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Arte MOMENTI DI VITA

Arte MOMENTI DI VITA QUOTIDIANA In mostra le fotografie originali di una delle fotografe più apprezzate di questo secolo: Vivian Maier. Sconosciuta fino al 2007, quando il suo lavoro è stato scoperto per caso di Alessandra Arini Palazzo Pallavicini a Bologna apre le porte a una mostra preziosa, che viaggerà in questo 2018 per tutta l’Italia. Vivian Maier - La fotografa ritrovata è il percorso in fotografie di un’artista che il mondo ha scoperto da poco, ed è anche la biografia in immagini di una vita venuta a galla per caso. Vivian Maier era una donna americana, nata nel 1926 a Chicago, dove ha trascorso buona parte della sua vita. Una vita apparentemente ordinaria, ma che nasconde una profonda introspezione artistica, un modo davvero originale di catturare il mondo. Vivian si avvicina alla fotografia abbastanza casualmente, una Rolleiflex acquistata con tanti sacrifici diviene inaspettatamente nelle sue mani un mezzo unico. Conserverà però sempre per sé questa ispirazione e questo talento, scattando foto di nascosto mentre trascorre i proprio giorni nell’ombra guadagnandosi da vivere facendo la bambinaia, e utilizzando proprio i ripostigli nelle case delle famiglie di cui si occupa come stanze oscure per sviluppare i negativi dei suoi lavori. Vivian, ed è questo il particolare più interessante fra quelli inediti della sua storia, morirà avendo celato a tutti questa incredibile passione. Sarà un agente immobiliare, John Maloof, a imbattersi nel 2007, per pura coincidenza, in un box a lei apparte- A sinistra, dall’alto, Autoritratto (data sconosciuta); New York (1954); foto senza titolo del 1953. Nella pagina a fianco, dall’alto, New York (1953); Chicago suburb (1957); Auoritratto (data sconosciuta). Copyright: Vivian Maier, Maloof Collection, Courtesy Howard Greendberg Gallery New York 26 ITA EVENTI

nuto e da lui acquistato all’asta, e ad accorgersi del valore del materiale ritrovato. Rullini, negativi, fotografie: è stato subito chiaro che fosse materiale che meritava una divulgazione. Cosa fotografava la Maier e cosa mette in evidenza questa mostra? Vivian immortalava i momenti di vita quotidiana, la normalità, le persone nelle loro espressioni più comuni. Dagli attimi di tenerezza più banali fra madre e figlio, agli scatti dell’umanità al lavoro, alla fatica, all’umiltà. Dal ritratto delle città, a quello di se stessa, catturata in tante foto davanti agli specchi o alle vetrine dei negozi. È la fotografa delle scene ordinarie, che diventano però straordinarie e irripetibili attraverso i suoi occhi. Proprio per rendere questo messaggio ancora più incisivo, la selezione delle foto a Palazzo Pallavicini è organizzata e si sviluppa in una maniera precisa. La curatrice dell’evento ha scelto in maniera dettagliata tra migliaia di immagini a disposizione, sono presenti 120 fotografie in bianco e nero, di cui 10 in grande formato, 90 di formato medio più una meravigliosa sezione di foto a colori relativa alla produzione degli anni Settanta dell’artista. Le sezioni sono suddivise tematicamente: infanzia, autoritratti, ritratti, vita di strada, oggetti e colore. Le foto presenti provengono sia dalla collezione Maloof che dalla Howard Greendeberg Gallery di New York. Assistere a questa mostra non vuol dire solo “guardare”, ma anche e soprattutto “partecipare” dal punto di vista emotivo al talento di un’artista che con i suoi scatti tenuti nascosti ha saputo raccontare non solo il suo tempo, ma anche il nostro. Conoscerla è un’occasione per vedere nelle sue pose in bianco e nero anche il nostro presente a colori, e qualche scorcio del nostro futuro. Come ha ricordato Marvin Heiferman, studioso di fotografia: “Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi”. Vivian Maier - La fotografa ritrovata Palazzo Pallavicini, Bologna Fino al 27 maggio 2018 www.palazzopallavicini.com ITA EVENTI 27

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