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Ricerca sui siti UNESCO

11. CATTEDRA

11. CATTEDRA UNESCO UNIVERSITÀ DI TORINO La Cattedra “Sustainable Development and Territory Management” dell’Università di Torino è stata fondata con lo scopo di promuovere la formazione, la ricerca e la disseminazione sui temi dello Sviluppo Sostenibile e della promozione del territorio, in linea con le prospettive di sostenibilità indicate dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dettagliate nei Sustainable Development Goals (SDGs). A tal proposito la cattedra ha promosso un master internazionale con tematiche legate allo sviluppo sostenibile e una serie di attività finalizzate a concepire una piattaforma di cooperazione e collaborazione con altre cattedre UNESCO e Centri di ricerca dell’area Mediterranea. La Cattedra è stata organizzata formando due gruppi di lavoro, il primo dedicato ai temi della sostenibilità ambientale e l’altro dedicato alle tematiche dell’economia della cultura. Quest’ultimo raccoglie le competenze del Centro sull’Economia della Cultura voluto da Walter Santagata e promosso dal Centro Studi Silvia Santagata-Ebla e le esperienze sviluppatesi intorno al master internazionale “World Heritage and Cultural Projects for Development”, fondato nel 2003, e gestito da ITC-ILO in collaborazione con Università, Politecnico e UNESCO. Attraverso questa impostazione, la Cattedra si prefigge lo scopo di favorire di amalgamare i collegamenti scientifici tra le diverse discipline e competenze dell’Ateneo e tra le diverse dimensioni della sostenibilità promuovendo un sistema integrato di ricerca, formazione e documentazione in materia di sviluppo sostenibile e gestione del territorio. Dal punto di vista ambientale, le tematiche di maggior intesse ad oggi trattate dal gruppo di lavoro sono quelle della relazione tra sviluppo urbano e rurale, le politiche ambientali e la gestione dei conflitti, la salute ambientale e l’innovazione sostenibile, il metabolismo urbano e sociale, i metodi di contabilità ambientale. Inoltre la cattedra ha allargato i propri settori di ricerca a temi quali la cooperazione tra natura e cultura, l’economia della cultura e del patrimonio culturale, la creatività e le politiche culturali, la dimensione economica dello sviluppo sostenibile, il turismo sostenibile, i piani di gestione per i siti UNESCO, proponendosi così come una delle prime cattedre a livello internazionale che punta a superare la dicotomia natura - cultura, connettendo scienze naturali, scienze sociali e scienze umane. Il progetto della Cattedra UNESCO - fondato su tre assi principali, formazione, ricerca e disseminazione - si basa sul presupposto che la sostenibilità ambientale, economica e sociale e, in generale, le dimensioni riconosciute dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dai diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) rappresentano sfide cruciali per il futuro del pianeta. Le linee guida di tale cattedra sono l’attuazione di diversi master di formazione continua sui tempi del Patrimonio culturale, dello Sviluppo Sostenibile, con l’obiettivo di formare esperti e professionisti in grado di attuare progetti e strategie sostenibili a livello locale, regionale, nazionale e internazionale e gestire correttamente le risorse ambientali e culturali dei diversi territori da loro analizzati e studiati. I master sono: • il Master di I livello in Sostenibilità socio ambientale delle reti agroalimentari; • il Master in Cultural Property Protection in Crisis Response; • l’International Academy on UNESCO designations and Sustainable Development. La seconda linea guida è quella della ricerca, costituendo un Centro di ricerca sulla cultura e la scienza della sostenibilità il cui obiettivo è quello di guidare la ricerca interdisciplinare e di accrescere e migliorare la diffusione internazionale dei risultati su temi quali: la produzione e il consumo di beni (energia, cibo, terra, materie prime, acqua, cultura) la diversità bioculturale, le migrazioni climatiche, l’ingiustizia ambientale, la mitigazione del cambiamento climatico e l’adattamento. Infine l’ultima linea guida si prefigge l’obiettivo della diffusione e della discussione a livello internazionale degli approcci scientifici sullo sviluppo sostenibile e gli SDG, mirati a dotare una prospettiva scientifica sulla sostenibilità, basata su approcci multisettoriali e transdisciplinari ottenuti dalla ricerca, dalle esperienze esemplari e dalle buone pratiche locali. 142

