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Art&trA Rivista Dic/Gen 2018

Rivista d’arte, cultura e informazione

86 MOSTRE D’ARTE in iT

86 MOSTRE D’ARTE in iT V EN EZ IA M U S E O D E L V E T R O D I M U R A N O S P A Z I O C O N T E R I E Fino al 15 Aprile 2018 IL MONDO IN UNA PERLA. La collezione di perle del Museo del Vetro 1820 - 1890 Le perle di vetro veneziano accompagnano la storia vetraria veneziana in una tradizione che continua ancora oggi. La catalogazione delle collezioni di perle del Museo del Vetro di Murano, condotta da Augusto Panini, ha portato alla pubblicazione del primo catalogo di questi oggetti. Un mondo di oggetti decorativi, preziosa merce di scambio esportata nel XIX secolo verso le colonie dell’Africa Occidentale, dell’India e delle Americhe; monili ambiti al punto che, in cambio, i nativi d’America cedettero il territorio dell’odierna Manhattan. Venezia inizia la sua produzione verso il XIV secolo con la tecnica a speo: con una piccola quantità di vetro fuso e un ago di ferro (speo o spiedo) che si faceva girare al fuoco di un lume, si realizzava una perla forata. Nei secoli successivi si partiva da bacchette o canne di vetro forate o massicce. Nella seconda metà del XV secolo viene messa a punto la molatura di perle da canna forata a più strati, con sezione a stella (la famosa perla rosetta), e verso il XVI secolo si affina la tecnica delle perle alla lucerna o a lume, con l’uso di canne massicce. Scomparso sin dal 1912 l’inventario redatto dall’abate Zanetti, si è riusciti a ricondurre molte di queste perle, mazzi e cartelle alle vetrerie attive a Venezia e Murano tra il 1820 e il 1890 e dunque ai maestri vetrai che avevano donato al museo cittadino il meglio della propria produzione. V ER O N A MUSEO AMO - PALAZZO FOR TI Fino 29 Aprile 2018 FERNANDO BOTERO Fernando Botero ha scelto di concludere i festeggiamenti per il suo 85esimo compleanno e per il suoi lunghi 50 anni di carriera ad AMO-Palazzo Forti, in una rassegna con oltre 50 opere di grandi dimensioni che ripercorrono la sua parabola artistica. Una carrellata di corpi smisurati, le atmosfere fiabesche e fantastiche dell’America Latina, l’esuberanza delle forme e dei colori, l’ironia e la nostalgia, tutto questo è visibile ai visitatori di questa imperdibile mostra veronese. Tra i tanti capolavori in mostra Piero della Francesca (dittico) del 1998, Musici (2008) e La vedova (1997). Promossa da Arena Extra e voluta dalla Direzione del Museo AMO-Palazzo Forti, la mostra è coprodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostre- Skira. Per Botero dipingere è un bisogno interiore ed una ricerca continua verso un ideale che non si raggiunge mai. Apolide, ma legato alla cultura della sua terra, Botero ha anticipato la visione di un’arte senza pregiudizi. La sua pittura non sta dentro un genere, pur esprimendosi attraverso la figurazione, ma inventa un genere proprio e autonomo del tutto originale V IC EN Z A BASILICA PALLADIANA Fino all’ 8 aprile 2018 VAN GOGH. TRA IL GRANO E IL CIELO A Vicenza la mostra tanto attesa sull’artista olandese che insieme a Monet ha rivoluzionato il concetto di pittura. Curata da Marco Goldin, la rassegna presenta un numero elevato di opere del pittore olandese, 40 dipinti e 85 disegni. Resa possibile grazie all’apporto decisivo del Kröller-Müller Museum in Olanda, assieme ai prestiti da una decina di altri musei, la rassegna ricostruisce l’intera vicenda biografica, ponendo l’accento sugli anni olandesi, che dall’autunno del 1880 nelle miniere del Borinage, fino all’autunno del 1885 a conclusione del fondamentale periodo di Nuenen, sono stati una vera e propria immersione nel mal di vivere. Una mostra che conduce passo dopo passo nello spirito di Van Gogh, là dove sono nate le sue immagini catartiche. Immagini e tematiche spesso prese in prestito da Jean-François Millet e poi condivise con gli artisti della cosiddetta Scuola dell’Aia, una sorta di versione olandese della Scuola di Barbizon. E puntualmente alcune delle loro opere verranno esposte a confronto. Le lettere inviate al fratello Théo costituiranno, come fogli di un diario, il filo conduttore di questa mostra imperdibile

AliA E fuORi cOnfinE FR A N C IA - PA R IG I FONDAZIONE LOUIS VUITTON Fino al 5 marzo 2018 ESSERE MODERNI – IL MOMA A PARIGI Alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi oltre 200 capolavori d’oltre oceano, provenienti direttamente dalla collezione del più grande museo di arte moderna al mondo. Con quest’esposizione, opere importanti del celebre MoMA di New York sono visibili nella capitale francese. Si tratta di una selezione di opere di grandi artisti come Alexander Calder, Marcel Duchamp, Paul Cézanne, René Magritte, Paul Signac, Jasper Johns, Ernst Ludwig Kirchner e tanti altri. Nato nel 1929, il MOMA è stato uno dei primi musei dedicati esclusivamente all’arte moderna. «Etre moderne» presenta un ventaglio di opere acquisite dal MOMA nel corso del tempo, in seguito ai grandi movimenti dell’arte moderna sino ai giorni nostri, passando per l’espressionismo astratto, il minimalismo e la pop art. G ERM A N IA -BO N N B U N D E S K U N S T H A L L E Fino all’ 11 marzo 2018 G U R L I T T , S T A T U S R E P O R T : I F U R T I D ' A R T E D E I N A Z I S T I E L E L O R O C O N S E G U E N Z E Questa mostra è complementare rispetto a quella bernese (colonna a lato). Mentre la prima passa in rassegna la parte della collezione Gurlitt che il regime considerava degenerata, la rassegna dell'ex capitale della Germania Ovest è dedicata alle opere di cui i nazisti si appropriarono in seguito alle persecuzioni razziali, principalmente ai danni degli ebrei. La rassegna, curata da Rein Wolfs e Agnieszka Lulinska, comprende opere di Claude Monet e Albrecht Durer, rimaste nascoste al pubblico per decenni. La mostra di Bonn si chiuderà l'11 marzo, dopodiché andrà ad avvicendare, nella capitale elvetica, la mostra ‘consorella’ in atto. Un ulteriore passaggio alla Martin Gropius Bau di Berlino è prevista per l'autunno del 2018. SV IZ Z ER A -BER N A K U N S T M U S E U M B E R N Fino al 4 Marzo 2018 ARTE DEGENERATA – CONFISCATA E VENDUTA Questa rassegna è nata grazie al testamento lasciato dal collezionista tedesco Cornelius Gurlitt, morto nel 2014, che nominò erede universale il museo. Un’eredità di 1500 opere appartenute a Hildebrand Gurlitt, padre di Cornelius e figura controversa del regime nazista. Curatore di un museo in Germania, Gurlitt senior era stato incaricato da Hitler di rintracciare in Europa opere di quegli artisti che il fuher considerava “degenerati”. Opere che fruttavano molto denaro, create da artisti come Marc Chagall e Max Beckmann, colpevoli - secondo la visione nazista - di essere ebrei o di avere contatti con loro, ma anche di aver creato scompiglio nel mondo dell'arte con i disegni cubisti o astratti che si allontanavano dalla concezione tradizionale di bellezza.

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