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A come Amici no° 36

A come Amici n° 36 - aprile 2018

7-8 OTTOBRE Caterina ed

7-8 OTTOBRE Caterina ed Aurora, dell’accademia di Assisi, partecipano leggendo una lettera scritta da loro: «...durante l’esperienza vissuta al lago, abbiamo ritrovato in noi emozioni profonde, che ad Assisi non provavamo più, soprattutto da quando è stato chiuso il teatro. Il senso di abbandono ci aveva cambiate, non capivamo quale fosse la strada da seguire, ci eravamo perse e non riuscivamo a ritrovare noi stesse. Appena abbiamo messo piede al lago, ci è sembrato che il mondo girasse in un altro verso, nel verso dell’amore e della pace. Quella pace l’abbiamo rivista nella luce degli occhi dei Ragazzi del Lago e piano piano siamo riuscite anche noi a provare queste emozioni, che ti entrano dentro e non escono più. Abbiamo assistito alle prove di Patto di Luce e abbiamo potuto rivivere i momenti di quando eravamo bambine e avevamo l’opportunità di interpretare gli animaletti ed ora che bambine non siamo più, abbiamo capito ciò che la vita ci prospetta, ossia seguire il bene...». [...] Denis di Torino: «Come faccio a credere, a trovare la fede, se non riesco a credere nemmeno in me?» R.: «Hai bisogno di conoscere te stesso, se non credi in te non puoi credere nemmeno in Dio perché Lui è come te, tu in piccolo e Lui in grande. Quello che fa male a te, fa male a Lui, quello che fa bene a te, fa bene a Lui. Devi cominciare la tua ricerca e cominciare a guardarti dentro, a volerti rispondere alle domande che dentro nascono spontanee. A molte domande potrai rispondere con il tuo cuore, col tuo ragionamento, con quello che leggi in un libro o che vedi in televisione. Se tu cerchi profondamente la verità, è la verità che viene da te. Poi devi anche capire che la Chiesa dice una cosa bellissima e cioè che la fede è un dono. Tu che senti questo potresti pensare “a me non me l’ha data” o “perché ad un altro sì e a me no?” La differenza è questa: è la verità che viene da te, se tu cerchi, perché Dio ti rispetta, ti lascia libero, ma se vede che tu vuoi cercarlo e sapere se Lui c’è o no allora è Lui che si manifesta. La fede deve essere ragionata, sentita e toccata con mano, allora crederai veramente in Dio. Quando arriverai a quel punto scatterà tutto dentro di te, tutto quello che farai, lo farai con amore, anche sul lavoro e ti 8

sentirai felice, contento, perché ti sentirai utile in mezzo alla società. Non ti sentirai più né solo né inutile. È la cosa più bella che possa capitare. A me è accaduto tanti anni fa. Era talmente forte dentro di me questa presenza che ho cominciato a piangere e tra la lacrime ho dovuto scrivere ciò che provavo. Se sei vivo ricerchi sempre... per esempio devi cercare una donna, poi devi cercare di mantenerla, devi sempre cercare qualcosa... allora cerca Dio! [...] Se tu sei sempre presente a te stesso controlli il male; Leo Amici diceva: «Il pensiero può essere buono o cattivo: l’idea lo compone, la coscienza lo fotografa e la volontà lo decide». È tutto nelle tue mani e nella tua libera volontà, più sei presente e meno gli istinti dominano il tuo corpo perché sei tu che metti nei binari giusti, dove e come vuoi tu, i tuoi istinti, la tua natura, la tua personalità. E questa diventa forza di carattere, diventi una persona sicura che non si lascia né intimidire né soggiogare da nulla. La sicurezza è un cuore temperato. Quando sei insicuro il cuore batte, ma se tu ti spingi oltre quella misura, il cuore si placa e lo hai temperato e costretto a battere come dici tu e non come dice l’emozione, il dubbio o l’angoscia. Pensate a quanto possiamo dominare il nostro corpo». [...] Don Luigi: «Ripeto ciò che ho detto precedentemente ai ragazzi, su cos’è che cambia in meglio il mio sacerdozio sia in parrocchia che come cappellano di ospedale. Mi cambia ogni tanto venire qui e rimotivare in me l'essere prete. Sono un prete felice ma ogni tanto ho bisogno di rimotivarmi: il Lago è una delle cose che rimotiva il mio sacerdozio di cui proprio oggi è l'anniversario. [...] Daniela Natale: «Quando il gruppo di Bagheria cantando ha dedicato la parola "padre " a Carlo ho sentito una forte emozione e mi sono ricordata di un episodio che ora vi racconto. Era il 1990. carlo con un gruppo di giovani di Cattolica si era recato a Ciitavecchia a casa di Leo Amici. Eravamo tutti insieme ed ognuno diceva qualcosa, parlando a cuore aperto. Carlo, giovane come loro, non sapeva cosa dire, aveva tante cose nel cuore ma anche tanto timore e per di più la balbuzie era un forte deterrente. Quando però toccò il turno di Carlo, che ancora cercava di allontanare qiel momento che sembrava ineluttabile in quanto ormai tutti avevano detto la loro, Leo Amici disse: «Silenzio tutti, ascoltate, adesso parla vostro padre.» Carlo in quel momento smise ogni titubanza e, pur nella commozione, parlò 9

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