Kitesoul Magazine #22 Edizione Italiana

Kitesoul

In questo numero: King of the Air 2018, Carlos Mario and Bruna Kajia World Champions, Damien Leroy's World Record, IKA Snow Kite WC, North Pole Trip, Indonesian taste, Adventures: Nomads of the world, Safaga's Pro Villa, Unknow side of Brazil, XR5 Big Air challenge's winners, Surfboards essential e molto altro!

EVENTI Red Bull King of the Air 2018

AVVENTURE Nomadi del vento

VIAGGI Brasile | Indonesia | Safaga

KITECAMP Sardegna | Sicilia in catamarano

PRODUCT FOCUS RRD Bliss V5 e Religion MK8

Cabrinha: tavole e kite 2018


Photo: frankiebees.com, Rider: E. Jaspan

NaishKiteboarding naish_kiteboarding naishkites.com

2018KB_Pivot_Kubus_Italy_DoublePage_340x480.indd 2

10/25/17 3:17 PM


DYNAMIC

INTUITIVE

RESPONSIVE

2018 pivot FREERIDE/WAVE

SIZES 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 14

Known for predictable power development, direct bar feel, intuitive steering and ample sheet-in-and-go, the Pivot is the ultimate

all-around performer for any style of riding. Dynamic and responsive, this highly sought-after kite features a medium aspect

ratio for substantial low-end power, easy jumping and great upwind performance. Its ability to pivot quickly with minimal power

increase through turns makes for super-smooth carving and enhanced control. Its Quad-Tex * construction works with the

new Shark Teeth Trailing Edge ** to create the best strength-to-weight ratio in the industry for kites that are incredibly durable,

dynamic and built to last. Turn up the excitement in your next session with the 2018 Naish Pivot.

*Strongest canopy material on the

market with 4x-reinforced ripstop

**Buffers and disperses flutter

while reinforcing the trailing edge

Agenzia per l’Italia: Ocean Avenue • info@oceanavenue.it • +39 328 6442519 North America: Pacific Boardsports LLC . (509) 493-0043 . pbs@naishsails.com

2018KB_Pivot_Kubus_Italy_DoublePage_340x480.indd 3

10/25/17 3:18 PM


Alby Rondina

James Boulding

FX

Freestyle / Crossover

XCAL WOOD

All Around

Performance Freestyle


FREESTYLE

Liam Whaley

XCAL CARBON

Competition Freestyle

CHAOS

Advanced Freestyle /

Wakestyle

See all the new gear at cabrinhakites.com


Direttore Responsabile

David Ingiosi

david.ingiosi@kitesoul.com

Redattore tecnico wave

Mitu Monteiro

Redattore tecnico freestyle

Alberto Rondina

Tecnica

Renato Casati

Photo & Video

Maurizio Cinti

Grafica

Giuseppe Esposito

Traduzioni italiano-inglese

Daniela Meloni

FEBBRAIO - MARZO

BIMESTRALE

Testi

David Ingiosi, Michelle "Sky"

Hayward, Michael Charavin, Matt

Elsasser, Kari Schibevaag, Renato

Casati, Charlotte Consorti, Alby

Rondina.

Immagini

David Ingiosi, Michelle "Sky"

Hayward, David Daniels, Antonio

Marques, Michael Charavin, Joël

Blanchemain, Francisco Mattos, Kari

Schibevaag, Laci Kobulsky, RedBull,

RRD, F-One, Cabrinha, Naish, Core.

Cover:

Rider: Alberto Rondina

Photo: Laci Kobulsky

Editore e pubblicità

VISU Media

Via Cavour, 20

24030 Ambivere (BG)

Amministratore Unico

Federico Sugoni

fs@kitesoul.com

Registrazione Tribunale

di Bergamo n°10/2014

del 15/04/2014.

Copyright Kitesoul Magazine

La VISU Media è titolare esclusiva della

testata Kitesoul Magazine e di tutti i diritti di

pubblicazione e diffusione in Italia. L’utilizzo

da parte di terzi di testi, fotografie e disegni,

anche parziale, è vietato. L’Editore si dichiara

pienamente disponibile a valutare - e se del

caso regolare le eventuali spettanze di terzi

per la pubblicazione di immagini di cui non

sia stato eventualmente possibile reperire la

fonte. Informativa e Consenso in materia di

trattamento dei dati personali (Codice Privacy

d.lgs. 196/03). Nel vigore del D.Lgs 196/03 il

Titolare del trattamento dei dati personali, ex

art. 28 D.Lgs. 196/03, è VISU Media, con sede

legale in Ambivere (BG), via Cavour, 20. La stessa

La informa che i Suoi dati, eventualmente da

Lei trasmessi alla VISU Media, verranno raccolti,

trattati e conservati nel rispetto del decreto

legislativo ora enunciato anche per attività

connesse all’azienda.

La lettura della presente informativa deve

intendersi quale presa visione dell’Informativa

ex art. 13 D.Lgs. 196/03 e l’invio dei Suoi dati

personali alla VISU Media varrà quale consenso

espresso al trattamento dei dati personali

secondo quanto sopra specificato. L’invio di

materiale (testi, fotografie, disegni, etc.) alla

VISU Media deve intendersi quale espressa

autorizzazione alla loro libera utilizzazione da

parte di VISU Media per qualsiasi fine e a titolo

gratuito, e comunque, a titolo di esempio, alla

pubblicazione gratuita su qualsiasi supporto

cartaceo e non, su qualsiasi pubblicazione

(anche non della VISU Media), in qualsiasi canale

di vendita e Paese del mondo.

FEDERICO SUGONI

Editore

Manager d’Azienda

ed Imprenditore, si appassiona al

surf da giovanissimo, ma scopre

l’amore per il Kitesurf da grande

durante un viaggio alle Hawaii.

Il kite è la sua più grande

passione dopo sua figlia. Nel 2014

fonda Kitesoul Magazine.

GIUSEPPE ESPOSITO

Direttore creativo

Kiter sin da piccolo, rider per RRD

Italia, laureato in Design della

Comunciazione al Politecnico di

Milano. Con questo incarico ha

potuto finalmente unire le sue due

passioni: il kite ed il design.

DAVID INGIOSI

Direttore Responsabile

Giornalista professionista e

video maker specializzato in

vela, avventure di mare, viaggi e

sport acquatici, da oltre 15 anni

racconta da dentro il "pianeta

blu". Si è innamorato del kitesurf

diversi anni fa in Sardegna poi ha

viaggiato in tutto il mondo come

istruttore Iko.

MAURIZIO CINTI

Videomaker

Appassionato di cinema

e fotografia. Skater, Snowboarder

e Wakeboarder, appena ha

conosciuto il kitesurf, tutto il resto

è diventato un ricordo, inizia con

il freestyle,ma ora ama le onde

grandi e potenti. La ricerca dello

swell perfetto è la sua passione.


KITESOUL MAGAZINE

Feel The Flow

RENATO “DR. KITE” CASATI

Direttore tecnico

Wave team rider RRD. Kitesurfer

dal 2000, è stato giudice ed

atleta PKRA e KPWT. Ha scritto

continuativamente per diverse

riviste di settore

negli ultimi 12 anni.Vive fra lago di

Como e Sardegna, ma sverna fra

le onde Capoverdiane.

MITU MONTEIRO

Redattore tecnico wave

Capoverdiano di Sal, Rider

Ufficiale F-One, Manera. Campione

Mondiale wave KPWT nel 2008 e

tre volte Vice Campione Mondiale.

Inizia giovanissimo con il Surf

e con il Windsurf, dopo

poco scopre il Kitesurf

e diventa amore puro.

ALBERTO RONDINA

Redattore tecnico freestyle

È il miglior esponente del

Kite Italiano nel mondo delle

competizioni, Rider Ufficiale

per Cabrinha Kites, Neil Pryde e

GoPro. Quattro volte Campione

Italiano, Campione Europeo 2010 e

terzo classificato nel Campionato

Mondiale PKRA 2012.

DANIELA MELONI

Traduttrice professionista

Daniela ha vissuto principalmente

all’estero, dove ha conseguito

la laurea in Giurisprudenza e

iniziato la sua carriera. Capisce di

avere una passione per gli sport

acquatici nel 2007 quando si

ritrasferisce nella costa ovest della

Sardegna e incontra suo marito,

il kitesurfer Enrico Giordano.

Dal 2009 è una traduttrice

professionista. Amante del SUP e

fotografa amatoriale non manca

mai di fotografare o riprendere

una sessione wave di kite o SUP.


David Ingiosi

Ragioni per cui il kite

d'inverno fa bene

Freddo intenso, neve e pioggia non sono certo il contesto ideale per praticare il kitesurf,

una disciplina che per sua natura richiama spiagge tropicali di sabbia bianca, sole, palme

e un mare cristallino. Bisogna fare i conti tuttavia con il ciclo delle stagioni e a meno di

stare sulla linea dell'Equatore, l'inverno prima o poi arriva. Che fare? Uscire in acqua o

rimanere a casa? Certo le session nella stagione invernale possono essere impegnative e

lo scoglio del freddo è difficilmente superabile. Molti rider vanno “in letargo” nei mesi più

freddi, per concentrare le proprie uscite nel resto dell’anno o concedendosi magari una

vacanza esotica in destinazioni più calde. Molti circoli e la maggior parte delle scuole di

kitesurf dei Paesi freddi seguono la stessa filosofia e in inverno chiudono i battenti.

Eppure basta farsi un giro nel Nord Europa o negli Stati Uniti per scoprire che anche nella

fredda stagione il popolo dei kiter è piuttosto attivo. I kiter francesi, olandesi o inglesi,

per esempio, costretti a lunghi e rigidi inverni, non aspettano certo la primavera o l’estate

per entrare in acqua. Per non parlare dei tedeschi, degli svizzeri o degli austriaci, capaci

di affrontare stoicamente i loro gelidi laghi in tutti i periodi dell’anno. I primi a fregarsene

del gelo sono i pro rider che si dedicano all’attività agonistica. Se infatti la maggior parte

delle competizioni si svolgono in primavera ed estate, è pur vero che la stagione agonistica

inizia a marzo e gli atleti che vogliono arrivare preparati sui campi di regata non

possono fare a meno di allenarsi anche nei mesi più freddi.

Ma oltre agli agonisti c’è un discreto numero di appassionati che non ci sta a mettere in

secco la propria tavola durante l’inverno e nonostante le basse temperature continua a

veleggiare. E fanno bene. Ci sono infatti una serie di opportunità che offrono le session

invernali assolutamente da non sottovalutare:

Venti più forti per via delle perturbazioni

Durante la stagione invernale, grazie al meteo perturbato, la statistica di vento lungo

qualsiasi costa vede un impennarsi delle condizioni favorevoli al kite. Non solo, ma anche

le mareggiate più attive creano un contesto assolutamente attraente per gli appassionati

di wave e non solo.

Le condizioni difficili aiutano a progredire

Uscire con vento forte e mare "pesante" non è per tutti, ma da qualche parte bisogna anche

iniziare per fare esperienza e sviluppare le abilità per sentirsi a proprio agio anche in

queste condizioni.

Il freddo misura la vostra passione

Sfidare il freddo permette di misurare la vostra passione per questo sport tanto da non

rinunciarci per tutto l'anno. Inoltre le session invernali hanno sempre qualcosa di epico e

spesso possono essere quelle più belle da ricordare.


Si provano nuovi spot

La stagione invernale permette di esplorare le coste solitarie e selvagge e scoprire magari

nuovi spot dove esercitarsi. Alcuni spot infatti "lavorano" solo nella stagione fredda per

via della ventilazione più attiva. Chi non esce in questo periodo, semplicemente non li

surferà mai.

Il lusso della solitudine

Se si riesce a sfidare il freddo, la grande ricompensa è il lusso della solitudine. In inverno

vale infatti il motto "pochi ma buoni" e soprattutto liberi di vivere gli spot nella massima

libertà e sicurezza. Dimenticate le folle estive.

Insomma uscire in mare d'inverno può essere bellissimo, avventuroso e gratificante, ma

certo non è una passeggiata. Il rischio di ipotermia è sempre in agguato se non ci si protegge

in maniera adeguata, anche per effetto del cosiddetto wind chill, ossia l’indice di

raffreddamento corporeo. In pratica il vento che spira a una certa velocità, incrementa la

percezione di freddo del corpo umano: se per esempio il vento soffia a 17 nodi e la temperatura

esterna è di 4 gradi, il soggetto esposto a quel vento avrà una percezione della

temperatura esterna (un wind chill appunto) pari ai -10 gradi. Per non parlare dell'acqua

gelida.

Oggi tuttavia i capi di abbigliamento tecnico per gli appassionati di kite hanno raggiunto

livelli di protezione e di comfort straordinari che permettono di navigare anche in

condizioni estreme: mute, cerate stagne, spray top, corpetti antivento, calzari, guanti e

copricapo in neoprene isolano efficacemente dal freddo e le intemperie. Serve solo la

voglia di entrare in acqua e dare sfogo a una passione più forte del freddo. Siamo rider,

non pupazzi di neve...

Art by Ardoq www.ardoq.space

kitersoze.threadless.com


SOMMARIO

PORTFOLIO

FREESTYLE

KING OF THE AIR 2018

18 30 36

Carlos Mario e Bruna Kajiya

campioni Freestyle

della WKL 2017

Ancora una volta in cielo

c'è Re Kevin

VIAGGI

VIAGGI

KITECAMP

66

Sapore indonesiano

76

In primavera il kite in

Sardegna è uno spettacolo.

82

Kite Catamaran Camp in

Sicilia

INIZIATIVE

COMUNICARE IN MARE

CONTEST

134

One shot, il contest fotografico

sul kitesurf in

Salento

136

BbTALKIN’: IL COACHING

A UN LIVELLO SUPERIORE

142

XR5 Big Air Challenge:

ecco i vincitori!


FLORIDA TO BAHAMAS EVENTI AVVENTURE

44 48 54

Damien LeRoy e la crew

di Epic Adventures hanno

stabilito un nuovo

record mondiale!

La IKA lancia la SnowKite

World Cup

Accanto al Polo

AVVENTURE

SPOT SAFAGA

KITE TRIP

90

Nomadi del vento

102

Portfolio ProKite Villa: metti una

surf house in paradiso

118

Portfolio Il Brasile sconosciuto

TECNICA

FOCUS

146

Abc surfino: guida

ragionata alla scelta

dell'oggetto di desideri

162

RRD BLISS|RELIGION

CANRINHA


18

PORTFOLIO

Alberto Rondina

RIDER: ALBERTO RONDINA

FOTO: TOBY BROMWICH


20 PORTFOLIO

DAVID TONIJUAN

RIDER: DAVID TONIJUAN

FOTO: F-One Courtesy


22 PORTFOLIO

ADEURI CORNIELL

RIDER: ADEURI CORNIELL

FOTO: SVETLANA ROMANTSOVA


24 PORTFOLIO

JOSHUA EMANUEL

RIDER: JOSHUA EMANUEL

FOTO: Core - Courtesy


26 PORTFOLIO

CARL FERREIRA

RIDER: CARL FERREIRA

FOTO: HIGH LIGHT PROD


WWW.KITEWORLDSHOP.COM

IL GRANDE

KITESURF SHOP

EUROPEO

KITEWORLDSHOP.COM è lo store on-line definitivo per

gli appassionati degli sport della tavola che vogliono il

meglio per la propria passione.

Un catalogo in continua crescita che comprende:

Kitesurf, Kiteboards, Surfboards, SUP, Mute,

Abbigliamento e Accessori originali delle migliori

marche al miglior prezzo, sempre disponibili 24/7 365

giorni all’anno.

Grande offerta, facilità di acquisto, sicurezza nelle

transazioni, garanzia del miglior prezzo, diritto di reso

esteso a 30 giorni, spedizioni veloci ed un Servizio

Clienti sempre pronto ad accontentarti e ad aiutarti

nella scelta, fanno di KITEWORLDSHOP.COM il tuo

compagno ideale per acquistare in assoluta tranquillità.


Photo: Alanvan Gysen – Courtesy Cabrinha

HOT LINE: +39 02 400 30 467

RIVENDITORE UFFICIALE


30

FREESTYLE

Carlos Mario e Bruna Kajiya campioni Freestyle della WKL 2017

CARLOS MARIO

E BRUNA KAJIYA

CAMPIONI

FREESTYLE DELLA

WKL 2017

I rider brasiliani Carlos Mario e Bruna Kajiya hanno dominato

la stagione 2017della Elite League che ha fatto tappa a Leucate

(Francia), Texel (Olanda), Akyaka (Turchia), El Gouna (Egitto) e

Cumbuco (Brazile).

Purtroppo le condizioni di vento non sono state delle migliori

in qualche evento il che ha reso meno competitivo del solito

il circuito mondiale. Nonostante tutto le gare svolte in acqua

hanno comunque permesso di eleggere i nuovi campioni mondiali.

"All'inizio del campionato mondiale in Francia ero piuttosto

preoccupato perché mi ero infortunato un braccio ed ero pronto

a gareggiare, ma non mi ero allenato molto. Nonostante ciò

la mia performance in acqua mi ha sorpreso", ha raccontato

Carlos Maio che ha conquistato il suo secondo titolo mondiale.

"Sono molto soddisfatto della struttura degli eventi e del

nuovo formato che regala molta più spettacolo agli spettatori.


32

FREESTYLE

Carlos Mario e Bruna Kajiya campioni Freestyle della WKL 2017


L'uso del live stream ha cambiato totalmente la percezione

dell'evento in real time e sono sicuro che aiuterà molto il nostro

sport", ha proseguito il campione brasiliano.

Sul fronte delle ragazze Bruna Kajiya ha imposto la sua grande

esperienza e si è assicurata il suo terzo titolo mondiale. La

wonder woman brasiliana è più forte e molto più creativa che

mai nel suo approccio al Freestyle.

"Questo era il mio obiettivo e il mio sogno. Mi sembra incredibile

e non ho mai creduto di arrivare così lontano. Mi sento

molto fortunata a fare quello che adoro, quello per cui sento

una passione enorme, a farlo bene e condividerlo con gente

fantastica", ha dichiarato Bruna Kajiya al termine dell'evnto.

Ma soprattutto per noi italiani c'è da sottolineare come il 2017

sia stato un anno incredibile per Francesca Bagnoli dopo che è

riuscita a qualificarsi per la Elite League in seguito alla tappa

francese di Leucate. Diverse posizioni concluse sul podio le

hanno permesso di conquistare il terzo posto assoluto in questo

2017. Aspettiamo davvero di vedere ancora cose fantastiche

da questa giovane rider italiana.


