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Teatro Un’immagine del

Teatro Un’immagine del primo atto: Michelangelo insieme a Papa Giulio II. In basso, il direttore artistico Marco Balich a essere un appuntamento importante per gli amanti dell’arte e un must-see per i milioni di visitatori italiani e internazionali che ogni anno scelgono Roma come meta di viaggio: il pubblico può scegliere di assistere allo show in lingua italiana o inglese. Lo spettacolo ha una durata di 60 minuti. Gli spettatori assisteranno al racconto della nascita del capolavoro michelangiolesco, dalla commissione da parte di Giulio II degli affreschi della volta fino alla realizzazione del Giudizio Universale, attraverso una rievocazione della Cappella Sistina anche come luogo dell’elezione pontificia. Attraverso il racconto del Buonarroti vedranno animarsi gli affreschi che compongono la Cappella Sistina fino al meraviglioso Giudizio Universale che prenderà vita in tutto lo spazio attorno al pubblico. Un po’ teatro (ci sono degli attori in scena) e un po’ cinema (con proiezioni a 270°), per questo progetto Marco Balich si è avvalso della collaborazione di artisti di alto livello come Sting, musicista di fama mondiale, che ha composto il tema musicale originale. «Lo spettacolo nasce da una mia intuizione - dice Balich - e si è poi definito con il contributo di molte persone tra le quali Gabriele Vacis, a cui è stata affidata la supervisione teatrale, e Lulu Helbæk che da co-regista ha approfondito molti aspetti del lavoro, prendendosi anche degli spazi suoi, a partire dalla sua idea di dare valore agli attori-danzatori. Creare un pathos anche teatrale e non solo da spettacolo immersivo è una complementarità che arricchisce questo lavoro». Gabriele Vacis è una figura di riferimento nelle diverse forme artistiche del panorama culturale italiano, come il teatro, l’opera e l’intreccio dei linguaggi con i nuovi media. Protagonista assoluta dello spettacolo è la Cappella Sistina. Uno dei luoghi più incredibili della storia dell’arte mondiale è al centro di uno spettacolo che nasce dalla contaminazione di tante e diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima. L’immersività di proiezioni a 270° porta lo spettatore al centro stesso dell’evento. «Una delle caratteristiche più affascinanti della Cappella Sistina - prosegue Balich - è che si tratta di un posto conosciuto in tutto il mondo. La cosa che mi ha 62 ITA EVENTI

Foto Daniele Barraco LA VOCE DI MICHELANGELO Pierfrancesco Favino, classe 1969, è riconosciuto da tutti come uno dei migliori attori italiani del momento. Nel 2005 ottiene il ruolo del Libanese nel film Romanzo Criminale, per il quale vince il David di Donatello come Miglior attore non protagonista e un Nastro d’argento. Dopo il debutto nel cinema americano, nei panni della statua di bronzo di Cristoforo Colombo nel film Una notte al museo, recita anche in numerose produzioni hollywoodiane (tra cui Angeli e Demoni). Ha doppiato Daniel Day Lewis in Nine e Lincoln e Vincent Cassel in Il racconto dei racconti. Quest’anno ha presentato Sanremo insieme a Claudio Baglioni e Michelle Hunziker ottenendo consensi unanimi. convinto a metterlo al centro del nostro spettacolo è che è un capolavoro di bellezza e ha tante chiavi di accesso e di lettura, tra cui quella della contemporaneità. Noi diamo per scontato che le opere d’arte parlino da sole. Penso, però, che i codici dei nostri tempi debbano essere vicini a chi guarda filmati sul telefonino per venti secondi, a chi è cresciuto su Instagram e non sul National Geographic, penso che dobbiamo agevolare la fruizione. Per questo ho voluto coinvolgere grandissimi talenti per provare a iniettare la loro e la nostra esperienza all’interno di un posto così importante per l’umanità, per la storia, per una grande parte del mondo, per la storia dell’arte, per l’immaginario collettivo, come la Cappella Sistina». La voce di Michelangelo è di Pierfrancesco Favino, il cui talento è da tempo riconosciuto non solo in Italia grazie alle produzioni internazionali a cui ha partecipato: «Credo profondamente in questa idea di spettacolo - dice l’attore reduce dalla fatiche e dal successo sanremesi - che riesce a mettere insieme tante arti. Sono un sostenitore delle nuove tecnologie anche a livello teatrale, e questo progetto, che mette in campo queste grandi professionalità, mi ha attratto immediatamente. Noi siamo circondati dalla bellezza, abbiamo questa grandissima fortuna, talmente tanto da scordarcene. Passiamo a fianco di monumenti ogni giorno dandoli ormai per scontati. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce, a farci rendere conto di ciò di cui siamo circondati, è una cosa che ti inorgoglisce». GIUDIZIO UNIVERSALE. MICHELANGELO AND THE SECRETS OF THE SISTINE CHAPEL Auditorium Conciliazione, Roma Dal 15 marzo Una scena dal primo atto: Michelangelo che scolpisce il David ITA EVENTI 63

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