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KN8-2018

12 foranie sabato 3

12 foranie sabato 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 MARCIANISE Passione sportiva e divertimento Kairòs News incontra la società sportiva Virtus 04 DI ANASTASIA OLIVIERO Quanto è importante l’attività sportiva? Quanta passione e caparbietà ci vogliono per investire sullo sport? Lo sport può essere il futuro dei giovani del nostro tempo? A tutte queste domande, ci sono delle risposte. Quelle di persone esperte, che con passione e dedizione, hanno portato avanti un progetto che dal 2004 al giorno d’oggi, vive e respira nella realtà di Curti. La società Virtus 04, appunto, nata 14 anni fa, dall’iniziativa di diverse famiglie che, spinte dal desiderio di trovare un’occupazione per i loro figli e accomunati dalla passione per lo sport, hanno dato vita a questa società. Essa si occupa di basket, accoglie bambini e ragazzi dai 5 anni in su. Il presidente è Carmine Longobardi e il responsabile e fondatore è Carlo Della Valle. L’obiettivo “è la formazione scolastica e sportiva dei ragazzi. Entrambe sono importanti, l’una non trascura l’altra. Non è stata pensata come una società di lucro, ma con lo scopo di far nascere ed accrescere la passione e l’impegno sportivo nei ragazzi”, come dice lo stesso fondatore. Oggi la società accoglie un centinaio di ragazzi che ormai sono “diventati una grande famiglia. In campo c’è massima disciplina e massima serietà, ma fuori, siamo pronti ad ascoltare i ragazzi secondo le loro esigenze” riporta lo stesso Della Valle. L’attività della suddetta società è divisa in gruppi: Pulcini (2011/2012), Scoiattoli (2009/2010) con istruttore Daniele Della Valle e assistente Alessia Della Monica, Aquilotti (2007/2008) con istruttore Federico d’Addio, Under 13 (2005/2006) A l l e n a t o r e Paolo Mattiello, Under 1 4 (2004/2005), Under 15 (2003/2004) Under 16 (2002/2003) con allenatore Daniele Della Valle, Under 18 E l i t e (2000/2001), Serie D con Allenatore Federico d’Addio, assistente Vincenzo Merola e Dirigente Catello Porfido. La Virtus04, vanta numerose vittorie interregionali e nazionali, tra le più importanti, si ricordano: 2005, 1º posto Torneo di Modena cat. Aquilotti (annata 95/96); 2006,1º posto Torneo “Ciuffando nel minibasket” di Recale cat. Esordienti (annata 95/96) ( foto in calce all’articolo); 2013, 1º posto finali regionali cat. Under 14 (annata 99/00); 2015, 1º posto “Torneo delle Stelle” cat. Under 14 (annata 01/02); 3º posto finali regionali cat. Under 15 Eccellenza (annata 00/01); spareggio interzona a Livorno contro Fortitudo Bologna cat. Under 15 Eccellenza. Una delle figure più attive di questa società, è Daniele Della Valle, una volta giocatore, ora allenatore. “Ho intrapreso la carriera di istruttore e allenatore per continuare a vivere nel mondo della pallacanestro, che è la mia passione … ho allenato, inizialmente, gruppi di bambini cercando di trasmettere loro questa mia passione accompagnandoli nella scoperta del mondo del basket e divertendomi insieme a loro. Dopo il percorso di formazione, ho ricevuto la qualifica di allenatore e dopo tanta «gavetta», sono diventato allenatore della Serie D per due anni, dove ho allenato molti ex compagni di squadra e amici. Nonostante ciò, in campo, abbiamo rispettato sempre i ruoli e aiutandoci in questa nuova esperienza. Quest’anno sono tornato ad allenare nuovamente il settore giovanile e, dopo un iniziale momento di difficoltà da parte dei ragazzi, dovuta al cambio di allenatore, adesso siamo diventati come una famiglia. In campo massimo rispetto, ma poi fuori si ride e si scherza!” Capua. Più rispetto per il prossimo, la persona al centro di tutto Essere felici è essere liberi DI ANNAMARIA MEDUGNO Un piacevole incontro quello con il professor Zamagni. Si è svolto martedì 27 febbraio alle 18.00 nel salone Capecelatro. Un Convegno sull’economia civile che ha messo al centro del dibattito tre parole: “lavoro sostenibilità e felicità”. Durante la discussione l’attenzione è andata all’essere umano