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Missionario 2_2018

Scuole Stimmatine in

Scuole Stimmatine in Italia Formare giovani in cucina Intervista allo chef Sandro Moro Lo chef Sandro Moro da anni insegna al “ di Verona. Con lui ascoltiamo e riflettiamo sugli aspetti importanti che riguardano l’essere insegnante in una Scuola di Formazione Professionale, dove gli studenti trovano una loro dimensione e realizzazione sfruttando le potenzialità della propria intelligenza pratica. Lo stile è quello dell’imparare facendo. E poi c’è da dire che in questi ultimi anni c’è stato un vero boom di interesse culinario grazie, forse, ai programmi televisivi, rubriche giornalistiche e scuole di cucina, per ogni gusto e per tutte le età. - Ci racconti, per cominciare, come è nato questo amore per la cucina. Ho sempre fatto questo lavoro. Sono oltre trent’anni di passione e divertimento. Devo dire che mi è sempre stato riconosciuto, da quando ho cominciato a vent’anni, che quando io parlo del mio lavoro faccio venir appetito alle persone che mi ascoltano. Quando fai le cose con passione trasmetti inevitabilmente gusto, competenze e interesse per il tuo lavoro. - Come si trasmette alle giovani generazioni questa bella arte e quali le sue personali soddisfazioni? Ogni giorno trovo soddisfazioni nel mio rapporto coi ragazzi. Mi sento di dire che le soddisfazioni bisogna anche saperle vedere. Il compiacimento può venire da una cosa semplice. Un ragazzo può dirti: “Oggi prof. mi sono divertito in laboratorio, mi ritrovo contento e soddisfatto per quello che ho fatto”. E magari non ha fatto nulla di particolare, ma ti assicuro che quando un giovane arriva a dirti questo è una grande cosa, per lui e per te. Negli incontri coi genitori, l’altro giorno, un papà mi ha detto: “Mio figlio è sereno, viene a scuola volentieri”. Questa è una stupenda soddisfazione e ti senti confermato nell’essere sulla strada giusta. Talvolta può succedere che perdi anche le staffe, perché pretendo sempre il massimo. Da chi pretendo il massimo? Da tutti, da me stesso prima e Nella foto sopra: - Lo chet Moro e il Signor Lichelli anche dagli studenti. E le assicuro che gli studenti capiscono perché talvolta alzo la voce con loro; sanno che ho ragione pretendendo il massimo da loro. Capiscono che lo faccio per loro, e capiscono anche, dove possono aver sbagliato. I risultati si vedono nel tempo. Ho tanti ex alunni in giro per il mondo oltre che in Italia. Sono in Australia, Inghilterra, Spagna, Francia, Abu Dhabi ecc. Abbiamo avuto delle belle soddisfazione come scuola “CSF Stimmatini”. Anni addietro ci è capitato di accogliere un allievo che era stato espulso da un altro alberghiero. Tra colleghi ci siamo guardati in 26 marzo - aprile 2018

“Centro Servizi Formativi Stimmatini” di Verona faccia; capivamo che la sfida poteva essere ardua. Abbiamo provato e i risultati sono stati splendidi. Lui si è trovato subito bene nel nostro ambiente ed è uscito col massimo dei voti. È andato a lavorare a Miami, poi in Spagna e adesso è in Australia, sposato. E con tutta la famiglia è passato a trovarmi. So che sono qui per farli crescere come uomini e donne prima di tutto. Io non sono qui ad insegnare loro a far da mangiare e glielo dico. Questo lo impareranno un domani alla scuola di altri chef. Io, oggi, so che devo dar loro gli strumenti per un buon inizio lavorativo, li devo preparare alla vita. Devono sapere che non possono pensare di uscire dalla scuola credendo di aver imparato tutto. Quando escono dalla scuola, esigo, siano capaci di relazionarsi con gli altri, persone serie e di parola. Capaci di andare, con tanta umiltà, da bravi professionisti che insegneranno loro il mestiere come si deve. Ma questo avviene con calma, devono fare gavetta, senza pretendere di bruciare le tappe. Il nostro è un lavoro che solo con il sacrificio e la perseveranza, come tutti i lavori del resto, ti darà le soddisfazioni che cerchi. Insegno agli allievi a rispettare i colleghi e il posto di lavoro; solo se sarai un uomo potrai diventare anche un cuoco. l nostro lavoro, se non presti attenzione, ti porta ad esaltarti e a sentirti una “prima donna”. Allora, insegno loro che c’è da procedere con la massima umiltà, pazienza e serietà. Io stesso do loro l’esempio, non mi vergogno a pelare una carota o a raccogliere un pezzo di carta da terra. Abbassare la cresta e pedalare... Ho tanti ragazzi e giovani, che magari non sono stati nemmeno miei allievi, che non conosco, ma mi chiamano per nome e sanno della mia professionalità. A distanza di anni marzo - aprile 2018 27

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