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FUOR ASSE La memoria de

FUOR ASSE La memoria de luoghi ©Ann Ivanina FUOR ASSE 2

FUOR ASSE Editor ale I luoghi della memoria A volte, vicende drammatiche o di cronaca su cui si accendono i riflettori si legano a certi luoghi in un modo tale che, irrimediabilmente, finiscono per costruirne la memoria in un immaginario collettivo, che ne diventa la forma di rappresentazione più comune all’interno di un sistema sociale. Si tratta di preconcetti, talvolta fabbricati ad hoc, che non permettono né di verificare né di acquisire consapevolezza di quanto, invece, vivace, variegata e diversamente immaginabile possa essere la realtà di un luogo. È il caso di Ustica, per esempio, che dal 1980 – data del controverso disastro aereo avvenuto nelle acque siciliane –, viene identificata molto più spesso con La strage di Ustica. L’isola in se stessa, nella sua realtà effettiva, è come se non esistesse più. Il compito della cultura è di fornire i mezzi con cui riappropriarci dei luoghi della memoria. Tentando, in qualche modo, di ricostruire tale memoria senza dimenticare i drammi del presente e del passato meno recente che l’hanno più o meno condizionata. Accade di leggere in Lettere dal Carcere, di Antonio Gramsci, una descrizione dell’isola e di ritrovare in queste pagine lo sguardo curioso e acuto di chi, come Gramsci, in un altro tempo – nel dicembre del 1926, anno in cui vi fu condannato al confino – e in un’altra epoca, si sofferma ed è capace di guardare al territorio come un luogo accogliente e pieno di vita, nonostante sia lì a scontare una pena. Ha la capacità Gramsci di uscire da se stesso, di ampliare lo sguardo e di dirigerlo oltre i limiti di sé e delle condizioni contingenti in cui è costretto a vivere. Le parole di Antonio Gramsci in una delle sue lettere alla cognata Tatiana Schucht sono particolarmente illuminanti: La mia impressione di Ustica è ottima sotto ogni punto di vista. L’isola è grande 8 chilometri quadrati e contiene una popolazione di circa 1300 abitanti, dei quali 600 coatti comuni, cioè criminali parecchie volte recidivi. La popolazione è cortesissima 1 . In questo stralcio si nota come le informazioni, seppure minime ed essenziali, bastino a fornire una prima idea dello spazio terrestre in cui Gramsci si trova. Gramsci, addentrandosi nel cuore dell’isola, continua la lettera in questo modo: ricordi la novella di Kipling intitolata: Una strana cavalcata nel volume francese L’uomo che volle essere re. Mi è balzata di colpo alla memoria tanto mi sembrava di viverla. Finora siamo 15 1 Antonio Gramsci, Lettere dal carcere, a cura di Paolo Spriano. Prefazione di Michela Murgia, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2014, p. 6. FUOR ASSE 3

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