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7 months ago

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aprendo a caso, per

aprendo a caso, per cogliere un esempio della sua scrittura. Dunque, come per Parise, possiamo parlare di “canzoniere in prosa” come ha ben scritto Paola Italia nel saggio a chiusura dell’edizione Adelphi di Centuria. Come per Parise anche Manganelli sceglie la prosa poetica, “piccoli poemi in prosa” dove il virtuosismo stilistico diventa acrobatico. Anche per Manganelli gli inizi sono tutti molto simili, come variazioni sul tema. Due Un signore di media cultura e costumi decorosi incontrò, dopo una assenza di mesi, dovuta ad eventi orribilmente guerreschi, la donna che amava. Tre Un signore estremamente meticoloso ha fissato per l’indomani tre appuntamenti pomeridiani: il primo con la donna che ama, il secondo con una donna che potrebbe amare, il terzo con un amico, cui egli, in breve, deve forse la vita e la ragione. senso della parodia e dell’ironia, prende in giro il romanzo nella sua forma, usa la pagina come strumento di riflessione poetica e metafisica, con esplorazioni di generi e temi che fanno di questo libro un universo di universi. Troviamo amori impossibili, fantasmi, animali fantastici alla fermata dell’autobus, riflessioni metafisiche sull’esistenza di Dio... Il centesimo racconto in Centuria, a chiusura del libro, è un gioco di specchi dove gli scrittori si moltiplicano insieme ai romanzi che scrivono in un universo che esplode in una miriade di mondi narrati e scritti, nell’idea di una biblioteca che si rigenera all’infinito, alla Borges. Se guardiamo agli anni settanta c’è una vena sperimentale, tra parodia dei generi e arte combinatoria, invenzione di forme e desiderio di sintesi in un’opera mondo, che porta frutti letterariamente importanti come L’arte della fuga Quattro Verso le diedi del mattino, un signore di buoni studi e umori moderatamente malinconici, aveva scoperto la prova irrefutabile dell’esistenza di Dio. Cinque Un signore che non aveva ucciso nessuno venne condannato a morte per omicidio; avrebbe ucciso, per motivi di interesse, un socio d’affari la cui condotta privata non intendeva né spiegare né commentare. Anche Manganelli non usa mai nomi propri, parla sempre in maniera generica di un signore, di una donna, e i suoi inizi sono sempre uguali. Ogni pezzo è un mondo, un tema o un paradosso che Manganelli sviscera attraverso il suo bisturi, ribaltando spesso l’assunto iniziale. Gli strumenti usati da Manganelli sono molto simili a quelli di Parise: brevità, inizi sempre uguali con piccole varianti, ma con risultati completamente diversi. In Manganelli c’è il Giorgio Manganelli FUOR ASSE 22 Giorgio Manganelli

(Adelphi, 1968) e Il giocatore invisibile (Mondadori, 1978) di Giuseppe Pontiggia, Le città invisibili (Einaudi, 1972), Se una notte d’inverno un viaggiatore (Einaudi, 1979) e Il castello dei destini in - crociati (Einaudi, 1973) di Italo Calvino; Comiche (Einaudi, 1971) e Le avventure di Guizzardi (Einaudi, 1973) di Gianni Celati, ma non possiamo dimenticare il Non libro di Cesare Zavattini (Bompiani, 1970) dove l’idea del libro viene squadernata sull’onda della neoavanguardia, con tanto di disco allegato. Un'idea che preannuncia quelli che saranno i nuovi prodotti editoriali degli anni Novanta e Duemila. Questa vena parodica umoristica, apocalittica, enciclopedica, dove i linguaggi e i generi sono messi in crisi per ritrovare una nuova freschezza, diventa ancor più interessante se riletta accanto a romanzi tradizionali come La storia (Einaudi, 1974) di Elsa Morante o vicino ai libri di un Achille Campanile che ritrova, in quel decennio, uno dei momenti più felici della sua lunga carriera come Manuale di conversazione (Rizzoli, 1973), Gli asparagi o l’immortalità dell’anima (Rizzoli,1974) e Vite degli uomini illustri (Rizzoli, 1975). Manganelli e Parise rappresentano dunque un momento straordinario della nostra letteratura, insegnano a riflettere sugli strumenti e i generi, le forme e le tradizioni, che sempre vengono rinnovate. Tradizioni che ancora oggi possono rappresentare una boccata d’aria per gli scrittori. @Ketil Born FUOR ASSE 23 Imparare a scrivere

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