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SPECIALE VINI Vallée

SPECIALE VINI Vallée d’Aoste Muscat de Chambave Doc. Anche se è fatto con uve moscato non è un vino dolce: è secco. Da provare con piatti di pesce, crostacei e ostriche, oppure come vino da meditazione per apprezzarne l’aroma unico. Arriva dalla Sicilia la Malvasia Secca, è anch’essa un vino con una caratteristica impronta aromatica, ma non essendo dolce, si sposa con piatti a base di pesce, crostacei e molluschi. Risalendo lungo lo stivale si incontra il Greco di Tufo Docg, un vino bianco che può essere invecchiato. Dal profumo caratteristico, si percepisce al naso la mineralità dei terreni, si abbina a piatti di pesce importanti, ma anche a un risotto con funghi. Una buona bottiglia è perfetta per pranzi o cene dove si vuol fare una bella figura. Più immediato, ricco di profumi e piacevole da bere è il vino ottenuto da uve Passerina, questo vitigno è diffuso nel Centro Italia, specialmente nelle Marche, Abruzzo e una parte del Lazio. È un vino che al naso ricorda la frutta tropicale, i fiori bianchi ed è caratterizzato da una spiccata acidità, per questo si può anche trovare in versione spumantizzata. AL TRAMONTO UN ROSÉ La bella stagione oltre a celebrare i vini bianchi è anche il momento del rosé: un vino che sta trovando sempre più estimatori. I rosati sono vini con una duplice anima, portano con sé caratteristiche tipiche dei bianchi e dei rossi, cosa che li rende adatti ad accompagnare quasi tutti i piatti, spaziando dai primi al pesce, passando anche per la carne. Un Bardolino Chiaretto Doc è adatto come vino da aperitivo o da abbinare al sushi o piatti delicati a base di pesce. Un rosé ottenuto da uve Negramaro, invece, si presta ad accompagnare piatti più strutturati come le zuppe di pesce. Se si cerca un vino a tutto pasto, allora la scelta giusta è il Cerasuolo d’Abruzzo, ottenuto da uve Montepulciano. Il vino bianco è il re della bella stagione. Ma crescono gli estimatori del rosé ROSSI GIOVANI O DI CORPO? E per chi ama qualcosa di più deciso ma pur sempre delicato c’è spazio per i rossi giovani, caratterizzati da una buona acidità e da tannini non troppo aggressivi. Da provare una Lacrima di Morro d’Alba Doc, vino tipico delle Marche, caratterizzato da profumi fruttati e delicati, tanto che questo vino si può abbinare anche a zuppe di pesce. Un altro vino da scoprire è il Monica di Sardegna Doc. Si tratta di un antico vitigno, arrivato in Sardegna intorno all’anno Mille, che dà un vino dai tannini morbidi e dai profumi fruttati. È un vino molto versatile, può essere raffreddato e usato come aperitivo o per accompagnare un piatto di pasta con un ragù di carne. BOLLICINE PER TUTTE LE STAGIONI Gli spumanti sono dei veri e propri passepartout. Ormai hanno perso la loro aurea di vino del-le feste e sono consumati tutto l’anno. Con l’avvicinarsi della bella stagione, con giornate sempre più calde, si può iniziare a gustare un aperitivo all’aperto e qui si possono mettere in fresco diversi tipi di bollicina. In questo caso si può scegliere un Prosecco Docg, di Asolo se lo si preferisce secco o di Conegliano- Valdobbiadene se si gradisce un po’ più abboccato (dolce). Questo è il classico, si può provare a fare un salto in Centro Italia, enologicamente parlando, e provare uno spumante a base di Cococciola: sarà una piacevole scoperta. G 33

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