimo michelangelo a Caravaggio, passando attraverso Raffaello, Rosso Fiorentino, lorenzo lotto, pontormo, Sebastiano del piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, pellegrino Tibaldi, i Carracci, Federico Barocci, Veronese, Tiziano, Federico Zuccari, Cavalier d’arpino, Giuseppe Valeriano e Scipione pulzone, si dipana un filo e- stetico di rimandi e innovazioni che darà vita a una età nuova. Comprese le forme alternative di Rubens e Guido Reni. Come, appunto, la mostra l'Eterno il Tempo tra michelangelo e Caravaggio compiutamente racconta. Daniele Benati, curatore dell'evento espositivo, insieme ad antonio paolucci, an-

Daniele da Volterra, “Il Profeta Elia nel deserto”, 1550 ca., olio su tela. Courtesy Galleria Benappi - Collezione privata drea Bacchi, paola Refice e Ulisse Tramonti, ci illustra gli aspetti artistici e culturali più significativi della prossima mostra forlivese. «Questa mostra viene da lontano» afferma Benati «ed è il risultato di uno studio e di una ricerca che i suoi curatori condividono da lungo tempo. Quanto alla sua preparazione concreta, è da oltre un anno e mezzo che ci lavoriamo. Ci occuperemo, infatti, di un periodo storico dell'arte italiana impegnativo, un periodo molto travagliato che vede la messa in discussione della centralità di Roma, stiamo parlando della Riforma protestante e della risposta che la Chiesa romana darà attraverso la Controriforma, detta, anche, Riforma cattolica». «In questo contesto - prosegue lo studioso - assume non poca importanza la presenza delle immagini sacre che, attraverso una scelta di numerosi dipinti che precedono il Concilio di Trento, si renderanno visibili in apertura della mostra, che quest'anno si snoda a partire dalla chiesa di San Giacomo, appena restaurata, per poi proseguire nelle altre sale dei musei di San Domenico. In San Giacomo potremo ammirare delle magnifiche pale d'altare precedenti il Concilio di Trento con opere, tra le altre, di pontormo, Rosso Fiorentino, lorenzo lotto, Sebastiano del piombo, opere che dimostrano come, seppure in vario modo, la ricerca artistica del '500 fosse orientata e ponesse attenzione, soprattutto, ai problemi di carattere formale un po' fine a se stessi». la nuova e diversa attenzione per il valore didattico delle immagini si avrà a conclusione del concilio di Trento, nel 1563. «Da quel momento in poi si affermerà che le immagini sono importanti in quanto consentono a coloro che non sanno leggere di capire i misteri della fede, ci si incammina, così, verso una nuova arte che sia più leggibile e più popolare, più aperta alla comprensione del pubblico. Sono quelli decenni di grande travaglio, anni in cui gli artisti cercano nuove formule» commenta Benati. «Il nostro esame - egli aggiunge - si è concentrato soprattutto sullo Stato pontifico, su Roma e su Bologna, nonchè sull'Umbria e sulle marche. abbiamo puntato su grandi artisti romani, da Federico Zuccari a Girolamo muziano, a Federico Barocci, per arrivare, con Bologna, ai Carracci, che si pongono in questa nuova dimensione didattica delle immagini; da qui poi si giunge a inizio '600 con l'avvio di una nuova pittura da parte di Caravaggio, in particolare con la madonna dei pellegrini, proveniente dalla chiesa di Sant'agostino a Roma, e che esporremo a Forlì, altri lavori significativi in mostra che connotano la pittura nella direzione da me qui indicata, sono la pietà di annibale Carracci e l'adorazione dei pastori di Rubens. Questi autori che aprono il '600, portano a sintesi le ricerche che si vedranno attraverso le opere esposte nelle sale che le precedono». la mostra sarà articolata, infatti, in sezioni e darà la possibilità di verificare altri aspetti dell'arte figurativa del periodo indagato, come quelli dell'arte di soggetto profano e di gusto spiccatamente erotico. «Quello che non si può fare in pubblico si può fare in privato, all'insegna di questo motto, alla fine del '500 si assiste a un'arte di soggetto profano molto interessante. In tal senso questa mostra darà una bella esemplificazione» spiega Benati. la mostra prendendo come tema di punta la Controriforma, sarà, innanzitutto, una esposizione di dipinti di soggetto sacro, con una interessante parentesi sulla pittura profana, sulla riscoperta della natura legata alle nuove tensioni di carattere scientifico che già si avvertono alla fine del '500. «Esempi di questa nuova attenzione di carattere natura-

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