34

FREESTYLE

Carlos Mario e Bruna Kajiya campioni Freestyle della WKL 2017

2017 WORLD KITEBOARDING LEAGUE | TOP 3

Uomini

1. Carlos Mario (BRA)

2. Liam Whaley (ESP)

3. Set Teixeira (BRA)

Donne

1. Bruna Kajiya (BRA)

2. Annabel van Westerop (NED)

3. Francesca Bagnoli (ITA)

WKL 2017


"Quest'anno per me è stato magico. Ho sempre

sognato di essere una delle rider più forti al

mondo e alla fine dopo tutti gli allenamenti e i

sacrifici questo sogno si è avverato. Ancora non

posso credere di dividere il podio con due ragazze

fantastiche e forti come Bruna e Annabel. Non

mi aspettavo di raggiungere questo traguardo

alla mia prima partecipazione nella Elite League

ma tutto il mio lavoro è stato ripagato. Grazie a

questo risultato il prossimo anno sarò di nuovo

in gara nel circuito mondiale ancora più motivata

aad aumentare il mio livello e fare meglio in

gara" ha spiegato Francesca Bagnoli al termine

dell'evento.


36

KING OF THE AIR 2018

Ancora una volta in cielo c'è Re Kevin

ANCORA UNA VOLTA IN CIELO C


'È RE

Testo e Immagini: Michelle "Sky" Hayward


38

KING OF THE AIR 2018

Ancora una volta in cielo c'è Re Kevin

Quest'anno il Red Bull King of the Air si è svolto su due

giornate, le più ventoso su una finestra di due settimane.

Il Round One che si è disputato sabato 27 gennaio ha

visto il già due volte vincitore del prestigioso titolo Aaron

Hadlow sfoderare un Megaloop Frontroll Bor-Off nella

sua prima heat che lo ha fatto andare subito al Round 4.

D'altra parte però c'è stata anche l'inattesa eliminazione

di Ruben Lenten.

Accanto al cambiamento di spot, l'evento ha vissuto un

altro importante miglioramento sul piano della sicurezza.

Lo scorso anno tutti ricordano l'incidente che ha visto

protagonista Lewis Crathern e che lo ha mandato in

coma per due settimane; Lewis venne soccorso dai suoi

compagni di heat che lo trascinarono subito in spiaggia.

Quest'anno al contrario anche se non si sono verificati

incidenti, la squadra di soccorso poteva contare su una

flotta di jetski sempre pronti a bordo spiaggia, pronti a

raggiungere un eventuale rider ferito in una manciata di

secondi.

La seconda parte dell'evento con la finale si sono tenute

invece mercoledì 31 gennaio. I partecipanti erano pronti

già all'ora di pranzo ma gli organizzatori hanno deciso di

aspettare che il vento raggiungesse i 35 nodi. Nessuno

poteva prevedere i risultati di gara visti i continui cambi di

classifica durante le quattro ore di competizione.

La prima heat tra Joshua Emanuel, Oswald Smith e Jesse

Richman è stato il primo esempio di tutto questo. Oswald

che lo scorso anno si era aggiudicato il “Mystic Move of

the Day", ha provato a chiudere il famoso KGB Megaloop

ma dopo una serie di tentativi falliti e crash non è riuscito

a passare la session uscendo di gara.

Jesse Richman ha vinto la sua heat grazie alla sua determinazione

e la simpatia del pubblico verso di lui. Anche

lui ha collezionato qualche crash ma è stato bravo

a riprendersi velocemente, salutando la folla e andando

sempre più alto salto dopo salto.

Ad appena 16 anni Tom Bridge è stato subito eliminato

dalla competizione lasciando il posto al rider locale Ross


40

KING OF THE AIR 2018

Ancora una volta in cielo c'è Re Kevin

Dillion Player che ha mostrato tutto il suo giovane talento

dei suoi 18 anni.

Ross durante la heat 3 ha chiuso i suoi classici Megaloop

anche sganciato che non si vede fare a tutti i rider. Ha

sorpreso anche sé stesso chiudendo un fantastico triplo

Frontroll Mmegaloop! Sfortunatamente ha incontrato

rider di livello come Liam Whaley e Marc Jacobs e purtroppo

non è andato avanti.

Liam Whaley ha vinto la sua heat grazie all'esperienza

del suo repertorio freestyle con salti altissimi e manovre

sganciate. Lo stesso Liam ha vinto anche contro Lewis

Crathern e Sam Light ed è avanzato fino al Round 5.

Quest'ultimo comprendeva 3 heat con due rider ciascuna.

Lewis Crathern è andato forte e si è subito guadagnato

un posto in finale battendo Richman. La heat successiva

vedeva confrontarsi il debuttante Liam Whaley e il

favorito Aaron Hadlow. Entrambi hanno dato spettacolo

e dimostrato un livello abbastanza simile. Liam ancora

una volta ha sfoggiato i suoi enormi Megaloop sganciato

ed Handlepasse, con alcuni degli atterraggi più eleganti

visti in gara. Lo stesso Hadlow tuttavia ha chiuso il suo

marchio di fabbrica, il Megaloop KGB, quindi è riuscito

anche a presentare un bel Megaloop Board-Off. Il gruppo

di spagnoli presenti tra il pubblico è andato in estasi

quando i giudici hanno decretato la vittoria di Liam Whaley

nella heat. I fan di Aaron Hadlow erano assolutamente

sorpresi e sconfortati dal vedere il proprio idolo eliminato

in questo modo. L'ultima semifinale ha visto protagonisti

Kevin Langeree e Steven Akkersdijk. Entrambi sembravano

di pari livello ma poi Kevin ha messo il turbo con i

suoi Megaloop Board-Off ed è andato a vincere.

La grande finale tra Liam Whaley, Lewis Crathern e Kevin

Langeree took si è svolta intorno alle 19 ora locale. L'ora

tarda non costituiva un problema visto che qui a Cape

Town il sole tramonta alle 20. All'inizio dell'evento c'eano

solo pochi spettatori sparsi qua e là, ma al momento della

finale con la gente che aveva finito di lavorare la spiaggia

era gremita di migliaia di persone pronte a godersi lo


spettacolo a bordo spiaggia. Addirittura i commentatori

dell'evento hanno dovuto chiedere più volte agli spettatori

di indietreggiare dall'acqua perché stavano invadendo

il campo di regata.

Non c'è stato nessun record di salto durante la gara. Con

il vento che soffiava tra i 25 e i 35 nodi e le onde piccole gli

atleti hanno cercato di dare il meglio. Durante le heat i rider

venivano valutati in base all'altezza del salto che costituiva

il 70 per cento del punteggio, ma anche le manovre

estreme che rappresentavano il 30 per cento. Quindi il

loro obiettivo era sicuramente andare il più alti possibili

ma anche con il pieno controllo della manovra.

Lewis Crathern probabilmente ha eseguito alcuni dei migliori

salti della sua carriera e ha davvero impressionato

giudici e pubblico, anche se durante la finale ha mostrato

un po' la corda. Ha cercato di trovare le onde giuste da

sfruttare come trampolini ma con il vento che diminuiva

era difficile. Ha anche cambiato vela durante la heat ma

non è bastato a raggiungere il livello dei suoi avversari

ed è stato eliminato lasciando il campo a Kevin Langeree

e Liam Whaley che hanno combattuto per gli ultimi 4

minuti di gara dove sono stati registrati i tre salti più alti.

Entrambi i rider hanno fatto grandi Megaloop, compresi

i Board-Off e atterraggi puliti come se stessero facendo

una passeggiata.

Kevin Langeree ha dimostrato un controllo assoluto

mentre Liam Whaley ha dimostrato una grande varietà di

manovre. Si è trattato veramente di una battaglia tra i giovani

e la vecchia guardia. Il giovane ancora poco conosciuto

Liam Whaley, con la sua newschool di trick sganciati

e il super famoso Kevin Langeree con la sua oldschool di

manovre Board-Offs.

Appena dopo la finale mentre il sole tramontava è stato

decretato il vincitore del prestigioso trofeo. Migliaia

di persone armate di macchine fotografiche con il flash

si sono accalcate attorno al podio aspettando i risultati.

Annunciavano le posizioni di classifica mentre i rider si

avvicinavano dalla spiaggia.


42

KING OF THE AIR 2018

Ancora una volta in cielo c'è Re Kevin


Sapevamo già che Lewis Crathern era al terzo posto, ma

gli occhi di tutti erano puntati sul primo e il secondo. A

un certo punto quando gli atleti erano quasi arrivati sul

podio è stato annunciato che Liam Whaley era secondo

e che il nuovo King of the Air era Kevin Langeree! Ognuno

degli atleti ha preso posto sul podio per ritirare il premio.

Poi c'è stato un colpo di scena in quanto gli stessi atleti

sono stati chiamati ad abbandonare il podio su cui è salito

Aaron Hadlow. All'atleta britannico è stato assegnato

infatti il “Mystic Move of the Day” con un assegno di

1.000 dollari per buona pace dei suoi fan. Dopodiché i

vincitori dell'evento sono tornati sul podio per i festeggiamenti.

Kevin prima di salire sul palco e ricevere la famosa

maschera africana è andato a baciare la sua ragazza che

aspetta un bambino che sicuramente un giorno sarà orgoglioso

del suo papà.

La serata è terminata con i tre atleti, Lewis, Liam e Kevin,

che si sono spruzzati champagne e gli spettatori che li

rincorrevano per assicurarsi la loro foto prima di raggiungere

il posto per la festa di celebrazione.


44

DALLA FLORIDA ALLE BAHAMAS

Damien LeRoy e la crew di Epic Adventures hanno stabilito un nuovo record mondiale!

DAMIEN LEROY E LA CREW DI EPIC

ADVENTURES HANNO STABILITO

UN NUOVO RECORD MONDIALE!

Foto: David Daniels & Antonio Marques


Lo scorso 16 dicembre è stata fatta la storia

grazie ai tre rider Nick Ziegler, Rich Gardner

e Damien LeRoy che sono stati i primi ad attraversare

in kite l'oceano Atlantico da Pompano

Beach in Florida fino all'isola di Bimini,

nell'arcipelago delle Bahamas a bordo di hydrofoil.

Si trattava di una grande avventura e

di una sfida mai tentata prima a bordo di hydrofoil!

Le condizioni meteorologiche quel giorno erano

piuttosto incerte, ma il team era pronto

all'azione. Un piccolo fronte freddo stava arrivando

ma la domanda era: "Quando esattamente

sarebbe arrivato?".

Il servizio meteorologico della Florida prevedeva

venti dai 10 ai 15 nodi e una swell di uno o

massimo 2 piedi e alle ore 12.24 Nick è entrato

in acqua accompagnato da una leggera brezza.

Navigare era difficile in condizioni simili

ma non impossibile finché il kite rimaneva in

cielo e così la sfida è iniziata con Nick, Rich

e Damo tutti con un kite di 15 metri quadrati

Cabrinha Contra e le tavole dotate di hydrofoil.

Tutti si chiedevano se ce l'avrebbero fatta a

percorrere le 63 miglia dalla Florida alle Bahamas

e a resistere per più di 4 ore e portare

a termine la sfida. E in effetti durante

la traversata hanno dovuto fare i conti con i

crampi, i rinforzi di vento e le calme piatte, i

contenitori alla deriva, le alghe nonché al mistero

di quali animali nascondessero quelle acque

mentre loro passavano.

Dopo una dura traversata, i tre avventurieri finalmente

hanno toccato terra alle ore 4.41 del

pomeriggio nella suggestiva spiaggia di Bimini

Sands Resort. Sono riusciti a percorrere

le 63 miglia di distanza in 4 ore e 17 minuti

senza mai fermarsi!


46

DALLA FLORIDA ALLE BAHAMAS

Damien LeRoy e la crew di Epic Adventures hanno stabilito un nuovo record mondiale!

RICH GARDNER

ETÀ: 56 ANNI

"Sto diventando troppo vecchio per battere record! Ho cominciato

ad avere i crampi non appena ho mandato in potenza il

kite!".

NICK ZIEGLER

ETÀ: 30 ANNI

"Ho solo voluto provare che se hai un obiettivo in mente e lo accompagni

da con orgoglio, determinazione e duro lavoro puoi

ottenere qualsiasi cosa".

DAMIEN LEROY

ETÀ: 36 ANNI

"Il tempo è prezioso, vivi ora come se non ci fosse un domani!

Credi in te stesso e tutto diventa possibile"


I DATI DELL'IMPRESA:

Sabato 16 dicembre 2017

Partenza: NE 16th street / Pompano Beach, Florida

Arrivo: Bimini Sands Resort Marina / Bimini, Bahamas

Tempo totale: 4 ore e 17 minuti

Migla totali: 63.4

RIDERS

Nick Ziegler

Rich Gardner

Damien LeRoy

TEAM

Grace Gonzalez: Produzione Video

Antonio Marques: Marketing, Drone

David Daniels: Fotografo

Chelsea Mercedes: Coordinatore logistico

Keith Willard: Capitano

Mike Meskauskas: Trasporti/GPS

Potete trovare informazioni su Epic Adventures all'indirizzo internet

www.epicadventuresfl.com o su http://damienleroy.com


48

EVENTI

La IKA lancia la SnowKite World Cup

LA IKA LANCIA

SNOWKITE WORLD CUP

L'INTERNATIONAL KITEBOARDING ASSOCIATION (IKA) HA

ANNUNCIATO IL LANCIO DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA

SNOWKITE WORLD CUP 2018.


50

EVENTI

La IKA lancia la SnowKite World Cup

Le nuove gare dedicate allo snow kiteboarding rappresenteranno

tre eventi ospitati rispettivamente

a Reschensee e Roccaraso, in Italia, a a Erciyes, in

Turchia. La IKA attualmente sta lavorando in collaborazione

con la WISSA (World Ice and Snow Sailing

Association) per organizzare e svolgere al meglio il

circuito di competizioni.

La SnowKite World Cup includerà tre discipline:

Course Racing, Long Distance/Cross-Country e

Formula GPS. La Course Racing comprenderà una

formula di gara bolina/lasco tipica delle regate di

vela. La Long Distance/Cross-Country è invece una

maratona di sowkiting che si svolge tra le valli e le

montagne.

La Formula GPS infine è una gara freeride nella quale

i partecipanti guadagnano punti in base all'utilizzo

del campo di gara, la distanza coperta, l'altitudine

superata e altre variabili.


La IKA ha anche in programma di organizzare esibizioni

di Freestyle sempre che le condizioni meteorologiche

lo permettano. La SnowKite World Cup ha

preso il via lo scorso 26 gennaio in Italia.


52

EVENTI

La IKA lancia la SnowKite World Cup

2018 SNOWKITE WORLD CUP | PROGRAMMA

- Reschensee, Lago Di Resia, Italy

Course Racing, Long Distance | 26-28 Gennaio

- Alto Sangro, Abruzzo, Italy

Cross Country, Formula GPS | 14-18 Febbraio

- Erciyes/Kayseri, Turkey

Course Racing, Long Distance, Formula GPS | 22-25 Marzo.


54

AVVENTURE

Accanto al Polo

ACCANTO

AL POLO

Nel lontano Nord del nostro pianeta, nel profondo

del Circolo Polare Artico, si trova l'arcipelago delle

Svalbard. Le isole sono situate a una latitudine così

estrema che il sole non tramonta mai per gran parte

dell'anno, così quando le stelle si sono finalmente

allineate e anni di preparazione sono giunti a

compimento, Kari Schibevaag e quattro suoi amici

hanno raggiunto queste isole per dare vita alla

Svalbard Snowkite Expedition - Green Wind.

TESTO: KARI SCHIBEVAAG | FOTO: KARI SCHIBEVAAG E FRANCISCO MATTOS


Le Svalbard tecnicamente fanno parte

della Norvegia, ma si trovano a centinaia di miglia

di distanza a Nord dal continente e sono geograficamente

più vicine al Polo Nord che alla

capitale della Norvegia, Oslo.

Laggiù si trova un clima artico, paesaggi ghiacciati

mozzafiato, animali pericolosi e repentini

cambi del tempo. Quando i turisti pensano alla

Norvegia spesso se la immaginano come una

terra coperta dalla neve con orsi e renne che attraversano

le strade. Ecco, nelle Svalbard la realtà

è proprio così.

Per diversi anni io e i miei amici ci siamo chiesti

se le Svalbard potessero essere attraversate

utilizzando la forza del vento. Nell'aprile del 2017

finalmente abbiamo risolto la questione. Questo

è stato il risultato di due anni e mezzo di preparazione

per un viaggio che non era un semplice

kite trip ma qualcosa di molto più complesso che

andava accuratamente pianificato. Io e il mio

amico Tom abbiamo discusso a lungo di questo

sogno, poi Lars, Jørgen e Cecilie hanno condiviso

la nostra visione e noi cinque siamo diventati

il Green Wind Expedition Team!

La nostra crew è piuttosto variegata ma ognuno

di noi è pronto alla sfida. Tom è uno snow kiter

esperto e uno specialista della medicina dello

sport così come un istruttore come me negli

Arctic Kite Camps; io stessa ho fatto kite diverse

volte nel Circolo Polare Artico. Lars ha già attraversato

la Groenlandia e lavora in un centro di

ricerca e soccorso nel Nord della Norvegia.


56

AVVENTURE

Accanto al Polo

Cecilie aveva praticato kite solo da tre anni quando

la spedizione è iniziata ma anche lei aveva

attraversato la Groenlandia e infine Jørgen è un

istruttore esperto con oltre dieci anni di attività.

Nelle Svalbard c'è un rischio reale di incontrare

un vero predatore, ossia l'orso polare quindi bisogna

saper maneggiare una pistola quando si

viaggia nelle isole. Gli orsi polari si muovono andando

a caccia di cibo e bisogna saperli evitare.

Occorre avere anche un permesso speciale per

visitare l'area che volevamo attraversare in kite e

queste pratiche richiedono un bel po' di tempo.

Guardando alle statistiche di vento delle stagioni

passate, sembra che i venti prevalenti siano quelli

orientali e sudorientali, quindi il nostro obiettivo

era di spostarci da Sud a Nord.

Abbiamo dovuto far pratica di ogni cosa: dal fare

kite trainando una pesante slitta, a come tirarsi

fuori da un crepaccio, come sparare e come

preparare un campo in mezzo alla tempesta di

neve. Bisogna sapere come sopravvivere a temperature

che arrivano ai -35 gradi e avremmo

dovuto essere bene equipaggiati con attrezzature

e cibo per resistere almeno 20 giorni in

questo ambiente ostile.

Devo ammettere che al di là di tutto quello che

davvero mi impensieriva mentre preparavo

questo viaggio alle Svalbard erano gli orsi . Ci

sono anche altri animali di qualunque tipo che

possono apparire a ogni ora del giorno e della

notte. Avremmo gestito dei turni di guardia armati

durante la notte per i nostri campi.

L'organizzazione Hurtigruten Svalbard avrebbe

lasciato noi e le nostre slitte da 90 kg ciascuna


nel Sud dello Spitsbergen, dove sarebbe cominciato

il nostro viaggio. Dopo anni di preparazione

una volta che le motoslitte ci hanno lasciato

laggiù la realtà ci è piombata addosso. Eravamo

soli sui ghiacci. A questo punto ho cominciato a

rivolgermi una domanda che è diventata un tormentone

per tutto il viaggio: "Perché sto facendo

questo a me stessa?".

