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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

SPAZIO GIOVANI INSERTO

SPAZIO GIOVANI INSERTO SPECIALE Un nuovo “spazio” creato dai giovani per i giovani, pagine dedicate a chi vuole esprimersi e raccontare di sé. Qui sono raccolti e pubblicati scritti, pensieri e testimonianze di ragazzi da tutta Italia e dall’estero o di chi, più grande, ha un’esperienza da trasmettere. Alex, da Assisi a Rimini, superando i propri limiti La fiducia che cura tutto... anche la timidezza Un’intervista in tv occasione e rimedio inaspettato Mi chiamo Alex, ho 20 anni e sono nato ad Assisi. La mia passione più grande è esprimere tutto ciò che di bello c’è dentro di me, attraverso la danza. Però non è stato sempre così … Ho sempre giocato a calcio, fin da quando ero piccolo, dato che mio padre ne è un appassionato. Ero sempre con il pallone ai piedi, mattino, pomeriggio e sera. Non smettevo mai di giocare. Arrivato all’età di 16 anni, a campionato già cominciato, venni a conoscenza di un piccolo problema fisico che mi avrebbe tenuto fermo per 40 giorni. Poco tempo prima di questo evento, spinto da mia mamma, avevo conosciuto dei ragazzi meravigliosi: la compagnia teatrale di Chiara di Dio al teatro Metastasio di Assisi. In quei giorni di fermo andai però tutti i giorni in teatro per trascorre anche solo 10 minuti con loro, e poi proseguii anche quando ripresi l'allenamento. Perché? Perché questa grande spinta? Quando ero insieme a loro stavo bene, ero contento come non mi era mai successo. Era una sensazione strana. A fine gennaio sono stato operato, e dopo 2 giorni di ospedale i medici si sono raccomandati che io rimanessi immobile, sdraiato nel letto, per tutta la settimana successiva. La mancanza dei ragazzi era fortissima, dopo solo 2 giorni ho chiesto a mia mamma di accompagnarmi in teatro, naturalmente all’insaputa di mio papà. Quando sono entrato in teatro c’erano tutti i ragazzi che avevo conosciuto nei mesi precedenti, intorno ad una persona che stava parlando. Carlo Tedeschi… Capisco che è lui perché avevo visto il suo volto nei video che erano in teatro. Subito mi fa sedere insieme a tutti gli altri. L’ho guardato per pochi secondi negli occhi, poi ho abbassato subito lo sguardo e ho cominciato a piangere. Io ero solito piangere in questo modo, mi succedeva molto spesso, però quel giorno stava accadendo qualcosa di diverso. Il mio cuore batteva sempre più forte. I suoi occhi brillavano e il suo parlare mi tranquillizzava, così sono riuscito a risollevare la testa e a sussurrare qualche parolina. Dopo pochi giorni l’ho incontrato di nuovo. 62

danza è diventata la mia nuova passione. Alex, 20 anni Era passato da Assisi perché sarebbe dovuto andare a Roma per fare un’intervista in diretta. La prima cosa che mi ha detto, naturalmente dopo avermi salutato, è stata: «Domani mattina andrò a Roma per fare un’intervista in diretta in televisione, vuoi venire con me?» Non ho pensato alla risposta, ma la prima parola che mi è uscita dalla bocca è stata: «Sì». A questo punto Carlo ha chiamato mia mamma per avere il suo consenso poiché ero minorenne. Lei non poteva credere alle sue orecchie, perché conosceva la mia sensibilità e la sua risposta è stata: «Se lui ti ha detto di sì, per me va bene, però sappi che è molto timido a scuola, ad esempio i professori non riescono ad interrogarlo perché comincia a piangere e non apre bocca». La mattina successiva siamo partiti e sono venuti con me anche i miei genitori. Ero terrorizzato, non sapevo cosa aspettarmi. Siamo arrivati a Roma e abbiamo cominciato l’intervista dopo pranzo. Sinceramente mi ricordo ben poco di quel momento, l’unica cosa che mi ricordo è stata la voce di Carlo, che, mentre parlava, proprio come la prima volta che l’ho incontrato, mi tranquillizzava così ho risposto anche io a qualche domanda. Finita l’intervista ero contentissimo. Finalmente ero riuscito a parlare senza piangere. Quell’episodio mi ha dato tanta forza, scaturita dalla fiducia di Carlo, e grazie ad essa ho avuto il coraggio di andare dal mio allenatore per dirgli cosa mi piaceva fare veramente e che avrei smesso di giocare. Senza rendermene conto stavo prendendo decisioni che avrebbero cambiato la mia vita. Ho iniziato a frequentare l’accademia, semplicemente perché sarei riuscito a stare insieme ai ragazzi del teatro per ancora più tempo. Lezione dopo lezione, la Un giorno, esattamente il 25 maggio 2013, Carlo mi ha proposto di fare lo spettacolo Chiara di Dio e l’8 giugno ho debuttato.Nel frattempo sono arrivati ad Assisi altri ragazzi della compagnia che non conoscevo. I miei coetanei, quelli con cui ero cresciuto, hanno cominciato a lamentarsi di me perché non stavo più insieme a loro. Io ho cercato di parlare loro e di spiegare che stavo scoprendo qualcosa di meraviglioso, di nuovo, ma non mi sentivo capito. Nei successivi due anni ho continuato a frequentare l’accademia, dando i primi esami di danza. Poco prima di prendere il diploma ho detto ai miei genitori che, una volta conclusa la scuola, sarei andato al lago a fare degli stage di teatro almeno per due settimane. Ma poi ho deciso di iscrivermi all'accademia del Lago perché ho valutato che sarei cresciuto di più, sia artisticamente che moralmente ed anche i miei genitori sono stati d'accordo. Quello che sto vivendo ora è una vita meravigliosa, piena di esperienze nuove, di gioie, di momenti incredibili, ma anche di cadute e delusioni, che però hanno confermato che la vita è uno spettacolo e noi dobbiamo solo entrare in scena e danzare perché... Lui sta già applaudendo. Oggi mi viene da benedire mia mamma che quel giorno mi ha ascoltato e portato in teatro, mio papà che nonostante io stia facendo una vita diversa da quella che lui magari si aspettava per me, mi ha sempre sostenuto, ed infine ringrazio quel mio primo “sì” verso Carlo che mi ha dato la spinta per arrivare dove sono ora. 63

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