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KN8-2018

4 chiesa sabato 3 marzo

4 chiesa sabato 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 Riunione pre-sinodale dal 19 al 24 marzo a Roma Giovani: Attori e Protagonisti DI ANTONELLO GAUDINO Manca veramente poco alla Riunione pre-sinodale che si terrà dal 19 al 24 marzo in Vaticano in vista del Sinodo dei vescovi dedicato proprio alle nuove generazioni. Circa 300 giovani, da tutto il mondo, tra un mese, verranno a Roma per una riunione preparatoria al Sinodo di ottobre. Questo perché tutti i giovani possano essere protagonisti di questa preparazione. Potranno inoltre intervenire online attraverso gruppi linguistici moderati da altri giovani. L’apporto dei “gruppi della rete” si unirà a quello della riunione di Roma. Nella settimana precedente la domenica delle Palme, i giovani dai cinque continenti si riuniranno dunque per presentare le loro esperienze e le loro istanze. Ad aprire i lavori, il 19 marzo, sarà papa Francesco che rivolgerà un saluto e risponderà alle domande dei ragazzi. «Si tratta di un evento in cui i giovani saranno gli attori e i protagonisti. Non si parlerà soltanto dì loro, ma saranno loro stessi a raccontarsi: con il loro linguaggio, il loro entusiasmo e la loro sensibilità. Il prossimo Sinodo dei Vescovi vuole essere, infatti, non solo un Sinodo sui giovani e per i giovani, ma anche un Sinodo dei giovani e con i giovani», ha spiegato il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi. Una parola-chiave, più volte ripetuta dal Papa, in questo tempo di preparazione, è ascolto! In questa Riunione pre-sinodale si ascolteranno i giovani dal vivo. Ci saranno anche giovani non cattolici, non cristiani, non credenti perché l’ascolto dei giovani si realizzi il più possibile a 360 gradi. In particolare, sul sito della Santa Sede viene specificato che «ciascuna Conferenza episcopale e ciascun Sinodo delle Chiese cattoliche orientali ha designato propri rappresentanti, in modo da dar voce a tutti i giovani impegnati cristianamente in ogni parte del pianeta». A costoro si aggiungeranno giovani provenienti dai seminari e dalle case di formazione alla vita consacrata maschile e femminile; i rappresentanti di associazioni, movimenti e comunità ecclesiali; ragazzi che frequentano scuole e università cattoliche. Altri giovani arriveranno in rappresentanza del mondo della cultura, del teatro, della musica e dell’università, dell’impegno sociale e del volontariato, della formazione politica, del mondo militare e dello sport. Ci saranno ancora, giovani appartenenti alle altre Confessioni Cristiane e alle altre Religioni, e anche ragazzi che hanno vissuto o vivono situazioni particolari, come il carcere, la tratta di persone, la tossicodipendenza e giovani diversamente abili. E vi saranno anche giovani non credenti o appartenenti ad associazioni giovanili non confessionali. Infine, saranno presenti diversi educatori, provenienti dai seminari, dalle Un evento in cui i giovani saranno gli attori e i protagonisti. Non si parlerà soltanto dì loro, ma saranno loro stessi a raccontarsi: con il loro linguaggio, il loro entusiasmo e la loro sensibilità. Il prossimo Sinodo dei Vescovi vuole essere, infatti, non solo un Sinodo sui giovani e per i giovani, ma anche un Sinodo dei giovani e con i giovani case di formazione, dalle università e dalle scuole, dai collegi e dagli istituti educativi, dalle organizzazioni che aiutano i ragazzi che vivono situazioni difficili. Oltre al sito Synodo2018 (che ha già avuto 500mila contatti!) è nata una pagina Facebook, un account Twitter e uno Instagram, tutti canali multilingue. «Con i nostri consigli - ha spiegato Filippo Passantino, uno dei giovani della Segreteria Generale del Sinodo - e le nostre intuizioni abbiamo offerto uno sguardo giovane per parlare ad altri giovani. L’obiettivo della presenza in rete è quello di creare un’interazione con i nostri coetanei di tutto il mondo e agevolare la loro partecipazione. Abbiamo proposto loro già da qualche mese di condividere e postare sui social media anche selfie e video. Abbiamo pensato che per aprire a tutti le porte del Sinodo sarebbe stato importante trasformare i canali social in un forum aperto a tutti». Si è pensato così di rilanciare storie e problemi che i giovani vivono quotidianamente. Visitando