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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

Elia, una “brutta

Elia, una “brutta strada” alle spalle I veri amici non ti lasciano mai Una voce conosciuta mi chiamò ...e tutto cambiò Era il 2010, per la prima volta con la mia famiglia ed altri amici sono arrivato al Lago di Monte Colombo. Inaspettatamente in due settimane di stage, conoscevo un nuovo aspetto della musica, del teatro e della danza: diverse sfumature di una stessa arte che permetteva, a ragazzi giovani come me, di trasmettere gioia; per poi parlare a cuore aperto davanti a centinaia di persone di sé e della propria fede. In quel luogo si respirava la pace e quando venne l’ora di ritornare a casa, sentivo un vuoto: il rammarico di aver lasciato quel posto straordinario. Qualche anno dopo, la famiglia Goldoni costruì una piccola realtà simile al Lago, a Ferrara, a 40km da casa mia. Invitai così alla nuova accademia di Ferrara alcuni amici per avere compagnia, ma scopro che il mondo della danza e del teatro viene visto come uno sport da femmine e ai miei coetanei di quindici anni non interessava altro che giocare a pallone. Inaspettatamente Lollo, Giulio, Simone ed Alex si avvicinarono, iniziammo così l’accademia insieme, creando un legame che mi porta a sentirli tuttora molto vicini, non una semplice amicizia. Attraverso l’accademia conobbi ancora più a fondo " I Ragazzi del Lago" e soprattutto Carlo. Rimasi subito impressionato da questo uomo, dal suo parlare, dai suoi gesti scaturiva amore, tanto che ancora ricordo quando si interrompeva per salutare e ad accogliere noi, i ragazzi di Ferrara, e subito dopo continuava l’incontro in cui diversi giovani gli facevano domande, e rimanevo affascinato dalle sue risposte sagge e profonde. Purtroppo però ac- 64

canto a questi momenti di bene, continuava il mio rapporto con i compagni di scuola, ai quali però temevo di raccontare quanto di bello avevo vissuto; cercavo continuamente di nascondere parti di me (soprattutto il fatto che frequentassi l’accademia) perché ero certo che avrebbero riso. Già in parte venivo escluso perché andavo a messa o non avevo il coraggio di bestemmiare. Comunque la voce si sparse e per me era arrivato il momento di scegliere quale compagnia frequentare, ovvero pomeriggi trascorsi seduti su panchine, oppure i ragazzi dell’accademia. In quel momento volevo sentirmi grande e preso in considerazione, quindi scelsi di entrare nel “branco”, iniziando quello che ora posso ritenere il periodo più buio della mia vita. L’unico modo per non annoiarsi era la droga e di conseguenza tornare a casa tardi e inventarsi milioni di scuse, solo per non essere scoperto dai genitori. In realtà se ne accorsero subito, ma cercarono di frenare ciò che stava accadendo imponendomi continue punizioni, che scatenarono in me una ribellione nei loro confronti. Persuaso dai “nuovi amici”, decisi di frequentare sempre meno l’accademia e anche il mio rendimento scolastico si abbassò notevolmente. Dentro vivevo l’incomprensione di tutto quello che stava succedendo. Non mi spiegavo come avessi fatto a cadere così in basso e non trovavo la forza di rialzarmi. Era il 27 ottobre 2015 e mi trovavo in piazza seduto a giocare a carte. Una voce conosciuta ma insolita mi saluta, insistendo, fino a quando non decido di voltarmi. Erano Costantino e Lorenzo, alcune persone che avevo conosciuto durante lo stage al Lago di Monte Colombo.. Non potevo crederci: i due mondi che tanto faticavo a tenere distanti, ora faccia a faccia. Insieme a Lorenzo e Costantino ci avviammo verso casa mia, seduti a tavola mi dissero che Carlo voleva propormi di trasferirmi ad Assisi, dove avrei avuto la possibilità di fare teatro. Nella testa entrarono tanti pensieri, primo su tutti la preoccupazione di non vedere più i miei amici da un giorno all’altro, poi una voce nella testa sussurrava di fidarmi perché finalmente avrei avuto la possibilità di cambiare strada. Quella sera stessa feci le valigie, salutai la mia famiglia e salii in macchina in direzione di Assisi. Quella sera a cena non c’era mio papà perché era fuori casa per lavoro, ma appena salito in macchina Costantino me lo passò al telefono e scoprii che lui sapeva già tutto e che non si sarebbe mai aspettato da me un “sì” così grande ma che aveva pregato Dio perché tutto ciò accadesse. Arrivammo ad Assisi a notte fonda e quando mi svegliai il giorno successivo c’erano tutti i ragazzi della compagnia teatrale a salutarmi, ma soprattutto c’era Carlo che mi accolse, mi abbracciò e vedendomi in lacrime mi disse: «Tu ora devi solo stare tranquillo» e infatti bastò solo quello, nonostante fosse tutto nuovo. Ricominciai il liceo il 3 novembre 2015 e nel 2017 mi sono diplomato con 100. In tutto questo tempo ho avuto anche la possibilità di salire sul palco per interpretare la parte di San Francesco nel musical Chiara di Dio. Adesso mi trovo al lago per iniziare una nuova avventura: mi sono iscritto infatti all’università di Ancona nella Facoltà di Medicina nella speranza di poter prestare un giorno servizio come medico in questo luogo straordinario. Mi sono anche innamorato di una ragazza stupenda che mi sostiene. Solamente queste evidenze mi basterebbero per ritenere la mia vita bellissima, ma ho trovato una cosa che le supera tutte: l’amore di Carlo e dei miei fratelli che insieme a me ricercano Dio e scoprono la vera gioia. Elia, 19 anni 65

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