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FUOR ASSE di CARTA

FUOR ASSE di CARTA Fumetto d’Autore a cura di Mario Greco Manu Larcenet Lo scontro quotidiano nel rapporto tra luoghi e memoria «Nulla mai nell’Universo va perduto», ma dove vanno a finire le cose perdute? Come fanno a resistere al tempo? In quali ampolle vengono sigillate le preghiere, le malefatte, la malafede, le lacrime e i sospiri degli uomini, il tempo sprecato, le gioie e i dolori? Dove si conserva il senno di chi ha perduto il senno, in tutto o in parte? Dove si nascondono le atmosfere delle città, delle montagne, delle pianure, delle fabbriche, dei fiumi, dei luoghi che viviamo nel nostro tempo eppure altri da quelli nostri? Questo è il territorio delle storie raccontate da Larcenet. Sono le storie dei nostri luoghi, ma di un mondo altro. Un mondo talmente pulsante, talmente pieno di verità, da infrangere le barriere fra i due mondi, quello nostro e quello altro, fino a ribaltarne le prospettive e rivelarsi nella sua concretezza. Ed ecco la miscela esplosiva di immagini e scrittura messa a punto nel contesto del fumetto Il rapporto di Brodeck, edito in due volumi raffinati dalla Coconino Press (2016 e 2017). Sicché ti ritrovi in bilico tra due mondi, tra passato, presente e gli spettri del futuro; nel vortice di un bianco e nero che di pagina in pagina s’infiamma di una forza evocativa tale da inabissare il lettore nelle mille sfaccettature della natura degli esseri umani e dei luoghi che, inevitabilmente, fanno da palcoscenico. «Mi chiamo Brodeck, e non c’entro niente, devono saperlo tutti. Io non ho fatto niente. E quando ho saputo cos’era successo avrei preferito non doverne mai parlare. Ma gli altri mi hanno costretto. Quando, circa tre mesi fa, mi hanno chiesto di scrivere il rapporto, erano ancora pieni di ferocia...». Il rapporto di Brodeck è l’adattamento a fumetti dell’omonimo romanzo di Philippe Claudel (Édition Stock, 2007) ed è ambientato sulle montagne dell’alto Reno, al confine tra Francia e Germania. Il rapporto che Brodeck deve stilare riguarda l’Ereigniës (l’indicibile), quello che era appena successo alla locanda di questo sperduto paese di montagna. La locanda, appunto, dove Brodeck giunge subito dopo l’accaduto. «Dirò tutto, senza altro assillo che quello della verità. Dirò com’è andata, dirò i segreti di questi uomini, ma anche i miei. Se questa confessione sembrerà alla fine una sorta di mostro composito FUOR ASSE 32 Fumetto d’Autore

e misterioso, sarà perché rispecchia la mia vita», le cose non sono quali sono, solo perché sono tali. Come immaginiamo gli uomini di un paese tranquillo, che, fino a prima della Seconda Guerra Mondiale, poteva sembrare perfetto? Come dunque immaginiamo un paese apparentemente perfetto quando, con l’arrivo dei soldati, della forza e della brutalità, la ragione compie un passo indietro nell’evoluzione del genere umano? Quando tutto diventa incerto e buio e ci si allontana dalla forma perfetta, regredendo verso la degenerazione umana? Cosa immaginiamo accada quando l’unica morale che conti è quella della “Vita”? Cosa è rimasto nel cuore di uomini che hanno vissuto il loro fallimento e il cui cuore è imploso in una specie di deserto desolante? Cosa gli rimane se non dimenticare? «Se aveste vissuto la guerra che c’è stata qui, con tutte le sue devastazioni, fareste come noi. Cerchereste di vivere nel modo meno doloroso possibile. È umano». Ma dimenticare non sempre è facile, talvolta è così difficile da indurre alla follia, oppure, talvolta, dimenticare – senza redimersi – rischia di lasciarti impigliato in una rete che non conduce a nulla ma che ti tiene prigioniero alle paure, ai rancori, alle incertezze e alle nefandezze che, invece, si vorrebbero dimenticare. E allora basta trovarsi di fronte un anderer (l’altro, diverso da te, straniero) che il tuo passato, la tua vera natura, si sente in pericolo. Che si precipita tutti nell’abisso di nuovi accadimenti, di un nuovo ereigniës... Perché «il mistero, come la diversità fa paura». Forse per FUOR ASSE 33 Fumetto d’Autore