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RISERVA NATURALE delle

RISERVA NATURALE delle BARAGGE, della BURCINA e della BRESSA E’ un paesaggio, quello delle Baragge, che colpisce immediatamente per la sua semplicità e il suo equilibrio di spazi e forme, per il suo apparire senza confini, esteso all’infinito; un ambiente a tratti sorprendentemente somigliante alla savana africana. Sono le alte pianure biellesi, vercellesi e novaresi ad ospitare questi particolari ambienti, tipicamente in forme di vasti altopiani con quote variabili da 150 a 340 m. La Riserva Naturale delle Baragge è stata istituita al fine di salvaguardare gli ultimi lembi di Baraggia rimasti intatti, qualificare e valorizzare le attività agricole presenti nell’area e assicurare la corretta fruizione dell’area stessa. L’Ente di Gestione offre diverse possibilità di visite guidate; per i bambini sono predisposte particolari proposte basate sul gioco o l’avventura; per scuole, centri estivi e gruppi di ragazzi sono disponibili numerosi e collaudati progetti didattici d’educazione ambientale (Tavola 7). La riserva naturale speciale della Bessa, istituita nel 1985, è situata nel Piemonte settentrionale, allo sbocco della Valle d’Aosta e alla base delle pendici meridionali delle Alpi Biellesi, in provincia di Biella. Fa parte della Riserva naturale orientata delle Baragge e si estende per 750 ha. L’area è di notevole importanza per il giacimento aurifero della Bessa, che si formò per erosione e risedimentazione, da parte di corsi d’acqua, dei depositi morenici ricchi di oro trasportati dall’espansione dei ghiacciai valdostani, avvenuta a partire da 1 milione di anni fa; contemporaneamente furono liberati dai detriti i grandi massi erratici che ora costellano a centinaia il territorio del parco. L’area della miniera, le cui evidenze archeologiche sono databili al II - I secolo a.C., con tracce di frequentazioni anteriori e rappresentate in gran parte da massi erratici con incisioni rupestri, è costituita da due terrazzi di origine fluvioglaciale, ricoperti, nel terrazzo superiore da cumuli di ciottoli ed in quello inferiore da sabbie e ghiaie, residui del lavaggio per l’estrazione del metallo. Su molti massi erratici presenti nel territorio del parco sono presenti incisioni rupestri, prevalentemente a forma di coppella, che attestano un’intensa frequentazione protostorica dell’area (Tavola 7). Il Parco Burcina è un giardino storico sito sull’omonimo “Brik Burcina” una dolce collina a ridosso delle alpi biellesi. Le origini del Parco Burcina risalgono alla metà del 1800 quando Giovanni Piacenza (1811-1883) iniziò ad acquistare vari terreni siti nelle parti inferiori dei versanti rivolti a sud e a ponente della collina per piantarli con sequoie (al lago), cedri dell’Atlante (a monte della sede), pini strobus e altro. Il figlio Felice (1843-1938) per quasi 50 anni lavorò giorno dopo giorno per acquisire nuovi terreni, per tracciare strade e sentieri, per piantare alberi e la spettacolare valle dei rododendri che a metà maggio incanta il visitatore. E’ abbastanza sorprendente il fatto che l’industriale Felice non si avvalse di architetti nella composizione del paesaggio, ma fu lui stesso l’artefice. Di conseguenza oltre all’aspetto botanico è di particolare rilievo la composizione paesaggistica: un laghetto romantico, le aree prative contornate da boschi come in zona Valfenera, la faggeta del Pian Plà, il viale dei liriodendri, la valle dei rododendri, l’area mediterranea, le viste sulle montagne e sulla pianura che spaziano dal Monviso all’Adamello. Dal 1934 il parco è di proprietà del Comune di Biella che ha provveduto ad ampliare la superficie fino ai 57 ha attuali. La Regione Piemonte pone grande attenzione al parco e mai come oggi si è investito tanto: nuovi piantamenti, un meleto, la nuova sede con aula didattica, un bar ristorante, la regimazione delle acque meteoriche (Tavola 7). 88

Tavola 7: Riserve Naturali di Baragge, Burcina e Bessa 89

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