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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

84 MOSTRE D’ARTE in iT

84 MOSTRE D’ARTE in iT M ILA N O PALAZZO REALE Fino al 18 febbraio 2018 TOULOUSE- LAUTREC A Milano Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) in una mostra monografica che esalta la sua modernità. Un allestimento di luci soffuse e tappezzerie bordeaux evoca eleganti salotti, ma anche case chiuse e teatri illuminati dalle lampade a gas, introducendo il visitatore nella Parigi del secondo Ottocento. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d'histoire de l'art (INHA) di Parigi. L’esposizione, suddivisa in sezioni tematiche, documenta l’importanza del pittore bohémien che, senza aderire ad alcuna scuola, costruì un nuovo linguaggio realistico, sintesi estrema di forma, colore e movimento. L’evoluzione stilistica dell’autore, di origine aristocratica ma testimone della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse, è raccontata in tutte le sue fasi, dalla pittura alla grafica, sottolineando la sua conoscenza delle stampe giapponesi e la passione per la fotografia. In mostra oltre 250 opere dell’artista, con 35 dipinti, litografie, acqueforti e la serie di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista ‘maledetto’, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da musei e collezioni internazionali. PA D O V A MUSEO DIOCESANO Dal 3 Febbraio 2018 al 24 Giugno 2018 I COLORI DEL SACRO. IL CORPO. Non a rassegna internazionale di illustrazione Questa edizione de “I Colori del Sacro” è dedicata al corpo, visto nei suoi aspetti fisici, nel rapporto con ciò che lo circonda, con l’ambiente, con le persone ed il Sacro; nel rapporto e nel confronto con la diversità e la disabilità. Il corpo è anche cervello e cuore, pensiero e sentimenti. Materialità e immaterialità. Il linguaggio dell’illustrazione abbatte le barriere arrivando dritto al fruitore, trasmettendo informazioni e emozioni. La visita alla mostra è concepita come un momento formativo, di divertimento e di godimento estetico ed infine di sperimentazione attraverso laboratori ed esperienze di gruppo. Un centinaio gli illustratori selezionati che raccontano la loro visione del corpo, tra questi Martin Jarrie (Francia), Gabriel Pacheco (Messico), Javier Zabala (Spagna) e gli italiani Anna Castagnoli, Giovanni Manna, Simone Rea. Per l’occasione Topipittori nella collana PIPPO ha pubblicato “Essere Umani. Il corpo nell’arte, dalla Preistoria ad oggi” album illustrato da Sylvie Bello con i testi di Andrea Nante. R O M A GALLER IA D’ARTE MODERNA Fino all’Febbraio 2018 L’ESSENZIALE VERITÀ DELLE CO- SE. FRANCESCO TROMBADORI (Siracusa 1886 – (Roma 1961) Una mostra su Trombadori, artista attivo nell’ambiente del Caffè Aragno, nel primo decennio del XX secolo, dove frequenta l’ambiente de “Il Convito”, rivista fondata da Adolfo De Bosis con Gabriele d’Annunzio e Angelo Conti. Di questo periodo, esposte “Siracusa mia!” (1919), opera “divisionista”, “Il Viale di Villa Strohl-Fern”, e “Alberi controluce”, di stampo simbolista. Si prosegue con opere dipinte alla fine della Prima Guerra Mondiale, in cui è vicino alla rivista “Valori Plastici”, fondata da Mario Broglio. Alle Biennali di Venezia e di Roma e alle Mostre del Novecento Italiano raggiunge un personale neoclassicismo, con ritratti, nudi e nature morte, quali la “Natura morta con piatto olandese e frutta” e la “Fanciulla Nuda”. Negli anni Trenta scrive sulla rivista “Circoli” fondata da Adriano Grande, in qualità di critico d’arte. E’ di questo periodo la “Natura morta con i cavoli rossi, boccale e tela”. Si prosegue con il decennio 1940-1950, con “Lo sbarco del pilota ferito” e “La fabbrica”. Infine, i dipinti dal 1950 al 1961, anni in cui ci si ritrova al Caffè Greco o Rosati a Piazza del Popolo, e Trombadori dipinge paesaggi dedicati a scorci di Roma. della sua arte.

