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NUTRIZIONE la pace. Si

NUTRIZIONE la pace. Si racconta che questi pani deliziarono così tanto il palato del re, che finì per promettere clemenza per la città. L’altra leggenda vuole che le colombe ricordino la battaglia di Legnano, vinta dai comuni lombardi contro Federico Barba Rossa. Pare che, durante la battaglia, tre colombe si posarono sugli stendardi dei comuni. Questo evento fu visto come un buon auspicio e un guerriero del Carroccio ebbe l’idea di confezionare dei pani a forma di Colomba proprio per celebrare la vittoria. Leggende a parte, la diffusione a livello industriale della colomba si deve alla geniale idea, nel 1930, del direttore pubblicità della Motta, Dino Villani che, per sfruttare le macchine dell’azienda produttrice di panettoni, propose di fare un dolce simile a forma di Colomba da mangiare per la festa della Pasqua. Riconoscerete la sua bontà già dall’aspetto: gonfia, ben lievitata, netta, anche nella forma. LA PASTIERA: IL DOLCE DIVINO Un dolce tipico della tradizione partenopea sta però insidiando il primato di questo lievitato: parliamo della pastiera che, con il suo inconfondibile aroma di fiori d’arancio, sta conquistando la penisola da Napoli, dov’è regina, fino a Milano. La sua origine è molto antica e, come nel caso della colomba. Si narra che la sirena Partenope, a primavera, allietasse le genti del golfo di Napoli con canti meravigliosi e che questi, per ringraziare di tanta bellezza, le offrissero sette doni: farina, ricotta, grano cotto, uova, fiori d’arancio, spezie e zucchero. Con questi regali, gli dei del mare realizzarono un dolce dal profumo e dalla bontà divini. Più probabile la storia che vuole questo dolce come invenzione delle mani sapienti delle monache del La pastiera napoletana è sempre più diffusa in Italia I DOLCI DI PASQUA PER REGIONE Regione che vai, usanza che trovi: in veneto si mangia la Fugassa, un lievitato simile alla Colomba; in Toscana, troviamo un dolce molto simile, la schiacciata di Pasqua; in Abruzzo è possibile degustare il Fiadone (anche salato); mentre in Puglia troviamo le Scarcelle, variante regionale degli impasti (molto semplici, simili a pane) contenenti uova soda diffusi un po’ in tutto il sud Italia. Le Pardulas sarde sono invece delle tortine ripiene di ricotta, uvetta e aromatizzate con limone o arancia. Le scarcelle sono dolci della tradizione pugliese molto simili al pane. convento di San Gregorio Armeno. Pare che queste fossero delle vere maestre pasticciere che solevano deliziare i palati più ricchi durante le feste della Pasqua. Il gusto deciso, il sapore intenso della Pastiera si dice abbia stregato perfino la regina Maria Teresa d’Austria. Soprannominata la “regina che non ride mai”, proprio a lei scappò un sorriso all’assaggio di questa prelibatezza. La realizzazione in casa di questo dolce è impegnativa, ma non difficile. La parte più faticosa consiste nel mettere a bagno il grano per alcuni giorni nell’acqua, avendo cura di cambiarla giornalmente. Oggi però questa parte può essere omessa in quanto esistono in commercio praticissimi composti di grano già cotto. La pastiera va preparata qualche giorno prima (la tradizione campana vuole che si prepari il giovedì santo), perché deve “addà riposà” ossia occorre lasciarla riposare affinché tutti gli ingredienti si assestino in modo da sprigionare al meglio le essenze. G 29

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