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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

NOTIZIE Volontari della

NOTIZIE Volontari della Dare e il sindaco di Castelli raccontano Ricominciare a Colledoro: un anno da neve e terremoto Il ruolo del centro di accoglienza della Fondazione Leo Amici Il Gran Sasso si staglia all’orizzonte sotto un timido sole di gennaio, dall’interno giunge un vociare di bambini...sono le ultime prove per la rappresentazione dell’Epifania 2018 dell'estratto di Notte di Natale 1223 al Centro di aggregazione giovanile, a Il Giardino di Maria, centro di accoglienza della Fondazione Leo Amici di Rimini, a Colledoro di Castelli. E’ passato quasi un anno da quel 18 gennaio 2017, quando il terremoto e una terribile nevicata misero in ginocchio tutto l’entroterra teramano e provocarono la tragedia di Rigopiano che, da qui, dista poco meno di venti chilometri. La natura colpì duro anche Colledoro: con la neve alta oltre due metri e case lesionate o isolate. Senza acqua e senza luce, gli oltre sessanta abitanti del piccolo paese trovarono rifugio nel centro di aggregazione e nella casa della Fondazione, strutture antisismiche, autosufficienti che anche la Protezione Civile ha riconosciuto come punto di riferimento e che ospitarono anche 20 militari impegnati nei soccorsi. A sostenere gli sfollati furono proprio i volontari dell’Associazione Dare (braccio operativo della Fondazione che gestisce Il Giardino di Maria) e gli aiuti giunsero persino da altri volontari, partiti dalla Svizzera. Furono accolti famiglie, anziani, organizzati pasti e pernottamenti, portato sostegno a persone allettate, predisposti i soccorsi anche per le fattorie isolate e i loro animali. – siamo vicini a Farindola e a Rigopiano dove ci lavoravano anche nostri amici che sono rimasti vittime. Non è ancora superata questa tragedia ma sono sicuro che il 2018 sarà l’anno della ripartenza.» Eh già, è passato quasi un anno: con fatica, Colledoro è tornato a vivere, le case a ripopolarsi, il centro di aggregazione a svolgere di nuovo la sua funzione e a Il Giardino di Maria si è pure celebrato il matrimonio di Leonard ed Asia, una giovane coppia che, giunta dalla riviera, ha voluto proprio festeggiare qui il giorno più importante, dando così un forte segnale di vitalità. «In questo piccolo paese di montagna – spiega Giovanni, vice presidente della Associazione Dare – il centro di aggregazione costituisce un punto di riferimento. Basti pensare che qui ogni domenica si celebra la messa perché la chiesa del paese è tuttora inagibile. Con i nostri volontari organizziamo attività di diverso tipo: dai laboratori teatrali gratuiti, alle lezioni di doposcuola, alle serate di cinema, all’accoglienza per gruppi di scout.» «La ferita è ancora fresca – dice il sindaco di Castelli (nel cui territorio rientra Colledoro), Rinaldo Seca 36

A tutt’oggi come è la situazione? «Per Colledoro, rispetto al resto del comune, è abbastanza rassicurante. Il dato definitivo delle inagibilità dovute al mix tra nevicata e sisma, a livello residenziale, individua poche abitazioni mentre è diverso il discorso per capannoni e stalle. A Castelli capoluogo e Befaro abbiamo riportato molti danni. L’apporto che ha dato l’Associazione Dare a Colledoro è stato importantissimo, sia per la struttura che era riscaldata e dove i residenti hanno trovato ricovero, sia per la disponibilità dei ragazzi che hanno aiutato gli abitanti, per la maggior parte anziani e Leonard e Asia, sposi - 21 dicembre 2017 Il mix terribile di neve e sisma ha segnato la piccola comunità colledorese. «Ci fa piacere che un anziano del luogo spesso pranzi ancora con i volontari del centro e della casa di accoglienza – spiega Stefano Natale, vice presidente della Fondazione Leo Amici –. Quanto avvenuto lo scorso anno ha segnato tutti ed insegnato qualcosa a tutti. L’emergenza ha fatto superare anche i piccoli dissapori personali che a volte in un paesino si possono creare. Così, come mi ha fatto notare una persona durante uno degli ultimi eventi del Natale scorso, due paesani che prima non si parlavano, dopo la convivenza qui al Centro di aggregazione durante l’emergenza, hanno ritrovato l’amicizia.» Un anno in cui sia Fondazione che Ass. Dare hanno potenziato la propria azione. La prima investendo nella ristrutturazione e nel miglioramento della struttura, riconosciuta dalla Protezione Civile, l’altra garantendo la presenza di più volontari. Ma il quadro tecnico ce l’ha sott’occhio il giovanissimo sindaco di Castelli, Rinaldo Seca. bisognosi di maggiori attenzioni. Ho speso parole di ringraziamento per l’associazione sia in generale per il lavoro che svolgono a Colledoro che in particolare per l’emergenza anche il 2 settembre scorso quando abbiamo dedicato una giornata di ringraziamento a tutte le associazioni che ci hanno sostenuto un anno fa.» Dopo l’emergenza un percorso per tornare alla normalità… «Premetto che il lavoro delle associazioni in generale su tutto il territorio del comune di Castelli è importantissimo. Qui, rispetto alle grandi realtà, i servizi sono pochi e questo tipo di attività permette ai ragazzi di cimentarsi con danza, musica o iniziative extra scolastiche pomeridiane che assumono un ruolo rilevante sul fronte della prevenzione. Abbiamo avuto tante espressioni di vicinanza da parte di tante associazioni italiane e straniere, anche dal Canton Ticino, la macchina della solidarietà si è mossa e si muove ancora.» Come Il Giardino di Maria, un esempio di “welfare society”, dove si trova sempre un amico per due calci al pallone, o un volontario che gioca a dama con te o per uno spuntino nella pizzeria-piadineria che è anche aperta al pubblico ed insieme al bed and breakfast contribuiscono a sostenere i volontari e le loro attività, lì, nel cuore dell’Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso. 37

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