la pagina Facebook mi è sembrata significativa la vicenda di Alessio, che racconta con un autoscatto davanti a un aereo la difficoltà dei ragazzi che sono costretti a lasciare la loro terra perché non c’è lavoro. Come numerosi sono i messaggi che si possono leggere provenienti da tutto il mondo. Dall’Australia Angela, ad esempio, racconta come si sta preparando alla riunione pre-sinodale alla quale parteciperà. È chiaro il desiderio di testimoniare la volontà di coinvolgere il maggior numero di ragazzi possibile sui sentieri digitali, perché attraverso questi canali possa giungere, durante la riunione pre-sinodale, anche la loro esperienza concreta. L’hashtag #Synod2018 raggrupperà i tanti messaggi provenienti da tutto il mondo. «E a tutto il mondo - dice ancora il giovane Passantino - abbiamo voluto lanciare una domanda ogni mese per ascoltare le voci e le preoccupazioni dei nostri coetanei. La domanda di questo mese è: “Cosa potrebbe fare la politica e la società per i giovani?”. Ce lo chiediamo un po’ tutti, mentre le nostre risposte variano in base alle nostre aspettative». La Segreteria Generale del Sinodo sta cercando di creare anche un altro canale di comunicazione, quello di WhatsApp, dedicando un numero di cellulare ai messaggi. Insomma, si sta provando ad aprire diverse porte perché nell’aula della riunione pre-sinodale possano entrare molte più delle 300 persone invitate.

attualità 5 sabato 3 marzo 2018 - Anno 9 n°8 DI ANNAMARIA MEDUGNO Festa della donna Nel cuore un carico d’amore La donna è un mondo di emozioni. Dovremmo imparare da Maria che è la prima di tutte, ed è la madre di Gesù. Ogni donna può essere moglie e madre, può essere amica e confidente, una sorella o una fidanzata. Qualsiasi ruolo essa possa avere porta nel cuore un carico d’amore. L’8 marzo si avvicina, un giorno speciale dedicato a tutte le signore. In questo momento così delicato della nostra società, dove la donna è vittima di orrori, sarebbe opportuno riflettere insieme per abbattere un fenomeno che prende sempre più piede come il femminicidio. Non c’è giorno in cui non si apprenda dai mass-media di brutali omicidi. Donne e bambini come gli anziani sono i primi a dover essere tutelati. Lo Stato ha la possibilità di fare molto per una maggiore difesa, è ora che si svegli. Le nostre mamme, le nostre nonne ci amano e si fanno in quattro per darci l’amore che ci fa vivere, sempre pronte a sacrificarsi pur di renderci felici. Ogni momento è buono per dirle ti voglio bene, per raccontarle di noi, starle vicino, portarle un fiore inaspettato. Ci sono momenti preziosi della vita che vanno vissuti appieno e l’amore di una mamma è uno di questi. La donna è il centro di ogni famiglia. Ed ora che si presenta l’occasione della sua festa, possiamo farle una bella sorpresa per coglierla impreparata, con un invito a cena, o un biglietto da farle trovare. Alcune idee semplici per regalare un sorriso. Impariamo dalle donne ad affrontare la vita, perché hanno tanto da insegnarci. Tutte le donne sono forza, coraggio e volontà. DI ORSOLA TREPPICCIONE Mangia il detersivo e sfida gli amici La chiamano prova di coraggio, sarebbe più giusto definirla prova di scempiaggine. È l’ultima trovata dei giovani americani che si sta diffondendo a macchia di social tra i giovani di tutto il mondo: la #Tide Pod Challenge. In cosa consiste? Si prendono le capsule di detersivo, si decide come “usarle” e poi si posta tutto sui social network. Già, perché non si tratta di realizzare un tutorial su come usare la lavatrice, ma di video in cui c’è chi le mastica fino a quando non fuoriesce il sapone che quindi viene sputato; chi invece una volta che il liquido è uscito, lo inghiotte; chi, addirittura, ne aspira i vapori come se lo fumasse. Con un sottinteso: accetta la sfida, vediamo se sai fare di meglio. Non si tratta di incidenti domestici accidentali, qui c’è proprio intenzionalità dichiarata. Le autorità americane hanno lanciato l’allarme: quello che è cominciato come un gioco stupido ora si è spinto troppo oltre. E porta a conseguenze disastrose. Secondo i dati dell’American Association of Poison Control Centers (AAPCC), il Centro Antiveleni Statunitense, nelle sole prime tre settimane di quest’anno sono già 86 gli intossicati. Pensate che in tutto il 2017 ne sono stati registrati 57, e nel 