Il primo giorno e la prima notte sono stati i più

lunghi di tutta la spedizione. Immaginate una

traversata attraverso una landa di neve simile a

un paesaggio lunare popolata da circa 2.000 specie

di predatori affamati e selvaggi e potete avere

un'idea di come mi sentivo. Cosa avremmo fatto

se ne avessimo incontrato uno?

Abbiamo iniziato con poco vento ma con un

tempo fantastico e un cielo blu. Questo ci ha

dato l'opportunità di testare i nostri materiali, abbiamo

camminato con i nostri sci ai piedi trascinando

le slitte e definendo la nostra routine.

I nostri progressi giornalieri sarebbero stati

condizionati dalle condizioni meteo, dalle valanghe,

dagli orsi e abbiamo programmato di

allestire i campi nei punti del ghiacciaio dove

gli orsi avrebbero avuto poche chance di farsi

vedere. Negli ultimi anni gli orsi polari hanno

modificato le loro routine di spostamenti in

cerca di maggior cibo a causa del restringimento

della calotta polare il che li rende particolamente

pericolosi. Le Svalbard sono uno dei luoghi in

cui si può percepire con immediatezza questo

particolare effetto del cambiamento climatico.

Durante il secondo giorno è arrivato un vento

leggero che ci ha permesso di utilizzare il kite per


58

AVVENTURE

Accanto al Polo


un paio d'ore e questo ci ha tirato su il morale.

Trascinare le nostre slitte stava diventando una

vera tortura e ho cominciato a chiedermi come

avremmo fatto se non avessimo avuto vento

sufficiente per completare la nostra spedizione

a piedi. Prima di discendere il ghiacciaio fino

al mare abbiamo contato almeno 30 foche sul

ghiaccio, segno evidente che eravamo entrati

nel territorio di caccia dell'orso, quindi ci siamo

dati l'obiettivo di tenere duro continuando

la traversata fino a Svea, un villaggio di minatori

abbandonato dove finalmente avremmo potuto

dormire in sicurezza. Tutto procedeva bene

finché il vento ci spingeva attraverso il ghiaccio.

A metà strada verso Svea abbiamo visto alcune

lastre di ghiaccio più grige, un segno che in quel

punto il ghiaccio era più sottile e così prima di

realizzare cosa stava accadendo Cecilie è caduta

nell'acqua gelata con la sua slitta ancora attaccata.

Ora eravamo veramente in una situazione di

emergenza.

Cecilie è rmasta calma (per quanto poteva) mentre

il team entrava in azione con Jørgen e Lars

che cercavano di tirarla fuori dall'acqua gelida.

Ci eravamo già esercitati per far fronte a una situazione

del genere ma le linee del kite di Cecilie

si erano già congelate e non potevamo utilizzarle

per recuperarla; al loro posto abbiamo usato

le nostre corde da alpinismo. Una volta che

Cecilie è stata estratta fuori dall'acqua, era congelata

quindi abbiamo dovuto rivestirla con abiti

asciutti prima di avvolgerla nel sacco a pelo nel

campo di emergenza che avevamo allestito nel

frattempo. Tom aveva già riscaldato dell'acqua e

abbiamo ristorato il corpo di Cecilie con bottiglie

di liquido caldo mentre facevamo il punto della

situazione. Eravamo ancora nel mezzo del ghiaccio

dove l'orso andava a cacciare. Non potevamo

muoverci e la situazione stava peggiorando a

causa di una tempesta in arrivo. Non c'era tempo

per mettere il campo in sicurezza così abbiamo

dovuto affrontare il freddo per tutta la notte mezzi

bagnati. Non sono mai stata tanto spaventata

come durante le mie due ore di guardia all'orso

quella notte. La visibilità era ridotta a un metro

e sentivo il rischio reale di trovarmi da un momento

all'altro di fronte a quel predatore. Alle 6 di

mattina la tempesta si era affievolita e la visibilità

era tornata normale dandoci un po' di sollievo.

Il vento ancora soffiava, così siamo stati in grado

di farci spingere dai kite mentre io trascinavo

Cecilie e Jørgen e Tom trainavano due slitte a

testa. Era durissima, ma dovevamo raggiungere

Svea a qualsiasi costo.

Guardando indietro, il giorno in cui Cecilie era

caduta nel ghiaccio ci aveva messo a dura prova

e il fatto di dover raggiungere in fretta Svea

ci aveva reso molto più scrupolosi nel muoverci

tra i ghiacci. I contrasti rendono speciale e difficile

un viaggio e dopo quella situazione di crisi i


60

AVVENTURE

Accanto al Polo

giorni successivi ci sono sembrati un paradiso a

confronto. Tutto quello che avevamo sognato è

comparso all'improvviso: un bel sole splendente,

un cielo blu e venti stabili.

Ora rimaneva un solo problema: il vento continuava

a soffiare da una direzione competamente

sbagliata e ce l'avevamo dritto in faccia. Dovevamo

attraversare il ghiaccio bolinando e scavallando

colline, coprendo un sacco di terreno ma

non nella direzione desiderata. Era dura ma siamo

riusciti a raggiungere il nostro secondo campo

che abbiamo allestito in un bellissimo spot

lasciando fuori i kite dalle tende e mangiando

con il morale un po' più alto. I nostri problemi

erano di colpo terminati ed ero sorpresa di quanto

l'umore può cambiare quando le circostanze

attorno a te migliorano. Eravamo di nuovo dei

campeggiatori felici!

In ogni modo il giorno successivo il vento si era

fermato e abbiamo dovuto superare una montagna

a piedi per vedere se avremmo trovato

vento dall'altra parte. Doverci portare dietro delle

pesanti slitte era un prezzo davvero salato in

quei momenti. Il vento non tornava, così dopo

giorni di cammino abbiamo allestito il campo sul

ghiaccio lungo la costa orientale di Svalbard per

quella che sarebbe stata la notte più fredda della

spedizione con temperature fino a -35 sotto zero.

Svegliarsi dopo appena due ore di sonno per

svolgere il turno di guardia contro gli orsi era

una tortura ma assolutamente necessario e anche

se si faceva tutto con la massima calma era

quasi impossibile sentirsi a proprio agio in quelle

temperature così crudeli. E se già i problemi non

erano abbastanza, fu proprio allora che avvenne

il secondo incidente quando uno dei due bruciatori

diede fuoco alla tenda. La parte anteriore

della tenda è praticamente esplosa e Lars è rius-


cito a buttare fuori il bruciatore mentre Cecilie

che per fortuna era seduta lontano si riparava sul

retro della tenda.

Fortunatamente nessuno di noi si è fatto male,

ma i nostri nervi erano tesi così non appena si

è alzato un po' di vento abbiamo deciso di fare

i bagagli e metterci in marcia. Faceva freddo e

nevicava ma dovevamo approfittare del vento

con i nostri piccoli kite facendo affidamento

solo sui nostri gps per via della scarsa visibilità,

ma eravamo determinati a proseguire e coprire

la massima distanza possibile.

Fu allora che le Svalbard si manifestarono in

tutta la loro mutevolezza, il vento smise di soffiare,

tornò il sole e le nostre speranze di sbrigarci

svanirono in un attimo. Dovevamo tornare a

camminare. A quel punto eravamo ai piedi del

ghiacciao di Lomonosov che avremmo dovuto

scalare per raggiungere il ghiacciaio di Åsgaards.

Prendevamo le previsioni meteorologiche ogni

giorno grazie ai nostri telefoni satellitari e gli esperti

dicevano che il vento di lì a poco sarebbe

tornato, ma sempre dritto in faccia a noi. Stavamo

realizzando che andare verso Nord con il kite

si stava rivelando molto difficile in quanto il vento

ci spingeva in tutt'altra direzione e avevamo

bisogno di cambiare i nostri obiettivi.

Eravamo venuti alle Svalbard per attraversarle

con i kite e non camminando e quindi decidemmo

che invece di continuare ad andare controvento

che diminuiva inutilmente le nostre

provviste di gas e di cibo, avremmo cancellato

l'appuntamento per farci venire a prendere al

Nord della penisola e avremmo sfruttato il vento

che avevamo. Avremmo fatto un downwind

per la prima volta in due settimane tornando a

Longyearbyen, così l'atmosfera di frustrazione

tra il team svanì.


62

AVVENTURE

Accanto al Polo

Guardando indietro a questa avventura con il

senno di poi con tutte le sue difficoltà ancora

ci fa sorridere. Abbiamo avuto ricordi di paesaggi

mozzafiato e nonostante il vento non ci

abbia aiutato è stata un'esperienza che non dimenticheremo

mai. L'impressione più evidente

è quanto ci siamo sentiti vulnerabili nell'ambiente

circostante ma anche di quanto delicato sia

quell'ambiente stesso.

Il ghiaccio sottile che abbiamo incontrato non

potrà che peggiorare come la temperatura del

pianeta continuerà a salire e lo stesso rischio di

incontrare orsi polari affamati è un segnale che

l'habitat di questi predatori si sta riducendo a vista

d'occhio. Sarebbe un vero peccato che le prossime

generazioni non possano vivere le Svalbard

come abbiamo potuto farlo noi e forse da questa

spedizione abbiamo capito che per preservare

territori come questo l'azione deve partire da ognuno

di noi.

Nonostante sia stata un'esperienza dura, vogliamo

assolutamente ripeterla. Proveremo a raggiungere

il Nord il prossimo anno e godere al

massimo di questi territori selvaggi. Dopotutto

non è detto che sopravvivano ancora per molto.

Porteremo anche altri kiter con noi per dargli la


possibilità di vivere ciò che noi abbiamo vissuto.

Questo è un luogo che vale assolutamente la

pena vedere. Raggiungerlo e farci kite è molto

difficile ma è qualcosa che non dimenticherete

mai.


64

AVVENTURE

Accanto al Polo


GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il cambiamento climatico ha avuto un impatto

devastante nella regione Sud delle Svalbard.

C'è ora un'area di ampiezza non facilmente

calcolabile con ghiacciai itineranti,

crepacci e una topografia che offre davvero

pochi spot sicuri per fare kite. Le temperature

più alte del pianeta stanno riducendo la

superficie dei ghiacci, quindi l'acqua si scalda

prima e le temperature incrementeranno

ancora. Quanto prima la parte meridionale

delle Svalbard diventerà un'isola a sé stante

e i periodi ridotti di ghiaccio costituiranno

una sfida per la popolazione degli orsi polari.

Loro si affidano alle foche che stanno vicino

alla costa dove l'acqua è bassa sotto al ghiaccio.

Poco ghiaccio sulle isole significa vita

dura per l'orso polare e nonostante alcuni

esemplari migreranno verso Nord seguendo

i ghiacci più estesi, le nuove condizioni

gli renderanno molto più difficile la sopravvivenza

con la conseguenza che il rischio di

vederli avvicinarsi nelle città in cerca di cibo

sarà sempre maggiore.


66

VIAGGI

Sapore indonesiano

V I A G G I // Matt Elasser

SAPORE

INDONESIANO

Il peggior posto al mondo dove fare kite deve essere

l'Indonesia. Come molti di voi, ho visto le foto da copertina

e i video e sono stato risucchiato laggiù per la

prima volta 5 anni fa. Era il mio primo viaggio da pro

rider completamente autofinanziato con la speranza di

fare un po' di soldi al mio rientro con le foto e i video girati

tra le epiche onde indonesiane. Avevo immaginato

di volare in quel territorio, fare surf e kite ogni giorno

lontano dalla folla e riempire i miei hard disk con alcune

delle migliori foto della mia vita. Ho prenotato un volo

per me e Brendan Kerr e incrociato le dita che in quelle

5 settimane che ci attendevano ci fosse tempo a sufficienza

per scoprire gli spot, aspettare le condizioni giuste

e raggiungere la perfezione. L'indonesia è molto

mutevole riguardo agli spot e questa è la ragione che mi

ha spinto a tornarci.

Il primo viaggio in Indonesia sarebbe stato uno dei più

eccitanti, ma anche una prova di forza per il mio sistema

nervoso. Nel frattempo spendevo un po' di tempo

tra le onde hawaiane e nelle sessioni invernali lungo la

costa ovest degli Stati Uniti. L'indonesia però sembrava

una bestia diversa. Avevo sentito storie di gente che

aveva rotto fino a 20 leash in un solo viaggio, lunghe

pagaiate e l'esigenza di avere una tavola gun di 7 piedi

per surfare quando montava la marea. Quando invece

sono arrivato lì per la prima volta devo ammettere di

essermi sentito a casa. Le onde non erano poi così diverse

da quelle degli spot dove ero già stato, se non che

erano perfette ogni giorno. La cultura locale invece è

stata piuttosto scioccante.

Quando sono arrivato a Bali la prima volta mi sembrava

di essere in uno zoo di gente, taxi e motorini. Era molto

lontano dal paradiso semideserto che mi ero immaginato.

Il traffico in quelle zone è il più intenso che io abbia

mai visto. Io e Brendan ci siamo dovuti adattare presto

a quel ritmo di vita e abbiamo cominciato a seguirlo con

la mentalità di chi guida un mezzo come se lo avesse

appena rubato e non ha paura di usare il clacson. Dopo


68

VIAGGI

Sapore indonesiano


una serie di telefonate a bordo di scooters e parecchie

notti a bere Bintangs a Bali, abbiamo capito che la stagione

del vento era quasi finita e quindi c'era da vedere

se ci fosse stata qualche opportunità di trovare qualche

isola indonesiana che poteva offrirci ancora giorni ventosi.

Ho raccolto un po' di informazioni su dove andare

dai surfisti viaggiatori che avevano frequentato le isole

sperando dicessero la parola "ventoso". Una o almeno

un paio di isole potevano essere quello che cercavamo.

Quando io e Brendan siamo arrivati alla prima destinazione

abbiamo realizzato che non eravamo i soli a cercare

vento a più di 40 ore di viaggio da casa. Una coppia australiana

ci ha subito informati che probabilmente eravamo

un po' in anticipo sulla stagione di vento migliore

dell'isola. Non ci preoccupammo visto che avevamo un

mese intero da spendere in Indonesia prima di tornare

in California per il college. Abbiamo ingannato l'attesa

del vento facendo surf, bevendo, giocando a ping pong

e rovinando matrimoni locali. Non c'era molto altro da

fare nella giungla indonesiana. Come le settimane passavano

senza che il vento apparisse, cominciavo a preoccuparmi

che non avremmo mai trovato quello per cui

eravamo partiti.

Poi un giorno, quando le mie speranze erano ormai

perse, il migliore giorno di kite della mia vita mi è arrivato

dritto di fronte. Un australiano chiamato

Rob Kidnie ci ha aiutato a decifrare il tipo di onde che

stavamo surfando. Non avevo mai surfato onde di qulla

misura prima d'allora e soprattutto mai onde sinistre.

Due novità che hanno cambiato quel giorno. Io e

Rob abbiamo passato il resto della giornata surfando.

Era semplicemente impensabile quanto fantastico era

e ho speso anche una o due lacrime di gioia quando in

un paio di session sono riuscito a cambiare onda. Potrei

considerare quelle onde come qualcosa che ti cambia la

vita visto che ho speso gli ultimi 5 anni a cercare onde

di simile qualità.


70

VIAGGI

Sapore indonesiano

Alla fine di quel viaggio proprio il giorno prima di

tornare in California sono arrivati il rinomato fotografo

e il pro rider hawaiano Reo Stevens. Dopo una cena

veloce con loro era chiaro come quei due conoscevano

l'Indonesia come mai nessun altro avevo mai incontrato

prima. Mi ero ripromesso che la prossima volta che sarei

tornato in Indonesia avrei voluto cogliere l'opportunità

di imparare quanto più possibile da Reo e Jason. Dopo

appena 11 mesi ho ricevuto un messaggio da Reo che


sarebbe tornato in Indonesia per il suo decimo viaggio

per girare con Jason Wolcott e Moona White (tre volte

campionessa del mondo). Mi sono subito invitato alla

"festa" cercando di raccogliere soldi dallo sponsor per

pagare Jason. Il viaggio che avrebbe cambiato il mio

modo di essere sarebbe stato possibile anche in kite.

Ne è venuto fuori che non avevo nemmeno intaccato la

superficie del kite indonesiano nel mio primo viaggio.

Reo e Keahi conoscevano tutti gli spot e le condizioni

migliori. Non avevo che da seguirli e cercare di migliorare

la mia tecnica in condizioni a me poco familiari.

Mentre Reo e Keahi erano motivati a stare in acqua più

di cinque ore al giorno, la presenza di Jason Wolcott

ci forzava a stare in acqua per tutto il giorno. Jason ci

diceva semplicemente di entrare in acqua e a qualsiasi

nostra domanda la risposta era sempre la stessa: "il

kite non è il mio lavoro, uscite là fuori!". La consistenza

delle condizioni non era molto migliore del mio viaggio

precedente ma facevo kite tre volte di più con questa

squadra. Se il vento non era sufficiente per surfare

facevamo body drag per risalire il vento, se le onde erano

troppo piccole per tubare facevamo foto di manovre

aeree su qulle del reef. Provavamo sempre qualcosa a

prescindere dalle condizioni. In quel viaggio ho confermato

che il segreto per fare kite in Indonesia è che lo fai

in condizioni eccellenti solo per un paio di ore in tutto

il viaggio, quindi è meglio farsi trovare in acqua quando

quelle condizioni arrivano.


72

VIAGGI

Sapore indonesiano


"Non sono ancora

sicuro se ci vuole

più coraggio a

surfare onde simili

o a girare video tra

di esse"


74

VIAGGI

Sapore indonesiano

Come è accaduto negli ultimi 3 o 4 anni, anche quest'anno

c'è stata solo una piccola finestra meteo che ha regalato

la magia indonesiana, o almeno quel tipo di

condizioni che ti fanno viaggiare in tutto il mondo anno

dopo anno: i tubi. Questo non vuol dire che non ci siamo

divertiti a compiere cambi di direzione e manovre aeree,

ma è facile avere aspettative molto alte quando sai

che può accadere. In questa particolare session il sole

stava quasi per tramontare quando abbiamo lanciato il

nostro 13 metri Drifter sul reef. Se avessi potuto scommettere

sul quel momento avrei puntato tutti i soldi sul

fatto che di lì a poco il vento sarebbe finito e saremmo

dovuti tornare a nuoto in spiaggia con il buio. E invece

il vento è aumentato, la marea era perfetta, Jason

stava girando e il gioco era in azione. Per quasi un'ora

tubi perfetti uno dopo l'altro si sono susseguiti sul reef

con Jason che ci nuotava dentro mentre noi surfavamo

proprio sopra di lui. Non sono ancora sicuro se ci vuole

più coraggio a surfare onde simili o a girare video tra di

esse, ma non ammetterò mai di fronte a lui che l'uomo


con le palle più grosse lì in mezzo era quello che girava.