AliA E fuORi cOnfinE R O M A PALAZZO D E LLE ESPO SI Z IO NI Dal 7 febbraio 2018 Fino al 6 maggio 2018 CESARE TACCHI UNA RETROSPETTIVA Una mostra monografica ripercorre le vicende di Cesare Tacchi (1940-2014), artista che ha vissuto le tensioni intellettuali di più di mezzo secolo, animatore del movimento artistico e culturale chiamato Scuola di piazza del Popolo. Ritratto dalla critica nel 1959 come “un giovane solitario silenzioso e castigato”, Tacchi, protagonista di alcune significative compagini di artisti, non mutò con gli anni il suo temperamento. Questo gli permise di stanare le contraddizioni della cultura visiva contemporanea e di intraprendere nuove strade. Più di cento opere, ordinate cronologicamente, tracceranno un percorso attraverso la sua intera biografia artistica. Fu protagonista nella stagione gloriosa della Capitale negli anni Sessanta, insieme a Mario Schifano e Renato Mambor – compagni nell’esordio espositivo del 1959 alla galleria Appia Antica di Roma – a Giosetta Fioroni, Tano Festa, Franco Angeli, Francesco Lo Savio, Sergio Lombardo. Un gruppo che si riuniva al Caffè Rosati a Piazza del Popolo o presso la Galleria della Tartaruga di Plinio de Martiis: e che divenne riferimento per un clima unico che ebbe risonanza anche a livello internazionale, facendo di Roma meta ambita di personaggi da tutto il mondo. TO RIN O G A M Dal 7 febbraio 2018 Fino al 3 giugno 2018 G U T T U S O Nella ricorrenza del centenario della Rivoluzione d’ottobre, l’esposizione racconterà il rapporto tra politica e cultura attraverso le opere del noto artista siciliano. La sua arte fu infatti caratterizzata anche da un forte impegno sociale, che lo portò a ricoprire la carica di senatore del Partito Comunista Italiano per due legislature, nel 1976 e nel 1979, ai tempi di Enrico Berlinguer. Nel 1972 dipinse I funerali di Togliatti, che diverrà opera-manifesto della pittura comunista e antifascista del secondo dopoguerra. Opera di grandi dimensioni, raffigura in maniera allegorica vari personaggi, operai, bandiere rosse e la salma di Togliatti. Nel quadro si riconoscono, oltre all'autore stesso, Marx, Engels, Trotsky, Sartre, Stalin, Lenin, Pier Paolo Pasolini e molti altri. Nato a Bagheria il 26 dicembre 1911, è stato protagonista della pittura neorealista italiana che si espresse negli artisti del Fronte Nuovo delle Arti. Il 18 gennaio 1987 moriva stroncato da un tumore ai polmoni. T R EV ISO M U S E O C I V I C O D I S A N T A C A T E R I N A Dal 24 Febbraio 2018 Fino al 3 Giugno 2018 R O D I N Realizzata grazie alla collaborazione del Musée Rodin di Parigi, la mostra presenta 80 opere, di cui 50 sculture e 30 lavori su carta. La rassegna sancisce ufficialmente la conclusione dell’anno centenario della morte di Auguste Rodin (1917), dal momento che il museo parigino l’ha inserita nel programma ufficiale delle mostre dedicate all’artista. Tutte le opere più celebri sono presenti, in certi casi anche in formati di grande dimensione, alcune ospitate nei chiostri di Santa Caterina. Sculture che hanno segnato la storia di quest’arte nei secoli: dal Pensatore al Bacio, dalla Porta dell’Inferno ai Borghesi di Calais. Titoli che, da soli, dicono già così dell’eccezionalità dell’evento. ripercorsa nella mostra di Treviso, anche attraverso lettere e documenti, l’intera vicenda biografica e artistica del grande scultore, tale da collocarlo al centro della situazione in Francia e in Europa tra gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi due del XX. Importante l’influenza che la cultura italiana − da Donatello a Michelangelo a Bernini, ma anche la Commedia dantesca – ebbe su Rodin. Treviso è anche la città di Arturo Martini, artista che guardò con interesse anche al grande maestro d’oltralpe. La monografica su Rodin in Santa Caterina è collegata ad un “Omaggio ad Arturo Martini” che coinvolge il rinnovato Museo “Luigi Bailo”

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