in quanto persona. Oggi c’è una crisi di senso e bisogna ritornare a rispettare il prossimo. Queste sono state le affermazioni del relatore, che dopo aver dato la definizione di economia civile, si è soffermato sul rapporto che c’è tra lavoro e felicità. Tutti noi, ha enunciato Zamagni, anche se abbiamo un lavoro ben retribuito, ma non riusciamo a vivere la famiglia perché magari torniamo a casa troppo tardi per salutare i nostri figli, ecco che diventiamo infelici. Questa condizione di infelicità non aiuta la produzione perché non siamo innovativi sul lavoro e l’azienda non produce buoni profitti. La soluzione sarebbe quella di riorganizzare il modo di lavorare andando a vantaggio della persona e questo porterebbe l’economia a tornare ad essere civile e abbandonare la sua condizione incivile. Sono soprattutto i giovani a pagare per questa condizione perché si trovano a scegliere se lavorare o crearsi una famiglia. Attraverso il lavoro l’essere umano si completa. La sfida è di tornare ad un sistema basato anche sulla felicità della persona e della sua libertà. Santa Maria Capua Vetere . Forte del successo la manifestazione dà appuntamento a novembre Lectura Dantis sammaritana DI GIOVANNI DELLA CORTE Si è concluso presso il convento francescano di Santa Maria Capua Vetere il primo ciclo della Lectura Dantis. Ritornata dopo qualche anno di assenza, la manifestazione culturale, promossa dal Centro Culturale Francescano diretto dal frate francescano padre Berardo Buonanno, ha suscitato notevole interesse ed ampia partecipazione di cultori del poema dantesco e soprattutto degli studenti degli istituti superiori cittadini in tutti i sei incontri nei quali sono stati riletti e commentati sei canti dell’Inferno. La Sala Santa Chiara, luogo di svolgimento della Lectura Dantis, è sempre stata gremita ed i commentatori dell’opera dantesca prescelti per gli incontri, gli illustri dantisti Nicola Di Tella, Agnello Baldi, Bonaventura Perrone, Silvio Laudisio, Rosalba Piscopo e Saverio Caramanica, hanno appassionato gli intervenuti. Durante le serate, studenti del Liceo Artistico locale hanno esposto disegni illustranti il Poema Sacro. La lettura della Divina Commedia sammaritana, che si completerà nel 2021, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, riprenderà a novembre prossimo.

ubriche sabato 13 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 Tradizione in cucina Zuppe o minestre? Zuppa di ceci, un piatto caldo che riesce a scaldare il corpo e il cuore DI ANASTASIA OLIVIERO Secondo il vocabolario della lingua italiana, la minestra è una “vivanda di riso o pasta, in brodo con verdure e legumi, o cotta in acqua, scolata e condita”. In italiano perciò, la minestra può essere sia in brodo che asciutta. E’ evidente che è nata come “brodo” e ancora oggi per minestra si intende per lo più una preparazione liquida con verdura. Il termine “minestra” è molto antico e si trova scritto sin dal '200. Deriva dal latino “minestrare”, che vuol dire somministrare e anche servire a tavola. Sono nati così molti detti: “mangiare sempre la stessa minestra”, “mangiar questa minestra o saltare dalla finestra”, “un piatto di minestra non si nega a nessuno”. Il diminutivo minestrina si riferisce sempre a piatti in brodo leggeri, mentre l’accrescitivo minestrone indica una preparazione a base di verdure, pasta e riso. Il termine zuppa è, invece, molto più recente tra il XV e il XVI secolo e deriva dalla voce gotica “suppa” che vuol dire “fetta inzuppata”. La sua preparazione è infatti costituita da pane raffermo immerso in un brodo di legumi e verdure. Le zuppe di ceci, lenticchie e fagioli si diffusero a partire da questo periodo. Ingredienti per 4 persone 300 g Ceci secchi 1 Carota 1 Rametto di sedano 1 Cipolla bianca 3 Cucchiai olio extravergine d'oliva 2 Rametti di rosmarino 2 Foglie di alloro 1,5 l Brodo vegetale 60 g Passata di pomodoro Sale fino q.b. Pepe nero q.b Preparazione Mettere i ceci in ammollo. Versarli in una ciotola capiente, coprite d’acqua e lasciate reidratare per almeno 12 ore . Trascorso il tempo, mettete sul fuoco una pentola con il brodo vegetale per scaldarlo. Intanto scolate e sciacquate i ceci. Spuntare anche il sedano e con il pelapatate eliminare la parte più esterna e fibrosa. Tritarlo ed aggiungere anche la cipolla e la carota. Versare l’olio extra vergine in una casseruola, lasciarlo scaldare e poi aggiungere il trito di sedano, carota e cipolla. Aggiungere un mestolino di brodo caldo e continuare la cottura per una decina di minuti. A questo punto versare i ceci. Unire alloro e rosmarino. Coprire i ceci con il brodo vegetale caldo e,infine, unire la passata di pomodoro. Cuocere a fuoco dolce per circa 2 ore o 2 ore e mezza aggiungendo brodo al bisogno. Servire e gustare anche con crostini di pane raffermo! Simboli e numeri nel Cristianesimo La Quaresima, un tempo di grazia DI FERNANDO GRECO Nell’antica Grecia, per indicare il tempo, venivano utilizzati due distinti termini, di significato differente: Kronos e Kairòs. Il primo, indicava il tempo cronologico che scorre inesorabile, fuggendo attimo dopo attimo. Nato dalla unione del Cielo (Urano) con la Terra (Gea), Crono rappresentava per i pagani la divinità del tempo per eccellenza. Il secondo, invece, indicava il tempo qualitativo dal significato di “momento propizio” in cui accade qualcosa di speciale per i singoli individui o per la collettività. Anche Kairòs rappresentava una divinità. Lo si immaginava come un giovinetto dai piedi alati, con un ciuffetto sulla fronte e la nuca rasata. Il pittore fiorentino Francesco Salviati (1510-1563) realizzò, nella Sala dell’Udienza di Palazzo Vecchio, un affresco che ritrae un suggestivo “Tempo Opportuno” così come descritto dalla mitologia greca. Queste due differenti interpretazioni del “tempo” sono, ancora oggi, presenti nella nostra cultura. Con l’avvento del Cristianesimo, e impreziosito dalla tradizione biblica, Kairòs ha assunto un significato spirituale sinonimo di “tempo in cui Dio agisce”, ovvero “tempo di grazia”, ai quali si ispira la testata del nostro giornale. L’Apostolo Paolo, nell’autunno del 57 d.C., così esortava, alla conversione, la comunità di Corinto: “…ecco dice il Signore, al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato…ecco adesso il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza…” (2 Cor 6-2). Nei primi secoli, per le comunità cristiane, costituiva momento di grazia particolare il Battesimo che i catecumeni ricevevano nella Vigilia di Pasqua, alla presenza della intera comunità. Come atto di penitenza, tutti i partecipanti al solenne rito dovevano osservare il digiuno “per uno o due giorni”, come stabiliva l’insegnamento dei Dodici Apostoli. Sono queste le origini della Quaresima che la Chiesa e i fedeli celebrano come percorso di preparazione alla Santa Pasqua del Signore, momento centrale dell’Anno Liturgico. E’ un tempo impegnativo, e per questo chiamato “forte”, da vivere nel segno della preghiera, del digiuno e dell’elemosina. Quaranta giorni propizi per il rinnovamento e la purificazione. Quaranta, come i giorni vissuti da Noè nell’Arca. Quaranta, come gli anni vissuti da Mosè, e il suo popolo, nel deserto. Quaranta, come i giorni vissuti da Gesù nella solitudine, combattendo contro il demonio. La storia del Cristianesimo insegna come simboli e numeri rivestano, per i credenti, un valore trascendentale. Gesù stesso, per raggiungere i nostri cuori, ama esprimersi con simboli e con parabole. Papa Francesco ci esorta a vivere il percorso quaresimale con “la gioia nel cuore”. Monsignor Salvatore Visco, lo scorso mercoledì delle Ceneri, ha concluso la Sua Omelia augurando: “…la Quaresima ci dia la capacità e la forza di prepararci degnamente alla Gloria della Pasqua, diventando per noi e per gli altri, annunziatori della verità del Vangelo…”. Ciascuno di noi potrà cogliere questa opportunità anche partecipando alle numerose iniziative, incontri e programmi, che le Parrocchie e le Comunità della nostra Arcidiocesi hanno predisposto in occasione del tempo forte e opportuno che stiamo vivendo. Buona Quaresima!