In ogni caso è stato bello per noi con le "palle" vedere la

tre volte campionessa del mondo Moona Whyte sfruttare

finalmente una session da sogno dopo due viaggi

a vuoto in territorio indonesiano. Con un po' di istruzioni

del suo fidanzato Keahi è riuscita a prendere delle

belle bombe! Moona non dirà mai di aver preso dei tubi

magnifici ma l'ho vista io stesso surfare onde più profonde

di quanto fanno certi ragazzi in spiaggia che vanno

in cerca di tubi. La solita Bintangs post session e un

bel respiro di aria fresca dopo avere avuto una giornata

davvero epica. Jason più tardi mi ha detto di essere sorpreso

di sapere che torniamo ogni anno in Indonesia ,

ma queste session di lunghe ore rappresentano spesso

il momento di kitesurf migliore che riusciamo a vivere

durante l'anno. Ogni anno siamo tentati di lanciare i

dadi di nuovo e ogni anno con un po' di pazienza sembriamo

conquistare qualcosa che ci fa tornare lì per averne

ancora.


76

VIAGGI

In primavera il kite in Sardegna è uno spettacolo.

Nelle settimane che vanno dal 25 Aprile al 2

Maggio e dal 2 al 9 Maggio lo staff di Kitesoul

e la scuola Kitesurf Sardegna organizzano

la seconda edizione del Sardinia Kite Camp,

un'esperienza nel Sud Ovest della Sardegna

con alloggio in hotel e trasferimenti in spot

leggendari come Chia, Porto Botte, Is Solinas,

Porto Pino, Funtanamare e più su fino alla zona

di Cabras nell'oristanese.


In primavera il kite in Sardegna

KITESOUL VI ASPETTA AL SARDINIA KITE CAMP 2018!


78

VIAGGI

In primavera il kite in Sardegna è uno spettacolo.

Un'occasione da non perdere

per tutti i kiter che in primavera

vogliono esplorare i migliori spot

della Sardegna e vivere un'esperienza

di viaggio originale e ricca

di emozioni. Lo staff di Kitesoul

in collaborazione con la scuola

"Kitesurf Sardegna" di Alessandro

Ferro organizza, nelle settimane

che vanno dal 25 Aprile

al 2 maggio e dal 2 al 9 Maggio,

la seconda edizione del Sardinia

Kite Camp, un viaggio ideato

e organizzato a misura di quei

rider che cercano una vacanza

rigenerante all'insegna del kitesurf,

della natura e della libertà.

Il Sardinia Kite Camp si svolge

nello splendido Sud Ovest della

Sardegna che in questo periodo

dell'anno offre a dir poco

condizioni paradisiache: vento

solido e costante tutti i giorni,

giornate lunghe e soleggiate,

spiagge deserte. Cosa chiedere

di più? I partecipanti utilizzano

come base per l'alloggio un confortevole

hotel situato sul suggestivo

lungomare di Sant'Antioco,

una zona strategica che

consentirà al gruppo di partecipanti

di raggiungere ogni giorno

uno spot diverso a caccia delle

migliori condizioni meteo con

l'aiuto di una guida locale, esperta

e competente, per poi rientrare

ogni sera nella cittadina dove

cenare e rilassarsi.

MAESTRALE O SCIROCCO, LA

ROTTA LA DECIDE IL VENTO

Non c'è niente di meglio che

svegliarsi la mattina ed essere

liberi di muoversi tutti insieme

inseguendo il vento, esplorando

una delle più belle coste del Mediterraneo

pronti ad approfittare

di tutti i venti e ogni condizione

che offre questa zona magica

della Sardegna!

Qui si trovano infatti spot leggendari

come Chia, Porto Pino,

Porto Botte, Is Solinas, Funtanamare,

Sant'Antioco per non parlare

dei famosi wave spot della

zona di Cabras nell'oristanese.

Acqua piatta e onde meravigliose

che lavorano con i venti di Maestrale/Tramontana

e Levante/

Scirocco oltre alle classiche termiche

che tornano attive proprio

in questo periodo dell'anno.


UN ALLOGGIO CONFORTEVOLE

NEL CENTRO DI SANT'ANTIOCO

L'alloggio previsto per tutti

i partecipanti al Sardinia Kite

Camp è il MumaHostel, un

suggestivo e confortevole hotel

che si trova sul lungomare

di Sant'Antico a 800 metri dal

centro cittadino. Una struttura

nuovissima, tranquilla e allestita

con servizi e qualità da hotel a tre

stelle che offre 32 camere climatizzate,

un ristorante tradizionale,

uno splendido giardino e la

prima colazione. I partecipanti al

camp potranno scegliere la sistemazione

preferita tra camere

singole, doppie, triple e quadruple.

Per i rider saranno allestiti

inoltre servizi di storage e spazi

dedicati al lavaggio dell'attrezzatura

dopo le session.

LEZIONI E TEST GRATUITI SULLA

SPIAGGIA DI PORTO PINO

Il quartier generale del Camp sarà

invece la scuola "Kitesurf Sardegna"

di Alessandro Ferro, istruttore

Iko e profondo conoscitore


80

VIAGGI

In primavera il kite in Sardegna è uno spettacolo.

di queste coste, che gestisce da

anni il suo centro sportivo con

sede nella fantastica spiaggia di

Porto Pino. Nella struttura saranno

disponibili i servizi di noleggio

di materiale RRD (compresi

i Sup), demo test delle attrezzature

e di lezioni individuali e

collettive per tutti i livelli. Anche

quest'anno sarà possibile per

tutti provare gratuitamente l'esperienza

dell'Hydrofoil.

Insieme ad Alessandro Ferro

seguirà e assisterà il gruppo di

partecipanti David Ingiosi, Istruttore

Iko e Direttore Responsabile

di Kitesoul, pronto a immortalare

le immagini di questa fantastica

esperienza e raccogliere materiale

per un resoconto che verrà

pubblicato sulle pagine del magazine.

UN'OFFERTA IMPERDIBILE DA

PRENDERE AL VOLO

Il costo del pacchetto per questa

seconda edizione del Sardinia

Kite Camp è di 739 EURO a

persona e comprende: 7 notti

in hotel con prima colazione,

trasferimenti negli spot, guida

e assistenza in spiaggia, storage

delle attrezzature, duce


cene con aperitivo, utilizzo del

Sup, test attrezzature e uso dell

Hydrofoil. Sono possibili anche

formule personalizzate in camera

singola, tripla e quadrupla.

Insomma gli ingredienti per una

vacanza da sogno dedicata ai kiter

ci sono tutti. Non vi resta che

prenotare e partire assicurandovi

di mettere in valigia la vostra

vera kitesoul!

INFO:

DAVID INGIOSI,

CELL. 3475598759,

DAVID.INGIOSI@KITESOUL.COM.

WWW.KITESOUL.COM

WWW.KITESURFSARDEGNA.IT

WWW.MUMAHOSTEL.IT


82

KITECAMP

Kite Catamaran Camp in Sicilia

KITE CATAMARAN

CAMP IN SICILIA

Per la primavera 2018 Kitesoul Magazine in

collaborazione con l'associazione Marsala Kitesurf e la

società di charter Sail&Travel organizza un fantastico

kite camp a bordo di un catamarano a vela dotato di

tutti i comfort. Obiettivo: vivere il mare a 360 gradi,

navigare lungo costa a caccia di vento e sfogare la

propria passione per il kitesurf in alcuni degli spot più

suggestivi della Sicilia: dalla laguna dello Stagnone a

Capo Feto, alle meravigliose isole Egadi.


Un Kite Camp originale, suggestivo

e ricco di adrenalina che permette

ai rider di vivere il mare in perfetta

simbiosi a bordo di un catamarano a

vela navigando in una delle zone più

affascinanti e ricche di vento della

Sicilia. Dormire a bordo, veleggiare,

raggiungere spot incontaminati, surfare

per ore e godere dei tramonti

mozzafiato dal pozzetto della barca.

Questo il programma del Kite

Catamaran Camp 2018 organizzato

nella prossima primavera dal 3 al 10

maggio da Kitesoul Magazine in collaborazione

con l'associazione Marsala

Kitesurf e la società di charter

Sail&Travel.

LA DESTINAZIONE

La costa Sud occidentale della Sicilia

è una destinazione ideale per i kiter

che vogliono godere di una delle

zone più ventose del Mediterraneo,

tra Marsala conosciuta come "città

del vento", la laguna dello Stagnone,

una suggestiva riserva naturale che

con la sua acqua piatta e i venti

costanti è il paradiso migliaia di rider


84

KITECAMP

Kite Catamaran Camp in Sicilia

da tutto il mondo e le affascinanti e

solitarie isole Egadi, Favignana e Levanzo.

Sport acquatici, ottimo cibo

accompagnato dagli eccellenti vini

locali e un territorio incontaminato e

fuori dal tempo. Questa è la vera Sicilia.

L'ESPERIENZA E LA CREW

I partecipanti del Kite Catamaran

Camp dopo l'imbarco dal porto di

Marsala navigheranno lungo costa

e sosteranno ogni sera in una location

diversa. La navigazione, la vita

a bordo e gli scali di questa vacanza

sono tutti in funzione dell'obiettivo

principale degli ospiti: fare kite il più

possibile e nei migliori spot siciliani

secondo le condizioni meteorologiche.

Ad occuparsi di loro a bordo

il comandante dell'imbarcazione

Francesco Balestrieri, skipper con

una lunga esperienza di charter e

navigazione, profondo conoscitore

di queste coste, chef e istruttore di

kitesurf, e Andrea Alagna, uno dei

più forti rider dello Stagnone, nonché

istruttore qualificato e con una passione

assoluta per il mare. Saranno

loro a occuparsi dello storage delle

attrezzature a bordo, così come ad

assistere i kiter nelle operazioni di

lancio e atterraggio delle ali, nonché

a dare loro il massimo supporto per

la sicurezza e il divertimento di tutti,

principianti ed esperti.

LA BARCA

La barca è un Lagoon 380, un bellissimo

catamarano di 12 metri del

cantiere francese Jeanneau ricco di

spazio e di comfort. Progettato dai

celebri architetti Van Peteghem e

Lauriot Prévost, al suo interno offre

quattro accoglienti cabine, due bagni,

un grande quadrato panoramico,

cucina e angolo di navigazione,


mentre all'esterno gli ospiti possono

apprezzare il maestoso pozzetto con

bimini, tavolo e cuscineria e gli ampi

spazi prendisole. Il numero massimo

di ospiti a bordo è di 8 persone.

Oltre alle dotazioni di sicurezza

standard (kit primo soccorso, estintori,

zattera di salvataggio, Epirb, Vhf

e salvagenti personali) in barca sono

disponibili: asciugamani, lenzuola,

acqua calda, prese corrente, Wi-Fi,

impianto audio, TV, aria condizionata,

riscaldamento, microonde, frigo,

pannelli solari, generatore eolico e

tender di 3,5 metri a disposizione dei

kiter.

PROGRAMMA E ITINERARIO

Giorno 1 - Partenza

Appuntamento al porto di Marsala

con partenza alle ore 16 e veleggiata

verso Levanzo dove si potrà ormeggiare,

nuotare e gustare un aperitivo

al tramonto seguito dalla cena in

barca. Saremo ormeggiati alla fonda

in una baia protetta.

Giorno 2 - Kite a Levanzo e isole dello

Stagnone

Vi sarà servita la prima colazione e

se il vento lo consente si farà kite fino

all'ora di pranzo preparato dallo chef.

Quindi nel primo pomeriggio si farà

rotta verso la laguna dello Stagnone

dove si sosterà e si farà kite fino al

tramonto in questa magnifica riserva

naturale. Si passerà la notte dormendo

all'ancora in una zona riparata appena

fuori dalla laguna.

Giorno 3 - Kite allo Stagnone e

partenza per Favignana

Giornata di kite allo Stagnone e quindi

al tramonto si raggiunge l'isola di

Favignana, dove una volta ormeggiati

in porto sarete liberi di esplorare

l'isola e andare a cena in uno dei suoi

suggestivi ristoranti.

Giorno 4 - Veleggiata da Favignana a

Capo Feto

Dopo una notte di riposo e la colazione,

si parte in direzione di Capo

Feto per una veleggiata di circa 4

ore. Una volta arrivati a destinazione,

si preparano le attrezzature direttamente

in spiaggia e si farà kite fino al

tramonto. Si dorme alla fonda in un

baia protetta.

Giorno 5 - Vela da Capo Feto a Favignana

Sveglia, colazione e mattinata di kite

in spiaggia, quindi si orienta la prua

del catamarano verso l'isola di Favignana,

dove si sosta nuovamente in

porto e si passa la notte sull'isola.

Giorno 6 - Kite a Favignana e vela

verso lo Stagnone

Si può passare la mattina a fare

kite o a esplorare le incantevoli baie

dell'isola facendo bagni e godendosi

il relax. Nel primo pomeriggio si

riparte per la laguna dello Stagnone

per raggiungere la meravigliosa

spiaggia chiamata Tahiti per la sua

sabbia bianca e i colori verde smeraldo

dell'acqua dove si farà kite fino

al tramonto. Si dorme quindi alla fonda

in un'area protetta della riserva

naturale.

Giorno 7 - Kite allo Stagnone e rientro

a Marsala

Dopo la prima colazione, si fa kite

ancora per qualche ora prima di

tornare al porto di Marsala dove gli

ospiti sbarcheranno.


86

KITECAMP

Kite Catamaran Camp in Sicilia

KITE CATAMAR


AN CAMP IN SICILIA


88

KITECAMP

Kite Catamaran Camp in Sicilia

Il costo del kitecamp è di 1.390 euro

a persona, ma è possibile anche noleggiare

l'intera barca a 9.420 euro.

Insomma il Kite Catamaran Camp

2018 firmato Kitesoul non è solo una

vacanza, ma un'esperienza fantastica

a stretto contatto con la natura,

concepita e organizzata ad hoc per

i kiter che vogliono vivere il mare in

piena libertà, navigare in alcuni degli

spot più belli del Mediterraneo ed esplorare

la Sicilia, un'isola meravigliosa,

accogliente e fuori dal tempo. Info:

David Ingiosi, cell. +39/3475598759,

david.ingiosi@kitesoul.com.


Hotels da Sogno

e Vento Costante

Lasciati

sorpendere

da questo

Brasile

members of egroup.net.br

Visita i nostri site e prenota il tuo prossimo kite trip

JERICOACOARA • CEARÁ • BRASIL PREÁ • CEARÁ • BRASIL vilakalango.com.br • ranchodopeixe.com.br


90

AVVENTURE

Nomadi del vento


Nomadi

del

Vento

Mentre il kitesurf spadroneggia sulle spiagge di tutto il mondo, la

sua controparte montanara, ossia lo snowkiting, rimane ancora

un'attività in gran parte sconosciuta, praticata da un pugno di

pionieri. Perché? Probabilmente le spiagge sono un luogo molto più

accessibile e questo è già un buon argomento, ma ci sono anche

altre ragioni da considerare...

TESTO: MICHAEL CHARAVIN | FOTO: MICHAEL CHARAVIN & JOËL BLANCHEMAIN


92

AVVENTURE

Nomadi del vento

Nello snowkiting, è naturale, anche

se non obbligatorio, provare a superare

i limiti degli spot più convenzionali

ed esplorare i dintorni delle

montagne. Questa pratica richiede

una conoscenza specifica della ventilazione

locale così come del territorio

montano. Una serie di abilità

che un rider può accumulare solo

attraverso l'esperienza. Ma questo

lungo processo di apprendimento

può costituire una barriera per

coloro che si dedicano saltuariamente

alla disciplina.

In ogni caso le potenzialità dello

snowkiting sono enormi e ogni

anno assistiamo a un'evoluzione

senza sosta. Per esempio l'alpinismo

in kite è ormai diventato una realtà:

corridoi affilati e versanti a 45

gradi vengono ormai discesi regolarmente

dagli snowkiter. Ma oltre a

questo è il numero di montagne che

prima costituivano il parco giochi

solo degli sciatori e che ora sono

accessibili anche agli snowkiter che

qui possono esprimere al meglio il

potenziale della disciplina. Siamo

nella fase snowkite touring o alpinismo

in kite.

Le Alpi sono certamente un luogo

ideale di questa disciplina. Ma in

Europa una delle migliori destinazioni

è la Norvegia.


SNOWKITE PARADISE!

La Norvegia è probabilmente uno

dei migliori spot europei per la pratica

dello snowkiting: lo scenario

delle sue foreste e distese innevate

regala pressoché una spazio infinito.

Gli altopiani di Hardangervidda nel

Sud del Paese sono molto rinomati

poiché facilmente accessibili

ed esposti a tutti i venti. Probabilmente

anche perché ogni anno vi si

disputa un regata long distance, la

famosa Red Bull Ragnarok, con rider

di tutta Europa. In ogni caso c'è

sempre una cosa che mi sorprende

sul potenziale offerto da questa location:

anche se ci sono tantissimi

tour di uno o più giorni che si possono

praticare, la maggioranza dei

praticanti rimane fedele agli spot

più convenzionali e usa kite gonfiabili.

Mi sembra abbastanza curioso

notare che l'evoluzione dello

snowkite sembra più avanzata nelle

Alpi, così a prima vista, anche se il

territorio sembra meno favorevole

rispetto ad altre destinazioni.

Ma la Norvegia non si ferma agli altopiani

di Hardanger. Bisogna conoscere

come andare fuori pista! Le

possibilità possono essere molto

interessanti da altre parti, specialmente

nelle aree più montagnose...


94

AVVENTURE

Nomadi del vento

Sono stato nella regione Sud della

Norvegia per molto tempo e ho visto

nelle sconosciute aree del Setesdal

Vesthei e di Ryfylkeheiane l'ideale

compromesso per la pratica dei

tour in snowkite

rimanendo

fermi su un approccio

montanaro.

Il terreno

è complesso

e non strutturato:

qui nulla

è piatto eccetto che per le grandi

distese ghiacciate di laghi. D'altra

parte le montagne hanno moderati

gradienti verticali che non bloccano

il vento...

NUOVE SFIDE...

Precedentemente abbiamo praticato

lo snowkite su altopiani e montagne

nel Sud del Paese in differenti

stili, che spaziavano dalla session di

poche ore a tour di due settimane

in autosufficienza con equipaggiamento

da campeggio in montagna

e scorte di cibo stivate a bordo di

slitte da trascinarsi dietro. Ma questa

volta la differente orografia del

territorio che volevamo esplorare ci

ha imposto nuove regole. Per la prima

volta abbiamo tentato di effettuare

un viaggio nomade senza slitte

per essere completamente liberi nei

movimenti e nelle esplorazioni. Andare

dappertutto, attraversare ogni

tipo di terreno, non essere limitati a

passare solo nelle vallate o attraverso

i laghi. Ma al contrario poter scalare

con le corde, sorpassare scalini

di roccia, esplorare nuovi scenari

che sono al tempo stesso obiettivi e

passaggi obbligati.

In breve volevamo godere della libertà

delle nostre session tra le Alpi.

La differenza è che in questo caso ci

si muove ogni giorno dal punto A al

punto B. Ovviamente per fare questo

possiamo contare su una fitta

rete di rifugi che i norvegesi hanno

costruito tra queste montagne.

COSA ABBIAMO MESSO NEGLI

ZAINI

Leggeri! Fin dall'inizio questa è stata

la ragione d'essere del nostro viaggio.

