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KN8-2018

2 primo piano sabato 3

2 primo piano sabato 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 DI TIBERIO GRACCO Gioia e tanti ricordi domenica mattina in piazza Mazzini. Lupetti, reparto, clan e comunità capi sono riusciti a mettere insieme tanti piccoli pezzi di 35 anni di storia. Il 23 Gennaio del 1983 riapre il gruppo scout SMCV1 presso la parrocchia di San Pietro Apostolo dopo un periodo di chiusura in seguito alla morte di un ragazzo durante un’attività al mare. Il gruppo scout ha festeggiato domenica 25 Febbraio perché è la Domenica successiva al 22 Febbraio che per gli scout rappresenta, a livello mondiale, il Thinking day, giorno della nascita di Baden Powell, fondatore degli scout. È la giornata in cui tutti gli scout e le guide del mondo “si pensano” e fanno un gesto volto a pubblicizzare lo scoutismo ed aiutare gli altri. Sul sentiero dei giorni A CURA DI MONS. GIUSEPPE CENTORE Il gruppo scout ha preparato la giornata di domenica invitando tutti i ragazzi ad intervistare vecchi capi del gruppo cercando così di ricreare una sorta di storia fatta di ricordi, di posti dei campi e di servizi svolti che sono stati esposti in piazza con dei cartelloni. E’ stato allestito l’angolo dei canti, l’angolo dei bans, l’angolo in cui è stato possibile lasciare un ricordo. Alle 12.00 c’è stato l’alzabandiera con il rinnovo della promessa per tutti i presenti ed il taglio della torta. E’ stato consegnato il nuovo progetto educativo che durerà 3 anni e che è stato redatto quest’anno dalla comunità capi. In pratica dopo aver fatto delle osservazioni su vari fattori locali sono state individuate le esigenze educative e quindi sono state fissate delle aree di impegno con diversi obiettivi per ogni anno. Il progetto educativo è un qualcosa di aperto all’esterno e per questo è stato presentato alle Autorità, ai genitori dei ragazzi e ai sacerdoti. Tutti devono sapere su quali argomenti il gruppo scout sta lavorando. Attualmente gruppo conta circa 150 censiti più 20 capi. Riempi il tuo foglio coi respiri del tuo cuore. William Wordsworth L’arte di essere saggi è l’arte di capire a che cosa si può passare sopra. William James La più fiera nemica della verità è l’ignoranza. Gabriele Iannelli La vita senza una meta è un vagabondaggio. Seneca Ho divorato più libri che pane; ma i soli che stimi veramente utili a me e agli altri sono quelli oggi reputati dai più inutilissimi, dove aliti almeno un fiato di poesia; sia un respiro o un sospiro. Roberto Ridolfi La giovinezza non è un’età è una stagione del cuore. A. D. Sertillanges La difficoltà di definire il nichilismo sta nel fatto che è impossibile per la mente giungere a una rappresentazione del niente. Ernst Junger La saggezza in cosa consiste? Nel considerare le cose serie come balocchi proprio come, quando eravamo ragazzi, consideravamo i balocchi come cose serie. Giuseppe Prezzolini È stolto temere la morte,/Se vivendo ogni istante si muore. Diego Valeri Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni. Ugo Ojetti

