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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

RACCONTI 46 Raccontami

RACCONTI 46 Raccontami di te: don Luigi Magnano, parroco di Balangero La narrazione della propria vita è strumento di crescita I giovani protagonisti del proprio futuro con le loro aspettative «I Cita Giovanni Paolo II, al quale è sogni non solo costruiscono il futuro, ma rendono il futuro reale.» particolarmente legato, don Luigi Magnano, parroco di Balangero e cappellano dell’ospedale di Lanzo. La frase del Papa era dedicata ai giovani, a quei giovani che don Luigi ha sempre incontrato nei suoi anni di sacerdozio e che incontra e sostiene, ancora oggi, nella loro ricerca di verità, amicizia, realizzazione in una società che lascia poco spazio alle aspirazioni e all'espressione del sé più profondo. «Sono molto affezionato al Papa polacco che diceva ai ragazzi di aprire il cuore al Signore – continua don Luigi – li spronava ad osare, imparare, a sognare: questo disse alla GMG di Czestochowa» dove nel 1991, giornata mondiale della gioventù, ci fu anche il primo grande incontro tra i giovani dell’Est e dell’Ovest europei, dopo la caduta del muro di Berlino. Vicino all'Associazione Sollievo Onlus di Leinì, don Luigi collabora con l'attività dedicata ai giovani, «ho sempre consigliato ai ragazzi di seguire le parole di Giovanni Paolo II ed ho sempre invitato i giovani a chiedere aiuto al Signore.» «Ho avuto delle belle esperienze sotto questo aspetto – prosegue don Luigi, ordinato sacerdote il 7 ottobre 2001, originario di Siracusa e in Piemonte dal 1997 –. Sono stato quattro anni a Roma per studiare Comunicazione e teologia della comunicazione. don Luigi dietro le quinte prima di Chiara di Dio - Teatro Nuovo don Luigi con Carlo Tedeschi Ero ospite, sacerdote-studente, in una parrocchia dove ho avuto una bella esperienza con studenti universitari, anche nell'accompagnamento vocazionale e nella pastorale giovanile. Io ho fatto la scelta dell'accademia, che si affianca all’oratorio classico, nella nostra parrocchia. I corsi dell'accademia artistica radunano molti giovani e questa collaborazione con il Sollievo mi ha permesso anche di conoscere il Lago di Monte Colombo e Carlo Tedeschi.» Tornando alle attività dell'oratorio... «Dopo i corsi invernali partirà una collaborazione estiva per quattro ragazzi con l'Opera Leonardo Murialdo, impegnata nel mondo giovanile, soprattutto nell'avviamento dei giovani al lavoro, alle vocazioni con una dimensione propositiva per la vita e per il bene comune, con una visione della dottrina sociale molto attuale.» A lei che incontra tanti ragazzi, chiediamo: qual è la chiave per parlare ai giovani di oggi? «È la narrazione – spiega infine Don Luigi – . Bisogna dare ali ai giovani, dare loro la possibilità di raccontarsi con le parole e i sentimenti. Tirare fuori sogni e aspettative. Raccontare la buona notizia della loro vita. Più si narra e più si trova una via di crescita e di miglioramento. Questo permette loro di non essere contenitori ma protagonisti e testimoni. Il testimone ha imparato il messaggio, sa portarlo all’altro e sa raccontarlo...che è poi quello che viene chiesto ad ogni cristiano».

PASQUA Pasqua: in scena in Piemonte, Puglia e Sicilia Via Crucis, via Lucis Drammatizzazione della Passione di Cristo firmata Carlo Tedeschi Diverse rappresentazioni della Via Crucis, via Lucis, sono state proposte in Piemonte, Puglia e Sicilia per la Pasqua 2018. Si è iniziato il 21 marzo scorso a Manfredonia, nella parrocchia della Sacra Famiglia, per poi proseguire il 24 marzo nella Chiesa Madre di Santa Caterina Villarmosa, in Sicilia e sempre il 24 marzo a Mattinata (Foggia) nella Chiesa santa Maria della Luce, il 25 marzo poi a Manfredonia (Foggia) Abbazia San Leonardo e infine il il 3 aprile a San Giovanni Rotondo. In Piemonte è stata messa in scena dai giovani di Anima Libera lunedì 26 marzo al Teatro De Andrè (Robassomero), mercoledì 28 marzo al Teatro Italia (Borgaro), venerdì 30 marzo nella Chiesa della Consolata (Balangero) - Torino. In Puglia è stata interpretata dai giovani di Mattinata, Manfredonia e Monte Sant’Angelo che frequentano la casa di accoglienza dell’Associazione Dare e l’Accademia d’Arte, promossa dalla Fondazione Leo Amici a loro favore, e gestita dalla ACSD Danza e Musical, un'associazione di giovani artisti e insegnanti di danza in collaborazione anche con realtà e associazioni locali, essi hanno drammatizzato la passione di Gesù Cristo nelle 14 stazioni della via Crucis commentate da Carlo Tedeschi attraverso l’interpretazione del pensiero di Giovanni, il discepolo che Gesù amava. Via Crucis, Via Lucis è stata proposta da diversi anni e ha toccato Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Umbria trasmesso anche in diretta dalle emittenti televisive e satellitari Tv2000 e Telepace. Carlo Tedeschi, commentando la rappresentazione, ha ffermato: «In questa via Via Crucis, Via Lucis sarà Giovanni che, seguendo la via Crucis di Gesù fino alla crocefissione, leggerà e racconterà i suoi pensieri, la sua emozione e il suo dolore. Giovanni, che era il discepolo che egli amava rappresenta tutti i giovani di oggi, i nostri figli e i nostri nipoti. E come Giovanni guardava la croce di Gesù, così loro, i nostri figli e i nostri nipoti, guardano la nostra croce. Gesù ha portato la sua croce con tanta dignità e tanto amore e sopportazione e l’amore di Giovanni per lui è aumentato: è diventato un amore sublime, arrivando fino al cielo. Allora ognuno di noi accetti la sua croce affinché i nostri figli e i nostri nipoti ci possano guardare con gli stessi occhi con cui Giovanni ha guardato la croce di Gesù». Sono stati così rappresentati, in modo emotivamente coinvolgente, i momenti della vita, della morte e della sua resurrezione che seppure complessi risultano coinvolgenti e fruibili da tutti e non solo dal pubblico dei credenti. I brani delle sacre scritture, inoltre, sottolineati anche da canti e da alcune danze, hanno dato vita ad intensi momenti in cui l’arte ha esaltato l’alta spiritualità di questo rito della chiesa. 47

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