Anche se l'idea era di dormire il

più possibile nei rifugi, non volevamo

nessun compromesso riguardo

alla sicurezza. L'equipaggiamento

per i bivacchi, anche leggero (sacco


a pelo, materassino, abiti di ricambio,

fornellino a gas, tazze, un pentolino

e spazzolino da denti) è essenziale

per la sicurezza. In queste

montagne, se succede un incidente,

raggiungere una valle o il rifugio più

vicino può essere molto complicato.

Riuscire a proteggersi in un bivacco

improvvisato era per noi essenziale,

anche a livello psicologico.

Quindi essere liberi di scegliere ogni

possibile rotta era scritto nel Dna

del nostro progetto. Non essere obbligati

a seguire la rotta principale o

diretta tra due rifugi, ma al contrario

essere liberi di muoversi seguendo

il vento era un principio fondamentale

da cui non volevamo deviare.


96

AVVENTURE

Nomadi del vento


Naturalmente questo approccio

svincolato dalle rotte dirette tra i rifugi

e con libertà di rotta si porta dietro

il rischio di allontanarsi troppo

dalle zone di salvezza. Scavare un

rifugio nella neve senza l'attrezzatura

adeguata era un'esperienza che

volevamo comunque evitare.

All'inizio immaginavamo di poter

portare con noi zaini di circa 12 kg,

ma si è sempre troppo ottimisti

quando si pianificano viaggi come

questi a una scrivania. La scala

ha raggiunto velocemente i 15 kg

quando abbiamo cominciato a fare

sul serio con i calcoli e il giorno della

partenza dopo aver pesato il contenuto

diverse volte, gli zaini pesavano

dai 18 ai 20 kg... "dimenticatevi di

essere leggeri", dicono.

STRATEGIA DI PIANIFICAZIONE

Ah ha, il nostro gioco preferito! Abbiamo

avuto il coraggio di dare al

nostro snowkite trip il nome pretenzioso

di Warrior Kiting. Questo

perché immaginavamo di passare

almeno una o due notti all'interno di

un rifugio scavato nella neve magari

dopo un'epica session oppure in un

giorno senza vento.

Ma dopo che si è sperimentato il

comfort di un rifugio norvegese,

può una notte in un buco di neve

essere così attraente? Il minimalismo

del nostro equipaggiamento da

bivacco non lasciava dubbi che le

nostre notti all'addiaccio sarebbero

state più lunghe che confortevoli.

Quello che abbiamo realizzato una

voltà lì è stata una certa cautela che

ci ha spinto verso un compromesso

con i nostri grandi progetti e teorie.

Era chiaro che dovevamo pagare il

prezzo di una notte passata all'aperto.

Per evitarla abbiamo gradualmente

cominciato a ridisegnare i

nostri programmi definendo una

sorta di itinerario. Naturalmente

lungo il viaggio abbiamo perso in

libertà la nostra ricerca di comfort.

Dopo tempo passato a riflettere il

modus operandi che utilizzeremo

nei nostri prossimi trip sarà certamente

quello di ridurre l'equipaggiamento

da bivacco alla mera sopravvivenza.

Scegliendo di sfruttare

la rete di rifugi, la distanza dall'una

all'altra di queste strutture può quasi

sempre essere coperta in 7-8 ore.

A parte l'eventualità di un incidente

serio che può immobilizzare to-


98

AVVENTURE

Nomadi del vento

talmente una spedizione e forzarla

a risolvere una vera situazione di

emergenza, tali distanze possono

essere tranquillamente coperte con

un'attrezzatura adatta a questi territori

anche in caso di giornate difficili.

I LIMITI DEL VIAGGIO...

I limiti di simili viaggi esistono naturalmente.

Il primo di tutti è la ventilazione:

il vento è un elemento

complesso, incerto, fluttuante, capriccioso,

instabile e versatile. Insomma

mai garantito!

Il secondo limite è costituito dalle

condizioni meteo in generale. Il bel

tempo non è una caratteristica di

questi territori. Bisogna sapere che

il gioco può diventare complesso e

a volte assolutamente non ideale

per una progressione in kite. Il terzo

è il riposo. Se non si segue una

routine allora il viaggio a un certo

punto subirà una battuta d'arresto.

Infine un po' più localizzabile e intuibile

è la presenza di vegetazione.

In molti casi è la combinazione di

questi elementi a rendere inagibile

la progressione in kite. Per esempio

il vento in faccia non necessariamente

può essere un ostacolo, ma

lo diventa se il territorio è particolarmente

aspro e non consente di progredire

bolinando. Lo stesso accade

in condizioni di scarsa visibilità: se

la progressione sul gps è piuttosto

semplice, non lo è affatto la comprensione

del territorio e l'anticipo

delle traiettorie più giuste. Viaggiare

con lo snowkiting in condizioni di

scarsa visibilità è come giocare allo

roulette russa ed è un gioco che non

vogliamo giocare...

Per cominciare un viaggio simile bisogna

essere coscienti che ci saranno

dei giorni in cui non è possibile

procedere con il kite e per contin-


uare sono necessarie abilità di arrampicata.

Questo è quello che abbiamo fatto

nella nostra terza e quinta tappa e

in parte anche nella quarta. Principalmente

a causa del vento in faccia,

incroci obbligati, aree boschive

oppure neve fresca profonda. Ma

questo fa parte dell'avventura!

ATTREZZATURE

Kite: abbiamo scelto un quiver limitato

a due kite e solo una barra a

testa per minimizzare il carico del

bagaglio. I Flysurfer Peak 3 (misure

scelte 4m² e 9m²) hanno incontrato

perfettamente le nostre esigenze

della spedizione. Il 4 m² è probabilmente

il kite più spettacolare ed efficiente.


GLOBAL BAR V8

SIMPLE / FUNCTIONAL / SAFE / DURABLE

Simplicity is our mission.

We remove any unnecessary items, instead of adding them,

to make every component more functional.

Simply said : ”you cannot break what does not exist”.

-THE RRD EXCLUSIVE RIGID THREAD LINES-

We obviously still deliver you the bar with the exclusive RRD Rigid thread lines. These lines are made with using the most recent

fibers and an innovative production process. Not only are the lines easier to untwist, but most importantly, they don’t stretch!

EXTREMELY COMPACTED

DYNEEMA BRAIDED SOCK

DYNEEMA UNI-DIRECTIONAL

FIBERS


ONE BAR FOR ALL KITES

No need to ‘change any game’ with the release of our 8th version of the RRD Global Bar.

Because of the great history of performance, we have kept our new version simple, reliable,

and packed with the same great features of the previous versions. But with the V8,

we now take another step forward with new components and redesigned parts.

RIDERS: ABEL LAGO -KITE: RELIGION MK8 - PHOTO: SVETLANA ROMANTSOVA

“OUR LINES DON’T STRETCH”

-NEVER LOSE YOUR TRIM-

INDUSTRY STANDARD BRAIDED LINES

CAN STRETCH UP TO 25.0 cm

RRD RIGID THREAD LINES

CAN STRETCH UP TO 2.5 cm

MAXIMUM STRETCH ON A 25 m LINE

www.robertoriccidesigns.com


102

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

Come arrivare

AEROPORTI:

Hurgada o Marsa Alam.

COMPAGNIE AERE:

Egyptair, Pegasus Airlines,

Turkish Airlines.

Servizi ProKite Villa

Camere doppie e singole

Internet

www.prokiteacademy.com

www.facebook.com/ProKiteVilla

Cucina

Lezioni kitesurf base e

avanzate

Noleggio attrezzatura

Storage

Assistenza in acqua e a terra


ProKite Villa:

metti una

surf house

in paradiso

Testo: David Ingiosi

"Allora, ci andiamo in laguna?". Neanche il tempo di finire

la domanda che Max schizza via al lasco spinto dalla sua

RRD Passion di 13 metri. Finisco di sistemarmi le strap,

rilancio il kite nell'acqua bassa e parto anch'io cercando

di seguire la sua rotta. So che la laguna è da qualche parte

laggiù all'orizzonte, ma non conosco questo tratto di

costa e le placche di reef sono in agguato con la bassa

marea. Quindi una guida esperta come Max Pruccoli è

quello che ci vuole per farsi strada verso il paradiso. Almeno

è così che qui mi hanno descritto la famosa laguna

di Safaga.

Plano a tutta, ansioso di vedere questa meraviglia, gli occhi

fissi tra il cielo e il mare che un po' si confondono,

la barra tirata a cercare tutta la potenza della mia North

Evo 12 per stare dietro a Max che sembra un diavolo scatenato.

L'acqua intorno a noi a un certo punto comincia

a farsi sempre più verde, declinato in mille sfumature,

finché non appare finalmente lei: la laguna di Safaga. È

una lingua di sabbia bianca che a poco a poco esce dal

mare a circa un miglio dalla costa creando un susseguirsi

di piscine dai colori blu ghiaccio e verde smeraldo dove

l'acqua è più profonda. Sembra un miracolo della natura.

Ci entri dentro e il cuore comincia a battere forte. È

talmente bello che gli occhi faticano a posarsi su qualcosa

di preciso, semplicemente cercano di abbracciare

tutta questa bellezza: i colori del mare, la tavola che plana

leggera a rompere il silenzio, il kite che si staglia sul

cielo terso. In lontananza i picchi sabbiosi della catena

montuosa di Shaiyb al-Banat che domina la vasta Baia di

Port Safaga e che mi ricorda come queste acque del Mar

Rosso sono circondate dal deserto sconfinato dell'Egitto.


104

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

UNA LAGUNA INCANTATA, GODIMENTO PER GLI OCCHI

Max davanti a me continua a tirare bordi affilati come lame nel

burro e ogni tanto stacca salti che lo proiettano nel vuoto. Ma

non cambia molto il panorama da lassù, anzi anche a pelo d'acqua

sembra di stare in cielo. Nei miei sogni di kite trip in qualche

paradiso tropicale c'è esattamente quello che ho di fronte a me in

questo momento. Solo che è mille volte più bello. E tutto mio. Non

c'è nessun altro con noi. Urlo di gioia e con il kite alle 12 mi sdraio

sull'acqua bassa pochi centimetri. Voglio solo fermare il tempo e

riempiermi di questo incanto. Penso al kitesurf, a questo meraviglioso

sport che mi regala la voglia di viaggiare per il mondo e la

soddisfazione di scoprire luoghi incontaminati come Safaga.

Lo spot egiziano di Safaga è conosciuto dalla metà degli Anni 80

come una delle più suggestive destinazioni per gli amanti di sport

acquatici. È qui che sono nati centri sportivi di fama internazionale

per i cacciatori di vento, windsurfisti prima e kiter dopo. Ricordo

ancora i video tutorial girati in queste splendide lagune dal

mitico Vasco Renna: acque cristalline di una purezza assoluta, un

vento teso che spingeva le vele, un'atmosfera magica e fuori dal

tempo. Safaga era lì, nella mia lista dei desideri che prima o poi

avrei accontentato. E così eccomi finalmente qui, dentro al mio

sogno, con la realtà che come al solito supera la fantasia. Perché

questi colori se non li hai mai accarezzati con gli occhi fai fatica a

immaginarteli. Anche se magari li hai visti sulle cover di qualche

rivista specializzata. Si deve venire qui e respirarli dal vivo, imprimendoli

nel cuore.

IL KITE TRA IL DESERTO E L'ECO DEI FARAONI

Safaga si trova a circa una cinquantina di chilometri a Sud di Hurgada.

È ancora oggi un piccolo porto mercantile, ma il suo vero

tesoro sono le barriere coralline che fanno la felicità degli amanti

del diving. Senza dimenticare che non molto distante da questo

tratto di costa c'è la Valle del Nilo con l'antica città di Luxor, le

tombe dei faraoni e le rovine archeologiche millenarie e misteriose.

E poi c'è "sua maestà" il deserto con i suoi scenari lunari e

desolati.

Ma Safaga ormai da oltre 15 anni vuol dire soprattutto kitesurf.

Insieme ad altri rinomati spot del Mar Rosso come Marsa Alam,

El Gouna, Ras Sudr, Dahab, richiama ogni anno migliaia di kiter

da tutto il mondo che qui vengono a praticare o imparare questa

disciplina che non a caso è diventato il primo sport nazionale

dell'Egitto. Tante sono le scuole di kite pronte ad accogliere i rider

affamati di session in queste acque mozzafiato. Tra loro la ProKite

Academy di Max Piona, un centro Iko tra i più qualificati a livel-


106

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

lo internazionale, nonché centro del brand italiano Roberto Ricci

Design.

TUTTI IN VILLA, COME A CASA

Con un lungo trascorso in questi territori e migliaia di ore di insegnamento

all'attivo come istruttore ed esaminer Iko, Max Piona è

uno con il kitesurf nel sangue, ma anche un uomo profondamente

innamorato dell'Egitto e di questo tratto di costa che ha eletto a

sua casa prediletta. Anzi, più che case, Max ama le ville tanto da

averne creata una tutta sua: la ProKite Villa. Un progetto di scuola

stanziale nata tre anni fa e ispirata ai lounge per backpackers

australiani di cui ripropone un'idea di alloggio confortevole, ma

informale e soprattutto condiviso da tutti gli ospiti accumunati

dalla passione per il mare e lo sport.

Chi soggiorna alla ProKite Villa dorme praticamente sulla spiaggia

e ha a disposizione una tipica villa egiziana a tre piani con 11 stanze

con bagno privato, cucina con menù italiano, rimessaggio per l'attrezzatura,

servizi in spiaggia e spazi comuni dedicati al relax. La

prima cosa da fare quando arrivate lì è salire sulla terrazza all'ultimo

piano e ammirare la laguna di Safaga che si stende meravigliosa

davanti a voi circondata dalla splendide Makadi Bay, Soma


Bay e Sahl Hasheesh. Un panorama che apre il cuore. E Max Piona

il cuore ce lo ha lasciato in questo spot. Ad aiutarlo nella gestione

della ProKite Villa c'è un team di amici competenti e molto affiatati:

Massimo "Max" Pruccoli, istruttore e uomo tuttofare con il

piglio alla "McGiver", Roberto Acerboni, anche lui istruttore di kite

e di snowboard con anni di esperienza sul campo, dalla battuta

fulminante e sempre pronto all'azione, Roberto Faretra, istruttore

di kite con un centro tutto suo a Dervio e i toni rilassati, e infine

la segretaria Tiziana Giorgione trasferitasi da poco in Egitto per

seguire il suo sogno di diventare istruttrice. Con loro un gruppo di

ragazzi "local" ingaggiati come assistenti in spiaggia, Jabar, Ramadam,

Paolo, poi il cuoco sempre egiziano ma grande interprete

della cucina italiana e una serie di driver collaudati pronti a scorrazzare

in giro gli ospiti della villa.

VENTO, AMICI, RISATE. QUESTO È IL KITE

ll successo di questa surf house sta nell'entusiasmo dei cosiddetti

"repeater", ragazzi e ragazze italiani e non che qui tornano ogni

anno appagati dal clima familiare che si respira, l'atmosfera rilassata,

il buon cibo e le condizioni di uno spot unico al mondo. Durante

il mio soggiorno ho avuto un assaggio di tutto questo: ses-


108

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

sion strepitose in acqua, risate a non finire, chiacchiere tra un thè

nero e una tisana alla frutta, lezioni di yoga con la maestra Benedetta

Bartolomeo, musica che accompagnava le partite a biliardo o

i falò che illuminavano la spiaggia durante le notti stellate o sotto

lune giganti.

Attenzione però. Venire a Safaga può essere pericoloso per un

kiter viaggiatore. Perché vuol dire perdersi nella sabbia del deserto,

nei ritmi lenti di una cultura antica, significa fermare le lancette

dell'orologio per dedicarsi a sé stessi o magari ritrovarsi nel

silenzio di una natura incontaminata dove navigare spinti da un

kite e respirare la voglia di libertà. È pericoloso semplicemente

perché una volta qui, non si vuole più ripartire e lasciarsi alle spalle

questi colori incredibili e questa maestosa bellezza. Viva l'Egitto!

Chukran e Maa Salama...


Max Piona:

"Sul turismo in

Egitto i media

hanno fatto

terrorismo

psicologico"

Max, tu sei venuto in Egitto tanti anni fa dopo avere fatto viaggi in

tutto il mondo ed esplorato destinazioni bellissime. Perché questo

Paese ti affascina così tanto?

"Direi per la consistenza delle condizioni ottimali per la pratica di

questo sport. Capitano anche qui naturalmente, come in altri spot,

periodi meteorologici più difficili da gestire, ma nella mia esperienza

di 12 anni in questo territorio la statistica di vento annuale si

attesta tranquillamente su un 70 per cento di giornate buone per

praticare il kitesurf. E questa consistenza l'ho trovata raramente in

giro per il mondo. Poi l'acqua piatta. Condizioni che si uniscono a

una popolazione che magari inizialmente ho fatto fatica a capire

ma che negli anni si è dimostrata molto aperta al turismo in cui

vede una fonte di vita ed estremamente accogliente. Inoltre dopo

oltre 2.000 anni di storia il legame tra l'Egitto e l'Italia rimane molto

solido e basato su un rispetto e una simpatia reciproci".

A causa del terrorismo l'Egitto negli ultimi anni ha perso il 60 per

cento di turismo dedicato al kitesurf e non solo. Tu come hai vissuto

questo periodo difficile e cosa vuoi dire a chi in Europa pensa

che l'Egitto sia una destinazione turistica off limits?

"Io in realtà ho aperto il mio centro all'inizio della "Primavera Araba",

quindi mi sono trovato a fronteggiare ben due rivoluzioni.

Inizialmente ha prevalso un po' lo sconcerto perché era una situazione

nuova e peraltro profondamente sentita dal mondo arabo.

Poi credo che con la seconda rivoluzione la situazione politica

egiziana non sia piaciuta a livello internazionale e quindi è stato

boicottato il turismo in maniera non sempre onesta. Io ho vissuto

qui in prima persona e vedevo un'incredibile discrepanza tra

il racconto dei media e la realtà concreta. Non fatico a definire

questo racconto distorto della realtà come un vero terrorismo

psicologico privo di fondamento".


110

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

Qui nel tuo centro non ci sono guardie, non c'è un recinto, si può

prendere un taxi e muoversi in tranquillità. Insomma non c'è una

percezione di rischio. È così?

"L'Egitto non solo è sicuro dal punto di vista del terrorismo, ma

anche da quello della piccola criminalità. Io qui lascio la mia attrezzatura

all'aperto di notte, completamente incustodita, e non

succede assolutamente nulla. In Italia sarebbe impossibile".


Nella ProKite Villa proponi un concetto di surf house e scuola di

kite stanziale dedicata ai rider. Si viene qui si fa kite, si vive insieme

e ci si sente in una bella famiglia. Come ti è venuta questa idea?

"Sì, una famiglia di matti!;) Dopo anni di insegnamento e di esperienza

in tanti centri ho voluto aggiungere qualcosa a queste

esperienze, dare un'impronta più personale capace di unire le

persone nello sport. Dovunque sono andato mi sono sempre reso

conto che il kite univa le persone che volevano stare insieme anche

dopo le session per fare festa, condividere le proprie esperienze.

