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Salento Dove Marzo 2018

ESPERIENZE LE TAVOLE DI

ESPERIENZE LE TAVOLE DI SAN GIUSEPPE FRA TRADIZIONE, DEVOZIONE E SPETTACOLARITÀ THE TABLES OF SAINT JOSEPH - TRADITION, DEVOTION AND La sua origine si perde nella notte dei tempi. Ancestrale espressione della profonda religiosità salentina, in memoria dell’ospitalità ricevuta dalla Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, il rito delle tavole di San Giuseppe si rinnova ogni anno, da centinaia di anni, nei comuni di Giurdignano, Poggiardo, Uggiano la Chiesa, Cerfignano, Cocumola, Minervino di Lecce, Casamassella, Otranto, Lizzano, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Monteparano, San Pietro Vernotico, Erchie e San Donaci. Nel corso della giornata del 19 marzo, in questi comuni salentini si imbandiscono tavole ricchissime, e una serie di pietanze, preparate con cura e devozione dalle massaie del paese nelle settimane precedenti, vengono servite ad alcuni personaggi noti locali che impersonano i “santi”. Dai lampascioni alle “rape”, dal pane a forma di grossa ciambella alle pittule, dai ciciri e tria ai “vermiceddhri” (tipo di pasta con cavoli), dal pesce fritto fino ai finocchi, alle arance e alle zeppole, la tavola diventa simbolo di ab- Its origin is lost in the mists of time. Ancestral expression of the profound religiosity of Salento, in memory of the hospitality received by the Holy Family during the escape to Egypt, the ritual of the tables of St. Joseph is renewed every year, for hundreds of years, in the municipalities of Giurdignano, Poggiardo, Uggiano la Chiesa, Cerfignano, Cocumola, Minervino di Lecce, Casamassella, Otranto, Lizzano, San Marzano of San Giuseppe, Sava, Monteparano, San Pietro Vernotico, Erchie and San Donaci. On March 19, in these towns rich tables are set, and a series of dishes, prepared with care and devotion by the housewives in the previous weeks, are served to some well-known local people who impersonate the “saints”. From the “lampascioni” to the “rape”, from the bread shaped like a big donut to the “pittule”, from the “ciciri and tria” to the “vermiceddhri” (type of pasta with cabbage), from the fried fish to the fennels, the oranges and the “zeppole”, the table becomes a symbol of abundance to offer to St. 34 | Marzo 2018

ESPERIENZE bondanza da offrire a San Giuseppe. I Santi vanno da un numero minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero massimo di tredici. Un tempo i commensali venivano scelti tra i poveri del paese, tra coloro che avevano maggior bisogno o avevano una famiglia numerosa. Oggi è tutto molto più folkloristico, anche se rimane intatta l’enorme devozione nei confronti del Santo. Il giorno della festa, dopo aver partecipato alla messa, i santi si recano nelle case in cui sono ospiti e, dopo la benedizione del sacerdote, cominciano ad assaggiare tutte le pietanze, secondo un rituale definito. San Giuseppe, seduto a capotavola, “governa” la situazione e, con un colpo di bastone, regola i ritmi e le pause tra una pietanza e l’altra. Al termine del pranzo, i Santi portano via tutto il cibo rimasto, ovvero viene donato ai poveri o ai forestieri, perché nulla deve andare buttato. A Giurdignano, probabilmente il paese che più di tutti esprime la sua religiosità attraverso le tavole, tutta la comunità è coinvolta nella preparazione delle tavole, che, tra quelle pubbliche e quelle private, sono circa sessanta. Anche la turistica Otranto, diventa in Joseph. The saints represented range from a minimum of three (St. Joseph, Child Jesus and Mary) to a maximum of thirteen. Once dinners were distributed among the poor of the town, among those in need or with a large family. Today everything is much more folkloristic, even if the enormous devotion to the saint is the same. On the day of the feast, after attending mass, the “saints” go to the houses where they are guests and, after the priest’s blessing, they begin to taste all the dishes, according to a defined ritual. St. Joseph, seated at the head of the table, “rules” the situation and, with a stick, regulates the rhythms and the pauses between one dish and another. At the end of the lunch, the saints take away all the leftover food, that is, they are given to the poor or foreigners, because nothing must be thrown away. Giurdignano is probably the town that most of all expresses its religiosity through this tradition, the whole community is involved in the preparation of the “tables”, which, among those public and private ones, are about sixty. In these days even the tourist destination of Otranto becomes a homeland of hospitality: the “tables” are symbols of hospitality to all, Marzo 2018 | 35

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