2016 ne furono contati in totale “solo” 36 (da sito Ultima follia tra i giovani Le conseguenze sono deleterie Ansa). Ma da quando è nata questa sfida sciagurata, purtroppo, si registrano anche una decina di decessi. “Non possiamo sottolineare abbastanza quanto ingoiare detersivo sia pericoloso per la salute degli individui” ha detto Stephen Kaminski, CEO dell’AAPCC. Farlo può portare tosse e soffocamento, irritazione agli occhi, dolore e stanchezza, fino ad arrivare a effetti più gravi come convulsioni e ustioni allo stomaco, edema polmonare, arresto respiratorio, perdita di coscienza, coma e, infine, la morte. È atroce pensare che giovani e giovanissimi sfidino il buonsenso e vadano incontro, di proposito, a tali conseguenze. Per cercare di arginare e contrastare il fenomeno è sceso in campo anche YouTube che ha deciso di bandire tutti i video di questo tipo: “le norme della community di You- Tube vietano i contenuti destinati a incoraggiare attività pericolose per la salute”, ha sottolineato la società in una nota, ricordando anche le possibili sanzioni per chi dovesse pubblicare ancora filmati vietati. In Italia non sembrano essere stati registrati casi di intossicazione da “assunzione volontaria di detersivo”, ma si sa che i social sono veicoli informativi senza confini. E, nonostante l’intervento di YouTube, visualizzare uno di questi assurdi video, e accettare la sfida, non è poi così impossibile! Il portinaio ritrova la sua guardiola Riferimento per tutti meglio di una telecamera DI ORSOLA TREPPICCIONE Sulla scia dell’articolo del numero scorso (Kairos News n˚7), c’è un altro mestiere che sembrava perduto e che, invece, ha trovato nuova linfa. È il portinaio, che si prende la sua rivincita: grazie alla sua presenza tornano l’ordine e la sicurezza nonché la certezza che i pacchi degli acquisti online arrivino ai legittimi proprietari. Fino agli anni ’60 del secolo scorso il custode era una figura familiare quando si entrava negli edifici. Da dentro la guardiola controllava l’andirivieni nel palazzo, assolveva ai suoi compiti, soddisfaceva necessità e richieste dei condomini. In più, la portineria con annesso appartamentino significava averlo in sede ventiquattr’ore su ventiquattro, reperibile in ogni momento. Nel tempo la sua presenza è stata considerata sempre meno necessaria fino ad essere giudicata una spesa superflua: tra ditte per le pulizie e la diffusione dei videocitofoni se ne poteva fare anche a meno. Caduti nell’oblio, era più facile incontrarli nei libri o nei film. Peraltro anche la robotica remava contro. Qualche anno fa la Scuola Superiore Sant’Anna, istituto universitario con sede a Pisa, realizzò e sperimentò un robot portiere. Eppure qualcosa deve essere successo se il 2017 ha decretato la sua rinascita. Soprattutto nelle grandi città e non solo nei quartieri centrali. Sono i dati di ricerche di Confedilizia e Assoedilizia. Probabilmente i condomini sono ritornati sui loro passi riconsiderandolo un prezioso punto di riferimento. Occhio attento e vigilante “ben più di una telecamera”, come ha commentato Achille Colombo presidente di Assoedilizia, la sua presenza abbatte dell’80% il rischio di furti e truffe. Per non dire della comodità di avere qualcuno che risolve nell’immediato la piccola manutenzione come può esserlo la lampadina fulminata in ascensore o qualche problema in casa. Se poi consideriamo che spesso nei condomini ci sono inquilini anziani bisognosi di piccoli aiuti, si capisce appieno la fortuna di avere un custode. Non tralasciando neppure il fatto che un immobile con servizio di portineria vale sul mercato un 5% in più. Qual è il profilo del portiere moderno? Maschio, età media 45-55 anni, anche se sono in aumento i giovani, in prevalenza italiano. Tra gli stranieri i filippini prevalgono, seguiti da cingalesi, sudamericani e albanesi. A seconda del contratto stipulato si lavora 24 ore su 24 oppure part-time, ma quello che non deve venir meno sono serietà, affidabilità, discrezione, precisione, cortesia, attenzione ai particolari, solerzia, puntualità, disponibilità. Doti che potrebbero far vincere il premio di Portiere Preferito assegnato a chi si sia distinto per anzianità di servizio o per la particolare dedizione dimostrata nel proprio lavoro, attraverso atti di altruismo, di assistenza e di solidarietà.