L'idea di una surf house è nata dai miei viaggi in Australia

quando frequentavo i backpackers lounge e incontravo i ragazzi

che condividevano gli spazi, la cucina, le serate. Naturalmente

l'ho concepita come una struttura capace di offrire i servizi giusti

per i kiter, un buon livello di comfort e affacciata su uno spot di

alto livello".

Raccontaci le condizioni di Safaga come spot. Quali sono i suoi

punti di forza secondo te?

"Sicuramente la qualità e la quantità di vento. Abbiamo un vento

prevalente da Nord/Nord Est nel periodo estivo in genere più

stabile e da Nord/Nord Ovest un po' più rafficato in quello inver-


112

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

nale sempre con direzione on/side on. Poi la Baia di Safaga si estende

per circa 20 km dalla punta di Soma Bay, dove si arriva con

le barche e dove spesso mi appoggio anche io con gli amici del

Tornado Surf, fino alla punta a Sud dove si tova la ProKite Villa.

Il vento in questi 20 km cambia, da noi arriva un'ora più tardi ma

rimane fino a sera e regala anche fantastiche sunset session. Da

noi inoltre possiamo uscire quando in altri spot le condizioni sono

estreme perché siamo protetti dall'isola. Il fondale davanti alla Villa

si presenta con sabbia mista a sassi per cui consiglio sempre

l'uso dei calzari, soprattutto se non si è rider esperti. Anche le variazioni

di marea sono un po' il nostro punto debole perché davanti


la Villa con la bassa marea non si può sempre uscire. Rimediamo

però utilizzando delle piscine di acqua più profonda, per esempio

lo spot di Low Tide, a circa 3 km, dove portiamo con i pick up i

rider e gli allievi che vogliono fare lezione".

Da istruttore ed esaminer Iko sei impegnato da molti anni a diffondere

la cultura della sicurezza nell'insegnamento e nella pratica

del kitesurf promossa da questa organizzazione internazionale.

Sei sempre entusiasta di essere una sorta di ambassador Iko?

"La Iko nasce dalle radici del kitesurf, da quella che all'epoca era

la Wipika International Kiteschool, quindi fin da subito ha segui-


114

SPOT SAFAGA

ProKite Villa: metti una surf house in paradiso

to questo sport e promosso il suo insegnamento definendone gli

standard di sicurezza. L'obiettivo fin dalla sua nascita nel 2001 è

stato di diffondere un kitesurf sicuro nel mondo, anche spingendo

i brand a migliorare i sistemi di sicurezza delle attrezzature.

C'è stata un'evoluzione continua negli anni di questi standard e la

stessa organizzazione cerca sempre di migliorarsi. Nel 2017 abbiamo

aggiornato il sito internet, portato il Corso Assistente Istruttori

da tre a cinque giorni per permettere agli allievi di aumentare il

numero di ore di pratica di insegnamento durante il corso. Abbiamo

battuto molto in questi anni sul controllo di qualità dei centri

Iko e dei corsi nel rispetto dei nostri standard. Ogni istruttore

quando insegna rappresenta la Iko e deve essere rigoroso nell'applicare

i nostri criteri didattici. Non sempre questi ultimi vengono

rispettati al 100 per 100, ma dobbiamo sforzarci di farli applicare

da tutti. Ad oggi rappresentiamo ancora lo standard più alto di insegnamento

del kitesurf ricreativo a livello mondiale, senza nulla

togliere alle altre organizzazioni. Quinsi siamo molto soddisfatti".


Qui alla ProKite Villa tu hai un calendario stagionale di corsi Assistente

Istruttore e Istruttore. Perché scegliere di venire a Safaga

per completare questi percorsi di formazione?

"Io intanto propongo solo corsi in lingua italiana a differenza di

altri centri che operano qui in Egitto. Poi qui abbiamo la scuola

direttamente sullo spot, si fa lezione in aula e si entra subito in

acqua ottimizzando l'esperienza che diventa una vera e propria

full immersion".


5 STRUT FRAME

INTELLIGENT ARC

SHORT BRIDLE SYSTEM

CORE INTELLIGENT

TRIM SYSTEM (CIT)

FASTER TURNING SPEED

SPEED PUMP SYSTEM

SPEED VALVE 2

BUCKLE UP!

THE NEW XR5 WILL TAKE YOU TO PLACES

YOU'VE NEVER BEEN BEFORE.

POWERED BY 10 YEARS OF

ITERATIVE INNOVATION.

5.0

6.0

7.0

8.0

9.0

10.0

11.0

12.0

13.5

15.0

17.0

19.0

FOLLOW US ON

corekites.com / facebook.com/corekites / instagram.com/corekites / twitter.com/corekites

FOLLOW US ON

corekites.com / facebook.com/corekites / instagram.com/corekites / twitter.com/corekites

CORE Kiteboarding / +49 (0) 4371 / 88934-0 / info@acorekites.com / Fehmarn, Germany


High Performance Freeride+

Freestyle

Wave


118

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Il Brasile

sconosciuto


Non ero più stata in Brasile per più di 10 anni. Il Parco

Nazionale di Lençóis Maranhensesis mi ci ha fatto tornare.

Ci sono dune di sabbia ovunque e tra queste delle lagune

di acqua dolce dai colori blu e verde. Viste dal cielo

sembrano lenzuola ed è per questo che probabilmente

sono chiamate Lençóis Maranhenses, che letteralmente

significa "lenzuola di Maranhão”. Si estendono per oltre

155 km quadrati e formano un parco giochi infinito. Questo

nome probabilmente vi farà suonare un campanello visto

che la Red Bull organizza una regata proprio qui dove

l'obiettivo è di attraversare tutto il parco navigando nelle

lagune e camminando sulle dune.

CHARLOTTE CONSORTI


118

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Questo territorio viene scolpito da due elementi naturali: da

una parte c'è il vento poderoso che soffia dal mare da luglio

a dicembre, dall'altra c'è il clima tropicale della foresta amazzonica

che da gennaio a giugno riempie le lagune di acqua

piovana. La stagione migliore per venire a fare kite qui è da

luglio a settembre. Durante questi mesi trovate vento e lagune

piene d'acqua che però si seccano alla fine della stagione.

Personalmente ho scelto di venirci a settembre.

Su internet ho trovato però davvero poche informazioni su

quest'area quindi ho chiesto all'agenzia Terra Nordeste di aiutarmi

a cercare i transfer (che sono un po' complicati) e le

escursioni a Lençóis. Al di là di essere specializzata in questi

territori, il vantaggio di questa agenzia è che gli addetti parlano

francese. In realtà in Brasile poche persone parlano inglese,

quindi se non parlate un po' di portoghese avrete difficoltà

ad essere capiti.

DIMENTICATE BARREIRINHAS, PARTITE DA SANTO AMARO

Ci sono diverse possibilità di entrare a Lençóis. Quella principale

è attraverso la città di Barreirinhas ma non ve la consiglio

perché è molto popolare e l'80 per cento dei turisti di questa

regione parte proprio da qui. Un piccolo dettaglio: è obbligatorio

comprare un tour guidato per andare a Lençóis e non

potete usare una macchina 4x4 per viaggiare tra le dune del

parco.

In ogni caso noi abbiamo deciso di partire da una località

meno nota: il villaggio di Santo Amaro. Dista circa 4 ore di

macchina dall'aeroporto di Sao Luis e vi servirà una jeep per

coprire gli ultimi chilometri. Si tratta di un piccolo villaggio

molto suggestivo adagiato lungo il fiume e il parco e per il

momento è rimasto fuori dal turismo di massa. Dopo essere

arrivato la mattina successiva siamo andati a visitare le lagune

di Emendadas. Per arrivarci si deve guidare per 30 minuti e

camminare almeno un quarto d'ora attraverso le dune. Ma

merita: la laguna è enorme e l'acqua cristallina è piuttosto

profonda. Secondo i locali la stagione delle piogge quest'anno

è stata buona e ha riempito bene le lagune.


122

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Abbiamo allestito il nostro campo in un angolo dove le dune

erano leggermente più piccole e sfruttato i venti solidi e

l'acqua super piatta. Eravamo da soli e il posto era così bello

che faceva quasi male agli occhi. Era anche molto caldo ma

fortunatamente la nostra guida ha portato molta acqua per

idratarci. Mi sono veramente divertita tanto a fare kite e saltare

tra queste dune fino al tramonto. Non avevo mai fatto

kite nell'acqua dolce e devo dire che è bello non avere il sale

dappertutto alla fine della session! Non c'è neanche bisogno

di fare la doccia.

TEMPO DI ANDARE AD ATINS, LA "NUOVA"JERICOARA

La seconda location dove siamo andati è stata Atins: è un

piccolo villaggio di pescatori ma da due anni tantissimi kiter

sono venuti qui e la gente ha cominciato a chiamarla la nuova

Jericoara! Per il momento tuttavia è abbastanza preservato

dal turismo di massa anche perché è piuttosto difficile

arrivarci. Non ci sono strade e bisogna prendere una barca

da Barreirinhas per raggiungerlo. Il viaggio lungo il fiume

Preguiças vi farà sentire di essere nella giungla. Ci sono di-


verse fermate interessanti lungo il tragitto come il villaggio

di Mandacaru dove si può visitare il faro, giocare con le scimmie

(i macacospregos) e anche essere morsi dalle zanzare.

Ma tranquilli, potete anche mangiare ottimo pesce nei ristoranti

Cabure situati tra l'oceano e il fiume. Personalmente

ero così ansiosa di raggiungere Atins che ho fatto solo visita

alle scimmie (e alle zanzare).

C'è anche un'alternativa per raggiungere Atins: un downwind

da Jericoara o anche da Fortaleza per i più coraggiosi

(oltre 300 km). Molte scuole li organizzano quasi ogni giorno.


124

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto


VIVERE IN UNA PALAFITTA...

Non ci sono strade asfaltate nel villaggio ed è talmente piccolo

che a piedi si può andare ovunque (oppure si può usare

un quad). Può essere abbastanza faticoso camminare tra le

dune soprattutto portandosi dietro l'attrezzatura ma fa parte

del fascino del posto. Abbiamo allestito il campo a Marésia.

Abbiamo vissuto in una palafitta di legno nel villaggio ubicata

su un terreno pieno di mucche. Nonostante il caldo non c'è

bisogno del condizionatore grazie ai venti costanti che rinfrescano

l'aria. Avevamo anche piante di anacardi nel giardino

che ci fornivano ottimi snack durante il pomeriggio.

Questo ostello è gestito da Marco, un ragazzo italiano famoso

anche per le sue pizze. Ero una vera fan di questa delizia e ne

ho approfittato quasi ogni sera. Peraltro avevo un'ottima scusa:

il kite ci rende affamati! Abbiamo organizzato con l'agenzia

due viaggi a Lençóis e il resto del tempo siamo stati nello

spot di Atins che è una sorta di paradiso. La laguna è protetta

dalle onde da due linge di sabbia ed è un posto ideale per imparare

il kite. Con la bassa marea una lingua di sabbia emerge

proprio di fronte alla spiaggia ed è perfetta per lanciare il kite.

Con l'alta marea invece la spiaggia si riduce tanto (circa 20 m)

quindi le operazioni di lancio e atterraggio del kite si complicano.

Fate attenzione con l'alta marea perché le correnti possono

essere molto forti nella laguna quindi per i principianti è

consigliato l'uso del leash. In un solo giorno ho visto tre rider

perdere le loro tavole.

LA MAGIA DELLO SPOT DI ATINS

Lo spot si divide in tre zone e potete scegliere la migliore in

funzione della marea. Lo spot speed è sulla sinistra ed è ottimo

per il Freestyle quando c'è alta marea, ma quando è bassa

non c'è praticamente acqua. Era il mio spot preferito! È difficile

vedere rider qui perché si può rimanere inchiodati se va

via il vento. La corrente è così forte che non si può nemmeno

nuotare. Attenzione anche a non disturbare i pescatori che

hanno la priorità. A me non è mai successo fortunatamente.

La laguna piccola è lontana dalla lingua di sabbia e lavora solo

con la bassa marea quindi è surfabile solo per poche ore al

giorno. Si affolla subito il che non sorprende visto il suo fascino.

Sembra di fare kite in una grande piscina ed è molto

sicura.

Charlotte

Consorti


126

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Lo spot wave con onde piccole è sulla destra alla fine della

lingua di sabbia e si può surfare da un'ora prima della fine della

bassa marea fino all'inizio dell'alta marea. La cosa buona

è che il vento è side off. Nel resto del tempo troverete onde

sulla lingua di sabbia ma non sono molto pulite a causa del

vento on shore. In ogni caso è un ottimo spot per lo strapless.

Sentirsi come in gara alla “Parigi Dakar”

Riguardo a Lençóis abbiamo visitato due lagune differenti. La

prima è Lagoa de Capivara ed è quella più vicina ad Atins (a

circa 20 minuti di macchina). Per questo è anche la più affollata

e non è il massimo per fare kite. Non è molto grande ed

è circondata da alte dune quindi il vento è molto rafficato. Il

mio consiglio è di andarci solo se avete fretta. La seconda laguna,

Lagoa de Paraiso, è più lontano (circa un'ora) ma il viaggio

è fantastico. Guidate lungo l'oceano e ci si sente come in


gara alla Parigi-Dakar. Il ritorno dopo il tramonto è anche più

suggestivo specialmente con l'alta marea che cancella ogni

traccia delle ruote. Ero un po' in ansia. Ma ne valeva la pena.

Ci sono due grandi lagune molto vicine al mare e il vento è

stabile. Sfortunatamente quando ci siamo andati noi c'erano

già una dozzina di kiter. Ma lo spot è molto grande e non ci

si disturba. Il mio spot preferito rimane comunque la laguna

di Santa Amaro sia per i suoi colori verde smeraldo sia per le

sue dimensioni.


128

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Dopo due settimane passate in questo paradiso senza internet,

camminando a piedi nudi, mangiando pizza, facendo kite

tutti i giorni, prendendo il sole e e svegliandosi al suono delle

mucche, è tempo di tornare al mondo moderno. Servono 5

ore di transfer fino all'aeroporto di Sao Luis. Un'ora di barca e

4 di macchina per un dolce ritorno alla civiltà!

Sbrigatevi se volete visitare questi piccoli villaggi ancora incontaminati

prima che arrivino le folle di kiter. Se odiate i turisti

e vi piacciono i posti atipici, questo è il mio consiglio: la

combinazione Santo Amaro/Atins!


COME ARRIVARE:

L'areoporto di Sao Luis airport (SLZ) è il più vicino. Poi servono

circa 5 ore per raggiungere Atins (4 con la macchina e una con

la barca). La compagnia Latam company offre buoni prezzi

(100$ per il kitebag a tratta). Per i trasferimenti potete utilizzare

l'agenzia Terra Nordeste: https://terra-nordeste.com.

QUANDO ANDARE:

La stagione delle piogge termina nel mese di giugno e i venti

soffiano da metà giugno a metà gennaio. Per essere sicuri di

trovare il vento consiglio il periodo da agosto a dicembre. Per

esempio quest'anno non è stato molto ventoso nei mesi di

giugno e luglio. I mesi con i venti più forti (oltre i 20 nodi) sono

ottobre, novembre e dicembre. Dopo settembre le lagune si

asciugano, quindi è impossibile fare kite.

MISURE DEL KITE:

Per le ragazze: 7m e 9m. Per i ragazzi: 9m e 11m.

Per luglio/agosto e gennaio portatevi un kite più grande.

TEMPERATURE:

Fa molto caldo, praticamente tutto l'anno. Dimenticatevi la

muta e portatevi solo la lycra, un cappello, occhiali e crema

solare.

Temperatura del mare: 28/29°C

Temperatura minima: 24°C

Temperatura massima: 33° C

MONETA LOCALE:

Il Real brasiliano (BRL). 1 euro = 3,8 reals (31/10/2017)

ATTENZIONE: non potrete prelevare al bancomat ad Atins e

nessun negozio accetta pagamenti con carta di credito. Per

quanto ne so, le carte di credito sono accettate solo a Maresia

(con tasse).

Roadbook


130

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

DOVE DORMIRE:

C'è una vasta scelta di alloggio da pochi euro a notte in

un'amaca a diverse centinaia d euro per una casa sulla spiaggia.

In generale i prezzi sono più cari che in altre località. Siamo

stati a Maresia, che è un buon compromesso qualità-prezzo:

85 euro a notte per due persone con prima colazione. http://

www.maresia-atins.com

Attenzione dovete prenotare con molto anticipo nel periodo

di Natale e la festa di Ognisanti. C'è meno gente in settembre.

DOVE MANGIARE:

Ad Atins il costo della vita è molto alto. A Marésia si trovano

pizze eccellenti. Ecco un'idea dei prezzi: 1,50 € per una soda,

15 € per una pizza per due persone, 12€ per un piatto di ravioli.

C'è un mini market al centro del villaggio dove potrete trovare

l'essenziale. Potete anche comprare frutta e vegetali e dei gelati.

Una sera abbiamo cenato da Bar&co: è stato molto bello

cenare con vista sullo spot. For prices: circa 15 €/pers.

JET LAG:

4h durante in estate, 5h in inverno.

LINGUE:

Lingua ufficiale e il Portoghese. Nel Nordeste: poche persone

parlano inglese o francese. Troverete più gente che parla

spagnolo e qualche volta italiano. Consiglio: imparate qualche

parola di portoghese e non dimenticate di portarvi un piccolo

vocabolario o di scaricare sullo smartphone un traduttore off

line.

VACCINI E MALATTIE:

Molte delle malattie a rischio sono trasmesse dalle zanzare

(Dengue, Malaria, Febbre Gialla, Zika e Chikungunya). Il vaccino

non è obbligatorio per i viaggiatori europei. È obbligatorio per

chi viene dalla Guyana Francese, Bolivia, Colombia, Ecuador,

Peru, Venezuela. Vi chiederanno il libretto con le vaccinazioni. I

trattamenti contro la malaria e la febbre gialla sono raccomandati

solo se vi spingete nella foresta dell'Amazzonia, o nelle regioni

di Pantanal e Mato Grosso. Ci sono pochissime zanzare

Roadbook


ad Atins ma moltissime a Santo Amaro. C'è anche una clinica ad

Atins, ma non so se agibile o no.

VOLTAGGIO:

tra 110V e 220V. Molte prese elettriche brasiliane sono a "C".

Internet:

Il Wifi in Maresia c'è. Non è molto veloce ma abbastanza per

traffico base. Nei villaggi non c'è internet, così come a Lençóis.

Avevo solo 3G in Maresia ma no tutti i giorni.


132

KITE TRIP

Il Brasile sconosciuto

Charlotte

Consorti


134

INIZIATIVE

One shot, il contest fotografico sul kitesurf in Salento

Testo: David Ingiosi

One Shot

il contest fotografico sul kitesurf in Salento

Nulla come una bella foto può restituire

la bellezza e l'anima di un luogo.

