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Arte DIALOGHI

Arte DIALOGHI CONTEMPORANEI Il Guggenheim Museum e la Galleria d’Arte Moderna di Milano presentano una mostra d’arte contemporanea dedicata a Medio Oriente e Nord Africa. Tredici gli artisti che espongono le loro opere: lavori su carta, installazioni, fotografie, sculture, video di Giovanni Salerno L a mostra rappresenta l’ultima tappa della Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative, una collaborazione a lungo termine tra il Guggenheim Museum di New York e UBS. Il progetto evidenzia il comune impegno a sostenere gli artisti più innovativi della contemporaneità accrescendo la visibilità del loro lavoro in tutto il mondo. Al centro del progetto MAP c’è la stretta collaborazione tra curatori, artisti e organizzazioni culturali e Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa è l’ottava e ultima mostra del progetto. Grazie a MAP, il Guggenheim ha acquisito oltre 125 nuove opere provenienti dal Sud e Sud-Est Asiatico, America Latina, Medio Oriente e Nord Africa, contribuendo a creare un racconto più ricco e ampio di storie dell’arte moderna e contemporanea. Organizzata da Sara Raza, curatrice della Guggenheim UBS MAP per il Medio Oriente e il Nord Africa, in collaborazione con Paola Zatti e Omar Cucciniello, Conservatore della Galleria d’Arte Moderna, la mostra è imperniata su un gruppo variegato di voci artistiche e su problematiche critiche emergenti da una regione in rapida evoluzione e al centro di una diaspora internazionale. Le opere di tredici artisti esplorano i temi interconnessi della migrazione, della dislocazione, dell’architettura, della geometria e della storia grazie a strumenti tra cui lavori su carta, installazioni, fotografia, scultura e video. Molti degli artisti in mostra scelgono metafore visive poetiche per sfidare le visioni normalmente associate al Medio Oriente e al Nord Africa. «Navigano - spiega Sara 22 ITA EVENTI

Raza - tra un passato inquieto e un presente altrettanto complesso, anche attraverso riferimenti alle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, alla creazione del mondo moderno e alla migrazione di persone e idee. La nuova esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, in particolare, dialoga con il patrimonio architettonico dell’edificio e solleva questioni urgenti sugli spostamenti di popoli e idee che coinvolgono il mondo intero, in primo luogo proprio l’Italia e la grande Europa». Molte delle opere in mostra usano gli elementi architettonici come strumenti per mettere in discussione e tentare di risolvere temi legati alle persistenze del colonialismo, ai regimi monolitici e all'impatto del globalismo. Un’intera antica città nordafricana modellata col cous cous, una serie di piante estinte realizzate in bronzo e filmati di sorveglianza fotografica sull’espansione della città santa di La Mecca, affrontano il modo in cui l’architettura viene spesso utilizzata come simbolo di potere per controllare e mobilitare le masse. Il programma presso la GAM prevede eventi pubblici e iniziative didattiche destinati a visitatori, studenti e famiglie. «Il taglio trasversale della mostra tocca i punti più caldi della nostra contemporaneità in connessione con la storia passata e presente e la varietà di iniziative collaterali sono coerenti con lo spirito di apertura e dialogo che caratterizza il messaggio culturale dei nostri musei», dichiara Anna Maria Montaldo, Direttore del Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano. Una Tempesta dal Paradiso offre una circolazione incrociata di idee di ambito scientifico, matematico e filosofico. Con i suoi tredici artisti esposti (Lida Abdul, Abbas Akhavan, Kader Attia, Ergin Çavus¸oğlu, Ali Cherri, Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, Rokni Haerizadeh, Susan Hefuna, Iman Issa, Gülsün Karamustafa, Hassan Khan e Ahmed Mater), considera anche l’architettura come uno stru- In apertura, Abbas Akhavan, veduta dell’installazione: Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa. In basso, Ali Cherri, Trembling Landscapes-Damascus (Paysages Tremblants-Damascus), 2014, litografia con stampa a inchiostro, Edizione 3/7

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