12. CONCLUSIONE SUL DISTRETTO UNESCO DEL PIEMONTE L’ analisi dei siti UNESCO Heritage, MaB, Creative Cities ha permesso di studiare le caratteristiche salienti di ciascuno, capire i criteri di riconoscimenti che ne hanno determinato l’assegnazione e poterne nel proseguimento futuro della ricerca delineare le linee guida nell’ottica dell’Approccio Sistemico e della Blue Economy. I siti Heritage si contraddistinguono per la propria caratterizzazione storica, artistica e culturale, mentre quelli MaB fanno risaltare quelle che sono le peculiarità naturali e paesaggistiche dei territori e quelli Creative Cities le caratteristiche di creatività e del saper fare. I siti presentati si contraddistinguono per la propria caratterizzazione naturalistica, paesaggistica, storica, artistica e culturale, componenti che però non sempre si relazionano in modo così coerente con la natura e la realtà che attualmente li circonda. Nelle approfondite relazioni per essere nominati siti UNESCO le domande enfatizzano il rapporto con le attività produttive, sociali e culturali di ogni singolo luogo ma nella realtà non sempre la situazione è solo quella descritta. Non hanno in verità presentato una realtà ingannevole, ma nella quotidianità si constata sempre più che le varie azioni che riguardano feste, mostre, produzioni ed altre attività promosse da enti pubblici e privati hanno la tendenza a riferirsi alla cultura consumistica diffusa dai vari mezzi di comunicazione che tende a mostrare un modello di riferimento standardizzato che si divarica dalla cultura materiale locale. Ogni singolo sito MaB, seppur caratterizzato da una componente naturalistica forte, ha al proprio interno altre peculiarità forti che lo relazionano fortemente anche con i siti Heritage. Per esempio i Lagoni di Mercurago sono sia sito Heritage per quanto riguarda la componente storica dei reperti archeologici palafitticoli, sia Area Naturale MaB delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore. In entrambi è evidenziata sia l’importanza naturalistica del luogo, sia quella storica; si può comprendere facilmente che la loro interdipendenza, se fosse accentuata, valorizzata e perseguita concretamente potrebbe essere una risorsa indispensabile per le attività che si potrebbero sviluppare in coerenza con il luogo. Come si può notare dallo schema grafico del Piemonte (Tavola 1), in cui le caratteristiche principali dei diversi siti sono sintetizzate con parole chiave, si è in presenza di un patrimonio veramente molto ricco, ma che purtroppo è costituito da un enorme patrimonio di grandi risorse non interconnesse. Bisogna cercare di valorizzare al meglio quanto si ha a disposizione cercando di vedere i diversi siti non singolarmente, ma come appartenenti ad un sistema complessivo in cui tutti siano tra loro relazionati pur mantenendo nel contempo le proprie caratteristiche peculiari. Questo è lo scopo che ci si prefigge nella continuazione della ricerca in cui, con la metodologia dell’Approccio Sistemico/ Blue Economy, si cercheranno di indicare le relazioni che possono generarsi tra i diversi siti e di come ognuno possa con le proprie qualità attivare un impulso generativo con le attività che caratterizzano il proprio territorio. Le risorse ambientali, paesaggistiche, monumentali, storiche saranno in pericolo nel futuro perché le attività che si svolgono intorno non le considerano come facenti parti del proprio valore, ma sono invece proiettate verso ad un’economia che guarda al consumo ed ai mercati internazionali. I diversi siti UNESCO che hanno un consistente patrimonio, e anche in generale tutti gli altri territori, dovranno sviluppare un paradigma culturale e un modo di agire in cui si considerino le attività non come punto unico di riferimento ma come snodo che si relazioni alle altre in modo da formare uno scambio positivo di conoscenza, di intenti e che si metta in contatto con loro in un rapporto di flussi generati che fluiscono da un sistema ad un altro senza scarti considerando le risorse come materia in continua trasformazione e patrimonio comune. Si potranno così delineare diversi sistemi relazionali tra i diversi siti del Piemonte con una visione strategica coerente e nello stesso tempo indicare come le risorse specifiche dei singoli territori possano far nascere localmente sistemi relazionali in cui nella loro valorizzazione si generino nuove attività e si rinnovino quelle esistenti generando un nuovo sistema sociale, culturale, produttivo ed economico sensibile ed orgoglioso dei propri Beni Comuni. 143

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