Al di là dell'occhio tecnologico che

vede meglio e cattura dettagli altrimenti

impercettibili, c'è lo spirito,

l'approccio e il cuore di chi sta dietro

la fotocamera con la sua voglia di

cogliere l'attimo e le mille sfumature

della realtà che ci circonda. Quando

tutto questo lavora all'unisono allora

scatta la magia e una semplice istantanea

diventa una storia, una luce

accesa sul mondo, una celebrazione

dell'arte di vivere.

Anche lo sport, soprattutto quello

legato agli elementi naturali come il

mare e il vento, permette di vivere e

conoscere il territorio, sfruttarne le

risorse e imparare a rispettarlo. Da

qui l'idea di un concorso che mette

insieme le due cose, l'amore per la

fotografia e la passione per il kitesurf,

con l'obiettivo di raccontare ed esaltare

il fascino di uno scenario senza

eguali come quello del Salento, in

Puglia, una delle coste più suggestive

del Mediterraneo.

L'iniziativa si chiama One Shot Kitesurfing

in Salento - Winter Edition

ed è un concorso fotografico alla

sua seconda edizione organizzato

dall’Associazione “Salento Bats” e

aperto a quanti vogliono cimentarsi

nel raccontare in uno scatto il mare

d’inverno salentino attraverso i colori

del kitesurf. "Forti del successo

della prima edizione andata in scena

l'estate scorsa - spiega il Presidente

di Salento Bats, Emanuele Rosafio -

abbiamo pensato di riproporre il contest

fotografico anche nella stagione

invernale. Un'occasione importante

e originale per rinsaldare la community

locale dei kiter, promuovere

questo bellissimo sport e mostrare a

tutti un Salento diverso, anche e soprattutto

quando le condizioni meteo

sembrerebbero più proibitive per

viverlo. La fotografia è lo strumento

giusto per provarci".


La novità di quest’anno sarà la divisione

per categorie, “Fotoamatori”

e “Fotografi”. Coloro che vogliono

partecipare alla competizione possono

mandare i propri scatti all'indirizzo

e-mail salentobats@yahoo.

com. C'è tempo fino al 20 marzo. Il

regolamento e i dettagli del Contest

sono disponibili all’indirizzo salentobats.blogspot.it

e sulla pagina Facebook

dell’Associazione “Salento

Bats”. Buon vento a e bune fotografie

a tutti!

www.facebook.com/salentobats

http://salentobats.blogspot.it


136

COMUNICARE IN MARE

BbTALKIN’: IL COACHING A UN LIVELLO SUPERIORE

BBTALKIN'

IL COACHING A UN LIVELLO SUPERIORE

BbTALKIN’ è un nuovo sistema

di comunicazione impermeabile

che rivoluziona il modo di

insegnare sia in mare che sulla

neve. È un dispositivo con

cui lavorare in real time che

permette all'insegnante di istruire

e fornire feedback agli

allievi. Sia che siate atleti o

principianti questo sistema

di comunicazione offre grandi

vantaggi.

BBTALKIN' COMPRENDE

UN'UNITÀ MASTER E UNA

STANDARD

La versione Standard ha tre

funzioni attivabili senza utilizzare

le mani: Intercall,

musica e telefono. handsfree

functions. La funzione Intercall

ha una portata di un miglio

(circa 1.600 km), per cui

l'istruttore non ha bisogno

di urlare. Gli allievi possono

a loro volta inviare feedback

immediati all'insegnante.

Questa modo di comunicare

rende la didaddica molto più

sicura e veloce. Colui che indossa

il dispositivo standard

può anche ascoltare musi-


SPECIFICHE TECNICHE

VERSIONE BLUETOOTH: 3.0

DURATA IN STANDBY: 700H

DURATA INTERCALL: 15H

TEMPO DI RICARICA: 2H

PESO: 62G

IMPERMEABILITÀ: IPX7 (NEL CONTENITORE STAGNO)

ca e rispondere/agganciare

al telefono senza toccare lo

strumento.

L'unità Master utilizza tre canali.

Ciò significa che un massimo

di 4 persone possono

comunicare contemporaneamente

portando il coaching

a un livello superiore. Per i

titolari di scuole, resort, cable

park o strutture dedicate

agli sport acquatici, è sicuramente

un accessorio da avere.

FB: www.facebook.com/bbtalkin | IG: www.instagram.com/bbtalkin_intercom

WEB: www.bbtalkin.com


138

COMUNICARE IN MARE

BbTALKIN’: IL COACHING A UN LIVELLO SUPERIORE

BBTALKIN'

IL COACHING A UN LIVELLO SUPERIORE


HARDBACK

The hardback molded part is made from PURE ® material. This innovative and patented material is a 100% polypropylene composite

material, that is fully recyclable. The heat fused matrix offers excellent strength and stiffness, and is environment friendly, containing

no carbon. The flex and smooth fibres preserve stitching throughout the product. It is solvent resistant and stable. PURE ® material has

a high stiffness and low density, making it buoyant.

MK 5 PLATE

The Pure composite hardback gives the perfect stiffness for huge power management with comfort and no slip. It works with

our anatomically correct MK 5 plate, evolved over 20 years, for the correct flex to avoid hard edge pressure and to move with the

riders body, while absorbing and spreading huge kite loads.

PIN RELEASE SYSTEM

The Vapor uses the super strong FATBAR spreader bar with patented Prolimit pin-release that is quick, easy and safe.

The system allows for quick engagement and release without the need to loosen and then re-adjust the webbing straps.


142

CONTEST

XR5 Big Air Challenge: ecco i vincitori!

XR5 BIG AIR CHALLENGE:

ECCO I VINCITORI!

I 5 vincitori dell'XR5 Big Air Challenge 2017 sono stati invitati a Cape Town

per la finale insieme al detentore del record di salto mondiale, il sudafricano

Joshua Emanuel.

Le condizioni durante l'evento era semplicemente pazzesche e gli atleti hanno

dato il massimo in acqua compiendo salti enormi.

Anche se per poco, il detentore del titolo è riuscito a conquistare la vittoria e

conservare il prestigioso premio finale con un salto di 24.3 metri.

COMPLIMENTI A TUTTI I PARTECIPANTI PER LA VOSTRA FANTASTICA

PERFORMANCE E PER AVERE RESO COSÌ ENTUSIASMANTE QUESTO

EVENTO.


1° POSTO: JOSHUA EMANUEL CON 24.3M

2° POSTO: BEN VAN DER BURG CON 24.2M

3° POSTO: ERIK BLOKKER CON 23.6M


146

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

ABC SURFI

Guida ragionata alla scelta

dell'oggetto di desideri


NO

Renato CasatiPARTE II

Photo: RRD Courtesy


148

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

RAILS – i bordi della tavola

Rail spesso e rotondo = più manovrabilità

(per onde meno impegnative), più galleggiamento,

evita alla tavola di piantarsi quando

non si tiene la giusta velocità. Più adatto per

rider di livello basso o medio.

Rail fine e affilato = più penetrazione più più

tenuta sull'onda (per onde più impegnative),

ma anche minor gallegiabilità poichè l'acqua

sale sulla coperta appena cala la velocità

critica di planata e la rallenta. Tecnicamente

parlanodo "limita lo scarrocio" che è lo slittamento

laterale della tavola sulla superficie

dell'onda, quindi la tavola sbatte meno, taglia

meglio l'acqua è più precisa nella conduzine e

nella surfata ma bolina meno in virtù del fatto

che la planata si esaurisce + rapidamente.

Solitamente bordi vivi sono associati a rocker

incurvati. Nello stesso shape convivono diversi

tipi di rails, in diversi punti, solitamente


piu' tondeggianti verso prua e il centro in cui

le forze sono minori, e più incisivi verso poppa

,dove le pressioni sono maggiori. Anche pochi

gradi di differenza fra un bordo e l'altro possono

determinare sensazioni molto diverse in

conduzione e surfata.

FLEX -quanto flette la tavola .

Il flex è ovviamente correlato principalmente

al materiale costruttivo e agli eventuali inforzi

che vengono inseriti in fase di costruzione.

Una tavola che flette molto dà la sensazione

sotto il piede di essere "morbida",meno nervosa,

e si adatta meglio alla forma dell'onda. Per

contro reagisce con più lentezza all'impulso

del piede e può essere limitante per chi ha una

surfata aggressiva e precisa.

FINS- - le pinne

Esistono modelli a 3 (thruster) o 4 (quad)

pinne-A volte le tavole consentono entrambi i

settaggi.

Semplificando: con 3(thruster) la tavola è più

maneggevole (gira con minor pressione) ma

bolina un pò di meno della corripondente con

4 che è leggermente più impegnativa nel chiudere

la curva.

Caratteristica comune delle pinne laterali è

quella di essere asimmetriche, cioè sono piatte

sulla faccia interna e profilate su quella

esterna, questo perché la differenza di scorrimento

dell'acqua su queste due superfici crea

una depressione che "attira" la pinna verso

l'interno dell'onda, migliorando la manovrabilità

complessiva della tavola.


150

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

La pinna ha una grossa importanza. La stessa

tavola, con pinne diverse , reagisce in modo

molto diverso...Della pinna dobbiamo guardare

la larghezza di base, l'altezza, lo spessore o

corda, il rake e la flessibilità (twist).

Una pinna grande spessa e morbida sarà una

pinna più facile e boliniera, mentre una piccola

e sottile darà più velocità e manovrabilità.

Lo spessore (o corda) é importante perché al

suo diminuire, aumenterà la velocità (per una

diminuzione dell'attrito) ma di contro avremo

un calo di portanza. Il twist della pinna si

traduce in manovrabilità e morbidezza in generale,

ma se troppo morbida vibrerà alle forti

velocità creando turbolenza e rallentando la

tavola. Un rake accentuato (curvatura arretrata

massima della pinna) darà alla tavola maggior

manovrabilità e maggior velocità a scapito

della tenuta.

È chiaro che inizialmente si parte con le pinne

di serie, che sono quasi sempre un buon compromesso,

ma col tempo e quando il vostro

livello sarà cresciuto, il consigilo è provare

diverse pinne e vedere come cambia la conduzione

della Vostra "vecchia" tavola... a volte

basta cambiare la pinna per avvicinarsi all'effetto

di un'altra tavola senza dover tirare fuori

i soldi per la tavola nuova...


STRAP O STRAPLESS?

Le strap, come dimensioni, devono essere abbastanza

larghe, ma non troppo, sicuramente

non strette, morbide al punto giusto (nè troppo

nè poco), in questo modo avrete la sensazione

di controllare la tavola meglio. Le strap dei

bidirezionali non vanno bene solitamente perchè

consentono l'inserimento del piede solo in

un verso. Su quanto a fondo il piede debba entrare

nella strap ci sono teorie contrapposte...

personalmente trovo che non vadano strette

troppo e che il piede debba arrivare fino al

collo (abbondante), trovo che si surfa decisamente

meglio, avvicinandosi maggiormente

alla sensazione strapless, dando inclinazioni

decisamente superiori durante il bottom e avendo

una distribuzione complessiva del peso

decisamente migliore durante la surfata. Attenzione

solo a non lasciarci dentro la caviglia

se cadete... se il piede non esce quando

dovrebbe sono dolori e l'onda vi frulla sempre

in modo imprevedibile!

Se invece surfate strapless dovete semplicemente

chiedervi se il vostro livello non sarebbe

migliore se ogni tanto usaste le strap...

Vedo in acqua tantissime persone che surfano

strapless con un livello molto molto basso e

quindi logicamente un divertimento minore.

Dopo poche uscite smettono di surfare perchè

lo scoglio strapless è impegnativo.

Un solo consiglio... siete in acqua per divertirvi,

non per dimostrare qualcosa a qualcuno

o perchè il mettere le strap è una moda... non

c'è niente di disonorevole nel mettere le strap

e divertirsi maggiormente. Ovviamente il discorso

vale al contrario per chi si diverte maggiormente

con le strap...


152

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

STANCE – Il passo

Altro argomento importante collegato alle

strap è il passo cioè DOVE vanno messi i piedi

e con che DISTANZA fra di loro.

Una buona idea per capirlo bene senza dover

montare e smontare cento volte le viti, è fare

delle prove STRAPLESS e cercare di capire in

che posizione vi sentite meglio con i vostri

piedi per quella specifica tavola. Concetti di

tavole diverse hanno posizioni di piedi diverse.

Alcune tavole nascono con buchi più avanzati

o arretrati per favorire l'identificazione della

zona ottimale in cui collocare i piedi. Più buchi

offrono una flessibilità maggiore di regolazione.

Il PIEDE DIETRO se lo mettete vicino alla pinna

fa girare la tavola più velocemente, con minore

pressione. Il rovescio della medaglia è che affonda

di più la poppa e perde velocità in curva.

Inoltre avrete più difficoltà a inserire il piede

posteriore perdendo + facilmente la planata.

Il PIEDE DAVANTI se lo mettete più verso poppa

equivale a spostare il baricentro verso poppa,

la tavola "sale" in punta accentuando il rocker

, in andatura sbatte di più e rallenta perdendo

velocità e bolina. Ad esempio una tavola

molto radicale può essere "addolcita" e fatta

migliorare di bolina semplicemente spostando

il passo un pò verso prua, viceversa una tavola

molto dura da girare può essere migliorata

semplicemente spostando lo stance verso

poppa.


PADS- I pads sono importanti, poichè la "sensazione"

che la tavola trasmette sotto i piedi

deriva in buona parte dalla "sensazione" che il

piede ci trasmette nel momento in cui diamo

pressione alla tavola. Personalmente preferisco

pads molto morbidi, antiscivolamento,

che coprano una buona porzione della coperta

per non far scivolare il piede durante particolari

manovre o in strapless.Quelli di serie raramente

incorporano tutte queste qualità quindi

col tempo valutate di acquistare pads specifici.

Cambiare i pads di serie sulla Vostra tavola

spesso fà una grossa differenza nel modo

in cui surfate e vi fà riscoprire la vostra tavola

con una sensazione molto diversa da come

l'avete sempre sentita sotto il piede ! L'ultima

tendenza è non mettere i pads e usare il wax

antiscivolo per avere un feeling maggiore, in

puro surf style. Tutto vero, ma la comodità ne

risente e per chi ha qualche annetto in più le

tendiniti sono dietro l'angolo...

LEASH -è il laccio che lega la tavola alla caviglia,

i waver "regular" (piede destro a poppa

in posizone normale) lo legano sulla caviglia

destra, i "goofy" su quella sinistra. È consigliabile

averlo sempre, sia per non perdere la tavola

fra le schiume che magari viene portata a

rocce rompendosi, sia per non colpire altri kiter

o surfisti che stanno nuotando sottovento

in caso di cadute. La lunghezza del leash non è

determinante nel kite, anche se mediamente è

consigliata una lunghezza di circa 2 o 3 piedi.

Troppo lungo allontana maggiormente la tavola

dal corpo in caso di cadute, ma ci vuole

anche più tempo a recuperare la tavola fra un

frangente e l'altro.


154

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

LIVELLO RIDER E CONDIZIONI

ONDE VENTO

Tutto facile quindi? Non proprio... Per la scelta

di una tavola bisogna anche e sopratutto vedere

altre variabili, determinanti ai fini di una

scelta ragionata ottimale.

- VELOCITA' con cui si surfa, che dipende dal

tipo di onda , dal vento e dall'ala scelta, dal

livello del rider .

- TIPO DI ONDA - onda grossa, media, piccola,

ripida o morbida, veloce o lenta, con tanta

o poca schiuma, che spinge molto o che non

spinge,con frangenti impegnativi da superare

in uscita,onda di swell o di fetch...

- INTENSITA' VENTO - semplificando: intensità

maggiori richiedono, in linea di massima e con

poche eccezioni, tavole proporzionalmente più

aggressive o misure di ali più ridotte.

- DIREZIONE VENTO (da mare ON, laterale da

mare SIDE ON, laterale SIDE, laterale da terra

SIDE OFF, da terra OFF). È il modo in cui il vento

agisce sull'Onda. Semplificando da side a

off tavole aggressive, da side a on tavole più

facili.

- MISURA DELL'ALA USATA (che varia molto in

base alla direzione del vento e al tipo di surfata

che si vuole ottenere). Semplificando

sovrainvelatura in condizioni on e sottinvelatura

in quelle off.

- TIPO DI ALA USATA (velocità dell'ala, grado di

bolina garantito dall'ala).

- CARATTERISTICHE DEL WAVER (altezza, peso,

grado di abilità, esperienza).

- TIPO DI SPOT (conoscenza dello spot e dell'onda).


- TIPO DI SURFATA (verticale, aggressiva che

spacca il lip e che carva il bottom al limite,

che si accontenta di "scendere o scappare"

dall'onda, strapless o strapped in...).

MACRO SUDDIVISIONE /

CONSIGLI PRATICI...

Il consiglio pratico su quale tavola scegliere

dipende dal Vostro livello e dal tipo di

condizione con cui uscirete maggiormente:

Le TAVOLE WAVE "FACILI" planano subito, bolinano

molto, perdonano gli errori, passano

i buchi di vento, curvano bene ma con linee

più lunghe , quindi a scapito di precisione di

surfata e aggressività globale. Ma avolte sono

l'unica opzione per divertirsi in certe condizioni.

Per restare in casa RRD i modelli ROCKET e

POP fanno al caso vostro.

Le TAVOLE WAVE "STANDARD" sono un buon

compromesso per un uso quasi sempre azzeccato.

Tavole concettualmente simili allo SPARK

e al MAQUINA raramente deludono e dovendo

fare una scelta di una sola tavola spesso sono

quelle più equilibrate e quindi sempre consigliate.

Le TAVOLE WAVE "AGGRESSIVE" sono state progettate

per specifici e particolari usi, per molti

ma non per tutti; spesso se non avete il livello

e la condizione giusta di vento e un'onda

bella tosta non capirete mai perchè quella


156

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

tavola sembra proprio "non andare o non bolinare"...in

realtà non l'avrete mai usata nella

"sua" condizione, quella pensata dagli shaper

al momento della costruzione. Il BARRACUDA e

il COTAN per condizioni di onda grossa, onda

side / side off o forte sovrainvelatura, sono

realmente la scelta migliore per il massimo

controllo e la miglior performance estrema.

Personalmente mi muovo sempre con 3 tavole

da wave.

Una tavola facile, concettualmente simile al

pop, che uso quando sono sottoinvelato, in

condizione on shore, quando ho bisogno di bolinare

il più possibile, quando l'onda è piccola,

quando voglio divertirmi e surfare il più facile

e relaxed possibile, facendo freestyle strapless

quindi... in tante uscite medie che si fanno

in Italia dove spesso le onde non sono proprio

come a Ponta Preta...


Quando l'onda comincia a salire, quando il vento

comincia a spingere allora preferisco usare

una TAVOLA STANDARD / AGGRESSIVE, quindi

avere sotto il piede un attrezzo più agile, più

scattante, più preciso da condurre, più rapido

a girare e scelgo fra 2 tipi di tavola in base al

tipo di vento e di onda.