chiesa 3 sabato 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 III Domenica di Quaresima Non di solo pane… Il Vangelo nella Casa della Divina Misericordia Gesù conosce la tentazione del mercante che abita il profondo del nostro cuore DI ANTONELLO GAUDINO evangelico che solitamente si intitola “espulsione dei venditori dal Tempio” o “la purificazione del Tempio” è al centro della L’episodio Liturgia della Parola di questa III Domenica di Quaresima. Il rinato Tempio di Gerusalemme radunava fino a duecentomila persone in occasione della Pasqua. Un grande evento di fede, certo, ma anche un grande business, al punto che i sacerdoti del Tempio allestivano, tre settimane prima dell’evento, un vero e proprio mercato sotto i portici. Gesù caccia i venditori, ribalta i banchi dei cambiavalute. La situazione trovata da Gesù nel Tempio, in La sua bottega Forse è un sogno Inventato da un poeta: Ora con slancio Ed ora con ritegno Salmodiando lodi Al Redentore Pare al cuore Sentirsi sospeso Alla coda D’una argentea cometa Che nel suo volo Lo porta verso dove Benché nel ricordo Ancora la ami Gesù Non è più il falegname. Giuseppe Centore cui stavano i venditori di animali per i sacrifici e i cambiavalute, gli offre la possibilità di richiamare l’attenzione sul significato del Tempio e, di conseguenza, sul tipo di religione praticata. Ciò che viene trovato è un “luogo di mercato” in cui la relazione con Dio si basa su un do ut des. Ecco il tipo di immagine di Dio che Gesù viene a “scacciare con una frusta di cordicelle”. Una visione di Dio, e dunque una mentalità “religiosa”, basata su una logica sacrificale come mezzo per placare la divinità. Dietro queste pratiche cultuali c’è infatti un’immagine di un Dio da doversi “comprare” attraverso i sacrifici per non incorrere nei suoi castighi. Un’immagine lontanissima da quella di Dio- Padre che Gesù è venuto a rivelare. Il brano termina con una frase su cui è bello fermarsi a meditare: «Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo». Che cosa c’è nel profondo del nostro cuore? Gesù sa che nel nostro cuore abita la “tentazione del mercante”. Abita cioè la bramosia di possedere e di gestire la creazione e le creature come oggetti da prendere e da vendere, di cui appropriarsi e di cui usufruire in modo da sentirci un poco più sicuri. Si tratta della tentazione di divenire padroni, per vivere l’illusione di essere proprietari assoluti anche della nostra vita. Le cose create e a noi donate, dunque, divengono calamite per piccoli o grandi attaccamenti, sostituibili soltanto dall’attaccamento al denaro. Anche le relazioni e le persone scadono progressivamente nella categoria utilitarista di “idoli da venerare”. Idoli a cui prostrarci e servire… Il nostro egoismo si manifesta con un grande desiderio di possedere. Rischiamo di trasformare anche Dio e la sua casa, con tutte le “cose sacre”, in un oggetto da possedere e portare dove vogliamo noi, da adorare per ricevere in cambio qualcosa. Tendiamo a ridurre il rapporto con Dio in termini di scambio: le preghiere, le opere buone e anche il tempo che dedichiamo alla “cura del prossimo” servono per guadagnarci i Suoi favori. Magari un Suo “segno prodigioso” solo per noi. La nostra carità diventa così un luogo di compravendita con Dio. Il nostro operare diventa quanto di più offensivo di Dio. La “tentazione del mercante” può insinuarsi ovunque, anche nel nostro modo di amare. Questo si verifica quando il nostro è un amore interessato, mosso da interessi personali. Quanti amori interessati ci sono! Anche i servizi caritativi, in cui sembra che ci prodighiamo, possono essere compiuti per mettere in mostra noi stessi o per sentirci appagati. È il rischio che corriamo anche noi, volontari presso la Casa della Divina Misericordia: mirare a cose che abbiano “visibilità” per fare sfoggio della nostra intelligenza o della nostra capacità. Operare per sentirci dire: “ma quanto sei bravo/a!”. Vanità delle vanità. Il vuoto, il soffio e il perfetto nulla davanti a Dio. È la logica del vitello d’oro, immagine plastica di tutti i tradimenti alla legge del Sinai ricevuta da Mosè e donata al popolo perché si lasci condurre e non pretenda di condursi da solo. Bisogna vincere sul nostro egoismo per essere disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo nostro salvatore. (cfr Prefazio di questa Domenica di Quaresima) Dietro all’amore ipocrita c’è un’idea falsa, ingannevole, vale a dire che, se amiamo, è perché noi siamo buoni; come se la carità fosse una creazione dell’uomo, un prodotto del nostro cuore. La carità, invece, è anzitutto una grazia. È un regalo. Poter amare è un dono di Dio. Il sigillo della logica della Croce. Una legge che, come ci ricorda il salmista, «è perfetta, e rinfranca l’anima». Bisogna mettere la propria vita nelle mani di Dio convinti che «ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini». Tutte le parrocchie interessate alla pubblicazione degli orari delle Sante Messe sia festive che feriali, possono inviare i relativi dati all’indirizzo mail orarimesse@kairosnews.it