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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

80 1 2 1) “non è

80 1 2 1) “non è notte e non è neanche giorno” - 2013 - pittura acrilica su tela - cm 120 x 120 2) “Sull'orlo del mare” - 2012 acrilico su tela - cm 120 x 120 3) “Solarium, un bagno di luce” - 2014 vasca, legno, neon, gazzella algerina e materiali vari - cm 165 x 65 h 110 3 fino a quando non raggiungo quella condizione che corrisponde all'idea che mi sono fatto di quel lavoro. per quanto riguarda l'oggetto, ormai da anni lavoro a fermare l'attimo in cui l'ho prelevato, ovvero in cui l'ho raccolto, visto che, da diverso tempo, si tratta di foglie, fiori o reperti naturali. Il passaggio successivo è la sua glassatura; attraverso una tecnica particolare e abbastanza complessa glassando l'oggetto non faccio altro che fermare per “l'eternità” l'attimo in cui l'ho prelevato, trasportandolo al contempo in una dimensione altra che lo immortala rendendolo opera d'arte». Quali sono i modelli e gli artisti che l'- hanno guidata lungo il suo percorso artistico? «può sembrare strano, ma a influenzare la mia visione del mondo sono stati principalmente dei letterati, dei poeti e anche degli scienziati. Oltre ad autori come Jean Baudrillard o marc augé, ho amato molto i versi del poeta portoghese, Eugènio de andrade. Un testo che ho letto con grande interesse, e che mi ha profondamente segnato, è l'“Elogio della fuga”, scritto dal biologo Henri laborit. per quanto riguarda gli artisti delle arti figurative, ho guardato a Hopper come a magritte e a tutti i maestri della metafisica. Ho imparato anche dalla pop art, specie quella europea, di cui sento l'influenza soprattutto laddove utilizzo l'oggetto spostandolo in un altro contesto. Influenze mi sono arrivate, e tuttora mi arrivano, dal mondo della cultura e dell'arte a 360°, con ciò includendo musica, soprattutto il jazz, teatro, danza e cinema, a partire, in quest'ultimo caso, dalle suggestioni dei capolavori cinematografici di Hayao miyazaky». Reputa che l'arte debba avere valenze culturali, sociali ed etiche, oltre che estetiche. Quale il suo impegno in questa direzione? «In riferimento all'arte contemporanea, ritengo, che dovrebbe essere meno marginale. non solo dovrebbe rientrare nelle scelte estetiche degli arredi urbani, ma anche essere maggiormente impegnata nel formare le nuove generazioni. In sintesi dovrebbe entrare di più nella vita quotidiana. Una società senza artisti e senza arte è una società triste, priva di armonia e di sogni. E', poi, molto importante che l'arte sia libera. libera di esprimersi senza condizionamenti, se non quelli di carattere strettamente tecnico. Quel senso di sospensione e di vuoto che fa da sfondo ai miei lavori, ad esempio, non è altro che voler aprire l'angolo di lettura verso una dimensione non condizionante, di assoluta libertà. penso che chi osserva deve poter fare una propria lettura. Sulla mia tesi di laurea ho scritto al riguardo: “il linguaggio parlato dell'immagine ventriloqua è quello di chi la guarda”, che significa che la vera libertà

“l’oscurità non consente la contemplazione - 2010 ferro, vetro, resina e sale - cm 42 x 31 h 115 guarda”, che significa che la vera libertà nasce da quello che io realizzo senza dire, però, cosa sia». In questo momento quali sono le forme espressive e i linguaggi artistici che meglio rappresentano la sua poetica? «mi esprimo con soddisfazione sia con la pittura, come con la scultura e l'installazione, posso tranquillamente affermare che tutte e tre mi rappresentano. anche se, confesso, mi sento più un pittore che sconfina nella scultura e nell'installazione. Quello che alla fine conta, è la lingua, non tanto il linguaggio attraverso cui mi esprimo. nei vari generi che mi rappresentano c'è sempre quel filo conduttore di cui parlavo all'inizio. Ogni lavoro che viene dopo è, infatti, la conseguenza del lavoro precedente. la temperatura delle mie opere è determinata da un'atmosfericità che si riscontra in tutti i miei lavori e ne è la costante» Quali sono gli impegni e i progetti artistici e culturali che maggiormente la coinvolgono in questo periodo? «Da alcuni anni condivido un progetto artistico-culturale nato a Cesena da un'idea e dall'impegno di Roberta Bertozzi, che continua a essere la mente e l'anima di questo progetto. Di fatto si tratta di una realtà che si identifica inizialmente nell'associazione culturale Calligraphie, da cui nasce anche la rivista artistica e letteraria Edel. Tale rivista è un manifesto in cui vengono messe a fuoco esperienze e ipotesi teoriche con contributi che arrivano sia dall'ambito letterario che delle arti visive. Tutto questo io lo vivo come un osservatorio in cui si dà spazio a riflessioni di tipo critico ed espressivo. Ogni numero di Edel è incentrato su un tema, sul numero di qualche anno fa, dedicato al paesaggio, ho pubblicato con grande soddisfazione una mia opera. a tutto ciò si è aggiunto Cristallino, progetto espositivo che si tiene negli studi d'artista, nei musei, nelle gallerie d’arte e negli spazi pubblici. Quest'anno è poi nata “Corte Zavattini 31”, galleria d'arte che si pone come officina del contemporaneo e che rappresenta anche gli artisti che fino a ora hanno condiviso Calligrafie. per quanto riguarda le esposizioni, in questo momento sto lavorando al progetto arte al presente: incontro a Casermarcheologica a Sansepolcro, a cura di Ilaria margutti. Quello che mi piace di questo progetto, oltre al fatto che si svolge nella terra di piero della Francesca, è che non si pone solo come un evento espositivo, bensì come evento interattivo che prevede visite e laboratori con gli studenti dei licei e incontri con il pubblico. la mostra inaugura il prossimo 14 Gennaio alle ore 17,00, e proseguirà fino a primavera. mentre il mio incontro con il pubblico è previsto per il 17 Febbraio. Nota biografica paolo Buzzi è nato a Comacchio (FE), residente a Bagnacavallo di Ravenna, dove vive e lavora. Diplomato in pittura all’accademia di Belle arti di Bologna, ha trascorso periodi di studio all’Ecole de Beaux arts di Saint Etienne in Francia. attualmente collabora con diverse gallerie d’arte contemporanea, dalla metà degli anni ’90 il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive, sia in spazi pubblici che in gallerie private, e alla Biennale di Venezia nel 2011.

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