VENTO

Se il vento sull'onda agisce con direzione side

off la scelta è sul BARRACUDA, se il vento è onside

on vado sul MAQUINA, se il vento è side uso

il MAQUINA quando è rafficato (passa meglio i

buchi) e il BARRACUDA quando è più regolare.

ONDA

il vento non è tutto, conta anche e sopratutto

saper valutare l'onda.Se l'onda è ripida (la

classica "parete" per intenderci e bisogna

avere il grado massimo di precisione nella

surfata tassativo il BARRACUDA (o il COTAN per

chi ama lo shape "squadrato") che in qualunque

condizione di vento che non sia on, mi permette

di scendere con maggior verticalità, la

tavola sbatte meno alle alte velocità che l'onda

ripida comporta in discesa, riesco a essere

più radicale durante il bottom e slasho con più

incisività durante il cut back. Se l'onda è medio

grossa ma meno ripida (il classico "bombolone"

per intenderci) e non spinge troppo mi

trovo meglio con il MAQUINA o lo SPARK , posso

galleggiare maggiormente sull'onda e non perdo

quasi mai velocità.


158

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

QUALE MISURA?

Sono finiti i tempi in cui si diceva semplificando

che la misura della tavola dipende dall'altezza

e dal peso del rider comparandolo al volume

della tavola. Oggi un 5'4" può avere un volume

superiore a una 6'0" con forma tradizionale

ed essere meno maneggevole di quest'ultimo,

quindi tutto si complica e bisogna entrare nelle

schede tecniche di ogni modello e leggerne

attentamente le specifiche, il tipo di utilizzo

consigliato e ragionarci sopra in base a tutte

le considerazioni fatte in precedenza.

CONCLUSIONI

Non esiste la tavola perfetta. Esiste la

condizione in cui dovrete usare la tavola.

Condizioni diverse, per essere sfruttate davvero

al massimo, richiedono obbligatoriamente

tavole diverse in misure diverse. Non è un caso

che nel surf da onda esistano archivi infiniti

di shape, tutti giusti e validi in certe condizioni,

con certi rider, con certi tipi di onde. Rider

diversi possono dare argomentazioni che sembrano

contrapposte fra loro, eppure tutte valide

se contestualizzate in una certa condizione.


160

TECNICA

Abc surfino: guida ragionata alla scelta dell'oggetto di desideri

Ma se non potete fare un mutuo per comprarvi

cinque tavole o semplicemente non volete

andare in giro con troppa roba, la scelta è inevitabilmente

un compromesso che dipende

dal numero maggiore di uscite che farete nella

condizione del vostro home spot e, importante,

dal vostro livello di abilità. Premia sempre e

comunque, in caso di dubbio, preferire una tavola

più semplice a una più radicale, solo col

tempo e quando e se ne avrete necessità abbinerete

tavole difficili a quelle più semplici che

già possedete.

ALOHA,

have fun!


162

PRODUCT FOCUS

RRD

Product focus

BLISS V5 WOOD, KISS & LTD

www.robertoriccidesigns.com

Testo & Foto: RRD Courtesy

BLISS V5 WOOD

Costruita in Europa

Solo una parola può descrivere

il feeling di surfare questa tavola:

Bliss. Questa progressiva

tavola freeride/freestyle regala

una fantastica sensazione di

sicurezza mentre si naviga in

un grande range di condizioni.

Quando viene spinta ai limiti nel

regno del Freestyle svela la sua

vera natura. La Bliss offre ottima

velocità, comfort e un fantastico

pop che viene dal mix di

flex medio accoppiato con un

atterraggio morbido.

I profondi canali nel bottom e

i sottili leggermente arrotondati

rail permettono alla tavola

di carvare in maniera aggressiva

attraverso il chop. Non è

semplice migliorare una tavola

come questa, quello che abbiamo

fatto è lavorare sui tip per

ottimizzare le prestazioni di bolina

e sui canali del bottom per

offrire maggiore stabilità nel riding.

La V5 è più leggera ma anche

più resistente e a parte questo

abbiamo deciso di incrementare

le possibilità di settaggio

aggiungendo il sistema di track

per i bindings. Questi track permettono

alla tavola di essere

settata al meglio per garantire il

massimo comfort.

Infilate le strap, date tensione

alle linee e portatela in cielo

per speriementare il vero senso

della Bliss.

BLISS V5 LTD

Costruita in Europa

In seguito alla grande popolarità

delle precedenti versioni abbiamo

deciso di offrire la Bliss

LTD V5. Così come la versione in

legno, questa progressiva tavola

freeride/freestyle offre una

fantastica sicurezza mentre si

naviga in tutte le condizioni.

La Bliss LTD V5 permette ai rider

di avere un riding fluido mentre


CARATTERISTICHE BLISS V5 WOOD

STANDARD

• CNC Legno di Paulownia

• Rail sottili e leggermente arrotondati in ABS

NUOVE

• Profondi canali nel bottom

• Spessore più leggero e resistente

• Canali ABS per i pads

CARATTERISTICHE SPECIALI BLISS V5 LTD

• Profondi canali nel bottom

• Rail sottili e leggermente arrotondati in ABS

NUOVE

• Carbonio da 220 grammi biassiale su deck e bottom

• CNC shape mix di legno di Paulownia

• Fibre di carbonio unidirezionali

massimizza il suo potenziale nel

Freestyle. Lo shape e i canali sul

bottom sono gli stessi della versione

in legno, ma la costruzione

LTD prevede strati di carbonio

biassiale sia sul top che sul

bottom con uno speciale mix di

legno di Paulownia e un altro legno

ancora più leggero shapato

in CNC nel core. In questo modo

è più leggera del 20 per cento,

più sottile, più reattiva e permette

un eccellente pop.

A causa del carbonio la tavola

è leggermente più impegnativa

nel chop ma assolutamente

gratificante per rider di ogni livello.


164

PRODUCT FOCUS

RRD

Product focus

RELIGION MK8

www.robertoriccidesigns.com

Testo & Foto: RRD Courtesy

"Leggi le onde, non gli

slogan"

Sinionimo di Wave nel linguaggio

internazionale del kite, il Religion

MK8 è un kite in costante

evoluzione proprio come la

discilina del kitesurf. Migliorare

ogni anno il già popolarissimo

Religion è diventato ormai una

vera sfida. Siamo riandati ai disegni

delle tavole e abbiamo riniziato

a disegnare ancora una

volta il più reattivo, affidabile e

veloce kite wave di tutto il mercato.

L'MK8 ha un nuovo shape, briglie

più corte e un aspect ratio

maggiore. Tutto questo migliora

enormemente la velocità di rotazione

del kite e le sue prestazioni

di volo, soprattutto nelle

misure più grandi, dalla 8 alla 12

metri.

Il kite gira sul posto, ha una reazione

più pronta quando le

back non sono in tensione e

una pressione confortevole sulla

barra. Tutto ciò lo rende un

kite ideale per imparare il wave

riding così come una macchina

di accelerazione che permette

di compiere rotazioni multiple

anche in sezioni piccole di onde

dove le condizioni non sono ideali.

A differenza dei più veloci surf

kite del mercato, il Religion MK8

riesce a mantenere la sua potenza

che aiuta a ottenere qualche

rotazione in più sulla spalla

dell'onda. La nuova leading

edge più lunga e completamente

ridisegnata non solo consente

di avere un bel feeling nelle

rotazioni veloci del kite ma crea

anche un maggior galleggiamento

nell'aria del kite che ne

aumenta la stabilità quando il

vento diventa rafficato. La maggiore

stabilità di un modello già

di per sé così stabile vi farà navigare

al meglio anche in condizioni

difficili con venti leggeri o

tempestosi. Il Religion MK8 è il

primo kite a entrare in acqua e

l'ultimo a uscirne.

Come sempre abbiamo costruito

questo kite per essere resi-


stente e durevole. Le grafiche

del Religion ci hanno permesso

di creare una rete di rinforzi in

Dacron sul canopy che danno

a tutta la struttura una grande

rigidità. Questa costruzione a

prova di onde è realizzata con il

40 per cento di Dacron e il 60

per cento di un leggerissimo

canopy in doppio ripstop D2 Technoforce

canopy. Questo mix

di costruzione è usato solo per

il Religion per creare una maggiore

resistenza negli schianti e

allungarne la vita.

Il nuovo Religion MK8 permette

di incrementare il range di utilizzo

sia nelle misure più piccole

che in quelle più grandi: è più

veloce, ha un lift maggiore nei

salti, ha incredibili prestazoni

di volo, è facile da rilanciare e

presenta un enorme depower,

insmma offre tutto quello che vi

serve.

Fin dalla sua prima introduzione,

il kite è cambiato in ogni sua

versione insieme con l'evoluzione

della disciplina. Se l'oceano è

il vostro tempio, allora vi serve

un Religion.


166

PRODUCT FOCUS

RRD

CARATTERISTICHE SPECIALI

• Nuova valvola di gonfiaggio con speciale cappello di protezione a

dimensioni ridotte

• Dispositivo sulle briglie anti incattivamento

• Tips più larghi per maggiore manovrabilit

• 4m, 5m, 6m, 7m & 8m hanno una carrucola sulle briglie per gestire

condizioni di vento estremamente rafficato e migliorare la stabilità.

• 8m, 9m, 10,5m & 12m presentano un aspect ratio maggiore per

incrementare la velocità, la potenza e i tempi di reazione

IL KITE PIU' RESISTENTE DEL MERCATO, ECCO PERCHÈ:

• Costruzione a prova di colpi che crea una struttura ad alta resistenza

con un mix di Polyant Dacron da 195 grammi di grammatura

e un doppio ripstop leggero, il D2 Techno Force

• Rinforzi interni in ogni pannello della leading edge che assicurano

lunga vita alle cuciture e una connessione più rigida

• Rinforzi esclusivi sugli Strut/Leading edge in pannelli di D2 Techno

Force Double Ripstop cuciti a 45 gradi: questo estende gli

impatti su una superficie maggiore (solo sulle misure più grandi)

• Rinforzi radiali sui tips per incrementare la durata del kite e ridurre

le abrasioni

• 195 grammi. Rinforzi in Polyant Dacron sullo strut centrale

• Rinforzi in Kevlar sulla parte terminale degli strut

della Bliss.

Misure: 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.5, 12


IL RELIGION MK8 SECONDO ABEL LAGO

“Il Religion è stato il mio kite favorito fin dal primo giorno insieme alla tavola Maquina per

surfare le onde e quest'anno abbiamo fatto un passo in avanti rendendolo veloce come nei

primi modelli, questo rende il mio riding molto più dinamico e ora sono capace non solo di

surfare più veloce ma anche di collegare più sezioni di onda in quanto il kite ha un lift maggiore

e mi segue in ogni transizione. In combinazione con il Maquina LTD che è una tavola

super leggera mi consente di chiudere i miei salti strapless molto meglio perché rimane attaccato

ai miei piedi e mi aiuta a surfare senza strap più veloce di prima.”

“GODETEVI QUESTA MACCHINA DA ONDE!”


168

PRODUCT FOCUS

Cabrinha

Product focus

Sono uscite le nuove attrezzat

e noi le abbiamo testate!

www.cabrinhakites.com

Il grande vantaggio di essere

distributori per l'Italia e partner

ufficiali di Cabrinha è quello di

ricevere le attrezzature del nuovo

catalogo con un certo anticipo

e poterle testare producendo

utili contenuti per comunicati

stampa e redazionali.

Insieme ad Alby Rondina abbiamo

avuto una serie di giorni

esilaranti in acqua con le nuove

attrezzature che vogliamo condividere

non solo attraverso le

immagini che abbiamo scattato

durante i test ma anche con una

serie di informazioni tecniche e

impressioni che abbiamo avuto.

Pima di tutto focalizziamo l'attenzione

sulle novità più importanti

della nuova collezione:

tutte le ali Cabrinha del catalogo

2018 presentano un nuovo

Dacron (materiale presente sulla

leading edge, così come sugli

strut e alla fine del canopy)

chiamato High Tenacity Dacron.

Si tratta di un materiale appositamente

studiato per le strut-

Testo: Cabrinha Courtesy

Foto: Laci Kobulsky

ture gonfiabili del kite e ci sono

moltissime informazioni su questa

soluzione tecnica sul sito ufficiale

www.cabrinhakites.com

ma quello che è importante

sapere è che questo materiale

manterrà la forma del kite per

un tempo maggiore, al contrario

dei vecchi kite che perdono

lo shape e di conseguenza le

proprie prestazioni. Inoltre il kite

risulta più rigido e vola meglio!

Parlando dei nuovi kite, un grosso

cambiamento è stato apportato

al nuovo DRIFTER, ala

dedicata alle onde che anche

grazie al nuovo Dacron è stata


ure Cabrinha

completamente ridisegnata con

un profilo ancora più accurato.

Presenta anche un nuovo shape

e alcune stecche supplementari

in modo che il canopy non fileggia

più al vento.

Una novità che sarà immediatamente

percepita da tutti è il

nuovo feeling sulla barra che

ora è molto più morbida e decisamente

più reattiva. In generale

il kite è diventato più veloce

che è quello che serve ai surfisti,

specialmente sulle grandi

misure. Naturalmente offre ancora

un ottimo drifting, il che

vuol dire che anche quando la

leading edge è di fronte l'onda il

kite non va in stallo, ma al contrario

risale la finestra del vento

in modo da lasciarvi tutto il

tempo di focavlizzarvi sul carving

sulla spalla delle onde!

Alcuni cambiamenti sono stati

attuati anche sul kite preferito

di Alby, ossia l'FX: anche in

questo caso lo shape è stato

leggermente modificato grazie

all'utilizzo del nuovo Dacron,

ma ancora più importante è che

l'ala esce ora con un nuovo set

di briglie che possono essere

settate in base ai differenti stili

di riding, Freeride (massima

potenza), Kiteloop (set up di


170

PRODUCT FOCUS

Cabrinha

fabbrica) e Freestyle (massimo

depower). I nuovi cambiamenti

fanno in modo che il kite voli in

maniera più profonda nella finestra

del vento (freeride) dove ha

maggiore potenza utile oppure

più fuori dalla finestra del vento

(freestyle) che renderà il kite

meno potente per coloro che si

dedicano ai trik sganciati.

Alcuni piccoli cambiamenti sono

stati elaborati anche sulla barra:

il primo e il più visibile sono

i colori nero e giallo, il secondo

meno lampante ma altrettanto

importante è il miglioramento

del sistema di sicurezza. E ancora

una cosa! Cabrinha offre ora

una pompa ancora più efficiente,

leggera e che vi permetterà

di entrare in acqua più presto e

con più forza nelle braccia!:)

D'altra parte abbiamo anche

le tavole che sono state tutte

ridisegnate grazie al nuovo

designer Lars che lavora per

Cabrinha. La macchina da Freestyle

XCALIBER ora è disponibile

in due versioni, carbonio e legno

che è più accessibile e morbida.

Anche il best seller ACE attualmente

è disponibile in carbonio

e legno, rinnovato anche nello

shape che ora presenta canali

più profondi sul bottom per assicurare

maggior grip.

Importanti cambiamenti hanno

interessato anche la tavola foil

board Double Agent che ora offre

una nuova forma fish sul tail

ed è disponibile in due misure.

Inoltre si possono scegliere tre

misure del piantone quindi sia

che siate principianti oppure

volete uscire in acque poco profonde

potete optare per la misura

più corta.

Alby è stato il primo a provare

le nuove attrezzature durante

il photoshooting ufficiale alle

Hawaii, dopodiché ha avuto a

disposizione l'FX e la XCAL nel

suo centro ProKite Alby Rondina

in Sicilia. Abbiamo avuto modo

di fare due shooting anche se

non siamo stati molto fortunati

con il vento ma questo fa parte

del gioco. Nel primo shoot siamo

andati dietro l'isola per avere

un po' di privacy, ma il vento


era molto leggero quindi il 12 FX

era appena sufficiente. Ciò nonostante

ci hanno impressionato

la sua capacità di galleggiare

perfettamente in aria, la sua facilità

di rilancio (nei rari casi in

cui Alby ne perdeva il controllo)

e di fare piccoli salti e manovre

per la gioia dell'obiettivo fisheye

(specialmente per i salti sopra

la barca!). Siamo stati fortunati

durante lo shoot del video

“ProKite Story - "Alby's Kite Paradise

in Sicily" dove siamo riusciti

a surfare su acqua super

piatta con i colori che richiamavano

i Caraibi e un vento solido

che permetteva di chiudere tutte

le manovre.

Ma sentiamo le impressioni dello

stesso Alberto Rondina:

Ho scelto di utilizzare l'FX non

appena è uscito qualche anno

fa e mi è piaciuto fin dall'inizio.

Si tratta di un kite molto divertente,

io lo uso per il freestyle,

sulle onde, per i megaloop e con

il foil. La cosa bella qui in Sicilia

è che posso uscire in tutte le

condizioni quindi porto solo l'FX

nella macchina e sono sempre

pronto. Sul modello del 2018

posso settare le briglie secondo

le mie esigenze: quando il vento

è leggero utilizzo il setting

da freeride ed esco con il foil; lo

stesso set up posso utilizzarlo

nelle uscite wave quando voglio

che il kite voli profondamente

nella finestra del vento. Quando

invece soffia il vento da Sud e

organizziamo gare di kiteloop

con il dispositivo WOO, allora

utilizzo il set up Kiteloop con

il kite che risulta molto veloce

nella finestra del vento, molto

simile come feeling a quello

del 2017. Quando infine il vento

è perfetto per le sessioni di freestyle

e possiamo approfittare

dell'acqua piatta di fronte al nostro

centro allora utilizzo il set

up per il freestyle e si può vedere

il kite stare più a bordo finestra

garantendo una potenza

controllata per il trick sganciato.

Questi nuovi set up sull'FX ci

hanno aiutato davvero molto

nel girare il video a Tahiti perché

siamo riusciti ad approfittare di


172

PRODUCT FOCUS

Cabrinha


tutte le condizioni rimanendo

nello stesso spot. All'inizio ero

ben invelato con il 12 m con il

set up freestyle con cui ho potuto

fare lunghi grab e avere

poca potenza, poi però il vento

è diminuito verso il tramonto

con una luce fantastica quindi

ho optato per il set up freeride

che consente all'ala di volare pù

profondamente nella finestra

di vento e sfruttare il vento al

meglio in modo da continuare

a saltare di fronte alla macchina

da presa;) Attualmente sto

aspettando onde grandi qui in

zona per passare dal twin tip al

surfino e dedicarm a qualche

manovra radicale, hahaha.


KITESOUL È ANCHE SU APP STORE!

SCARICA LA NOSTRA APP E

FEEL THE FLOW

NON non NON PeRDete perdete PERDETE IL il IL proSSimo PROSSIMO NuMeRO numero NUMERO DICeMBRe GiuGno APRILE -- GeNNAIO MAGGIO luGlio in IN uSCita USCITA uSCItA il IL 2 GiuGno APRILE DICeMBRe 2018 20162015

Per informazioni o suggerimenti contattateci all’indirizzo info@kitesoul.com

Per la pubblicità sul magazine o sul nostro sito adv@kitesoul.com

More magazines by this user
Similar magazines