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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

7-8 OTTOBRE XXXII

7-8 OTTOBRE XXXII EDIZIONE Giornate di Solidarietà La festa della fratellanza Centinaia i giovani e le persone confluite al Piccolo Paese del Lago in occasione dell’anniversario della nascita del suo fondatore, Leo Amici, avvenuta il 7 ottobre del 1923. Personalità importanti del mondo della musica, della cultura, dell’arte e gruppi provenienti da tutt’Italia e dall’estero hanno partecipato a due giornate di iniziative ed eventi promossi e organizzati dall’Associazione Dare e dalla Fondazione Leo Amici, come ogni anno, per questa speciale ricorrenza. Tra costoro, Gloria Criscione del Paraguay, famosa cantante soprano, giunta appositamente dal Sud America per partecipare a questo appuntamento come sempre dedicato a fratellanza, unione di intenti, pensieri e sentimenti nel ricordo, vivo e presente, del fondatore Leo Amici e dei valori che ha sempre trasmesso. Tante infatti, le testimonianze e le espressioni di ragazzi che, pur non avendolo conosciuto, si sentono tutt’oggi legati a lui spiritualmente. Le due giornate di solidarietà hanno avuto inizio con la celebrazione mattutina delle lodi presiedute da don Luigi, che così ha commentato: « [...] È il compleanno del maestro, vogliamo ricordarlo con le parole della IV di copertina del libro di Carlo, Leo, l’uomo senza tempo: “Chi è Leo? Una figura particolare, insolita, fuori da tutti gli schemi a cui siamo abituati. Come la calamita attira il metallo, Leo attira tutti coloro che cercano qualcosa in più, coloro che vogliono dare colore e sapore alla propria esistenza. Con la semplicità delle sue parole, con la naturalezza dei suoi comportamenti, con la concretezza del suo agire, Leo mostra un orizzonte nuovo». 4

«Credo che questa giornata possa diventare veramente un orizzonte nuovo, per tutti – ha proseguito don Luigi -. Ha ragione il libro, un uomo insolito, come è stata Maria, la madre del Cristo, insolita per la sua storia. Egli è comunque attuale per chi ha deciso, per chi sceglie, in qualche modo, di essere testimone credibile, presente a stesso, coerente con le proprie scelte e la propria fede. C’è un angelo che si è allontanato ma che non se ne è mai andato, che è sempre lì, perché gli angeli si allontanano ma non se ne vanno. Essersi allontanato non è essere lontano, ciò che è lontano crea timore, ciò che è allontanato accresce la speranza. Questa è stata l’esperienza di Maria e questa è stata, io ci credo tanto, l’esperienza del maestro e di tutti i suoi eredi, tra i quali primi fra tutti Carlo, Daniela e anche tutti quelli che con loro vivono questo posto, questo giorno, questa storia e questa giornata della fratellanza, chiamata così, ma che diventa ricca e portatrice di tante cose, se non altro della possibilità di porsi la domanda: “Io cosa faccio qui? Perché esisto?” Il Vangelo ci dice che c’è una missione, il maestro ci ricorda che c’è una storia, la vostra presenza ci dice che c’è un’attualità che rivive ogni giorno nella vita, nei sorrisi, nelle lacrime e nelle gioie di ognuno. Credo che sia un bel modo di cominciare questi due giorni, sostenuti dallo sguardo materno di Maria che è madre, prima che Madonna, perché se Madonna sa di lontananza, madre sa di prossimità». In teatro durante l’incontro prende parola la cantante Gloria Criscione del Paraguay: «[...] Io sono veramente contenta perché quando ho ricevuto il vostro invito, io non conoscevo tutto quello che ha fatto Carlo, la meraviglia di quest’opera d’amore che ho visto in ogni giovane che ho conosciuto, in ogni artista. Questo si deve sapere nel mondo, non per vanagloria, ma perché l’arte è un’opera di Dio e attraverso di essa si possono trovare tante anime meravigliose. Dopo essere stata in 5 anni in 180 Paesi, dopo aver incontrato tante persone non mi piaceva più lavorare con il canto, perché non si deve lavorare da soli. Nel frattempo ho trovato questa organizzazione e posso lavorare insieme a voi, per mostrare il suo talento (rivolta a Carlo), il talento della sua gente, quello che lui ha fatto emergere». 5

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