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1 week ago

Thesis "Italiani A Vilnius"

Dossier A4.

Le motivazioni più

Le motivazioni più diffuse sono: la mancanza di lavoro e di prospettive di vita (se da un lato non manca personale qualificato, dall’altro il sistema italiano fallisce nel valorizzarlo adeguatamente); l’inadeguatezza dei salari al costo della vita; l’elevato tasso di burocrazia e di corruzione, in riferimento soprattutto al mercato del lavoro e all’università. Rispetto alle migrazioni del passato, si tratta di movimenti dai contorni molto meno definiti: le persone partono e si spostano molto più frequentemente, spesso non in via permanente ma solo per periodi limitati di tempo, determinati da esigenze di lavoro o studio solamente temporanee. Inoltre, in confronto ai tempi dei nostri nonni, oggi ad andarsene sono per lo più persone colte, con buona conoscenza delle lingue e capaci di integrarsi non solo economicamente ma anche socialmente e culturalmente. Come osserva Massimo Livi Bacci «i laureati specialistici italiani che lavorano all’estero provengono per la maggior parte da famiglie economicamente favorite […] e già durante l’università hanno avuto esperienze di studio fuori dal proprio Paese. Insomma la “fuga” – se di questo si tratta – coinvolge soprattutto chi si trova già in un ambiente relativamente agiato, “connesso” col mondo». Tra le mete predilette dagli italiani: il Regno Unito (17,5%), la Germania (17,3%), la Svizzera (11,2%, tra cui centinaia di fisici che lavorano al CERN) e la Francia (10,6%). Fonte: Migrazioni Internazionali e Interne della Popolazione Residente – ISTAT, 6 dicembre 2016 10

Volendo delineare le tendenze migratorie lungo tutta la penisola, si riscontra il maggior numero di emigrati in due territori di confine: la Sicilia e l’estremo nord dell’arco alpino. Ciò non deve meravigliare più di tanto, essendo che in tali aree è più semplice espatriare, anche a breve raggio. Fonte: Migrazioni Internazionali e Interne della Popolazione Residente – ISTAT, 6 dicembre 2016 Se da un lato gli italiani emigrano all’estero, a compensare la situazione ci sono 5 milioni di stranieri regolari in Italia, per lo più non qualificati, di cui soltanto un quarto proviene dall’interno dell’Unione Europea. Infine si aggiungono ai bilanci gli italiani nati all’estero che possiedono regolare cittadinanza italiana (sono più di 23.000). Di loro il 55% torna in Italia, il 37% emigra all’interno dell’Europa, l’8% si dirige verso paesi extra europei. 11